Infotel
E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

Come è possibile migliorare le prestazioni organizzative aziendali e allo stesso tempo creare ambienti di lavoro più sani e più sicuri ? 

Una nuova relazione e un nuovo bollettino forniscono informazioni su come integrare salute e sicurezza nella gestione d’impresa generale, compresa un’analisi della letteratura, una panoramica sulle politiche ed esempi di buone pratiche. 

Leggi la relazione (Inglese)
Bollettino (in 22 lingue)

Sanzioni RAEE

Pubblicato da Lilino Albanese | 13:03

Sanzioni RAEE

Chiunque effettua una attività di raccolta e/o trasporto di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione è punito:

    *  con la pena dell'arresto da 3 mesi a 1 anno e con l'ammenda da 2.600 € a 26.000 € se si tratta di rifiuti non pericolosi
    *  con la pena dell'arresto da 6 mesi a 2 anni e con l'ammenda da 2.600 € a 26.000 € se si tratta di rifiuti pericolosi

Nota: disposizioni previste dalla normativa generale sui rifiuti (art. 256 del d.lgs 152/2006)

----------------------------------------------------------------------------------------------
Chiunque effettua una attività di recupero in tutto o in parte dei rifiuti ritirati secondo le modalità previste dall'uno contro uno (es: separazione di parti o componenti per recupero metalli o altro),  in mancanza della prescritta autorizzazione ordinaria è punito:

    * con la pena dell'arresto da 3 mesi a 1 anno e con l'ammenda da 2.600 € a 26.000 € se si tratta di rifiuti non pericolosi
    * con la pena dell'arresto da 6 mesi a 2 anni e con l'ammenda da 2.600 € a 26.000 € se si tratta di rifiuti pericolosi

Nota: disposizioni previste dalla normativa generale sui rifiuti (art. 256 del d.lgs 152/2006)

Cdc Raee, Anci e organizzazioni del Commercio hanno sottoscritto un accordo di programma per individuare le modalità operative di gestione dei Raee da parte di distributori e dei centri di raccolta a seguito dell'entrata in vigore dell'obbligo del ritiro "uno contro uno".

Dal 18 Giugno è entrato in vigore l’obbligo del c.d. ritiro “uno contro uno” previsto dall'art. 6, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 151/2005, e attuato dal D.M. 65/2010, che dispone che i distributori assicurino il ritiro gratuito dell’apparecchiatura elettrica ed elettronica usata al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura destinata ad un nucleo domestico con schedario di carico e scarico e documento di trasporto.

Le linee guida concordate a Roma nel protocollo d'intesa hanno l’obiettivo di facilitare, attraverso modalità e condizioni operative chiare e semplici, il conferimento dei Raee da parte dei distributori presso i centri di raccolta comunali prevedendo un accesso distinto in “piccoli” e “grandi” conferitori (conferimenti giornalieri superiori a quattro pezzi e 200 kg).

In sintesi, gli elementi più rilevanti definiti dal Protocollo sono:

1) I distributori verranno distinti in base al quantitativo di Raee conferiti al singolo centro di raccolta in un unico conferimento giornaliero
2) I Comuni o i Soggetti da essi delegati alla gestione dei centri di raccolta comunali dovranno iscriversi al portale del Centro di Coordinamento Raee (www.cdcraee.it) e indicare se sono disponibili ad accogliere i Raee provenienti dai distributori presenti sul loro territorio (opzione A) o se sono anche disponibili ad accogliere i Raee da distributori situati fuori dal Comune di conferimento (opzione B)
3) I distributori collegandosi al portale www.cdcraee.it potranno individuare quali Centri di raccolta comunali siano disponibili a ricevere i Raee

Per la piena operatività del Protocollo d’intesa si prevede che saranno necessarie alcune settimane per consentire al Centro di Coordinamento Raee di raccogliere tutti i dati da inserire nel portale web.

Consorzio Infotel propone una raccolta di tutto ciò che attiene la redazione del " MANUALE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI " tramite procedure e modelli gestionali ed operativi, che seguono il datore di lavoro e il RSGSL nella compilazione dei passaggi fondamentali per tutto ciò che attiene:

·      Politica di Salute e Sicurezza;

·      Identificazione dei pericoli, valutazione dei rischi e determinazione dei controlli;

·      Risorse, ruoli, responsabilità, deleghe e autorità;

·      Comunicazione, partecipazione e consultazione;

·      Documentazione del sistema;

·      Misura e monitoraggio della prestazione;

·      Valutazione della conformità;

·      Indagine incidenti/infortuni, azioni correttive, non conformità;

·      Audit interno;

·      Riesame della Direzione.


La documentazione proposta contiene in tutto 71 file così suddivisi:



·     PROCEDURE GESTIONALI DI SICUREZZA n. 10;

·     PROCEDURE OPERATIVE DI SICUREZZA n. 8;

·     MODELLI GESTIONALI DI SICUREZZA n. 24;

·     MODELLI OPERATIVI DI SICUREZZA n. 29;

·     Manuale Fac simile;

·     Schema Documento Valutazione Rischi;

·     Schema Piano di Emergenza ed Evacuazione.


Ogni procedura, modello, schema di documento è in formato WORD, quindi modificabile ed adattabile alla propria realtà aziendale, in modo da contestualizzare il manuale SGSL al proprio ciclo produttivo ed organizzativo.

Consorzio Infotel , Grazie all'accordo di partnership stipulato con AJA registrar  ITALIA, noto Ente di Certificazione a livello internazionale offre la possibilità di svolgere l'iter per l'ottenimento della Certificazione OHSAS18001 e di tutte le altre certificazioni più importanti. Richiedici informazioni per usufruire dei vantaggi riservati.

Per la Gestione della Sicurezza e per la valutazione dei rischi, Consorzio Infotel propone il Sistema informatico SICURWEB.

(Rinnovabili.it)


E’ stato pubblicato oggi il rapporto di Legambiente Comuni Ricicloni speciale classifica delle amministrazioni comunali più virtuose nella raccolta differenziata e nel riciclo. Comuni da record, verrebbe da dire, visto che sono state 1488 le amministrazioni comunali a rientrare nella speciale classifica stilata dall’associazione ambientalista. 

Ad occupare il gradino più alto del podio dei comuni che hanno saputo gestire con successo la raccolta e il trattamento dei rifiuti è stato Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno. A livello regionale, invece, sono stati più che incoraggianti i risultati del Veneto – prima nella classifica con una percentuale del 67% delle amministrazioni virtuose sul totale dei comuni – seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2%, dalla Lombardia con il 28,8% e dal Piemonte con il 23,9%. Meno bene, invece è andata in alcune regioni meridionali come la Sicilia, nuovamente alle prese con l’emergenza rifiuti.

Nonostante dati poco lusinghieri di alcune regioni, le buone pratiche e le performance di successo si stanno diffondendo anche al Centro Sud. La Sardegna si conferma leader tra le regioni emergenti sulla raccolta differenziata per aver raggiunto a fine 2009 una percentuale regionale del 35% (nel 2002 era al 3%). In Campania sono 84 i comuni da cui prendere esempio in materia di differenziata, con Salerno in testa, e 7 comuni rappresentano la Sicilia. Spiccano poi le esperienze dei 37 comuni sardi, dei 9 comuni del Lazio, dei 4 calabresi, dei 2 della Basilicata e, per la prima volta nella storia di Comuni ricicloni, di uno della Puglia (Monteparano, provincia di Taranto). Incoraggianti anche i dati che riguardano i tassi di raccolta differenziata: secondo il rapporto di Legambiente sono 12 milioni gli italiani che hanno differenziato oltre il 50% della spazzatura. Ma le buone pratiche non si fermano solo alla raccolta differenziata: “La nuova frontiera è rappresentata anche dalla prevenzione – ha sottolineato Andrea Poggio, vice direttore Nazionale di Legambiente – Sono già 150 i comuni che hanno emesso un'ordinanza per vietare la distribuzione di sacchetti di plastica. A questi, si aggiungeranno prossimamente altre 250 località che hanno manifestato l’intenzione di metterli al bando”.

Per la prima volta Legambiente ha voluto premiare anche i comuni che si sono distinti nella raccolta dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. I migliori risultati in assoluto, in questo caso, sono stati quelli raggiunti da un piccolo comune in provincia di Torino, Sant’Antonio di Susa, che ha registrato una raccolta pro-capite pari a 17 kg per abitante. Secondo classificato Piano di Sorrento (Napoli) con oltre 10 kg per abitante, mentre sul gradino più basso del podio è salito Numana, comune in provincia di Ancona in cui la raccolta dei RAEE ammonta a 8,83 kg/ab., a fronte di una media pro-capite su base nazionale pari a 3,21 kg/ab.

Attivando servizi di raccolta differenziata, i comuni premiati hanno evitato l’emissione in atmosfera di 2,3 milioni di tonnellate di CO2, pari al 5% dell’obiettivo del protocollo di Kyoto per l’Italia, senza dimenticare che quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti sono state sottratte alla discarica.

Negozi ancora impreparati davanti alla nuova normativa in vigore dal 19 giugno, che prevede il ritiro gratuito da parte dei venditori degli apparecchi elettrici ed elettronici (RAEE) usati se vengono acquistati elettrodomestici dello stesso tipo - il cosiddetto ritiro uno a uno. E le persone sono poco informate. È quanto emerge da un'indagine condotta da Altroconsumo per verificare l'applicazione delle normativa. Sono stati visitati 9 ipermercati e 26 negozi specializzati in 8 città (Bari, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia). Ebbene: "meno del 20% dei punti vendita visitati offre informazioni chiare e visibili - afferma l'associazione - In alcuni casi abbiamo trovato cartelloni appesi all'ingresso del negozio, in altri semplici fogli A4 posizionati alle casse o al banco dell'assistenza clienti".

Nel ritiro dell'usato contestuale all'acquisto del nuovo è pronto solo il 40% dei punti vendita visitati. "Per quanto riguarda il ritiro dell'usato in negozio più della metà della grande distribuzione specializzata da noi visitata - rileva Altroconsumo - si è dimostrata non è ancora pronta: in 8 negozi è invece possibile la consegna ma solo se contestualmente al nuovo acquisto, in 2 casi è possibile ritardare la consegna di 24-48 ore e in un caso addirittura entro gli 8 giorni successivi. Negli ipermercati le informazioni sono spesso assenti. Solo 1 ipermercato tra quelli visitati rispetta la normativa. Pochissimi anche i casi in cui il vecchio apparecchio si può riconsegnare in negozio contestualmente al nuovo acquisto: solo 3 punti vendita su 9".

Altroconsumo ha deciso di inviare i risultati dell'inchiesta ai ministeri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico e della Salute. Commenta l'associazione: "Abbiamo contattato le principali catene di elettrodomestici ed elettronica per conoscere la loro posizione, ma nessuno, eccetto Unieuro, ha voluto rispondere alle nostre domande. Secondo questa azienda il mancato rispetto della normativa è legato, in molti casi, a carenze strutturali del sistema di gestione dei RAEE, ma concordano con noi sul fatto che ogni attore di questa catena ha avuto tutto il tempo necessario (dal 2002) per l'adeguamento".

2010 - redattore: BS
News helpconsumatori.it

Il MICROCLIMA è il complesso dei parametri climatici che caratterizzano un ambiente di lavoro e condizionano il benessere termico dei lavoratori

condizione mentale di soddisfazione nei confronti dell’ambiente termico L’insoddisfazione può essere causata dal disagio per il caldo o per il freddo che prova il corpo nel suo complesso (UNI EN ISO 7730)

ALLEGATO IV – REQUISITI DEI LUOGHI DI LAVORO

1.3.1. A meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità della lavorazione, è vietato adibire a lavori continuativi locali chiusi che non rispondono alle seguenti condizioni:

1.3.1.1. essere ben difesi contro gli agenti atmosferici, e provvisti di un isolamento termico e acustico sufficiente, tenuto conto del tipo di impresa e dell'attività fisica dei lavoratori;

1.3.1.2. avere aperture sufficienti per un rapido ricambio d'aria

1.9 Microclima

1.9.1. Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi

1.9.1.1. Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far si che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferenzialmente con aperture naturali e quando ciò non sia possibile, con impianti di areazione

1.9.1.2. Se viene utilizzato un impianto di aerazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Ogni eventuale guasto deve essere segnalato da un sistema di controllo, quando ciò è necessario per salvaguardare la salute dei lavoratori.

1.9.1.3. Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell'aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d'aria fastidiosa.

1.9.1.4. Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.

1.9.1.5. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all'inquinamento dell'aria respirata deve essere eliminato rapidamente.

1.9.2. Temperatura dei locali

1.9.2.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.

1.9.2.2. Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento  dell'aria concomitanti.

1.9.2.3. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali.

1.9.2.4. Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro.

1.9.2.5. Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione

1.9.3.1 Nei locali chiusi di lavoro delle aziende industriali nei quali l'aria è soggetta ad inumidirsi notevolmente per ragioni di lavoro, si deve evitare, per quanto è possibile, la formazione della nebbia, mantenendo la temperatura e l'umidità nei limiti minimi compatibili con le esigenze tecniche

Microclima PDF

Pubblicato da Lilino Albanese | 10:26

I riferimenti legislativi fondamentali per la valutazione degli ambienti termici moderati sono indicati nell’allegato IV del D.Lgs. 81/2008


Questi contengono una serie di disposizioni qualitative con riferimenti a molte quantità (temperatura, umidità, velocità dell’aria, attività, soleggiamento), ma nessun indicatore semplice sulla base del quale formulare un giudizio di qualità, né alcun criterio quantitativo di accettabilità.


La normativa tecnica al contrario, propone una metodologia per la valutazione del confort microclimatico basata su quantità dette indicatori (o indici) sintetici di qualità (o di rischio), che condensano in un numero minimo di valori numerici tutta l’informazione necessaril’informazione necessaria alla formulazione di un giudizio di accettabilità o inaccettabilità di un ambiente termico.

Riguardo agli aspetti normativi si indica che i riferimenti legislativi fondamentali per la valutazione degli ambienti termici moderati sono indicati nell’allegato IV del Decreto legislativo  81/2008: questi “contengono una serie di disposizioni qualitative con riferimenti a molte quantità (temperatura, umidità, velocità dell’aria, attività, soleggiamento), ma nessun indicatore semplice sulla base del quale formulare un giudizio di qualità, né alcun criterio quantitativo di accettabilità”.

Al contrario la normativa tecnica “propone una metodologia per la valutazione del confort microclimatico basata su quantità dette indicatori (o indici) sintetici di qualità (o di rischio), che condensano in un numero minimo di valori numerici tutta l’informazione necessaria alla formulazione di un giudizio di accettabilità o inaccettabilità di un ambiente termico”:
 
- indici sintetici di confort globale;
- indici di disconfort.

Scarica PDF

Software RAEE

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:34

 BidONEtoONE è un Software che ha lo scopo di assistere i distributori nell'assolvere all'obbligo di ritiro unoVSuno imposto sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) dal D.lgs 151/05. Tutte le operazione sono gestite tramite Wizard (Passo Passo) e la stampa viene gestita senza l'ausilio di MS Office.

Tramite il wizard e' possibile effettuare la procedura di consegna del RAEE al banco , inserendo pochi dati indispensabili. La procedura prevede la consegna con prenotazione e la stampa del cedolino.

Tramite il wizard e' possibile effettuare la procedura di consegna del RAEE con il ritiro a domicilio. Inserendo i dati del trasportatore e  il prodotto da rottamare, si puo' decidere di trasportare al luogo di Raggruppamento o al centro di raccolta . La gestione documentale dello scarico dei RAEE e del trasporto degli stessi viene effettuata in via automatica dal Sw.

Tramite il wizard e' possibile effettuare la procedura di trasporto RAEE. La gestione documentale  del trasporto degli stessi viene effettuata in via automatica dal Sw

La Gestione schede Carico/Scarico evidenzia i prodotti Raee con la possibilità di Ristampare le schede e fare ricerche mirate sui prodotti.

DDT di ritiro a domicilio , DDT dal negozio al centro di riciclo.

Visualizzazione e Gestione dei Cedolini di Prenotazione

Archivio Tipologia Prodotti completamente modificabili e con la possibilità di inserire nuovi prodotti. La gestione tiene conto del codice CER , Codice di Raggruppamento , Tipologia.

Stampa DDT del RAEE. Creazione dei documenti in uscita direttamente nei formati .RTF, .PDF. HTML ed altri senza necessità di acquisto di software di altre case produttrici.

Per prima cosa è utile capire bene quali sono gli strumenti ed i macchinari dei quali si occupa questa normativa. Si tratta, come definizione dal decreto, di «apparecchiature che dipendono per un corretto funzionamento da correnti elettriche o da campi elettromagnetici [...] progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1.000 volt per la corrente alternata e a 1.500 volt per la corrente continua». Ricadono quindi in questo ambito di applicazione, ad esempio, computer, grandi e piccoli elettrodomestici, condizionatori, luci. Un campo d'azione piuttosto vasto, che produce rifiuti pari a 14 kg all'anno per abitante con ritmi di crescita del 3-4%.

Attualmente il reimpiego di tali materiali si ferma ad 1,15 kg per abitante (67 mila tonnellate) e l'obiettivo del decreto è raggiungere i 4 kg entro il 2008, facendo uscire 240 mila tonnellate di rifiuti pericolosi dalle discariche tramite recupero, reimpiego o riciclo. Questi apparecchi infatti, pur rappresentando un piccolo volume rispetto al complesso dei rifiuti, sono tra i più inquinanti e pericolosi per l'ambiente, essendo costituiti anche da materiali pericolosi e difficili da trattare, come cfc, cadmio e mercurio.

decreto legge n. 78 del 31 05 2010

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:25

APPROVATO IN SENATO IL TESTO DELLA LEGGE DI CONVERSIONE DELLA MANOVRA ECONOMICA. CONFERMATA LA SOPPRESSIONE DELL'ISPESL E DELL'IPSEMA ED IL LORO ACCORPAMENTO CON L'INAIL. ESTESO ANCHE ALLE ATTIVITÀ PRIVATE LO SLITTAMENTO AL 31/12/2010 DELL'OBBLIGO DELLA VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO-CORRELATO GIÀ APPROVATO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

       Il decreto legge n. 78 del 31/5/2010 pubblicato sulla G. U. del 31/5/2010 e contenente le misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica è in via di approvazione al Parlamento.  Al Senato il 15/7/2010 con il voto di fiducia è stato approvato il testo definitivo contenente numerosi emendamenti inseriti nel testo originale del decreto legge. E' stata confermata la soppressione dell'ISPESL e dell'IPSEMA ed il loro accorpamento all'INAIL. E' stata altresì esteso alle attività private lo slittamento al 1°/1/2011 dell'entrata in vigore dell'obbligo della valutazione del rischio stress lavoro correlato previsto dal D. Lgs. 9/4/2008 n. 81 e s.m.i. già deliberato per quanto riguarda le Pubbliche Amministrazioni.
 
     Di seguito si riporta l'art. 7 comma 1 del decreto legge così come confermato e con il quale era stato stabilita la soppressione dell'Ispesl e dell'Ipsema:

"Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il coordinamento stabile delle attività delle attività previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’IPSEMA e l’ISPESL sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute; l’INAIL succede in tutti i rapporti attivi e passivi.”

nonché l'art. 8 comma 12 dello stesso decreto legge sulla "Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche" così come modificato con l'emendamento e nel quale in rosso sono state evidenziate le integrazioni:

"Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all'at. 1, comma 2 del Decreto Legislativo n.  165 del 2001 e dei datori di lavoro del settore privato, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010 e quello di cui all'articolo 3, comma 2, primo periodo, del medesimo decreto legislativo è differito di 12 mesi.".

     Con l'emendamento approvato è stata inserita un'altra proroga che riguarda il Testo Unico di cui al D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. ed in particolare l'articolo 3 sul campo di applicazione. E' previsto infatti  lo slittamento di ulteriori dodici mesi, rispetto ai ventiquattro mesi già concessi e fino al 15/5/2011, del termine di cui al comma 2 primo periodo per l'emanazione dei decreti necessari per applicare il Testo Unico medesimo tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonché delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione universitaria, delle istituzioni dell'alta formazione artistica e coreutica, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, degli uffici all’estero di cui all’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, ivi comprese quelle per la tutela della salute e sicurezza del personale nel corso di operazioni ed attività condotte dalla Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, nonché dalle altre Forze di polizia e dal Corpo dei vigili del fuoco, nonché dal Dipartimento della protezione civile fuori dal territorio nazionale e così come per gli archivi, le biblioteche e i musei solo nel caso siano sottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici e culturali.
 
     Il testo della legge di conversione del decreto legge sarà trasmesso per l'approvazione,  che dovrà avvenire entro il 30/7/2010, alla Camera dei Deputati ove si prevede ancora il ricorso al voto di fiducia.

La Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n. 26 del 5 luglio 2010, ha risposto ad un quesito dell'ANCE, FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL, in merito alle modalità di fruizione della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria nel settore dell’edilizia e affini. Più in particolare gli interpellanti chiedono se sia possibile effettuare periodi di proroga a zero ore, secondo la normativa attualmente vigente per l’industria ex art. 6 della L. n. 164/1975 “che, peraltro, prevede la procedura di consultazione sindacale ai sensi dell'art. 5 della medesima legge”.

 La risposta in sintesi:

"...L’art. 1, comma 1, della L. n. 427/1975, recante norme in materia di garanzia del salario e di disoccupazione speciale in favore dei lavoratori dell’edilizia e affini, stabilisce espressamente che l’integrazione salariale è corrisposta fino ad un massimo di tre mesi continuativi “prorogabili eccezionalmente, nei soli casi di riduzione dell’orario di lavoro, per periodi trimestrali fino ad un massimo di complessivo di 12 mesi”.
Di contro, l’art. 6, comma 1, della L. n. 164/1975, recante norme in materia di garanzia del salario nel settore delle imprese industriali, prevede che l’integrazione è corrisposta fino ad un periodo massimo di 3 mesi continuativi e che “in casi eccezionali detto periodo può essere prorogato trimestralmente fino ad un massimo complessivo di 12 mesi”.

Sul punto occorre evidenziare che le norme in questione, peraltro ambedue subordinate ad una eccezionalità degli eventi che giustificano la proroga della Cassa Integrazione, sono dettate dalla medesima ratio e non sembra pertanto giustificarsi una lettura restrittiva del complessivo quadro normativo che ne risulta.

Più in particolare, anche sulla base di un principio di maggiore estensione degli strumenti di tutela del reddito dei lavoratori, sembra potersi sostenere che la più favorevole disposizione normativa di cui all’art. 6, comma 1, della L. n. 164 citata – che non richiede, ai fini della proroga, necessariamente una ripresa pur parziale dell’attività lavorativa – trova applicazione con riferimento a tutte le imprese industriali, ivi comprese quelle del settore edili e affini.

Quanto al secondo quesito, relativo al criterio di calcolo della settimana integrabile, già l’INPS ha confermato, con il messaggio n. 116/2009, che tali criteri possono essere applicati all’edilizia, limitandoli però ai soli casi di richiesta di CIGO per riduzione di attività dovuta a momentanea mancanza di lavoro, a riduzione di commesse o di ordini, ovvero causali riconducibili alla crisi aziendale e contrazione del ciclo produttivo.

Al riguardo sembra corretto ritenere rientranti nel criterio di calcolo de quo anche le ipotesi di sospensione legate ad eventi metereologici, che in edilizia sono peraltro maggiormente ricorrenti; ciò sia perché una diversa soluzione non sembrerebbe in effetti sorretta da alcuna giustificazione normativa, sia per ragioni di uniformità dell’azione amministrativa alla quale deve pertanto potersi garantire l’utilizzo di un’unica tipologia di “contatore” delle settimane di Cassa Integrazione.".

I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche o semplicemente rifiuti elettronici (talvolta citati anche semplicemente con l'acronimo  RAEE, in lingua inglese: Waste of electric and electronic equipment (WEEE) o e-waste), sono rifiuti di tipo particolare che consistono in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica di cui il possessore intenda disfarsi in quanto guasta, inutilizzata, o obsoleta e dunque destinata all'abbandono.

I principali problemi derivanti da questo tipo di rifiuti sono la presenza di sostanze considerate tossiche per l'ambiente e la non biodegradabilità di tali apparecchi. La crescente diffusione di apparecchi elettronici determina un sempre maggiore rischio di abbandono nell'ambiente o in discariche e termovalorizzatori (inceneritore) con conseguenze di inquinamento del suolo, dell'aria, dell'acqua con ripercussioni sulla salute umana. Questi prodotti vanno trattati correttamente e destinati al recupero differenziato dei materiali di cui sono composti, come il rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo, mercurio, evitando così uno spreco di risorse che possono essere riutilizzate per costruire nuove apparecchiature oltre alla sostenibilità ambientale. Questo tipo di rifiuti sono comunemente definiti RAEE e sono regolamentati dalla Direttiva RAEE (o Direttiva WEEE, da "Waste of electric and electronic equipment"), recepita in Italia dal Decreto "RAEE".

Con la nuova disposizione sarà messo in atto il cosiddetto ritiro gratuito di "uno contro uno" delle apparecchiature usate e sarà assicurato dai distributori di AEE al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura destinata ai nuclei domestici. I distributori (e tra questi anche coloro che effettuano le televendite o le vendite elettroniche) dovranno adempiere all’obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro attraverso avvisi facilmente leggibili

A quasi cinque anni di distanza dall'entrata in vigore del D.Lgs. 151/2005, che impone ai commercianti di elettrodomestici e di apparecchi elettrici ed elettronici di ritirare gratuitamente il vecchio prodotto quando vendono il nuovo, è stato finalmente sciolto il nodo dello snellimento degli adempimenti amministrativi.

Sulla G.U. n. 102 del 4 maggio 2010 è pubblicato il D.M. 8 marzo 2010, n. 65:
Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature.
Il decreto è entrato in vigore il 19 maggio 2010.
Le aziende hanno tempo 30 giorni per gli adempimenti richiesti e il meccanismo dell'uno contro uno sarà pienamente operativo dal 18 giugno 2010. Cosa significa? Tutte le aziende che vendono, forniscono, installano o riparano apparecchiature elettriche ed elettroniche, saranno tenute, obbligatoriamente, a ritirare le apparecchiature obsolete in sostituzione di quanto fornito al cliente. Gli oneri relativi allo smaltimento sono a carico del fornitore.

Il D.M. 65/2010 adempie al disposto di cui all'art. 6, c. 1, lett. b), del D.Lgs. 151/2005, che prevede l'obbligo, per i distributori di AEE, di assicurare a partire dal prossimo 18 giugno 2010 - il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell'apparecchiatura usata al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura ad un nucleo domestico, provvedendo al trasporto dei RAEE presso i centri di raccolta comunali organizzati dai produttori, e alla previsione di cui al c. 1-bis, secondo il quale con decreto del Ministro dell'ambiente sono individuate, nel rispetto delle norme comunitarie e anche in deroga alle disposizioni della parte IV del D.Lgs. 152/2006 s.m.i., specifiche modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dei RAEE ritirati da parte dei distributori.

Il D.M. 65/2010 è suddiviso in 3 capi (capo I – modalità semplificate per la gestione dei RAEE domestici; capo II – modalità semplificate per la gestione dei RAEE professionali; capo III - disposizioni finali), consta di 11 articoli e di 3 allegati (all. I - schedario di carico e scarico dei RAEE conferiti ai distributori, installatori, gestori dei centri di assistenza tecnica; all. II - documento semplificato di trasporto dei RAEE; all. III - documento attestante la provenienza domestica dei RAEE consegnati dagli installatori e dai gestori dei centri di assistenza tecnica ai centri di raccolta).

Il provvedimento considera il ritiro dei RAEE da parte del distributore come una "fase della raccolta" e lo definisce come "raggruppamento dei RAEE", stabilendo che la possibilità di effettuare il raggruppamento sia condizionata alla preventiva iscrizione a una nuova sezione dell'Albo gestori ambientali.

Il "raggruppamento" può avvenire nel negozio o in "altro luogo" (anche di terzi) risultante dalla comunicazione all'Albo gestori ambientali; l'asportazione dei rifiuti deve essere almeno mensile e, comunque, quando si raggiungono le 3,5 tonnellate.

Il provvedimento definisce, inoltre, i requisiti dei locali e le modalità di stoccaggio e prescrive la separazione dei RAEE pericolosi da quelli non pericolosi.

Per il commerciante, il raggruppamento dei RAEE dismessi dagli utilizzatori non comporta la tenuta del registro di carico e scarico, perché questo adempimento viene sostituito da uno schedario contenente i dati anagrafici dei clienti.

Il raggruppamento e il trasporto dei RAEE potranno essere effettuati anche dagli installatori e dai gestori dei centri di assistenza tecnica.

Si evidenzia in particolare la necessità di iscriversi all'Albo dei gestori ambientali per tutte le aziende coinvolte. Si rammenta, infine, che sotto il profilo sanzionatorio l'art. 10 dispone che i soggetti che effettuano attività di raccolta e trasporto dei RAEE in violazione delle disposizioni di cui al D.M. 65/2010 sono sottoposti alle sanzioni di cui all'art. 256 (relativamente all'attività di raccolta e trasporto non autorizzata) e all'art. 258 (relativamente alla violazione degli obblighi di tenuta dei registri e dei formulari) del D.Lgs. 152/2006 ed s.m.i..

La disposizione, inoltre, prevede anche un nuovo documento per il trasporto di RAEE, che sostituirà il formulario in fase di trasporto del rifiuto. Il documento di trasporto dovrà essere predisposto in tre copie, non richiederà preventiva vidimazione e dovrà essere conservato per tre anni. Questo documento consente al trasportatore terzo di adempiere all'obbligo di tenuta del registro di carico e scarico.

Il D.M. 65/2010, stabilisce che il trasporto di RAEE effettuato da soggetti diversi dai distributori, ma da questi ultimi incaricati, possa avvenire a seguito d'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali secondo una nuova procedura semplificata e che i trasportatori di RAEE conto terzi possano adempiere all'obbligo di tenuta del registro di carico e scarico mediante la conservazione quinquennale degli specifici documenti di trasporto.

Sebbene il D.Lgs. 151/2005, non preveda per i distributori nessun obbligo di ritiro dei RAEE professionali (l'obbligo esiste per i produttori), la nuova norma introduce la possibilità che i distributori di AEE vengano «formalmente incaricati dai produttori di provvedere al ritiro».
Le nuove disposizioni si configurano come norme speciali che disciplinano compiutamente la gestione di una particolare tipologia di rifiuti e, per questo motivo, non saranno sostituite dalle nuove modalità telematiche di documentazione previste dal SISTRI

Dal 18 giugno gli acquirenti di elettrodomestici e materiale elettrico ed elettronico (dalla tv al phon, dal frigo al forno, dal telefonino al computer) potranno consegnare gratuitamente le loro apparecchiature usate o non più funzionanti al negozio in cui effettuano il nuovo acquisto. In pratica sarà possibile uno scambio "uno contro uno" con i negozianti, che si assumeranno l'onere del corretto smaltimento dei vecchi elettrodomestici senza costi aggiuntivi per i cittadini.

Infatti con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 4 maggio scorso del decreto ministeriale 8 marzo 2010, n. 65, è stato disciplinato il conferimento gratuito ai rivenditori nel caso di acquisto di una nuova apparecchiatura equivalente.

Con il provvedimento è stato compiuto un ulteriore passo verso il pieno recepimento della normativa comunitaria e nazionale in materia di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Il decreto entrerà in vigore il 19 maggio prossimo, e diventerà operativo 30 giorni dopo, cioè il 18 giugno. Per lo svolgimento di tali attività è prevista, un'iscrizione semplificata all'Albo Nazionale dei Gestori Ambientali. Inoltre al fine di garantire l'applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale delle disposizioni del decreto, è prevista a breve l'emanazione di un'apposita Delibera dell'Albo nazionale che definirà la modulistica per l'iscrizione.

Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
Decreto 8 marzo 2010, n. 65
(Gu 4 maggio 2010 n. 102)
Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee), nonchè dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
di concerto con
ll Ministro dello sviluppo economico e
il Ministro della salute
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche, ed in particolare la parte quarta relativa alla gestione dei rifiuti;

Visto il decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, recante "Attuazione delle direttive 2002/95/Ce, 2002/96/Ce e 2003/108/Ce relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche nonchè allo smaltimento dei rifiuti", e successive modifiche;
Visto in particolare l'articolo 6, comma 1, lettera b), del predetto decreto legislativo n. 151 del 2005, che prevede l'obbligo, per i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee), di assicurare il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell'apparecchiatura usata al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura ad un nucleo domestico, provvedendo al trasporto dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) presso i centri di raccolta comunali organizzati dai produttori, nonchè il comma 1-bis, che prevede che con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e del lavoro della salute e delle politiche sociali, sentita la Conferenza unificata, siano individuate nel rispetto delle norme comunitarie e anche in deroga alle disposizioni della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, specifiche modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dei Raee ritirati da parte dei distributori;
Visto l'articolo 195, comma 2, lettera s-bis, del citato decreto legislativo n. 152 del 2006, ai sensi del quale rientra tra le competenze dello Stato l'individuazione e la disciplina, nel rispetto delle norme comunitarie e anche in deroga alle disposizioni della parte quarta del medesimo decreto n. 152 del 2006, di semplificazioni in materia di adempimenti amministrativi per la raccolta e il trasporto di specifiche tipologie di rifiuti destinati al recupero e conferiti direttamente dagli utenti finali dei beni che originano i rifiuti ai produttori e ai distributori dei beni stessi;
Ritenuto di individuare modalità semplificate per la gestione dei Raee provenienti dai nuclei domestici da parte dei distributori, tenuti ad adempiere all'obbligo predetto al fine di rendere possibile la restituzione dei Raee al produttore e la realizzazione degli obiettivi di recupero fissati a livello comunitario;
Ritenuto altresì di individuare modalità semplificate per la gestione dei Raee provenienti dai nuclei domestici da parte degli installatori e dei gestori di centri di assistenza di Aee, al fine di incentivarne il conferimento presso i centri di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo n. 151 del 2005;
Ritenuto infine di prevedere modalità semplificate per la gestione dei Raee professionali da parte dei distributori, nonché degli installatori e dei gestori di centri di assistenza che agiscano in nome dei produttori di Aee professionali, al fine di agevolare l'organizzazione di adeguati sistemi di raccolta separata di tali rifiuti ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del citato decreto n. 151 del 2005;
Visto il decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dell'8 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 28 aprile 2008, n. 99, recante "Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall'articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e successive modifiche" come modificato ed integrato dal decreto ministeriale del 13 maggio 2009, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana del 18 luglio 2009, n.165;
Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Sentito il parere della Conferenza unificata Stato Regioni, città e autonomie locali, espresso nella seduta del 26 marzo 2008;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 18 maggio e del 23 luglio 2009;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi della citata legge n. 400 del 1988 ed il relativo nulla-osta n. DAGL 6.1.6/7/09/8324 del 10 novembre 2009:

Adotta
il seguente regolamento:

Capo I

Modalità semplificate per la gestione dei Raee domestici

Articolo 1

Ritiro dei Raee da parte dei distributori e loro raggruppamento per il trasporto ai centri di raccolta
1. I distributori di cui all'articolo 3, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 25 luglio 2005, n.151, al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica od elettronica, in appresso Aee, destinata ad un nucleo domestico assicurano il ritiro gratuito della apparecchiatura che viene sostituita. I distributori, compresi coloro che effettuano televendite o vendite elettroniche, hanno l'obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro, con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili.
2. Rientra nella fase della raccolta, così come definita dall'articolo 183, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il raggruppamento dei Raee finalizzato al loro trasporto presso i centri di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n.151, effettuato dai distributori presso i locali del proprio punto vendita o presso altro luogo risultante dalla comunicazione di cui all'articolo 3 del presente decreto, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) il raggruppamento riguarda esclusivamente i Raee disciplinati dal decreto legislativo n. 151 del 2005 provenienti dai nuclei domestici;
b) i Raee di cui alla lettera a) sono trasportati presso i centri di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 151 del 2005 con cadenza mensile e, comunque, quando il quantitativo raggruppato raggiunga complessivamente i 3500 Kg;
c) il raggruppamento dei Raee è effettuato presso il punto di vendita del distributore o presso altro luogo risultante dalla comunicazione di cui all'articolo 3, in luogo idoneo, non accessibile a terzi e pavimentato. I Raee sono protetti dalle acque meteoriche e dall'azione del vento a mezzo di appositi sistemi di copertura anche mobili e raggruppati avendo cura di tenere separati i rifiuti pericolosi, nel rispetto della disposizione di cui all'articolo 187, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. È necessario garantire l'integrità delle apparecchiature, adottando tutte le precauzioni atte ad evitare il deterioramento delle stesse e la fuoriuscita di sostanze pericolose.
3. I distributori che effettuano il raggruppamento di cui al comma 2 adempiono all'obbligo di tenuta del registro di carico e scarico mediante la compilazione, all'atto del ritiro di cui al comma 1, di uno schedario numerato progressivamente, conforme al modello di cui all'allegati I, dal quale risultino il nominativo e l'indirizzo del consumatore che conferisce il rifiuto e la tipologia dello stesso.
Tale schedario, integrato con i documenti di trasporto di cui all'articolo 2, comma 2, è conservato per tre anni dalla data dell'ultima registrazione.

Articolo 2

Trasporto dei Raee presso i centri di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 151 del 2005
1. Il trasporto dei Raee provenienti dai nuclei domestici è effettuato dai distributori o dai terzi che agiscono in loro nome secondo le modalità di cui al presente articolo e al successivo articolo 3 solo se riguarda:
a) il tragitto dal domicilio del consumatore presso il quale viene effettuato il ritiro al centro di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 151 del 2005 o al luogo ove è effettuato il raggruppamento di cui all'articolo 1 del presente decreto;
b) nei casi in cui il raggruppamento di cui all'articolo 1 sia effettuato in luogo diverso dai locali del punto di vendita, il tragitto dal punto di vendita al luogo ove è effettuato il raggruppamento medesimo;
c) il tragitto dal luogo ove è effettuato il raggruppamento di cui all'articolo 1 del presente decreto al centro di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 151 del 2005;
d) un quantitativo complessivo di Raee non superiore a 3500 kg, effettuato con automezzi con portata non superiore a 3500 kg e massa complessiva non superiore a 6000 kg.
2. Il trasporto di cui al comma 1, lettere a) e c), è accompagnato da un documento di trasporto conforme al modello di cui all'allegato II, numerato e redatto in tre esemplari. Il documento di trasporto è compilato, datato e firmato dal distributore o dal trasportatore che agisce in suo nome. Il trasportatore, se diverso dal distributore, provvede a restituire al distributore una copia del documento di trasporto sottoscritta dall'addetto del centro di raccolta destinatario dei Raee, trattenendo per sè un'altra copia, anch'essa sottoscritta dal medesimo addetto del centro di raccolta e adempie all'obbligo di tenuta del registro di carico e scarico conservando per tre anni le copie dei documenti di trasporto relativi ai trasporti effettuati. Il distributore conserva la copia del documento di trasporto insieme allo schedario di cui all'articolo 1, comma 3. La terza copia del documento di trasporto rimane al centro di raccolta destinatario dei Raee.
3. Il trasporto di cui al comma 1, lettera b), è accompagnato da copia fotostatica, firmata dal distributore, delle pagine dello schedario di cui all'articolo 1, comma 3, relative ai rifiuti trasportati, compilate con la data e l'ora di inizio del trasporto dal punto di vendita al luogo di raggruppamento. Dette copie fotostatiche sono conservate a cura del distributore presso il luogo di raggruppamento sino al trasporto dei rifiuti cui si riferiscono presso il centro di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 151 del 2005.
4. I distributori adottano tutte le misure necessarie ad assicurare che i Raee giungano al centro di raccolta nello stato in cui erano stati conferiti, senza aver subito processi di disassemblaggio o di sottrazione di componenti, che si configurerebbero comunque come attività di gestione dei rifiuti non autorizzate.

Articolo 3

Iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali per le attività di raccolta e trasporto dei Raee domestici
1. Le attività di raccolta e trasporto dei Raee domestici di cui agli articoli 1 e 2 sono effettuate previa iscrizione in un'apposita sezione dell'Albo nazionale gestori ambientali di cui all'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.
2. Ai fini dell'iscrizione per le attività di cui al comma 1 i distributori presentano alla sezione regionale o provinciale dell'Albo territorialmente competente una comunicazione con la quale attestano sotto la propria responsabilità, ai sensi dell'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241:
a) la sede dell'impresa;
b) l'indirizzo del punto vendita presso il quale sono raggruppati i Raee in attesa del trasporto;
c) nei casi in cui il raggruppamento di cui all'articolo 1 sia effettuato in luogo diverso dai locali del punto di vendita, l'indirizzo del luogo presso il quale sono raggruppati i Raee in attesa del trasporto, il nominativo o ragione sociale del proprietario dell'area e il titolo giuridico in base al quale avviene l'utilizzo dell'area stessa;
d) le tipologie di Raee raggruppati, con l'indicazione dei relativi codici dell'elenco dei rifiuti di cui all'allegato D alla parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
e) la rispondenza ai requisiti di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c) del luogo dove i Raee sono raggruppati;
f) gli estremi identificativi e l'idoneità tecnica degli eventuali mezzi da utilizzare per il trasporto dei Raee;
g) il versamento del diritto annuale di iscrizione di cui al comma 4.
3. Ai fini dell'iscrizione per le attività di trasporto di cui all'articolo 2 i terzi che agiscono in nome dei distributori presentano alla sezione regionale o provinciale dell'Albo territorialmente competente una comunicazione con la quale attestano sotto la propria responsabilità, ai sensi dell'articolo 21 della legge n. 241 del 1990:
a) la sede dell'impresa;
b) gli estremi del distributore per conto del quale si effettua il trasporto e l'indirizzo del punto vendita o del diverso luogo presso il quale sono raggruppati i Raee in attesa del trasporto;
c) le tipologie di Raee trasportati, con l'indicazione dei relativi codici dell'elenco dei rifiuti di cui all'allegato D alla parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
d) gli estremi identificativi e l'idoneità tecnica dei mezzi da utilizzare per il trasporto dei Raee;
e) il versamento del diritto annuale di iscrizione di cui al comma 4.
4. La sezione regionale dell'Albo rilascia il relativo provvedimento entro i trenta giorni successivi alla presentazione della comunicazione di cui ai commi 2 e 3. Per tali iscrizioni non è richiesta la prestazione delle garanzie finanziarie di cui al comma 7 dell'articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152.
L'iscrizione deve essere rinnovata ogni cinque anni ed è subordinata alla corresponsione di un diritto annuale di iscrizione pari a 50 euro, rideterminabile ai sensi dell'articolo 21 del decreto del Ministro dell'Ambiente 28 aprile 1998, n. 406. L'impresa è tenuta a comunicare ogni variazione intervenuta successivamente all'iscrizione.

Articolo 4

Ritiro dei Raee provenienti dai nuclei domestici da parte degli installatori e dei gestori dei centri di assistenza tecnica di Aee
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 2 e 3, all'articolo 2, commi 1, lettere a), c) e d), 2 e 4, e all'articolo 3 si applicano anche al ritiro di Raee provenienti dai nuclei domestici effettuato dagli installatori e dai gestori dei centri di assistenza tecnica di Aee nello svolgimento della propria attività, limitatamente alle seguenti fattispecie:
a) raggruppamento dei Raee ritirati presso i locali del proprio esercizio;
b) trasporto dei Raee con mezzi propri presso i centri di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 151 del 2005 dal domicilio del cliente o dalla sede del proprio esercizio.
2. La provenienza domestica dei Raee conferiti dagli installatori e dai gestori dei centri di assistenza tecnica ai centri di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 151 del 2005 è attestata da un documento di autocertificazione redatto ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445 e sottoscritto dall'installatore o dal gestore del centro di assistenza. Tale documento è redatto in conformità al modello di cui all'allegati III ed è consegnato all'addetto del centro di raccolta, unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore.

Capo II

Modalità semplificate per la gestione dei Raee professionali

Articolo 5

Ritiro dei Raee da parte dei distributori e loro raggruppamento per il trasporto agli impianti autorizzati indicati dai produttori di Aee
1. Le disposizioni di cui al precedente articolo 1, commi 2 e 3, si applicano anche ai distributori di Aee professionali formalmente incaricati dai produttori di tali apparecchiature di provvedere al ritiro dei Raee definiti come professionali dal decreto legislativo n. 151 del 2005, nell'ambito dell'organizzazione di un sistema di raccolta di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo n. 151 del 2005.
2. I Raee professionali sono raggruppati con le modalità di cui all'articolo 1, comma 2, lettera c) e trasportati presso gli impianti autorizzati indicati dai produttori di Aee professionali nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b).
3. I distributori che effettuano il raggruppamento di cui al comma 2 si iscrivono all'Albo dei gestori ambientali secondo le modalità di cui all'articolo 3 e adempiono agli obblighi di cui all'articolo 1, comma 3, del presente decreto.

Articolo 6

Trasporto dei Raee presso gli impianti autorizzati indicati dai produttori di Aee professionali
1. Il trasporto dei Raee professionali è effettuato dai distributori o dai terzi che agiscono in loro nome secondo le modalità e le condizioni previste dagli articoli 2 e 3 del presente decreto.
2. Per le utenze professionali, il tragitto indicato dall'articolo 2, comma 1, lettera a), s'identifica con quello dal domicilio dell'utente non domestico, presso il quale viene effettuato il ritiro del Raee, all'impianto autorizzato indicato dal produttore di Aee professionali o al luogo ove è effettuato il raggruppamento di cui all'articolo 5.

Articolo 7

Ritiro dei Raee professionali da parte degli installatori e dei gestori dei centri di assistenza tecnica incaricati dai produttori di Aee
1. Le disposizioni di cui agli articoli 3, 5 e 6 si applicano anche al ritiro di Raee professionali effettuato dagli installatori e dai gestori dei centri di assistenza tecnica di Aee formalmente incaricati dai produttori di tali apparecchiature di provvedere al ritiro nell'ambito dell'organizzazione di un sistema di raccolta di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo n. 151 del 2005, limitatamente alle seguenti fattispecie:
a) raggruppamento dei Raee ritirati presso i locali del proprio esercizio;
b) trasporto dei Raee con mezzi propri presso gli impianti autorizzati indicati dai produttori di Aee dal domicilio dell'utente professionale o dalla sede del proprio esercizio.

Capo III

Disposizioni finali

Articolo 8

Realizzazione e gestione dei centri di raccolta
1. La realizzazione e la gestione di centri di raccolta di cui all'articolo 6, comma 1, lettere a) e c) del decreto legislativo n. 151 del 2005, si svolge con le modalità previste dal decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dell'8 aprile 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 28 aprile 2008, n. 99 e successive modifiche ed integrazioni.

Articolo 9

Esonero dalla comunicazione di cui all'articolo 189, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 — Mud
1. I soggetti che effettuano attività di raccolta e di trasporto dei Raee ai sensi del presente regolamento sono esonerati dall'obbligo della comunicazione di cui all'articolo 189, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

Articolo 10

Sanzioni
1. I soggetti che effettuano attività di raccolta e di trasporto dei Raee ai sensi del presente regolamento sono assoggettati alle sanzioni relative alle attività di raccolta e trasporto di cui all'articolo 256 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e alle sanzioni relative alla violazione degli obblighi di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari di cui all'articolo 258 del medesimo decreto.

Articolo 11

Norme transitorie
1. In sede di prima applicazione del presente regolamento, l'obbligo di iscrizione all'Albo dei gestori ambientali di cui all'articolo 3 del presente decreto, si intende assolto con la presentazione alla sezione regionale o provinciale dell'Albo territorialmente competente della comunicazione effettuata ai sensi di quanto previsto dai commi 2 e 3 dell'articolo 3 medesimo.
2. L'iscrizione di cui al precedente comma 1 deve ritenersi validamente operante fino a che la competente sezione regionale o provinciale dell'Albo non adotti una formale pronuncia di iscrizione o di rigetto della domanda.
Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Allegato I

Schedario di carico e scarico dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche di cui al decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, conferiti ai distributori, agli installatori e ai gestori dei centri di assistenza tecnica delle stesse apparecchiature
(articolo 1, comma 3)
I A FRONTESPIZIO

SCHEDARIO DI CARICO E SCARICO
Conferimento di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, di cui al Dlgs 25 luglio 2005, n.151, ai distributori, agli installatori e ai gestori dei centri di assistenza tecnica delle stesse apparecchiature.

DISTRIBUTORE/INSTALLATORE/GESTORE CENTRO ASSISTENZA
TECNICA
:______________________________________________________________

Residenza o domicilio:
_____________________________________________________
Comune                               via                                         n.
Codice Fiscale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

Ubicazione dell’esercizio
__________________________________________________
Comune                                 via                               n.

Eventuale luogo di raggruppamento diverso dal punto vendita (solo per i distributori)
______________________________________________________________________
Comune                              via                     n.

TIPOLOGIA DI RAEE GESTITI         DOMESTICI                       PROFESSIONALI

Iscrizione all’Albo dei gestori ambientali, Sezione di …….……………..……n. ……………

I B

CARATTERISTICHE DEL RIFIUTO:


Descrizione per tipologie di cui all’allegato IB del decreto legislativo n. 151 del
2005__________________________________ _______________________

Codice Elenco rifiuti _ _ _ _ _ _

Data di presa in consegna:

Conferito da:
______________________________________________________________
cognome                                              nome
_________________________________________________________________
indirizzo


Data e ora di trasporto dal punto vendita al luogo di raggruppamento (da compilarsi solo dai distributori in caso di raggruppamento effettuato in luogo diverso dal punto di vendita):


data__________________ora:_________


Estremi del documento di trasporto al centro di raccolta (per i Raee domestici):


Num:___________ del __________


Estremi del documento di trasporto al’impianto autorizzato (per i Raee professionali):


Num:___________ del __________


Allegato II

Documento semplificato di trasporto dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche di cui al decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151
(articolo 2, comma 2)
DOCUMENTO DI TRASPORTO DEI RAEE
NUMERO________del_________
Numero schedario:

TIPOLOGIA DEI RAEE:     DOMESTICI        PROFESSIONALI ____________________________________________________________________

DISTRIBUTORE/INSTALLATORE/GESTORE CENTRO ASSISTENZA TECNICA:
__________________________________________________

Cod. Fisc. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

Estremi comunicazione Albo:
sede dell'attività
_____________________________________________________
Comune                                  via                                     n.

eventuale diverso luogo di raggruppamento dei Raee (solo per i distributori):


TRASPORTATORE DEL RIFIUTO:  ___________________________________________
Targa automezzo:

Cod. Fisc. _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Estremi comunicazione Albo:

-------------------------------------------------------------------------------------------------
UTENTE CHE CONFERISCE IL RIFIUTO (da compilarsi solo nel caso di ritiro dal domicilio dell’utente)
Nominativo:
Domicilio presso il quale è effettuato il ritiro del rifiuto:
_________________________________________________________________
Comune                                  via                                     n.

-------------------------------------------------------------------------------------------------

DESTINATARIO: _____________________________________________

_________________________________________________________________
Comune                                  via                                     n.

Responsabile del centro di raccolta (per i Raee
domestici)_______________________________________________
estremi autorizzazione centro di raccolta:

Responsabile dell’impianto autorizzato di destinazione (per i Raee
professionali)
_______________________________________________
estremi autorizzazione impianto di destinazione:


Annotazioni:_________________________________________________________
___________________________________________________________________
___________________________________________________________________

Caratteristiche del rifiuto:

Descrizione(1)_________________________________________________
Codice Elenco rifiuti_____________________________________________
Quantità(numero pezzi):

Descrizione(2)_________________________________________________
Codice Elenco rifiuti_____________________________________________
Quantità:

Descrizione(3)_________________________________________________
Codice Elenco rifiuti_____________________________________________
Quantità:

Descrizione(4)_________________________________________________
Codice Elenco rifiuti_____________________________________________
Quantità:

Descrizione(5)_________________________________________________
Codice Elenco rifiuti_____________________________________________
Quantità:

Descrizione(6)_________________________________________________
Codice Elenco rifiuti_____________________________________________
Quantità:

Annotazioni:_________________________________________________________
___________________________________________________________________

FIRMA DELL'UTENTE PRESSO IL CUI DOMICILIO È EFFETTUATO IL RITIRO
_________________________________________________________

FIRMA DEL DISTRIBUTORE/INSTALLATORE/GESTORE CENTRO ASSISTENZA TECNICA
_________________________________________________________

FIRMA DEL TRASPORTATORE
_________________________________________________________

FIRMA DEL DESTINATARIO
_________________________________________________________

Allegato III

Documento attestante la provenienza domestica dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche consegnati dagli installatori e dai gestori dei centri di assistenza tecnica ai centri di raccolta di cui all’art. 6, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151
(articolo 4, comma 2)
A) Ritiro dal domicilio del cliente
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ
(art. 47 Dpr n. 445/2000)

Il sottoscritto _____________________, installatore/gestore di centro di assistenza tecnica di apparecchiature elettriche ed elettroniche con sede in______________________________, partita Iva______________________, consapevole che le dichiarazioni mendaci sono punite ai sensi del Codice penale e delle leggi speciali vigenti in materia, dichiara che :
il giorno____________________
presso l’abitazione del Sig _________________________________________
ubicata in_________________________________ a_________________________
in occasione dello svolgimento della propria attività di istallazione/manutenzione/assistenza ha prelevato l'apparecchiatura elettrica ed elettronica fuori uso, accompagnata dal documento di Trasporto n__________ del _________


DATA

FIRMA DELL'INSTALLATORE/ GESTORE DEL CENTRO DI ASSISTENZA TECNICA

B) Ritiro presso il proprio esercizio
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ
(art. 47 Dpr n. 445/2000)

Il sottoscritto _____________________, installatore/gestore di centro di assistenza tecnica di apparecchiature elettriche ed elettroniche con sede in______________________________, partita Iva______________________, consapevole che le dichiarazioni mendaci sono punite ai sensi del Codice penale e delle leggi speciali vigenti in materia, dichiara che le apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso di cui al documento di Trasporto n__________ del _________ sono state conferite in occasione dello svolgimento della propria attività di istallazione/manutenzione/assistenza presso il proprio esercizio da clientela costituita esclusivamente da nuclei domestici

DATA
FIRMA DELL'INSTALLATORE/ GESTORE DEL CENTRO DI ASSISTENZA TECNICA

Scarica Zip

Il D.M. 8 marzo 2010, n. 65 introduce - a partire dal 18 giugno 2010 - un regime di gestione semplificato per i RAEE ritirati dai distributori, dai centri di assistenza tecnica e dagli installatori, ponendo le basi per il completamento del sistema di raccolta e recupero dei rifiuti tecnologici e per l'incremento delle quantità raccolte, riutilizzate e recuperate. Il nuovo testo si compone di 11 articoli e 3 allegati.

bidONEtoONE

è il software che consente di gestire lo schedario di carico e scarico (Allegato I), il documento semplificato di trasporto (Allegato II).

Il software si caratterizza per la facilità d'uso, la rapidità di compilazione e di stampa dei documenti richiesti dalla normativa.

Il software ha già precaricato l'archivio con i codici rifiuti. Tale archivio è aperto e l'utente può così aggiornarlo in maniera autonoma.

Consente di gestire più punti vendita sullo stesso pc.

Il software permette di compilare in modo guidato e corretto lo schedario di carico e scarico ad ogni ritiro nel punto vendita e di gestirne le movimentazioni successive. Permette inoltre di gestire l’emissione dei documenti di trasporto RAEE sia per il trasferimento dai luoghi di raggruppamento, sia per il ritiro al domicilio dei clienti.  

Sistri Decreto di proroga

Pubblicato da Lilino Albanese | 23:55

Il Ministero dell'Ambiente ha pubblicato sulla G.U. n. n. 161 del 13-07-2010 il DECRETO 9 luglio 2010 "Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009, recante l'istituzione del sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009.
 
Il Ministero dell'Ambiente ha pubblicato sulla G.U. n. n. 161 del 13-07-2010 il DECRETO 9 luglio 2010 "Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009, recante l'istituzione del sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti, ai sensi dell'articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell'articolo 14-bis del decreto-legge n. 78 del 2009, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 102 del 2009.
Il Decreto entra in vigore il 14 luglio 2010.

Art 1.
Operativita' del sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti - SISTRI

1. I termini di cui agli articoli 1, commi 1 e 4, e 2 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 relativi all'operativita' del SISTRI, sono prorogati al 1° ottobre 2010.

2. Il termine, previsto nell'Allegato IA del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, punto 5. «Procedura di ritiro», per il completamento della distribuzione dei dispositivi USB e l'installazione delle black box e' prorogato al 12 settembre 2010.

3. Il termine di trenta giorni previsto all'Allegato IB del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, punto 1. «Individuazione delle officine autorizzate all'installazione delle black box», per la presentazione delle domande di autorizzazione all'installazione delle black box da parte delle imprese in possesso dei requisiti previsti nel citato Allegato IB del decreto ministeriale 17 dicembre 2009, che espletano l'attivita' di autoriparazione nel settore elettrauto, e'
soppresso. I corsi di formazione avranno luogo nelle date indicate sul Portale SISTRI, in numero di due per ciascun anno solare a decorrere dal 2011. Per l'anno 2010, fatta salva la validita' del corso di formazione gia' tenuto alla data di entrata in vigore del presente decreto, ha luogo un ulteriore corso di formazione. Le modalita' di presentazione delle domande di autorizzazione all'installazione delle black box e la procedura per il rilascio delle autorizzazioni predette sono regolate dalle norme contenute nel medesimo Allegato IB del decreto ministeriale 17 dicembre 2009.

Art 2-9 (omissis)

Art.10
Entrata in vigore
1.omissis.

2. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.