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Delle variabili presentate, i dati più significativi riguardano la “deviazione” (deviation). Essa descrive ciò che è avvenuto di anormale per cui l’attività svolta ha subito una deviazione dal suo normale svolgimento. Si comprende bene perciò come tale variabile sia, per molti versi, la più rilevante del gruppo, costituendo di per sé gran parte della risposta alla domanda “perché l’evento è avvenuto”.

Dai risultati si evince che:

· per quanto riguarda gli infortuni che hanno comportato assenza dal lavoro di almeno 4 giorni, la più frequente tra le deviazioni è la perdita di controllo (perdita di controllo totale o parziale di macchina, mezzo di controllo; attrezzatura di movimentazione, utensile a mano, oggetto, animale), seguita dallo scivolamento (scivolamento o incespicamento con caduta, caduta di persona), e ancora dal movimento che comporti sforzo fisico.
· per quanto riguarda gli infortuni mortali, si osservano nuovamente con maggiore frequenza le perdite di controllo e gli scivolamenti, seguiti dalle esplosioni.

L’analisi dei dati è stata quindi utilizzata per l’identificazione delle priorità in prevenzione, sia generali (età, sesso,…), sia specifiche (dimensioni dell’impresa, tipo di incidente,…).

La seconda parte del volume è infatti dedicata ad indicazioni per lo sviluppo e il miglioramento di politiche preventive, mentre la terza parte mostra alcuni esempi di misure preventive con le migliori soluzioni disponibili.

Il volume, in inglese, è di 231 pagine e 3 Mb. “Causes and circumstances of accidents at work in the EU (26/05/2009 )” Catalog N. : KE-78-09-668-EN-C.
E’ scaricabile gratuitamente dal sito dell’European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA) al seguente collegamento http://osha.europa.eu/en/riskobservatory/causes_circumstances_accidents_work_eu_01.02062009

dors.it

In specifico, le priorità nell'igiene e sicurezza del lavoro sono tratte da studi epidemiologici analitici, dati di sorveglianza sulla salute occupazionale (indicatori di mortalità, morbosità, invalidità lavorativa, malattie professionali e infortuni, altre patologie associate al lavoro, assenze per malattia, sintomi), esposizioni a rischi professionali (prevalenza e intensità di esposizione a fattori fisici, chimici, ergonomici, psicologici, psicosociali).Il risultato finale è la predisposizione di una lista con i principali rischi e danni da lavoro identificati in generale dalle maggiori agenzie OSH, ma attinenti il territorio regionale attraverso la raccolta dei pareri degli operatori SPreSAL del Piemonte.


L’elenco delle priorità è declinato secondo: la frequenza delle malattie potenzialmente associate ai fattori di rischio identificati, il livello di conoscenza sul loro nesso causale nella letteratura specializzata, la proporzione di malattia attribuibile ai vari fattori di rischio, la diffusione e la prevedibilità dell’esposizione nella popolazione occupata.


ANALISI PER COMPARTO PRODUTTIVO
Nel secondo rapporto viene condotta per singolo comparto produttivo la valutazione dell’impatto sulla salute dei principali rischi e danni da lavoro. Il lavoro è stato curato dal Servizio Sovrazonale di Epidemiologia dell’ASL TO3, in collaborazione con il Dipartimento di Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro dell’Università di Torino - Sezione di Medicina del Lavoro.L’analisi si è limitata a rischi e patologie da lavoro, identificati sulla base di quanto riportato dalle principali agenzie nazionali OSH e di quanto percepito dagli operatori SPreSAL del Piemonte. Si sono pertanto presi in esame i seguenti fattori di rischio:


* tumori professionali; * asma professionale; * malattie muscoloscheletriche dell’arto superiore e della schiena da sovraccarico biomeccanico; * ipoacusia da trauma acustico cronico; * esiti riproduttivi; * infortuni; * broncopneumopatie ostruttive da esposizione a broncoirritanti; * malattie cardiovascolari e psichiatriche da esposizione a stress sul lavoro.


Tenendo conto dell’uniformità di esposizione degli addetti ai fattori di rischio considerati, si sono selezionati 24 comparti tra i più rappresentati in Piemonte. Si è, quindi, effettuata una valutazione semi-quantitativa dell’impatto dei rischi sulla salute nei diversi comparti produttivi. La valutazione prevedeva l’assegnazione di punteggi da 0 a 3 ad una serie di caratteristiche del problema di sanità pubblica da valutare, all’interno di ogni comparto produttivo.

Queste caratteristiche comprendevano:
* frequenza e gravità delle patologie considerate nella popolazione generale; * forza dell’associazione tra esposizione professionale e occorrenza delle patologie; * diffusione e livello dell’esposizione nei diversi comparti; * proporzione di addetti di ogni comparto rispetto al totale degli addetti sul territorio regionale; * prevenibilità dell’esposizione; * fattibilità dell’effettuazione di interventi preventivi nel comparto.


I punteggi relativi ai vari criteri sono stati attribuiti sulla base dei giudizi di un epidemiologo occupazionale e di un medico del lavoro, secondo la metodologia di “expert assessment”, quando possibile supportati da fonti fattuali tra quelle valutate attendibili sul piano scientifico e di letteratura.Questo approccio ha permesso di calcolare un indice sintetico con il quale confrontare i comparti produttivi riguardo all’impatto sulla salute dovuto ai vari fattori di rischio presenti, tenendo conto sia della disponibilità di soluzioni preventive per ridurne diffusione e intensità di esposizione, sia delle difficoltà reali di applicazione di tali soluzioni in ogni comparto.In generale, l’analisi mostra che gli infortuni continuano ad essere il principale problema di sanità pubblica, tra quelli relativi all’igiene e sicurezza del lavoro. I comparti che meritano maggiore attenzione risultano in ordine decrescente, come atteso, la metalmeccanica, l’edilizia, il legno, la sanità, il settore gomma e plastica, quello dei trasporti, l’agricoltura e il tessile. A eccezione dei settori gomma e plastica e dell’industria del legno, gli altri comparti sono caratterizzati da un elevato numero di occupati, elemento che condiziona l’impatto previsto da eventuali interventi preventivi e li posiziona ad un rango elevato di priorità.

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D lgs 81 modulistica

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:54

Modulistica sicurezza da scaricare :

  • Designazioni addetti emergenze
  • Elezione RLS
  • Nomina RLST
  • Consegna DPI
  • Consultazione RLS
  • Consegna Manuali DPI
  • Informazione dei lavoratori etc.....



icon15.png Scarica Modulistica

È stato pubblicato il 30 giugno, sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il testo della Direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. Essa va a sostituire la precedente Direttiva 88/378/CEE, che per circa vent’anni ha fissato i requisiti essenziali di sicurezza dei giocattoli.


Lo sviluppo tecnologico del settore ha sollevato tuttavia nuove questioni in merito a questo delicato argomento che, comprensibilmente, suscita particolare attenzione tra i consumatori.
Così, allo scopo di tenere conto dell’inevitabile evoluzione tecnologica e di fornire un quadro chiaro in merito alla commercializzazione di tali prodotti, si è reso opportuno rivedere la legislazione comunitaria in materia sostituendo la vecchia direttiva con un nuovo testo, aggiornato e conforme alle mutate condizioni.

In questo quadro di definizione dei requisiti di sicurezza dei giocattoli - anche in materia di proprietà fisiche, chimiche, meccaniche, elettriche nonché di igiene, infiammabilità e radioattività ecc... – l’adozione degli specifici dettagli tecnici rimane di competenza degli organismi di normazione che elaborano le norme tecniche di riferimento.
La nuova Direttiva 2009/48/CE aggiorna tuttavia il proprio campo di applicazione definendo con chiarezza quali tipologie di prodotti rientrano nel quadro del provvedimento e quali invece ne rimangono esclusi (i prodotti elencati nell’allegato I), definisce gli obblighi degli operatori economici (stabilendo "una ripartizione chiara e proporzionale degli obblighi corrispondenti al ruolo di ogni operatore del processo di fornitura e distribuzione") e chiarisce regole e modalità per la marcatura CE, garantendone ad esempio una sufficiente visibilità "al fine di facilitare la vigilanza del mercato dei giocattoli".

Il sistema istituito dalla nuova Direttiva sulla sicurezza dei giocattoli e sulla loro libera circolazione nell’Unione europea, oltre ad allineare il quadro legislativo all’attuale progresso tecnologico del settore, dovrebbe "incoraggiare e, in taluni casi, garantire la sostituzione delle sostanze e dei materiali pericolosi utilizzati nei giocattoli con sostanze e tecnologie meno pericolose, quando esistano alternative economicamente e tecnicamente idonee".

Il Comitato Tecnico CEN/TC 52 "Safety of toys" si è già organizzato per predisporre la revisione delle norme EN 71 ("Sicurezza dei giocattoli") per adeguarle a quanto richiesto dalla nuova Direttiva.

Scarica Direttiva 2009/48/CE 2009-L170-01.pdf

antincendio.pngComunicazione della Commissione nell’ambito dell’applicazione della direttiva 89/106/CEE del Consiglio relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti i prodotti da costruzione (Pubblicazione di titoli e riferimenti di norme armonizzate ai sensi della direttiva)

Il Durc (documento unico di regolarità contributiva) e, quindi, la certificazione della regolarità contributiva rappresentano una frontiera posta dalla “Riforma Biagi” (d.lgs. n. 276/2003) a baluardo difensivo del lavoro, valutato nella prospettiva di tre dei suoi tradizionali pilastri: sicurezza sul lavoro, tutela retributiva e assicurativa, contribuzione previdenziale.

Le novità normative e della prassi in materia di Durc, d’altronde, rendono utile la pubblicazione di una sezione del sito istituzionale che consenta a tutti gli operatori di individuare con immediatezza tutta la normativa, la prassi e la modulistica utile per i diversi adempimenti obbligatori e per la migliore e completa informazione in argomento. Peraltro, al fine di andare incontro alle plurime esigenze informative dell’utenza, si è ritenuto di fornire anche in materia di Durc un servizio di risposta alle domande più frequenti.
Modelli
Il modulo di autocertificazione (con firma digitale)
Il modulo di autocertificazione (in modalità cartacea)

Il 29 dicembre del 2009 entra in vigore in tutta Europa la nuova direttiva macchine 2006/42/CE in sostituzione della direttiva 98/37/CE. I cambiamenti sono molteplici e non tutti evidenti. E’ in preparazione presso la Commissione Europea una guida per chiarirne il contenuto.

A maggio 2008 è stata presentata una pubblicazione sulla Nuova Direttiva Macchine edita da ETUI-REHS (European Trade Union Institute for Research, Education, Health and Safety) e dal KAN (Commission for Occupational Health and Standardization). Essa mette a confronto il testo inglese della nuova direttiva con il corrispondente testo della direttiva 98/37/CE, e si è rivelata uno strumento di facile consultazione assai utile anche in occasione della revisione delle norme armonizzate per l’adeguamento ai nuovi requisiti.

Si è ritenuto opportuno, pertanto, elaborare un documento analogo per il confronto delle versioni italiane delle due direttive, tenendo conto delle esperienze maturate in Italia nell’applicazione della direttiva 98/37/CE. L’occasione ha permesso di evidenziare anche le difformità fra le versioni italiane e le corrispondenti versioni inglesi, che si ritengono di particolare utilità nell’interpretazione del contenuto tecnico dei requisiti essenziali di sicurezza.

Il confronto fra i testi è stato condotto evidenziando tutte le differenze che possono dare adito a diverse interpretazioni e fornendo commenti esplicativi. Si è cercato di fornire strumenti utili ad un esame critico della nuova direttiva, esplicitando precise posizioni solamente quando supportate dalle esperienze che derivano dalla partecipazione ai lavori di stesura della Direttiva stessa presso il Consiglio Europeo e dal continuo confronto con i partner europei in occasione delle attività di normazione e di sorveglianza del mercato.

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Il PSC - Piano di Sicurezza e Coordinamento

Art. 100 D. Lgs. 81/08 e allegato XV D. Lgs. 81/08.

Il piano è lo strumento finalizzato all'individuazione, l'analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori, nonché la stima dei relativi costi che non sono soggetti al ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici. Il piano contiene altresì le misure di prevenzione dei rischi risultanti dalla eventuale presenza simultanea o successiva di più imprese o dei lavoratori autonomi ed è redatto anche al fine di prevedere, quando ciò risulti necessario, l'utilizzazione di impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva. Il piano è costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate alla complessità dell'opera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche del processo di costruzione.

Nei cantieri per lavori pubblici e nei cantieri privati soggetti a permesso di costruire viene predisposto dal Coordinatore per la Progettazione dell'opera.
Nel caso, dopo l'affidamento, dei lavori ad un'unica impresa, l'esecuzione dei lavori sia affidata ad un'altra o più imprese, oppure nei cantieri privati non soggetti a permesso di costruire, deve essere nominato il CSE. Il CSE quindi provvede alla redazione del PSC.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) viene predisposto nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese (anche non contemporanea).

Scarica Schede grafiche PSC

Modulistica sicurezza da scaricare :

  • Designazioni addetti emergenze
  • Elezione RLS
  • Nomina RLST
  • Consegna DPI
  • Consultazione RLS
  • Consegna Manuali DPI
  • Informazione dei lavoratori etc.....



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