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PROROGA SICUREZZA: Approvato dal Senato il disegno di legge di conversione del D. L. n. 207/2008

Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti approvato con il nuovo titolo

"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti "
è stato approvato un emendamento che introduce ulteriori proroghe riguardanti ancora l'applicazione del D. Lgs. n. 81/2008.
All'articolo 32 del D. L. n. 207/2008 sono stati aggiunti ai due commi, di seguito riportati:

All'articolo 32 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«2-bis. All'articolo 3, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo
9 aprile 2008, n. 81, le parole: "entro e non oltre dodici mesi dalla
data di entrata in vigore del presente decreto legislativo" sono sostituite
dalle seguenti: "entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata
in vigore del presente decreto legislativo".
2-ter. All'articolo 3, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo
9 aprile 2008, n. 81, le parole: "Con i successivi decreti, da emanare
entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai
sensi dell'articolo 17, comma 3" sono sostituite dalle seguenti: "Con decreti,
da emanare entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, ai sensi dell'articolo 17, comma 2"».

Quindi,è stato esteso da 12 a 24 mesi dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 81/2008 il termine entro cui devono essere emanati i decreti applicativi del decreto legislativo per quelle particolari amministrazioni indicate nell'art. 3 comma 2, primo periodo, del D. Lgs. n. 81/2008 (Forze armate e di Polizia, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, strutture giudiziarie e penitenziarie, università, istituti di istruzione di ogni ordine e grado, ecc.) ed è stato esteso da 12 a 24 mesi dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 81/2008, il termine entro cui devono essere emanati i decreti per dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamento con la disciplina recata dal D. Lgs. medesimo della normativa relativa (art. 3 comma 2, secondo periodo del D. Lgs. n. 81/2008) alle attività lavorative a bordo delle navi, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, in ambito portuale, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, e per il settore delle navi da pesca, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, e l'armonizzazione delle disposizioni tecniche di cui ai titoli dal II al XII del medesimo decreto con la disciplina in tema di trasporto ferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n. 191, e relativi decreti di attuazione.


Consegna del documento di valutazione dei rischi unicamente su supporto informatico

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con interpello n. 52 del 19 dicembre 2008, ha risposto ad un quesito della Confcommercio, in merito alla possibilità di consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del documento di valutazione dei rischi unicamente su supporto informatico.

La risposta in sintesi:

".... Atteso quindi che la nuova previsione normativa prevede la “consegna del documento” è da valutare se la consegna al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di un terminale (pc portatile connesso con la rete aziendale) contenente il documento di valutazione dei rischi dell’unità produttiva di competenza e consultabile all’interno dei locali aziendali, risponda al dettato normativo.Si ritiene che, non essendo prevista alcuna formalità per la consegna del documento, l’adempimento all’obbligo di legge è comunque garantito mediante consegna dello stesso su supporto informatico, anche se utilizzabile solo su terminale video messo a disposizione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza giacché tale modalità, consentendo la disponibilità del documento in qualsiasi momento ed in qualsiasi area all’interno dei locali aziendali, non pregiudica lo svolgimento effettivo delle funzioni del rls.".


Datore di lavoro con compiti di Responsabile del Servizio di Prevenzione

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, rispondendo, in data 3 marzo 2008, ad un interpello del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro in merito al fatto se il datore di lavoro che svolge direttamente il compito di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi, debba possedere i requisiti e le capacità professionali previsti dall’art. 8-bis del decreto legislativo in oggetto e seguire i relativi corsi, si è così espressa:

"....non è richiesto al datore di lavoro il possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore né dell’attestato di frequenza al corso per RSPP previsto dall’art. 8-bis, ma solo l’attestazione di frequenza di un corso di formazione in materia di sicurezza e salute sul luogo di lavoro, organizzato nel rispetto di quanto previsto dall’art. 3 del D.M. 16 gennaio 1997.".


Dichiarazione valutazione rischi da parte della azienda utilizzatrice

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, rispondendo, in data 17 settembre 2007, ad un interpello della Confederazione Italiana delle Associazioni delle Imprese Fornitrici di Lavoro Temporaneo (Confinterim) relativamente alla prassi, nell’ambito del contratto di somministrazione di lavoro, consistente nell’acquisizione, da parte del somministratore in sede di stipulazione del contratto con l’utilizzatore, di una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa utilizzatrice che attesti l’esecuzione della valutazione dei rischi ex art. 4 D.Lgs. n. 626/1994 presso l’azienda utilizzatrice medesima, si è così espressa:

"....si ritiene pertanto che una semplice dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte del legale rappresentante dell’impresa utilizzatrice, sebbene possa sempre produrre effetti civili in tema di responsabilità contrattuale tra le parti secondo i principi generali del diritto civile, sia sufficiente ad esentare da responsabilità l’azienda utilizzatrice rispetto al comportamento ad essa richiesto e sanzionato come illecito amministrativo ai sensi del citato art. 18, comma 3 D.Lgs. n. 276/2003 solo nei casi in cui la stessa legge prevede in capo all’utilizzatore l’esecuzione della valutazione dei rischi con la modalità dell’autocertificazione (v. art. 4, comma 11, D.Lgs. n. 626/1994), dovendosi il somministratore accertare negli altri casi dell’avvenuta predisposizione del documento di valutazione dei rischi da parte dell’utilizzatore, quanto meno per presa visione del documento stesso: non certo nei termini di una assunzione di responsabilità nel merito tecnico della valutazione dei rischi da parte de somministratore (si veda al riguardo la circolare di questo Ministero MLPS n. 7/2005), ma almeno per accertare il fatto che la valutazione stessa sia stata effettivamente eseguita.".


Min. Lavoro: interpello - amianto e benefici per i lavoratori

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rispondendo in data 16 maggio 2006, ad una istanza di interpello presentata dalla Confindustria in materia di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto, ha affermato che "relativamente alla salvaguardia delle aspettative maturate da i lavoratori in relazione alla disciplina previgente alla data di entrata in vigore della riforma, con successive disposizioni normative, è stata progressivamente estesa l'operatività della disciplina previgente, in base alla quale non era precluso all'INAIL l'accertamento dell'esposizione qualificata del lavoratore all'amianto, in relazione alla concreta situazione fattuale anche per periodi successivi all'entrata in vigore della legge n. 257/1992. Da ciò consegue, altresì, che i lavoratori ai quali continua ad applicarsi la disciplina previgente, per effetto dell'accertata esposizione qualificata ultradecennale all'amianto verificatasi entro il 2 ottobre 2003, possono perfezionare i requisiti pensionistici, anche in base al beneficio di cui trattasi, successivamente alla data del 2 ottobre 2003, anche qualora alla medesima data, non abbiano presentato la relativa domanda o non abbiano ancora ottenuto il rilascio della certificazione".


L'obiettivo finale: fare dell'INAIL non solo un Ente pubblico assicuratore, ma un vero e proprio consulente globale della sicurezza e della prevenzione sui luoghi di lavoro. Intervistato da Davide Colombo su "il Sole24Ore", il Presidente-Commissario straordinario dell'INAIL, Marco Fabio Sartori, ha anticipato alcune delle linee più significative del suo piano industriale, in corso di completamento in questi giorni. Tra i traguardi fissati da Sartori anche la massima ottimizzazione del patrimonio immobiliare non strumentale dell'Istituto (valutato attorno al miliardo e mezzo di euro), per generare risorse che finanzieranno investimenti per la messa in sicurezza delle piccole e medie imprese, la categoria di aziende dove il tasso infortunistico è più alto. Vediamo, in dettaglio, alcuni punti del piano illustrato da Sartori.



Per partire un fondo di 250 milioni. "I dettagli sono ancora da definire", ha detto il Presidente dell'INAIL, "ma credo che un fondo iniziale di 250 milioni potrebbe rappresentare un'adeguata base di partenza. Ci muoveremo nell'attuale quadro normativo che consente all'INAIL di utilizzare fino al 7% dei fondi disponibili e lo faremo senza toccare le disponibilità di cassa dell'Istituto che, con l'utile di 1,7 miliardi del 2008, salgono a quasi 14 miliardi depositati in tesoreria".



Un soggetto privato specializzato il "regista" dell'operazione. Secondo Sartori resta ancora da valutare a chi dare la responsabilità del progetto - ovvero, se farlo "in casa", oppure rivolgersi a un fondo immobiliare -, "ma è possibile che alla fine la scelta sarà quella di affidarci ad un soggetto privato specializzato individuato attraverso una gara". L'INAIL eventualmente potrebbe anche gestire direttamente una società-veicolo cui verrebbe trasferita in toto l'attività di valorizzazione del patrimonio immobiliare già oggi a reddito.



Più sedi integrate con Inps e Inpdap per liberare nuove risorse. La chiusura, il prossimo mese di aprile, dell'operazione Scip2 - l'intervento di cartolarizzazione basato sulla vendita di parte degli immobili degli enti previdenziali - e la possibilità, stabilita nel ‘Milleproroghe', che l'inoptato tornerà nel patrimonio dell'INAIL, non saranno elementi in grado di condizionare il piano industriale. "Vedremo i valori e valuteremo il da farsi , ma la nostra operazione prescinde da questo passaggio", ha precisato Sartori. Il Presidente, piuttosto, conta di fare affidamento sulle risorse immobiliari liberate dagli accorpamenti previsti di alcune sedi di INAIL, Inps e Inpdap. "Dalle nostre analisi risulta chiaramente che anche nell'attuale congiuntura difficile per il mercato immobiliare c'è comunque un margine di valorizzazione non sfruttato piuttosto ampio", è la valutazione. "Con l'operazione di integrazione delle sedi territoriali con Inps e Inpdad libereremo altri immobili strumentali, anche di pregio, che potranno essere messi sul mercato". Sartori ha ribadito, inoltre, che l'INAIL farà "la sua parte al fianco del sistema delle imprese e dei lavoratori proprio in un momento di particolare crisi economica".



Nuovi rapporti con le aziende. Sartori ha espresso l'intenzione di instaurare una nuova logica nei rapporti con le imprese, puntando sulla collaborazione e su percorsi condivisi. "Abbiamo ottimi professionisti della sicurezza e validi tecnici che possono aiutare le aziende indicando gli interventi di ristrutturazione necessari e addirittura, se ne avremo la possibilità, studiando un percorso che preveda finanziamenti agevolati e rimborsi diluiti nel tempo", ha detto. "Il progetto punta su un forte coinvolgimento del sistema delle imprese e potrebbe rappresentare uno dei risultati operativi più interessanti, non certo l'unico, del polo della salute e della sicurezza che nascerà dal piano di riordino degli enti".



La tempistica del piano. Secondo il mandato affidato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, il piano industriale dovrebbe essere ultimato e presentato entro il prossimo mese di marzo. "Speriamo che il tempo sia sufficiente", è il commento di Sartori. Nei prossimi giorni i contenuti del progetto saranno esposti al Civ e ai sindacati. "Penso, per il Polo Salute e Sicurezza, ad una forte sinergia con Ipsema e Ispesl", ha aggiunto Sartori.



Tagli di organico per 1.328 unità. E' questa la misura del contenimento del personale che verrà realizzato, secondo quanto imposto dalla manovra d'estate. "L'organico INAIL si ridurrà di 1.328 unità e, tenendo conto delle dinamiche del personale, arriverà a 9.240 entro il 2013, con un risparmio di oltre 43 milioni", è la previsione di Sartori. "Abbiamo nel frattempo stabilizzato 540 contratti di formazione e lavoro, che dal 2000 erano in attesa di essere definiti, e deciso il blocco dei trasferimenti del personale: troppe sedi del nord vanno avanti con risorse di personale inferiori del 40% rispetto alla pianta organica prevista".

DURC e imprese straniere

Pubblicato da Lilino Albanese | 11:50

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con interpello n. 6 del 6 febbraio 2009, ha risposto ad un quesito della Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria privata, in merito all’applicazione della normativa sul DURC alle imprese straniere, extracomunitarie e comunitarie, che operano il distacco dei lavoratori dipendenti sul territorio nazionale.

La risposta in sintesi:

".... ciò che forma materia tipica del DURC o di altra documentazione equivalente rilasciata dal competente Istituto del Paese straniero non può essere surrogato, nella sua funzione probante, dalla dichiarazione sostitutiva dell’interessato, né con la produzione dei modelli F24 e dei bollettini postali, anche perché si tratta di documenti insufficienti a verificare l’integrale adempimento degli obblighi previdenziali per tutti i lavoratori.".

Un viaggio virtuale in una "fabbrica-tipo" - con tanto di uffici, magazzini, area di stoccaggio e di carico e scarico delle merci, uffici e catena di montaggio - alla scoperta delle buone e delle cattive condizioni di lavoro. Tutto quanto online, tutto quanto in 3D, tutto quanto semplicemente "a portata di mouse". Il ministero del Lavoro francese ha inaugurato pochi giorni fa un interessante sito internet interamente dedicato ai temi della prevenzione e della sicurezza.

Pensato in maniera specifica per il personale e gli imprenditori delle piccole e medie imprese - la tipologia di aziende che rappresenta, come per l'Italia, la quasi totalità dell'industria nazionale - "Travailler mieux" mette a disposizione dei navigatori, in modo decisamente accattivante, un patrimonio di informazioni importante e, soprattutto, facilmente fruibile. A partire, per l'appunto, da un web-viaggio all'interno di uno stabilimento - efficacemente riprodotto in una colorata grafica tridimensionale - illustrato, area per area, momento produttivo per momento produttivo, in tutti i suoi potenziali pericoli.

Un esempio: cliccando nella parte dell'edificio che rappresenta la catena di montaggio una schermata riproduce le principali attività di questa fase di lavoro, sottolineando per ciascuna di esse i principali rischi professionali. Appositi filmati, così, mostrano come solitamente ogni mansione viene svolta, evidenziando in particolare tutti gli elementi che più facilmente possono originare un infortunio. Un altro filmato, invece, mostra la stessa mansione eseguita in modo "virtuoso", elencando a lato dello schermo gli elementi-base da rispettare in nome della sicurezza (dalle apparecchiature di cui deve essere dotata l'azienda, alle strumentazioni per il lavoratore, al loro corretto utilizzo da parte sua).

Il sito, però, non si limita a questo. Da segnalare, infatti, anche due originali "motori di ricerca": uno che correla per ogni categoria di lavoro (segretario, commerciante, operaio, trasportatore, etc) i suoi specifici rischi professionali (con le relative strategie preventive da seguire) e un altro che dettaglia tutti i generali elementi di pericolo (dallo stress all'utilizzo di sostanze tossiche), offrendo soluzioni e consigli in nome della prevenzione. Infine, il portale mette a disposizione dei suoi fruitori anche leggi, dati, dossier ed esempi concreti di buone pratiche messi in atto da alcune imprese della Francia.

PRIVACY D.Lgs. 196/03

Pubblicato da Lilino Albanese | 18:06


Il software per la gestione degli adempimenti previsti dal Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/03).
Si rivolge a:

Pubbliche Amministrazioni
Grandi Aziende
La raccolta dei dati necessari alla compilazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPSS) e di tutta la documentazione richiesta dal Codice Privacy (D.Lgs 196/2003), viene semplificata notevolmente, grazie alla procedura automatica di compilazione e ai menu’ a cascata, che supportano l’utente con un percorso personalizzato.

Le caratteristiche principali sono:

Semplicità d’uso, completezza e professionalità degli elaborati
Adeguato e aggiornato alla normativa vigente
Gestione delle nomine e dei trattamenti
Valutazione rischi
Generazione automatica degli adempimenti
Stampe in formato MS-Word
Tutor multimediale e guida in linea per un semplice utilizzo del software
Possibilità di personalizzazione su diversi tipi di database.
Servizi in outsourcing
Verifica delle attività
Registrazione degli accessi
Elenco degli amministratori di sistema

Dal 1 Aprile 2006, in base al decreto Legislativo 196/2003, bisogna predisporre una serie di adempimenti per tutelare: "qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente o associazione, identificati o identificabili anche indirettamente mediante riferimenti a qualsiasi altra informazione, compreso un numero di identificazione personale"

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GestProtocSys permette la gestione di tutte le fasi della protocollazione dei documenti sia in formato cartaceo che elettronico, attraverso una serie di funzionalità di acquisizione del documento mediante periferiche in input (scanner), sia attraverso l’acquisizione automatica per posta elettronica . L’applicazione gestisce la proliferazione degli utenti a cui è possibile associare specifiche funzioni grazie ad un sistema di gestione “accessi”.


È possibile differenziare,attraverso un apposito archivio richiamabile, la protocollazione anche attraverso la distinzione per tipologia di documenti o per tipologia di corrispondenza (interna/esterna).
Interfaccia standard gestita in modalità userfriendly attraverso un menu ad albero di scelta in combinazione con le scelte di menu a tendina e i pulsanti veloci personalizzabili. Tracciabilità documenti consente di smistare la documentazione ad altri uffici conservando lo storico del passaggio di ogni documento. Inderogabilità dei dati e Personalizzazioni.


La Sicurezza è garantita attraverso funzionalità di database quali:

- Elaborazione completa delle transazioni
- Integrità referenziale e delle entità integrata, compresi aggiornamenti e cancellazioni a cascata.
- Convalida rapida dei database
- Possibilità di protezione protocollo
- Backup online

REQUISITI DI SISTEMA
-Microsoft Windows 98/SE ME 2000 XP Server2003 Vista
- 128MB Memoria Ram
- 150MB di spazio disponibile sull’hd
- Unità CD-rom

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(Software integrabile con Sicurnet Lavoro)

Sicurnet Visite Mediche è il software rivolto PubblicheAmministrazioni che consente la gestione di tutte le attivitàlegate alle visite mediche (esami e vaccinazioni) obbligo di leggeper alcuni settori lavorativi (D.Lgs. n.81 del 09.04.08) permettendocosì la redazione dello storico e dello scadenziario.Il software permette inoltre la redazione della cartella sanitariae di rischio con la stampa del giudizio di idoneità..

Il software permette di salvare e stampare i seguenti documenti in formato .doc, .docx, .pdf, .rtf, .txt, .html in maniera totalmente indipendente da Microsoft Office, OpenOffice, (etc...):
- Protocollo di Sorveglianza Sanitaria
- Storico Prestazioni Mediche effettuate
- Piano Sanitario Aziendale
- Scadenzario
- Cartella clinica
- Cartella sanitaria e di rischio
- Giudizio di idoneità

Tra le principali funzionalità del software, si evidenziano:

•Gestione illimitata del numero di dipendenti
•Gestione permessi: consente di personalizzare l'accesso al software in base al proprio profilo
Identificazione dei rischi a cui è sottoposto il dipendente attraverso un database completo e ulteriormente ampliabile dall’utente
•Possibilità di redigere il Protocollo Sanitario per mansioni
•Gestione dello storico visite per ogni dipendente e per ogni azienda con l’archiviazione e l’aggiornamento dei risultati degli esami e lo stato di tutte le vaccinazioni
•Redazione dello scadenziario con l'elenco di tutte le scadenze del dipendente selezionato e dell’azienda
•Possibilità di utilizzare archivi di base già completi (rischi, visite mediche, esami ematochimici e tossicologici, vaccinazioni) ulteriormente ampliabili dall’utente. Gli elementi degli archivi sono corredati di scheda tecnica e riferimenti normativi

Gli archivi di base del software sono organizzati in modo tale da contenere già i collegamenti per le visite e gli esami, associando i rischi (o le mansioni) al dipendente in automatico sarà visualizzato il Protocollo di Sorveglianza Sanitaria con le visite da effettuare

- Riepilogo scadenze con la redazione del calendario con gli appuntamenti per mese
- Integrazione con il software Sicurnet Lavoro, in particolare se ai dipendenti sono stati collegati i rischi delle fasi lavorative, tali rischi saranno visualizzati in automatico con le visite da effettuare all’interno del software, l’utente dovrà soltanto redigere la cronologia delle visite

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SICURNET - DUVRI concepito e studiato per le soddisfare le esigenze della pubblica amministrazione a seguito dell’entrata in vigore del D. Lgs. 81/08 rappresenta un valido strumento per effettuare la redazione del DUVRI in caso di appalti o subappalti di lavori forniture o servizi da eseguire all’interno della propria struttura.

Che cos’è il DUVRI ?

“L’art 26 del D.lgs. 81/08 recita : ” Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2 elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data”

Con il nuovo “Testo unico ” quindi, oltre viene introdotto un documento importante ai fini della tutela della sicurezza dei lavoratori, che risulta essere strettamente complementare ai contatti d’appalto di lavori servizi e forniture e pertanto molto vicino al D. Lgs. 163/06 .
Anche nelle pubbliche amministrazioni vige l’obbligo di redigere il DUVRI da parte del datore di lavoro,che nello specifico valuterà i rischi derivanti da possibili interferenze delle lavorazioni date in appalto e lo svolgimento dell’attività lavorativa dell’ente stesso.

SICURNET - DUVRI fa parte della Consolle dedicata alla Gestione della Sicurezza Luoghi di Lavoro negli Enti Pubblici: SICURNET ENTI

- Gestione illimitata del numero di dipendenti
- Il software permette di stampare i documenti con Editor interno InfoWord, per le stampe dei documenti in formato doc, docx , rtf , pdf , html non necessita la presenza di Microsoft Office
- Gestione permessi: consente di personalizzare l'accesso al software in base al proprio profilo
- Gestione di più imprese appaltatrici
- Individuazione rischi ambiente lavorativo
- Studio interferenze temporali con Diagramma di Gantt
- Checklist rischi appaltatore
- Stima costi della sicurezza

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Gestione della sicurezza luoghi di lavoro “ Enti Pubblici ”

SICURNET ENTI è il software per la gestione della sicurezza dei luoghi di lavoro nelle Pubbliche Amministrazioni. Alla luce dell’entrata in vigore del D.Lgs. 81/08 il Consorzio Infotel propone una soluzione software per la gestione della sicurezza dedicata alle fasi lavorative all’interno di un Ente. Lavori di : pulizia, al videoterminale, manutenzione impianti, tinteggiature e tante altre fasi lavorative analizzate e sviluppate in termini di valutazione dei rischi e adozione delle misure preventive e protettive adeguate. I luoghi di lavoro possono essere, settori, uffici, sedi dislocate e per ogni luogo definito viene eseguita la valutazione dei possibili rischi.

Tra le principali funzionalità del software, si evidenziano:

• Possibilità di gestire per ogni settore più uffici o sedi dislocate;
• Per ogni singolo ufficio sarà possibile inserire le singole postazioni di lavoro
•Gestione dei permessi
•Gestione illimitata del numero di dipendenti
•Possibilità di gestire per ogni azienda più unità produttive (stabilimenti/sedi)
•Prototipi specifici per Enti pubblici
•Redazione Segnaletica di Salute e Sicurezza
•Integrazione con il modulo LavoroSystemWEB per l’esperimento automatico ed informatizzato delle attività di auditing del RSPP
• Utilizzo di archivi di base a corredo dell software completi di: Categorie ISTAT-Ateco 2007, Attività Prototipo, Gruppi di Verifica, Macchine, Attrezzature, Sostanze, Impianti, DPI, Segnaletica, Protocollo Sanitario) ulteriormente ampliabili dall’utente
• Elementi degli archivi con scheda tecnica e riferimenti normativi, immagini e relative misure di prevenzione e protezione
• Gestione del programma di miglioramento tramite una check list dei gruppi di verifica inseriti
• Redazione e stampa del DUVRI ai sensi dell'Art. 26, Comma 3 D. Lgs 81/2008 (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze) per la gestione dei lavori di appalto/subappalto, forniture e servizi tramite modulo (vendibile anche separatamente SICURNET - DUVRI )
• Redazione dei costi relativi alla sicurezza del lavoro (Art. 26, Comma 3 D. Lgs 81/08 , D. Lgs. 163/06)
• Redazione del Piano di Emergenza ed Evacuazione
• Gestione formazione/informazione dei dipendenti
• Stampa delle nomine ed autocertificazione dei rischi
• Funzionamento in rete LAN o anche tramite modulo di immissione dati via Web
• Backup e ripristino dei dati
• Editor interno InfoWord, per le stampe dei documenti in formato doc, docx , rtf , pdf , html non necessita la presenza di Microsoft Office

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Le Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex decreto legislativo n. 231/2001 forniscono alle associazioni e alle imprese indicazioni di tipo metodologico su come predisporre un modello organizzativo idoneo a prevenire la commissione dei reati indicati nel decreto, consentendo all'ente l'esonero dalla responsabilità e dalle relative sanzioni (pecuniarie e interdittive).

Le indicazioni fornite nelle Linee Guida richiedono un successivo adattamento da parte delle imprese. Ogni modello organizzativo, infatti, per poter esercitare la propria efficacia preventiva, va costruito tenendo presenti le caratteristiche proprie dell'impresa cui si applica. Il rischio reato di ogni impresa è strettamente dipendente dal settore economico, dalla complessità organizzativa - non solo dimensionale - dell'impresa e dell'area geografica in cui essa opera.
Adozione di un modello organizzativo: quali vantaggi per le imprese
sgsl,
La legge prevede l'adozione del modello di organizzazione, gestione e controllo in termini di facoltatività e non di obbligatorietà, tuttavia la mancata adozione del modello espone l'ente alla responsabilità per gli illeciti realizzati da amministratori e dipendenti. L'adozione del modello diviene, pertanto, di fatto necessaria se si vuole beneficiare dell'esimente.

Prescindendo dall'aspetto strettamente giuridico-sanzionatorio, l'adozione di un sistema di regole volte a ribadire la compliance dell'impresa non solo rispetto a norme giuridiche, ma anche a valori di tipo etico può rappresentare un'opportunità. L'adozione di un modello organizzativo che renda le procedure interne più trasparenti, oltre a garantire l'esenzione dalla responsabilità amministrativa, costituisce infatti un'occasione di crescita e sviluppo per le imprese, migliorando, da un lato, il loro rapporto con la società e, quindi, la loro immagine pubblica e, dall'altro, riducendo i costi di transazione derivanti da eventuali azioni legali e da processi di contrattazione.
Consapevoli di tali vantaggi molte imprese hanno volontariamente adottato codici etici e modelli di organizzazione, gestione e controllo, già prima dell'entrata in vigore del decreto n. 231. Al riguardo, anche Confindustria ha adottato un proprio Modello di organizzazione, gestione e controllo ex decreto 231.

L'aggiornamento delle Linee Guida

La prima versione delle Linee Guida, elaborata nel 2002 dal Gruppo di lavoro sulla "Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche", costituito nell'ambito del Nucleo Affari Legali, Finanza e Diritto d'Impresa di Confindustria, è stata approvata dal Ministero della Giustizia nel giugno 2004. Il primo aggiornamento, sulla base anche dei rilievi sollevati dal Ministero, aveva riguardato, in particolare, l'ambito delle aree a rischio reato, i protocolli preventivi e l'Organismo di Vigilanza. Ulteriori aggiustamenti erano stati apportati in considerazione delle prime esperienze applicative realizzate dalle associazioni e dalle imprese, nonché delle novità intervenute sugli assetti interni delle società di capitali per effetto della riforma del diritto societario.

A seguito dei numerosi interventi legislativi che, nel frattempo, hanno modificato la disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti, estendendone l'ambito applicativo a ulteriori fattispecie di reato, il Gruppo di lavoro di Confindustria ha provveduto ad aggiornare le Linee Guida per la costruzione dei modelli organizzativi. Nel febbraio 2008 la versione aggiornata delle Linee Guida è stata trasmessa al Ministero della Giustizia.

L'adeguamento delle Linee Guida, che ha riguardato sia la parte generale che l'appendice relativa ai singoli reati (c.d. case study), è diretto a fornire indicazioni in merito alle misure idonee a prevenire la commissione dei nuovi reati-presupposto. Si tratta, in particolare, dei reati di: abusi di mercato, pedopornografia virtuale, pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, criminalità organizzata transnazionale, omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro, riciclaggio. Con specifico riferimento agli abusi di mercato, l'adeguamento è stato realizzato a seguito di un approfondito confronto con la Consob.

Il 2 aprile 2008 il Ministero della Giustizia ha comunicato la conclusione del procedimento di esame della nuova versione delle Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo. Le Linee Guida sono state approvate in quanto l'aggiornamento è stato ritenuto "complessivamente adeguato e idoneo al raggiungimento dello scopo fissato dall'art. 6, comma 3 del D. Lgs. n. 231/2001".

Il Ministero ha inoltre ricordato che la piena efficacia delle Linee Guida lascia impregiudicata ogni valutazione sulle modalità della loro implementazione e sulla concreta attuazione dei modelli di organizzazione e gestione da parte dei singoli enti, affiliati o meno all'Associazione.
La nuova versione delle Linee Guida (v. allegato) sostituisce la precedente del 24 maggio 2004.

Le Linee Guida di Confindustria

LINEE GUIDA SGSL PER UNA IMPRESA DI COSTRUZIONI
ISTRUZIONI OPERATIVE PER L'ISTITUZIONE E L'ATTUAZIONE DI UN SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO E SUGGERIMENTI PER LA CERTIFICAZIONE DEL SGSL REALIZZATO

Considerato che:
- la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro costituisce parte integrante della gestione generale dell'azienda e che i SGSL costituiscono uno degli strumenti per favorire tale integrazione;
- l'art. 9 della legge n. 123/2007 estende la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro, prevedendo pesantissime sanzioni economiche ed interdittive.
Da tali pesantissime sanzioni vanno esenti le imprese che hanno adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire i reati di cui sopra;
- nel D. Lgs. n. 81 /2008 (Testo unico sulla sicurezza) si danno indicazioni sui modelli di organizzazione e gestione aventi efficacia esimente della responsabilità di cui al D. Lgs. n. 231/01 e, al comma 5 dell'art. 30 del D. Lgs. 81/08, si legge: "In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 Settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all'articolo 6." .

Le presenti istruzioni operative hanno la finalità di facilitare le imprese di costruzione nel complesso compito di istituire e attuare un Sistema di Gestione della Salute e della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) coerente con i requisiti previsti dalle "Linee guida per un Sistema di Gestione della Salute e sicurezza sul Lavoro (SGSL)" prodotte da UNI e INAIL nel 2001 tramite un gruppo di lavoro a cui hanno partecipato, oltre a UNI e INAIL, l'ISPESL e le parti sociali (CGIL, CISL e UIL per i lavoratori e CNA, CONFAGRICOLTURA, CONFAPI, CONFARTIGIANATO e CONFINDUSTRIA per i datori di lavoro).

Le presenti istruzioni operative sono coerenti anche con le "Indicazioni specifiche per l'applicazione nelle aziende di costruzioni esercenti cantieri temporanei e mobili", elaborate dallo stesso gruppo di lavoro di cui sopra e approvate il 24 giugno 2003.
Infine le presenti istruzioni operative risultano coerenti col "Codice di comportamento delle imprese di costruzione" redatto dall'ANCE in ottemperanza del disposto dell'art. 6, comma 3 del D.Lgs n. 231/2001 e approvato dal Ministero della Giustizia nella sua versione aggiornata.

Scarica Linee Guida >

LA VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LE IMPRESE EDILI

Il Testo Unico e la valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi allarga il campo: il datore di lavoro dovrà considerare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. In particolare, dovrà tener conto dello stress da lavoro e dei rischi legati alle differenze di genere, all'età e alla provenienza da altri Paesi.
Il Testo Unico introduce nuove modalità per svolgere la valutazione dei rischi, che variano in base al numero dei lavoratori. Le aziende che occupano fino a 50 dipendenti e che non presentano particolari profili di rischio potranno seguire una procedura standardizzata, che deve essere stabilita da un decreto interministeriale. Nell'attesa:per le aziende fino a 10 dipendenti, è sufficiente l'autocertificazione; per le aziende fino a 50 dipendenti si applicano le regole ordinarie

LA SOLUZIONE DI CONSORZIO INFOTEL PER LE IMPRESE EDILI
POS & DVR

La valutazione dei rischi
La valutazione rischi, è un'operazione da praticare anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro.
L'oggetto della valutazione deve riguardare, secondo le nuove norme, tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui:
quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004
•· quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151
•· quelli connessi alle differenze di genere, all'età, la provenienza da altri Paesi
Il Documento di Valutazione DVR per un'impresa edile
Il documento redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere (art. 28 comma 2):
a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;
b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione;
c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;
f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.
La data certa costituisce sicuramente una novità introdotta dal Testo Unico. Inoltre, rispetto ai contenuti previsti dal D.Lgs. 626/94, sono stati aggiunti i punti dal d) al punto f), che rappresentano la necessità di evidenziare nel documento come si intende effettivamente realizzare quanto previsto (il "come" e il "chi fa cosa").
Inoltre, si sottolinea come sia specificato dallo stesso articolo 28 del Testo Unico, che il contenuto del documento di valutazione deve altresì rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei titoli successivi al primo dello stesso decreto (es. rischi da agenti fisici, chimici, biologici, ecc.).
In un'impresa edile, quindi devono essere considerate tutte le possibili lavorazioni che può effettuare l'impresa, nonché i rischi legati agli eventuali uffici e/o magazzini legati alla sede dell'impresa.

Il POS (Piano Operativo di Sicurezza)
È all'Articolo 96 - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti del D.lgs.81/08 al comma 1 che viene specificato l'obbligo della redazione del POS da parte delle imprese esecutrici.
Le imprese esecutrici prima di iniziare i lavori devono redigere un loro PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS) da considerare come piano complementare di dettaglio del PSC. In riferimento all'Allegato XV, tale piano è costituito dall'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute specifici per quell' impresa e per quell' opera, rispetto all'utilizzo di attrezzature e alle modalità operative. È completato dall'indicazione delle misure di prevenzione e protezione dei DPI. Il POS descrive quindi le modalità di gestione in sicurezza delle attività (fasi lavorative) esercitate da una singola impresa e deve essere avallato dal Coordinatore per l'esecuzione sia per la validità intrinseca che per le possibili interazioni con il POS di altre imprese.

Si tratta di un vero e proprio documento di valutazione rischi specifico del cantiere, tant'è che l'elaborazione del POS costituisce, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1, lettera a) "la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall'articolo 28".

Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP)

Il servizio di prevenzione e protezione ha la funzione di supportare il datore di lavoro in tutti gli adempimenti legati alla gestione della sicurezza e dell'igiene nell'ambiente di lavoro.
In genere nelle imprese di costruzioni il SPP è costituito da personale interno, anche se l'obbligo del SPP interno si applica solo alle imprese con più di 200 dipendenti. Se le risorse all'interno dell'azienda non sono sufficienti è possibile ricorrere a persone o servizi esterni in possesso delle capacità necessarie e dei mezzi adeguati. Sono possibili anche soluzioni intermedie laddove sia richiesto l'apporto di tecnici con specifica esperienza nella definizione di procedure legate a particolari fattori di rischio.

Nelle aziende più piccole il SPP può essere costituito dal solo Responsabile del servizio.
In tutti i SPP il datore di lavoro deve individuare il Responsabile di tale servizio (RSPP).
Per il settore edile nelle imprese fino a 30 dipendenti il datore di lavoro può svolgere direttamente tale compito a condizione di aver partecipato ad un apposito corso di formazione in materia (il corso non è obbligatorio solo nel caso in cui la nomina del datore di lavoro a svolgere tale compito sia stata notificata agli organi di Vigilanza prima del 1/1/1997).
Il RSPP (qualora diverso dal datore di lavoro) deve essere in possesso delle capacità e dei requisiti fissati dall'art. 32 del D. Lgs. 81/08 e dall'Accordo del 26.01.06 stabilito in sede di Conferenza Stato-Regioni; se le risorse sono insufficienti l'incarico può essere conferito a persone esterne all'azienda stessa.

Nelle imprese di costruzioni che hanno contemporaneamente più cantieri è opportuno affiancare al RSPP gli ASPP (Addetti al SPP) presenti nei vari cantieri. Gli ASPP devono possedere le capacità ed i requisiti professionali specificati all'art. 32 del D. Lgs. 81/08.
Le sanzioni

Per la mancata valutazione dei rischi, il datore di lavoro è punito con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 5.000 a 15.000 (art 55 comma 1).
Per l'omessa elaborazione del DVR secondo le modalità di cui all'articolo 29, il datore di lavoro è punito con l'ammenda da 3.000 a 9.000 euro (art. 55 comma 3).
Per l'omessa elaborazione del POS ( specificato come obbligo all'art. 96 comma 1 lettera g),è prevista come sanzione per il datore di lavoro l'arresto da tre a sei mesi o l'ammenda da 3.000 a 12.000 euro (articolo 159 comma 1) Inoltre, la mancata elaborazione del DVR costituisce una violazione grave (come specificato all'ALLEGATO I del Testo Unico), e, l'accertamento della reiterazione può comportare la "sospensione dell'attività imprenditoriale".

Ho sentito parlare del sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (S.G.S.L). In che cosa consiste? è obbligatorio?
Non vi è l'obbligo di adozione di sistemi di gestione della sicurezza. Un SGSL è finalizzato a garantire il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza che l'azienda si è data allo scopo di ridurre i propri costi ed aumentare i propri benifici.
Gli scopi del SGSL sono infatti di:- ridurre i costi derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti, i clienti, i fornitori, i visitatori, ecc.; - aumentare l'efficienza e le prestazioni dell'impresa; - contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro; - migliorare l'immagine interna ed esterna dell'impresa.Gli step fondamentali per un sistema di gestione sono:
la pianificazione/programmazione, l'attuazione, il monitoraggio ed infine il riesame e miglioramento.
Dalla lettura dell'articolo 30 del D.Lgs. 81/08 si evince che se l'Azienda dimostra di aver adottato ed applicato efficacemente un modello di organizzazione e di gestione, è sollevata dalla responsabilità amministrativa.

Scopri di più >

Art. 28 del D.Lgs. n. 81/2008

OGGETTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI
1. La valutazione dei rischi (…) deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004 (…)
Accordo interconfederale del 9 giugno 2008

L’accordo, viene espressamente detto, non concerne la violenza, le molestie e lo stress post-traumatico, bensì esclusivamente lo stress lavoro-correlato
Definizione di stress lavoro-correlato

Lo stress è una condizione, accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere all’altezza delle aspettative.
Lo stress non è una malattia, ma una situazione prolungata di tensione che può ridurre l’efficienza sul lavoro e può determinare un cattivo stato di salute
Individuazione di problemi di stress lavoro-correlato

A LIVELLO AZIENDALE:
assenteismo / elevata rotazione del personale / frequenti conflitti interpersonali lamentele dai lavoratori / lamentele dai lavoratori

Analisi dei fattori

CONDIZIONI DI LAVORO E AMBIENTALI:
esposizione a comportamenti illeciti,
esposizione a rumore, calore, sostanze pericolose, ecc…

COMUNICAZIONE:
incertezza in ordine alle prestazioni richieste
incertezza in ordine alle prospettive di impiego
incertezza in ordine ai possibili cambiamenti

FATTORI SOGGETTIVI:
tensioni emotive e sociali
sensazione di non poter far fronte alla situazione
percezione di mancata attenzione nei propri confronti
Prevenire, eliminare e ridurre i problemi di stress lavoro-correlato

-MISURE DI GESTIONE E COMUNICAZIONE
-FORMAZIONE DEI DIRIGENTI E DEI LAVORATORI
-INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI E/O DEI LORO RAPPRESENTANTI

MISURE DI GESTIONE E COMUNICAZIONE
Finalizzate a:
Øchiarire gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore
Ø assicurare un sostegno adeguato da parte della dirigenza ai singoli individui e ai gruppi
Ø conciliare responsabilità e potere di controllo sul lavoro,
Ø migliorare la gestione dell’organizzazione, dei processi di lavoro, le condizioni lavorative e l’ambiente di lavoro.

FORMAZIONE DEI DIRIGENTI E DEI DATORI DI LAVORO
Finalizzata a:
Ø accrescere la loro consapevolezza e la conoscenza dello stress, delle sue possibili cause e del modo in cui affrontarlo, e/o per adattarsi al cambiamento

INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI E/O DEI LORO RAPPRESENTANTI
in conformità alla legislazione europea e nazionale, ai contratti collettivi e alle prassi.

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato sarà effettuata secondo il seguente percorso metodologico:
- Individuazione delle attività che potrebbero esporre i lavoratori a rischio stress-lavoro correlato
- Individuazione dei gruppi omogenei di lavoratori esposti a rischio stress lavoro-correlato e selezione di un panel significativo di lavoratori
- Analisi del rischio stress lavoro-correlato, mediante questionario e focus group
- Individuazione dei fattori di rischio stress lavoro-correlato presenti in azienda e predisposizione delle relative misure individuali e collettive
- Elaborazione e consegna al datore di lavoro di un report finale

Fase n. 1:
Individuazione delle attività che potrebbero esporre i lavoratori a rischio stress-lavoro correlato
Vengono svolti incontri con l’RSPP, con i dirigenti ed i preposti, con il Medico Competente, con i rappresentanti sindacali (RLS, RSA, RLST, RLSS), al fine di operare la raccolta di informazioni preliminari e di indicatori specifici, che permettano di individuare le attività di lavoro che possono esporre i lavoratori al rischio stress-lavoro correlato.

- l’Ufficio del Personale o Unità Risorse Umane
organizzazione del lavoro (orari e turni di lavoro, ripetitività lavorativa, grado di autonomia, incarichi di grande responsabilità, rapporti con il pubblico, ecc.)
dati sull’assenteismo
turni di notte
mansioni che espongono al rapporto con il pubblico
mansioni ripetitive
frequente ricambio del personale
frequenti cambi di mansione o trasferimenti

- Medico competente
tasso di infortuni,
malattie professionali,
salute psico-fisica
- Servizio di prevenzione e protezione
pericolosità dell’ambiente di lavoro (esposizione a rumore, agenti atmosferici e sostanze pericolose, posture coatte e affaticanti, ecc.), desunta dal Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)

- Dirigenti e preposti
conflitti interpersonali e lamentele dei lavoratori
(in particolare rispetto all’organizzazione del lavoro).

Fase n. 2:
Individuazione dei gruppi omogenei di lavoratori esposti a rischio stress lavoro-correlato e selezione di un panel significativo di lavoratori
Sulla base degli incontri svolti, vengono individuati gruppi omogenei di lavoratori, che, presumibilmente, sulla base delle informazioni e degli indicatori individuati nella fase n. 1, sono esposti a rischio stress lavoro correlato.
All’interno di tali gruppi, viene individuato un panel significativo di lavoratori, ai fini dello svolgimento della fase n. 3, tenendo conto delle seguenti variabili (età, sesso, provenienza e grado di istruzione)

Fase n. 3:
Analisi del rischio stress lavoro-correlato, mediante questionario e focus group
Al panel di lavoratori selezionati nella fase n. 2. viene somministrato, in via preliminare, un questionario a risposta chiusa (si, no, in parte), al fine di effettuare un primo screening circa l’esistenza di fattori di esposizione al rischio stress lavoro-correlato

Analisi del rischio stress lavoro-correlato, mediante questionario e focus group
Se dalle risultanze del questionario, emerge una percentuale medio/alta di esposizione al rischio stress sul lavoro-correlato (prevalenza di risposte si e sì, in parte), viene eseguita un’analisi più approfondita, mediante focus group, sugli specifici fattori di rischio emersi dall’indagine; altrimenti (prevalenza di risposte no) si ritiene il rischio sufficientemente sotto controllo.

Fase n. 4:
Individuazione dei fattori di rischio stress presenti in azienda e predisposizione delle relative misure, individuali e collettive, finalizzate alla prevenzione, eliminazione e riduzione del rischio.
Le misure, individuali e collettive, finalizzate alla prevenzione, eliminazione e riduzione dei rischi da stress lavoro-correlato, sono suddivise per aree d’intervento (organizzazione del lavoro, comunicazione, condizioni di lavoro e ambientali).

Fase n. 5:
Elaborazione e consegna al datore di lavoro di un report finale
Viene predisposto e consegnato al datore di lavoro un report finale dettagliato, contenente:
la metodologia utilizzata
le fasi della valutazione del rischio stress lavoro-correlato
gli strumenti di analisi del rischio stress lavoro-correlato (questionario somministrato e traccia del focus group)
i questionari compilati e l’elaborazione delle risposte in essi contenuti
le risultanze dei focus group
i fattori di rischio stress lavoro-correlato individuati e le relative misure individuali e collettive, finalizzate alla prevenzione, riduzione e eliminazione dei rischi da stress lavoro-correlato, suddivise per aree d’intervento (organizzazione del lavoro, comunicazione, condizioni di lavoro e ambientali).


La GlobalForm srl ha recepito, tra i primi in Italia, il mandato del legislatore per quel che riguarda la sicurezza, organizzando il corso di formazione per RSPP - ASPP, con verifiche dell'apprendimento. Da un punto di vista "storico", il D.Lgs. 195/03 (Decreto RSPP) riformò il D. Lgs. 626/94 ("Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro") e stabilì, in seguito ad una sentenza della Corte di Giustizia Europea che ne aveva condannato la mancanza, le capacità e i requisiti professionali richiesti ai Responsabili (RSPP) e agli Addetti (ASPP) dei Servizi di Prevenzione e Protezione dai rischi, istituiti dal D.Lgs. 626/94, introducendovi l'art. 8-bis (Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni o esterni).


La normativa citata è stata ora ricompresa nel d. lgs. 81/2008, art. 32, che stabilisce i requisiti di qualificazione professionale per il ruolo di RSPP/ASPP, che deve avere specifiche professionalità e competenze, da acquisire con un corso di formazione che preveda la verifica dell'apprendimento, nonché un curriculum formativo e di aggiornamento professionale ben definito.



Informazioni allo 0828 34 65 01



http://www.globalformsrl.it/

Schema Regolamento di esecuzione e attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture"
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME: PROPOSTE EMENDATIVE ALLO SCHEMA DI REGOLAMENTO

Dopo il parere favorevole con osservazioni del 19 dicembre 2008 da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, la Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha reso noto il proprio parere, intervenendo su 81 articoli dello schema di regolamento.
La Conferenza, in particolare, conferma la necessità di raccordare la normativa vigente in materia di sicurezza: all'articolo 3 (Definizioni) dello Schema di Regolamento, introduce la definizione puntuale di "datore di lavoro committente", dato che, come viene spiegato nella Relazione, nella fattispecie dei contratti pubblici è causa di non chiara applicazione e ciò comporta problematiche serie sotto il profilo delle responsabilità nell'ambito della sicurezza.
Inoltre, interviene sull'articolo 6 (Documento unico di regolarità contributiva), ritenendo di precisare, con riferimento alla regolarità contributiva dell'esecutore del contratto da attestare nella fase di esecuzione, che il DURC è acquisito direttamente dalla stazione appaltante. Sull'articolo 10 (Funzioni e compiti del responsabile del procedimento): sempre nell'ottica di raccordare la normativa in esame con la normativa in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/08), ritiene necessario individuare il soggetto incaricato di redigere il DUVRI. Poiché in ambito pubblico, per i lavori, il responsabile del procedimento riveste il ruolo di responsabile dei lavori assumendo quindi l'incarico di referente del committente per la materia della sicurezza, si ritiene consequenziale l'eventuale assunzione, da parte del medesimo soggetto, dei compiti di cui all'articolo 26 comma 3 del D.Lgs. 81/08, prevedendo peraltro il loro conferimento solo mediante delega espressa.
Rimanendo in tema di sicurezza, all'articolo 39 specifica come sia necessario riferirsi solo al Piano di sicurezza e coordinamento costituente elaborato di progettazione esecutiva, e non "piano di sicurezza" in generale quali sono il Piano operativo di sicurezza e il piano sostitutivo di sicurezza, di cui all'articolo 131 del codice e i cui contenuti sono peraltro anch'essi esplicitati nel D.Lgs. 81/08.
In materia di qualificazione OG11 la Conferenza chiede di prevedere obbligatoriamente il possesso dei requisiti speciali in tre (e non in ciascuna) delle quattro categorie OS, nella seguente misura:
- categoria OS 3: 15 %
- categoria OS 5: 5 %
- categoria OS 28: 40 %
- categoria OS 30: 40 %

La modifica proposta tende a superare le gravi problematiche derivanti dalla riformulazione della categoria OG11 - Impianti tecnologici - in quanto il possesso contemporaneamente di tutti e quattro i requisiti nella misura proposta, di fatto, come si evince da indagini effettuate dalle associazioni di categoria, risulta pericolosamente restrittiva in termini di soggetti che possono accedere alle gare.

Sulla disciplina relativa alla verifica delle offerte anomale, la Conferenza ritiene che, una volta individuata la soglia di anomalia, si possa prevedere la chiusura della seduta pubblica e rinviare direttamente alla stazione appaltante l'assunzione delle determinazioni conseguenti all'istruttoria dell'offerte anormalmente basse senza un'ulteriore passaggio in commissione di gara.
Si attende ora il parere del Consiglio di Stato prima dell'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri che dovrà preventivamente esaminare i pareri formulati e decidere quali emendamenti recepire al testo regolamentare.

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la LEGGE 28 gennaio 2009, n. 2

LEGGE 28 gennaio 2009, n. 2

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale.
(GU n. 22 del 28-1-2009 - Suppl. Ordinario n.14)

Il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale, e' convertito in legge.

Si rimanda alla news del 28 Gennaio DECRETO ANTICRISI

Con la Comunicazione della Commissione IP/08/2040 del 19 dicembre 2008, la Commissione ha ritenuto che il carattere eccezionale dell'attuale situazione economica possa giustificare il ricorso a procedure accelerate, per gli anni 2009 e 2010, con tempi limite entro i 30 giorni.


La Commissione ha evidenziato, in particolare, come, sulla base delle direttive europee, il regime di procedura ristretta abbia una durata complessiva di 87 giorni, prevedendo un periodo minimo di 37 giorni per il deposito delle domande di partecipazione al quale si aggiunge il periodo minimo di 40 giorni per i candidati ammessi a presentare le loro offerte ed il termine di 10 giorni prima che il contratto inizi dopo la decisione di aggiudicazione.

Nella procedura ristretta accelerata la Commissione ritiene giustificata dalla crisi finanziaria che le parti possano ridurre a 10 giorni (invece di 37) il termine per le domande di partecipazione se il bando di gara è stato inviato in via elettronica (on-line), mentre il termine ultimo per la presentazione delle offerte dei candidati può essere ridotto a 10 giorni (invece di 40). Il periodo di sospensione, invece, può essere fissato a 10 giorni, per cui la durata della procedura ristretta può essere ridotta a 30 giorni in totale.