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Il 25 gennaio 2011 è stato sottoscritto presso la sede del Cpt di Salerno un protocollo d’intesa con l’Associazione Associttadino di Battipaglia con l’obiettivo di avviare azioni concrete per diffondere, promuovere e migliorare la cultura della prevenzione in tema di sicurezza sul lavoro.

L’accordo prevede la collaborazione nella formazione dei datori di lavoro e dei loro dipendenti nonché di tutti coloro che sono preposti alla sicurezza, attraverso corsi di formazione, di aggiornamento e di perfezionamento, seminari, incontri, ecc.; - la realizzazione di materiale didattico, nonché manuali teorico-pratici riguardanti le tematiche della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro; - la promozione di campagne comuni di informazione di tutela della salute; - la progettazione e realizzazione di azioni comuni in materia formativa; -la realizzazione di specifiche campagne; - la raccolta e diffusione delle informazioni ed ogni attività utile al perseguimento degli scopi istituzionali comuni alle parti che sottoscrivono il presente accordo. Il protocollo è stato sottoscritto dal Presidente Michele Allegretti e dal vice Presidente Luigi Adinolfi in rappresentanza del Comitato di Presidenza del CPT e dal Presidente dell’Associazione Associttadino Carmine Carbone.

Sul posto di lavoro i carichi di tensione sono, spesso, all'ordine del giorno. Turni troppo lunghi, dissidi con i colleghi, ansia da prestazione, mettono a rischio il benessere dell'ufficio. Ora, però, le aziende saranno obbligate per legge a misurare il livello di stress dei propri dipendenti. Lo dice la circolare del 18 novembre 2010 del ministero del Lavoro, in cui sono contenute le linee guida necessarie per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato, così come previsto dal Testo unico 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro.

Il nuovo documento obbliga le imprese da gennaio 2011, a rivedere il Documento di valutazione del rischio e definisce i principi e le procedure per valutare le cause dello stress. Anche l'INAIL ha partecipato attivamente alla stesura del testo. Esperti dell'Istituto, tra cui due medici della Sovrintendenza, hanno fatto parte della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza del lavoro, che ha elaborato le indicazioni secondo i contenuti dell'Accordo europeo del 2004. Per l'Istituto, infatti,  queste patologie non sono una novità. Da tempo vengono compresi nella tutela assicurativa anche quei casi di patologie psichiche e psicosomatiche dovuti all' esposizione  a un evento "stressogeno"  acuto.

"Negli ultimi anni la problematica si è estesa alle situazioni patologiche che alcuni aspetti dell'organizzazione del lavoro possono avere su alcuni individui, che non sono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro", spiega Marta Clemente, dirigente della Sovrintendenza medica dell'Istituto. "In totale le denunce pervenute all'INAIL per questo tipo di disturbi sono circa 500 l'anno. Solo nel 10-15% dei casi, però, sono state ritenute malattie di origine professionale. "Trattandosi di patologie a origine multifattoriale, il percorso metodologico per l'accertamento del nesso causale tra condizione/rischio e malattia denunciata segue lo stesso iter accertativo previsto per le altre malattie professionali", continua Clemente, "e necessita di un atteggiamento rigoroso e obiettivo, che riguarda non solo l'inquadramento clinico della malattia, ma soprattutto l'identificazione oggettiva dell'esistenza di un'efficiente causa lavorativa psicostressante".

Alla luce delle nuove disposizioni la valutazione del rischio stress correlato è un obbligo a carico del datore di lavoro, che dopo aver consultato i rappresentati dei lavoratori per la sicurezza, deve pianificare un percorso di intervento che comprende l'identificazione di eventuali fattori di pericolo, programmare le soluzioni correttive e monitorarne nel tempo gli effetti. "La valutazione prende in esame non i singoli soggetti, ma gruppi omogenei di lavoratori che risultino esposti a rischi dello stesso tipo, secondo un'analisi che ogni datore di lavoro può autonomamente effettuare in ragione dell'organizzazione aziendale", aggiunge la dottoressa. "Possono essere, per esempio, i turnisti, i dipendenti di un determinato ufficio oppure chi svolge la medesima mansione".

Secondo le direttive del ministero va fatta una valutazione preliminare in cui vengono presi in esame gli indici infortunistici, le assenze per malattia, le lamentele dei dipendenti, ma anche gli orari di lavoro e le turnazioni. Se questa rivela situazioni di rischio, e se le misure adottate dal datore di lavoro risultano inefficaci, si procede a una seconda valutazione più approfondita, che prevede l'analisi della situazione organizzativa attraverso strumenti come i focus group, le interviste semistrutturate o i questionari. Nelle grandi aziende questo tipo di indagine può essere fatta su un campione rappresentativo di lavoratori.

"L'INAIL partecipa attivamente alla costruzione di una cultura della sicurezza al fine di migliorare la tutela della salute dei lavoratori principalmente attraverso l'attività di formazione e informazione ai lavoratori, ai datori di lavoro e alle altre figure coinvolte nel sistema", conclude Clemente. "Inoltre finanzia  progetti di ricerca scientifica e mette a disposizione per le piccole e medie imprese  fondi  per la prevenzione. E' molto interessante notare che le richieste per il finanziamento, pur riguardando a tutt'oggi per la maggior parte l'acquisto di attrezzature, vede un 20% finalizzato all'adozione di modelli organizzativi responsabili e un restante 6% per la formazione. Questi ultimi due dati sembrano far emergere la consapevolezza anche da parte datoriale dell'importanza di una buona organizzazione del lavoro e della consapevolezza dei rischi. Vuol dire che le aziende stanno realmente introiettando la cultura della sicurezza".

(ec/roma)

Con l’art. 1 della legge finanziaria N. 24 dicembre 2007, il Governo Prodi istituì un fondo vittime amianto.; per le procedure e le modalità di erogazione del fondo, la stessa legge finanziaria rimandava ad un decreto attuativo da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, cioè entro marzo 2008. Nel frattempo, come sappiamo, cambiò il Governo, e si attese più di tre anni per dare seguito a tale provvedimento. Il 7 dicembre scorso il Senato aveva invitato  all’unanimità per la terza volta il Ministro del lavoro e il Governo ad intervenire il più rapidamente possibile nell’emanazione del regolamento per avviare il fondo a favore delle vittime dell’amianto. Il 13 gennaio 2011 è stato finalmente emanato il decreto attuativo recante la disciplina dell’organizzazione, del finanziamento  e del comitato amministratore del fondo per le vittime dell’amianto, nonché delle procedure e delle modalità di erogazione delle prestazioni del fondo stesso.

Da una prima lettura (in attesa delle circolari esplicative) si evince quanto segue:
  • Hanno diritto alle prestazioni aggiuntive del fondo i titolari di rendita Inail (anche unificata con altri danni) che hanno contratto patologie asbesto correlate per esposizioni all’amianto e alla fibra “Fiberfrax” riconosciute dall’Inail e dall’Ipsema, nonché gli eredi ai sensi dell’art.85 del T.u. 1124/65 e successive.
  • Al comma 2 dell’art.2 si precisa che la prestazione aggiuntiva è erogata d’ufficio dall’Inail mediante due acconti ed un conguaglio.
  • A decorrere dal 2011 la misura del primo acconto è pari al 10% dell’importo del rateo di rendita. Il secondo acconto è erogato entro il 30 giugno del 2012 ed il relativo conguaglio entro il 31/12/2012. Le percentuali relative al secondo acconto ed al conguaglio saranno determinate successivamente.
  • Per quanto riguarda il saldo per gli anni 2008 e 2009 il quantum sarà pari al 20% della rendita e sarà messo in pagamento entro il 31/12/2011. Per l’anno 2010 l’erogazione della prestazione aggiuntiva sarà pari al 15% della rendita ed il relativo pagamento avverrà entro il 30 giugno 2012.
Non va inoltre sottaciuto che sono esclusi dal beneficio tutti i riconoscimenti amianto-correlati liquidati in capitale con danni riconosciuti dal 6% al 15%. Un’ultima considerazione; da anni si rivendica un adeguamento degli importi delle prestazioni erogate a favore dei tecnopatici Inali, dei loro superstiti in modo particolare (vedi liquidazione danno-biologico anche ai beneficiari di rendita ai superstiti). Inoltre il nostro impegno profuso in occasione dell’istituzione del fondo (2007), andava in altra direzione.

Nelle bozze legislative si faceva espresso riferimento a benefici a favore di cittadini che si siano trovati in situazioni abitative famigliari o ambientali (in cui sia provata l’esposizione all’amianto) ed abbiano contratto malattie quali il mesotelioma pleurico o peritoneale e ne abbiano causato la malattia o il decesso. Questi cittadini chiedono giustizia: sono la parte lesa in un ordinamento che non riconosce a loro nulla. I cittadini di città come Casale Monferrato, ma non solo, di città simbolo della cantieristica navale come Monfalcone, La Spezia, Taranto, ecc. stanno pagando a caro prezzo esposizioni anche di natura  ambientale.Sono centinaia le persone che ogni anno muoiono a causa di esposizioni ambientali all’amianto: per loro nulla, ci si è dimenticati.

I sindacati dei trasporti di CGIL, CISL e UIL , in una lettera inviata ai ministeri competenti, esprimono “viva preoccupazione” in merito agli “inaccettabili ritardi nella definizione dei decreti applicativi del Testo Unico nei settori portuali, marittimo e ferroviario”.

FILT CGIL, FIT CISL e UILtrasporti, dunque, “non ritenendo più sopportabile da parte dei lavoratori interessati un ulteriore rinvio dei termini normativi per il riconoscimento del proprio diritto ad una sicurezza e salute equiparabile al resto del mondo lavorativo”, prosegue la lettera, “invitano i Ministri in indirizzo a convocare un urgente incontro finalizzato a chiarire le ragioni di tale oggettivo ritardo e alla ricerca di soluzioni condivise e produttive di risultati certi e tempestivi”.

La Commissione d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro ha prodotto la sua seconda relazione intermedia; nell’ambito dell'iter procedurale, l’assemblea del Senato della Repubblica ha approvato tre importanti risoluzioni (una della maggioranza e due delle opposizioni).

La Commissione ritiene fondamentale assicurare il completamento, in tempi rapidi, dell’attuazione della riforma introdotta dal D.Lgs. 81, come da noi più volte sollevato, e a tal fine impegna il Governo.

In particolare, la Commissione ritiene che “ il punto essenziale è procedere all’adozione dei vari atti di normazione secondaria (in particolare i decreti ministeriali e interministeriali) che regolano gli aspetti di dettaglio della disciplina…La mancanza di un quadro normativo compiutamente definitivo, soprattutto a causa dei ritardi nell’emanazione dei già citati atti di normazione secondaria, crea problemi sia agli enti istituzionali preposti alle azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno degli infortuni….sia alle stesse parti sociali che quelle norme sono chiamate ad applicare".

E’ un presupposto importante, dei cui sviluppi vi renderemo informati tempestivamente; pubblichiamo quindi il testo della relazione e dei provvedimenti.

fonte cgil

Torna anche per l’anno scolastico 2010/2011 l’appello di Rossini Trading, ANMIL e della rivista Okay! per gli istituti di ogni ordine e grado che vogliono confrontarsi con il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. E’ infatti disponibile il bando per la nona edizione del concorso “Primi in sicurezza” che quest’anno ha come tema i colori. Come si legge sul nuovo bando, che scade il 15 marzo 2011, infatti, “i colori sono importanti per segnalare ed avvertire le situazioni di rischio e di pericolo”.

Gli alunni di tutte le scuole d’Italia, dalle materne alle medie superi, quindi, sono invitati a partecipare con elaborati originali dove colori e tonalità differenti, dovranno essere utilizzati per interpretare, attraverso disegni, video, poster, giochi di società, i rischi nei luoghi di lavoro, la prevenzione e la sicurezza.
I lavori dovranno essere inviati alla redazione di Okay!, presso Casa M. E. Mazza, via Nullo 48, 24128 Bergamo, insieme alle seguenti informazioni: il nome della classe e della scuola, l’indirizzo completo, numero di telefono, e-mail e il nome del docente referente del progetto. La cerimonia di premiazione si terrà a Bergamo la seconda settimana di maggio 2011.

Fonte: ANMIL

PROGRAMMA DEL CORSO RSPP ASPP MODULO B (28 ORE)

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PRIMA PARTE:

  • Criteri in base ai quali possono essere valutati i rischi
  • Richiami alla valutazione dei rischi
  • Verifica della conoscenza del documento di analisi e valutazione dei rischi nella propria organizzazione
  • Cenni riferiti all'analisi dei rischi
  • Cenni relativi alla valutazione dei rischi
  • Cenni riferiti al documento di programmazione della prevenzione
  • Agenti biologici
  • Agenti cancerogeni
  • Agenti chimici
SECONDA PARTE:
  • Campi elettromagnetici
  • Microclima
  • MMC
  • ROA
  • Rumore
  • Vibrazioni 
  • Stress LC
TERZA PARTE:
  • Incendio e prevenzione
  • DPI
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Responsabili e Addetti del Servizio di Prevenzione e di Protezione
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Si tratta di un percorso formativo di specializzazione le cui caratteristiche sono specificatamente normate a livello nazionale, che prepara all'esercizio di una specifica attività lavorativa nell'ambito dei servizi di prevenzione e protezione all'interno del macro-settore di attività ATECO.  L'acquisto del CD non rilascia Attestati e/o Crediti ma serve ai formatori ed agli alunni . Per le modalità di rilascio attestati clicca qui .


LA METODOLOGIA DIDATTICA:

La metodologia didattica è di tipo “attivo” ovvero improntata sulla centralità del discente nel percorso di apprendimento.


IL CORSO SERVE PER:

  • Acquisire conoscenze relative ai fattori di rischio e alle misure di prevenzione e protezione presenti negli specifici comparti;
  • Acquisire capacità di analisi per individuare i pericoli e quantificare i rischi presenti negli ambienti di lavoro del comparto;
  • Contribuire alla individuazione di adeguate soluzioni tecniche, organizzative e procedurali di sicurezza per ogni tipologia di rischio;
  • Contribuire ad individuare per le diverse lavorazioni del comparto, gli idonei dispositivi di protezione individuali – DPI;
  • Contribuire ad individuare i fattori di rischio per i quali è prevista la sorveglianza sanitaria. 

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