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manutenzioni senza rischi

Pubblicato da Lilino Albanese | 16:36

Era un giorno di luglio del 1988, la piattaforma petrolifera Piper Alpha, nel Mare del Nord, si trasformò in un inferno nel giro di pochi secondi: 167 lavoratori persero la vita in uno dei più gravi incidenti di questo tipo mai verificatisi.

Le cause di questa spaventosa tragedia ?

Fu accertata una carenza nei sistemi di autorizzazione al funzionamento dell'isolamento dell'impianto: due elementi cruciali per lo svolgimento della manutenzione in condizioni di sicurezza.

La Piper Alpha rappresenta naturalmente un caso estremo, ma dimostra che dall'assenza di un adeguato coordinamento della manutenzione possono scaturire conseguenze catastrofiche.

Si potrebbero ricordare episodi analoghi per ogni settore industriale.

La cronaca dell'incendio alla ThyssenKrupp di Torino del dicembre 2007 (in cui persero la vita sette operai), o la tragedia nei cantieri della Mecnavi nel Porto di Ravenna dove nel marzo 1987 si verificò uno dei più tragici incidenti sul lavoro della storia recente del Paese: 13 operai morirono asfissiati nella pancia della nave gasiera “Elisabetta Montanari”, fino ai più recenti incidenti mortali (aprile 2010), come quello dell'operaio della centrale ENEL di Civitavecchia (terzo decesso in quattro anni), evocano gli stessi scenari: in molti, troppi casi, incidenti e danni alla salute dei lavoratori si verificano non per fatalità, ma perché non è stata compiuta un'adeguata valutazione dei rischi, oppure perché la manutenzione è stata trascurata, per mesi o addirittura per anni prima dell'incidente.

La manutenzione stessa, tuttavia, è un'attività ad alto rischio: si stima che il 1015 per cento degli incidenti mortali sul lavoro e il 1520 per cento di tutti gli incidenti siano ad essa collegati. 

In alcuni settori, più di metà di tutti gli incidenti sono legati alla manutenzione.

Come tutti sanno la manutenzione presenta due modalità:     

  1. manutenzione correttiva (interventi in caso di guasto);
  2. manutenzione preventiva (prevenzione di guasti, di solito per mezzo di un'azione pianificata e prevista).

Gli studi e le statistiche indicano che la gran maggioranza degli incidenti avviene nel corso della prima. 

La manutenzione, quindi, si deve effettuare in condizioni di sicurezza, garantendo una protezione adeguata ai lavoratori che la svolgono e alle altre persone presenti nell'ambiente di lavoro.

Per tali motivi l'Agenzia di Bilbao (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, costituita dal Consiglio Europeo il 18 luglio 1994), sta divulgando i propri suggerimenti in materia di manutenzione sicura ed ha dedicato a questo tema la campagna 20102011 “Ambienti di lavoro sani e sicuri”.

L'Agenzia sottolinea che, mentre da un settore industriale all'altro (per esempio, a seconda del tipo di macchinari impiegati) i dettagli specifici variano, si possono indicare i principi comuni di una manutenzione adeguata, validi in tutti i diversi ambienti di lavoro.

Tra i principi delineati si annovera l'esigenza di iniziare da una pianificazione corretta, estesa agli aspetti della sicurezza e della salute, e di seguire poi un approccio strutturato, basato sulla valutazione dei rischi; in tale contesto, è necessario definire chiaramente ruoli e responsabilità degli addetti alla manutenzione, seguire orientamenti precisi, fornire un adeguato livello di formazione e attrezzature adeguate, coinvolgere direttamente i lavoratori nel processo di gestione ed instaurare un sistema di controlli regolari per garantire che il lavoro venga svolto correttamente e che non si producano nuovi rischi.

E' essenziale concepire la manutenzione come un processo da gestire in maniera sistematica.

La campagna dell'Agenzia di Bilbao ha visto il suo lancio ufficiale il 28 aprile 2010, in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e proseguirà durante le Settimane europee nel mese di ottobre del 2010 e del 2011.

Il 28 luglio scorso, la Camera (329 voti a favore e 275 contro), ha votato la fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, del Decreto legge 78/2010 "Recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica”, la c.d. “Manovra economica".

Tra le tante modifiche è stata approvata (Art. 8, comma 12) la proroga (anche per le aziende private) della Valutazione dei Rischi da STRESS LAVOROCORRELATO al 31/12/2010 (prima il termine era 31/07/2010), parificandola a quella della Pubblica Amministrazione. Sempre nello stesso comma, inoltre, è prevista un’ulteriore proroga di 12 mesi per l'emanazione dei Decreti Attuativi relativi a buona parte della Pubblica Amministrazione, quali Forze Armate, Università, Scuole, ecc., indicate all’art. 3 del D.Lgs. 81/08, già più volte rinviati, continuando, quindi, a dover applicare le norme del vecchio D.Lgs. 626/94.
L'entrata in vigore effettiva della proroga dell'obbligo di effettuare la valutazione dei rischi "Stress da Lavoro-correlati" per tutte le aziende, è avvenuta il 1° agosto 2010, dopo la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla G.U. del Decreto legge n. 78/2010 stesso, nella versione approvata dal Parlamento.

Il Decreto-Legge 78/2010 con le modifiche del maxiemendamento del Governo (convertito con Legge 30 luglio 2010, n. 122) , peggiora la Tutela dell'Ambiente e della Salute e Sicurezza e inficia l'art. 41 della COSTITUZIONE, introducendo la Segnalazione Certificata Inizio Attività (SCIA).

Il comma 4/bis dell'art. 49, infatti, sostituisce integralmente l'art. 19, della Legge 241/1990 «Dichiarazione di inizio attività», con l'intento di liberalizzare e semplificare l'attività amministrativa d'impresa.

Il nuovo articolo 19 prevede, quindi, una «Segnalazione Certificata di Inizio Attività» (SCIA), sostitutiva di ogni autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per l’iscrizione in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale. Ai sensi del comma 2 del nuovo articolo 19, l'attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all'amministrazione competente.

L'applicazione della nuova disciplina è subordinata alle seguenti condizioni:

 che il rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, con la sola esclusione degli atti imposti dalla normativa comunitaria;
 che non si tratti di casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali o di atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione delle finanze, nonché di quelli imposti dalla normativa comunitaria;

 che non si versi nelle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria.

A fronte di tutto questo l’Amministrazione Pubblica, può solo adottare, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti ed entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della SCIA, motivati provvedimenti di divieto alla prosecuzione dell'attività, con l'ordine di rimozione di possibili effetti dannosi.

L'amministrazione ha altresì facoltà di concedere all'interessato una possibilità di porre rimedio, fissando un termine non inferiore a 30 giorni entro il quale provvedere a conformare l'attività ed i suoi effetti alla normativa vigente.

Poiché il comma 4/ter dell'art. 49 della Manovra, afferma che le espressioni: «Segnalazione certificata di inizio di attività» e «Scia» sostituiscono, rispettivamente, le espressioni: «Dichiarazione di inizio di attività» e «Dia», ovunque ricorrano, ed inoltre il medesimo comma prevede l'abrogazione della normativa statale o regionale difforme, andrebbe chiarito se ciò valga anche per le discipline speciali, quale quella relativa alla denuncia d'inizio di attività edilizia, disciplinata dagli articoli 22 e 23 del D.P.R. 380/2001.

Ancora una volta, di fronte ad una legge di questo Governo, c’è l’esigenza di seri chiarimenti per dirimere grossi e motivati dubbi.


near miss 2010

D lgs 106

Pubblicato da Lilino Albanese | 15:59

Come oramai tutti sanno, il 3 agosto 2009 è stato varato il D.Lgs. 106 che va a modificare in parte sia il testo dei 306 articoli, sia dei 51 allegati del D.Lgs. 81/2008, il c.d. “Testo Unico” su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il D.Lgs. 106/2009 è entrato in vigore il 20/08/2009 e le modifiche in esso contenute sono diventate a tutti gli effetti ufficiali, conseguente-mente andando a riformu-lare Testo ed Allegati del suddetto D.Lgs. 81/2008.

Non dovevano esserci particolari innovazioni o modifiche strutturali, per-chè ci si doveva attenere ai principi ed ai criteri stabiliti dal Parlamento quando emanò la Legge-delega n.123 il 3 agosto 2007, ma in alcuni casi non solo vi sono state vere e proprie modifiche, ma in molti di questi casi – a nostro parere - sono peggiorative per i lavoratori ed i loro rappresentanti.

Sicuramente dalla prima stesura presentata in Parlamento nel Marzo 2009, il D.Lgs. 106 è notevol-mente cambiato, soprat-tutto grazie al parere ne-gativo che diede da subito la Conferenza Stato-Regioni-Province autono-me di Trento-Bolzano, ma anche dalle innumerevoli modifiche e proposte per-venute dalle organizzazioni sindacali sia dei lavora-tori che da quelle imprenditoriali, oltre alle propo-ste di modifiche tecnico-scientifiche pervenute al Governo dalle Associazioni del settore e da giuristi. 

Tali proposte sono state recepite in parte dal Governo lasciando abbastanza perplessi sul risultato un po' tutti, ma in particolare i sindacati confederali (anche se non tutti allo stesso modo), i RLS/RLST ma soprattutto i lavoratori.

Come molti osservatori specializzati hanno ecce-pito il nuovo D.Lgs. 81/2008, con queste mo-difiche, presenta sicura-mente elementi di positività, in molti casi hanno contribuito a specificare meglio alcune questioni, a sanare errori di trascrizio-ne e di impostazione gra-fica che in qualche caso potevano creare ulteriori disguidi, ma purtroppo in molti casi vi sono elemen-ti di forte negatività, addirittura di peggioramento dalla prima stesura del 2008, in particolare per quanto riguarda le sanzioni che in molti casi sono state diminuite o trasfor-mate da detentive a pecu-niarie o addirittura met-tendo in alternativa la sanzione economica con quella detentiva, tra l'altro con richieste di esborsi semplicemente ridicoli in rapporto al reato commesso. 

E' evidente che un imprenditore se posto di fronte alla scelta di un esborso di €. 1.000 o an-che €. 5.000 e la pena detentiva di 3-4 o 6 mesi, penso che la scelta non sia difficile da fare. Cosa diversa potrebbe essere se in alternativa a tale pena detentiva vi fosse una sanzione economica di 30.000, 50.000 euro e se recidivo: solo la detenzione.

Come solitamente acca-de, non ci stancheremo mai di ripeterlo, si fanno tanti bei propositi sulle varie questioni per la tute-la della salute e della si-curezza in tutti i luoghi di lavoro, ma poi quando è tempo di mettere in pratica tali propositi non sem-pre si è coerenti, tranne poi scandalizzarci ed ar-rabiarci nel momento in cui succedono infortuni gravi o addirittura morta-li, in particolare se – co-me accade in molti casi - sarebbe bastato fare ri-spettare i semplici accor-gimenti derivanti dalle leggi in vigore.

Per dare comunque un supporto formativo/informativo la CdLT-CGIL di Ferrara e l'Uf-icio Ambiente e Sicu-rezza, stanno preparando due documenti inerenti il D.Lgs. 81/2008 modifica-to (Testo e Allegati) per pubblicarli poi nel sito della CGIL di Ferrara (www.cgilfe.it – ).

Ma non solo, infatti, sempre per fare conoscere meglio le nuove disposi-zione del D.Lgs. 81/2008, si sta anche organizzando momenti seminariali, che in prima battuta coinvol-geranno le categorie della CGIL, ma successivamente dovranno interes-sare sicuramente i RLS/RLST e - se sarà possibile - anche il maggior numero di lavoratori.

Un'importante iniziativa editoriale, in questo senso, arriva dal mensile di formazione e informazione per la sicurezza sul lavoro “2087-RLS” edizioni EditCoop,  un cofanetto contenente due volumi (Testo e Allegati) ed un CD sul D.Lgs. 81/2008 così come modificato dal D.Lgs. 106/2009.

near miss ferrara

Near Miss cgil Ferrara

Pubblicato da Lilino Albanese | 15:51

Sarebbe interessante capire perché nello stabilimento napoletano della Fiat di Pomigliano d’Arco era necessario, o per meglio dire, era “l’unica via possibile”, firmare un accordo sepa-rato, contro la FIOM, mentre altre opzioni pos-sibili non sono state prese in considerazione, oltre che dalla Fiat, nemmeno (del resto, non poteva es-sere altrimenti) dagli altri sindacati, men che meno dal Governo, a cui poco interessa quanto sia odio-so il modo con cui i lavo-ratori di Pomigliano sono stati costretti ad accettare quell’accordo. Anzi il Presidente del Consiglio ha dichiarato che essendo l'Italia un paese liberale e democratico, gli impren-ditori possono agire per il meglio dell’azienda.

Ma davvero un sindacato può ritenere che l'unica via possibile per sperare di salvare l'oc-cupazione, è rinunciare a diritti del Contratto e della Costituzione, come hanno fatto Fim-CISL,Uilm-UIL insieme all’UGL (sindacato noto-riamente “dedito alla sal-vaguardia degli interessi dei lavoratori e in parti-colare, degli operai”, ve-nendo - giustamente - da una tradizione come quel-la della CISNAL, ex sin-dacato legato ai fascisti dell’MSI)?

La Fiat ha già comun-que deciso che alcuni tipi di auto saranno fabbricati in Serbia, dove i lavora-tori hanno meno diritti, non esiste sindacato con-federale, quindi condizio-ni ideali per Marchionne (non importa nemmeno andare in paesi lontani come la Cina, l’India o la Russia) per poter produrre molto, guadagnare molto ed a basso costo.

Mentre in Italia, dichia-ra Marchionne, la produttività è scarsa, alla Fiat di Pomigliano ci sono perio-di di produzione del 20%, (dichiara sempre Mar-chionne), magari perché i lavoratori si “permettono” anche di ammalarsi, di fare sciopero quando l’azienda non rispetta il contratto o i diritti acqui-siti, di andare in permesso sindacale o ancora peggio in “permesso legge 104” per sostenere familiari ammalati.

Quindi, accordo senza diritti a Pomigliano, tra-sferimento di produzione in paesi più “amichevoli” e redditizi, costituzione di una nuova azienda (newco) in cui traghettare solo i lavoratori che accet-teranno l'accordo separa-to, disdetta dei contratti, a partire dal CCNL, e fuori-uscita da Confindustria per non avere più nessun vincolo, sanzioni e licen-ziamenti per RSU e lavo-ratori "non allineati" ed esclusione pregiudiziale nei confronti della FIOM e della CGIL.

E qualche "sindacalista" vorrebbe trasferire questo accordo separato anche a Termini Imerese, e poi a quali e quante altre imprese ???

Tutto ciò senza avere ancora parlato del merito dell'accordo, che forse salverà l’occupazione, ma che farà regredire di 50 anni i lavoratori, minando diritti e dignità, scambiati con la promessa del man-tenimento del posto di lavoro, per potere mante-nere la propria famiglia in un territorio dove - a volte - l’alternativa ad un one-sto lavoro, non è solo un lavoro precario, la disoc-cupazione o il lavoro “nero”, ma è la criminali-tà organizzata.

near miss ferrara

Per situazione di cantiere “ sotto il minimo etico di sicurezza ” si intende quella situazione nella quale vi sia il riscontro di una “scarsa o nessuna osservanza” delle precauzioni contro i rischi gravi di infortunio, e coesistano due condizioni grave ed imminente pericolo di infortuni, direttamente riscontrato la situazione non sia sanabile con interventi facili ed immediati.

In questi casi, che costituiscono anche concorrenza sleale con le imprese che investono in sicurezza, è  richiesta l’applicazione degli strumenti repressivi in grado di produrre l’interruzione immediata dei lavori a rischio, vale a dire il sequestro preventivo a norma dell’art 321 del CPP oppure la prescrizione di cessazione immediata dell’attività a rischio a norma dell’art 20 comma 3 del D. Lgs 758/94.

A titolo esemplificativo si indicano alcune situazioni che, comunque, vanno sempre giudicate nella situazione reale di cantiere e utilizzando tutta la professionalità acquisita in anni di esperienza:

A Lavori in quota sopra i tre metri in totale assenza di opere provvisionali o con estese carenze di protezioni, non sanabili nell’immediatezza con interventi facilmente praticabili

B Lavori di scavo superiore al metro e mezzo, in trincea, o a fronte aperto ma con postazioni di lavoro a piè di scavo, senza alcun tipo di prevenzione (mancanza di studi geotecnici che indichino chiaramente la tenuta di quello scavo e assenza di puntellature, armature o simili) e con estensione tale da non permettere una facile ed immediata messa in sicurezza

C Lavori in quota su superfici “non portanti” (ad es. eternit) senza alcun tipo di protezione collettiva od individuale e non facilmente ed immediatamente sanabili

Nel 2009 gli infortuni denunciati nel settore delle Costruzioni sono diminuiti del 16,2% rispetto allo scorso anno e del 26,3% nel quinquennio 2005-2009.

Questi alcuni degli incoraggianti dati relativi agli infortuni nel comparto delle Costruzioni che emergono dal Rapporto dell’Inail sul lavoro e le malattie professionali nel 2009.

I numeri mostrano una consistente diminuzione del fenomeno degli infortuni sul lavoro nel settore, che risalta ancora di più se confrontato con i dati complessivi degli infortuni sul lavoro che nel 2009 hanno registrato un calo più contenuto pari al 9,7 per cento rispetto all’anno precedente e al 16% nel quinquennio 2005-2009.

Si tratta nel 93,4% dei casi di infortuni occorsi in occasione di lavoro, di rischio, quindi, strettamente connesso all’attività lavorativa svolta dall’infortunato al momento del verificarsi dell’evento lesivo. Solo nel restante 6,6% dei casi gli infortuni avvengono in itinere ovvero nel tragitto casa-lavoro-casa.

Gli infortuni mortali sono stati 218 nel 2009, -1,4% rispetto all’anno precedente e -25,6% nell’ultimo quinquennio. Di questi l’84,4% sono occorsi in occasione di lavoro: più alta quindi la quota degli infortuni mortali avvenuti in itinere rispetto a quella degli infortuni nel complesso (15,6% gli infortuni mortali in itinere, 6,6% il complesso degli infortuni in itinere).

La “Casa del Welfare” torna al Meeting di Rimini. Anche quest’anno, sull’onda dell’interesse suscitato presso il pubblico nella scorsa edizione, il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha voluto confermare la sua presenza insieme a quella di Inail, Inps e Inpdap per dare informazioni e promuovere i servizi offerti dall’amministrazione, a cominciare dagli interventi per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. E quale migliore appuntamento per raggiungere un vasto pubblico fatto di giovani e famiglie se non il Meeting di Rimini, in programma dal 22 al 28 agosto 2010, che ogni anno attrae centinaia di migliaia di persone.

Nella “Casa del Welfare” chiunque vorrà potrà trovare in un solo posto tutte le informazioni in materia di lavoro, previdenza e assistenza. L’importanza del Meeting come luogo ideale per trasferire ai cittadini un messaggio di trasparenza e semplificazione è testimoniata anche dalla volontà del Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, di presenziare alla XXXI edizione dell’importante appuntamento estivo.

L’Amministrazione e gli enti saranno quindi presenti in un unico stand che rappresenta il prototipo della “Casa del Welfare”, ma senza perdere la propria identità che sarà riconoscibile dal pubblico attraverso il mantenimento dei loghi istituzionali nelle intestazioni dello stand.

I servizi offerti daranno la possibilità di avere informazioni sugli estratti conti contributivi dei lavoratori pubblici e privati, le novità in materia di pensioni, la cultura della sicurezza rivolta ai lavoratori, ai datori di lavoro e agli studenti.

I cittadini potranno acquisire direttamente informazioni e documentazione ‘elettronica’ attraverso i servizi telematici disponibili presso lo stand, in linea con i principi di trasparenza e di risparmio dei costi.

Il Ministero del Lavoro, inoltre, in occasione del Meeting, distribuirà i 4 piani siglati dal ministro Sacconi con diversi ministeri in materia di donne, integrazione, giovani e lavoro.

All’interno della newsletter troverete anche approfondimenti sulla sicurezza sul lavoro nel settore dell’edilizia e i più recenti dati Inail in materia.


Newsletter "Sicurezza e prevenzione"

"Sicurezza e Prevenzione" è una newsletter dedicata al tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Realizzata da questo Ministero in collaborazione con il Sole 24 Ore, la newsletter ha una cadenza mensile e propone notizie, approfondimenti e interviste allo scopo di informare i cittadini rispetto alle novità legislative e alle iniziative del Ministero, fornire dati e analisi sul fenomeno infortunistico, diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro presso le aziende, i lavoratori, le associazioni di categoria e tutti gli operatori del mondo del lavoro.