Infotel
E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

Più controlli sulla sicurezza nei luoghi lavoro da parte degli ispettori incaricati, che devono agire con "meno formalismo sul piano delle forme contrattuali e più attenzione agli aspetti sostanziali della sicurezza".

Ad auspicarlo il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, che ne ha parlato ieri a Roma a margine della presentazione di un nuovo centro di ricerca di Chiesi Farmaceutici. "I controlli - ha ricordato Sacconi, tornando sulla morte dei tre operai nella raffineria Saras di Sarroch, in Sardegna - vengono effettuati dal servizio sanitario e dai nostri ispettori.

Il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro sottolinea la necessità di una maggiore collaborazione fra le autorità sanitarie regionali e le nostre funzioni ispettive, che peraltro non hanno competenza diretta sui problemi della sicurezza, oltre che nelle situazioni che riguardano l'edilizia", ha precisato.

"Tuttavia - ha aggiunto - credo che dovremo rafforzare la possibilità che, nel momento in cui entriamo con i servizi ispettivi centrali per verificare il corretto inquadramento dei rapporti di lavoro, si possa anche e ancor più entrare nel merito dei profili della sicurezza. Io stesso, dando le linee guida per le attività ispettive - ha concluso il ministro - ho detto di guardare alle violazioni sostanziali, prima di tutto nel settore della salute e della sicurezza".

Il mondo del lavoro ha alcuni problemi urgenti, tra cui la sicurezza e le retribuzioni. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo agli incontri della fondazione Camera dei Deputati: ''Il lavoro che cambia''.

''Credo - ha detto Fini - che l'urgenza di alcuni problemi sia avvertita da tutti: le comparazioni internazionali anche piu' recenti ci hanno confermato come l'Italia si collochi nella fascia piu' bassa dei livelli retributivi fra i paesi europei; la questione della sicurezza sui posti di lavoro rimane drammaticamente ancora aperta, soprattutto per determinate categorie maggiormente a rischio; condividiamo con altri grandi Stati la necessita' di orientare il nostro sistema di protezione sociale verso nuovi obiettivi facendo assegnamento su un quadro di risorse per molti versi radicalmente mutato rispetto al passato''.

Sentenza n. 21270/2009

Pubblicato da Lilino Albanese | 09:39

Con la Sentenza n. 21270/2009, la Corte di Cassazione, pronunciandosi di nuovo in materia di infortuni sul lavoro, ha chiarito che nelle imprese di piccole dimensioni e a conduzione familiare, il responsabile della sicurezza va individuato nel socio che è stato delegato a intrattenere i rapporti con l’ispettorato del lavoro.

Il caso in esame riguarda una s.n.c. di piccole dimensioni e a conduzione familiare. Uno dei soci, addetto a lavorare al nastro trasportatore dell’impianto per il trattamento dei pezzi di metallo, mentre era intento al proprio lavoro, non protetto da una schermatura idonea, veniva in contatto con i metalli, riportando gravi lesioni, per cui subiva l’amputazione totale dell’arto superiore sinistro. Il Tribunale di Forlì condannava alla pena ritenuta di giustizia in ordine al delitto di lesioni, colpose gravi, il socio delegato ai rapporti con l’ispettorato del lavoro, individuando nello stesso il responsabile unico della sicurezza. La Corte di Appello di Bologna confermava la sentenza di primo grado, rilevando che nel caso di società di persone, laddove non risulti l’espressa delega a una persona di particolare competenza nel settore della sicurezza, l’obbligo di adottare tutte le misure idonee e necessarie alla tutela dell’integrità fisica dei lavoratori incombe su ciascun socio, tuttavia, nel caso di specie, l’obbligo incombeva sull’imputato, in quanto il medesimo pur avendo gli stessi poteri di amministrazione del fratello era stato nominato, con delibera dell’assemblea, unico responsabile per una serie di rapporti, in particolare, per quelli con l’ispettorato del lavoro e con qualsiasi altro ufficio competente per pratiche e adempimenti in materia di lavoro, tra i quali andavano ricompresi, in assenza di qualsiasi atto di deroga, quelli in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, violati nel caso di specie. Avverso la sentenza di appello, l’imputato ha promosso ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo inammissibile.

Il ricorrente ha dedotto l’erronea applicazione della legge e l’illogicità della motivazione, osservando che sarebbe stata erroneo aver individuato nello stesso ricorrente il responsabile della sicurezza, senza considerare che, nell’ambito della piccola società in nome collettivo, la stessa posizione sarebbe stata di competenza anche del socio lavoratore, resosi vittima dell’infortunio, per una sua iniziativa colposa. II ricorrente ha sostenuto, inoltre, che a tale conclusione non poteva ostare la nomina del medesimo quale unico responsabile dei rapporti con l’ispettorato del lavoro, non rappresentando tale nomina una specifica delega in materia di sicurezza dei lavoratori.

La Corte ha osservato che la partecipazione attiva della vittima, in qualità di socio lavoratore, alla gestione della società in nome collettivo a conduzione familiare, non sarebbe stata esclusa, ma sarebbe stato ritenuto anche che, per espressa delega ricevuta dall’assemblea e accettata dal socio stesso, quest’ultimo sarebbe stato titolare, in materia di sicurezza dei lavoratori e di prevenzione degli infortuni nell’ambiente di lavoro, di una posizione di garanzia a beneficio anche del socio lavoratore. La Corte non ha ritenuto rilevante la circostanza che la delibera assembleare facesse menzione solo di pratiche e adempimenti in materia di lavoro, essendo evidente, per la stretta connessione a tale materia, l’estensione alle pratiche e agli adempimenti per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Vertendosi in una materia dibattuta anche in dottrina, la Corte ha ribadito che, se è vero che nella società, quali l’impresa familiare, i soci si trovano in una posizione paritaria e la responsabilità dell’evento dannoso ricade su ciascuno di essi e anche sul ricorrente, è vero anche che, nel caso si specie , è stata la delega espressa, a cui si è fatto riferimento, a rendere legittima la conclusione che l’imputato fosse stato investito della titolarità del dovere giuridico di predisporre i mezzi opportuni e le spese necessarie per garantire l’incolumità dei lavoratori, circostanza non verificatasi in concreto, essendo stato impiegato un macchinario pericoloso, in quanto non dotato, come prescritto dalla specifica norma antinfortunistica, di schermatura idonea a evitare accidentali contatti degli arti .

SICURTOOL 2.0

E' uscita la nuova versione di sicurtool.

Il Software per la gestione di problematiche specifiche nell'ambito della sicurezza sui luoghi di lavoro: Rumore, Vibrazione, MMC, Lavoratrici Madri.
  • Movimentazione Manuale dei Carichi: utilizzando il metodo Niosh, viene calcolato, per ogni azione di sollevamento, il PLR (Peso Limite Raccomandato) ed il relativo Indice di sollevamento;
  • Esposizione al Rumore, ai sensi del D.Lgs. 81/08 TITOLO VIII Capo II (Calcolo Lex,8h, quotidiano e settimanale);
  • Esposizione alle Vibrazioni meccaniche trasmesse a sistema mano-braccio e sistema corpo intero come da D.Lgs. 81/08 TITOLO VIII Capo III;
  • Lavoratrici Madri: in adempimento al D. Lgs. n.151/2001 è possibile indicare le attività vietate (All. A e B) ed effettuare la valutazione del rischio in termini qualitativi e quantitativi (All. C);
  • Possibilità di personalizzazione su diversi tipi di database;
  • Tutor multimediale e guida in linea per un semplice apprendimento delle funzionalità del software.
  • Esportazione Anagrafica Aziendale e Dipendenti in Lavoro System
  • Esportazione Anagrafica Aziendale e Dipendenti in Sicurnet
Le novità della versione 2.0 sono:

• Ricompilazione totale del software con nuovi componenti di design
• Implementato il calcolo delle incertezze sui rilievi fonometrici nel modulo relativo al rumore
• Inserita la possibilità di creare nuove attività prototipo e salvare le valutazioni come prototipi
• Inserite nuove fonti di vibrazioni negli archivi di base ed aggiornamento degli stessi secondo sito ISPESL
• Integrazione con editor interno per la stampa diretta in formato .DOC, .DOCX, .PDF, .RTF ed altri senza l’ausilio di programmi esterni (quali ad esempio Microsoft™ Word® etc.,)
• Adottato il sistema dello Status Navigator direttamente all’avvio del programma

* Scarica Demo

Durc domande e risposte

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:25

Si chiede un chiarimento in merito all’applicazione a una università statale delle disposizioni previste in tema di rilascio del DURC per la fruizione di benefici e sovvenzioni previsti dalla normativa comunitaria ai sensi dell’art.1 comma 553 della L. 266/05.

Tale norma prevede espressamente che “Per accedere ai benefìci ed alle sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti, le imprese di tutti i settori sono tenute a presentare il documento unico di regolarità contributiva di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 266”.

Successivamente all’emanazione di tale normativa il Ministero del Lavoro, con D.M. 24 ottobre 2007, ha disposto una disciplina uniforme in ordine alle modalità di rilascio e ai contenuti analitici del DURC, per le seguenti finalità: appalti di lavori servizi e forniture pubblici e privati, ai sensi dell’art 2 L. 266/02; per la fruizione di benefici e sovvenzioni previsti dalla disciplina comunitaria ai sensi della richiamata normativa (finanziaria 2006); per la concessione di “ agevolazioni normative e contributive” in materia di lavoro e previdenza sociale ai sensi dell’art 1 comma1175 della L 296/06.

Nell’individuare i soggetti obbligati, però, l’art.1 del D.M. citato dispone in maniera generica che “Il possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) è richiesto ai datori di lavoro ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale previsti dall’ordinamento nonché ai fini della fruizione dei benefici e sovvenzioni previsti dalla disciplina comunitaria”.

L’adozione del termine “datore di lavoro” non tiene però conto della diversità terminologica che intercorre tra la normativa prevista dalla legge finanziaria 2006 (per la fruizione dei benefici comunitari) nella quale è richiesto il possesso del DURC alle imprese di tutti i settori e la disposizione della finanziaria 2007 (in tema di benefici normativi e contributivi) che si rivolge ai datori di lavoro. Poiché come è noto, nel sistema delle fonti del diritto italiano, un decreto ministeriale non può modificare le disposizioni di una legge emanata dal Parlamento, si deve ritenere che l’utilizzo del termine “datori di lavoro” in relazione alla fruizione di benefici e sovvenzioni della disciplina comunitaria vada inteso, come previsto dalla legge finanziaria 2006, nell’accezione di imprese di tutti i settori………….continua

Il Durc (documento unico di regolarità contributiva) e, quindi, la certificazione della regolarità contributiva rappresentano una frontiera posta dalla “Riforma Biagi” (d.lgs. n. 276/2003) a baluardo difensivo del lavoro, valutato nella prospettiva di tre dei suoi tradizionali pilastri: sicurezza sul lavoro, tutela retributiva e assicurativa, contribuzione previdenziale.

Le novità normative e della prassi in materia di Durc, d’altronde, rendono utile la pubblicazione di una sezione del sito istituzionale che consenta a tutti gli operatori di individuare con immediatezza tutta la normativa, la prassi e la modulistica utile per i diversi adempimenti obbligatori e per la migliore e completa informazione in argomento. Peraltro, al fine di andare incontro alle plurime esigenze informative dell’utenza, si è ritenuto di fornire anche in materia di Durc un servizio di risposta alle domande più frequenti.

Modelli
Il modulo di autocertificazione (con firma digitale)
Il modulo di autocertificazione (in modalità cartacea)

Interpelli
20 febbraio 2009 - Università che partecipa a procedure ad evidenza pubblica e DURC
20 febbraio 2009 - Presentazione DURC da parte dei fornitori di beni, servizi e lavori in economia
20 febbraio 2009 - Appalti pubblici e DURC
6 febbraio 2009 - DURC e imprese straniere
23 dicembre 2008 - Art. 9, D.Lgs. n. 124/04. Sussistenza o meno dell’obbligo di iscrizione alle Casse edili da parte delle imprese di installazione di impianti che applicano il CCNL del settore metalmeccanico e partecipano a gare per l’affidamento di lavori pubblici
19 dicembre 2008 - Adozione dei parametri retributivi di CCNL ai fini del rilascio del DURC
9 luglio 2008 - Il DURC come prova per la correntezza dei pagamenti dovuti
3 settembre 2007 - Applicazione della normativa sul DURC alle imprese straniere
22 dicembre 2005 - Certificazione di regolarità contributiva e DURC

Il Consiglio dei Ministri NON ha approvato nessun decreto-legge di proroga delle scadenze al 16 maggio 2009 di alcuni obblighi del D.Lgs. 81/2008, già rinviati più volte. Quindi dal 16 maggio 2009 sono in vigore gli obblighi di: data certa, valutazione dei Rischi Stress lavoro-correlati e divieto delle visite mediche "preassuntive".

Rinviati, invece: obbligo di comunicazione a INAIL del nominativo del RLS e degli infortuni di almeno 1 giorno.


Il Consiglio dei Ministri di venerdì 15 maggio 2009 NON ha approvato nessun decreto-legge di proroga delle scadenze al 16 maggio 2009 di alcuni obblighi del D.Lgs. 81/2008, già rinviati più volte.


Quindi, dal 16 maggio 2009 sono in vigore gli obblighi di:- "data certa" sul DVR (Documento di valutazione dei Rischi), (art. 28, comma 2, D.Lgs. 81/2008)- "valutazione dei Rischi Stress lavoro-correlati", (art. 28, comma 1, D.Lgs. 81/2008)- divieto delle visite mediche "preassuntive", (art. 41, comma 3, lettera a, D.Lgs. 81/2008).


Rinviati, invece:

- al 16 agosto 2009: l'obbligo di comunicazione all'INAIL del nominativo del RLS, con "nota" del 15 maggio 2009 del Ministero del Lavoro- a 6 mesi dopo l'adozione del decreto di realizzazione del SINP: l'obbligo di comunicazione a INAIL e IPSEMA degli infortuni di almeno 1 giorno e inferiori a 3 giorni, escluso quello dell'evento (art. 18, comma 1, lettera r, D.Lgs. 81/2008), con Circolare n. 17/2009 emanata il 12 maggio 2009 dal Ministero del lavoro.

Rls 16 maggio 2009

Pubblicato da Lilino Albanese | 18:07

È attiva sul portale dell'INAIL (Punto cliente) la procedura per la comunicazione dei nominativi dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

I datori di lavoro devono effettuare la comunicazione utilizzando la procedura online (punto cliente) , entro il 16 maggio 2009.

I datori di lavoro che hanno già inviato delle comunicazioni all'INAIL devono ripetere l'invio utilizzando la procedura o il format previsto (Modulo comunicazione RLS INAIL) .

Downlad :
* La circolare INAIL n. 11/2009

* Punto cliente

* Modulo comunicazione RLS INAIL


L'INAIL chiarisce gli obblighi dei datori dei lavoro e dei dirigenti per la comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (circolare n. 11 del 12 marzo 2009). La procedura on-line sarà accessibile dal sito dell'Istituto attraverso Punto Cliente.

La comunicazione all'INAIL dovrà riferirsi ad ogni singola azienda, o unità produttiva in cui l'azienda è articolata, e andrà effettuata entro il 31 marzo di ogni anno. Solo per il 2009, pochè si tratta della prima applicazione di nuove norme e procedure, la scadenza è fissata al 16 maggio, e i nominativi trasmessi devono "fotografare" la situazione in essere al 31 dicembre 2008.


Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 47 del Testo Unico) è eletto o designato dai lavoratori: nelle aziende in cui tale designazione non sia stata effettuata, il datore di lavoro ovviamente non dovrà procedere ad alcuna comunicazione.


Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l'azienda potrà semplicemente confermare la situazione già comunicata; diversamente, dovrà procedere ad una nuova segnalazione."

Programma delle iniziative del 15 maggio nella regione Puglia
Salute e sicurezza

Le modifiche proposte dal Governo al D lgs 81 / 08 prevedono lo smantellamento del sistema dei controlli, l’annullamento della responsabilità penale dei datori di lavoro, il ridimensionamento del ruolo delle Regioni e delle rappresentanze sindacali e, addirittura, la possibilità che sia il medico dell’azienda ad effettuare la visita preassuntiva.

La CGIL pugliese non ci sta! Ha indetto per venerdì 15 maggio una giornata di mobilitazione in tutta la regione contro gli attacchi del Governo al Testo Unico sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.

Programma delle iniziative provincia per provincia:

BARI

volantinaggio con fermate simboliche nei luoghi di lavoro;
BAT

volantinaggio con fermate simboliche nei luoghi di lavoro;

BRINDISI

volantinaggio con fermate simboliche nei luoghi di lavoro;

FOGGIA

Attivo provinciale di RSU - RSA - RLS presso il Formedil di Foggia, con l’allestimento di un cantiere simulato per dimostrazioni pratiche sugli infortuni più frequenti e le relative misure di prevenzione;

LECCE

volantinaggio con fermate simboliche nei luoghi di lavoro;

TARANTO
volantinaggio con fermate simboliche nei luoghi di lavoro.

Raccolta fondi per borse di studio a orfani di vittime sul lavoro

Il mondo che vorrei”, oltre ad aver accompagnato il concertone del Primo maggio, è anche il titolo della raccolta fondi promossa dall'Associazione Isi Onlus di CGIL, CISL e UIL e finalizzata all'istituzione di borse di studio destinate agli orfani delle vittime dei morti sul lavoro. Il progetto comprende 4 tipologie di borse di studio: mille euro per gli studenti delle scuole primarie, 1.500 euro per quelli delle secondarie di primo grado, 2mila euro per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e 3.500 euro per gli studenti universitari.

Per le donazioni a sostegno della campagna di raccolta fondi è possibile effettuare una donazione sul conto corrente postale n. 95999694 intestato a “ISI Onlus” – Via di Santa Teresa, 23 – 00198 – Roma; fare un bonifico bancario al Conto corrente UGF Banca: n.conto 152009 – IBAN IT87 X031 2703 206C C230 0152 009 - intestato a ISI Onlus; contribuire inviando 1 SMS al numero unico 48585 (che sarà attivo dal 1 al 10 maggio).

I costi: 1 € da cellulari Tim, Vodafone, Wind, Tre e Coop Voce; 2 €, invece, chiamando da rete fissa Telecom Italia.

Inoltre è possibile scaricare il bando di partecipazione sul sito www.ilmondochevorrei.org

Con provvedimento Governo costruisce una normativa tesa a salvaguardare, a proteggere e a rinforzare gli interessi e la centralità dell'impresa a scapito del lavoro
07/05/2009

“Qualcuno ha parlato di lavoro di cesello” sullo schema di decreto legislativo che modifica il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81), “io dico che è molto peggio. Qui si fa un’altra operazione: si tolgono i pioli e si fa cadere l’intera impalcatura”. È questa l’idea della segretaria confederale della CGIL, responsabile dei temi salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Paola Agnello Modica, nel ribadire la “nettissima contrarietà” della confederazione sul testo del governo che, ha detto, “non è ideologica ma fondata su profonde ragioni di merito”.

Quel testo, ha ribadito la dirigente sindacale nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare le osservazioni della CGIL, e della Consulta Giuridica del lavoro, sul decreto correttivo, “è una vera e propria controriforma” che mina “norme fondamentali del codice civile, di quello penale e dello Statuto dei lavoratori attraverso l’uso improprio di un decreto legislativo”. Ma non solo, ha rincarato, “la nostra contrarietà è assoluta nei confronti delle modifiche che si operano, in maniera diretta o indiretta, al codice penale, al codice civile e allo Statuto”.

Un giudizio, quello della segretaria confederale, supportato dallo studio presentato dalla Consulta giuridica del lavoro dell’organizzazione sindacale che analizza, punto per punto, il decreto approvato in Consiglio dei Ministri il 27 marzo scorso per concluderne che si tratta di una “controriforma”. Il professore Carlo Smuraglia ha spiegato che la valutazione non nasce da un “pregiudizio: non si è dato il tempo al Testo Unico per verificarne l'efficacia ma, da subito, con il cambio di governo è spirato un vento di controriforma”.

Mentre secondo la CGIL, così come emerge dalle osservazioni contenute in un documento, il decreto correttivo di fatto de-responsabilizza il datore di lavoro e il dirigente e riduce la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. “Il Governo - si legge - costruisce una normativa tesa a salvaguardare, a proteggere e a rinforzare gli interessi e la centralità dell'impresa a scapito del lavoro”. Il sindacato sottolinea come siano a rischio sia i diritti individuali sia quelli collettivi dei lavoratori. In particolare la CGIL non condivide l’abrogazione del divieto di visita preassuntiva da parte del medico di fiducia dell'azienda e le nuove norme sulla cartella sanitaria ma soprattutto “il ridimensionamento del ruolo della rappresentanza e della contrattazione di secondo livello, dei diritti e delle prerogative di tutte le rappresentanze dei lavoratori”.
La segretaria confederale Paola Agnello Modica ha puntato poi il dito contro l’esecutivo che “approfitta della crisi per abbassare i diritti”. Il governo, ha aggiunto, “sta di fatto approfittando della crisi per dare un impostazione dall’uscita che è al ribasso per i diritti. Scatenando una competizione basata sulla riduzione dei costi, dei doveri e delle responsabilità dei datori di lavoro rispetto all’intera società” mentre “le differenze sociali si stanno acuendo”. Quanto al Libro Bianco sul welfare, presentato ieri dal ministro Sacconi, Agnello Modica ha osservato: “Non so se Sacconi dice che non tocca l'art. 18 ora, intendendo che non lo fa prima delle elezioni, ma gia' con il decreto sulla sicurezza attacca lo Statuto e in particolare l'articolo 5 che prende il divieto della visita sanitaria pre assunzione, il 9 sul ruolo dei rappresentanti dei lavoratori e il 13 che sancisce il diritto di vedere garantita la retribuzione in caso di cambio di mansione per malattia a seguito di infortunio”.

In data 12 marzo u.s., codesta Direzione andava a regolare con propria Circolare n.11, le modalità mediante le quali i datori di lavoro, nel rispetto dell’obbligo previsto all’art.18, c.1, lett.aa), del d.lgs.81/08, avrebbero dovuto dare regolare comunicazione dei nominativi dei Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza, entro la data del 16 maggio p.v.. Nella circolare, facendo riferimento a tale figura di rappresentanza, si richiamavano a riferimento normativo, oltre all’art.18, gli artt.47 e 55, rispettivamente intitolati: “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” e “Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente”.

In data 2 Aprile, al fine di dare indicazioni ufficiali ai tanti dubbi interpretativi sorti in merito alla pubblicazione della Circolare in parola, codesta Direzione, sceglieva una modalità (“comunicato congiunto”) assolutamente inadeguata ed inaccettabile, per almeno 2 punti di merito:

- I chiarimenti interpretativi ufficiali di una Circolare redatta da un istituto pubblico, quale l’INAIL, non possono che essere elaborati e resi pubblici dallo stesso solo soggetto autore della circolare (e quindi dall’unico titolare dell’interpretazione autentiche di questa). Ecco che quindi il comunicato congiunto del 2 Aprile u.s., tra la Direzione Centrale Prevenzione INAIL e la Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai non può in alcun modo costituire documento ufficiale e ancor più essere pubblicizzato, quale fonte autorevole, sul sito dell’Istituto;

- Il tema della rappresentanza in tema di salute e sicurezza in ambito lavorativo ed, in particolare, la figura del RLS/RLST, appartengono in primis, quale titolarità di materia e gestione, alle organizzazioni sindacali e non certo, né alla pariteticità, né alle organizzazioni datoriali. Pertanto qualsiasi decisione/interpretazione possa riguardare tali figure non può essere presa senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e, comunque, non in modo unilaterale dalle organizzazioni datoriali, ancor più quando unicamente rappresentative di un settore produttivo (artigianato), non certo monopolista della presenza della rappresentanza in materia di prevenzione, come previsto dal d.lgs.81/08, nel quale si ribadisce la presenza in tutte le realtà lavorative.


Per tutte queste ragioni valutiamo inopportuna l’azione intrapresa dall’INAIL, attraverso la Direzione Centrale Prevenzione, di elaborare un comunicato congiunto con le sole organizzazioni datoriali e per giunta solo di un settore (quello artigiano) su di un tema di specifica competenza sindacale e, comunque, a sostegno di una interpretazione non autentica del testo legislativo e della Circolare n.11, del 12 marzo u.s..

Richiediamo, pertanto, un urgente incontro per una discussione nel merito con le Organizzazioni Sindacali, soggetti precipuamente interessati nella materia.

''La Cgil ha motivato in modo articolato la propria contrarieta' all'asse controriformatore del provvedimento''. E' questo il giudizio della segretaria confederale della Cgil, Paola Agnello Modica, al termine dell'incontro convocato oggi dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sullo schema di decreto legislativo che modifica il testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Una contrarieta', ha motivato la dirigente sindacale, sul fatto che ''il provvedimento manomette gli strumenti fondamentali della tutela individuale e gli strumenti delle tutele collettive e della rappresentanza, esonera i datori di lavoro dalle proprie responsabilita' fino a mettere in discussione i processi in atto, Thyssen e Eternit in primo luogo, e assegna ruoli impropri alla bilateralita'''.

Quanto all'incontro di oggi, fa sapere Agnello, ''il governo ha convocato per oggi le parti sociali con l'esplicito obiettivo di assolvere all'obbligo di legge di 'sentirle', in modo da poter trasmettere il testo del provvedimento alle commissioni parlamentari. Un confronto conclusosi in poco piu' di due ore con la presenza di ben 21 organizzazioni, tra associazioni dei datori di lavoro e sindacati, su un corposo testo composto da oltre 130 articoli e di cui una parte verra' consegnata alle parti sociali solo domani''.

Per Agnello Modica, ''la Cgil, in ogni caso, continuera' a ribadire la proprie ragioni di dissenso da un provvedimento che interviene negativamente persino sul codice civile, sul codice penale e sullo Statuto dei lavoratori. La Cgil e' costantemente impegnata per la prevenzione e per salvaguardare l'integrita' psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori, e in questo senso - conclude - ribadisce il giudizio positivo sul decreto legislativo 81 e ne esige la piena attuazione''.

Fonte (ASCA)

È attiva sul portale dell’INAIL (Punto cliente) la procedura per la comunicazione dei nominativi dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

I datori di lavoro devono effettuare la comunicazione utilizzando la procedura online, entro il 16 maggio 2009.

Organo: DIREZIONE GENERALE - Direzione Centrale Prevenzione
Documento: Circolare n. 11 del 12 marzo 2009
Oggetto: Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: comunicazione nominativi1.

Quadro Normativo

• Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 :”Attuazione dell’art. 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Art. 18 :”Obblighi del datore di lavoro e del dirigente” Art. 47 :”Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” Art. 55 :” Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente”

PREMESSA

Sentite la Direzione Generale dell’attività ispettiva e la Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, si provvede ad emanare una circolare per fornire chiarimenti in ordine agli adempimenti posti a carico dei datori dei lavoro e dei dirigenti ai fini della comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO: Precisazioni

L’art. 18, comma 1, lettera aa) del Decreto legislativo n. 81/2008 stabilisce:

Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’art. 3 e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

L’art. 47 stabilisce i criteri e le modalità di elezione e designazione dei suddetti Rappresentanti nelle aziende e/o nelle unità produttive.

Rientrano pertanto nell’obbligo di comunicazione i datori di lavoro ovvero i dirigenti - se tale compito rientra nelle competenze attribuite loro, nell’ambito dell’organizzazione, dal datore di lavoro - di qualsiasi settore privato e pubblico (art. 3, comma 1).

Sono esclusi da tale obbligo le Amministrazioni e gli Istituti espressamente enunciati dall’art. 3, 2°comma ed al riguardo si esprime riserva di dare indicazioni, in considerazione del rinvio alla emanazione di Decreti attuativi contenuta nella disposizione succitata.

TERMINI E MODALITA’ DELLE COMUNICAZIONI

La comunicazione all’INAIL, a cadenza annuale, deve essere effettuata per la singola azienda ovvero per ciascuna unità produttiva in cui si articola la azienda stessa nella quale opera/no il/i Rappresentante/i e deve riferirsi alla situazione in essere al 31 dicembre dell’anno precedente.

L’INAIL ha predisposto una apposita procedura per la segnalazione in oggetto, procedura on line accessibile dal sito dell’Istituto attraverso Punto Cliente.

L’inserimento in procedura potrà essere effettuato fino al 31 marzo di ciascun anno; in sede di prima applicazione la scadenza della comunicazione per il 2009 (che esprime la situazione in essere al 31 dicembre 2008) è fissata al 16 maggio 2009.

Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l’utente avrà la possibilità di confermare la situazione già presente in archivio; altrimenti dovrà procedere ad una nuova segnalazione.

ISTRUZIONI OPERATIVE PER L’ACCESSO ALL’APPLICAZIONE DICHIRAZIONE RLS E MODALITA’ DI INSERIMENTO.

Aziende e pubbliche amministrazioni assicurate INAIL

Le aziende o le amministrazioni pubbliche soggette all’obbligo assicurativo INAIL che non abbiano ancora provveduto ad effettuare la registrazione al sito www.inail.it devono:

1. collegarsi al sito www.inail.it ;

2. selezionare Registrazione ;

3. accedere alla sezione Registrazione ditta;

4. inserire nell’apposita maschera il Codice Utente ed il PIN1

L’INAIL provvederà ad inviare a mezzo posta alla ditta un PIN2 che, unito al PIN1, darà origine alla password provvisoria per il primo accesso al sito.

Dopo aver effettuato il primo accesso ai Servizi di Punto Cliente, inserito i dati relativi al responsabile dei servizi telematici dell’azienda ed aver personalizzato la password, la ditta potrà accedere all’applicazione Dichiarazione RLS.

Per le aziende e le amministrazioni pubbliche soggette all’obbligo assicurativo INAIL che siano già registrate, effettuando l’accesso ai Servizi di Punto Cliente, potranno visualizzare la procedura Dichiarazione RLS .

Aziende e pubbliche amministrazioni non assicurate INAIL

Il titolare o il delegato della ditta/pubblica amministrazione - non presente nella nostra Banca dati in quanto non assicurato INAIL - deve effettuare la registrazione sul sito dell’Istituto come di seguito specificato:

1. collegarsi al sito www.inail.it ;

2. selezionare Registrazione ;

3. accedere alla sezione Registrazione utente generico;

4. compilare con i suoi dati la maschera “Registrazione utente generico” specificando se si tratta di azienda non soggetta all’assicurazione INAIL o amministrazione non soggetta ad assicurazione INAIL e, infine, cliccare su “SALVA”.

L’utente che si è registrato riceverà all’indirizzo e-mail che ha indicato nella maschera “Registrazione utente generico” un messaggio con l’indicazione di una password.

Con il proprio codice fiscale e la password, l’utente entrerà sul sito www.inail.it in “Punto Cliente”, dove selezionerà la funzione “Ditte non INAIL” – “Anagrafica” (Nuova ditta) compilerà una maschera con tutti i dati anagrafici della Ditta.

A questo punto, verrà attribuito alla Ditta il numero di “Codice Cliente” ed un numero di pin (4 cifre).

Qualora il titolare o il delegato della Ditta abbia difficoltà ad eseguire le sopraindicate operazioni, può rivolgersi ad una qualsiasi Sede dell’Istituto. Sarà l’operatore della Sede che, sostituendosi al datore di lavoro, effettuerà tutto il percorso sopra riportato fino all’attribuzione del numero di “Codice Cliente” e del pin. Naturalmente, l’operatore Inail dovrà indicare nella schermata “Registrazione utente generico” il proprio indirizzo e-mail (es.: m.rossi@inail.it).

Consulenti del lavoro

Quando il datore di lavoro decida di non curare direttamente o a mezzo di propri dipendenti l’inserimento dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, può affidare l’incarico ad un Consulente del lavoro.

In questo caso se il consulente del lavoro è già autorizzato all’accesso su “Punto Cliente”, avrà la possibilità di procedere all’inserimento degli RLS, per i clienti in delega, senza effettuare altre operazioni; se la ditta/pubblica amministrazione non è ancora inserita nelle deleghe del consulente del lavoro, perché non soggetta ad INAIL, il consulente medesimo potrà effettuare le operazioni di registrazione per conto della ditta/pubblica amministrazione come sopra descritto.

Se la ditta/pubblica amministrazione ha già effettuato la registrazione, può fornire al Consulente del lavoro il Codice cliente ed il codice PIN per gli adempimenti di cui sopra.

Nel momento in cui siano state effettuate le operazioni di registrazione e conseguentemente si possiede un Codice Cliente, si potra’ selezionare l’applicazione DICHIARAZIONE RLS per procedere alla comunicazione oggetto della presente circolare con le informazioni e secondo le modalità che seguono:

UNITA’ PRODUTTIVA

PROGRESSIVO UNITA’ PRODUTTIVA

DENOMINAZIONE

INDIRIZZO

COMUNE

PROVINCIA

CAP

DATI ANAGRAFICI RAPPRESENTANTI PER LA SICUREZZA

CODICE FISCALE

COGNOME

NOME

DATA INIZIO INCARICO (ai fini del monitoraggio della cadenza temporale delle nomine)

Se ci sono più unità produttive la procedura consente l’attivazione di più maschere e conseguentemente i dati relativi al RLS devono essere indicati con riferimento all’unità in cui opera.

Terminato l’inserimento ed effettuato l’invio da parte dell’utente, la procedura registra in archivio i dati comunicati storicizzandoli e rilascia all’utente stampa della ricevuta della comunicazione, anche ai fini della esibizione in caso di accesso da parte degli organi vigilanti, competenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

Per quanto riguarda l’inoltro della dichiarazione, come già detto in precedenza, l’accesso ai Servizi di Punto Cliente è riservato alle Aziende e ai Delegati delle Aziende (Consulenti del Lavoro, ecc.). Qualora si utilizzi il meccanismo delle subdeleghe, i subdelegati potranno inserire tutti i dati relativi ad una o più unità produttive ma l’avvio iniziale e l’inoltro finale della dichiarazione potranno essere effettuati unicamente dall’utenza principale.

MODIFICA DEI DATI

Qualora l’utente ritenga di dover modificare alcuni dati dopo aver inviato la comunicazione, utilizzerà l’apposita funzione modifica .

Il sistema prevede che tale operazione sia chiusa entro 5 giorni dall’apertura. Scaduto tale termine il sistema chiude automaticamente la richiesta di modifica e conserva la registrazione della comunicazione preesistente. Pertanto per produrre effetti di modifica la richiesta dovrà essere riproposta.

SANZIONI

L’art. 55 del Decreto legislativo n. 81/2008 prevede, in caso di violazione dell’art. 18 comma 1, lettera aa) del medesimo Decreto, una sanzione amministrativa pecuniaria di €. 500,00.

Qualora per problemi tecnici l’inserimento non potesse avvenire on-line, si potrà inviare eccezionalmente la segnalazione di cui trattasi al fax 800 657 657 - utilizzando il modello predisposto che può essere richiesto presso le Sedi dell’Istituto o scaricato dal sito dell’INAIL: www.inail.it .

In considerazione dell’esigenza di normalizzazione delle comunicazioni e’ necessario che coloro che prima dell’emanazione della presente circolare hanno inviato le segnalazioni tramite posta o fax, provvedano alla comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, utilizzando il format e la relativa procedura on-line.

L'INAIL chiarisce gli obblighi dei datori dei lavoro e dei dirigenti per la comunicazione dei nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (circolare n. 11 del 12 marzo 2009). La procedura on-line sarà accessibile dal sito dell'Istituto attraverso Punto Cliente.

La comunicazione all'INAIL dovrà riferirsi ad ogni singola azienda, o unità produttiva in cui l'azienda è articolata, e andrà effettuata entro il 31 marzo di ogni anno. Solo per il 2009, pochè si tratta della prima applicazione di nuove norme e procedure, la scadenza è fissata al 16 maggio, e i nominativi trasmessi devono "fotografare" la situazione in essere al 31 dicembre 2008.


Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (art. 47 del Testo Unico) è eletto o designato dai lavoratori: nelle aziende in cui tale designazione non sia stata effettuata, il datore di lavoro ovviamente non dovrà procedere ad alcuna comunicazione.


Per gli anni successivi, se non sono intervenute variazioni, l'azienda potrà semplicemente confermare la situazione già comunicata; diversamente, dovrà procedere ad una nuova segnalazione."

modulo rsl download

Il 16 maggio entrerà definitivamente in vigore, salvo ulteriori proroghe, il Decreto Legislativo 81/2008, che ha sostituito il decreto 626/94 sulla sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro.


Questa scadenza ha suscitato molta preoccupazione tra le imprese, alimentata da voci allarmistiche circa nuovi e complessi adempimenti da attuare.
In realtà, il Decreto 81/2008 ha confermato gli obblighi della 626, ai quali ci si doveva già adeguare da tempo, introducendo solo alcune novità su punti specifici.
Comunque, la scadenza del 16 maggio può essere l’occasione per fare un check-up sulla sicurezza in azienda e verificare se si è in regola con tutti gli obblighi di legge.


Vediamo quindi i punti della normativa più interessanti per le aziende commerciali, con le novità introdotte al D. 81/08, il quale si applica a tutte le imprese ove vi sono, oltre al titolare, collaboratori con qualsiasi tipologia contrattuale. Quindi, tutti gli obblighi si applicano integralmente anche alle aziende con uno o due dipendenti.
Valutazione dei rischi: Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione dei rischi presenti in azienda ed individuare le misure di prevenzione e protezione dai rischi. Tale compito non è delegabile; anche se svolto da un tecnico di fiducia, il datore di lavoro ne porta comunque la responsabilità.
Documento di valutazione dei rischi: contiene tutte le indicazioni relative ai criteri adottati per individuare i rischi, alle misure di prevenzione ed alla loro attuazione. Secondo la precedente norma, le aziende con meno di dieci dipendenti erano esonerate dalla redazione del documento, sostituito da un’autocertificazione attestante l’avvenuta valutazione dei rischi. Ora il documento è obbligatorio per tutti, ma le aziende con meno di 10 dipendenti possono autocertificare la valutazione fino all’uscita del decreto ministeriale con le istruzioni per la redazione semplificata del documento. L’autocertificazione dovrà contenere i seguenti dati: generalità dell’azienda e del datore di lavoro, attività svolta, nominativo del responsabile del servizio di prevenzione, dichiarazione dell’avvenuta valutazione dei rischi e dell’individuazione delle misure preventive e di sicurezza.


Il Decr. 81/2008 ha previsto che il documento deve avere data certa (annullo postale, registrazione pubblica, etc.). Inoltre, esso va integrato con altre valutazioni di rischi (rischio stress, presenza di stranieri non parlanti italiano, etc) introdotte dal decreto. Entrambi questi adempimenti vanno realizzati entro il 16 maggio.
Servizio Prevenzione e protezione: Il datore di lavoro ha l’obbligo di istituire il servizio di prevenzione e protezione e designarne il responsabile e gli addetti. Il responsabile, che può essere lo stesso datore, deve frequentare un corso di formazione di 16 ore. Per chi lo ha già fatto, il decr. 81/2008 prevede un aggiornamento di 4 ore.
Il servizio collabora con il datore di lavoro nell’individuazione e nella valutazione dei rischi e delle misure di prevenzione e protezione da attuare; provvede inoltre all’informazione ed alla formazione dei lavoratori sui rischi ed organizza la riunione periodica (obbligatoria solo nelle aziende con più di 15 dipendenti, con cadenza annuale) con i lavoratori sulla prevenzione e protezione.
Il datore di lavoro che svolga direttamente tali compiti dovrà inviare agli organi di vigilanza comunicazione dell’avvenuta valutazione dei rischi e della redazione del documento o dell’autocertificazione, unitamente ad una dichiarazione attestante la capacità di svolgimento di tali compiti e l’attestazione di frequenza del corso di formazione.
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:
Il rappresentante è scelto dai lavoratori riuniti in assemblea e della sua elezione deve essere redatto un verbale sintetico, da conservarsi unitamente agli altri documenti riguardanti la sicurezza aziendale. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dovrà essere consultato dal datore di lavoro in occasione della valutazione dei rischi, della designazione del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e riguardo alla formazione dei lavoratori. Egli può segnalare al datore di lavoro eventuali situazioni di rischio, anche per conto dei lavoratori e verifica l’applicazione elle misure di sicurezza. Il rappresentante dei lavoratori ha diritto a ricevere, a cura del datore di lavoro, una apposita formazione in materia di salute e sicurezza, della durata minima di 32 ore, e un aggiornamento periodico di 4 ore. L’attestazione di tale formazione deve essere conservata in azienda. Attenzione: il Decr. 81/2008 ha stabilito che il nominativo del rappresentante va comunicato all’INAIL entro il 16 maggio p.v.
Informazione dei lavoratori : Il datore di lavoro ha inoltre l’obbligo di informare i lavoratori sui rischi e sulle misure di prevenzione, sulle procedure da adottare in caso di pericolo e sui rischi connessi alle proprie specifiche mansioni.


Obblighi dei lavoratori: osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro in materia di sicurezza ed utilizzare correttamente le attrezzature ed i dispositivi di protezione forniti dal datore di lavoro, non utilizzare attrezzature o svolgere qualsiasi incarico se non autorizzati, non effettuare operazioni che possano mettere in pericolo altri lavoratori, cooperare con il datore di lavoro al mantenimento delle condizioni di sicurezza.
Primo soccorso: occorre tenere a disposizione una dotazione minima di materiale per il primo soccorso o, nelle aziende con 5 o più dipendenti, una cassetta di pronto soccorso. È obbligatorio avere almeno un addetto al primo soccorso (datore o lavoratore) che abbia frequentato un corso di 8 ore.


Servizio antincendio: almeno 1 addetto che abbia frequentato l’apposito corso di formazione (4 ore per le attività a basso rischio, come i negozi). Almeno 1 estintore ogni 100 mq. di superficie.


Medico competente: è previsto solo per le attività con obbligo della sorveglianza sanitaria. Nel caso dei laboratori orafi, tale obbligo è previsto per le lavorazioni che utilizzino, per operazioni di lucidatura, saldatura, fusione, etc., sostanze potenzialmente dannose quali cadmio, arsenico, mercurio, resine, solventi etc. Le attività commerciali in genere sono escluse dall’obbligo della sorveglianza sanitaria e non sono pertanto tenute alla nomina del medico competente. Si tenga però presente che gli addetti alla movimentazione di carichi superiori a 30 Kg. e gli operatori al videoterminale (esclusi i registratori di cassa) che utilizzano l’attrezzatura, in modo sistematico ed abituale, per almeno 20 ore settimanali, dedotte le pause di 15 minuti ogni 2 ore previste dalla legge, devono obbligatoriamente essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.

Roma, 1 mag. (Apcom) - "E' giusto dedicare il 1 maggio, come ha fatto il presidentdella Repubblica, al tema dell'occupazione, alla difficoltà di trovare lavoro e al rischio di perderlo, soprattutto per le giovani generazioni". Lo dichiara il responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano. "Un'attenzione particolare - continua Damiano - va rivolta al tema della sicurezza sul lavoro. L'Inail ci dà una buona notizia: il 2008 avrà un numero di morti sul lavoro che scende al di sotto della barriera dei 1200. Un calo del 10% si era già registrato tra il 2006 e il 2007, che aveva portato il numero dei morti da 1341 a 1207.

Questa nuova diminuzione, anche se più contenuta, indica che si è sulla buona strada. Questo è anche il frutto di buone leggi che, già dal 2006, sono intervenute per combattere il lavoro nero e la precarietà. Si pensi alla sospensione dell'attività delle imprese scoperte con più del 20% di lavoratori al nero; all'introduzione del cartellino di identità nei cantieri; all'obbligo di comunicazione da parte delle imprese dell'avvenuta assunzione del lavoratore il giorno prima dell'inizio del lavoro; alla norma della responsabilità solidale del committente nella catena degli appalti, per quanto riguarda la trasparenza contributiva. Tutto questo si somma al testo unico sulla Salute e Sicurezza del maggio 2008 e alla continua opera di moral suasion del presidente della Repubblica su questi temi". "Parte di questa normativa - aggiunge Damiano - è stata cancellata dal nuovo governo e il decreto correttivo tende ad abbassare le tutele nel lavoro e a deresponsabilizzare l'impresa. Ci auguriamo che il testo conclusivo della delega sulla sicurezza accolga i suggerimenti che arrivano da varie parti, dalle regioni, dall'opposizione e da alcune parti sociali". "

Non si può cancellare o stravolgere una normativa con accuse infondate di eccessiva burocrazia delle norme - conclude l'esponente del Pd -: il documento di rischio, ad esempio, non è come sostiene il ministro del Lavoro, un puro adempimento formale ma questione sostanziale della sicurezza".

Avrà compiti di indirizzo e valutazione. Previsto anche un ufficio operativo che coordinerà gli organi di vigilanza e definirà modalità concrete di attuazione dei piani dei singoli territori

da Agenzia Sir


Un Comitato di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro sull'intero territorio del Lazio è stato istituito dalla Giunta della Regione Lazio. Tra i suoi obiettivi principali, l'indirizzo e la valutazione delle attività in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nell'intero territorio regionale. Prevista l'attivazione di un ufficio operativo che coordinerà le attività degli organi di vigilanza, individuando modalità concrete di attuazione dei piani. Il Comitato promuoverà attività di comunicazione, informazione e assistenza a imprese e lavoratori, in tema di salute e sicurezza sul lavoro, operando il necessario coordinamento tra diverse istituzioni. L'ufficio operativo invece definirà modalità concrete di attuazione dei piani operativi nei singoli territori. La stessa Giunta regionale ha approvato una delibera che fissa le modalità di finanziamento e la gestione di un fondo di solidarietà alle famiglie dei lavoratori che hanno perso la vita sul posto di lavoro. Il fondo prevede un contributo straordinario di diecimila euro per ogni lavoratore deceduto. Ne beneficeranno i familiari di lavoratori che al momento dell'infortunio mortale.

«Da sempre la nostra associazione crede che una soluzione possa venire solo se esiste un'unica regia. I controlli, la vigilanza e l'individuazione delle modalità con cui applicare la sicurezza più efficaci, possono dare risultati concreti quando c'è una condivisione dei problemi e un'azione sinergica determinata dall'impegno di ognuno». Questo il convincimento di Claudio Betti, presidente provinciale Anmil (Associazione nazionale mutilati ed invalidi sul lavoro) di Roma. Ad avviso di Betti «non va sottovalutato che il ruolo di questo Comitato di coordinamento potrà comportare un significativo risparmio in termini economici e di risorse impiegate». La sicurezza dei lavoratori «va fatta lavorando tutti insieme perché è un problema che coinvolge l'intera società: si deve cominciare dai banchi di scuola e diventare oggetto di formazione». L'applicazione degli adempimenti stabiliti per la prevenzione «spetta alle aziende e altrettanto ai lavoratori. Questo processo per la salvaguardia della vita e della salute dei lavoratori non può tenere fuori chi si occupa della vigilanza sul rispetto delle norme». Tutti questi soggetti «dovrebbero avere un obiettivo comune: veder progredire la società attraverso il mondo del lavoro senza compromessi con le disposizioni in materia di sicurezza. Invece non è automatico né scontato e lo dimostra il numero degli infortuni nel Lazio». «Iniziativa meritevole», secondo Betti, è il fondo per i familiari di lavoratori morti sul posto di lavoro, che «in quanto associazione di vittime del lavoro, sentiamo ancora più vicina». «I problemi economici delle vedove e degli orfani dei caduti sul lavoro sono davvero gravi e per questo - aggiunge - quattro anni fa, abbiamo costituito una Fondazione che gli offrisse aiuti concreti e il fondo istituito dalla Regione finalmente va in tal senso. Certo si propone di aiutare solo i familiari dei “morti che verranno”, mentre sarebbe stato più giusto consentire anche ai superstiti dei caduti di “ieri” l'ammissione alla richiesta di contributo».

«Il Comitato di coordinamento può sicuramente rivelarsi una figura utile che può anche valere come deterrente per chi non mette in pratica la normativa sulla sicurezza». Ad affermarlo è Enzo De Santis, presidente regionale Lazio del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) secondo il quale «l'importante è che non sia un duplicato di altri organismi già esistenti e lavori seriamente senza diventare un ulteriore costo per i contribuenti». Perché «ben venga tutto quello che serve per evitare morti bianche e incidenti sul lavoro». Secondo il presidente regionale Mcl, «non bisogna inventarsi nulla, ma basterebbe semplicemente riuscire a far rispettare le leggi che abbiamo sia a livello locale che nazionale». Quello che serve non sono parole «ma buone pratiche», aggiunge De Santis. Non bisogna poi dimenticare anche «il problema della salubrità dei luoghi di lavoro, troppo spesso dimenticato» e poi eventuali conseguenze nella ricerca di appalti «sempre a minor costo, perché - afferma - non si deve fare un gioco al ribasso a scapito della sicurezza». La soluzione potrebbe essere individuata tra l'altro con «una cultura diversa da quella odierna in tema di sicurezza e di attuazione delle regole, che però non deve rimanere solo a livello propagandistico e solo quando c'è l'attenzione delle telecamere. Perché non serve un ennesimo comitato per discutere delle solite cose, ma anzi è inutile. Le organizzazioni di lavoratori e imprenditori dovrebbero entrare nel problema e non solo nel momento dell'emergenza. Bisogna prevenire e discutere in tempo di pace e non di guerra». E secondo De Santis «prevenire significa fare tavoli seri cui partecipino tutte le parti in causa per poter lavorare in modo serio per evitare che si rischi la vita per un tozzo di pane».


Per la Festa del Lavoro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato nel piazzale antistante l'ingresso dell'Inail, nel quartiere Eur, e ha deposto una corona d'alloro ai piedi del monumento ai caduti del lavoro.

Il monumento fu inaugurato il primo maggio dell'anno scorso dallo stesso Napolitano e riproduce in una targa le parole che egli pronunciò dopo la tragedia alle acciaierie Thyssen di Torino: «Non ci sono più parole per esprimere sdegno e commozione. È Ora di decidere e agire».

Non si vuole solo onorare i morti, spiegò Napolitano, ma far riflettere i vivi ed esaltare il ruolo degli enti come l'Inail incaricati della prevenzione degli infortuni sul lavoro. Quest'anno il capo dello Stato è tornato davanti al monumento insieme a numerosi familiari delle vittime di morti bianche proprio in segno di continuità con l'impegno assunto con l'inaugurazione dell'anno scorso.

Poco prima, al Quirinale, Napolitano aveva invitato a «non abbassare la guardia», giudicando «un segnale positivo ma non sufficiente» il dato secondo il quale quest'anno ci saranno meno di 1200 morti sul lavoro. C'è anche il rischio, ha detto, che la crisi economica renda ancor più insicure le condizioni di lavoro di molti lavoratori dipendenti».

Si terrà a Milazzo nelle giornate del 4 e 5 maggio il corso di formazione per i
delegati della sicurezza e le rappresentanze sindacali della Fiom della Sicilia, la categoria dei metalmeccanici della Cgil. “La scelta della sede non è casuale - sottolinea Enzo Sgrò, segretario della Fiom di Messina, poichè nel comprensorio milazzese insistono importanti siti dell'industria siciliana, dal petrolchimico, all' energia, alla siderurgia, con determinante presenza dell'indotto metalmeccanico, oltre che una miriade di piccole e medie imprese di produzione".

Qui nel passato sono avvenuti infortuni anche di grave entità ed è peraltro sempre viva l'attenzione rispetto ai problemi ambientali. Il corso, gestito da esperti nazionali del sindacato di categoria, mira alla formazione di giovani quadri sindacali impegnati nel ruolo di RLS e di RSU, per migliorarne il patrimonio di conoscenze e attrezzare ancor meglio le strutture del Sindacato sulle problematiche riguardanti la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro; ma anche per riaffermare che, pure nei momenti di grave crisi come quello che si sta attraversando, non deve mai venire meno l'attenzione verso queste tematiche.

Da questo punto di vista la Cgil è impegnata a contrastare fortemente l'opera di smantellamento delle normative sulla sicurezza che questo governo sta portando avanti e che sono frutto di tante lotte e del sacrificio quotidiano di tanti lavoratori.

E' in programma per lunedì 4 maggio con inizio alle 9,30 nella sala del Consiglio provinciale la cerimonia di premiazione della settima edizione del concorso "AL LAVORO SICURI! PER UN SICURO LAVORO!".

L'iniziativa, oramai un appuntamento fisso per le scuole superiori del territorio provinciale, vuole stimolare l'attenzione e la sensibilità dei ragazzi su un tema che, pur essendo costantemente di attualità per le purtroppo quotidiane cronache di incidenti, non riesce a trovare nel nostro Paese la necessaria attenzione nell'opinione pubblica e soprattutto in coloro chiamati a far sì che si riduca l'enorme sacrificio di vite provocato da queste tragedie.

Il programma della mattinata prevede, dopo i saluti del presidente della Provincia Massimo Rossi e di Giacomo Beverati, presidente della III Commissione Consiliare, un intervento congiunto delle segreterie provinciali CGIL – CISL – UIL e dei direttori dei Servizi prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle zone territoriali ASUR di Ascoli, S. Benedetto e Fermo.

Le conclusioni saranno affidate a Sebastiano Calleri, rappresentante del dipartimento nazionale sicurezza sul lavoro della CGIL. Quindi è in programma la cerimonia di premiazione dei migliori elaborati alla presenza dell'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Olimpia Gobbi e dei dirigenti dei servizi Formazione Professionale e Politiche Attive del Lavoro della Provincia Maurilio Cestarelli e Matilde Menicozzi. Graziella Marota, mamma di Andrea Gagliardoni, consegnerà ad uno studente meritevole la borsa di studio alla memoria del figlio, giovane vittima del lavoro. Interverranno inoltre i rappresentanti degli ordini professionali degli ingegneri, degli architetti, dei geometri della Provincia.

Sindacati all’Aquila, per un primo maggio nel segno della solidarietà e dell’unità. Cgil, Cisl e Uil, guidati dai tre segretari generali, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, celebrano la Festa del lavoro tra i terremotati dell’Abruzzo, con una iniziativa improntata alla sobrietà.

Niente bandiere, nè cortei o striscioni, ma solo il messaggio di un sostegno forte alla popolazione e di un impegno fattivo alla ricostruzione post-sisma, in una ritrovata sintonia confederale. I sindacati hanno invocato la ricostruzione dei paesi abruzzesi colpiti dal terremoto e la rimessa in moto del tessuto produttivo. Solo il lavoro e la ripresa delle attività imprenditoriali, assieme al rilancio dell’università, possono garantire un futuro alla popolazione; solo una ricostruzione che sia improntata ai criteri della serietà, dell’efficacia e soprattutto della sicurezza può evitare il ripetersi di tragedie come questa: questo il messaggio, lanciato dal palco allestito nella scuola di formazione permanente della Guardia di Finanza, dai tre segretari generali.

«Se, come in tutte le zone sismiche - ha detto Epifani - si fosse costruito in sicurezza piena, non speculando, non rubando, noi forse oggi non piangeremmo tutti quei morti». Per questo, il leader della Cgil ha chiesto di «farla finita con la logica dell’emergenza» e di «mettere in sicurezza tutti gli edifici», dare agli studenti un alloggio sicuro, «non quella vergogna della casa dello studente». Anche secondo Bonanni «la ricostruzione la si può avere ordinata se l’economia e il lavoro diventano il veicolo principale», ma bisogna anche evitare che «imprese avventuriere» s’inseriscano nel processo di ricostruzione» con «l’intenzione di sfruttare e speculare». Per Angeletti «la cosa più importante da fare» è ricostruire non solo le case ma «anche i posti di lavoro, l’università, l’ospedale, gli uffici e le aziende».

E nella giornata della Festa dei Lavoratori arriva il monito del Capo dello Stato. Anche quest’anno Napolitano ha celebrato la Festa del Lavoro sottolineando l’attualità drammatica degli incidenti mortali sul lavoro e invitando l’Italia ad essere «più attenta ai diritti del lavoro». «L’occasione della crisi - dice nel suo intervento alla cerimonia di consegna, in Quirinale, delle Stelle al Merito ai Maestri del Lavoro - va colta per farne uscire un’Italia più giusta». Il capo dello Stato parla anche delle morti bianche: «Il fenomeno degli incidenti sul lavoro - dice - rimane dolorosissimo e inquietante, e si può rischiare di vederlo aggravarsi se alle difficoltà della crisi economica corrispondesse una qualche tendenza a ricorrere più facilmente al ’sommersò e comunque al lavoro irregolare, in special modo all’impiego illegale di immigrati».

A Roma intanto è tutto pronto per accogliere al meglio gli spettatori del tradizionale concertone in piazza San Giovanni in Laterano, organizzato da Cgil,Cisl e Uil. Un evento all’insegna della solidarietà per gli orfani dei morti sul lavoro e per la popolazione abruzzese, ma senza perdere di vista la crisi economica del Paese che ha rischiato di non farlo andare in scena. Presentatore d’eccezione è Sergio Castellitto mentre Vasco, che torna dopo dieci anni sul palco del "Primo Maggio", è la star più attesa. Insieme a Vasco, che si esibirà per 45 minuti, si alterneranno, tra gli altri, anche Giorgia, Pfm, Afterhours, Marlene Kuntz, Edoardo Bennato, Caparezza, Nomadi, Bandabardò, Max Gazzè e Marco Paolini. Nel cast si sono aggiunti, nelle ultime ore, anche i nomi di Cisco, Peppe Voltarelli, la band reggae italiana degli Smoke e un Supergruppo di rock band indipendenti composto da Marta sui Tubi, Dente, Roberto Angelini, Cesare Basile, Paolo Benvenue e Beatrice Antolini. Ricco anche il contributo di attori che saliranno sul palco, tra cui Pierfrancesco Favino e Valeria Solarino.

Tra le molte manifestazioni organizzate unitariamente da Cgil, Cisl e Uil in Emilia-Romagna per il Primo Maggio, migliaia di persone hanno gremito Piazza Maggiore a Bologna. Alla tavola rotonda "Lavoro, legalità, democrazia" sono intervenuti anche esponenti del coordinamento nazionale di Libera, delle cooperative "Libera Terra" di San Giuseppe Jato (Palermo), "Nelle Terre di Don Pepe Diana", che sorgerà a Castelvolturno in un terreno confiscato, e della brindisina "Terre di Puglia". Tra gli altri, anche Paolo Pombeni dell'Università di Bologna, rappresentanti dell'Anpi e del comitato "Salviamo la Costituzione".
A nome dei tre sindacati confederali - che hanno diffuso una nota - ha parlato Alessandro Alberani, segretario della Cisl di Bologna, ricordando i tempi di crisi: "perdendo il lavoro - ha detto - si perde prima di tutto il salario, ma si perde anche dignità e identità sociale. Vogliamo quindi la riforma degli ammortizzatori sociali, vogliamo meno tasse per i lavoratori e i pensionati, uno stato sociale migliore, più salario in busta paga e azioni più efficaci per i lavoratori colpiti dalla crisi".

Tra gli altri, per i sindacati nazionali Morena Piccinini ha chiuso la tavola rotonda rilanciando l'importanza della sicurezza sul lavoro: "Chiediamo che il decreto venga applicato nella sua interezza e non manomesso e che siano eliminati i provvedimenti repressivi in materia di ronde e di immigrazione, mossi da crudeltà, razzismo e intolleranza. Non possiamo abbassare la guardia nella difesa dei diritti civili, a partire da quelli dei migranti, che non sono un esercito di riserva da usare nei luoghi di lavoro quando ci sono i picchi produttivi e poi scacciare con le loro famiglie, magari dopo anni che pagano qui tasse e contributi, perché affrontiamo una crisi produttiva".
Numerose iniziative sono in programma in piazza Maggiore per tutta la serata, che si concluderà con un concerto della Bandabardò.