Infotel
E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

Sanzioni Privacy

Pubblicato da Lilino Albanese | 17:19

Sanzioni Privacy

l 27 febbraio 2009 è stato convertito in legge (Legge n.14/2009) il decreto "milleproroghe" (n. 207 dello scorso 30 dicembre 2008: Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti) contenente alcune importanti modifiche al decreto legislativo n.196 del 30 giugno 2003 riguardanti le "Disposizioni in materia di tutela della riservatezza" (Art. 44). 

Scarica Demo

I portuali hanno deciso nel corso dello sciopero di non bloccare i camionisti che rientravano a casa per le feste, ma hanno lasciato imbarcare solo le motrici e non i rimorchi o bilici con le merci.

Piena adesione in Liguria e in Italia allo sciopero nazionale dopo la morte in un tragico infortunio sul lavoro di Gianmarco Desana, 37enne della Culmv schiacciato martedì da un semi-rimorchio nel garage del traghetto Suprema (Grandi Navi Veloci). Palermo ha devoluto anche una giornata di lavoro, iniziative analoghe in Liguria, l’Autorità portuale di Genova ha aperto anche una sottoscrizione a favore dei familiari del portuale morto

Da domenica riprenderanno le operazioni commerciali, ma già lunedì in base agli esiti dei primi incontri e verifica sarà possibile capire il livello della tensione . I lavoratori chiedono le dimissioni del responsabile sicurezza Asl3 e denunciano il fallimento del sistema porto.

Palermo ha devoluto anche una giornata di lavoro, iniziative analoghe in Liguria, l’Autorità portuale di Genova ha aperto anche una sottoscrizione a favore dei familiari del portuale morto.

PROTESTANO GLI AUTOTRASPORTATORI
«Sia ben chiaro che siamo solidali con la famiglia del portuale caduto sul luogo di lavoro e con i lavoratori portuali della Culmv e comprendiamo anche l’immediata sospensione delle attività del porto nel pomeriggio del 23 dicembre, ma parimentI chiediamo di comprendere che al porto di Genova sono rimasti bloccati fino a notte fonda oltre mille camion e conseguenti autisti e autostraportatori, già provati nei giorni precedenti da blocchi stradali per neve e ghiaccio». È quanto dichiara Gino Angelo Lattanzi, responsabile ligure della Cna-Fita. «Gli autotrasportatori - aggiunge - hanno fatto ritorno ai loro luoghi di carico con i camion pieni di merci, con ulteriore aggravio dei costi per le imprese dell’autostraporto, già fortemente provate economicamente. Inoltre per molti di essi ha significato guidare con il tachigrafo che segnava il superamento delle ore di guida nei confronti di quelle di riposo e ciò in caso di controllo avrebbe significato pesanti sanzioni a loro carico e alle imprese di autotrasporto, nonchè gravi responsabilità in caso di incidenti sulle strade». «Su ciò le organizzazione sindacali dei lavoratori riflettano - conclude Lattanzi - e così rifletta il potere amministrativo di Genova che ancora non ha contribuito nei confronti del principale porto italiano alla realizzazione di un efficiente e funzionale autoparco».


I PORTUALI. SI DIMETTA RESPONSABILE SICUREZZA ASL
REGIONE: TAVOLO PER LA SICUREZZA IN PORTO

Dimissioni del responsabile della sicurezza della Asl genovese.

Lo chiedono i portuali che hanno incontrato il presidente della Regione Claudio Burlando e l’assessore regionale alla sanità Claudio Montaldo. La polemica e la protesta sul f ronte sicurezza, sui ritmi di lavoro, la necessità di un sistema di lavoro sicuro, questa volta sembra destinata a non arenarsi se non ci saranno fatti concreti. La Cisl chiede intervento e incontro con il Governo, la Uil denuncia il mancato rispetto della dignità del lavoro e della vita dei lavoratori, la Cgil ribadisce come da mesi e mesi al di là delle promesse, molti interventi siano stati disattesi.

La Asl risponde alla richiesta di dimissioni «di essere sempre presente ai tavoli della sicurezza “e stiamo anche allestendo con l’autorità portuale un nuovo ufficio in porto. Per eviatre questi incidenti bisogna agire sui processi e le procedure del lavoro» spiega dice il direttore della Asl 3 Renata Canini.

Ma ai portualinon basta: i portuali hanno chiesto a Burlando che intervenga affinché il porto «non sia più gestito solo dai terminalisti che si spartiscono le aree con poca trasparenza e hanno denunciato le carenze della sicurezza del lavoro». «E’ la terza volta che siamo qui per un collega morto - dicono con amarezza e rabbia i portuali - ma tutto quello che ci siamo detti in questi anni non è servito a niente. Gianmarco da ieri non c’é più. Il sistema del porto è fallito. Dobbiamo prenderne atto e cambiare le teste. E’ un porto di botteghe e di scagni. Non di imprenditori».

Un lavoratore del coordinamento della sicurezza portuale ha fatto presente che negli ultimi due anni sono state da loro segnalate centinaia di situazioni a rischio nei terminal traghetti.

LO SCIOPERO

Il blocco consente solo la partenza dei traghetti e dei mezzi privati per la Sicilia, la Sardegna, la Spagna e il Nordafrica: dopo l’accordo raggiunto ieri sera in Prefettura tra le autorità e il console della Culmv, Antonio Benvenuti, i portuali consentono l’imbarco solo dei passeggeri e delle loro auto, ma non quello dei camion, che resteranno fermi in banchina sino alla mattina del 26 dicembre.

I camalli presidiano nuovamente i varchi portuali, dove si sono formate code di camion in attesa, e il terminal Traghetti: «Facciamo salire a bordo solo i passeggeri con auto al seguito - ha confermato uno dei manifestanti davanti alla Stazione Marittima - Facciamo passare anche i camionisti che tornano a casa per Natale, ma solo con la motrice, senza il semi-rimorchio»; un lavoratore tiene in mano una lista di cognomi fornito dalla compagnia Grandi Navi Veloci: sono le persone attese dai parenti nelle isole alle quali deve essere garantita la partenza.



Il traghetto Suprema al suo arrivo a Palermo


Ai presìdi, controllati da agenti di polizia e carabinieri, aderiscono anche lavoratori della Ferport, la società delle manovre ferroviarie, delegati Fiom delle aziende metalmeccaniche all’interno del porto e lavoratori e delegati sindacali di diversi terminal genovesi, tra cui Sec e San Giorgio.

Intanto, l’Autorità Portuale di Genova ha fatto sapere di aver avviato una sottoscrizione a favore della famiglia di Desana; ecco le coordinate bancarie per partecipare: Banca Carige, conto corrente 8529.80, Cin L, Abi 6175, Cab 1592, Iban IT23L0617501592000000852980, Bic CRGEITGG087.

Intanto, la motonave Suprema è arrivata finalmente nel porto di Palermo: sul traghetto ci sono i passeggeri che dovevano partire il 22 dicembre da Genova.

La Cisl elenca poi gli obiettivi che vanno perseguiti. ''Far prevalere la convergenza e l'impegno comune per costruire un 'Patto per la Rinascita del Lavoro', passando da politiche difensive rappresentate dagli ammortizzatori , a politiche attive per favorire il reimpiego dei lavoratori e la loro occupabilita'. Spendere bene e in forma condivisa le risorse dei Fas-Fondi Europei Master Plan Abruzzo-Infrastrutture e Master Plan Aquila, predisponendo un Documento Unitario di Programmazione e nominando una 'gabina di regia' per il rilancio delle Aree di crisi della Valle Peligna, Val Pescara e Val Vibrata. Bisogna infatti, avere chiaro chi risponde delle risorse stanziate e per quali progetti evitando dispersione di risorse''. ''Avviare in Abruzzo la stagioni delle Grandi Riforme - prosegue il sindacato - per una Sanita' che privilegi il territorio, sposti l'attenzione sulla persona, potenzi le cure domiciliari, coivolga in modo integrato tutti i soggetti pubblici e privati che vi operano, sia fatta non solo di tagli ma anche di investimenti e rifiuti la politica dei due tempi. Una politica dei Trasporti che riduca sprechi e inefficenze, puntando alla Azienda Unica Regionale e sappia garantire la mobilita' necessaria anche nelle aree interne o poco remunerative. Una rinnovata politica economica regionale che parta dalla messa in rete delle Universita', dei Centri di Ricerca, degli Strumenti della Regione, per attivare politiche di filiera, riformi i Consorzi Industriali, costruisca la legge unica per le attivita' produttive, rafforzi le capacita' di esportazione del sistema produttivo locale, favorisca la crescita della dimensione delle micro imprese e rafforzi il ruolo del sistema del credito a partire dalla Fira''. Ancora: ''Sostenere le politiche Sociali, che purtroppo resta una cenerentola rispetto alle risorse disponibili e non sufficenti per una politica adeguata verso le famiglie e cittadini in difficolta'. Le risorse per la non autosufficenza che derivano da intese nazionali devono essere aggiuntive a quelle regionali. Va attivata una politica di coinvolgimento del sistema bancario e delle fondazioni su progetti condivisi. La stessa politica fiscale e tariffaria regionale, anche nell' invarianza di gettito, puo' e deve essere meglio finanlizzata alle condizioni di reddito dei propri cittadini - fa notare la Cisl - Un Patto per la Ricostruzione dell'Aquila a partire dai lavori in edilizia tra le Associazioni Datoriali, il Sindacato e il Commissario alla Ricostruzione che definisca regole, qualita' del costruito, sicurezza nel lavoro, legalita', appalti trasparenti e limiti al massimo ribasso''.


(Aab/Ct/Adnkronos)

L’ indagine è stata realizzata selezionando un campione di persone infortunate in casa su otto realtà territoriali ed in particolare in: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Lazio, Umbria, Toscana, Sicilia e Puglia.

Ogni regione ha focalizzato l’obiettivo dello studio su aspetti diversi, questo proprio per consentire l’approfondimento delle caratteristiche degli infortuni su un gruppo mirato di soggetti esposti. In particolare il Lazio, il Piemonte ed il Friuli Venezia Giulia hanno effettuato un’indagine mirata sugli anziani.

Il Veneto ha focalizzato l’attenzione sui bambini, la Toscana sugli infortuni mortali ed infine Puglia, Umbria e Sicilia hanno indagato le caratteristiche degli infortuni su tutta la popolazione.

E’ stata adottata la seguente definizione di infortunio domestico: una lesione determinata da una causa violenta, involontaria e/o accidentale in occasione di attività svolta in ambiente domestico (comprendente la casa ed i relativi luoghi di pertinenza), intendendo per:

a) lesione: qualsiasi modificazione di un organo o di un tessuto, che si manifesta con alterazione della continuità, della forma, della struttura o della funzione e provocata da fattori fisici, chimici o biologici;
b) causa violenta: una causa esterna, improvvisa e violenta, in grado di produrre il proprio effetto (e cioè l’alterazione dell’organismo) con rapidità.
In genere si fa riferimento
– ed è sufficiente
– a una esposizione avvenuta nell’arco temporale dell’attività svolta;
c) occasione (di attività domestica): l’insieme delle circostanze di tempo, di luogo, di modo (es. ambienti, impianti, utensili e quant’altro) propri della specifica attività.

Riguardo alla casistica esaminata, sono stati inclusi nello studio gli infortuni in “abitazione o annessi” occorsi nel periodo 2003-05 ed i decessi avvenuti nel 2001-2002. Complessivamente i casi sono risultati 1.555, di cui 600 maschi (38,6%) e 955 femmine (61,4%).

Il campione è stato reclutato utilizzando le strutture dei Pronto Soccorso come sede per l’individuazione di eventi infortunistici accaduti in ambiente domestico e non sono stati adottati specifici criteri di randomizzazione nella raccolta dei casi.

Il campione selezionato consente di identificare le tipologie di infortunio più frequenti e soprattutto di descrivere tutte quelle caratteristiche di contorno che raramente vengono prese in considerazione in modo sistematico per poter studiare l’eventuale grado di dipendenza dei vari fattori connessi con gli eventi infortunistici.

La modalità di raccolta delle informazioni di interesse è data dall’utilizzo di un questionario specifico, coordinato dall’ISPESL e frutto del lavoro di tutti i partecipanti al progetto, riportato in appendice e adattato in relazione alle specifiche esigenze delle singole regioni.

Le informazioni di interesse sono state raccolte mediante intervista somministrata, in sede di Pronto Soccorso, se le condizioni del ricoverato lo permettevano e se vi era sufficiente tempo a disposizione, o presso il domicilio dell’infortunato, previo consenso dello stesso.
Nella maggior parte dei casi, è stato intervistato direttamente l’infortunato.

Nei casi di infortuni  corsi a bambini di pochi anni di età, di anziani non collaborativi o di soggetti deceduti, è stato intervistato il parente più prossimo o i conviventi. Il questionario, di tipo chiuso, è costruito in modo da poter raccogliere le modalità necessarie per giungere ad una esauriente descrizione del fenomeno dell’incidentalità domestica (il tempo di esposizione, il tipo di attività domestica svolta, …) ed è strutturato nelle seguenti sezioni:

A. dati generali dell’infortunato (sesso, età, stato civile, condizione professionale, titolo di studio, ecc.);
B. caratteristiche dell’infortunio domestico e sue conseguenze (causa dell’infortunio, modalità dell’infortunio, agente materiale, attività svolta al momento dell’infortunio, sede anatomica della lesione, tipo di lesione, luogo, conseguenze della lesione, ecc.);
C. stile di vita della persona infortunata e condizioni di salute (abitudine all’alcool, quadro generale sullo stato di salute, tempi di esposizione al rischio);

La struttura del questionario è stata realizzata con il duplice obiettivo di ottenere sia informazioni dettagliate sull’evento “incidente domestico” sia informazioni necessarie per la costruzione di eventuali indicatori volti a misurare la frequenza e la gravità dell’infortunio, o altri ancora ritenuti più idonei per una migliore descrizione e comprensione del fenomeno. A tal  proposito, viene riportato in Appendice III una proposta per la costruzione di un indicatore di rischiosità domestica.

Sulla base delle informazioni rilevate, tramite il questionario somministrato nell’indagine campionaria si è provveduto a costruire un sistema informativo in grado di rispondere prontamente ed esaustivamente alle esigenze conoscitive di chi è preposto istituzionalmente allo studio e all’analisi del fenomeno infortunistico.

Le entità principali individuate in fase di analisi sono:
 Dati della persona infortunata: anagrafici, di residenza e occupazionali;
 Dati dell’infortunio: tipologia, accadimento, grado, conseguenze, ecc.;
 Stile di vita dell’infortunato e comportamenti della famiglia;
 Dati sanitari inerenti la persona infortunata: stato di salute, malattie in forma cronica, farmaci assunti, ecc.;

L’indagine, dopo l’addetto allo sgancio del rimorchio, punta ad altri responsabili. Indagine sulla organizzazione del lavoro in porto. Polemiche e critiche alla “rapida” partenza del Suprema dopo l’infortunio. Benvenuti, console della Culmv: tre morti non sono una casualità. Gianmarco Desana era figlio di “u meistru”, un anziano ed esperto portuale.


Non sarà una indagine breve nè limitata fanno capire gli inquirenti e l’osservazione accompagna la denuncia e la valutazione del console della Culmv, Antonio Benvenuti: non si venga a dire che è una casualità, tre morti in tre anni e altri infortuni non sono una casualità. Abbiamo avuto protocolli sulla sicurezza, firmati, adottati, cambiati. Troppo “spezzatino” in porto.


Lo spezzatino è il lavoro che vede non solo i portuali al lavoro su moli e sulle navi, i marittimi ormai lavorano nelle operazioni e in talune fasi non ci sarebbe la competenza adeguata.


Tutti aspetti denunciati da tempo e rimasti irrisolti, che ritornano in primo piano dopo ogni infortunio. La protesta è stata dura, molti lavoratori hanno deciso lo sciopero e il blocco prima ancora della decisione, peraltro rapida, dei sindacati, del blocco sino al 26 dicembre. Protesta inevitabile dice ancora Benvenuti, ma ora ci vuole un confronto rapido e serio per affrontare i temi della sicurezza e della organizzazione del lavoro.


Col nuovo Prefetto ci saranno i vertici per la riscrittura delle nuove regole, ma i portuali annunciano e ribadiscono che non ci saranno mediazioni di sorta: basta morti, centinaia di segnalazioni sono rimaste senza risposta. E la risposta non possono essere certamente i morti e i feriti.


La solidarietà continua; non saranno mai soli dicono sindacati, compagnia, compagni di lavoro riferendosi ai familiari e alla compagna di Desana. In silenzio e senza clamori, come sempre, la solidarietà va avanti, in modo magari schivo, spigoloso, rifiutando riflettori e troppa pubblicità. Ma la solidarietà c’è.


Prosegue anche la sottoscrizione lanciata dalla autorità portuale: le coordinate bancarie per chi vuole aderire sono

BANCA CARIGE CONTO CORRENTE 852980.

CIN: L

ABI: 6175

CAB: 1592

IBAN: IT 23L 06175 01592 000000 852980

BIC CRGE IT GG 087

L’obiettivo della ricerca è individuare i fattori scatenanti l’accadimento infortunistico e le condizioni ambientali di riferimento degli infortuni domestici.

E’ noto che vi sono una serie di fattori individuali il cui impatto infortunistico varia a seconda dell’età, delle condizioni psico-fisiche del soggetto della classe socio-culturale (comportamenti legati alle conoscenze individuali, alla moda, alle tradizioni, ecc.) e dei fattori socio-sanitari (struttura sociale ed economica, servizi assistenziali disponibili, ecc.).

Sul rischio di incidente domestico, oltre agli accennati fattori, naturalmente incide anche la quantità di tempo trascorso in casa ed è per questo che di fatto le categorie maggiormente a rischio sono rappresentate dai bambini, dalle casalinghe e dagli anziani. Sulla gravità delle lesioni, grande importanza hanno invece le conoscenze dell’individuo e le sue caratteristiche di vulnerabilità, sicuramente maggiori nelle estreme classi di età della popolazione (bambini e anziani).

Finora le indagini effettuate non hanno consentito di evidenziare la rilevanza degli aspetti sopra indicati, in quanto le fonti informative amministrative e statistiche correnti attualmente disponibili (Indagini Multiscopo ISTAT, dati provenienti dai sistemi informativi sanitari delle Regioni, SDO, SINIACA e EHLASS/EUPHIN) non sempre hanno rilevato le modalità esplicative necessarie per la valutazione complessiva della fenomenologia.

Per questa ragione, si è preferito procedere alla selezione di una popolazione di studio con la finalità di fornire non tanto una misura quantitativa della numerosità degli infortuni ma piuttosto si è voluto migliorare ancora la capacità di identificazione e di descrizione riguardo i fattori di rischio, vista la complessità e la multifattorialità degli stessi.

La sicurezza va in cantiere”. Questo il nome del convegno organizzato dal C.P.T. di Lecce che si sta svolgendo questo pomeriggio nel cantiere del Convento degli Agostiniani.


Un luogo emblematico quello scelto per i lavori del convegno organizzato dal C.P.T. di Lecce sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il cantiere ancora attivo per il completamento del Convegno degli Agostiniani in viale De Pietro a Lecce rappresenta, infatti, “uno spazio dell'eccezionale bellezza artistica della città e, insieme, il luogo simbolo della sicurezza sul lavoro”, ha dichiarato Valentino Nicolì, presidente del Cpt di Lecce, organo nato per la risoluzione dei problemi legati alla prevenzione degli infortuni, l'igiene e il miglioramento dell'ambiente lavorativo, fornendo suggerimenti e proposte, senza escludere iniziative nel settore in questione. Non una vigilanza in senso stretto quindi, ma una consulenza che mira alla formazione e soprattutto all'informazione degli addetti al settore. Più volte è stato ribadito che l'organo è poco conosciuto, anche dalle aziende stesse, spesso intimorite dal carattere ispettivo che viene attribuito a realtà del genere.


“E' alquanto inutile parlare senza concretizzare – continua Nicolì – Il cantiere è il luogo in cui i grandi propositi devono trovare chiarezza e risposta dagli addetti ai lavori. Spesso infatti si registra un forte scollamento tra la teoria e la pratica, e ad oggi non ce lo possiamo più permettere. In questi ultimi quindici anni si sta assistendo ad una maggiore consapevolezza della pericolosità nei posti in cui si costruisce, ma nonostante tutto si continua a morire. C'è da dire che gli incidenti registrati non possono più essere considerati frutto della fatalità. La soluzione del problema è di natura sostanziale, dove l'approccio è basato sugli obiettivi e non su regole astratte”.


A intervenire al convegno di questo pomeriggio, oltre ai relatori Paola Guglielmi, sostituto procuratore presso il Tribunale di Lecce, Francesca Conte, avvocato penalista, e Giuseppe Moscuzza, della segreteria nazionale della Filca-Cisl, il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, compiaciuto per l'iniziativa: “Mi hanno insegnato fin da ragazzo il valore del lavoro come strumento di compimento dell'individuo. È inconcepibile che nel nuovo millennio si continui a morire o a infortunarsi nei cantieri, realtà che coinvolge anche la nostra Provincia e Regione – conclude Perrone – Credo nel ruolo del Cpt, perché è giusto parlare agli imprenditori e a tutti gli operatori del settore. Credo che sia giusto suggerire soluzioni, informare sulla nuova normativa e far sì che il cantiere diventi il luogo per vivere e non per sopravvivere”.


Quanto alla normativa, durante il convegno sono state esposte le novità introdotte dal decreto legge 106/2009, tra le quali, l'art.16 incentrato sulla delega di funzioni e art.30 sui modelli di organizzazione e gestione, strumenti che coinvolgono non solo i datori di lavoro, ma gli operai, tecnici, organi di vigilanza e magistratura

Gli infortuni in ambiente di lavoro sono da molto tempo oggetto di attenta analisi in merito all’incidenza,alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative, ed alle conseguenze per la persona, l’azienda ecc.
Per quanto sia ancora necessario approfondire l’attività di studio e ricerca in merito, gli aspetti della prevenzione in ambito occupazionale sono tuttavia disciplinati da un ampio retroterra legislativo italiano e comunitario.

Non altrettanto si può affermare per quanto riguarda gli eventi infortunistici che interessano la persona nel proprio ambiente di vita, in particolare in ambito domestico.
I dati statistici disponibili evidenziano l’importanza del fenomeno in Italia, sebbene non consentono di operare stime adeguate in termini qualitativi e quantitativi.

Gli infortuni domestici rappresentano, indubbiamente, una tematica di sanità pubblica meritevole della massima attenzione, soprattutto se si considera il frequente coinvolgimento di soggetti sociali deboli,
in particolare bambini e anziani.

In tale ottica, la creazione nell’ISPESL, ed in particolare nel Dipartimento di Medicina del Lavoro, dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale costituisce un originale punto di riferimento per tutti i progetti inerenti la salute e la sicurezza negli ambienti di vita.

Al riguardo, la collana dei Quaderni del Dipartimento di Medicina del Lavoro ben si inserisce nei compiti di prevenzione dell’ISPESL: l’esposizione degli argomenti trattati è stata volutamente sviluppata in termini semplici allo scopo di informare un vasto pubblico sui potenziali rischi derivanti dall’utilizzo degli agenti materiali e dei luoghi considerati, fornendo, nel contempo, utili elementi per il controllo e la prevenzione di tali rischi e offrendo, in alcuni casi, anche notizie sul primo soccorso.