La nuova comunicazione attenta alle differenze

La comunicazione deve cambiare radicalmente per far fronte ad un mercato del lavoro in continua evoluzione.
Si pensi alla nascita delle nuove forme di lavoro flessibile
e giovanile, all’aumento della presenza delle donne nella realtà lavorativa e al fenomeno dell’immigrazione che ci costringe a far fronte a nuovi problemi, a nuovi rischi e, quindi, ci impone un’attenzione, una cura, una consapevolezza delle necessità dei soggetti più deboli.
Una comunicazione efficace che tenga conto di questo “mosaico” di differenze,è determinante, non solo per la riduzione degli eventi infortunistici o delle malattie professionali,ma interviene nell’intero sistema organizzativo/aziendale ottimizzando i processi produttivi e innalzando la soglia del valore aggiunto.
Si tratta di un approccio
che richiede un’attenzione particolare alle soggettività e specificità dei lavoratori, ancora da consolidare, ma che traccia un indirizzo chiaro verso il passaggio da un concetto ristretto di sanità, e quindi da un metodo tipicamente circoscritto alla cura, ad un approccio di garanzia e tutela del benessere della Persona.
Nonostante si sta rafforzando la consapevolezza che comunicazione e informazione sono strumenti efficaci per la promozione di una cultura attenta alle differenze, nell’ambito delle imprese e istituzioni sono ancora pochi gli interventi che prendono in considerazione l’ottica di genere.
Una comunicazione istituzionale orientata a valorizzare le differenze è quanto di meglio le istituzioni/aziende possono e devono offrire per rispondere ai bisogni crescenti di informazioni aggiornate, puntuali e su misura, dei lavoratori e dei cittadini, parte attiva di tutto il sistema sociale.
“Comunicare le differenze” significa mettere in atto compiutamente questo processo culturale.
Adottare la comunicazione istituzionale con un approccio al genere significa intervenire concretamente nella promozione delle pari opportunità tra uomini e donne, nel pieno rispetto del principio costituzionale (art. 51 della Costituzione), ovvero significa favorire:
• Il contrasto agli stereotipi di genere;
• La promozione di politiche aziendali nella direzione di una maggiore equità tra uomini e donne;
• La visibilità della presenza femminile nei luoghi decisionali;
• La valorizzazione delle competenze e delle diverse esperienze maturate dalle donne, anche (e non solo) in riferimento alle politiche di Salute e Sicurezza;
• Maggiore accessibilità di diritti e opportunità ai lavoratori e alle lavoratrici;
• Il principio della parità in ogni momento della vita economica e sociale e quindi,la diffusione di modelli ispirati al principio di equità nella società e nel lavoro;
• La promozione di modelli di donne e uomini in linea con l’evoluzione dei ruoli nel mercato del lavoro e nella società;
• La promozione della partecipazione maschile ai ruoli di cura, storicamente attribuiti alla donna;
• La promozione di una corretta rappresentazione delle donne nella comunicazione sulla Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro.

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