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ISO/TR 14121-2 del 2012

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:50

ISO/TR 14121-2Commissione Sicurezza: due progetti in inchiesta preliminare

Ha funzione di utilità sociale il progetto avviato dalla commissione tecnica Sicurezza che interessa produttori di calzature professionali, utilizzatori, organismi notificati, INAIL e laboratori di prova. Si tratta del progetto U5002B900 "Dispositivi di protezione individuale - Calzature per uso professionale per lavoro su tetti inclinati", che tratta le calzature dedicate a un'attività di lavoro con rischi specifici. Dal documento ci si attende un miglioramento delle condizioni di sicurezza per questa tipologia di attività lavorativa.

Un altro progetto - adozione della ISO/TR 14121-2 del 2012 - fornisce una guida pratica per l'esecuzione della valutazione del rischio per il macchinario in conformità alla UNI EN ISO 12100 e descrive diversi metodi e strumenti per ogni fase del processo. Dal titolo "Sicurezza del macchinario - Valutazione del rischio - Parte 2: Guida pratica ed esempi di metodi" (progetto U5001B912) il rapporto tecnico fornisce esempi di differenti misure che possono essere utilizzate per ridurre il rischio ed è destinato ad essere utilizzato per la valutazione del rischio di una estesa varietà di macchinari in termini di complessità e di potenziale di danno.

La futura norma intende essere di aiuto per effettuare una corretta valutazione del rischio e per seguire un efficace processo di riduzione del rischio durante la progettazione, l'installazione e la manutenzione del macchinario.

Fino al 2 marzo prossimo, attraverso le pagine web dei progetti in inchiesta pubblica preliminare , chiunque fosse interessato ai due progetti della commissione Sicurezza può inviare i propri commenti o segnalare il proprio interesse a partecipare ai lavori normativi.

Fonte: UNI

UNI EN 341

Pubblicato da Lilino Albanese | 12:15

dpiDispositivi di discesa per salvataggio: la UNI EN 341
   
La norma UNI EN 341:2012 definisce i dispositivi di discesa destinati all'impiego in operazioni di salvataggio, in qualsiasi ambito di applicazione, ove le necessità di intervento prevedano il trasporto di una o più persone da una posizione più elevata ad un'altra posta più in basso.

Il trasporto in condizioni di sicurezza e a velocità limitata è garantito dall'azione dei dispositivi di discesa, facenti parte di un sistema di salvataggio generalmente costituito da una fune di sicurezza collegata ad un punto di ancoraggio adeguato, da uno o più dispositivi di discesa che scorrono lungo la fune di sicurezza e da idonei dispositivi di presa per il corpo assicurati al dispositivo di discesa (generalmente imbracature per il corpo conformi alla UNI EN 1497 o cinghie di salvataggio conformi alla norma UNI EN 1498).

La nuova edizione della norma è stata quasi completamente riscritta per far fronte alle esigenze di un mercato sempre più attento alla sicurezza degli utilizzatori, sia durante lo svolgimento della normale attività lavorativa, sia durante le non meno importanti operazioni di salvataggio e auto-salvataggio. 

Per quanto sia sempre augurabile a chiunque di non doversi trovare in una situazione in cui si deve ricorrere al salvataggio, è proprio durante queste operazioni che aumenta ancora di più il rischio di commettere un passo falso.

Non è un caso, infatti, che sia un obbligo prevedere un piano di salvataggio e che il salvataggio sia effettuato da personale adeguatamente formato e addestrato a gestire al meglio un'emergenza.

La nuova UNI EN 341 aggiorna alcuni metodi di prova decisamente impraticabili in precedenza (ne è un esempio la prova relativa all'energia di discesa) e vede aggiunti dei requisiti ergonomici (per es. il dispositivo di blocco antipanico).

Le differenze rispetto all'edizione precedente sono sostanziali e riguardano la linea di discesa, ora compresa nel campo di applicazione della norma, un metodo di prova dell'energia di discesa decisamente più accessibile, i requisiti per la marcatura e le istruzioni per l'uso, portate in linea con i requisiti della norma EN 365:2004 (norma quadro nel settore anticaduta riguardo alla marcatura, istruzioni per l'uso, ispezione e manutenzione).

Le quattro classi di prestazione (A, B, C e D) che corrispondono alla capacità del dispositivo di sopportare diverse energie di discesa sono rimaste invariate, ma la nuova edizione presenta i tipi 1 e 2, rispettivamente, con azionamento automatico e manuale, e ne specifica i relativi requisiti.

Fonte: UNI


 Disponibile sul portale Inail la nuova procedura per l'invio telematico delle denunce di infortunio/malattia online, obbligatoria dal 1° luglio 2013.

Il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro ha previsto, alla scadenza di sei mesi dall'emanazione del decreto interministeriale per la costituzione del S.I.N.P. , l'obbligo da parte dei datori di lavoro di:
  • trasmettere per via telematica all'Inail la comunicazione a fini statistici ed informativi di tutti gli infortuni sul lavoro che comportino un'assenza di almeno un giorno, escluso quello dell'evento, entro 48 ore a decorrere dalla ricezione del certificato medico;
  • trasmettere per via telematica all'Inail la denuncia a fini assicurativi degli infortuni che comportino un'assenza dal lavoro superiore a tre giorni, entro 48 ore a decorrere dalla ricezione del certificato medico.

Scarica liste di controllo

Pubblicato da Lilino Albanese | 14:48

suva chec listScarica liste di controllo - Portale Consulenti

 Tre documenti interessanti targati SUVA

  • Lista di controllo Polveri di quarzo nelle imprese di lavorazione di inerti
  • Vademecum Dieci regole vitali per i costruttori in legno
  • Lista di controllo Calandra Impianto a comando manuale

Cambia la disciplina del Fondo rotativo Kyoto. Le nuove regole sono contenute nella Circolare del Ministero dell’ambiente 18 gennaio 2013, n. 5505. 

Il Fondo Kyoto è destinato a finanziare, a un tasso agevolato dello 0,50% annuo, una quota parte variabile tra il 60% e il 75% del costo di progetti e interventi nei settori della green economy. 

In particolare, tra i settori di maggiore interesse per il settore edile figurano la protezione del territorio e la prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, l’installazione di tecnologie nell’energia solare, e l’incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario, compresi gli interventi di social housing. 

La concessione dei finanziamenti è subordinata all’assunzione a tempo indeterminato di almeno 3 giovani di età non superiore ai 35 anni; nel caso di assunzioni superiori a tre unità, almeno un terzo dei posti deve essere riservato a giovani laureati con età non superiore a 28 anni. Per i progetti presentati da S.r.l. semplificata, PMI ed ESCo, il numero minimo di assunzioni è pari ad 1 unità.  
Possono accedere ai finanziamenti solo i nuovi progetti di investimento, ovvero quelli avviati a partire dal 25 gennaio 2013, di taglio minimo pari a 1.000.000 di euro, ridotto a 500.000 euro per progetti presentati da PMI ed ESCo e a 200.000 euro per progetti presentati da S.r.l.s..
 
Il Fondo ha una dotazione iniziale di 460 milioni di euro, suddivisa nei seguenti tre plafond:
  • 380 milioni di euro riservati alle imprese, sia in forma individuale che societaria, o loro consorzi, anche titolari di un contratto di rete;
  • 10 milioni di euro a società a responsabilità limitata semplificata (S.r.l.s.);
  • 70 milioni di euro destinati al  finanziamento  di interventi di ambientalizzazione e riqualificazione ricompresi nell'area definita del Sito di interesse nazionale di Taranto.
Per ciascuno di questi plafond sarà stilata una graduatoria di merito. 
La domanda di ammissione al finanziamento deve essere presentata entro il 26 aprile prossimo. 

Accedono al finanziamento agevolato, secondo l’ordine assunto nella graduatoria e nei limiti del relativo plafond disponibile, i progetti con un punteggio complessivo minimo di 60 punti su 100 a disposizione. 
In allegato il testo della Circolare, il testo del decreto “Conto Energia Termico” cui fare riferimento per alcuni requisiti degli interventi, e una nota ANCE di approfondimento



Fonte: ANCE

Si terrà venerdì 30 marzo 2012 la Terza Giornata Nazionale per la sicurezza nei cantieri, organizzata da Federarchitetti. L'obiettivo della giornata di studi è l'approfondimento del tema della sicurezza in edilizia 'senza frontiere'. Giunta alla sua terza edizione, la manifestazione si terrà in contemporanea in varie città: Roma, Milano, Napoli e Catania. A Roma l'evento si svolgerà presso la Casa dell'Architettura all'Acquario Romano, piazza Manfredo Fanti, 47, dalle ore 9:00.

La Terza Giornata Nazionale per la sicurezza nei cantieri a Roma si articolerà in due parti.

La prima, a partire dalle ore 9:00, sarà  dedicata a di interventi in merito alla formazione dei lavoratori  con l'approfondimento di alcuni temi che interessano i coordinatori per la sicurezza. 

Nella sezione pomeridiana, alle ore 15:00, sarà presentato il video 'C'era un rumeno a Roma', che indaga il tema della sicurezza in edilizia, in un territorio come quello di Roma dove i cantieri multietnici non sono infrequenti. Il video mostra la problematica  non soltanto dal punto di vista del professionista italiano, ma anche degli operai, nella stragrande maggioranza dei casi, stranieri dell'Est Europa.

L'iniziativa è aperta a tutti, in particolare è rivolta ai professionisti della sicurezza che, in uno scenario di crisi, devono confrontarsi con maestranze composte per lo più di lavoratori stranieri con scarsa conoscenza della lingua italiana e impreparati sulle regole della sicurezza, dunque più vulnerabili al rischio di infortunio.

Gli spazi della Casa dell'Architettura ospiteranno inoltre la mostra fotografica "NO! Contro il dramma degli incidenti sul lavoro", realizzata da Riccardo Venturi e ANMIL nell'ambito della campagna di sensibilizzazione contro gli infortuni, che dopo aver toccato 40 città in tre anni, fa tappa a Roma in occasione della Giornata Nazionale per la sicurezza nei cantieri.

Master sicurezza lavoro

Pubblicato da Lilino Albanese | 17:37

Gazzetta Ufficiale 26 gennaio 2013,Gazzetta Ufficiale 26 gennaio 2013, n. 22 la Legge 14 gennaio 2013, n. 4.

Le nuove norme definiscono " professione non organizzata in ordini o collegi " l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'articolo 2229 c.c., e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.


 Legge 14 gennaio 2013, n. 4  la legge n. 4 del 14 gennaio 2013

DM 161/2012 chiarimenti

Pubblicato da Lilino Albanese | 18:20

DM 161/2012Il DM 161/2012 non si applica al materiale da scavo riutilizzato nello stesso sito in cui è prodotto: lo chiarisce il ministero dell’Ambiente con una nota predisposta dalla Segreteria Tecnica in risposta ad un quesito posto dall’Ordine dei geologi dell’Umbria.
 
Viene, quindi, confermata l’interpretazione formulata dall’Ance all’indomani dell’entrata in vigore del decreto, in base alla quale il materiale da scavo riutilizzato nello stesso sito in cui è stato prodotto è escluso dall’ambito di applicazione della normativa sui rifiuti ai sensi dell’art. 185 del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell’ambiente) e quindi anche della disciplina del DM 161/2012.
 
Il Ministero interviene, altresì, con riferimento all’applicabilità della procedura prevista nel decreto ai materiali da scavo prodotti nell’ambito dei cd. piccoli cantieri (cantieri sino a 6000 mc), precisando che il decreto “non tratta l’argomento in quanto l’art. 266, comma 7, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 così come modificato dall’art. 2, comma 45-bis. D.lgs. n. 4 del 2008 indicava la necessità di un diverso decreto”.
 
La nota del Ministero crea però nuove incertezze applicative dalle quali possono derivare i seguenti comportamenti operativi:
 
1. In via principale trattare i materiali come rifiuti e quindi conferirli in discarica o impianto di trattamento;
 
2. In alternativa e se economicamente conveniente, applicare il DM 161/2012, qualora si rispettino le relative condizioni e prescrizioni, al di là delle indicazioni del Ministero sulla sua presunta inapplicabilità;
 
3. In via subordinata ricomprendere i materiali nell’ambito della categoria dei sottoprodotti di cui all’art. 184 bis del D.Lgs. 152/2006, al ricorrere delle relative condizioni, anche se in assenza dello specifico decreto. 
 
Ad arricchire questo scenario di incertezza contribuiscono le diverse indicazioni operative che alcune Regioni (Friuli Venezia Giulia, art. 199 della L.R. 26/2012; Veneto) stanno predisponendo in materia proprio in considerazione sia dell’onerosità amministrativa ed economica dell’applicazione del DM 161/2012 per i piccoli cantieri sia della necessità di ridurre la produzione di rifiuti. 
 
In allegato la nota predisposta dalla Segreteria Tecnica del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Fonte: ANCE

nota 31 maggio 2013

Primi chiarimenti in merito alla proroga dei termini con la nota del 31 gennaio 2013

A seguito della pubblicazione della Legge n. 228 del 24 dicembre 2012 (c.d. “legge di stabilità”), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la nota ministeriale del 31 gennaio 2013, fornisce i primi chiarimenti in merito alla proroga del termine per l’autocertificazione della valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 29, comma 5, del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, e s.m.i.