Infotel
E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

dvr

* Presenza di un interno un editor di testi integrato per la creazione dei documenti in uscita direttamente nei formati .DOC .DOCX .RTF, .PDF. HTML ed altri senza necessità (per la visualizzazione e la modifica) di acquisto di editor di altre case produttrici
* Gestione degli archivi di base (macchine, attrezzature, sostenza)
* Possibilità di creare nuove schede di sicurezza direttamente dagli archivi
* Funzione controlli per stampare le check listi di verifica degli ambienti di lavoro
* Nuove schede di sicurezza
* Correlazione tra le schede 'fasi lavorative" e le relative schede di macchine, attrezzature e sostanza utilizzate in quella fase
* Anagrafica comune a tutti i lavori
* Divisione delle schede di sicurezza per gruppi
* Ottimizzazione del documento finale di stampa

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Sappiamo che dal 16 maggio il documento valutazione rischi deve avere data certa.Uno degli strumenti che è possibile utilizzare per garantire la data certa sul documento Valutazione Rischi è la posta elettronica certificata.

Ricordiamo brevemente cosa si intende per posta elettronica certificata:
Posta Elettronica Certificata

Il servizio di posta elettronica che fornisce al mittente la prova legale dell'invio e della consegna di documenti informatici. La posta elettronica certificata (PEC) è la trasmissione telematica di comunicazioni con ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna e avviene ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. La trasmissione del documento informatico per via telematica, effettuata mediante la posta elettronica certificata, equivale, nei casi consentiti dalla legge, alla notificazione per mezzo della posta e ha valore legale. La data e l'ora di trasmissione e di ricezione di un documento informatico trasmesso mediante posta elettronica certificata sono opponibili ai terzi se conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e alle relative regole tecniche.

Bene, CONSORZIO INFOTEL, avvalendosi della PEC, offre gratuitamente il servizio di data certa.

PER OTTENERE LA DATA CERTA SUL DVR SEGUIRE QUESTI SEMPLICI PASSI:
  1. INVIARE IL DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHI IN FORMATO DOC O PDF A lab@consorzioinfotel.it
  2. ALL’INDIRIZZO MAIL CON IL QUALE È STATO INVIATO IL DOCUMENTO SARÀ RESTITUITO IL DOCUMENTO CON DATA CERTA
CONSORZIO INFOTEL semplicemente e velocemente ti consente di ottemperare all’obbligo di data certa.

Faq d lgs 81

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:58

1. La firma del Rls sul Documento di valutazione dei rischi (DVR)

Domanda

L'RSPP mi ha sottoposto "l'addendum al documento di valutazione dei rischi" da sottoscrivere in cui spiegano che il DVR elaborato in conformità al art. 4 della 626 è rispondente al art 28 della legge 81\08 e la rielaborazione avverrà come detta l'art. 29 della suddetta legge. Come devo agire?

Risposta

La richiesta dell'azienda di firmare un'appendice (addendum) in cui si attesta che il DVR esistente, redatto ai sensi della 626, sarà conforme all'art. 29 del Dlgs 81 è da rifiutare.

IL Dvr da firmare è quello redatto ai sensi degli art 28-29 del Dlgs 81/08; devi firmare solo dopo aver analizzato bene il DVR e se condividi quello che c'è scritto.

Il termine, per le aziende, di rifare il DVR ai sensi del DL81 è già scaduto a gennaio 2009; quindi la tua azienda è già soggetta alle sanzioni previste dal Dl 81.



Domanda

Oggi abbiamo una riunione sulla sicurezza con il RSPP ed un consulente esterno; i dubbi che ho sono relativi alla "data certa" che, secondo me, si presta a molte interpretazioni. Mi è stato fatto osservare che si tratterebbe solo di cambiare le date sul DVR precedente e di aggiungere gli aggiornamenti e le integrazioni richiesti dalle ASL a seguito dell'ultimo incidente.

Risposta

L’obbligo della “data certa” del DVR è stato oggetto di varie interpretazioni, quella più “restrittiva” sostiene che la data andrebbe messa su ogni pagina del DVR; in ogni caso, comunque, almeno sulla pagina finale del DVR, ci devono essere la data di effettuazione e le firme di: Datore di lavoro, Rspp, Rls, medico competente.

Il DVR, secondo il Dl 81, deve avere le seguenti caratteristiche:

individuare i rischi per reparti-uffici, mansione e lavoratore

valutarli ( secondo la matrice P*G, probabilità * gravità delle conseguenze)

individuare le misure di prevenzione e protezione

individuare le procedure ed i referenti per la loro attuazione

indicare, rispetto alla gravità del rischio, i tempi per l’attuazione delle misure.

Quindi bisogna verificare se nel DVR per ogni rischio individuato ci sia la valutazione (espressa con un valore numerico dato dal prodotto PxD); l’indicazione delle misure da attuare; le modalità d’attuazione delle misure ed il nome di chi le attua (il Rspp, il preposto ecc); i tempi per l’attuazione.

Questo è lo schema che deve avere un DVR secondo il Dl 81; chiaramente un Rls, prima di firmarlo, deve verificare se la Valutazione dei rischi corrisponde alla realtà delle condizioni di lavoro. L’acquisizione di queste competenze è lo scopo fondamentale del corso per Rls organizzato dalla Fiom.



2. L’utilizzo del DVR da parte degli RLS

Domanda

Ciao, sono un Rls……, standomi a cuore oramai da anni il benedetto problema della consegna del Documento Valutazione Rischi e avendo avuto moltissimi problemi con l'azienda anche per questo, mi chiedevo:

in tutti i convegni e varie sulla sicurezza, nonché in testi e comunicati sindacali, si continua a dire che il DVR deve essere consegnato al Rls che lo può portare fuori dall'azienda, poi però mi leggo il nuovo testo del Ccnl (titolo V, art. 1, lettera E) e leggo la seguente frase “gli rls sono tenuti a fare un uso strettamente riservato ed interno dei documenti ricevuti”.

Risposta

Chiarimenti su CCNL e Documento di valutazione dei rischi

L'art. 50 comma 6 del DL81 dice che il Rls "è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (la legge sulla privacy) e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione dei rischi"

Il CCNL metalmeccanico 2008 (Tit V art. 1 lett. E) dice che gli Rls "sono tenuti a fare un uso strettamente riservato ed interno dei documenti ricevuti connesso all'espletamento delle proprie funzioni..."

In sostanza il Dl 81 non vieta agli Rls di portare il DVR fuori dall'azienda, il CCNL parla di "uso interno" del DVR ( nel senso di uso strettamente connesso all'attività degli Rls),ma non vieta di portarlo “fisicamente” all'esterno dell'azienda.

In sintesi, quindi, è possibile per gli Rls portare il DVR all'esterno dell'azienda; in caso di problemi conviene rivolgersi prima alla struttura territoriale Fiom e, se necessario, anche all'Ufficio Salute e sicurezza della Fiom nazionale.



3. Le scadenze per rifare il DVR ai sensi del DLgs 81/08

Domanda

Il termine per le aziende di rifare o presentare il DVR ai sensi del DL81 è stato prorogato a giugno 2009 ?

Risposta

Ti allego il decreto del governo in cui si parla degli obblighi del Dl 81 che hanno subito un rinvio. Come vedrai l'obbligo di aggiornare il documento di valutazione rischi è scaduto il primo gennaio 2009. Sono stati rinviati a maggio 2009 solo gli obblighi della valutazione del rischio stress e quello di apporre la data certa (significa su ogni pagina del DVR).



4. L’analisi dei rischi da movimenti ripetitivi degli arti superiori

Domanda

Oggi l'azienda ha illustrato la mappatura sintetica dei rischi, effettuata con il metodo OCRA, di tutto lo stabilimento. L'analisi riguarda 520 postazioni di lavoro su 507.

Risultati: 379 (73%) verdi (rischio assente); 94 (18%) gialle (rischio medio); 47 (9%) rosse (rischio elevato).

Questa è la prima riunione informativa, nei prossimi giorni inizieremo a vedere i loro filmati e faremo le nostre valutazioni. Chiedo un consiglio su questi dati; bisogna considerare che la maggioranza delle postazioni sono sulle linee di montaggio ed una piccola parte in verniciatura.

Risposta

La percentuale del 9% di postazioni "rosse" in una linea di montaggio mi sembra bassa.

A questo punto considerata l'entità del numero di postazioni analizzate (507) diventa fondamentale riuscire a fare la verifica di un numero anche ristretto di postazioni, per esempio 4-5, ma ben distribuito rispetto ai diversi reparti. Per fare la verifica, però, devi richiedere (oltre ai filmati) i dati dettagliati su cui si basa l'analisi aziendale.

Tieni presente che l'analisi va fatta distinta per i 2 arti; ti conviene farla solo per quello che, a prima vista, ti sembra più a rischio (di solito il destro)

Questi suggerimenti sono per gli Rls che hanno effettuato un corso di formazione sul metodo OCRA.


Modalità d'effettuazione delle verifiche:

1. Verifica con filmato (relativo ad una singola fase lavorativa)

Se ti danno i filmati dovresti procedere in questo modo per l'analisi dei singoli fattori di rischio:



a. Fattore di rischio ripetitività (frequenza azioni/min)

- visionare il filmato a velocità normale (per almeno 10 volte) per definire la durata di un singolo ciclo (che, in linea, dovrebbe corrispondere alla cadenza)

- visionare il filmato a velocità lenta (al 50%) per individuare e contare le azioni "tecniche-elementari" di OCRA

- calcolo frequenza az/min

Se non hai tempo disposizione puoi anche fare solo questa verifica; perché è molto probabile che ci siano delle divergenze tra i tuoi risultati e quelli aziendali.



b. Fattore di rischio postura

Questa verifica è più complessa.

Potresti farla solo per le posture più facili da individuare:

- postura spalla : calcola il tempo, nell'ambito di un singolo ciclo, in cui il lavoratore mantiene il braccio ad una distanza di oltre 45° gradi dal busto; calcola, in particolare, il tempo in cui il braccio è ad altezza spalla (o oltre la spalla).

- postura pinch: calcola il tempo in cui il lavoratore mantiene la mano in presa pinch (perché movimenta oggetti piccoli con la punta delle dita)

- altre posture: se riesci puoi calcolare anche i tempi delle posture a rischio del polso e del gomito.

Confronta i tuoi dati con quelli aziendali



c. Fattore di rischio Forza

Devi andare dal lavoratore (che effettua il ciclo che stai verificando) con il foglio della scala di Borg e gli devi fare queste domande:

nell'ambito del ciclo ci sono delle azioni in cui senti di applicare della forza (anche se minima) ?

(se risponde si) Mi puoi elencare (e far vedere) quali sono le azioni “con forza”? (bisogna scriverle su un foglio)

Mi puoi dire, per ognuna delle azioni con forza, come giudichi il tuo sforzo secondo questa scala di valori? (scala di Borg). Confronta i dati ottenuti con quelli aziendali



d. Definizione delle fasi con compiti ripetitivi effettuate da un lavoratore in un turno di lavoro

Questo è un punto importantissimo perché con l'analisi di una fase lavorativa si calcola solo l'indice di rischio per quella fase (al di là del lavoratore che la compie), ma per calcolare l'indice di rischio di un lavoratore bisogna sapere quali fasi effettua in un turno di lavoro. (se effettua per tutto il turno la stessa fase le 2 analisi sono simili).

Devi chiedere al lavoratore:

- quali sono le fasi (con compiti ripetitivi) che effettui, in media, in un turno?

- per quanto tempo effettui, sempre in un turno, ognuna delle fasi?

Confronta i dati ottenuti con quelli aziendali.



2. Verifica senza filmati

Se non riesci ad ottenere i filmati dovresti fare le verifiche dei Fattori di rischio "ripetitività e postura", secondo le stesse modalità descritte al punto 1a-b, ma andando sulla postazione di lavoro e chiedendo al lavoratore di effettuare in modo lento le azioni della sua fase lavorativa.

Per evitare un impegno eccessivo e per fare più verifiche, ti puoi anche fermare a questo livello: verifica la corrispondenza dei dati dell'analisi aziendale con la realtà lavorativa, se ci sono delle divergenze chiedi di rifare l'analisi.

Sulla base di questi primi dati si può procedere, in seguito, al calcolo completo dell'indice di rischio.

image6.jpgAll’indomani dell’ennesima strage sul lavoro, l’incidente di Riva Ligure, si torna a parlare di Testo unico sulla sicurezza. In vista del parere delle commissioni Lavoro e Affari Sociali della Camera, che dovrebbe arrivare martedì prossimo, i parlamentari del Pd sono sul piede di guerra.

Felice Casson, senatore del Partito democratico ha usato parole piuttosto dure relativamente al testo di modifica del decreto 81. 'Lo schema di decreto legislativo del governo fa fare pericolosi passi indietro alla normativa", ha detto. "I continui fatti di cronaca sulle morti bianche - ha continuato - dimostrano infatti che bisogna alzare la guardia e non abbassarla come vuole fare il governo". Secondo il senatore, in effetti, lo schema di decreto modifica profondamente la normativa approvata dal governo Prodi con il Testo Unico e "comporta un abbassamento dei livelli di tutela", nonché "lo stravolgimento dell'intero sistema sanzionatorio'.

Le modifiche al testo Unico d lgs 81

su cui Casson punta maggiormente il dito sono quelle relative allo "svuotamento, o meglio l'azzeramento, delle responsabilità del datore di lavoro anche in presenza di una sua condotta omissiva". La cosiddetta norma 'salva-manager'. Per Casson, i ritocchi al testo unico comporterebbero infatti il venir meno per i datori di lavoro "del ruolo di garanti della incolumità fisica dei lavoratori, nonché dell'obbligo di controllo e del dovere di vigilanza fino a questo momento mai messi in discussione'.

'Fin dall'inizio – ha invece sottolineato Antonio Boccuzzi, deputato democratico e sopravvissuto alla strage della Thyssen - abbiamo dato disponibilità a una revisione del decreto 81, ma nell'ottica di un suo miglioramento e della garanzia di applicazione dello stesso'. Boccuzzi cita gli ultimi episodi di morti sul lavoro in Liguria e Sardegna, come a Mineo e sottolinea: 'Non vogliamo che tutto questo venga considerato'normale' e dimenticato'.

Nel decreto legislativo correttivo, poi, ci sono anche altri ritocchi che preoccupano l’opposizione. Si va dalla questione del documento di rischio alla diminuzione delle sanzioni, alla certificazione, affidata a enti bilaterali, cosa che il Pd considera 'anomala e sbagliata', fino all'articolo 2-bis, sulla 'presunzione di conformità'. Ma la necessità di migliorare il testo riguarda anche la salvaguardia del patto sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, che prevede 250mila interventi ispettivi a fronte della riduzione del 17% dei controlli operata dal governo.

Per il Pd, poi, c'è anche la necessità di aumentare i controlli sanitari per le patologie da lavoro e il controllo degli standard qualitativi di riabilitazione. Insomma, aggiunge la deputata sarda Amalia Schirru 'serve attenzione 365 giorni l'anno, non solo quando accadono gli incidenti'. Il Partito democratico, infatti, chiede una serie di modifiche, in modo che 'i fondamenti' del testo unico restino intatti.

Cesare Damiano, responsabile lavoro del Pd, preferisce però lanciare segnali di distensione alla maggioranza. Damiano spiega che si stanno cercando 'convergenze' con il relatore del parere, Giuliano Cazzola, per modificare il testo". Anche Cazzola sembra voler aprire all'opposizione, puntualizzando che "sullo schema correttivo del decreto legislativo, i relatori e la maggioranza dimostreranno di avere capacità di ascolto delle proposte e delle posizioni emerse durante le audizioni e la discussione". In ogni caso,Cazzola ha precisato che assumeranno "in proprio e in piena convinzione ed autonomia", la responsabilità del parere di competenza.

E' stata pubblicata la check list per la compilazione del documento di valutazione dei rischi e per la sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. elaborato dal Dr. arch. Marcello Tambone a cura del Servizio Prevenzione Protezione .

* Scarica check list

MODALITÀ DI VALUTAZIONE DELLE ESPOSIZIONI AL RISCHIO RUMORE E MISURAZIONE DEI LIVELLI ESPOSITIVI SECONDO LE NORME DI BUONA TECNICA.

Il recente decreto legislativo 81/08 nel riunificare tutte le normative in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, inserisce un titolo apposito relativamente alla “protezione da agenti fisici” ed il capo secondo determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro e in particolare per l'udito. Le indicazioni si applicano quindi a tutti i lavoratori così come definiti dall’articolo 2 comma 1 lettera a.

Nell’ambito della valutazione di cui all’articolo 28, il datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici, in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.

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Sarà inaugurato il 2 luglio lo "Sportello sicurezza sul lavoro", istituito questa mattina dopo la firma del protocollo d'intesa di valore biennale tra la Direzione regionale INAIL Lazio e l'Unione industriali e delle imprese di Roma (Uir). A siglarlo, rispettivamente, Antonio Napolitano, direttore dell'INAIL Lazio, insieme al presidente della Uir e il vicepresidente con delega sicurezza al lavoro, Aurelio Regina e Angelo Cavilli. Un accordo voluto - spiegano - per tutelare i lavoratori, le aziende e ridurre il rischio infortuni, semplificando le regole.

Aperto dalle ore 14 alle 17 presso la sede della Uir (in via Noale 206), lo Sportello permanente fornirà assistenza tecnico/normativa e realizzerà attività di orientamento e informazione per imprese e lavoratori; ad accogliere le aziende ci sarà personale dell'INAIL e della stessa Unione industriali. Prevista anche la promozione di meccanismi premiali per le aziende virtuose sia in tema di contribuzione, sia relativamente alle graduatorie degli appalti della pubblica amministrazione.

"'INAIL è impegnato al fianco delle imprese e dei lavoratori da sempre a combattere la brutta piaga degli infortuni sul lavoro e a favorire la semplificazione amministrativa", ha dichiarato Antonio Napolitano, direttore dell'INAIL Lazio. "Vogliamo essere vicini alle aziende e al territorio e la prova è data dalla circostanza che mettiamo a disposizione le nostre risorse umane non solo nelle sedi INAIL, ma anche presso la sede della Uir. Un'iniziativa che ci consentirà di conoscere in maniera diretta e in tempo reale i bisogni delle aziende per aiutarle ad attuare gli adempimenti amministrativi e assicurativi; inoltre forniremo loro consulenza in materia di sicurezza, a seguito dell'entrata in vigore del Testo Unico n. 81/08".

Con l'accordo sarà messo a disposizione, sul sito dell'Unione industriali, anche un accesso telematico attraverso il quale le aziende potranno porre quesiti, ricevendo risposte per posta elettronica: uno sportello "virtuale" che si affiancherà a quello fisico. In cantiere - a partire dal mese di ottobre - 5 seminari formativi congiunti che si concluderanno nel 2010 e tratteranno diversi argomenti: la valutazione del rischio e lo stress da lavoro correlato; il sistema della gestione della sicurezza, gli appalti, i comportamenti sicuri; casi di responsabilità dei datori di lavoro e deleghe. Il tavolo tecnico cercherà di mettere in campo strumenti operativi per semplificare gli adempimenti a carico delle aziende in materia di sicurezza, come la redazione del modello di valutazione dei rischi e la realizzazione del sistema di gestione della sicurezza.

Quella promossa dall'INAIL, quindi, è un'attività formativa, ha precisato Napolitano, "a dimostrazione che le imprese non sempre vengono lasciate da sole ma che, al contrario, anche le Pubbliche amministrazioni possono essere al loro fianco, aiutandole a diventare sempre più competitive, nel rispetto delle regole di sicurezza per tutelare la salute dei lavoratori". Prova né è la tendenza, registrata nel Lazio tra il 2007 e il 2008, della riduzione degli infortuni mortali, scesi del 20%.

"Vogliamo fare di Roma un centro virtuoso per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro", ha detto Regina poco prima di siglare l'accordo, che segue quello firmato la settimana scorsa con il mondo sindacale. "Questo è un progetto di cui vantarsi e c'è uno slancio condiviso alla base delle imprese, è un tipo di cultura che si sta facendo strada, sono eccellenze anche in materie di questo tipo che sono una macchia troppo scura nel mondo delle imprese".

Inoltre durante l'incontro di stamani è stata resa nota la volontà di entrambe le organizzazioni di realizzare a breve sinergie sul territorio anche con il mondo della scuola, in particolare con gli istituti tecnici industriali. Alla luce della recente riforma, infatti, si punta a un raccordo sempre più stretto fra Università, Aziende e Istituti superiori curando, al contempo, la preparazione sempre più mirata dei giovani in relazione al loro ingresso nel mondo del lavoro. A questo infatti potranno presentarsi già formati e informati sulle problematiche legate alla sicurezza.

(ab/lazio)

E' stata pubblicata la check list per la compilazione del documento di valutazione dei rischi e per la sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. elaborato dal Dr. arch. Marcello Tambone a cura del Servizio Prevenzione Protezione .


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Un accordo per tutelare i lavoratori, le aziende e ridurre il rischio infortunio sul lavoro è il protocollo d'intesa in materia di tutela della salute e sicurezza siglato questa mattina tra l'Unione Industriali e delle imprese di Roma e l'Inail Direzione Regionale Lazio.


L'accordo è stato siglato da Aurelio Regina presidente della UIR, da Angelo Camilli Presidente del Comitato strategico UIR "Sicurezza sul lavoro" e da Antonio Napolitano Direttore regionale dell'INAIL. "Vogliamo fare di Roma - afferma Aurelio Regina - un centro virtuoso per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro. Questo è un progetto di cui esser orgogliosi e che alla base registra uno slancio forte e condiviso da parte delle imprese; il Paese ha bisogno di creare su questa tema una vera cultura che necessita della collaborazione fra imprese e lavoratori. In Italia - conclude Regina - c'è una drammatica necessità di far in modo che le cose accadano rispettando le leggi che già esistono, cosa che vogliamo riuscire ad ottenere anche attraverso la semplificazione".
Il protocollo prevede la costituzione a partire dal 2 luglio di uno sportello - aperto tutti i giovedì dalle 14.00 alle 17.00 presso la sede romana della UIR - via Andrea Noale 206 - che assisterà le aziende, soprattutto le PMI, sui temi della nuova normativa sulla sicurezza, con personale addetto INAIL e della stessa Unione Industriali.


"L'Inail è impegnato al fianco delle imprese e dei lavoratori da sempre a combattere la malapiaga degli infortuni da lavoro ed a favorire la semplificazione amministrativa - ha dichiarato Antonio Napolitano - vogliamo essere vicini alle aziende ed al territorio e la prova è data dal fatto che mettiamo a disposizione le nostre risorse umane non solo nelle sedi Inail ma anche presso la sede della UIR.

Questo - ha proseguito Napolitano - ci consentirà di conoscere in maniera diretta ed in tempo reale i bisogni delle aziende per aiutarle ad attuare gli adempimenti amministrativi ed assicurativi, inoltre, forniremo loro consulenza in materia di sicurezza a seguito dell'entrata in vigore del TU n.81/08. Questo dimostra che le imprese non sempre vengono lasciate da sole ma che, al contrario, anche la Pubblica Amministrazione deve essere al loro fianco per aiutarle a diventare sempre più competitive, nel rispetto delle regole di sicurezza per tutelare la salute dei lavoratori".

Accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi.

Legislazione di riferimento


1. LEGGE QUADRO in materia di stupefacenti n. 309/1990 art.125 Comma 1 (accertamenti di assenza di tossicodipendenza pre-assuntivie periodici)

2. INTESA ai sensi art.8 L.131/2003 – CONFERENZA PERMANENTE STATO-REGIONI del 30.10.2007 “In materia di accertamento di assenza di tossicodipendenza..”

3. INTESA CONFERENZA PERMANENTE STATO-REGIONI del 18.9.2008 “Procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze in lavoratori addetti a..”

4. DLG 81/2008 art.41 comma 4 sorveglianza sanitaria - “verifica di assenza di condizioni di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti”

Mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute dei terzi (soggette agli accertamenti sanitari)

1) Attività per le quali è richiesto un certificato di abilitazione per l'espletamento dei seguenti lavori pericolosi:

a) impiego di gas tossici (art. 8 del regio decreto 1927, e successive modificazioni);

b) fabbricazione e uso di fuochi di artificio (di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635) e posizionamento e brillamento mine (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 302);

c) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari (di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1450, e s.m.).

2) Mansioni inerenti le attività di trasporto:

a) conducenti di veicoli stradali per i quali e' richiesto il possesso della patente di guida categoria C, D, E, e quelli per i quali e' richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada;

b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell'esercizio ferroviario che esplichi attività di condotta, verifica materiale rotabile, manovra apparati di sicurezza, formazione treni, accompagnamento treni, gestione della circolazione, manutenzione infrastruttura e coordinamento e vigilanza di una o più attività di sicurezza;

c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell'infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di camera e di mensa;

d) personale navigante delle acque interne con qualifica di conduttore per le imbarcazioni da diporto adibite a noleggio;

e) personale addetto alla circolazione e a sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari, aerei e terrestri;

f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie;

g) personale marittimo di prima categoria delle sezioni di coperta e macchina, limitatamente allo Stato maggiore e sottufficiali componenti l'equipaggio di navi mercantili e passeggeri, nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi posatubi;

h) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo;

i) personale certificato dal registro aeronautico italiano;

l) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea;

m) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;

n) addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci.

3) Funzioni operative proprie degli addetti e dei responsabili della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi.

Accertamenti sanitari per verificare l’assenza di condizioni di alcol dipendenza in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi

Legislazione di riferimento

1. LEGGE QUADRO in materia di alcol e problemi alcol correlati 125/2001 art.15

- Comma 1 (divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche per le attivita’lavorative che comportano elevato rischio di infortuni sul lavoro o sicurezza per la salute di terzi)

- Comma 2 (deputate ai controlli alcoli metrici sono il medico competente ed il MDL dei servizi PSAL con funzioni di vigilanza)

- Comma 3 (programmi terapeutici e riabilitativi)

2. INTESA ai sensi art.8 L.131/2003 – CONFERENZA PERMANENTE STATO-REGIONI. G.U. 75 del 30 marzo 2006

Individuazione attività lavorative che comportano elevato rischio di infortuni o per la sicurezza di terzi ai fini del divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche

3. Dlgs 81/2008 art.41 comma 4 sorveglianza sanitaria-“verifica di assenza di condizioni di alcol-dipendenza”


ATTIVITÀ LAVORATIVE CHE COMPORTANO UN ELEVATO RISCHIO D’INFORTUNI SUL LAVORO OVVERO PER LA SICUREZZA, L'INCOLUMITÀ O LA SALUTE DEI TERZI.

1) attività per le quali e' richiesto un certificato di abilitazione per l'espletamento dei seguenti lavori pericolosi:

a) impiego di gas tossici (art. 8 del regio decreto 9 gennaio 1927, e successive modificazioni);

b) conduzione di generatori di vapore (decreto ministeriale 1° marzo 1974);

c) attività di fochino (art. 27 del decreto del Presidente della Repubblica 9 marzo 1956, n. 302);

d) fabbricazione e uso di fuochi artificiali (art. 101 del regio decreto 6 maggio 1940, n. 635);

e) vendita di fitosanitari, (art. 23 del decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290);

f) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari ( decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1450, e successive modifiche);

g) manutenzione degli ascensori (decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162);

2) dirigenti e preposti al controllo dei processi produttivi e alla sorveglianza dei sistemi di sicurezza negli impianti a rischio di incidenti rilevanti (art. 1 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334);

3) sovrintendenza ai lavori previsti dagli articoli 236 e 237 del decreto dei Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547;

4) mansioni sanitarie svolte in strutture pubbliche e private in qualità di: medico specialista in anestesia e rianimazione; medico specialista in chirurgia; medico ed infermiere di bordo; medico comunque preposto ad attività diagnostiche e terapeutiche; infermiere; operatore socio-sanitario; ostetrica caposala e ferrista;

5) vigilatrice di infanzia o infermiere pediatrico e puericultrice, addetto ai nidi materni e ai reparti per neonati e immaturi; mansioni sociali e socio-sanitarie svolte in strutture pubbliche e private;

6) attività di insegnamento nelle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado;

7) mansioni comportanti l'obbligo della dotazione del porto d'armi, ivi comprese le attività di guardia particolare e giurata;

8) mansioni inerenti le seguenti attività di trasporto:

a) addetti alla guida di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria B, C, D, E, e quelli per i quali e' richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada;

b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla sicurezza dell'esercizio ferroviario;

c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell'infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di carriera e di mensa;

d) personale navigante delle acque interne;

e) personale addetto alla circolazione e alla sicurezza delle ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari aerei e terrestri;

f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie;

g) personale marittimo delle sezioni di coperta e macchina, nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi posatubi;

h) responsabili dei fari;

i) piloti d'aeromobile;

l) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo;

m) personale certificato dal registro aeronautico italiano;

n) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea;

o) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti;

p) addetti alla guida di' macchine di movimentazione terra e merci;

9) addetto e responsabile della produzione, confezionamento, detenzione, trasporto e vendita di esplosivi;

10) lavoratori addetti ai comparti della edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due metri di altezza;

11) capiforno e conduttori addetti ai forni di fusione;

12) tecnici di manutenzione degli impianti nucleari;

13) operatori e addetti a sostanze potenzialmente esplosive e infiammabili, settore idrocarburi;

14) tutte le mansioni che si svolgono in cave e miniere.

" AMBIENTE E LAVORO "Una rinnovata attenzione in ordine ai valori fondanti della vita sociale sarà fortemente sollecitata dalle nuove situazioni determinate dalle crisi che ci attendono. È legittimo immaginare il riemergere di sensibilità ed attenzioni nei confronti di tematiche e valori se non dimenticati, quantomeno per troppo tempo soffocati e sottaciuti. … Non più solamente sicurezza per i lavoratori ma anche rivalutazione della qualità e della dignità del lavoro.
Bologna

QUARTIERE FIERISTICO
10/12 Giugno 2009

Richiedi Invito

Consorzio Infotel in collaborazione con il comitato tecnico scientifico dell’AIAS ha realizzato il software DUVRI System-AIAS. Seguendo la procedura di sicurezza per l’affidamento di opere ed appalti in azienda, stilata dall’AIAS, è stato realizzato un applicativo software che consente la redazione del Documento Unico Valutazione Rischi da Interferenza (D.U.V.R.I.).


NORMATIVA DI RIFERIMENTO

D Lgs 81 del 9 Aprile 2008
Cod. Civ. artt. 1559, 1655, 1656, 1677; 2222 e segg.

Realizzato con le più moderne tecnologie informatiche, DUVRI SYSTEM si presenta come valido strumento software per Datori di lavoro e/o RSPP, al fine di effettuare una corretta valutazione dei rischi da interferenze in caso di lavoro di appalto/subappalto, servizi e forniture. Tramite l’identificazione delle interferenze, si potranno associare le relative misure di prevenzione e le procedure di sicurezza per ridurre al minimo tutti i rischi . La redazione del DUVRI viene eseguita mediante una procedura guidata, che facilita l’utente nell’inserimento dei dati e rende la composizione del documento agevole e veloce.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI


Individuazione rischi da interferenza per area/sede dei lavori;
Redazione DUVRI in base alla tipologia di contratto: contratto d’opera, di appalto o di somministrazione;
Gestione di più Imprese: si potranno inserire più imprese addette ai lavori/forniture/servizi ;
Valutazione rischi da interferenze con le relative misure di prevenzione e procedure di sicurezza;
Archivi di base contenenti: Rischi, Rischi da interferenza, Misure di prevenzione e protezione, Procedure di sicurezza, Prezzari regionali, Criteri di Verifica, ecc.
Redazione dei costi relativi alla sicurezza del lavoro (Art. 26, Comma 3 D Lgs 81 /08) tramite l’importazione da Prezzari Regionali;
Stampa del DUVRI ai sensi dell'Art. 26, Comma 3 D Lgs 81 /08, Verbale di Sopralluogo e Permesso di Lavoro;
Integrazione dell'editor di testo interno InfoWord che permette di gestire documenti prodotti indipendentemente dall'impiego di programmi esterni quali Microsoft Word, Sun Open Office o altri. I documenti potranno essere esportati in formato .doc, .docx, .pdf, .html.
Possibilità di condivisione in rete LAN degli archivi di base, dei lavori e dei documenti prodotti;
Funzionalità di backup e ripristino automatico dei dati;



Offerta lancio promozione:



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Per ulteriori informazioni: Tel 0828346501 - Fax 0828319580 Mail: aias@consorzioinfotel.it

L'IPCS (International Programme on Chemical Safety) è un programma collaborativo internazionale delle Nazioni Unite, dell’OMS e dell’ILO attivo dal 1980, centrato sulle sostanze chimiche e sostanzialmente finalizzato a:

> creare un consenso internazionale per la definizione del rischio per la salute umana e per la qualità dell’ambiente;

> favorire l’uso di tali definizioni di rischio nei paesi membri, per la gestione del rischio chimico.

Fra le iniziative promosse dall’ IPCS rientra la consultazione periodica di esperti internazionali per la messa a punto di dossier informativi sulle sostanze chimiche, quali le schede ICSC ( International Chemical Safety Cards).

A partire dalle informazioni di letteratura disponibili, gli Istituti dei vari paesi che collaborano al progetto preparano una prima versione della scheda da sottoporre alla validazione del Gruppo, in occasione di meeting semestrali ( IPCS-Peer Review Committee). Le informazioni significative selezionate per la costruzione delle schede non riflettono comunque i requisiti previsti dalle legislazioni nazionali.

In ogni singola scheda ICSC vengono riportate

  • le caratteristiche chimico-fisiche e tossicologiche della sostanza;
  • i possibili rischi sanitari e ambientali, le misure di prevenzione e di primo soccorso, gli interventi di mitigazione/eliminazione del rischio;
  • indicazioni per l’immagazzinamento, l’imballaggio, l’etichettatura e il trasporto della sostanza medesima.

Una scheda ICSC riassume informazioni essenziali sulla sicurezza delle sostanze chimiche durante il loro utilizzo, negli ambienti di vita e di lavoro. Inoltre può essere un valido strumento informativo per Protezione Civile, Vigili del Fuoco e tutti coloro che sono coinvolti nelle situazioni di emergenza ( ad es. Servizi di Sicurezza aziendale).

Le schede ICSC non sono documenti legali riconosciuti, e comunque, non sostituiscono le Schede di Sicurezza dei prodotti (Direttiva 67/548/CEE, in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose e successive modifiche e recepimenti nazionali). D’altro canto esse riportano solo informazioni accuratamente verificate da esperti internazionali incaricati dall’IPCS.

I rischi per la salute e l’ambiente potranno variare a seconda dell’uso della sostanza. La scheda non può indicare, pertanto, la soluzione a tutti i problemi che potrebbero presentarsi nella moltitudine delle emergenze lavorative e ambientali. Le schede non sono un materiale di consultazione bibliografica, forniscono piuttosto informazioni utili in caso di emergenza, per i servizi di pronto intervento.

Il progetto delle schede ICSC non intende creare alcuna sorta di classificazione delle sostanze chimiche ma fa riferimento alle classificazioni già esistenti.

La versione italiana della banca dati è stata autorizzata e validata dall’IPCS. Alla sua realizzazione hanno contribuito le strutture di Epidemiologia Ambientale delle Agenzie ambientali delle Regioni italiane coordinate dalla Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell’Emilia-Romagna.

Visualizza Schede

log.jpgAlcune regioni hanno reso on line i prezzari utili a stimare i costi della sicurezza secondo il d lgs 81 / 08 e tutte le normative vigenti in materia, uno strumento indispensabile in caso di appalti.

Prezzari :

- Regione Marche: prezzario regionale pubblicato sul B.U.R. n. 8 del 08/01/2007;
- Regione Emilia-Romagna: pagina web con diversi elenchi di prezzi a cui fare riferimento nella realizzazione di opere pubbliche;
- Regione Umbria: pagina web per accedere ai diversi documenti componenti l’Elenco Regionale dei Prezzi - Edizione 2008.
- Regione Valle d'Aosta: Elenco prezzi 2008 per l'esecuzione di lavori pubblici di interesse regionale, pagina web e documento scaricabile.
- Regione Basilicata: pagina web con le tariffe di riferimento dei prezzi per l'esecuzione di opere pubbliche edizione 2008;
- Comune di Cuneo: pagina web per accedere ai prezzari 2008 relativi a opere urbanizzazione (2009), opere edili (2008), prezzi sicurezza del 2008 .

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Art. 26.
Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione

1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonche' nell'ambito dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima:
a) verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all'articolo 6, comma 8, lettera g), l'idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d'opera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica e' eseguita attraverso le seguenti modalità:
1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;
2) acquisizione dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;
b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.

2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori:
a) cooperano all'attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull'attività lavorativa oggetto dell'appalto;
b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell'esecuzione dell'opera complessiva.

3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non e' possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento e' allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.

4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilità solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l'imprenditore committente risponde in solido con l'appaltatore, nonche' con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall'appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell'Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell'attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.

5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullità ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell'anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all'entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro e' determinato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente più rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro e' determinato in relazione al contratto collettivo del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione.

7. Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, come da ultimo modificate dall'articolo 8, comma 1, della legge 3 agosto 2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici le disposizioni del presente decreto.

8. Nell'ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto o subappalto, il personale occupato dall'impresa appaltatrice o subappaltatrice deve essere munito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l'indicazione del datore di lavoro.

Consulta giuridica del lavoro CGIL. Note sullo schema di decreto “correttivo e integrativo” del d.lgs. 9 aprile 08 n. 81, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 27 marzo 2009, in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. (Provvedimento “correttivo” o controriforma?)

Note sullo schema di decreto “correttivo e integrativo” del d lgs 9 aprile 08 n. 81, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 27 marzo 2009, in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

INDICE – SOMMARIO

PREMESSA
1. La mancata attuazione del d lgs 81 / 08
1.1. Le proroghe
1.2. I ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi
2. La deresponsabilizzazione dei datori di lavoro
2.1. Le presunzioni di conformità
2.2. La certificazione
2.3. Le conseguenze sul diritto al risarcimento dei danni delle vittime di infortunio
3. Le nuove ipotesi di esclusione della responsabilità penale del datore di lavoro e la “rivisitazione” del sistema sanzionatorio
3.1. L’art. 15 bis
3.2. L’art. 16
3.3. La “rivisitazione” del sistema sanzionatorio
4. La violazione degli obblighi comunitari
4.1. La violazione della clausola di responsabilità contenuta nell’art. 5 direttiva 89/391(CE
4.2. Il contrasto con la direttiva 89/391/CE delle disposizioni relative alla valutazione dei rischi
4.3. La valutazione dei rischi da interferenze lavorative
4.4. La riduzione del campo di applicazione
5. L’abbassamento dei livelli di protezione
5.1. L’incostituzionalità per violazione del criterio direttivo di all’art. 1, c. 3, 1. n. 123/07
5.2. I passi indietro rispetto al d.lgs. 81/08
6. Il ruolo pubblico
7. La riduzione dei poteri degli organi di vigilanza
7.1. I limiti al potere di sospensione dei lavori
7.2. I limiti di carattere amministrativo
8. La partecipazione dei lavoratori
8.1. I limiti alla costituzione e ai diritti dei Rls
8.2. Il ruolo degli organismi paritetici
Considerazioni conclusive

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