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E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm
Pubblicato da Lilino Albanese | 12:19

Due operai edili sono caduti da un ponteggio impiegato per il getto del
calcestruzzo a causa della rottura di
una tavola del piano di calpestio.
Uno dei due ha perso la vita, l’altro è
rimasto gravemente ferito.
I due operai stavano lavorando su una
casa plurifamiliare ed erano impegnati nel
getto del calcestruzzo stando su un ponteggio
a mensole, fissato a una casseratura
del muro a 2,75 m sopra il terreno. Il
piano di calpestio era formato da tavole.
Improvvisamente, una di queste si è spezzata
in due sotto il peso dei due uomini
facendoli precipitare a terra. Nello schianto
uno dei due è morto sul posto, mentre
il secondo ha riportato gravi lesioni.
Nessun intervento nonostante
carenze evidenti
Già al momento di montare il piano di
calpestio il caposquadra aveva notato
che da una delle tavole usate precedentemente
era stato segato un pezzo di
grandi dimensioni (foto 3). In quel punto
l’asse non era più larga come prima e
quindi il legno non poteva reggere il peso
dei due uomini. Nonostante questa evidente
carenza gli operai hanno comunque
iniziato a lavorare. Un errore fatale
che è costato la vita a una persona. Sarebbero
bastati cinque minuti per sostituire
la tavola danneggiata.
Scarsa cultura della sicurezza
in azienda
Il ponteggio ha mostrato inoltre ulteriori
carenze a livello di sicurezza. Mancava
del tutto la protezione laterale (parapetto
a tre elementi), necessaria quando si
lavora a questa altezza (foto 1). In questo
caso non solo sono stati sottovalutati i
rischi, ma sono state anche violate le
disposizioni dell’Ordinanza sui lavori di
costruzione. Le condizioni di lavoro nel
cantiere indicano chiaramente che in
azienda mancava una cultura della sicurezza.

Voi e i vostri collaboratori sapete quali sono i pericoli connessi all’uso dei big bag?

L’impiego dei contenitori flessibili (FIBC), i cosiddetti big bag, è fortemente aumentato negli ultimi anni. Pochi tuttavia conoscono i pericoli connessi al loro uso e le misure di sicurezza da adottare.

Pericoli principali:

■ caduta di un big bag
■ esplosioni durante le operazioni di travaso di materiali sfusi combustibili causate da scariche elettrostatiche
■ malattie dovute a materiali sfusi dannosi per la salute

Con la presente lista di controllo potete individuare meglio queste situazioni di pericolo.

scarica check list

E' l'intervento formativo "più ampio e diffuso mai realizzato sul territorio per le scuole sui temi della sicurezza e della salute" dice Michele Scarrone, direttore della formazione e politiche del lavoro della Provincia di Genova, l'ente che l' ha approvato e finanziato con oltre 700.000 euro nell'ambito del Piano regionale straordinario di formazione per promuovere la cultura della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il piano attiverà  più  di 500 corsi di formazione per sensibilizzare dirigenti scolastici, insegnanti
e studenti di 100 scuole, dalle elementari alle superiori, su tutto il territorio provinciale alla cultura della salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. 

I corsi inizieranno entro il prossimo dicembre e saranno direttamente gli istituti scolastici a organizzare e informare i partecipanti. Complessivamente saranno realizzati 520 corsi brevi che coinvolgeranno almeno 13.000 docenti e studenti, per un totale di 5.000 ore di formazione nell'arco di due anni scolastici.

fonte genovapress.it

La legge 30 luglio 2010, n. 122, di conversione con modificazione del D.L. 78/2010, attribuisce all'INAIL le funzioni svolte in passato da parte dell'ISPESL e dell'IPSEMA.

Nell'attesa dell'emanazione dei previsti decreti interministeriali non regolamentari al riguardo, cui farà seguito, fra l'altro, anche la ripubblicazione dei contenuti dei siti internet nel portale www.inail.it, l'utenza potrà continuare a consultare le informazioni online ai precedenti indirizzi internet.

SICUREZZA SUL LAVORO IN AGRICOLTURA E NEGLI ALLEVAMENTI ZOOTECNICI

Regione Emilia e Romagna

CONVEGNO
IL  SISTEMA SEMPLIFICATO DI GESTIONE DELLA SICUREZZA DEL LAVORO (SGSL)  PER LE AZIENDE DI TRASFORMAZIONE AGRICOLA
 
LA METODOLOGIA  ORIGINALE PROPOSTA DA CIPRAL

Gli eventi saranno presentati nelle province di:

Modena, Fondazione Marco Biagi.  22 Ottobre 2010, ore 9.30-13.00
Reggio Emilia, Facoltà di Scienze della  Comunicazione e dell’Economia, Caserma Zucchi 22 Ottobre 2010, ore 14.30-17.30
Bologna, Sale ex consiglio regionale.  26 Ottobre 2010, ore 9.30-13.00
Forlì, Camera di Commercio,  3 Novembre 2010, ore  14.30-17.30

Nel 2020 una delle maggiori cause da assenza dal lavoro sarà lo stress. Lo dimostra uno studio presentato nel corso della recente conferenza internazionale Ioha, a Roma organizzata dall'Associazione italiana degli igienisti industriali (Aidii), insieme a INAIL ed ex Ispesl. Un dato confermato anche dall'Organizzazione mondiale della sanità. "Sono tutte cause correlate allo stress per inattività lavorativa", ha spiegato  Giovanni Battista Bartolucci, professore ordinario di Medicina del lavoro all'università di Padova, "dovute soprattutto al tipo di mansioni, ai conflitti con colleghi e superiori, al carico lavorativo e a cause multifattoriali legata al vissuto della persona". 

Come ha illustrato ancora Bartolucci, "il problema principale è  legato all'organizzazione del lavoro, alla capacita del management aziendale di garantire le condizioni ottimali per tutti i lavoratori e di favorire la reale collaborazione. Tra le più diffuse "patologie" legate allo stress, oltre al mobbing c'e la sindrome da burnout, che colpisce chi esercita professioni d'aiuto, come medici e paramedici negli ospedali, quando non riescono a soddisfare appieno le richieste dell'utente, per cui finiscono per estraniarsi".

Quanto alla salute nei luoghi di lavoro, come denuncia Domenico Cavallo, vicepredente Aidii, "le persone, tra ufficio e casa, trascorrono il 90% del tempo in ambienti confinati e solo il 10% all'aperto. Eppure, mentre viene monitorato l'ambiente di vita esterno, anche con blocchi del traffico, si trascura quello interno, più a rischio, perché dato dalla somma dell'aria esterna "arricchita" da altri fattori in ambienti confinanti".
I rischi "da ufficio". L'ufficio più essere, per alcuni aspetti, un luogo carico di insidie. Tra i rischi più comuni, sempre secondo Cavallo, anche "i toner delle stampanti (vanno manipolati da esperti e in ambienti ben ventilati), gli inchiostri, i sistemi di digitalizzazione delle immagini, i rivestimenti degli immobili. Meglio destinare ambienti dedicati per stampanti e fotocopiatrici, far rispettare il divieto di fumare, usare materiali e macchinari certificati, utilizzare luci indirette, ossia con portalampade schermati, che non abbiano cioè la lampadina scoperta", sostiene l'esperto.

I sintomi rivelatori. Ma come si manifesta il malessere al lavoro? Irritazione degli occhi, raucedine, stanchezza fisica, difficoltà di concentrazione sono alcuni dei segnali rivelatori. "Un insieme di sintomi aspecifici", precisa ancora il vicepresidente Aidii, "denominati "sick building syndrome", ossia sindrome dell'edificio malato, riscontrata almeno nel 60% degli occupanti". Esistono, inoltre, anche le febbri per scarsa manutenzione dell'impianto di condizionamento, oppure la classica "legionellosi", ossia "la malattia del legionario", dovuta allo sviluppo di un batterio gram-negativo nel condizionatore che viene diffuso provocando una polmonite batterica difficile da diagnosticare e da curare".

Da qui un sistema di regole - analizzato nel corso della conferenza - da seguire per una corretta salute all'interno di ogni ambiente domestico (e, dunque, valido anche per gli uffici): far ricambiare giornalmente l'aria durante le pulizie - anche quando fa molto freddo - e usare sistemi di aspirazione con filtri ad alta efficacia, per non reimmetere  nell'ambiente le particelle depositate sulle superfici.

fonte inail

Da nuove ricerche pubblicate dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (EU-OSHA) emerge che i regimi di incentivazione economica che incoraggiano le imprese a investire nella prevenzione dei rischi sono una soluzione vantaggiosa sotto il profilo dei costi per i governi impegnati a ridurre il numero di infortuni e malattie professionali. La relazione dell'EU-OSHA sugli incentivi economici è stata presentata nel corso di una conferenza dell'International Occupational Hygiene Association (IOHA) sul tema della salute, del lavoro e della responsabilità sociale svoltasi a Roma il 29 settembre 2010.

Molti Stati membri dell'UE offrono già vari tipi di incentivi finanziari per le imprese che investono nella sicurezza dei propri dipendenti. Gli incentivi comprendono riduzioni dei premi assicurativi, sovvenzioni e sussidi statali, agevolazioni fiscali e termini preferenziali per i prestiti bancari per le imprese più virtuose.

Tre dei quattordici studi di casi inclusi nel progetto hanno fornito dati sufficienti per condurre un'analisi di costi e benefici. Da tutti e tre è risultato un rendimento positivo, compreso tra 1,01 e 4,81 euro di utile per ogni euro investito. I criteri quantitativi riguardavano i tassi di infortuni, le assenze per malattia e il miglioramento generale delle condizioni di lavoro.
Per esempio, un piano di incentivi introdotto in Germania nel settore della macelleria nel 2002 ha portato a una diminuzione del 28% degli infortuni gravi nel corso dei successivi sei anni rispetto a una diminuzione del 16% nell'intero settore. Nel complesso ciò significa che si sono verificati circa 1000 infortuni in meno ogni anno nelle imprese che hanno usufruito degli incentivi.
Secondo il direttore dell'EU-OSHA Jukka Takala, “il progetto sugli incentivi economici ha già incoraggiato vari Stati membri dell'UE a trarre reciproco insegnamento e a scambiarsi le migliori prassi per la definizione di regimi di incentivazione. Nel complesso, la relazione dimostra che gli incentivi economici possono essere efficaci in tutti gli Stati membri, a prescindere dalle ampie differenze esistenti in termini di sistemi di sicurezza sociale e di assicurazione contro gli infortuni."
A seguito del progetto, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro italiano (INAIL) ha creato un nuovo regime di incentivazione che tiene conto delle esperienze e delle migliori prassi di altri paesi e, pertanto, è basato sulle migliori conoscenze disponibili a livello internazionale. Con una dotazione di oltre 60 milioni di euro, il regime dell'INAIL è rivolto in particolare alle piccole e medie imprese e, secondo le stime degli esperti, potrebbe comportare un beneficio quantificabile in 180 milioni di euro a livello sociale.

La nuova relazione dell'EU-OSHA riflette un crescente interesse verso gli incentivi economici quale mezzo per motivare le organizzazioni a investire nella salute e nella sicurezza sul luogo di lavoro. Viene riconosciuto sempre più che l'applicazione di norme non è di per sé sufficiente se l'UE vuole raggiungere l'obiettivo di una riduzione del 25% degli infortuni sul lavoro, fissato nella strategia dell'UE per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

La relazione dell'EU-OSHA comprende una rassegna delle ricerche esistenti sugli incentivi economici, una descrizione delle politiche dei vari Stati membri dell'UE in materia di regimi di incentivazione e una raccolta di studi di casi che illustrano in quale modo gli incentivi sono stati utilizzati in diversi paesi europei e in una grande varietà di settori. La relazione valuta l'efficacia dei vari regimi di incentivazione e individua alcuni fattori di successo.

La relazione e un bollettino in 22 lingue sono disponibili sul nuovo portale Internet dedicato agli incentivi economici: http://osha.europa.eu/en/topics/economic-incentives

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Link:
Relazione completa "Incentivi economici per migliorare la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro: un'analisi in una prospettiva europea"
Bollettino (disponibile in 22 lingue)
"Incentivi economici" in sintesi