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GLI INCENTIVI ALLE COSTRUZIONI PRIVATE PREVISTI DAL D.L. 70/2011 SULLO SVILUPPO - COMMENTO ANCE

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 maggio 2011 n. 110 il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, volto a favorire lo sviluppo e il rilancio economico. Il decreto, che entra in vigore il 14 maggio 2011, contiene una pluralità di misure in diverse materie, fra le quali numerose riguardano la liberalizzazione e la semplificazione delle costruzioni private e la riqualificazione delle città
Di seguito si riporta una analisi elaborata dall’ANCE circa le principali innovazioni apportate nel settore privato, molte delle quali rispondono alle esigenze che l’Ance stessa ha più volte prospettato nelle sedi istituzionali competenti.

Esclusione della gara per le opere di urbanizzazione primaria a scomputo
Modificando il DPR 380/2001 “Testo Unico Edilizia” il decreto legge prevede che, nell’ambito dei piani attuativi o di atti equivalenti comunque denominati, le opere di urbanizzazione primaria sono realizzate direttamente dal titolare del permesso di costruire a scomputo dei relativi oneri e non è quindi più necessario esperire la procedura negoziata di cui all’art. 57, comma 6 del D.Lgs. 163/2006.

L’esclusione dall’evidenza pubblica riguarda, in particolare, la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria sotto soglia comunitaria (attualmente pari ad € 4.845.000), poiché la norma stabilisce che non trova applicazione l’articolo 122, comma 8 del D.Lgs. 163/2006.
La realizzazione diretta delle opere di urbanizzazione primaria è un onere connaturato alla trasformazione urbanistica del territorio e pertanto è necessario che sia posta in essere direttamente dallo stesso soggetto che dà attuazione agli interventi di nuova edificazione.
La modifica introdotta è volta ad escludere dall’ambito di applicazione della disciplina contenuta nel Codice dei lavori pubblici (D.Lgs. 163/2006) le opere di urbanizzazione primaria sotto soglia comunitaria da realizzarsi ad esempio nell’ambito di un piano di lottizzazione.
In tale caso, quindi, il titolare del permesso di costruire potrà realizzare in via diretta le opere di urbanizzazione primaria se di importo sotto la soglia comunitaria e non sarà più necessario avviare la procedura negoziata cd. ristretta di cui all’art. 57, comma 6, del D.Lgs. 163/2006.

Silenzio assenso sul permesso di costruire
Nell’ambito del procedimento di rilascio del permesso di costruire (art. 20 TU edilizia), viene introdotto il silenzio assenso, qualora sia decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo.

Un regime particolare è legato alla presenza di vincoli culturali, paesaggistici o ambientali in quanto i termini per il silenzio assenso decorrono dal momento in cui sia stato acquisito il relativo nulla osta.

Al fine della formazione del silenzio assenso la domanda di permesso di costruire è accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato che asseveri la conformità del progetto agli strumenti urbanistici vigenti o adottati, ai regolamenti edilizi vigenti e alle altre normative di settore aventi incidenza sull’attività edilizia (norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, diefficienza energetica, ecc. ) .

In questo modo viene introdotta una norma di principio statale cogente per le leggi regionali in base alla quale, in caso di inadempienza dello Sportello Unico comunale per l’edilizia, si considera automaticamente acquisito l’assenso, premessa indispensabile per attivare investimenti privati che necessitano della certezza dei tempi.

L’introduzione del silenzio assenso determina il formarsi di un permesso di costruire cd. tacito purché ricorrano le seguenti condizioni:
- il comune non si è pronunciato sulla domanda di permesso di costruire ed è scaduto il termine fissato dalla legge;
- sono rispettate le prescrizioni di legge.
A differenza di quanto avveniva prima in caso di inadempienza del comune non sarà più necessario avviare un ricorso innanzi al TAR, ma allo scadere dei termini fissati dalla legge si potrà avviare direttamente l’attività edilizia.

Regolarizzazione automatica delle varianti nel limite del 2% delle misure progettuali
Il decreto legge introduce una regolarizzazione automatica, sotto il profilo della normativa urbanistico edilizia, delle lievi difformità verificatesi nella fase costruttiva rispetto al progetto originariamente assentito.
In particolare, la tolleranza riguarda le violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non superino per singola unità immobiliare il 2% delle misure progettuali e che pertanto non sono considerate parziali difformità dal titolo abilitativo edilizio ai fini dell’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 34 del TU edilizia.

Con l’introduzione della tolleranza (comma 2 bis, articolo 34 TU) si stabilisce una procedura per la regolarizzazione automatica delle lievi difformità che consente di evitare l’instaurazione di contenziosi amministrativi.

Nell’ambito della realizzazione di un intervento edilizio (ristrutturazione edilizia-nuova costruzione) può accadere che l’opera eseguita, o da eseguirsi, risulti in parte difforme dal progetto originariamente autorizzato. Si tratta in molti casi di lievi difformità per le quali però in base alla normativa previgente era applicata la sanzione per le parziali difformità.

Attraverso la nuova previsione normativa, invece, le modifiche al progetto originario nel limite del 2% (relative a violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta) sono automaticamente regolarizzate

Chiarimenti sulla SCIA: si applica all’edilizia ma non sostituisce la SuperDia
Il decreto legge, modificando l’art. 19 della Legge 241/1990, fornisce diversi chiarimenti in tema di Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) ai fini della sua applicabilità in ambito edilizio.

In particolare si chiarisce che la Scia, sostituisce la Dia (Denuncia di inizio attività) in edilizia con esclusione dei casi in cui, in base alla normativa statale o regionale, la denuncia sia alternativa o sostitutiva del permesso di costruire (cd. SuperDia); restano ferme le disposizioni relative alla vigilanza sull’attività urbanistico edilizia, alle responsabilità ed alle sanzioni previste in materia di Dia dal TU edilizia.

Nel caso di immobili vincolati, la Scia opera una volta acquisito l’assenso dell’ente competente alla relativa tutela.

Inoltre, nei casi di Scia in edilizia, il termine a disposizione dell’amministrazione comunale per adottare provvedimenti di divieto dell’attività e di rimozione degli effetti dannosi viene ridotto da sessanta a trenta giorni.

In riferimento ai rapporti tra SuperDia e Scia, viene chiarito che quest’ultima non si applica alle ipotesi in cui la Dia risulti alternativa/sostitutiva del permesso di costruire.
Quindi, non si potrà presentare la Scia per realizzare un intervento di nuova costruzione. Infatti, si tratta di una tipologia di opera per la quale può essere ammessa (a livello nazionale/regionale) la presentazione della Dia, ma solo alternativa al permesso di costruire. In tali casi, si dovrà continuare a fare riferimento al permesso di costruire ovvero alla SuperDia.

I contratti di trasferimento di diritti edificatori sono soggetti a trascrizione nei registri immobiliari
Prevedendo che i contratti di trasferimento dei diritti edificatori siano soggetti a trascrizione nei registri immobiliari (nuovo punto 2 bis dell’art. 2643 del Codice civile), il legislatore statale prende finalmente posizione sull’annosa questione della natura giuridica dei diritti edificatori.

Il fine dichiarato è quello di garantire maggiore certezza nella circolazione delle volumetrie riconosciute dai piani alle proprietà private.

Si tratta di una innovazione di grande portata giuridica e di notevoli risvolti pratici, oramai assolutamente necessaria in considerazione dell’attualità che il tema del trasferimento dei diritti edificatori ha assunto da alcuni anni grazie agli istituti della perequazione, della compensazione e della premialità.

La conseguenza più immediata dell’obbligo della trascrizione nei registri immobiliari dei contratti di trasferimento di diritti edificatori è la pubblicità dei contratti stessi nei confronti dei terzi. Si applicano quindi le medesime tutele e garanzie previste ad esempio per i contratti di compravendita di un immobile.

Piano per la città: sostituzione edilizia con volumetria aggiuntiva e modifiche delle destinazioni d’uso e della sagoma
Il decreto legge contiene una serie di disposizioni che danno vita alla “legge nazionale quadro per la riqualificazione incentivata delle aree urbane”, a cui dovranno seguire le leggi regionali attuative entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore.
Si tratta di un vero e proprio “Piano per la città”, come auspicato da tempo dall’Ance, che si
differenzia dal Piano per il rilancio dell’attività edilizia o Piano Casa 2, seguito all’Accordo Stato-Regioni del 1° aprile 2009, poiché si configura come una normativa ordinaria e a regime.
Le leggi regionali dovranno, tra l’altro, incentivare gli interventi di demolizione e ricostruzione attraverso:
- riconoscimento di volumetria aggiuntiva a quella preesistente;
- delocalizzazione;
- modifiche alla destinazione d’uso, purché si tratti di destinazioni tra loro compatibili o complementari;
- modifiche alla sagoma.
Tali interventi non possono comunque riguardare edifici abusivi ovvero ubicati nei centri storici o in aree ad inedificabilità assoluta.
In caso di inadempienza da parte delle Regioni e nell’attuazione dei principi sovraesposti si stabilisce che:
- decorso il termine di 60 giorni e fino all’entrata in vigore della normativa regionale, gli interventi di sostituzione edilizia sono attuati mediante permesso di costruire in deroga ai sensi dell’art. 14 del TU edilizia che può riguardare, oltre ai limiti di densità edilizia di altezza e di distanza tra i fabbricati, anche le destinazioni d’uso previste dal piano, fatto salvo il rispetto delle normative di settore aventi incidenza sull’attività edilizia (antisismica, sicurezza, antincendio, igienico-sanitaria, efficienza energetica, tutela dell’ambiente, beni culturali e paesaggistici, ecc.);
- decorsi 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge, le disposizioni in materia di demolizione e ricostruzione sono immediatamente applicabili nelle regioni a statuto ordinario che non hanno approvato la specifica legge regionale. In tal caso il premio di cubatura fino all’approvazione della legge, è fissato nella misura non superiore al 20% del volume dell’edificio se a destinazione residenziale ovvero del 10% della superficie coperta per gli edifici adibiti ad uso diverso, fermo restando che tali limiti costituiscono un minimo garantito e non condizionano la successiva attività legislativa regionale.
Il Piano per la città consente di rilanciare l’avvio di programmi di riqualificazione del patrimonio edilizio, attraverso l’introduzione di particolari incentivi urbanistico-edilizi, destinati ad operare a regime e quindi non per un periodo limitato di tempo come è per il Piano Casa 2.
Le disposizioni possono riguardare ad esempio immobili degradati e dismessi, che risentono di una vecchia pianificazione. Per incentivare il loro recupero sono ammessi anche interventi di demolizione e ricostruzione con diverse agevolazioni:
- volumetrie aggiuntive,
- possibilità di localizzarli in aree diverse,
- modifiche di destinazioni d’uso,
- modifiche alla sagoma.

Piani attuativi approvati dalla Giunta comunale
Sempre nell’ambito delle misure previste per la riqualificazione delle aree urbane, nelle regioni a statuto ordinario i piani attuativi compatibili con lo strumento urbanistico generale sono adottati/approvati dalla Giunta comunale, organo avente un funzionamento più snello e rapido rispetto al Consiglio comunale.
Tale norma trova applicazione decorso il termine di sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto e sino all’entrata in vigore della normativa regionale
Si tratta di una previsione da tempo auspicata dall’Ance e finalizzata a ridurre i tempi spesso troppo lunghi necessari per l’adozione approvazione di un piano attuativo che risulti tra l’altro compatibile con le prescrizioni del piano urbanistico generale. Quindi, per l’approvazione ad esempio di un piano di lottizzazione, compatibile con il PRG, non sarà più necessario il vaglio del Consiglio Comunale, essendo sufficiente l’ok della Giunta Comunale.

Il piano attuativo di un piano comunale già sottoposto a VAS non è sottoposto a VAS qualora non comporti variante
Per semplificare le procedure di approvazione dei piani attuativi dello strumento urbanistico generale ed evitare inutili duplicazioni di adempimenti si prevede l’esclusione della VAS (Valutazione ambientale strategica) e della verifica di assoggettabilità sul piano attuativo qualora:
- il piano urbanistico comunale sia stato già sottoposto a VAS;
- il piano urbanistico comunale abbia definito in sede di VAS l’assetto localizzativo degli interventi edilizi e delle dotazioni territoriali, gli indici di edificabilità, gli usi ammessi e i contenuti plano volumetrici, tipologici e costruttivi degli interventi nonché i limiti e le condizioni di sostenibilità ambientale delle trasformazioni previste;
- il piano attuativo sia compatibile con quello generale e quindi non comporti variante.
Qualora invece il piano attuativo comporti variante allo strumento urbanistico generale, la VAS è limitata agli aspetti che non sono stati oggetto di valutazione.
Pertanto, non va sottoposto a VAS ad esempio un piano di lottizzazione, che risulti compatibile con il PRG, quando il Piano regolatore stesso sia già stato sottoposto a VAS ed abbia anche stabilito precise prescrizioni cui si deve attenere il piano attuativo.

Autorizzazione paesaggistica: se il Ministero dei beni culturali verifica l’avvenuto adeguamento del piano urbanistico comunale alle prescrizioni d’uso degli immobili tutelati contenute nei decreti di vincolo o nel piano paesaggistico, qualora il Soprintendente non si pronunci nel termine di legge, il parere si considera favorevole.
L’intento è quello di semplificare i procedimenti di approvazione degli interventi edilizi nei comuni che abbiano adeguato gli strumenti urbanistici alle prescrizioni dei piani paesaggistici regionali.
A tal fine si prevede che, nell’ambito della procedura di rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, qualora:
- gli strumenti urbanistici comunali abbiano provveduto a conformarsi alle prescrizioni d’uso dei beni tutelati previste dai provvedimenti di vincolo o dal piano paesaggistico regionale
- il Ministero dei beni culturali, su richiesta della regione, della provincia o del comune interessati, abbia verificato con esito positivo l’avvenuto adeguamento del piano urbanistico Il parere del Soprintendente deve sempre essere richiesto ma non è più vincolante e qualora non sia reso nel termine di 90 giorni dalla ricezione degli atti, si intende reso in senso favorevole (art. 146 D.Lgs. 42/2004 “Codice dei beni culturali”).
In tali casi, quindi, l’inutile decorso del termine fissato dalla legge (90 giorni) senza che il Soprintendente si sia espresso equivale a silenzio assenso.

On-line strumenti urbanistici ed elenco dei documenti da allegare alle istanze
In virtù del principio di trasparenza dell’azione amministrativa e al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico dei privati, viene previsto che:
1. Devono essere pubblicati sui siti internet dei Comuni gli elaborati tecnici allegati alle Delibere di adozione e approvazione degli strumenti urbanistici, nonché delle varianti.
2. Le pubbliche amministrazioni hanno novanta giorni per pubblicare on-line l’elenco degli atti e documenti che il privato deve produrre a corredo dell’istanza. In caso di inadempienza, non può essere respinta l’istanza del privato a causa della mancata allegazione del documento/atto, ma la p.a. deve chiedere le necessarie integrazioni.

Un operaio di 31 anni, Luca Masin, di Pontecchio (Rovigo), e' morto oggi in un cantiere edile a Rovigo rimanendo schiacciato sotto un mini-scavatore che lui stesso stava manovrando.

La piccola scavatrice, per cause da accertare, si e' improvvisamente rovesciata, travolgendo con la propria massa il giovane operaio, che non ha avuto scampo. Masin stava lavorando con il mezzo meccanico in un terreno dove e' in corso la posa delle fondamenta di alcune case. (ANSA).

Sicurezza nei luoghi di lavoro e igiene degli alimenti, sono due degli ambiti trattati nell'attivita' formativa alle imprese agricole umbre. E' quanto evidenzia Coldiretti Umbria in una nota, ricordando come si siano aperte le iscrizioni ai corsi di formazione per la sicurezza e in particolare sugli obblighi previsti dal decreto legislativo n.81/08 e sull'HACCP per quanto riguarda l'igiene degli alimenti. 

''Per la sicurezza i corsi in programma a Perugia e Terni - spiega Coldiretti - andranno a formare la figura di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), l'addetto al primo soccorso, l'addetto antincendio e il Rappresentante della Sicurezza dei Lavoratori (RLS). Per l'HACCP/Igiene degli alimenti, le iscrizioni - si legge ancora - riguarderanno un corso base a Perugia e due di aggiornamento a Todi e Terni, partendo dalla normativa di riferimento, i regolamenti CE n. 852/2004 e 853/2004 e dalla normativa regionale, per poi trattare temi piu' specifici come ad esempio le corrette prassi igieniche nella produzione, trasformazione, trasporto, stoccaggio e vendita/somministrazione degli alimenti''. Per l'associazione, in un momento di profondo rinnovamento per il settore agricolo e con il susseguirsi di nuove normative cambia il profilo degli operatori e cresce la richiesta di professionalita' qualificate; aumenta cosi' il bisogno di maggiori competenze ed il ruolo delle risorse umane rappresenta sempre piu' un fattore strategico per una moderna agricoltura multifunzionale. 

Attraverso interventi finalizzati all'aggiornamento degli imprenditori e alla riqualificazione del personale, Coldiretti prosegue quindi nel suo impegno verso la formazione, che riveste un ruolo sempre piu' importante ponendosi, tra l'altro, come elemento fondamentale per la competitivita' e professionalita' delle imprese agricole. 

Chiunque fosse interessato a partecipare e/o a ricevere ulteriori informazioni, puo' contattare quanto prima Coldiretti Umbria ai numeri 0755067648/0755067603 o consultare il sito www.umbria.coldiretti.it nella sezione dedicata ai corsi di formazione e aggiornamento.
pg

(Asca)

Solo a Roma e provincia sono stati visitati ben 255 cantieri, ossia l'83, 5 % di quelli visitati nel Lazio, 310 in tutto. Il restante 16, 5 % riguarda le restanti province della regione: questi i risultati di un'indagine condotta dall'Asc, l'Associazione per la Sicurezza delle Costruzioni del Lazio.

Il rilevamento è servito per capire qual è il livello, in percentuale, delle inadempienze nei cantieri della regione. Il quadro che ne deriva è a dir poco sconfortante: l'84, 4 % dei cantieri presentava un'inadempienza: parapetti assenti o non a norma (44,9%), ponteggi non bene ancorati o inidonei allecaratteristiche del terreno (31,9%), soggetti dunque a smottamenti e cedimenti, passerelle
improvvisate o di fortuna (11,4%), impianti elettrici inadeguati (37,1%), scavi non protetti (5,9%), segnaletica insufficiente (3,6%), viabilità ostruita o non in ordine (13%), assenza presso il cantiere della documentazione di legge (11,7%), insufficiente utilizzo dei dispositivi individuali di protezione (15%).

I cantieri inadempienti sono stati immediatamente segnalati e solo il 74 % di questi ha provveduto a mettersi in regola, mentre la percentuale restante, rappresentata soprattutto da aziende irregolari esterne a qualunque sistema di contrattazione, hanno dovuto richiedere il forzato intervento della Asl e dell'ispettorato. Numeri allarmanti se si pensa alle migliaia di morti sul lavoro che avvengono ogni anno in Italia: solo ne Lazio nel 2010, su 740 inchieste d'infortuni, ben 213 si sono concluse con il riscontro di una violazione correlata all'evento.

Che la violazione dipenda dall'inesperienza e/o dalla poca disciplina del lavoratore, oppure dalla colpa dell'impresa, questo lo stabilisce l'autorità giudiziaria chiamata in causa volta per volta. Ciò che comunque non si può sindacare, è l'elevata percentuale di cantieri con irregolarità: basti pensare che solo le opere provvisionali, cioè le strutture temporanee utili alla realizzazione delle lavorazioni di costruzione e/o manutenzione, che vengono smontate al completamento dell'opera, presentano irregolarità nel 50 % dei cantieri.

Le inadempienze organizzative, soprattutto quelle riguardo le recinzioni, arrivano a sfiorare il 18 %, mentre i problemi relativi ai sistemi con funzionamenti elettrici, arrivano al 37 %. Purtroppo, il 15 % dei cantieri visitati presenta dispositivi di protezione individuali insufficienti e/o assenti: la sicurezza, quindi, continua ad essere un tasto dolente.

L’ASL della Provincia di Bergamo ha reso disponibili in rete alcuni utili documenti per il comparto edile. Un modello di verbale di sopralluogo e delle schede di controllo per cadute dall’alto, DPI e ponteggi.

Il Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro dell’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Bergamo, ha reso disponibili sul suo sito diversi documenti relativi al comparto edile.

Ad esempio un modello di verbale di sopralluogo normalmente utilizzato dagli operatori dell’ASL della provincia di Bergamo nella vigilanza in edilizia.
Questi modelli sono “strumenti di lavoro quotidiano” che anche se non esaustivi possono “essere utili per definire le priorità di intervento delle aziende”.
In particolare tra gli elementi controllati figurano:
- la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico (Art. 2 comma 2 D.P.R. 462/01);
- il libretto relativo agli apparecchi di sollevamento (per portate superiori a 200 Kg.) con collaudo, verifiche periodiche, verifiche funi;
- Dichiarazione di corretta installazione gru (art. 71 comma 11, con riferimento all’allegato VI punto 3.1.3. D. Lgs n. 81/2008);
- il Piano di Montaggio, Uso, Smontaggio di Ponteggi Metallici (Pi.M.U.S.) secondo l’Art. 136 del D. Lgs n. 81/2008;
- il Disegno esecutivo e calcolo di resistenza dei ponteggi metallici (Art. 133. Lgs n. 81/2008);
- la nomina del responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, degli addetti al P.S. e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;
- la stesura del Documento di Valutazione dei rischi;
- l’informazione e formazione del Personale (Artt. 36, 37, 73, 77, 78 D. Lgs n. 81/2008);
- la sorveglianza sanitaria;
- Libro Matricola;
- Registro Infortuni;
- Visura Camerale;
- la notifica preliminare di cantiere (Art. 99 D. L.gs n. 81/2008);
- il piano operativo di sicurezza (Art. 96 D. Lgs n. 81/2008);
- il piano di sicurezza e coordinamento (Art 91 D. Lgs n. 81/2008);
- il Fascicolo dell’opera (Art 91 D. Lgs n. 81/2008);
- i nominativi del coordinatore per la progettazione (CSP) e del coordinatore esecuzione lavori (CSE);
- i verbali di coordinamento di cantiere redatti dal Coordinatore per l’Esecuzione lavori;
- la presenza di contratti di appalto e/o subappalto;
- le attrezzature di lavoro presenti;
- la dotazione igienico – sanitaria (D. Lgs n. 81/2008 allegato XIII punto 3.2.1).
Il Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro mette poi a disposizione sul sito diverse schede di controllo relative ai cantieri edili e in particolare a cadute dall’alto, D.P.I. e ponteggi.
Scheda di rilevazione per il rischio di caduta dall’alto
La “scheda di rilevazione dei rischi di caduta dall’alto” è un valido strumento di analisi sia per gli addetti del settore che per i funzionari ASL e può essere anche usata come materiale didattico “per la formazione delle figure di sistema in edilizia”.
Per gli addetti del settore, in particolare i preposti delle imprese edili e i coordinatori in fase di esecuzione (CSE), “la scheda serve per una rapida e facile valutazione sullo stato di sicurezza delle attrezzature e sul loro corretto utilizzo. Il susseguirsi delle fasi lavorative che caratterizzano il cantiere edile rende la scheda prodotta un utile strumento per esercitare controlli periodici all’interno del cantiere”.
La scheda affronta in modo particolare alcuni punti:
- lavori di montaggio e smontaggio ponteggi;
- predisposizione e idoneità: ponteggi (parapetti, tavola fermapiede, sottoponte, scalette basette, montanti,…);
- predisposizione e idoneità: guardacorpo;
- predisposizione e idoneità: ponte su ruote (trabattello);
- predisposizione e idoneità: dispositivi di protezione individuale;
- predisposizione e idoneità: piattaforma sviluppabile su carro;
- predisposizione e idoneità: scale a mano portatili;
- la presenza di rampe di scale o pianerottoli;
- la presenza di aperture nelle solette o nelle pareti;
- la presenza di scavi.
Scheda di controllo dei DPI in cantiere
Questa scheda “rappresenta un utile strumento per monitorare l’appropriata dotazione ed utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) da parte dei lavoratori che operano in edilizia e può anche essere impiegata come supporto didattico nella formazione delle figure di sistema in edilizia”.
Inoltre può essere utilizzata nell’attività di controllo “svolta sia dal personale delle ASL che dal personale delle imprese deputato alla sicurezza del cantiere (Coordinatore per la Sicurezza, Capocantiere, Preposto, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza)”.
La scheda è articolata in 5 sezioni:
- data e luogo (cantiere) del controllo;
- ditta/lavoratori autonomi oggetto di rilevazione – tipo di lavorazione in atto – mansione degli addetti;
- DPI disponibili, adeguati, utilizzati, previsti da POS – Punti di ancoraggio;
- tipo di formazione svolta all’uso dei DPI;
- rilevazione comportamenti inadeguati o punti critici.
Schede di verifica della corretta messa in opera di ponteggi e dell’efficienza degli elementi che lo compongono
In questo caso siamo di fronte a ben quattro schede di valutazione sulla base di quanto indicato dall’Allegato XIX “Verifiche Di Sicurezza Dei Ponteggi Metallici Fissi” del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81.
Queste schede, che PuntoSicuro approfondirà in un futuro articolo, hanno diversi destinatari.
Le prime tre schede sono da ritenersi “strumento utile per il proprietario del ponteggio e per l’utilizzatore, in quanto contengono istruzioni per verificare l’idoneità dei singoli elementi che lo compongono”, verifica che è utile sia se eseguita “prima del montaggio che durante l’uso dello stesso”.
Le schede predisposte elencano le verifiche da eseguire prima di ogni montaggio, rispettivamente per:
- ponteggi metallici a telai prefabbricati;
- ponteggi metallici a montanti e traversi prefabbricati;
- ponteggi metallici a tubi giunti.
L’ultima scheda è invece uno strumento predisposto “per il coordinatore in materia di sicurezza e salute durante la realizzazione dell’opera (CSE) ed il preposto, per verificare che il ponteggio, già messo in opera, sia realizzato in modo corrispondente alle disposizioni di legge e quindi abbia le caratteristiche di misura idonea di prevenzione e protezione”.

In riferimento alla banca dati di schede bibliografiche contenute nel manuale " La valutazione dei rischi nelle costruzioni edili"- nato dalla collaborazione tra il Comitato Paritetico Territoriale di Torino e Provincia ( C.P.T. Torino) e l’ INAIL Piemonte – presentiamo brevemente alcune schede relative ad argomenti di sicurezza generale relative alle installazioni ed esercizio degli impianti.

Ricordiamo che le imprese edili possono fare riferimento a queste schede per la gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro e, adeguandole agli ambienti e alle situazioni specifiche dell’impresa, per la stesura del DVR e dei piani di sicurezza.

Impianti di alimentazione e reti principali di distribuzione di energia elettrica
La scheda indica che per la fornitura di energia elettrica al cantiere “l'impresa deve rivolgersi all'ente distributore indicando:

- la potenza richiesta;
- la data di inizio della fornitura e la durata prevedibile della stessa;
- dati della concessione edilizia”.
Generalmente per i cantieri di piccole e medie dimensioni (o localizzati in zone con cabine dell'ente distributore) la fornitura avviene “in bassa tensione a 380 V trifase”. Invece per i cantieri di maggiori dimensioni “possono essere previste apposite cabine di trasformazione MT/BT (media tensione/bassa tensione, ndr). Tali cabine, anche se provvisorie (solo per la durata del cantiere), devono sempre rispettare precisi standard di funzionalità e sicurezza”.
In particolare dal punto di consegna della fornitura ha inizio l'impianto elettrico di cantiere, che solitamente è composto da quadri (generali e di settore), interruttori, cavi e apparecchi utilizzatori. “Agli impianti elettrici dei servizi accessori quali baracche per uffici, mense, dormitori e servizi igienici non si applicano le norme specifiche previste per i cantieri di costruzione e di demolizione”.

Se gli impianti elettrici dei cantieri “non sono soggetti a progettazione obbligatoria ai sensi del Decreto 22 gennaio 2008, n.37, anche se il progetto è consigliabile”, l'installatore é “in ogni caso tenuto al rilascio della dichiarazione di conformità, integrata dagli allegati previsti, che va conservata in copia in cantiere”. Inoltre “per gli impianti dei cantieri in sotterraneo e per gli impianti alimentati con propria cabina di trasformazione o con gruppi elettrogeni in parallelo alla rete del distributore, è necessaria una progettazione specifica”.

Impianti di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche
L'impianto di terra, “unico per l'intera area occupata dal cantiere”, è composto da elementi di dispersione, conduttori di terra, conduttori di protezione, collettore o nodo principale di terra, conduttori equipotenziali.

In particolare i dispersori possono essere:

- intenzionali (o artificiali): “interrati, costituiti da tubi metallici, profilati, tondini, ecc., per i quali le norme fissano dimensioni minime, allo scopo di garantirne la necessaria resistenza meccanica ed alla corrosione (riguardo i picchetti massicci, maggiormente in uso, le dimensioni minime sono: diametro esterno 15 mm se in rame o in acciaio ramato)”;
- di fatto (o naturali): “interrati costituiti essenzialmente dai ferri delle fondazioni in c.a. (plinti, platee, travi continue, paratie di contenimento). Possono essere utilizzate le camicie metalliche dei pozzi, ma non possono essere sfruttate le tubazioni dell'acquedotto pubblico”.
Si ricorda poi che riguardo alla protezione contro le scariche atmosferiche, per “stabilire le dimensioni limite delle strutture metalliche presenti in cantiere quali ad esempio i ponteggi metallici, le gru e gli impianti di betonaggio, oltre le quali le stesse non solo più autoprotette ed è quindi necessaria la protezione contro le scariche atmosferiche, occorre rifarsi a quanto prescritto nell'appendice A della norma CEI 81-1 (1990) e successive modificazioni”.

Alcune indicazioni per la prevenzione:

- “l’impianto di messa a terra e quello di protezione contro le scariche atmosferiche devono essere verificati prima della loro messa in servizio e periodicamente ad intervalli non superiori ai 2 anni per garantire lo stato di efficienza. A tal fine gli impianti devono essere denunciati all’ISPESL competente (ora all’Inail che ne ha assorbito le funzioni, ndr)”;
- “indipendentemente dall’omologazione e dalle successive verifiche di cui sopra gli impianti devono essere verificati preventivamente e periodicamente da persona esperta e competente al fine di garantire le condizione di sicurezza ed il loro mantenimento per tutta la durata dei lavori”.

Impianti elettrici in particolari situazioni
La scheda relativa agli impianti elettrici in particolari situazioni evidenzia due diversi casi.

In caso di pericolo di esplosione (scavi in terreni grisutosi):

- “ impianti, attrezzature, sistemi di protezione e tutti i loro dispositivi di collegamento possono essere posti in uso solo se dal documento sulla protezione contro le esplosioni risulta che possono essere utilizzati senza rischio in un' atmosfera esplosiva. Ciò vale anche per attrezzature di lavoro e relativi dispositivi di collegamento che non sono apparecchi o sistemi di protezione ma che possano comunque rappresentare un pericolo di accensione unicamente per il fatto di essere incorporati in un impianto;
- i sistemi ed i mezzi di illuminazione fissi e individuali devono essere del tipo di sicurezza;
- le macchine, le apparecchiature e le condutture elettriche, i mezzi di segnalazione devono essere del tipo antideflagrante, dichiarati tali dal costruttore. Dette macchine ed installazioni devono essere protette contro gli urti e le altre cause di rottura o deterioramento, nonché controllate frequentemente da personale esperto;
- le condutture metalliche, nonché le rotaie dei binari dei mezzi di trasporto interni e le guide metalliche dei montacarichi devono essere collegate elettricamente a terra e l’efficienza del collegamento deve essere periodicamente controllata da personale pratico”.

In caso di lavori in presenza di acqua:

- “i sistemi ed i mezzi di illuminazione fissi ed individuali devono essere del tipo stagno;
- le macchine, le apparecchiature e le condutture elettriche devono essere del tipo stagno, dichiarate tali dal fabbricante. Dette macchine ed installazioni devono essere protette contro gli urti e le altre cause di rottura e deterioramento, nonché controllate frequentemente da personale esperto per garantire il mantenimento nel tempo delle condizioni di sicurezza;
- le lampade elettriche e gli utensili portatili devono funzionare a bassissima tensione di sicurezza;
- quando non sia possibile realizzare un sufficiente grado di sicurezza contro i rischi di origine elettrica mediante le misure tecniche praticamente realizzabili nelle effettive condizioni di lavoro e di materiale elettrico disponibile, si deve rinunciare all’uso dell’elettricità e ricorrere a macchine ed apparecchi alimentati da altra forma di energia”.

Infine alcune istruzioni per gli addetti:

- “gli impianti elettrici installati in particolari situazioni di pericolo quale quello di esplosione ed in presenza di acqua oltre ad avere caratteristiche speciali e requisiti di robustezza e durata, devono essere verificate periodicamente e mantenute in perfetto stato di conservazione ed efficienza, mediante programmi di verifica e revisione periodica;
- gli elementi che presentano anomalie, anche di modesta entità ma che possono rendere dubbio il mantenimento delle condizioni originarie di efficacia, devono essere subito sostituiti”.

Le schede di dati di sicurezza SDS (Safety Data Sheet) rappresentano il documento tecnico più significativo ai fini informativi sulle sostanze chimiche e loro miscele, in quanto contengono le informazioni necessarie sulle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e di pericolo per l'ambiente necessarie per una corretta e sicura manipolazione delle sostanze e miscele. Consentono:
  1. al datore di lavoro di determinare se sul luogo di lavoro vengono manipolate sostanze chimiche pericolose e di valutare quindi ogni rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dal loro uso
  2. agli utilizzatori di adottare le misure necessarie in materia di tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza sul luogo di lavoro.
Le disposizioni per la redazione delle SDS sono presenti nel regolamento CE n 1907/2006 (regolamento REACH). Si segnala che l'allegato II del Reg. Reach è stato modificato dal Reg. 453/2010.

La redazione della scheda è obbligatoria, oltrechè per sostanze e miscele classificate pericolose rispettivamente in base ai criteri di cui alla Direttiva 67/548/CEE (recepimento nazionale d.lgs 52/97 e successive modificazioni ed integrazioni ) e alla Direttiva 1999/45/CE (recepimento nazionale d.lgs 65/2003 e successive modificazioni ed integrazioni) o in base a nuovi criteri di cui al Reg. CE n. 1272/2008 (regolamento CLP), anche nei seguenti casi:
  • sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche (PBT) e molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB) in base ai criteri di cui all’allegato XIII
  • sostanze incluse nella lista di quelle eventualmente candidate all’autorizzazione, disposta dall’art. 59 del regolamento REACH
  • su richiesta dell’utilizzatore professionale, per preparati non classificati ma contenenti (in concentrazione individuale pari o superiore all’1% in peso per preparati solidi e liquidi o allo 0,2% in volume per preparati gassosi) sostanze pericolose, oppure dotate di valore limite d’esposizione professionale o ancora rientranti nei casi di cui sopra.
In Italia le imprese possono avvalersi delle agevolazioni indicate nelle Note del Ministero della Salute del 13 marzo 2007, e del 30 marzo 2007, aventi per oggetto "Primi adempimenti sulle schede di sicurezza con l’entrata in vigore del Regolamento REACH", laddove le indicazioni non sono in contrasto con quanto aggiornata dal Reg. 453/2010.

Banca Dati di Modelli di schede dati di sicurezza di sostanze chimiche

Il Ministero della Salute mette a disposizione una banca dati di modelli di schede di dati di sicurezza (SDS) per un congruo numero di sostanze chimiche, scelte principalmente fra quelle classificate ufficialmente dall’Unione Europea e contenute nell’Allegato VI al regolamento 1272/2008, come utile supporto a tutti gli attori che hanno l’obbligo ai sensi del regolamento (CE) n. 1907/2006, denominato regolamento REACH, di trasmettere al destinatario della sostanza una SDS a norma dell'allegato II del citato regolamento.
La SDS rappresenta un utile ed indispensabile strumento di comunicazione nella catena d'approvvigionamento delle sostanze, ma ha mostrato negli anni scadenti livelli di qualità. Pertanto il Ministero della salute ha predisposto questa banca dati che, con i suoi aggiornamenti mensili, consentirà di uniformare ed elevare la qualità delle informazioni contenute, e fornire al contempo un utile punto di riferimento per gli Organi predisposti alle attività di vigilanza.

Tali modelli di SDS potranno essere utilizzati, modificati ed integrati da tutti coloro a cui spetta l’obbligo di redigere le SDS di sostanze, nonché da coloro a cui spetta l’obbligo di redigere le SDS di miscele ai sensi dell’articolo 31 del regolamento REACH.

Va infine precisato che i modelli di SDS contenuti nella banca dati non hanno valore legale, e non possono comunque sostituire l’esperienza professionale legata alla conoscenza diretta delle proprietà e degli effetti delle sostanze.

Entra nella banca dati

Cos’è un’ondata di calore?

Il termine “ondata di calore” è entrato a far parte del vocabolario corrente per indicare un periodo prolungato di condizioni meteorologiche estreme, caratterizzato da temperature elevate, al di sopra dei valori usuali, in alcuni casi associate ad alti valori di umidità relativa, e che persistono per diversi giorni.

I rischi di effetti sulla salute dell’ondata di calore dipendono, oltre che dalla sua intensità, soprattutto dalla sua durata.

Sono prevedibili le ondate di calore?

■ In Italia dal 2004 è operativo il “Sistema nazionale di sorveglianza, previsione e allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione”, promosso dal dipartimento della Protezione Civile che realizza sistemi di allarme per la previsione e per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, denominati Heat health watch warning systems (Hhwws), in quasi tutte le aree urbane del Paese.

■ Per l’estate i sistemi Hhww sono operativi, dal 15 maggio al 15 settembre, in 27 città (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona,
Viterbo).

■ È prevista la possibilità di attivare il sistema, con l’invio del bollettino di allerta, anche dal 2 al 14 maggio e dal 16 al 30 settembre, qualora si dovessero presentare condizioni di rischio (livello 2 e 3).

■ I bollettini sono consultabili sui siti della Protezione civile (www.protezionecivile.it) e del ministero della Salute (www.salute.gov.it) e su alcuni siti web locali


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Si è concluso con l'evento di premiazione e con l'attribuzione del marchio "Azienda Sicura 2010" il Concorso "Le Buone Prassi per la sicurezza sul lavoro". L'iniziativa è stata promossa dall'Assessorato alle Politiche Attive del Lavoro della Regione Abruzzo e realizzata da Abruzzo Lavoro nell'ambito del Progetto SICURLAVORANDO (PO 2007-2008), allo scopo di individuare le aziende più virtuose in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e di renderle note al pubblico, favorendo lo scambio di Best Practice.

Lanciato lo scorso luglio mediante l'invio di un coupon di iscrizione e attraverso inserzioni pubblicitarie e azioni di mail marketing, il concorso ha raccolto le candidature di circa quaranta aziende. In una fase successiva alle aziende iscritte è stato chiesto, ai fini della trasparenza nella valutazione, di autocertificare il possesso dei requisiti enunciati in fase di candidatura. Tra le aziende che hanno risposto positivamente producendo la documentazione richiesta sono state selezionate, grazie ad alcuni ex equo, le sei aziende vincitrici che sono:

- DAYCO EUROPE Srl – Manoppello (PE) – Settore di attività: gomma e plastica. Ha ricevuto il premio Massimo Papa, Responsabile Risorse Umane

- DOMPÉ Spa – L'Aquila – Settore di attività: chimico-farmaceutico. Ha ricevuto il premio Stefania Scarsella, RSPP (Responsabile Sicurezza, Prevenzione e Protezione)

- ISRINGHAUSEN Spa – Atessa (CH) – Settore di attività: metalmeccanico. Ha ricevuto il premio Paolo Forte, Direttore di Stabilimento

- SAINT-GOBAIN Abrasivi Spa – Colledara (TE) – Settore di attività: metalmeccanico. Ha ricevuto il premio Enrico Coccoli, Direttore di Stabilimento

- S.I.S. Srl – Spoltore (PE) – Settore di attività: petrolifero. Ha ricevuto il premio Andrea Ferrante, Direttore Commerciale

- SIVAM Srl – Spoltore (PE) – Settore di attività: petrolifero. Ha ricevuto il premio Paolo Orsini, Presidente

I rappresentanti delle aziende vincitrici hanno ricevuto, in occasione dell'odierno evento di premiazione, il marchio "Azienda Sicura 2010", con il relativo manuale d'uso, che potranno utilizzare per promuovere la propria immagine di azienda virtuosa.

Le sei aziende, insieme alle altre risultate non vincitrici, sono state inoltre inserite nella pubblicazione "Impresa Sicura – Le Best Practice in Abruzzo per la sicurezza e la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro" che sarà distribuita tramite spedizioni postali presso le istituzioni, le associazioni di categoria, la stampa e attraverso un'edizione della newsletter elettronica.

«Questa iniziativa è dedicata alle imprese abruzzesi che si distinguono per l'applicazione delle norme in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro e che rappresentano sul tema della sicurezza dei casi di eccellenza del sistema produttivo regionale – ha sottolineato l'Assessore Regionale alle Politiche Attive del Lavoro, Paolo Gatti. – Un'iniziativa che segue l'impegno dell'Amministrazione regionale nel dare priorità a interventi finalizzati a promuovere la sicurezza e la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, attraverso la sperimentazione di strumenti efficaci e innovativi di sensibilizzazione che prevedono lo scambio e la condivisione di buone pratiche. Il nostro auspicio è che tutti gli attori coinvolti, datori di lavoro, istituzioni preposte e gli stessi lavoratori, legati da un significativo patto di fiducia, riescano a percepire completamente gli incomparabili benefici che derivano da una corretta applicazione di tutte le norme vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, non solo in termini di salvaguardia di vite umane, ma anche in termini di competitività e di presenza sul mercato. Le leggi e i sistemi di certificazione sono da incentivo per le aziende più sicure a perseguire questa strada che le condurrà positivamente verso scenari nazionali e internazionali. Le regole, però, da sole non bastano. Occorre insistere su formazione, sensibilizzazione e comunicazione per ribadire a tutti che la sicurezza sul lavoro è una questione di cultura che riguarda e interessa l'intera collettività».

In occasione dell'incontro odierno sono stati inoltre premiati gli studenti vincitori del concorso "Occhio alla Sicurezza" per la realizzazione di progetti sperimentali in materia di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro riservato alle quinte classi degli istituti tecnico-professionali coinvolti negli incontri formativi realizzati nell'ambito del Progetto Sicurlavorando.

Ad aggiudicarsi la Borsa Premio del valore di mille euro, utile a contribuire ai costi di gestione di stage aziendali, gli studenti delle classi VA Elettronica e Telecomunicazioni (Andrea Di Biase, Marco Santucci, Stefano Straccialini), VA Meccanica (Andrea Acconciamessa, Andrea d'Angelo, Marco Capodicasa, Federico Faricelli, Gianluca Perinetti, Andrea Celli) e VB Meccanica (Natan D'Angelo, Luca Buccella, Dino Romano, Andrea Tortora, Bruno Mucci) dell'Istituto di Istruzione Superiore Alessandro Volta di Pescara, grazie al progetto realizzato dal titolo "Gli occhiali antinfortunistici del futuro".

Gli studenti premiati riceveranno, inoltre, dei biglietti-omaggio per il Parco Avventura Majella, dove verranno coinvolti in una giornata ludico–formativa dedicata ai lavori in quota e potranno applicare le specifiche norme di sicurezza nelle attività di arrampicata e di percorsi avventura.

«La scuola rappresenta il territorio elettivo per iniziative in grado di creare consapevolezza e di sperimentare nuove forme di approccio alle tematiche di valenza sociale – ha concluso l'Assessore Gatti. – È fondamentale che la cultura della sicurezza si affermi già nella scuola, anzi parta da essa, integrando e potenziando le tematiche della salute e della sicurezza nei curricula formativi degli istituti di ogni ordine e grado, con la speranza che, una volta acquisiti dalle giovani generazioni, tali valori possano essere meglio trasferiti anche agli adulti. La collaborazione tra istituzioni e sistema formativo è fondamentale per consentire di formare futuri cittadini consapevoli e responsabili».

Sicurezza nei luoghi di lavoro e igiene degli alimenti, sono due degli ambiti trattati nell'attivita' formativa alle imprese agricole umbre.

E' quanto evidenzia Coldiretti Umbria in una nota, ricordando come si siano aperte le iscrizioni ai corsi di formazione per la sicurezza e in particolare sugli obblighi previsti dal decreto legislativo n.81/08 e sull'HACCP per quanto riguarda l'igiene degli alimenti. ''Per la sicurezza i corsi in programma a Perugia e Terni - spiega Coldiretti - andranno a formare la figura di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), l'addetto al primo soccorso, l'addetto antincendio e il Rappresentante della Sicurezza dei Lavoratori (RLS). Per l'HACCP/Igiene degli alimenti, le iscrizioni - si legge ancora - riguarderanno un corso base a Perugia e due di aggiornamento a Todi e Terni, partendo dalla normativa di riferimento, i regolamenti CE n. 852/2004 e 853/2004 e dalla normativa regionale, per poi trattare temi piu' specifici come ad esempio le corrette prassi igieniche nella produzione, trasformazione, trasporto, stoccaggio e vendita/somministrazione degli alimenti''.

Per l'associazione, in un momento di profondo rinnovamento per il settore agricolo e con il susseguirsi di nuove normative cambia il profilo degli operatori e cresce la richiesta di professionalita' qualificate; aumenta cosi' il bisogno di maggiori competenze ed il ruolo delle risorse umane rappresenta sempre piu' un fattore strategico per una moderna agricoltura multifunzionale. Attraverso interventi finalizzati all'aggiornamento degli imprenditori e alla riqualificazione del personale,

Coldiretti prosegue quindi nel suo impegno verso la formazione, che riveste un ruolo sempre piu' importante ponendosi, tra l'altro, come elemento fondamentale per la competitivita' e professionalita' delle imprese agricole. Chiunque fosse interessato a partecipare e/o a ricevere ulteriori informazioni, puo' contattare quanto prima Coldiretti Umbria ai numeri 0755067648/0755067603 o consultare il sito www.umbria.coldiretti.it nella sezione dedicata ai corsi di formazione e aggiornamento.

Nel corso della sessione straordinaria della Consulta regionale per lo sviluppo dell’Abruzzo, che si è svolta all’Aquila il 15 giugno presso la sede della Giunta regionale, è stata approvata all’unanimità, dietro proposta del segretario generale della Ugl-Abruzzo Piero Peretti, l’istituzione di un tavolo tematico avente ad oggetto “La sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Il tavolo tematico sarà composto da dieci membri ed avrà l’obiettivo di fornire le indicazioni e gli interventi da adottare al fine di promuovere una drastica diminuzione degli incidenti e degli infortuni sul lavoro in Abruzzo tramite interventi di formazione, informazione e controllo.

La morte del giovanissimo operaio rumeno a Pescara è solo l’ultima di una serie infinita di tragedie. Solo nell’ultimo mese, nella nostra regione, sono morte cinque persone.

La situazione a livello nazionale offre un quadro estremamente preoccupante. Dall’inizio dell’anno ci sono stati in Italia 280 morti per infortuni sui luoghi di lavoro, ma si arriva a contarne altri 516 se si aggiungono i lavoratori deceduti sulle strade ed in itinere. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (226 vittime) l’aumento è del 19%.

L’edilizia, l’agricoltura e l’industria sono i settori più colpiti. In Abruzzo le province più interessate sono quelle dell’Aquila e di Chieti.

"Un paese civile non può permettersi questa mattanza - spiega Peretti - ed ecco perché abbiamo voluto proporre alla Consulta per lo sviluppo l’adozione di questo intervento straordinario che dovrà produrre, nell’interesse di tutti, effetti concreti".

Nel 2010 in provincia di Pistoia sono stati rilevati 6 infortuni mortali sul lavoro: due in meno rispetto al 2009. Un dato comunque preoccupante, se si considera l'aumento delle ore di cassa integrazione e quindi il fatto che si è lavorato di meno. «Il tema della sicurezza sul lavoro assume per la nostra amministrazione provinciale un’importanza strategica, soprattutto oggi in un contesto di crisi economica generalizzata».

Lo ha detto l'assessore provinciale Roberto Fabio Cappellini, presentando il Rapporto annuale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che nasce dalla sinergia tra diversi soggetti e propone un’analisi sia dei dati forniti dall’Inail, sia di quelli messi a disposizione da altri enti che svolgono sul nostro territorio un’azione fondamentale nel campo della sicurezza sul lavoro e della vigilanza, quali la Direzione provinciale del lavoro, l’Inps e l'Asl.

Sicurnet 81 CREA SCHEDE è il software per creare schede in formato WORD da utilizzare nella stesura dei documenti valutazione dei rischi (DVR e Piani di Sicurezza).

Si potranno sfruttare gli elementi presenti negli archivi di base, per ottenere una gestione automatizzata delle schede finali.

 


Gli elementi presenti negli archivi di base sono:

·         Rischi

·         Macchine

·         Attrezzature

·         Impianti

·         Sostanze

·         DPI

·         Opere Provvisionali

·         Fasi Lavorative

Partendo da questi elementi si potranno creare innumerevoli schede di valutazione dei rischi ossia nuove macchine, attrezzature, fasi lavorative, ecc.

Le schede così ottenute si potranno ulteriormente modificare e personalizzare, grazie all’editor di testo interno INFOWORD e poi esportato in formato .doc, .docx, .pdf.

Il software permette la creazione di cartelle di sistema in cui salvare i documenti per avere un ordine e una logica nell’archiviazione dei file.

Inoltre a corredo del software è stata inserita la modulistica riguardante:

·         Cantieri

·         Luoghi di lavoro


Sono predisposti documenti e modelli inerenti:

·         Comunicazioni

·         Verbali di nomina Figure aziendali

·         Sopralluoghi in cantiere e in azienda

·         Trasmissioni

·         Sospensioni

Scopri di più

“Controllo periodico dello stato di manutenzione ed efficienza dei trattori agricoli o forestali” è questo il titolo del documento tecnico redatto dal Gruppo di lavoro nazionale, istituito presso l’INAIL (Dipartimento Tecnologie di Sicurezza) e pubblicato sul sito Ex Ispesl nell’Area Dts, sezione linee guida.
 
Il documento vuole essere una fonte di soluzioni organizzative e procedurali in grado di supportare datori di lavoro, lavoratori autonomi, organi di controllo e quanti altri operino relativamente alle attività di verifica e mantenimento di trattori agricoli o forestali.

Il testo si pone in conformità a quanto decretato dal D.Lgs 81 del 9 aprile 2008 e successive modifiche, “in ottemperanza agli obblighi previsti dall’art. 71 comma 4 lettera a) punto 2 e lettera b) del D.Lgs. 81/08″. Commi che testualmente recitano: 

Art. 71. (Obblighi del datore di lavoro). [...] 4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché: a) le attrezzature di lavoro siano [...] 2) oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all’articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione; [...] b) siano curati la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso é previsto”.

Nel testo vengono citati tutti i riferimenti normativi di interesse relativamente ai trattori agricoli o forestali e viene fornito un glossario esplicativo dei principali termini e definizioni.

Presente la sessione “Esecuzione dei controlli”, che riportata inoltre un’accurata descrizione delle modalità con cui devono essere effettuati i controlli. In essa viene stabilito che gli accertamenti siano svolti ogni due anni (ovvero ogni 1000 ore di utilizzo) e che venga effettuato un controllo ogni volta che si verifichino “eventi eccezionali che possono avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza nell’uso del trattore”. Essi devono essere effettuati da una persona competente e i risultati registrati su documenti cartacei specifici per ogni singolo trattore, i quali dovranno essere conservati e resi disponibili per eventuali indagini da parte degli organi di vigilanza.

Nell’allegato del documento viene riportato infie il modello del registro di controllo, il quale deve essere altresì corredato con la documentazione di supporto che dimostri l’adeguatezza dell’intervento effettuato.

L’ultima sessione riporta infine sia una dettagliata esposizione di quali verifiche vadano effettuate sia una spiegazione delle informazioni tecniche per l’effettuazione dei controlli sulle principali parti costituenti il trattore.

Per approfondire: Buone prassi trattori (formato PDF) sul sito Ex – Ispesl