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Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione
DEFINIZIONI
Contratto d’appalto
Art. 1655, Cod. Civile: “Contratto nel quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro. Il lavoro viene svolto da personale dipendente e/o collaboratori di altre imprese. Il contratto intercorrente tra le Aziende prevede l’attività da svolgere e i soggetti incaricati del lavoro, che devono essere identificati e coincidenti con quelli preventivamente dichiarati. 
Contratto d’opera:
Art. 2222, Codice Civile: “Contratto nel quale una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione. Il lavoro viene svolto da un prestatore d’opera autonomo, o dal titolare di una ditta individuale”. 
Contratto di somministrazione: 
Art. 1559, Codice Civile: “Contratto nel quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell’altra, prestazioni periodiche o continuative di cose e di servizi – rif. art. 1677 c.c.). In questo caso devono essere evidenziati i costi relativi alla sicurezza. Nell’ipotesi di somministrazione lavoro, vi è responsabilità solidale con l’Agenzia somministratrice ai fini dell’adozione delle misure di prevenzione.”
Campo di applicazione
Affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno dell’Azienda o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’Azienda medesima, sempre che essa abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si volge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo.
Ad esempio contratti relativi a:
servizi (di manutenzione ed impiantistici, mensa, facchinaggio, ecc.);
forniture (di attrezzature, macchine, prodotti, semilavorati, ecc.);
lavori per esempio di manutenzione o ristrutturazione o ampliamento, ecc.).
Secondo l’art. 26, comma 1 il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell'ambito dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima: 
a)  verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all'articolo 6, comma 8, lettera g), l'idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d'opera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità: 
1)  acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e  artigianato; 
2)  acquisizione dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445.
RIUNIONE DI COOPERAZIONE E COORDINAMENTO
Qualora l’appalto preveda rischi interferenti, anche se eliminabili con interventi organizzativi, il RUP dell’appalto o il RA, dovrà convocare il rappresentante legale della ditta appaltatrice (o un suo delegato) a una riunione di cooperazione e coordinamento invitando, quando previsti, il RE e il RSPP (o suo delegato). Nel corso della riunione si dovrà:
coordinare le attività da eseguire con quella di altre ditte presenti nell’area interessata e con l’eventuale presenza di personale interno, visitatori, ecc.;
concordare la modalità di pagamento dei costi della sicurezza, quando presenti, e se tale aspetto non era stato specificato nel bando/lettera di invito (il RUP, il RA o eventualmente il RE devono autorizzare il pagamento sulla base di riscontro delle spese effettivamente sostenute ai fini della sicurezza);
concordare le modalità di verifica degli adempimenti previsti dal capitolato e dal DUVRI;
completare il DUVRI e stendere il verbale di coordinamento utilizzando la modulistica predisposta.
ESEMPIO E MODALITÀ DI COORDINAMENTO
Elaborare un Piano di coordinamento delle misure antinfortunistiche e di sicurezza
piano di lavoro (modalità di lavoro, cronoprogramma, attrezzature);
procedure di sicurezza (soluzioni per eliminare i rischi da interferenze, modifiche ed integrazioni dei piani di emergenza);
flusso di informazioni che deve essere garantito a due vie (ma soprattutto verso il committente, per consentirgli, nel suo ruolo di coordinamento, il continuo aggiornamento delle misure);
definizione di un sistema di responsabilità per il controllo del rispetto delle misure preventive (chi fa che cosa);
Il committente deve fornire all’appaltatore tutte le informazioni possibili riguardanti:
rischi specifici esistenti nell'ambiente di lavoro;
cicli di lavoro, macchine e impianti;
prevenzione degli incendi e piani di emergenza;
sostanze e preparati pericolosi;
aree ad accesso controllato, ecc.;
presenza o assenza dei lavoratori del committente durante l'esecuzione dei lavori;
utilizzo di attrezzature e servizi del committente per l'esecuzione dei lavori;
collaborazione dei lavoratori del committente all'esecuzione dei lavori.

Le seghe per il taglio di strutture in cemento armato possono essere suddivise in due tipologie:
o Sega a disco diamantato in rotazione raffreddato ad acqua, intelaiata su guide metalliche, con la funzione di tagliare pareti, pavimenti, soffitti in cemento armato, rampe di scale, ecc.;
o Sega a filo diamantato per tagliare o demolire parti di costruzioni  di grandi dimensioni, come elementi di ponti, stadi sportivi, impianti industriali, ecc.
La sega a disco diamantato è costituita da un motore elettrico o oleodinamico che scorre su guide fissate al manufatto o su proprie ruote per tagli orizzontali, ed aziona un disco diamantato per tagli di massima precisione. La scelta del disco diamantato viene effettuata in funzione del tipo di conglomerato cementizio da tagliare, dalla presenza e quantità degli indurenti superficiali, della quantità e qualità dell’acciaio di armatura e della produzione giornaliera che si vuole raggiungere. Il lavoro di taglio viene normalmente effettuato per successive “passate” di profondità crescente. La sega a filo diamantato è costituita da un motore elettrico o oleodinamico che muove una serie di pulegge che fanno scorrere sulla zona di taglio un filo inanellato con sfere al diamante.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte. Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere protetti o segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza. Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione, avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà provvedere alla relativa rimozione e verniciatura. Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere eseguite accurate verifiche sullo stato manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
Istruzioni di lavoro
• La macchina deve essere utilizzata esclusivamente da personale adeguatamente addestrato ed a conoscenza delle corrette procedure di utilizzo.
• L'attrezzatura deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di resistenza e di idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza.
• Verificare che l’attrezzatura sia corredata da un libretto d'uso e manutenzione.
• Accertarsi che l'attrezzatura sia marcata "CE".
• Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato.
• In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali.
• Tutti gli organi lavoratori devono essere segregati e dotati di dispositivo di blocco.
• Verificare che sulla sega siano installati schermi fissi ai due lati dell’utensile e una cuffia registrabile per impedire il contatto con la stessa ed eventuali schegge.
• Verificare che la sega sia dotata di carter contro il contatto con gli organi di trasmissione. 
• Verificare che la sega circolare sia dotata di coltello divisore regolato a 3 mm dalla dentatura e più basso di 5 mm rispetto alla sporgenza della lama. 
• Verificare che la sega sia collegata all’impianto di terra.
• Verificare che l’utensile sia a doppio isolamento (220V). 
• Controllare che il disco sia idoneo al lavoro da eseguire.
• Controllare il fissaggio del disco e la relativa protezione.
• Verificare il funzionamento del dispositivo di raffreddamento.
• Verificare che sulla sega sia installato un arresto di emergenza.
• Prevedere un dispositivo che impedisca il riavviamento spontaneo dopo un’interruzione dell’alimentazione elettrica.
• Vietare di effettuare operazioni di manutenzione o pulizia con la sega in moto
• Vietato l’uso dell’aria compressa per la pulizia della sega. 
• Durante l’utilizzo della macchina, adottare misure tecniche adeguate per mitigare possibili impatti ambientali, quali emissione di polveri, rumori e vibrazioni.
• Segnalare l’area di lavoro esposta a livello di rumorosità elevato.
• Per l’uso della sega osservare le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali.
• Vietare ai lavoratori della fase coordinata di avvicinarsi alla sega finchè la stessa è in funzione.
• Intorno alla sega devono essere previsti adeguati spazi per la sistemazione del materiale lavorato e da lavorare, nonché per l'allontanamento dei residui delle lavorazioni.
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione al rumore.
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione alle vibrazioni.
• Durante l’uso della sega non indossare indumenti che si possono impigliare, bracciali od altro. 
• Durante l’uso della sega ordinare ai lavoratori di utilizzare la cuffia di protezione opportunamente regolata.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti. 
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.

L’acido nitrico è un acido minerale molto forte, oltre che un forte agente ossidante. A temperatura ambiente, si presenta sotto forma di liquido incolore quando molto puro (giallo chiaro altrimenti) e dal tipico odore irritante. I suoi sali vengono chiamati nitrati e sono pressoché tutti solubili in acqua; in forma concentrata, la sostanza può causare gravi ustioni per contatto con la pelle, specie se quest'ultima presenta lesioni. L'esposizione all'acido nitrico concentrato brucia la pelle colorandola di giallo intenso. Per via della sua azione ossidante è l'unico acido minerale capace di intaccare il rame.
Dal punto di vista delle applicazioni, l'acido nitrico trova grande utilizzo nell’analisi chimica e nella sintesi organica, come reagente. Viene impiegato nella fabbricazione di esplosivi (nitroglicerina, trinitrotoluene o TNT, etc.) e di fertilizzanti per l'agricoltura (es.: il nitrato d'ammonio).  
Inoltre, viene molto utilizzato in metallurgia e nella raffinazione dei metalli, data la sua capacità di reagire con la maggior parte di essi. 
PROCEDURE DI UTILIZZO
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi).
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità), nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto.
• Conservare il prodotto in ambienti adeguatamente areati e in contenitori non soggetti a corrosione e protetti da eventuali urti.
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione anche attraverso l'attivazione di impianti di aspirazione localizzati.
• Aerare gli ambienti durante l’uso.
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande, perché possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico.
• Impedire il più possibile l'eventuale evaporazione inutile dei prodotti usandone la quantità minima per il lavoro, mantenendo i coperchi sui contenitori e usando contenitori sigillati.
• L'uso e la conservazione devono avvenire sempre secondo quanto riportato sull'etichetta dei prodotti in esame.
• Non lasciare in giro indumenti contaminati dai prodotti in esame. 
• Nel caso di contatto cutaneo con la sostanza, ai lavoratori viene raccomandato di utilizzare le sostanze specifiche indicate per la detersione e di lavarsi con abbondante acqua corrente. Togliere scarpe e vestiti contaminati sotto getto d’acqua e consultare il medico.
• In caso di ingestione, bere abbondantemente acqua e non indurre il vomito perché provoca il rischio di perforazione. Chiedere immediatamente l’intervento medico.
• In caso di inalazione, trasportare la persona all’aria aperta e nel caso il malessere persista consultare il medico.
• In caso di contatto con gli occhi, lavare con abbondante acqua per almeno 15 minuti mantenendo le palpebre aperte e chiedere l’intervento del medico.
• Collocare in prossimità del luogo di lavoro docce di emergenza e fontanelle oculari.
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione.
• Il prodotto non è infiammabile, ma può provocare incendi o esplosioni a contatto con materiali combustibili, perciò tenere lontano da fonti di calore, eliminare tutte le fiamme libere e le possibili fonti di ignizione e vietare di fumare.
• Utilizzare misure antincendio e mezzi di estinzione idonei, quali povere chimica o acqua nebulizzata per raffreddare i contenitori integri, facendo attenzione a non immettere acqua nei contenitori.
• Vietare severamente di versare in fogna i residui chimici, contattare le Autorità preposte o Aziende specializzate ed autorizzate allo smaltimento di tali rifiuti secondo la normativa vigente.
• Indossare i necessari dispositivi di protezione (guanti, tute protettive, maschere respiratorie con filtri e grado di protezione adeguato al rischio, occhiali protettivi, stivali).