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Il lavoratore non è più considerato soltanto beneficiario delle norme prevenzionistiche ma, al contempo, destinatario “iure proprio” di una serie di precetti antinfortunistici e, talvolta, addirittura, soggetto attivo del reato.
A lui il legislatore ha assegnato un ruolo nuovo e attivo: egli è stato chiamato “a uscire dalla sua inerzia di titolare del credito di sicurezza, il cui soddisfacimento è comunque autonomamente garantito e rafforzato e a farsi protagonista della sicurezza individuale e collettiva”.
Il lavoratore è al tempo stesso soggetto/oggetto dell’obbligo di sicurezza.
Il sistema sicurezza creato da tale normativa ha così inteso responsabilizzare anche il soggetto più direttamente inserito nell’organizzazione aziendale che, proprio per il suo ruolo, per la sua collocazione operativa e per il suo diretto coinvolgimento nel ciclo produttivo, meglio di chiunque altro è in grado di individuare le situazioni di rischio e i possibili rimedi. 
Per questo gli si chiede di contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Non più, dunque, solo soggetto passivo dal quale esigere il rispetto e l’esecuzione di ciò che altri soggetti stabiliscano ma attore capace di influire e influenzare, con il suo apporto, il sistema di organizzazione della sicurezza; non più solo creditore di sicurezza ma anche debitore della stessa, obbligato cioè a collaborare con gli altri soggetti della sicurezza in virtù dei compiti di intervento, di segnalazione, di controllo e del suo fattivo contributo nell’organizzazione aziendale.
Ciò in linea con le caratteristiche delle moderne organizzazioni produttive.
La prestazione di lavoro da lui resa, dunque, deve essere svolta “in condizioni di sicurezza”, grazie all’azione del datore di lavoro e dei suoi più stretti collaboratori – che restano gli obbligati principali – ma, al tempo stesso, deve essere “sicura” anche grazie al rispetto, da parte sua, degli obblighi impostigli direttamente dalla legge.
Cambia, dunque, l’impostazione di fondo: diversamente dai precedenti normativi tesi, in particolare, a imporre misure tecniche di sicurezza da aggiornare continuamente (c.d. sicurezza oggettiva), la normativa di derivazione comunitaria di seconda generazione, ha reso partecipi e corresponsabili tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione del lavoro e, dunque, gli stessi lavoratori – tradizionalmente meri soggetti beneficiari della tutela – in quanto direttamente inseriti nell’organizzazione del lavoro (sicurezza soggettiva).
Il d.lgs. n. 81/2008 ha assegnato al lavoratore il nuovo ruolo di collaboratore di sicurezza del datore di lavoro.
Egli è, pertanto, tenuto a partecipare ai programmi di formazione e addestramento organizzati dal datore di lavoro; è, altresì, tenuto a osservare le norme poste dal legislatore ed eventualmente dal datore di lavoro in materia di sicurezza; è, comunque, tenuto ad assumere comportamenti avveduti, accorti, prudenti, al fine di tutelare il bene salute sua e degli altri lavoratori e/o terzi.
Il lavoratore, in quanto parte del contratto di lavoro, ha il dovere di adempiere anche agli obblighi in materia di sicurezza. La sua prestazione non deve essere solo professionalmente adeguata – sul piano del risultato finale – ma anche svolta nel rispetto degli obblighi impostigli dalla normativa di sicurezza e dalle stesse disposizioni approntate in materia, dal datore di lavoro e/o dai suoi più stretti collaboratori.

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Portaleconsulenti Newsletter 20 settembre 2016


Il forno per asciugatura metalli è una macchina che prevede uno stadio di asciugatura ad aria calda, raggiunge alte temperature (130°/150°) nella quale il riscaldamento può essere sia elettrico che a gas metano. Ci sono vari tipi di forni:
o Forni di asciugatura a coclea 
o Forni di asciugatura a tappeto 
o Forni di asciugatura/cottura a camera statica 
o Forni di deidrogenazione.
Il forno a coclea viene utilizzato per i metalli che possono essere inseriti alla rinfusa in modo che possono ruotare tra loro senza problemi di danneggiamento. ll forno a tappeto viene utilizzato per l’asciugatura di particolari che devono essere alloggiati su di un nastro trasportatore dove è importante che non si tocchino tra loro. Il forno a camera statica è impiegato quando si richiede l’asciugatura di materiale fuori linea o quando si deve polimerizzare la vernice (sempre fuori linea) su particolari appena verniciati. I forni industriali di deidrogenazione sono impiegati per eseguire il trattamento specifico di deidrogenazione.L'asciugatura ad aria avviene attraverso un flusso riscaldato. La velocità dell'aria e la sua portata sono parametri complessi che in un forno di asciugatura da installarsi in un impianto di lavaggio risultano fondamentali. La termoregolazione (digitale) del riscaldamento dell'aria, il filtraggio del flusso aereo e il suo recupero in un circuito ermetico a ricircolo interno sono parametri che identificano la qualità di un asciugatore e il suo basso consumo elettrico (e anche il suo non impatto con ambiente di lavoro circostante).
UTILIZZO IN SICUREZZA
• Effettuare la manutenzione periodica delle macchine/attrezzature e verificare l’efficienza dei relativi dispositivi di sicurezza, nonché la tenuta del manuale d’uso e di manutenzione.
• Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle macchine/attrezzature Verificare che le macchine siano dotate di dispositivo di sicurezza che impedisca l'avviamento intempestivo in caso ritorni l'alimentazione elettrica dopo che questa era venuta a mancare.
• Prevedere una temperatura dei locali adeguata all’organismo umano, nonché aria salubre in quantità sufficiente, mediante l’installazione di idonei sistemi di ventilazione, evitando però che l’operatore sia investito dal flusso d’aria.
• Nel locale di lavorazione dove sono presenti i forni, prevedere un continuo ricambio di aria.
• Nei lavori effettuati in presenza di materiali, sostanze o prodotti infiammabili, esplosivi o combustibili, devono essere adottate le misure atte ad impedire i rischi conseguenti, quali:
o le attrezzature e gli impianti devono essere di tipo idoneo all'ambiente in cui si deve operare;
o le macchine, i motori e le fonti di calore eventualmente preesistenti negli ambienti devono essere tenute inattive; gli impianti elettrici preesistenti devono essere messi fuori tensione;
o non devono essere contemporaneamente eseguiti altri lavori suscettibili di innescare esplosioni od incendi, né introdotte fiamme libere o corpi caldi;
o gli addetti devono portare calzature ed indumenti che non consentano l'accumulo di cariche elettrostatiche o la produzione di scintille e devono astenersi dal fumare;
o nelle immediate vicinanze devono essere predisposti estintori idonei per la classe di incendio prevedibile;
o all'ingresso degli ambienti o alla periferie delle zone interessate dai lavori devono essere poste scritte e segnali ricordanti il pericolo.
• Utilizzare idonei DPI, quali guanti e prese da forno per prelevare o spostare prodotti caldi, oppure maniglie e prese per isolare il calore quando si viene a contatto con fiamma libera o superfici caldi.
• Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte degli addetti.