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Gestione e manutenzione della salute e della sicurezza occupazionale

La direttiva quadro obbliga i datori di lavoro ad adottare le misure necessarie per garantire la salute, la sicurezza e il benessere di tutti i lavoratori compresi gli addetti alla manutenzione. I datori di lavoro devono svolgere una valutazione dei rischi del posto di lavoro per identificare i pericoli relativi all'uso e alla manutenzione di utensili portatili e adottare misure preventive per eliminare o ridurre al minimo i rischi.  Le  società  che  affidano  la manutenzione  a collaboratori  esterni  devono  assicurarsi  che  la società appaltatrice attui una gestione della salute e della sicurezza occupazionale che rispetta le prescrizioni giuridiche.

Programmi di manutenzione e ispezione

Per una manutenzione sicura è necessario in primo luogo adottare un programma di manutenzione, integrando   aspetti   legati   alla  sicurezza   e  alla  salute   e  prevedendo   procedure   di  ispezione, segnalazione e registrazione. Sono necessarie registrazioni al fine di fornire informazioni per la pianificazione di attività di manutenzione e di sostituzione in modo tale che queste vengano svolte nel momento  opportuno.  La  gestione  adeguata  delle  operazioni  di  manutenzione  delle  attrezzature richiede un inventario dettagliato di tutte le questioni principali, comprese informazioni relative al produttore, al modello, all'anno e al numero, e un elenco delle parti necessarie per la manutenzione ordinaria e le riparazioni principali.


Una parte importante del programma di manutenzione è costituita dal programma di ispezione che determina   la  frequenza   delle  ispezioni   formali   che  devono   essere   effettuate   da  addetti   alla manutenzione competenti e addestrati.

Gli utensili portatili devono essere controllati:

•      prima che l'utensile venga usato per la prima volta
•      dopo la messa a punto e la sostituzione di parti
•      a intervalli regolari e idonei per ciascun utensile.


Il periodo che intercorre  tra le ispezioni può variare a seconda del tipo di utensile, delle condizioni d'uso  e dell'ambiente.  In  Germania  vi sono  norme  tecniche  e regolamenti  per  la prevenzione  di incidenti  che  forniscono  consigli  su  come  identificare  e  impostare  intervalli  di  manutenzione  per
utensili portatili motorizzati.vii,viii  L'Health and Safety Executive in Gran Bretagna fornisce inoltre informazioni riguardanti la manutenzione di attrezzature portatili motorizzate, compresi intervalli di ispezione.ix


Fattori da considerare nella redazione del piano di manutenzione (adattati dall'HSEx):

•      tipo di utensili e fonte di energia
•      istruzioni e raccomandazioni del produttore
•      età dell'utensile
•      frequenza d'uso e ciclo di lavoro dell'utensile
•    ambiente di lavoro in cui l'attrezzo viene usato (per esempio umido o polveroso) o probabilità di danno meccanico
•      prevedibile uso inappropriato dell'utensile
•      effetti di modifiche o riparazioni condotte sull'utensile
•      analisi delle precedenti registrazioni di manutenzione.

La cura costante, la manutenzione e la conservazione adeguata sono essenziali per l'uso sicuro degli utensili portatili nei cantieri. Nella pratica, ciò prevede ispezioni visive giornaliere volte a rilevare segni di possibili guasti; per esempio, perdite di olio o di refrigerante, incrinature strutturali o usura dei bordi di taglio. Questo include inoltre la regolazione meccanica e la messa a punto di apparecchiature  e il rilevamento e la correzione di piccoli problemi prima che diventino problemi significativi. Le questioni che richiedono attenzione devono essere segnalate.

Alcune regole di base per evitare pericoli associati all'uso di utensili manuali e motorizzati sono:

  •         esaminare ciascun utensile per individuare eventuali guasti prima dell'uso      controllare che la presenza e la sicurezza delle protezioni
  •      controllare la presenza di eventuali incrinature nelle mole e nelle lame
  •      controllare  i cavi  elettrici,  i collegamenti  e  la  messa  a terra.  È essenziale  che  il conduttore di terra del cavo flessibile e i collegamenti  a terra associati degli utensili elettrici  portatili  vengano  testati  regolarmente   da  una  persona  competente   per garantire la continuità e la resistenza della messa a terra.

Molti incidenti elettrici sono provocati da difetti a cavi flessibili, prolunghe, spine e prese. Che cosa bisogna controllare durante l'ispezione?

Sono visibili fili nudi?

La copertura del cavo presenta danni, tagli e abrasioni?


La spina è in buone condizioni, per esempio l’alloggiamento non è rotto e gli spinotti non sono piegati?
Sono presenti giunzioni realizzate con nastro adesivo o altre giunzioni non standard nel cavo? La carcassa esterna dell'utensile è danneggiata?

  •         l'utilizzo di tutti gli utensili portatili danneggiati  deve essere interrotto  e tali attrezzi devono essere marcati con la scritta "Non usare"
  •         mantenere gli utensili affilati e puliti
  •         sostituire le mole molto usurate, danneggiate o ovalizzate, e le lame usurate e danneggiate
  •         sostituire  tutte  le  prolunghe  logorate  e/o  danneggiate  e  i  collegamenti  danneggiati.  Non tentare di riparare i cavi con nastro adesivo
  •  
  •         seguire le istruzioni nel manuale per l'utente per la lubrificazione e la sostituzione di accessori
  •         mantenere  gli  utensili  secondo  le  specifiche  del  produttore  per  evitare  l'aumento  delle vibrazioni:
  •      sostituire i supporti antivibrazione prima che si usurino
  •      controllare l'equilibrio delle parti rotanti e sostituirle se necessario      mantenere gli utensili affilati


Esempi di utensili che possono provocare lesioni dovute a vibrazione:
  • motoseghe
  • martelli perforatori per calcestruzzo, trapani pneumatici trapani a percussione
  • smerigliatrici manuali
  • magli

perché rimangano sicuri, i sistemi idraulici devono essere sottoposti a manutenzione appropriata.
Tutti i complessi di tubi idraulici devono essere sostituiti periodicamente.  Stabilire un programma di manutenzione e seguirlo in maniera costante.
  •      controllare tutti i tubi idraulici per verificare che non abbiano tagli, abrasioni, crepe e altri segni di danno prima dell'uso.
  •      ispezionare/sostituire  più spesso i complessi di tubi idraulici critici. I complessi di tubi critici sono quelli che collocati in prossimità degli operai che lavorano alle macchine o quelli il cui guasto potrebbe provocare lesioni.

Oltre  a  ridurre  al  minimo  i  rischi  relativi  all'uso  di  utensili  portatili,  affinché  le  apparecchiature funzionino   in  maniera   efficiente   sono  necessarie   una  messa   a  punto   e  una  manutenzione appropriate. Per questo motivo la messa a punto e la manutenzione  devono essere considerate un contributo alla produttività.

manutenzione insufficiente nei cantieriGli utensili portatili sottoposti a una manutenzione insufficiente (utensili manuali o utensili motorizzati) presentano significativi rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori che li usano. Tali rischi sono proporzionali  allo  stato  di  riparazione  degli  utensili  e  aumentano  con  il  passare  del  tempo.  La riparazione ad hoc delle attrezzature danneggiate viene spesso effettuata nei cantieri per non interrompere  il  lavoro.  

Tali  riparazioni  vengono  spesso  effettuate  in  modo  affrettato  e  sbrigativo, spesso mediante soluzioni improvvisate (per esempio la sostituzione di un fusibile con un chiodo, la riparazione di cavi elettrici danneggiati con nastro adesivo). Le apparecchiature riparate in modo non professionale possono essere pericolose.


I  pericoli  e  i rischi  indotti  dalla  mancanza  di  manutenzione  o  da  una  manutenzione  inadeguata includono:

utensili manuali:

guasto  meccanico  o  perdita  del  controllo  durante  l'utilizzo  di  un  attrezzo  con  parti difettose. Esempi di utensili non sicuri sono martelli con la testa allentata o danneggiata, cacciaviti con l’impugnatura  rotta o con punte rovinate, scalpelli con la testa a forma di fungo e seghe non affilate.

utensili motorizzati:

il malfunzionamento  di dispositivi di sicurezza come il pulsante di emergenza  (pulsante rosso), coperture di protezione, protezioni e così via. In caso di emergenza tali dispositivi non funzioneranno in maniera appropriata o proteggeranno il lavoratore in modo limitato, il che talvolta può essere più pericoloso dell’assenza  di protezione dato che fornisce un falso senso di sicurezza.

rischi di elettrocuzione,  scosse o bruciature  dovute a guasti elettrici,  cavi attorcigliati  e mancanza di isolamento adatto o messa a terra appropriata.

mole incrinate  o rotte o lame incrinate  possono  provocare  lesioni.  Per esempio,  mole abrasive  incrinate  possono  andare  in pezzi  durante  l'utilizzo,  causando  gravi lesioni  o morte.

emissioni di sostanze chimiche come fumi tossici o polvere, e così via.

rumore  e  vibrazione  emessi  praticamente   da  tutti  gli  utensili  portatili  che  possono provocare rispettivamente perdita dell'udito e sindrome da vibrazioni mano-braccio. La vibrazione può provocare la sindrome del "dito bianco", causata dai danni ai muscoli e ai nervi  che  controllano   il  flusso  del  sangue.  Gli  utensili  sottoposti   a  manutenzione insufficiente possono provocare un significativo aumento delle emissioni di rumore e vibrazione (per esempio, un utensile da taglio non affilato emette livelli di vibrazione maggiori).   Inoltre,  se  i  supporti  antivibrazione   in  un  utensile  sono  danneggiati,   le vibrazioni trasmesse al lavoratore possono essere maggiori.

manutenzione
Introduzione alla manutenzione
È  possibile   definire   la   manutenzione   come   il  lavoro   effettuato   allo   scopo   di   preservare   il funzionamento  e lo stato di sicurezza, e di evitare eventuali guasti o il deterioramento.  
L’oggetto di tale manutenzione  può essere un luogo di lavoro, un’attrezzatura  di lavoro o un mezzo di trasporto (ad es. una nave).

La manutenzione  preventiva – o proattiva – viene eseguita per preservare la funzionalità di qualcosa. Solitamente questo tipo di attività è pianificato e programmato.

La manutenzione  correttiva  – o reattiva – serve a riparare qualcosa  per fare in modo che funzioni  di nuovo.  Si tratta  di un  intervento  non  programmato  né  pianificato,  solitamente associato a livelli più elevati di rischio e di pericolo.

La manutenzione non è dominio esclusivo di installatori e meccanici, ma è responsabilità di quasi tutti i lavoratori di ogni settore e avviene praticamente in tutti gli ambienti di lavoro.
 

La sicurezza e la salute dei lavoratori può essere coinvolta nel processo di manutenzione, ma anche in ragione di una manutenzione carente o non adeguata. Anche la progettazione delle attrezzature e dell’area  di  lavoro  ha  un  impatto  significativo  sulla  sicurezza  e  sulla  salute  dei  lavoratori  che eseguono la manutenzione.

Introduzione

In questo e-fact, gli utensili portatili sono definiti come utensili che possono essere trasportati a mano. Questi utensili possono essere suddivisi in utensili portatili (a mano) non motorizzati e utensili portatili motorizzati.

Gli utensili portatili (a mano) non motorizzati includono seghe, martelli, cacciaviti, pinze, picconi e chiavi. I rischi maggiori legati a questi utensili derivano dall'utilizzo scorretto e dalla manutenzione impropria.  Gli utensili  smussati,  per esempio,  possono  rendere  più difficile  il lavoro  e causare  un numero maggiore di lesioni.

Utensili portatili motorizzati


Esistono  diversi  tipi di utensili  motorizzati  che  si distinguono  per la rispettiva  fonte  di energia  in: utensili elettrici (seghe circolari, macchine perforatrici), utensili pneumatici (per esempio martelli, sminuzzatrici,  pistole ad aria compressa), utensili a combustibile  (gas) liquido (per esempio seghe), utensili idraulici (martinetti), e utensili azionati da polvere (pistole sparachiodi).
Gli utensili portatili motorizzati sono presenti praticamente in tutti i settori industriali. Essi aiutano a svolgere  operazioni  che  richiederebbero  altrimenti  un estenuante  lavoro  manuale.  Tuttavia  questi utensili di uso quotidiano possono provocare gravi lesioni, come lesioni alle dita o alle mani o gravi lesioni  agli occhi,  se non vengono  usati  o sottoposti  a manutenzione  in maniera  appropriata.  Gli utensili  guasti  (difettosi)  o  modificati  in  modo  non  professionale  possono  essere  pericolosi.  Per esempio, gli utensili elettrici difettosi possono provocare bruciature e scosse o portare addirittura alla morte da elettrocuzione. Gli utensili pneumatici possono essere molto rumorosi e provocare la perdita dell'udito.
Gli utensili portatili sono molto usati nei cantieri, e quindi i lavoratori sono costantemente  esposti ai pericolii  associati all'uso di tali utensili.
Secondo  un'indagine,  le  percentuali  di  lesioni  provocate  da  utensili  a  mano  non  motorizzati  nel settore edile erano al secondo posto, superate solo dal settore agricolo.
Per quanto  riguarda  le percentuali  delle lesioni  provocate  da utensili  motorizzati,  la classifica  dei settori era: settore edile, agricolo, manifatturiero ed estrattivo.ii  Circa metà delle amputazioni alle dita ogni anno sono provocate da incidenti avvenuti con utensili motorizzati.
Secondo l'ISSA (2009) , il rapporto tra gli incidenti provocati da apparecchiature  elettriche portatili e tutti gli incidenti legati all'elettricità  è approssimativamente  di 1:5 e la University of Wolverhampton (2006)v    ha  osservato  che  circa  un  quarto  di  tutti  gli  incidenti  legati  all'elettricità  da  segnalare
riguardano   apparecchiature   portatili.   Ciò   corrisponde   ai   risultati   dell'HSE,   secondo   la   quale praticamente un quarto di tutti gli incidenti legati all'elettricità da segnalare riguardano attrezzature portatili.vi
È necessario prestare particolare attenzione alla manutenzione degli utensili portatili per evitare o eliminare i pericoli. Il controllo e la manutenzione  degli utensili portatili nei cantieri rappresenta una sfida per la natura dei cantieri stessi e proprio per il fatto che gli utensili portatili  possono  essere trasportati facilmente.
Si possono inoltre verificare incidenti durante la manutenzione di utensili motorizzati difettosi.

sicurezza in agricoltura
L’agricoltura è uno dei settori più pericolosi per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro. I lavoratori agricoli subiscono un numero di infortuni sul lavoro non mortali 1,7 volte più alto rispetto alla media e un numero di infortuni mortali tre volte superiore. Nel settore agricolo dell’UE-27 prevalgono le aziende a conduzione familiare e un elevato numero di lavoratori autonomi, in quanto la maggior parte delle attività agricole svolta dal proprietario dell’azienda e dalla sua famiglia. Nove persone su dieci che lavorano in un’azienda agricola (l’89%) costituiscono manodopera familiare (1). Nel 2007 circa il 78% degli agricoltori lavorava in proprio, con l’assistenza di familiari e l’aiuto di lavoratori occasionali ingaggiati in coincidenza con i picchi di lavoro (2).

 Il lavoro in proprio e il fatto che spesso l’agricoltura è un’attività a conduzione familiare rappresentano una sfida per la sicurezza e la salute sul lavoro. 

Attività di manutenzione nell’agricoltura Le attività di manutenzione in agricoltura sono molto varie e comprendono: 

■ la manutenzione e la riparazione di macchinari, attrezzature e veicoli; 
■ la manutenzione di fattorie e di edifici; 
■ la manutenzione di sili, cassoni, cisterne e tramogge; 
■ la manutenzione di impianti elettrici; 
■ la manutenzione di sistemi di drenaggio e irrigazione; 
 ■ la manutenzione di strade asfaltate e non. 

Pericoli correlati alla manutenzione in agricoltura Data l’ampia varietà delle attività di manutenzione nelle aziende agricole, i potenziali pericoli sono numerosi e diversi; tra questi si annoverano: 

 ■ pericoli meccanici correlati alla manutenzione dei macchinari come il rischio di schiacciamento, intrappolamento e proiezione di liquidi in pressione; 
■ pericoli elettrici presenti quando si lavora su apparecchiature difettose o durante la manutenzione di impianti e attrezzature elettriche o la riparazione di recinti elettrificati guasti;
 ■ pericoli termici correlati all’uso di apparecchiature per la saldatura o il riscaldamento durante la manutenzione o alla manutenzione di attrezzature di lavoro che presentano superfici calde o con liquidi di esercizio caldi; 
■ pericoli chimici legati all’uso di sostanze pericolose durante la manutenzione o alla manutenzione di apparecchiature contenenti sostanze pericolose; 
■ pericolo di incendio o di esplosione durante la manutenzione di strutture o apparecchiature contenenti sostanze pericolose ed esplosive come serbatoi, cassoni e silo, o serbatoi di combustibile; 
■ pericoli biologici presenti durante la manutenzione di impianti contaminati da agenti biologici, cisterne, fossati e infrastrutture fognarie; (1) Eurostat, Agricultural statistics: Main results 2007-2008 
■ pericoli ergonomici come posture scorrette, strumenti non ergonomici;
 ■ le attività svolte in uno spazio confinato. 

 Fattori che maggiormente contribuiscono agli infortuni dovuti alle attività di manutenzione nel settore agricolo 

I fattori più frequenti sono i seguenti: 

■ attività di lavoro svolte in solitudine; 
■ mancanza di dispositivi di protezione;
 ■ vincoli finanziari, ritmi incalzanti e fatica; 
 ■ mancanza di consapevolezza/formazione/informazione; 
■ subappalti. 

Misure preventive 

■ Cercare di eliminare i rischi. 
■ Se non è possibile eliminare del tutto i rischi, cercare di ridurli applicando procedure di lavoro sicure. 
■ Utilizzare apparecchiature appropriate compresi i dispositivi di protezione individuali. 
■ Non eseguire mai un’attività se si è privi della necessaria competenza. Manutenzione di macchinari e veicoli Attenersi a procedure di lavoro sicure durante la manutenzione e la riparazione dei macchinari. 
■ Spegnere la macchina prima di effettuare qualsiasi intervento. 
 ■ Assicurarsi che il macchinario si sia fermato: ricordarsi di rispettare il tempo di arresto del motore. 
 ■ Assicurare le parti che potrebbero muoversi o ruotare: per esempio utilizzando cunei, puntelli.
 ■ Attenersi alle istruzioni del fabbricante. 
■ Riposizionare le protezioni prima di riavviare la macchina. Attività di lavoro in uno spazio confinato È possibile che i lavoratori agricoli debbano svolgere attività di manutenzione, ispezione, pulizia e riparazione in spazi confinati come sili per cereali umidi, fossi fangosi o cassoni. I pericoli possono essere collegati alla scarsità di ossigeno, alla presenza di sostanze gassose, liquide o solide tossiche o infiammabili che possono riempire questo spazio improvvisamente, causando asfissia, annegamento, incendi o esplosioni. 
■ Evitare di entrare in spazi confinati. 
■ Se ciò è inevitabile, attenersi a un sistema di lavoro sicuro. 
■ Prevedere misure di emergenza adeguate. 
■ Verificare la qualità dell’aria prima di entrare 
■ Utilizzare strumenti adatti come dispositivi di protezione individuale (per esempio, respiratori, imbracature e cavi di sicurezza), illuminazione (approvata per atmosfera esplosiva) e dispositivi di comunicazione.

 Lavoro in quota

 La manutenzione di edifici, strutture e macchinari in un’azienda agricola può comportare un lavoro in quota. Sono frequenti cadute dai tetti o attraverso tetti pericolanti, dai veicoli, dalle scale o da mezzi di accesso inadeguati. 
■ Evitare il lavoro in quota.
■ Se ciò non è possibile, utilizzare mezzi di accesso adeguati.
■ Se necessario, impiegare dispositivi anticaduta, per esempio imbracature di sicurezza. 
■ Assicurarsi che strumenti e materiali possano essere sollevati e abbassati in sicurezza. 
■ È indispensabile supporre sempre che i tetti siano pericolanti, a meno che non si possa affermare con certezza il contrario. 
■ Gli edifici con tetti pericolanti devono essere dotati di segnali di avvertimento, soprattutto in corrispondenza dei punti di accesso. 
■ Quando è necessario salire su veicoli indossare calzature antiscivolo.
■ Non utilizzare le scale se è possibile svolgere la stessa attività in maniera più sicura.
■ Se si utilizzano scale, accertarsi che la scala non possa scivolare e che sia appoggiata su una base solida e piana. Iniziative e campagne per impedire danni ai lavoratori agricoli 
■ Le giornate di sensibilizzazione per la sicurezza e la salute nelle aziende agricole (Farm Safety and Health Awareness Days, SHAD) organizzate nel Regno Unito sono eventi concepiti per informare e formare i lavoratori agricoli in merito ai rischi associati alla loro attività lavorativa. 
 ■ Un progetto sviluppato in Belgio, denominato PreventAgri, si prefigge lo scopo di prevenire gli infortuni, le malattie professionali e i rischi psicosociali in agricoltura; prevede iniziative di sensibilizzazione, formazione, ricerca e intervento attivo.
 ■ In Austria, l’Istituto di previdenza sociale per gli agricoltori invita questi ultimi a promuovere la salute e la sicurezza nelle proprie aziende agricole rilasciando certificati di sicurezza.
 Il certificato di sicurezza è un premio conferito agli agricoltori che mostrano un’attenzione particolare per la sicurezza e la salute. Il conferimento del premio è subordinato al rispetto di rigorosi criteri: — uno standard generale di prassi a livello di sicurezza e salute; — un determinato livello di informazione dei lavoratori agricoli in materia di sicurezza; — un’organizzazione del lavoro sicura (uso di dispositivi di protezione individuale, kit di pronto soccorso, area di lavoro ordinata); — impiego di apparecchiature sicure; — uso di veicoli sicuri; — presenza di edifici sicuri; — impianti elettrici sicuri. Esempi di buone prassi 
■ Officina mobile per macchinari e veicoli agricoli Mobile Werkstatt Allgäu GmbH, Germania I macchinari e i veicoli agricoli moderni necessitano di un’assistenza professionale sempre maggiore, che presuppone determinate qualifiche e competenze in materia di manutenzione e riparazione. L’officina mobile per macchinari e veicoli agricoli è nata da un’idea degli agricoltori. È dotata di tutti gli strumenti e i macchinari di misurazione e di analisi necessari per la riparazione nonché di una squadra di tecnici manutentori che eseguono in loco riparazioni e interventi professionali di manutenzione di macchinari e veicoli. 
 ■ Manutenzione e riparazione sicure ed efficienti di serre per ortaggi Glass Handling Technic Vof, Paesi Bassi (vincitore del premio per le buone prassi) 

 Negli ultimi anni il settore delle serre per ortaggi ha assistito ad uno sviluppo senza precedenti. Le serre sono più alte, i canali di drenaggio sui tetti delle serre sono estremamente stretti e le dimensioni delle vetrate dei tetti sono aumentate in modo considerevole. Questi sviluppi hanno avuto un influsso enorme sulle attività di manutenzione e riparazione, che attualmente comportano un rischio di ferite da taglio, cadute dall’alto e stress fisico. Su iniziativa dell’industria delle serre, delle organizzazioni professionali di giardinieri, coltivatori, montatori e contraenti, e delle società di assicurazione oltre che delle banche è stato elaborato un metodo nuovo e sicuro per la riparazione dei tetti in vetro delle serre, in collaborazione con alcune società esperte nella manutenzione di serre. È stato così ideato un sistema, denominato «Repair Shuttle», che consente di effettuare le riparazioni sulla parte esterna dei tetti in vetro; esso consiste in un veicolo dotato di un meccanismo per posizionare le vetrate e in una piattaforma mobile necessaria per spostare il veicolo da un posto all’altro. La categoria dei manutentori ha collaborato da vicino allo sviluppo del «Repair Shuttle». Grazie a questo sistema è stato del tutto eliminato il rischio di infortuni dovuti alla caduta delle vetrate, mentre il rischio di cadute per l’operatore è quasi nullo. È stato inoltre notevolmente ridotto lo sforzo fisico per gli addetti alle riparazioni. Per ulteriori informazioni Per ulteriori informazioni sulla manutenzione sicura nel settore dell’agricoltura si rimanda alla pubblicazione online «Maintenance in agriculture — A safety and health guide» («Guida a una manutenzione sicura e salubre in agricoltura»), disponibile all’indirizzo http://osha.europa.eu/it/publications/reports La presente scheda informativa è disponibile in 24 lingue all’indirizzo: http://osha.europa.eu/it/publications/factsheets Fonte: M. Águila, INSHT.

effetti fumo e lavoro


• Il fumo costa. I dati mostrano che i fumatori si assentano più spesso per brevi o lunghi periodi di malattia rispetto ai non fumatori o agli ex fumatori. I fumatori al lavoro sono meno produttivi poiché si prendono pause sigaretta. Ai costi del fumo sul luogo di lavoro si sommano i danni degli incendi causati da sigarette dimenticate accese e le spese di pulizia e manutenzione aggiuntive.

• Gli effetti del fumo ambientale sulla salute dei non fumatori sono considerevoli e provocano un aumento dei costi sostenuti dalle imprese a causa del fumo.

• I locali di lavoro in cui è consentito fumare sono soggetti a numerosi rischi. Il costo dell’assicurazione contro gli incendi è maggiore. I dipendenti potrebbero presentare una richiesta di indennizzo nel
caso in cui lamentino effetti sulla salute

sicurezza lavoro

Al fine di proteggere i non fumatori sul luogo di lavoro e incoraggiare i fumatori a smettere, sono state recentemente elaborate alcune raccomandazioni a livello europeo. In diversi paesi UE è stato introdotto il divieto di fumare sul luogo di lavoro.

 Ciononostante, in alcuni casi i lavoratori sono ancora esposti al fumo di tabacco ambientale. Vi sono, inoltre, grandi differenze tra i vari Stati europei in merito a questo problema, come illustra un’indagine svolta dalla Commissione europea nel 2009.

 In Grecia, il 60 % degli interpellati ha dichiarato di essere esposto al fumo di tabacco ambientale sul luogo di lavoro. Nel Regno Unito, in Finlandia e Svezia si è registrato invece il tasso più basso di esposizione, con circa il 10 % dei lavoratori interessati da questo problema. 

L’esposizione al fumo di tabacco ambientale, nota anche come esposizione al fumo passivo, è un’importante causa di malattia, disabilità e mortalità nell’Unione europea. L’esposizione professionale al fumo di tabacco ambientale si riferisce all’esposizione al fumo sul luogo di lavoro.

sicurezza d lgs 81 Secondo i dati disponibili, il tasso di incidenti non mortali che si verifi cano sul posto di lavoro tra i lavoratori la cui età è compresa fra i 18 e i 24 anni è di oltre il 40 % superiore a quello relativo alla forza lavoro analizzata nel suo complesso. Per la categoria dei giovani lavoratori anche le probabilità di contrarre una malattia professionale sono maggiori. Tuttavia, anziché rivelarsi dannosi, i luoghi di lavoro possono costituire uno scenario importante ai fi ni della promozione della salute. In essi è possibile migliorare le condizioni generali di salute dei lavoratori off rendo, in tal modo, vantaggi anche per l’azienda che vedrà ridursi i costi correlati alle malattie e crescere la propria produttività. 
 
Cosa si può fare sul luogo di lavoro? 
 
La presente scheda informativa sintetizza 12 casi di promozione della salute sul luogo di lavoro (Workplace Health Promotion — WHP) provenienti dall’Austria, dal Belgio, dalla Danimarca, dalla Germania, dall’Italia, dai Paesi Bassi, dalla Romania e dalla Svezia (1). I casi studio presentano una serie di iniziative e interventi volti a promuovere la salute dei giovani lavoratori. Questi ultimi sono stati defi niti in diversi modi dalle aziende coinvolte: mentre la maggior parte di esse li defi niva in termini di età, in alcuni casi venivano classifi cate come «giovani» lavoratori anche quelle persone che svolgevano da poco tempo la propria attività lavorativa. I programmi sono stati realizzati in diverse aziende, sia pubbliche sia private; la maggior parte di essi coinvolgeva lavoratori del settore privato la cui attività lavorativa era fisicamente impegnativa.
  
 Messaggi chiave

La maggior parte dei programmi di promozione della salute si concentrava sul livello individuale, in particolare sui fattori relativi allo stile di vita La maggior parte dei casi si concentrava sui fattori individuali. Tali iniziative e programmi riguardavano principalmente i fattori relativi allo stile di vita quali l’abuso di sostanze alcoliche, il fumo, la dieta/nutrizione e l’esercizio fi sico. Tutto ciò è importante in quanto la tutela della salute del personale comporta vantaggi anche per l’azienda. Fra gli altri fattori presi in considerazione vi sono: lo sviluppo di competenze/personalità, il team building, l’ottimizzazione dell’ambiente di lavoro nonché problematiche di carattere psicosociale. È importante notare come in molti casi vi fosse una compresenza delle suddette tematiche. Su tutti i casi presi in esame, quattro erano costituiti da azioni temporanee mentre gli altri si riferivano a progetti in corso. Questo dato è particolarmente significativo poiché i progetti in corso indicano una maggiore possibilità di sostenibilità. Nel corso delle fasi di preparazione, attuazione e monitoraggio di tutti i programmi esaminati, sono stati utilizzati diversi tipi di approccio. In primo luogo, diverse parti interessate (per esempio, dipendenti, formatori e supervisori) hanno partecipato alla preparazione di nove degli 11 casi. Attraverso interviste, incontri e sondaggi è stata data loro la possibilità di esercitare un’infl uenza sul contenuto del programma di promozione della salute nonché di contribuire all’elaborazione delle strategie pratiche. Al momento della realizzazione dei programmi di promozione della salute sono state individuate cinque diverse componenti: 1) formazione e mentoring, 2) attività, 3) incentivi per i giovani lavoratori, 4) informazione e 5) politiche. Ciascuna di queste componenti è risultata fondamentale ai fi ni della buona riuscita del programma di promozione della salute. La maggior parte dei casi comprendeva anche la componente «seminari, formazione e workshop». Inoltre, sei casi contemplavano la creazione di reti quale una delle (principali) parti del programma di promozione della salute. Esempi di tali reti sono costituiti dai gruppi di scambio di esperienze, dalle squadre di progetto o dai gruppi di supporto. Per quanto riguarda la fase di monitoraggio, hanno trovato applicazione interviste, indagini e meccanismi i feedback. Lavorare di concerto è stato importante ai fi ni della promozione della salute fra i giovani lavoratori Questi casi hanno posto una distinzione fra iniziatori, attori e guide. Gli iniziatori sono quelle aziende o istituzioni che hanno dato il via alla promozione della salute sui luoghi di lavoro, mentre attori e guide supportano la preparazione e la realizzazione dei programmi. Le aziende e i governi dei paesi partecipanti ricoprivano entrambi il ruolo di iniziatori dei programmi di promozione della salute. Nei casi in cui il governo costituiva l’inizia- tore del progetto, il principale promotore del programma era l’amministrazione locale. In tutti i casi presi in esame, gli attori e le guide lavoravano, in maggiore o minore misura, di concerto. La promozione della salute sul luogo di lavoro non solo ha migliorato la salute dei giovani lavoratori ma ha comportato vantaggi anche per l’azienda I programmi di promozione della salute sui luoghi di lavoro hanno comportato benefi ci non solo per i dipendenti ma anche per le aziende in cui essi lavoravano. In primo luogo, le aziende hanno tratto vantaggio dal programma di promozione della salute in virtù dei miglioramenti ottenuti dai loro dipendenti in termini di benessere fi sico e mentale. In aggiunta, il programma di promozione della salute sui luoghi di lavoro ha off erto vantaggi alle aziende migliorandone l’immagine e rendendole più attraenti agli occhi dei nuovi dipendenti.  

La valutazione ha rilevato molti miglioramenti ma il feedback può risultare eccessivamente positivo In molti casi sono stati utilizzati dati qualitativi ottenuti mediante le interviste e i workshop e dati quantitativi, quali indagini e questionari, ai fi ni della valutazione. La valutazione è stata importante per poter dare un’indicazione sull’effi cacia dei programmi e per migliorare i programmi per le realizzazioni future. I programmi di promozione della salute hanno determinato un miglioramento nell’ambito delle competenze personali dei dipendenti, una maggiore consapevolezza del loro stato di salute e un abbassamento dei livelli di stress. Il feedback è risultato complessivamente positivo. Tuttavia, permangono dubbi ragionevoli in merito all’invariabilità degli esiti positivi ottenuti attraverso i programmi di promozione della salute sui luoghi di lavoro. Il metodo di presentazione dei rapporti può portare a una distorsione informativa. I fattori chiave di successo dei programmi di promozione della salute tra i giovani lavoratori sono stati un ampio programma e la partecipazione dei lavoratori In diversi casi, il coinvolgimento dei partecipanti ha costituito un fattore importante di successo. 

In tali casi, il programma non era mirato esclusivamente alle esigenze dei dipendenti ma anche a incoraggiarli a partecipare. Inoltre, un ampio programma consentiva ai partecipanti di selezionare una tematica appositamente elaborata sulla base dei loro problemi specifi ci sul posto di lavoro. Hanno costituito ulteriori fattori chiave di successo una comunicazione aperta, il coinvolgimento del management aziendale e il supporto sul posto di lavoro. 

Conclusioni generali

  I programmi di promozione della salute sui luoghi di lavoro tra i giovani lavoratori si sono concentrati principalmente su fattori individuali come quelli relativi allo stile di vita. Più della metà dei casi è stata avviata dalle aziende stesse, il che costituisce un dato positivo. Un secondo elemento di forza dei programmi di promozione della salute è rappresentato dal fatto che più della metà di essi era costituito da progetti in corso d’opera, ed è risaputo che tali progetti hanno maggiori probabilità di condurre a un cambiamento sostenibile tra i giovani lavoratori. Ciò è particolarmente
importante in quanto un comportamento sano acquisito in giovane età ha maggiori probabilità di perdurare nell’arco di vita dei lavoratori e di condurre ad una condizione di salute migliore nel corso della vecchiaia.

Raccomandazioni 
 
 È importante garantire che gli interventi siano di vasta portata e non aff rontino solo fattori individuali ma anche fattori a livello organizzativo.  Nell’ambito di tale processo, è essenziale il coinvolgimento dei dipendenti e che siano tenute nella giusta considerazione le loro esigenze e il loro punto di vista in merito all’organizzazione del lavoro, al luogo di lavoro e alle attività di promozione della salute sul luogo di lavoro.  I futuri casi studio devono concentrarsi anche sulle barriere, sugli ostacoli e sugli insegnamenti tratti. Ulteriori informazioni sulla promozione della salute sui luoghi di lavoro sono disponibili all’indirizzo http://osha.europa.eu/it/topics/ whp e sui giovani lavoratori all’indirizzo http://osha.europa.eu/it/ priority_groups/young_people La presente scheda informativa è disponibile in 24 lingue all’indirizzo: 

http://osha.europa.eu/it/publications/factsheets

sicurezza formazione lavoroQuesta scheda informativa si basa sulle conclusioni di un rapporto che presenta casi di formazione di insegnanti futuri e già in servizio su temi di sicurezza e salute sul lavoro (SSL) o in generale di educazione al rischio

L’ideale sarebbe che tutti gli insegnanti ricevessero una formazione sulla sicurezza e sulla salute sul lavoro nella loro vita professionale e su come integrare l’educazione al rischio nel proprio lavoro quotidiano. Se è difficile inserire in modo adeguato l’educazione al rischio nel programma scolastico, è ancora più difficile integrarla nei programmi di formazione per gli insegnanti futuri. Tuttavia, i casi presentano approcci e metodi diversi da poter studiare o elaborare.

 Essi mostrano che il successo dipende dall’adozione di un approccio pragmatico, sensibile alle esigenze e alle circostanze delle scuole e dei corsi per futuri insegnanti. Evidenziano, inoltre, il valore della formazione a sostegno di un approccio che coinvolge tutti i soggetti del processo educativo e abbina l’educazione al rischio alla gestione della sicurezza e della salute sul lavoro, al fine di offrire un ambiente di lavoro e di apprendimento sano e sicuro. Sarà fondamentale sviluppare partenariati pertinenti e assicurarsi l’impegno di tutti i principali gruppi interessati, nonché continuare a mettere in comune pratiche ed esperienze. Uno dei problemi evidenziati negli esempi è stata la necessità di contatti individuali per l’inserimento dell’educazione al rischio. È un problema, inoltre, se le sessioni formative sono un evento eccezionale e non invece parte di una serie di eventi organizzati con regolarità. I progetti, infatti, devono essere resi sostenibili inserendoli in una strategia globale coerente.  «Training teachers to deliver risk education — Examples of mainstreaming OSH into teacher training programmes» [Formazione di insegnanti impegnati nell’educazione al rischio — Esempi di integrazione della sicurezza e la salute sul lavoro nei programmi di formazione degli insegnanti] (http://osha.europa.eu/en/publications/reports/teachers-training-riskeducation_ TE3111358ENN/view). Sviluppo di una strategia 

I casi esaminati indicano che una strategia di questo tipo potrebbe contemplare:
 • una formazione con un approccio che coinvolge tutti i soggetti del processo educativo e abbina l’educazione al rischio alla promozione di una migliore gestione della SSL nelle scuole, integrando anche la SSL nel lavoro quotidiano di tutti gli insegnanti, in un contesto generale di cultura della sicurezza nelle scuole che ne promuova la partecipazione e li impegni attivamente; 
• la formazione di tutti i futuri insegnanti su come inserire le nozioni di base della SSL nelle scuole e come integrare l’educazione al rischio nel loro lavoro quotidiano; 
• l’istruzione di tutti gli insegnanti sulla SSL non appena prendono servizio in una scuola, compresa l’educazione al rischio degli alunni; 
• una formazione supplementare per i presidi affinché questi ultimi acquisiscano una conoscenza approfondita della gestione della SSL e integrino l’educazione al rischio nella pratica scolastica; 
• una formazione supplementare per altri docenti, a seconda della loro specializzazione, affinché acquisiscano una conoscenza approfondita della SSL e dell’educazione al rischio, con un’attenzione particolare alla possibilità di dichiarare determinati docenti «campioni» e affidare loro il compito di diffondere le informazioni e motivare gli altri; • la definizione del numero minimo di docenti cui impartire una formazione speciale; 
• la possibilità di «fare rete» tra le scuole e i docenti «campioni» in tema di SSL/educazione al rischio:
 — per contribuire a tenere aggiornati altri docenti, dal momento che le scuole spesso hanno delle difficoltà in questo senso, — per condividere e scambiarsi esperienze; 
• la collaborazione e la partecipazione di un gran numero di gruppi interessati, fra cui: 
— autorità competenti in materia d’istruzione, enti responsabili dei programmi scolastici e istituti di formazione per futuri insegnanti, 
— altre organizzazioni i cui obiettivi possono essere correlati all’educazione al rischio (educatori sanitari, enti responsabili della prevenzione di incidenti e della sicurezza stradale, organismi sportivi), 
— enti professionali e sindacati di docenti; 
• l’identificazione di sinergie e modalità per formare i docenti con il minor disagio possibile; 
• il sostegno specifico, informazioni e strumenti da offrire alle scuole per creare un ambiente di apprendimento e di lavoro sano e sicuro, in modo tale che le questioni relative alla salute e alla sicurezza siano considerate fondamentali sia per i docenti che per gli alunni. 

Definizione degli obiettivi di apprendimento 

Per discutere di strategie di formazione con altri soggetti, quali ad esempio le autorità competenti in materia d’istruzione o le università per futuri insegnanti, è importante che siano chiari gli obiettivi di apprendimento da includere nella formazione in questione. 

A seconda dei casi, gli obiettivi di apprendimento per la formazione di tutti i docenti dediti all’insegnamento generale nelle scuole elementari e medie potrebbero articolarsi come segue: • acquisizione delle nozioni e delle abilità necessarie per inserire l’educazione al rischio nel loro lavoro d’insegnamento quotidiano; • acquisizione di atteggiamenti e nozioni di base in relazione alla propria sicurezza e salute sul lavoro, vale a dire alla SSL nelle scuole; • acquisizione delle nozioni e delle abilità necessarie per poter dare un contributo positivo alla salute e alla sicurezza, propria e degli altri, nelle scuole. 

Risorse didattiche pertinenti e adeguate 

Nei precedenti rapporti dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sull’integrazione della SSL nell’istruzione è stato anche osservato che occorre sviluppare risorse didattiche pertinenti da fornire a scuole e facoltà a sostegno di una strategia d’integrazione dell’educazione al rischio nell’istruzione. Lo stesso vale per la formazione per docenti. 

I casi studio indicano che occorre studiare varie risorse e approcci per la formazione dei docenti nell’ambito di una strategia di formazione ad hoc. 

Fra le risorse didattiche vi sono: 
• opuscoli per insegnanti apprendisti; • opuscoli per insegnanti nuovi sul luogo di lavoro; 
• pacchetti di risorse didattiche per docenti universitari; • risorse didattiche per formare gli insegnanti a fornire formazione a cascata; 
• risorse didattiche affinché gli insegnanti possano offrire istruzione e formazione a cascata ad altri insegnanti; • materiale chiaro e facilmente comprensibile da utilizzare con gli alunni in classe. 
I metodi e gli approcci di formazione comprendono:
 • opzioni di autoformazione, in particolare l’e-learning e/o i CD-ROM interattivi; 
• apprendimento misto: una combinazione di formazione online a distanza e formazione in aula, ad esempio con la partecipazione a seminari; 
• metodi di apprendimento attivo in cui i docenti utilizzano la propria conoscenza, particolarmente importante in quanto sarà l’approccio didattico per gli alunni in classe; 
• come per altri settori di formazione professionale, inserimento di un collegamento con la salute e sicurezza sul lavoro degli stessi docenti nei corsi per insegnanti apprendisti; 
• collegamento chiaro fra la formazione dei docenti e lo sviluppo di programmi scolastici. 
Altre questioni relative alla formazione comprendono: 
• discussione delle esigenze formative dei docenti quando vengono sperimentate le risorse didattiche; 
• valutazione delle possibilità di formazione generica, come ad esempio la formazione relativa all’educazione alla salute, alla sicurezza stradale, all’educazione fisica e all’educazione al rischio; 
• studio su come trasmettere le informazioni e le abilità di base ai docenti nel minor tempo possibile; 
• legame fra formazione e sviluppo della carriera mediante la valutazione, il rilascio di certificati, il riconoscimento delle abilità di gestione della SSL acquisite ecc.;
 • sostegno supplementare alle scuole nelle valutazioni dei rischi e nella gestione della sicurezza e salute sul luogo di lavoro; 
• valutazione di progetti, programmi e metodi di formazione.

Nell’allegato II vengono definite le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature che vengono suddivise nei seguenti gruppi:
 
1.1.1.Gruppo SC -Apparecchi di sollevamento materiali non azionati a mano ed idroestrattori a forza centrifuga
 a) Apparecchi mobili di sollevamento materiali di portata superiore a 200 kg
 b) Apparecchi trasferibili di sollevamento materiali di portata superiore a 200 kg
 c) Apparecchi fissi di sollevamento materiali di portata superiore a 200 kg
 d) Carrelli semoventi a braccio telescopico
 e) ldroestrattori a forza centrifuga
 
1.1.2.Gruppo SP -Sollevamento persone
 a) Scale aree ad inclinazione variabile
 b) Ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato
 c) Ponti mobili sviluppabili su carro a sviluppo verticale azionati a mano
 d) Ponti sospesi e relativi argani
 e) Piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne
 f) Ascensori e montacarichi da cantiere
 
1.1.3.Gruppo GVR - Gas, Vapore, Riscaldamento
a) Attrezzature a pressione:
 1. Recipienti contenenti fluidi con pressione maggiore di 0,5 bar
 2. Generatori di vapor d'acqua
 3. Generatori di acqua surriscaldata (1)
 4. Tubazioni contenenti gas, vapori e liquidi
 5. Generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso ..
 6. Forni per le industrie chimiche e affini
b) Insiemi: assemblaggi di attrezzature da parte di un costruttore certificati CE come insiemi secondo il decreto legislativo n. 93 del 25 febbraio 2000.


VERIFICHE
 
Vengono definite:
 
- Verifica periodica
- Prima verifica periodica (che prevede anche la compilazione della scheda tecnica di identificazione dell'attrezzatura di lavoro)
- Indagine supplementare per le attrezzatura di lavoro messe in esercizio da oltre 20 anni nonché a stabilire la vita residua in cui la macchina potrà ancora operare in condizioni di sicurezza con le eventuali relative nuove portate nominali.
 
Viene definito che qualora vi sia la constatazione di non rispondenza ai requisiti essenziali di sicurezza (RES), di qualche direttiva CE, deve essere segnalata al soggetto titolare della funzione.
 
Interessante la definizione delle nuove procedure amministrative.
 
Il datore di lavoro che mette in servizio un'attrezzatura di lavoro fra quelle riportate nell'allegato VII del decreto legislativo n. 81/2008, ne dà immediatacomunicazione all'INAIL per consentire la gestione della relativa banca dati. L'INAIL assegna all'attrezzatura un numero di matricola e lo comunica al datore di lavoro.
 
Almeno 60 giorni prima della data di scadenza del termine per l'esecuzione della prima delle verifiche periodiche, il datore di lavoro deve richiedere all'INAIL l'esecuzione della prima delle verifiche periodiche comunicando il luogo presso il quale e' disponibile l'attrezzatura per l'esecuzione della verifica. Per i carrelli semoventi a braccio telescopico, le piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne, gli ascensori e montacarichi da cantiere con cabina/piattaforma guidata verticalmente e gli idroestrattori a forza centrifuga, di cui all'allegato VII del decreto legislativo n. 81/2008, già messi in servizio alla data di entrata in vigore del decreto, la richiesta di prima verifica periodica costituisce adempimento dell'obbligo di comunicazione all'INAIL per le finalità di cui al punto 5.1.1.
Per i carrelli semoventi a braccio telescopico, gli ascensori e montacarichi da cantiere con cabina/piattaforma guidata verticalmente e gli idroestrattori a forza centrifuga, messi in servizio in assenza di direttiva di prodotto specifica, dovrà essere attestata da parte del datore di lavoro o da persona competente da lui incaricata la conformità della macchina ai requisiti di sicurezza di cui all'allegato V del decreto legislativo n. 81/2008: tale attestazione dovrà essere allegata alla richiesta della prima delle verifiche periodiche.
 
Verifiche periodiche successive alla prima
Con la periodicità prevista dall'allegato VII e almeno 30 giorni prima della scadenza del relativo termine, il datore di lavoro deve richiedere alla ASL competente per territorio l'esecuzione delle verifiche periodiche successive alla prima, comunicando il luogo presso il quale è disponibile l'attrezzatura per l'esecuzione delle stesse.
 
Il datore di lavoro deve mettere a disposizione del verificatore il personale occorrente, sotto la vigilanza di un preposto e i mezzi necessari per l'esecuzione delle operazioni stesse, esclusi gli apparecchi di misurazione.
 
La documentazione (relativa alle verifiche, le denunce e le comunicazioni di messa in servizio) deve essere tenuta presso il luogo in cui l'attrezzatura viene utilizzata.
 
Il datore di lavoro deve comunicare alla sede INAIL competente per territorio la cessazione dell'esercizio, l'eventuale trasferimento di proprietà dell'attrezzatura di lavoro e lo spostamento delle attrezzature, per l'inserimento in banca dati.


Parte economica

Nel caso di verifiche effettuate dai soggetti pubblici e privati dell’elenco, il 15% dei compensi percepiti spetta ai soggetti pubblici per coprire i costi legati all'attività di controllo dell'operato dei soggetti abilitati, all'attività' amministrativa, di controllo, di monitoraggio, di costituzione, di gestione e di mantenimento della banca dati informatizzata”. Il 5% spetta all’Inail per la gestione ed il mantenimento della banca dati informatizzata.
In pratica il pubblico fa un passo indietro ma si trattiene un costo del 20% complessivo sulle prestazioni erogate da privati.

Le tariffe dei privati non sono libere. È ammessa una oscillazione non superiore al 15% dalle tariffe applicate dal soggetto titolare della funzione e devono essere comunicate dal datore di lavoro al soggetto titolare della funzione.

Le tariffe sono determinate con decreto e finché non sarà emanato rimangono in vigore quelle attuali.

All’articolo 6 si citano alcuni decreti che continuano a rimanere in vigore:

a) Decreto ministeriale 29 febbraio 1988 recante «Norme di sicurezza per la progettazione, l'installazione e l'esercizio dei depositi di gas di petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 5 m³» ;
b) Decreto ministeriale 23 settembre 2004 recante «Modifica del decreto del 29 febbraio 1988, recante norme di sicurezza per la progettazione, l'installazione e l'esercizio dei depositi di gas, di petrolio liquefatto con capacità complessiva non superiore a 5 m³ e adozione dello standard europeo EN 12818 per i serbatoi di gas di petrolio liquefatto di capacità inferiore a 13 m³»;
c) Decreto ministeriale 17 gennaio 2005 recante la «Procedura operativa per la verifica decennale dei serbatoi interrati per GPL con la tecnica basata sul metodo delle emissioni acustiche»;
d) Decreto ministeriale 1° dicembre 2004, n. 329 «Regolamento recante norme per la messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93».

Viene anche stabilito che i regimi già adottati dalle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano sono ancora validi.

Viene definito che i soggetti pubblici o privati per poter effettuare le verifiche di cui all'articolo 71, comma 11, devono possedere almeno i seguenti requisiti:

a) Certificato di accreditamento quale organismo di ispezione di tipo A, ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020, emesso da ente di accreditamento riconosciuto a livello europeo ai sensi del regolamento CE 765/2008. Lo scopo di accreditamento deve evidenziare la competenza del soggetto richiedente ad operare nel settore oggetto della richiesta di abilitazione, ovvero un'organizzazione conforme ai requisiti della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020 adeguatamente documentata che garantisca competenza del soggetto richiedente ad operare nel settore oggetto della richiesta di abilitazione, oltre che indipendenza, imparzialità ed integrità propria e del proprio personale rispetto alle attività di progettazione, consulenza, fabbricazione, installazione, manutenzione, commercializzazione e gestione eventualmente legate in maniera diretta o indiretta alle attrezzature di cui all'allegato VII del decreto legislativo n. 81/2008.
In pratica le aziende produttrici possono anche effettuare verifiche, purché ci sia separazione di funzioni aziendali.

b) Operare con personale tecnico dipendente o con rapporto esclusivo di collaborazione. Il sub appalto è vietato tranne per controlli non distruttivi, prove di laboratorio o attività ad elevata specializzazione;

c) disporre di una procedura operativa che definisca l'iter tecnico ed amministrativo per l'effettuazione delle verifiche oggetto del presente decreto ed il rilascio delle conseguenti attestazioni di verifica, in conformità a quanto previsto dall'allegato II;

d) disporre di un organigramma generale che evidenzi, in maniera dettagliata, la struttura operativa per ogni Regione in cui si intende svolgere l'attività delle verifiche oggetto del presente decreto e che indichi il nominativo del responsabile tecnico, in possesso di titolo di studio di cui al successivo punto.

Ilresponsabile tecnico deve essere un dipendente del soggetto abilitato ed avere una comprovata esperienza professionale superiore ai 10 anni nel campo della progettazione o controllo di prodotti, impianti e costruzioni. Il personale incaricato di eseguire l'attività tecnica di verifica, deve essere in possesso di uno dei seguenti titoli di studio e professionali:

1)laurea in ingegneria (laurea magistrale in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35) ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S ovvero diploma di laurea con almeno 2 anni di esperienza.
2)laurea conseguita nelle seguenti classi: L7, L8, L9. L17, L23 ovvero laurea conseguita nelle seguenti classi: 8, 9, 10, 4 con almeno 3 anni di esperienza acquisita e dimostrabile.
3)diploma di perito industriale con almeno 5 anni di esperienza acquisita e dimostrabile.

Il personale di cui ai punti 2) e 3) può effettuare le verifiche di tutte le attrezzature di cui all'allegato VII del decreto legislativo n. 81/2008 ad esclusione degli ascensori e montacarichi da cantiere con cabina/piattaforma guidata verticalmente.

e) Avere attivato una adeguata polizza assicurativa di responsabilità civile;

L’adozione di modelli di gestione di cui all'articolo 30 del decreto legislativo n. 81/2008 anche se non obbligatoria costituisce titolo preferenziale in ordine alla iscrizione nell'elenco di cui all'allegato III.

Ovviamente è necessario dimostrare che il personale incaricato ha ricevuto idonea formazione.