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La serie storica, costruita a partire da dati forniti dall'INAIL, è relativa ai casi delle gestioni "Industria" , "Agricoltura" e "Conto Stato" accaduti nel periodo 2000 - 2008 definiti con e senza indennizzo.

La serie storica delle rendite in vigore per invalidità permanente mostra nell’ultimo decennio un andamento costantemente decrescente.

L’attuazione del D.Lgs. 38/2000 ha contribuito a tale fenomeno, poiché ha previsto l’innalzamentodel grado minimo indennizzabile in rendita dall’11% al 16%. Inoltre, le rendite di Testo Unico con grado tra l’11% ed il 15% sono soggette a liquidazione in capitale (ex Art. 75 T.U.) trascorsi 10 anni (se infortunio) o 15 anni (se malattia professionale) dalla data di decorrenza, comportando tra il 2015 e il 2020 l’esaurimento delle rendite in tale fascia di grado.

Le rendite in vigore che erano oltre 1 milione nel 2001 sono scese a 760mila nel 2009 e si stimano intorno alle 450mila nel 2035, anno in cui si prevede che il numero delle rendite si manterrà pressoché costante nel tempo. Ciò si verificherà, naturalmente, a normativa costante e supponendo, sulla base delle esperienze, la vita media di una rendita pari a circa 35 anni. Inoltre, si evidenzia che le rendite di regime di Danno Biologico assumono sempre più rilevanza nel tempo; infatti nel 2009 rappresentano il 9% di quelle con grado 16%-100% e si prevede raggiungeranno il 21% nel 2015, il 31% nel 2020 per arrivare al 93% nel 2035.

sicurezza agricoltura

Pubblicato da Lilino Albanese | 09:45

Il 2009 è stato un anno "nero" per l'agricoltura in Italia. Secondo la Confederazione italiana agricoltori, la crisi economica ha costretto, nell'ultimo anno, 30mila imprese a cessare l'attività e comportato un calo della produzione del 3,8%. Di pari passo con la crisi delle attività, sono diminuite anche le denunce di infortunio. Secondo i primi dati infortunistici dell'INAIL relativi al primo semestre 2009: sono stati 25.473(-2,2%) gli infortuni nel settore, rispetto ai 26.034 dello stesso periodo dell'anno precedente. Calano anche i casi mortali da 59 a 55 (-6,8%). Lo rivela l'ultimo numero di "Dati INAIL", che al settore agricolo dedica un focus dettagliato.

In totale nel 2008 le vittime in agricoltura sono state 125, l'11% dei decessi sul lavoro registrati nel complesso (1.120), a fronte di un'incidenza tra gli occupati del 3,8% (895mila su 23,4 milioni, fonte ISTAT). Risulta, dunque, molto elevato, il rischio di incidenti letali tra gli agricoltori, con un'incidenza delle denunce sugli occupati praticamente tripla rispetto alla media dei lavoratori dell'Industria e servizi (rispettivamente 0,14 e 0,04 per mille). Il 2008, inoltre, interrompendo il trend decrescente degli ultimi anni, ha segnato un aumento delle vittime ( 20 in più) rispetto all'anno precedente: il 95% dei decessi ha interessato uomini e dei 6 infortuni mortali femminili la metà sono avvenuti "in itinere".

Le aree maggiormente interessate dai decessi sono quelle del Nord-est e del Mezzogiorno (32% per entrambe): Lombardia (18 vittime), Emilia Romagna (17) e Sicilia (11) le regioni più colpite. La morte è avvenuta in oltre 3/4 dei casi a seguito di gravi traumi del capo e del torace. Nonostante il momento di crisi, però, secondo Dati INAIL si rafforza la leadership dell'agricoltura italiana in Europa in fatto di qualità e tipicità. Con circa 76.000 aziende (dati Qualivita) con produzione certificata Dopigp, il nostro Paese detiene infatti il primato a livello comunitario, sia per superficie agricola utilizzata, sia per numero di prodotti a denominazione di origine tutelata.

Le attività di manutenzione sono la chiave per la sicurezza sul luogo di lavoro, ma anche fonte di numerosi incidenti, spesso fatali. Per questo Osha, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha lanciato oggi - in occasione della giornata mondiale sulla sicurezza sul lavoro - una campagna biennale di sensibilizzazione sul tema. Saranno coinvolti 30 paesi e migliaia di organizzazioni imprenditoriali, sindacali e pubbliche.

Su oltre 220 milioni di lavoratori europei, ogni anno ben 167 mila muoiono per incidenti sul lavoro. Di questi, il 10-15% è causato da attività di manutenzione, d'altra parte necessarie per garantire un livello di sicurezza costante. Vi sono pero settori (quali l'edilizia) dove quasi la metà degli incidenti è legata a opere di restauro o manutenzione e paesi dove la manutenzione incide fino al 20% nel totale degli incidenti. 

I lavori di manutenzione hanno, poi, un costo molto alto in materia di prepensionamenti dovuti all'elevato stress fisico e psicologico di queste attività, per un costo economico che, nell'intera Ue, è stimato intorno ai 2,8 miliardi.

Gli incidenti sono legati alla natura stessa della manutenzione. 

Questa prevede spesso interventi difficili e stressanti: per le modalità di lavoro - spesso improvvisate in base all'intervento da fare -, per i tempi - con molte chiamate notturne o lunghi turni di lavoro straordinario -, per la pressione elevata dovuta all'urgenza delle riparazioni e, infine, per un ambiente di lavoro diverso per ogni intervento. A contribuire negativamente anche il frequente uso di subappalti.

Il commissario europeo responsabile per Lavoro e affari sociali, Lazlo Andor, presentando la campagna, ha sottolineato come questa possa contribuire a raggiungere l'obbiettivo europeo di riduzione degli incidenti sul lavoro del 25% nei prossimi anni. Oltre al supporto della Commissione Ue, la campagna ha raccolto quello dell'attuale presidenza spagnola dell'Ue e delle future presidenze semestrali (Belgio, Ungheria e Polonia).

L'obiettivo principale è la sensibilizzazione di imprese e lavoratori sui rischi connessi alle attività di manutenzione, che passerà sia attraverso la diffusione di specifiche raccomandazioni in tutte le lingue dell'Ue, che con la condivisione delle migliori prassi in materia. 

È prevista anche una competizione che, tra un anno esatto, premierà l'impresa europea che ha adottato la migliore prassi. Si tratta di una della campagne di Osha di più ampio raggio e interessa anche attività specifiche per certi gruppi target quali gli studenti o i lavoratori migranti. "Questi ultimi hanno una percentuale di incidenti sul lavoro doppia rispetto ai lavoratori autoctoni", riporta il direttore di Osha, Jukka Takala, "e con la campagna prendiamo in considerazione anche le loro peculiarità".

fonte inail

L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro sostiene l'ILO lanciando la sua recente campagna sui luoghi di lavoro sani e sicuri. Il 28 aprile è anche la Giornata in cui le organizzazioni dei lavoratori commemorano i morti sul lavoro

Quest'anno il tema dell'ILO riguarda i rischi emergenti e i modelli di prevenzione in un mondo del lavoro in evoluzione, tenendo presenti le attuali sfide globali e il nuovo contesto della pratica in materia di sicurezza e salute sul lavoro

In Europa il mondo del lavoro è dinamico. Non si assiste soltanto a nuovi rischi e pericoli emergenti, ma sta cambiando anche il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore, l'aspetto demografico della forza lavoro europea, i modelli di lavoro e i tipi di lavoro. A loro volta questi cambiamenti incidono su come deve essere gestita la sicurezza e la salute sul lavoro a livello regionale, nazionale, internazionale e nei luoghi di lavoro.
L'EU-OSHA è in prima linea nel fornire informazioni aggiornate e accurate in materia. Tra le sue numerose recenti pubblicazioni vi sono relazioni suesposizione alle nanoparticelle nei luoghi di lavoro, l'interfaccia uomo-macchina quale rischio emergente, lavortori migranti, diversità della forza lavoro e valutazione del rischio. Tra le attività in corso all'EU-OSHA vi sono l'esame dell'impatto delle questioni di genere sulla sicurezza e sulla salute nei luoghi di lavoro e i “posti di lavoro verdi”
Globalizzazione significa che l'Europa non può affrontare da sola tali questioni. Ecco perché l'EU-OSHA collabora con l'ILO, l'OMS e altri partner globali per tutelare i lavoratori in questi tempi caratterizzati dal cambiamento.

Il software IMPRE GARE è dedicato a tutte le imprese che intendo simulare le gare d’appalto, al fine di determinare il più probabile ribasso di aggiudicazione. Il software risulta semplice ed intuitivo, consente di registrare gare partecipate e simulare gare da partecipare.
La simulazione effettua un calcolo probabilistico considerando un intervallo di ribassi per ogni ditta inserita, dove gli estremi di tale intervallo coincidono con il ribasso minimo e massimo che quella ditta ha offerto partecipando alle diverse gare.

Caratteristiche principali:
  • Anagrafica Imprese, Tecnici e Stazioni Appaltanti;
  • Registrazione Gare d’appalto (per lavori , servizi e forniture);
  • Svolgimento gare d’appalto secondo il criterio del Prezzo più Basso con e senza esclusione automatica (ai sensi del D. Lgs. 163/06)
  • Stampa dei documenti di partecipazione alle gare;
  • Archivio Gare svolte;
  • Archivio Imprese e Gare partecipate e vinte;
  • SIMULAZIONE: Creazione delle simulazioni di gara per il calcolo del più probabile ribasso di aggiudicazione;
  • Rappresentazione numerica e grafica dei risultati della simulazione;
  • Stampa dei risultati.
  • Ricerche avanzate sull’archivio Imprese e Gare per l’estrapolazione di report personalizzati;

Criterio adottato per la simulazione:
Le informazioni che servono per simulare una gara sono solo i ribassi approssimativi offerti dalle ditte partecipanti. Il risultato di una simulazione è utilissimo e consiste in una serie di percentuali di probabilità di aggiudicazione per ogni possibile ribasso da offrire.

Per modificare il Livello di Dettaglio occorre modificare il Passo. Il software consente di effettuare simulazioni con un livello di dettaglio fino a 0,01. Il risultato finale consiste in una serie di probabilità disposte in una tabella. 

Per ogni ditta (riga) e per ogni ribasso offerto (colonna) la cella contiene la probabilità per la ditta di aggiudicarsi la gara con quel ribasso. Il calcolo si basa sull'ipotesi che i ribassi delle altre ditte sono equiprobabili, ossia, la probabilità che una ditta scelga un particolare ribasso entro l'intervallo specificato è uguale alla probabilità che scelga tutti gli altri ribassi nell'intervallo.

Pimus corso multimediale Cd

Pubblicato da Lilino Albanese | 14:53

Il corso  per la formazione specifica del personale addetto al montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio .

Il corso si propone di fornire agli studenti i principi generali della legge sulla sicurezza sul lavoro in Italia ed in Europa e permette di formare i PREPOSTI ED ADDETTI AL MONTAGGIO, USO E SMONTAGGIO DI PONTEGGI (PIMUS)

Il PiMUS è il documento operativo da mettere a disposizione degli addetti ai lavori riportante la concreta procedura di montaggio/smontaggio ed eventualmente trasformazione del ponteggio, inoltre contiene informazioni sui parametri di impiego e sulle manutenzioni/verifiche da eseguire in fase di utilizzo.
Introduzione Pimus
Ponteggi a Telai Prefabbricati
Ponteggi a tubi e giunti
Montanti e traversi Prefabbricati
Rischi ambientali
DPI
Primo Soccorso
Quiz Game
Materiale in PDF

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NOTIFICHE PRELIMINARI DI INIZIO CANTIERE Regione Lombardia

La Direzione Generale Sanità Lombardia, con Decreto n° 9056 del 14/09/2009, ha definito le nuove modalità di trasmissione della notifica preliminare, spettante al Committente o Responsabile dei Lavori (se nominato) ai sensi dell’art. 99 comma 1 D.Lgs. 81/08 s.m.i., per i cantieri temporanei e mobili siti in Regione Lombardia.

Questa nuova modalità di trasmissione informatizzata è consigliata a partire dal mese di Ottobre 2009, ma diverrà obbligatoria a partire dal 01 gennaio 2010. Da tale data infatti, non potranno più essere inviate notifiche su supporto cartaceo.

Per poter trasmettere in modo informatizzato le notifiche preliminari, è necessario:

1.accedere all’indirizzo web www.previmpresa.servizirl.it/cantieri/;

2.effettuare la registrazione per ottenere le credenziali di accesso (nome utente e password);

3.in alternativa alla registrazione di cui al punto predente è possibile accedere mediante l’utilizzo di lettore, carta CRS (Carta Regionale dei Servizi) e relativo codice PIN;

4.Effettuare l’accesso nella sezione dedicata, inserire i dati richiesti (indirizzo cantiere, dati CPL CEL, dati imprese, ecc.) e trasmettere la notifica.

Art. 99. Notifica preliminare

1. Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell'inizio dei lavori, trasmette all'azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all'allegato XII, nonché gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi:

a) cantieri di cui all'articolo 90, comma 3;

b) cantieri che, inizialmente non soggetti all'obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d'opera;

c) cantieri in cui opera un'unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.

2. Copia della notifica deve essere affissa in maniera visibile presso il cantiere e custodita a disposizione dell'organo di vigilanza territorialmente competente.

3. Gli organismi paritetici istituiti nel settore delle costruzioni in attuazione dell'articolo 51 possono chiedere copia dei dati relativi alle notifiche preliminari presso gli organi di vigilanza.

ALLEGATO XII - Contenuto della notifica preliminare di cui all'articolo 99

1. Data della comunicazione.

2. Indirizzo del cantiere.

3. Committente (i) (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

4. Natura dell'opera.

5. Responsabile (i) dei lavori (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

6. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la progettazione dell'opera (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

7. Coordinatore (i) per quanto riguarda la sicurezza e la salute durante la realizzazione dell'opera (nome (i), cognome (i), codice fiscale e indirizzo (i)).

8. Data presunta d'inizio dei lavori in cantiere.

9. Durata presunta dei lavori in cantiere.

10. Numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere.

11. Numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi sul cantiere.

12. Identificazione, codice fiscale o partita IVA, delle imprese già selezionate.

13. Ammontare complessivo presunto dei lavori (€).

Chi lavora sui cantieri è esposto a numerosi pericoli. Secondo la statistica sugli infortuni ogni anno una per sona su quattro subisce un infortunio professionale e la categoria dei lavoratori temporanei è una delle più colpite. Questi infortuni non sono un fatto puramente casuale.

Per fortuna, però, è possibile contrastare questa tendenza con il contributo attivo di ogni singolo lavora tore.

Per garantire la sicurezza e la tutela della salute sul lavoro, è importante eseguire le proprie mansioni con estrema attenzione e concentrazione e rispettare alcune importanti regole di base.

Nel presente opuscolo forniremo suggerimenti importanti destinati ai lavoratori temporanei sui cantieri.

Inoltre, daremo informazioni utili sull’assicurazione contro gli infortuni. 

Per i lavoratori stranieri alleghiamo la traduzione di alcuni concetti e informazioni importanti in italiano, tedesco, francese, spagnolo, por toghese, serbo e croato.


Sono il coordinatore in fase di esecuzione di un lavoro privato. Il committente, senza informarmi, ha appaltato la fornitura e posa in opera di due nuovi serramenti esterni (previo svellimento degli esistenti)  ad una ditta estranea all'appalto in corso ed ha richiesto alla ditta affidataria dell'appalto in corso di fornire l'assistenza muraria alla ditta che dovrà fornire e montare i due nuovi serramenti. Non mi è stata fatta alcuna comunicazione ufficiale dal committente ma sono venuto a conoscenza di ciò tramite un addetto della ditta affidataria.
Cosa deve fare il coordinatore in fase di esecuzione se il committente non lo informa e quindi se non pone in atto tutte le consequenziali procedure? Quali sono i provvedimenti che deve porre in atto?

Risposta
Nel caso segnalato siamo in presenza di chiare omissioni da parte del committente per dei lavori in corso nell’ambito di un cantiere temporaneo o mobile per aver appaltato una fornitura e posa in opera ad un impresa senza aver informato il coordinatore in fase di esecuzione e presumibilmente senza aver verificata la idoneità tecnico-professionale dell’impresa né aver integrato la notifica preliminare né essersi assicurato che la stessa fosse venuta in possesso del piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) elaborato dal coordinatore per quel cantiere.

Il coordinatore in fase di esecuzione, comunque, una volta venuto a conoscenza nel corso di un suo sopralluogo di una tale situazione diventa solidale con l’operato del committente ed è tenuto in ogni caso ad intervenire per sopperire alle sue omissioni. Quindi, constatata la presenza in cantiere di una impresa a lui sconosciuta e che tra l’altro, come nel caso particolare, può interferire con l’attività di un’altra impresa esecutrice che opera nel cantiere medesimo, il coordinatore deve da un lato invitare il committente a tenerlo informato di eventuali ulteriori ditte appaltatrici che accedono in cantiere al fine di consentirgli di effettuare correttamente il coordinamento di cui all’incarico conferitogli e dall’altro invitare  la ditta sopravvenuta ad allontanarsi dal cantiere e quindi a predisporre il suo piano operativo di sicurezza (POS) ed a trasmetterglielo affinché possa sottoporlo all’esame per verificare la sua compatibilità con il PSC.

Il caso prospettato è analogo a quello che si configura in un sistema di appalti di tipo orizzontale nel quale un committente chiama ad operare in un cantiere edile più imprese affidatarie con le quali ha stipulato un contratto di appalto le quali, pur lavorando assieme e pur potendo interferire con le loro attività, non hanno degli obblighi di solidarietà fra di loro così come accade invece per esempio per un sistema di appalti in cascata. In tal caso sta comunque al committente e per lui al coordinatore in fase di esecuzione, che come è noto deve essere sempre designato nel caso della presenza di più imprese, il dovere di coordinare le due o più imprese affidatarie.

Ing Porreca

Giornata formativa - 23 Aprile 2010 - Auditorium S.Domenico - Piazza Lodi - Roma
 
Quality Business & Consorzio Infotel
propongono
Giornata di orientamento formazione e informazione
" SGSL La QUALITA' al servizio della SICUREZZA "
( Dlgs 81/08 e smi - Dlgs 231/01 - OHSAS 18001 - UNI EN ISO 9001:2008 )
( partecipazione valevole ai fini dell'Aggiornamento RLS 4/8 ore )
Data: 23 Aprile 2010 - Orari: 09:30/18:30 - Luogo: Auditorium S.Domenico - Piazza Lodi - Roma

Scheda dell'evento

Iscrizione

Lo stress da lavoro

Pubblicato da Lilino Albanese | 18:21

Lo stress da lavoro è tra le principali cause delle malattie professionali, colpisce 40milioni di persone nell'Unione Europea, ovvero circa il 22% dei lavoratori. Il 50%, 60% di tutte le giornate lavorative perse è riconducibile allo stress. Questi i dati riferiti dall'ISPESL, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, nel corso della nona Conferenza europea dell'Accademia della Psicologia del Lavoro.

I risultati dello studio evidenziano come i problemi riguardanti lo stress oggi investono in maniera sempre più consistente il mondo del lavoro. “I grandi cambiamenti nel mondo del lavoro - si legge in una nota dell'ISPESL - a partire dall'introduzione di nuove tecnologie fino alla diffusione di nuove forme contrattuali flessibili, oltre a portare profondo mutamento dell'organizzazione del lavoro, hanno introdotto anche nuovi rischi lavorativi”. Le cause dello stress, precisa l'Istituto, sono da attribuire ad uno squilibrio percepito tra gli impegni che l'ambiente fisico e sociale impone di fronteggiare e la propria capacità (percepita) di affrontarli, “quando si sperimenta una condizione di questo tipo nella realtà lavorativa si parla di stress-lavoro correlato”

fonte CGIL

Produzione sospesa per operazioni di ‘controllo e verifica’ delle condizioni di sicurezza dello stabilimento. Sono queste le decisioni prese oggi (6 aprile) dal Sindaco di Civitavecchia Giovanni Moscherini, nel corso della riunione convocata in seguito alla morte di Sergio Capitani, l'operaio di 34 anni deceduto sabato scorso all'interno del cantiere della centrale ENEL di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia. “I lavoratori – ha detto il sindaco – non possono vivere nell’incertezza della sicurezza e l’unico modo per chiarire è capire cosa non va a garanzia del buon funzionamento dell’impianto”.

“Dedichiamo quella di oggi, che consideriamo una nostra vittoria per arrivare a lavorare in sicurezza, al nostro collega Sergio Capitani, ultima vittima della centrale di Torrevaldaliga Nord”. Così affermano gli operai della centrale ENEL, dopo una giornata di mobilitazione.

Anche la FIOM CGIL esprime apprezzamento per la decisione, oggi assunta dal Sindaco di Civitavecchia, di bloccare le attività della centrale fino a che non siano accertate e rimosse tutte le condizioni di insicurezza per il lavoro. “Nel frattempo – si legge in una nota del sindacato dei metalmeccanici - ai lavoratori va ovviamente garantito il salario perché non hanno alcuna responsabilità di quanto sta avvenendo. Contemporaneamente, si deve continuare a sviluppare l’accertamento di tutte le responsabilità fino ai livelli più alti”. 

fonte cgil

Il Coordinamento ha deciso, di conseguenza di convocare l’Assemblea nazionale degli Rls, al più tardi entro settembre, per lanciare la campagna per la difesa della salute dei lavoratori, contro le patologie che insorgono dall’intensificazione dei carichi     e     tempi di lavoro     e     contro l’organizzazione della produzione fondata sempre più sulla precarietà dei rapporti di lavoro.      

Per realizzare questa campagna il Coordinamento ha valutato dunque necessario proseguire nel percorso formativo per arricchire le competenze dell’insieme delle rappresentanze, sia Rls che Rsu che degli apparati della Fiom, prospettando per l’anno in corso la messa in opera di ulteriori corsi di formazione di base di tre giorni, in tutti i territori tali da ipotizzare un coinvolgimento di  500 compagni.      

E’ necessario a tal fine che entro il mese di maggio tutte le strutture territoriali abbiano predisposto e comunicato il calendario dei corsi da svolgersi entro il 2010.  
  
A fianco dei corsi di base partirà un progetto pilota su base sperimentale da realizzarsi in    
Piemonte per formare Rls esperti, che nella seconda metà dell’anno dovranno essere realizzati    
anche in altre regioni, che devono costituire la struttura permanente e più efficace per sostenere nelle diverse aziende l’azione delle rappresentanze.
   
Si proseguirà ad affiancare questa azione formativa con la diffusione capillare del manuale operativo per Rls, che verrà ristampato con le opportune modifiche, tenuto conto delle novità  
normative intervenute.      

Il Coordinamento ha valutato di proseguire questo processo formativo anche con un’azione formativa focalizzata alla definizione di delegati esperti in ergonomia e organizzazione del  lavoro, già iniziato con i corsi di formazione per le rappresentanze del Gruppo Fiat ma che dovrà  proseguire anche con le rappresentanze di altre imprese che stanno implementando i nuovi  processi organizzativi della produzione fondato sul sistema ErgoUas.      

L’azione formativa deve essere accompagnata da una parallela azione di forte contrasto alla    
precarizzazione del lavoro e al conseguente scadimento della tutela della salute dei lavoratori   
soprattutto nella subfornitura e nel subappalto che potrà concretizzarsi anche nella più rapida 
definizione degli Rls di Sito, là dove ne esistono le condizioni normative utilizzando come linee  
guida anche il recente accordo per gli Rls di Sito in Fincantieri.  
    
UFFICIO SAS         IL SEGRETARIO NAZIONALE      
Maurizio Marcelli     Giorgio Cremaschi      

“Il terribile infortunio mortale avvenuto alla centrale di Civitavecchia, solo per un caso non è diventato l’ennesima strage sul lavoro. E’ semplicemente inaccettabile, privo di qualsiasi giustificazione, che possano accadere incidenti di tale gravità coinvolgendo la vita e la salute delle persone.”
 
“Da tempo la centrale di Civitavecchia è sede di una continua aggressione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. La sua costruzione è costellata di morti e ora si muore anche nella sua normale attività. Qualcosa di profondo non va nell’organizzazione e nella gestione del lavoro della centrale. La catena degli appalti e dei subappalti ha ulteriormente aggravato i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Affinché questa ennesima morte di un lavoratore non avvenga invano è necessario che siano accertate e colpite tutte le responsabilità, a partire da quelle dell’Enel.”

“E’ necessario che la catena dell’appalto e del subappalto venga sottoposta a profonda revisione e controllo per garantire ai lavoratori orari, condizioni di lavoro, salari e sicurezza degni di un paese civile. Occorre che le istituzioni e le autorità la smettano di chiudere un occhio e di essere compiacenti verso la gestione e le attività della centrale. Troppi morti, troppi incidenti e troppo vuoto di iniziativa da parte di tutte le istituzioni, questa è una delle cause del perpetuarsi dei morti sul lavoro a Civitavecchia. Anche recentemente all’inaugurazione della centrale le ciniche parole, poi smentite, del ministro dello Sviluppo Economico sui costi umani inevitabili nella costruzione della centrale, sono il segno di un’incapacità di tutte le istituzioni di comprendere ed affrontare la gravità della situazione.”

“La Fiom perseguirà per via legale, in tutte le sedi, a partire dalla costituzione di parte civile, tutte le responsabilità per quest’ennesimo omicidio sul lavoro.”

“La Fiom nazionale sostiene la mobilitazione dei lavoratori in corso al cantiere di Civitavecchia e opererà perché attorno a questa mobilitazione ci sia il massimo di sostegno e di solidarietà da parte di tutta la categoria.”

Dichiarazione di Giorgio Cremaschi - Segretario nazionale e responsabile dell’Ufficio salute e sicurezza Fiom-Cgil