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interpello n. 27/2014


Le attività di sorveglianza sanitaria assegnate al medico competenteLa Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha inoltrato istanza di interpello in merito al possibile conflitto di interessi derivante dalla stipula di convenzioni tra alcuni enti pubblici e alcune aziende sanitarie per lo svolgimento delle attività di sorveglianza sanitaria, in relazione a quanto previsto dall'art. 41, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008 secondo cui la sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente.


L'interpellante nel far presente che tale situazione appare notevolmente diffusa in alcune regioni, considerato che "tra le competenze istituzionali delle Aziende Sanitarie Provinciali,l 'attività di "medicina del lavoro" riguarda le attività di vigilanza e non già quelle di sorveglianza, come espressamente indicato dall'art. 13'', chiede di sapere se "risulti praticabile la possibilità di avvalersi delle prestazioni delle Aziende Sanitarie Provinciali per quanto attiene all'attività di "sorveglianza sanitaria" e alle altre attività del medico competente previste dal D.Lgs. n. 81/2008".

Al riguardo si osserva che l'art. 39 al comma 2, del D.Lgs. n 81/2008 prevede che il medico competente svolge la propria opera in qualità di:

a) dipendente o collaboratore di una struttura esterna pubblica o privata, convenzionata con l'imprenditore;
b) libero professionista;
e) dipendente del datore di lavoro.

Al successivo comma 3 che "il dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffìci che svolgono attività di vigilanza non può prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte del territorio nazionale attività di medico competente "

Le attività di sorveglianza sanitaria assegnate al medico competenteinterpello n. 27/2014

Circolare n. 36 del 24 dicembre 2014


Circolare n. 36 del 24 dicembre 2014 Decreto legislativo n. 230/95 e s.m.i. - Schema di attestazione del tirocinio propedeutico all'esame di abilitazione per l'iscrizione nell'elenco nominativo degli esperti qualificati - Chiarimenti.


Si fa riferimento alle numerose richieste di chiarimenti pervenute a questo ufficio riguardanti i contenuti dell ' attestazione del tirocinio, di cui al paragrafo 9 .3 dell'Allegato V del D.Lgs. n. 230/95 e s.m.i., da allegare alla domanda di ammissione all'esame di abilitazione per l'iscrizione nell'elenco nominativo degli esperti qualificati.

Al riguardo, sentita la Commissione di cui al paragrafo 3 dell'Allegato V del D.Lgs. n. 230/95 e s.m.i., al fine di uniformare tali contenuti, si ritiene opportuno evidenziare che, in merito all'attestazione del tirocinio propedeutico all ' espletamento dell'esame di abilitazione al titolo di esperto qualificato, da allegare alla domanda di ammissione di cui al paragrafo 7 .1 dell'Allegato V stesso, i candidati interessati a sostenere l'esame suddetto possono utilizzare il modello allegato alla presente circolare, o modello similare purchè contenga le medesime informazioni.

La presentazione del suddetto modello consente l' acquisizione da parte di questo Ministero delle informazioni richieste, ai sensi dell'articolo 78, nonché dell 'Allegato V del D.Lgs. 230/95 e s.m.i ..

sicurezza_lavoroCircolare n. 36 del 24 dicembre 2014

interpello n. 26/2014

Pubblicato da Lilino Albanese | 19:37

Applicazione decreto capannoni

interpello n. 26/2014


Art. 12, D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni - risposta al quesito relativo ai chiarimenti in merito all 'applicazione del decreto interministeriale 18 aprile 2014 cosiddetto "decreto capannoni".

DECRETO INTERMINISTERIALE 18.4.2014La Federazione Sindacale Italiana dei Tecnici e Coordinatori della Sicurezza (Federcoordinatori), ha inoltrato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Commissione in merito al campo di applicazione del DI del 18/04/2014, cosiddetto "decreto capannoni".

In particolare l'istante chiede di sapere se "nel caso in cui un cantiere temporaneo abbia per oggetto la costruzione, ovvero all'ampliamento o ristrutturazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, la notifica di cui all 'art. 67 del D.Lgs. 81/2008 e smi. i cui contenuti sono stati individuati nel Decreto interministeriale 18 aprile 2014, è da considerarsi in aggiunta alla notifica preliminare di cui all'art. 99 del D.gs. 81/2008 e smi, ovvero così come indicato nel Modello Unico Nazionale per la notifìca ai sensi dell'art. 67 i cantieri Temporanei e mobili di cui al titolo IV sono esclusi e pertanto non soggetti a tale notifica? ".

Chiede inoltre per organo di vigilanza competente per territorio a quale ente si fa riferimento·.

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interpello n. 26/2014

Per i sette morti del rogo nella ditta cinese di Prato condanne fino a otto anni e otto mesi

Per i sette morti del rogo nella ditta cinese di Prato condanne fino a otto anni e otto mesi

Tre delle sette vittime del rogo nell’azienda di Prato

Per i sette morti del rogo nella ditta cinese di Prato condanne fino a otto anni e otto mesiLa proprietaria e i due gestori dell’azienda erano accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo aggravato, omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, favoreggiamento della permanenza a fine di profitto di stranieri e incendio colposo aggravato. Il capannone era adibito anche a dormitorio abusivo per gli operai
PRATO - Si è concluso con tre condanne il processo di primo grado con rito abbreviato per il rogo nel laboratorio tessile “Teresa moda” di Prato, in cui il primo dicembre 2013 morirono sette persone, cinque uomini e due donne, che lavoravano in un capannone di via Toscana, nella zona industriale del Macrolotto, utilizzato anche come dormitorio abusivo. La pena più grave, otto anni e otto mesi di reclusione, è stata inflitta alla proprietaria dell’azienda, Lin Youlan, mentre la sorella Youli e il marito di quest’ultima, Hu Xiaoping, sono stati condannati rispettivamente a sei anni e 10 mesi e sei anni e mezzo. I due coniugi, infatti, avrebbero partecipato alla gestione della ditta con responsabilità secondarie.
La difesa ha già annunciato il ricorso in appello. La sentenza del giudice dell’udienza preliminare, Silvia Isidori, è arrivata ieri pomeriggio, al termine del procedimento iniziato lo scorso 24 ottobre in cui i tre imputati erano accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo aggravato, omissione dolosa di cautele antinfortunistiche, favoreggiamento della permanenza a fine di profitto di stranieri e incendio colposo aggravato. Per loro il pm Lorenzo Gestri aveva chiesto condanne più alte: 10 anni e otto mesi per la proprietaria e otto anni per i due gestori della ditta. Al termine della lettura della sentenza l’avvocato difensore, Gabriele Zanobini, ha subito preannunciato il ricorso in appello.
“L’impianto accusatorio accolto integralmente”. Il procuratore capo facente funzione di Prato, Antonio Sangermano, si è detto invece “estremamente soddisfatto” della sentenza: “Ferma restando la cautela dovuta alla presunzione di innocenza che si deve mantenere fino al terzo grado di giudizio – ha detto – siamo soddisfatti perché l’impianto accusatorio è stato integralmente accolto dal giudice”.
All’Inail una provvisionale di 75mila euro. Con la sentenza, il gup ha anche condannato gli imputati a una somma provvisionale per il risarcimento del danno alle parti civili pari a 100mila euro ciascuno per i sindacati Filctem, Cgil, Cisl e Uil, a 75mila euro per l’Inail e a 50mila per il Comune di Prato. Per quattro familiari di secondo grado di alcune delle vittime è stata inoltre fissata una provvisionale di 25mila euro ciascuno, la stessa somma destinata a uno dei sopravvissuti all’incendio. Dopo il rogo Lin Youlan era tornata in Cina per risarcire i parenti delle vittime con un accordo extragiudiziale: 110mila euro a ciascuno dei sette nuclei familiari.
Ancora in corso il processo ai proprietari dell’immobile. È tuttora in corso, invece, il processo nei confronti dei due fratelli italiani Giacomo e Massimo Pellegrini, proprietari tramite una società dell’immobile affittato agli imprenditori cinesi. Anche loro sono accusati di omicidio plurimo colposo. Per l’accusa, infatti, erano al corrente degli abusi edilizi realizzati nel capannone, che insieme ai macchinari ospitava anche dei loculi in cartongesso dove dormivano gli operai.
L’incendio causato da un guasto all’impianto elettrico fatiscente. Quando all’alba della prima domenica di dicembre di due anni fa si sviluppò l’incendio, sprigionato da un guasto all’impianto elettrico fatiscente, gli operai si trovavano proprio nelle cuccette abusive ricavate nella zona soppalco. Alcuni cercarono di fuggire attraverso le finestre, che però avevano le sbarre. Alla fine solo in tre riuscirono a raggiungere la porta e a mettersi in salvo. Fumo e fiamme non lasciarono invece scampo agli altri sette, cinque dei quali sono poi risultati essere immigrati irregolari.
(sr)

Fonte: INAIL

L’impegno di Giorgio Napolitano per la difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori

L’impegno di Giorgio Napolitano per la difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori
Il Capo dello Stato ha contraddistinto il proprio mandato per uno sforzo rigoroso di sensibilizzazione sul fenomeno degli infortuni, “un dramma di fronte al quale non si deve mai abbassare la guardia”. Una sensibilità tradotta in attenzione e sollecitazioni costanti a istituzioni e società civile a fare sempre di più
 
Un contrasto fermo e rigoroso al fenomeno degli infortuni sul lavoro, ritenuto una “piaga sociale” di fronte alla quale “non si deve mai abbassare la guardia”. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – che ieri mattina ha rassegnato le proprie dimissioni – ha fatto della difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori un tratto distintivo del proprio mandato. Una sensibilità fortissima, quella del Capo dello Stato, tradotta in un’attenzione costante al tema e alle sue problematiche, in moniti puntuali, in una vicinanza autentica ai familiari delle vittime e in sollecitazioni continue – al governo, al parlamento, alle istituzioni e alle parti sociali – a fare sempre di più.


L’inaugurazione all’Inail del monumento alle vittime del lavoro. Fu proprio Napolitano nel 2007 – pochi mesi dopo il suo insediamento – a volere la realizzazione, a Roma, di un monumento che ricordasse le vittime degli infortuni su lavoro da porre all’entrata della direzione generale dell’Inail. La richiesta da parte del nuovo Capo dello Stato di un simbolo così fortemente evocativo diede il segnale immediato di quanto il tema delle vittime delle lavoro gli fosse caro. Venne realizzata, così, una copia in bronzo del bassorilievo che Vincenzo Vela realizzò nel 1882 in memoria dei 200 operai morti durante la realizzazione del traforo del S. Gottardo e fu lo stesso Napolitano a inaugurarne ufficialmente la deposizione in occasione dei festeggiamenti del 1° Maggio, presso il piazzale della sede dell’Istituto, a piazzale Pastore.
“Ricordare chi contribuisce col proprio lavoro al benessere comune”. “Oggi ricordiamo con questo monumento chi cade per lavorare – disse – chi rischia la morte per poter sopravvivere, per provvedere alla necessità della propria famiglia, per contribuire con il proprio lavoro al benessere comune”. Scegliendo l’Inail come sede della tradizione festa del lavoro – al posto del Quirinale – il presidente della Repubblica volle segnalare, in modo diretto e inequivocabile, quanto ritenesse ineludibile affrontare il problema degli infortuni. Sempre presso l’Istituto fu celebrata la consegna di 99 onorificenze ai Maestri del Lavoro: un’altra occasione alla quale Napolitano conferì un significato particolare attribuendo una stella alla memoria ai familiari delle vittime dei tragici incidenti avvenuti alla Thyssenkrupp di Torino, a porto Marghera e alla “Truck center” di Molfetta.
La denuncia delle “assurde e atroci” tragedie sul lavoro. Alla presenza del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, del presidente della federazione “Maestri del Lavoro”, Gianluigi Diamantini e dei vertici dell’Inail, il Capo dello Stato pronunciò parole che sarebbero diventate delle costanti negli anni a venire. “Quando si verificano assurde e atroci tragedie come quella dei lavoratori periti nel rogo della Thyssen di Torino nel dicembre scorso, e in angosciosa sequenza dei lavoratori di Marghera e infine, non meno dolorosamente e assurdamente di Molfetta, allora, si leva ancor più fortemente il grido ‘Basta!’ Non si può continuare così, non ci si può rassegnare come a una inevitabile fatalità – affermò – Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche e impegnarci concretamente a fondo: tutte le forze sociali, tutte le componenti del mondo della produzione e del lavoro, tutte le istituzioni, specie nelle regioni del Sud dove maggiori sono le criticità e le carenze”.
L’attenzione costante al precariato e al lavoro nero. “Vorrei che le famiglie presenti, che tutte le famiglie delle vittime mi sentissero a loro vicino e non solo in questo giorno – aggiunse il presidente della Repubblica – Non dobbiamo mai far mancare ai superstiti un valido sostegno materiale. È inaccettabile che allo strazio per la perdita di una persona cara si sommino difficoltà e disagi economici ulteriori”. Un pensiero particolare fu riservato ai giovani precari – soprattutto di origine straniera – costretti ad agire nel sommerso. “Ricordiamo che gli incidenti non discriminano, essi colpiscono ugualmente lavoratori nazionali e immigrati – disse Napolitano – Anzi, dal momento che i lavoratori immigrati sono più spesso assunti nell'economia sommersa, sono anche più a rischio. Chi lavora in nero manca di formazione e spesso degli strumenti necessari a proteggersi contro gli incidenti. E oggi tra le categorie a rischio troviamo in modo particolare i precari, anch'essi poveri di formazione, e gli anziani sui quali pesano maggiormente condizioni di stress”.
La firma al Testo unico sulla sicurezza. Da quella volta, ogni 1° maggio Napolitano non ha fatto mai mancare la propria presenza durante la deposizione di una corona di fiori davanti al bassorilievo, in una cerimonia ogni volta semplice e toccante. Intanto, a dare immediata concretezza al suo monito, il 10 aprile del 2008 il presidente provvide all’emanazione del “Testo unico sulla sicurezza sul lavoro”, il decreto legislativo 81/2008 di attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123: un provvedimento – è scritto in una nota diffusa dal Quirinale – “su cui si è registrato un largo consenso nelle commissioni parlamentari e col quale si compie un importante passo avanti, condizione per una più efficace azione su tutti i fronti di impegno per la sicurezza sul lavoro”.
“Fermiamo questa tragica catena di morte”. E’ arduo sintetizzare in poche righe i tanti interventi e sollecitazioni avanzati da Napolitano nel corso di nove anni di presidenza. “Se ho di frequente preso la parola in proposito è perché ho ogni volta sentito personalmente indignazione e dolore, pena e solidarietà per i famigliari delle vittime e, insieme, la volontà di reagire, di fermare una tragica catena di morte”, ha detto. Difficile contare gli episodi e le parole, impossibile quantificare uno sforzo di sensibilizzazione che non ha mai perso intensità nel corso di quasi un decennio. A testimonianza di questo impegno basta citare il messaggio accorato che, l’8 agosto di ogni anno, Napolitano ha pronunciato in ricordo delle 262 vittime di Marcinelle, da lui ritenuta una tragedia che – pur a distanza di 59 anni – “conserva attuale il suo alto valore di monito sul tema della sicurezza del lavoro”.
Il riconoscimento al mondo della disabilità. Dalla rilevanza delle malattie professionali – in particolar modo quelle dovute all’esposizione all’amianto – alla necessità di garantire il reinserimento sociale degli infortunati e tecnopatici: il tema degli infortuni sul lavoro è stato affrontato da Napolitano in tutte le sue drammatiche rilevanze. E se quello della disabilità è stato per il presidente della Repubblica un aspetto particolarmente caro – “Che splendide vittorie! Avete cancellato ogni distinzione nello sport e ci avete dato una grande lezione morale”, affermò alla nazionale paralimpica di ritorno dai Giochi di Londra 2012 – anche i risultati positivi registrati nel corso di questi ultimi anni sul fronte del contrasto agli infortuni, certamente accolti con soddisfazione, non lo hanno spinto a considerare questo problema comunque meno grave.
“Mai abbassare la guardia”. “Rivolgo il mio omaggio alla memoria dei caduti ed esprimo la mia vicinanza a quanti hanno perduto salute e integrità fisica nei luoghi di lavoro – ha affermato, lo scorso 14 ottobre, in occasione della 63ema Giornata nazionale dell’Anmil – Come ho più volte sottolineato, l’andamento decrescente del drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, soprattutto in termini di perdita di vite umane, non deve far abbassare la guardia su quella che continua a rappresentare una drammatica piaga sociale”. “Mai abbassare la guardia”: un’esortazione divenuta un tratto distintivo del presidente Napolitano che, proprio per questo, ha sempre visto nell’Inail un soggetto strategico nella promozione di una cultura diffusa della prevenzione a favore dei lavoratori e delle aziende.
Le parole di apprezzamento per l’Inail. Una considerazione tradotta anche nelle frequenti parole di apprezzamento pronunciate da Napolitano nei confronti dell’Istituto. Il 10 luglio 2013, per esempio – in occasione della relazione annuale del presidente Massimo De Felice – il Capo dello Stato ha riconosciuto nell’Inail “lo sforzo compiuto nel fornire, anche con la creazione di centri di eccellenza come quello di Budrio, le più qualificate prestazioni per la cura e la riabilitazione delle vittime di incidenti sul lavoro, rispondendo così all’obbligo costituzionale di tutela del diritto alla salute e alla dignità della persona”. E proprio al Centro protesi, il 3 dicembre 2012, Giornata internazionale delle persone con disabilità, il presidente della Repubblica ha consegnato un’importante medaglia ricordo.
(ls)
 
Fonte: INAIL

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, è intervenuto oggi alla riunione del Comitato regionale di coordinamento per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.


Saitta ha proposto ai componenti del Comitato, composto da rappresentanti delle organizzazioni datoriali, delle parti sociali e degli organismi che si occupano avario titolo di sicurezza sul lavoro, di collaborare alla definizione del piano regionale della prevenzione, previsto dal Patto per la Salute, recentemente sottoscritto dal Ministero della Salute e dalle Regioni.

"Il tema della prevenzione è una delle tre grandi questioni, unitamente al riordino della rete ospedaliera e all’assistenza territoriale, che dobbiamo affrontare nell’ottica della programmazione. Sarà uno degli obiettivi specifici che assegneremo ai nuovi direttori generali delle Asl, che saranno chiamati ad attuarla sulla base delle indicazioni fornite dalla Giunta regionale” – ha detto Saitta.

“Per quanto riguarda nello specifico la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, si tratta di superare l’approccio formale per dare contenuti adeguati alle esigenze attuali. In questo senso, ho voluto partecipare alla riunione di oggi per indicare la linea di lavoro che dovrà essere seguita” – ha concluso l’assessore

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

 


»Io scelgo la sicurezza Anno 11 - n. 4 - dicembre 2014
Regione Piemonte Decreto Palchi
»Proroga termine acquisizione CFP
Proroga di sei mesi e, pertanto, fino al 30 giugno 2015
»Il rischio per tumore del polmone fra i lavoratori dell’edilizia
Inca News n.42 2014
»Modalità applicative dell'obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato
Risultati del monitoraggio UIL
»Manuale per l'efficienza energetica della casa
Ordine Architetti P.P.C. della Provincia di Salerno
»Danno biologico
Monitoraggio, criticità e prospettive d’interesse medico-legale
»Campagna Belli Sicuri
finanziata dal Ministero della Salute
»Proroga presentazione Bando Fipit
Avviso di proroga
»Cadute dall' alto
Parere favorevole sul regolamento di attuazione della legge 16/2013
»Premio Imprese per la sicurezza 2014
11 dicembre 2014
»Decreto interministeriale su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro
Applicazione, nell’ambito dell’amministrazione della giustizia
»Gratuitamente consulenza tecnici qualificati al rilascio dell'attestato di prestazione energetica
La Regione Toscana promuove una campagna per l'efficienza energetica degli edifici
»Convegno Salerno: Decreto Sviluppo al Decreto Sblocca Italia
Venerdì 12 dicembre 2014, ore 9:30, Grand Hotel Salerno
»INTERPELLO N. 29 2014
Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza Antincendio
»Ricerca sulle malattie professionali
Malattie professionali in ottica di genere nella provincia di Padova
 

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 la meotdologia didattica innovativa. Si svolgono interamente on line tramite la piattaforma multimediale che permette di ricreare le dinamiche di un'aula reale.

Istruzioni operative allestimento spettacoli musicali

Interpelli, decreto capannoni, Istruzioni operative allestimento spettacoli musicali

»Scadenza invio domande ore 12.00 del 16 gennaio 2015.
Scadenza invio domande ore 12.00 del 16 gennaio 2015.
»APP più usate del 2014
Nielsen ha pubblicato uno studio che evidenzia sulle app più utilizzate sui dispositivi mobile
»interpello n. 28/2014
interpello n. 28/2014
»interpello n. 27/2014
interpello n. 27/2014
»Interpello n. 26/2014 Chiarimenti in merito all 'applicazione del decreto interministeriale 18 april
Interpello n. 26/2014 Chiarimenti in merito all 'applicazione del decreto interministeriale 18 april ...
»la sicurezza nelle imprese con più di 15 lavoratori
Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
»Istruzioni operative allestimento spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di manifestazioni fieristiche
Circolare n. 35 del 24 dicembre 2014
»Circolare n. 36 del 24 dicembre 2014
Circolare n. 36 del 24 dicembre 2014

Interpelli, decreto capannoni, Istruzioni operative allestimento spettacoli musicali


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Piattaforma e-learning per l’erogazione della formazione a distanza

interpello n. 28/2014

Pubblicato da Lilino Albanese | 19:31

interpello n. 28/2014La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha inoltrato istanza di interpello in merito alla corretta interpretazione del comma 4 dell'art. 39 del D.Lgs. n. 81/2008 secondo cui ''il datore di lavoro assicura al medico competente le condizioni necessarie per lo svolgimento di tutti i suoi compiti garantendone l'autonomia''.


L'interpellante nel far presente che in alcune situazioni organizzative di Aziende Sanitarie Locali, ma anche presso alcune grandi aziende private, il medico competente risulta funzionalmente collocato in Unità Operativa Complessa (UOC) di cui il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è il direttore, chiede di sapere se "si può ritenere rispettata la succitata norma quando il datore di lavoro subordina gerarchicamente, funzionalmente e organizzativamente il medico competente al responsabile del sen1izio di prevenzione e protezione''.


Al riguardo si osserva che sebbene l'art. 17 del D.Lgs. n. 81/2008 preveda la non delegabilità della designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e non anche della nomina del medico competente, ciò non può far presumere una preminenza di una figura rispetto all' altra. Tali figure, infatti, sono funzionalmente autonome, con attribuzioni di specifiche aree di responsabilità nettamente distinte, anche se complementari tra loro.

Corretta applicazione dell'art. 39. comma 4. D.Lgs. n. 81/2008.interpello n. 28/2014

Lista di controllo

Pubblicato da Lilino Albanese | 15:46

Pubblicazioni nuove e rielaborate di SuvaPro

Attrezzatura a pressione (CFSL)  Lista di controllo: Sega circolare a pendolo con asse d'articolazione inferiore  Dieci regole vitali per chi lavora nell'industria e nell'artigianato

21 novembre – 16 dicembre 2014
    
Pubblicazioni nuove     
  • Caduta fatale dalla locomotiva
  • Impianti per il trattamento dell'acqua. Impiego sicuro delle sostanze chimiche
  • CFSL Comunicazioni N. 79/2014
  • Factsheet - Il doping sul lavoro e durante la formazione (78 KB)

Pubblicazioni rielaborate     
  • Attrezzatura a pressione (CFSL)
  • Lista di controllo: Sega circolare a pendolo con asse d'articolazione inferiore
  • Dieci regole vitali per chi lavora nell'industria e nell'artigianato

Pubblicazioni nuove e rielaborate di SuvaProScarica Pubblicazioni SUVAPRO

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PUBBLICITA'
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La programmazione di politiche informative e di sensibilizzazione nei confronti dei rischi presenti nelle abitazioni e negli spazi di vita, così come l’istituzione di una forma assicurativa che copre i rischi derivanti dal lavoro svolto in ambito domestico (Legge 3 dicembre 1999, n. 493. Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici), rappresentano gli strumenti più idonei per intervenire positivamente sugli utenti in modo che sviluppino la giusta predisposizione verso scelte consapevoli in materia di sicurezza. Il presente lavoro è inserito in una apposita collana “Quaderni per la Salute e la Sicurezza” nata nel 2002 e curata dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ISPESL (oggi INAIL - Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale) con l’obiettivo di affrontare tematiche rilevanti in tema di salute pubblica e fornire uno strumento di informazione, comunicazione e diffusione della cultura della sicurezza negli ambienti di vita.  Il Quaderno “La salute e la sicurezza del bambino” in particolare è una versione aggiornata e opportunamente modificata del lavoro effettuato nel 2007 dal gruppo di lavoro “La Salute e la Sicurezza del Bambino” nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita.  I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che nei paesi occidentali gli infortuni domestici rappresentano la prima causa di morte per i bambini e il 20% dei ricoveri in età pediatrica è dovuto a infortunio. L’età più a rischio è quella tra i due e i quattro anni. Una finestra aperta, un fornello acceso, la bottiglia del detersivo liquido lasciata a portata di mano... sono disattenzioni che possono avere conseguenze drammatiche.  Il bambino vive in un mondo di adulti, progettato dagli adulti per gli adulti, ma ha diritto di essere protetto dagli infortuni, così come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia che all’art. 24 recita: “... Gli Stati parti debbono prendere misure appropriate... per garantire che tutti i gruppi della società, in particolare genitori e fanciulli, ricevano informazioni sulla salute e sulla prevenzione degli incidenti e beneficino di un aiuto che consenta di mettere in pratica tali informazioni”.  A differenza degli adulti, i bambini non sono ancora in grado di valutare rischi e pericoli. Molte cose scontate per un adulto possono essere del tutto sconosciute per i più piccoli. E così l’abitazione domestica in particolare, ma anche gli stili di vita dei genitori, possono essere ricchi di minacce. È dimostrato, infatti, che circa la metà degli infortuni domestici, che coinvolgono i bambini, si verificano in presenza di adulti.  Per ridurre i numerosi incidenti che vedono coinvolti i bambini serve, dunque, una maggiore informazione sulle fonti di pericolo, rivolta a genitori e alle persone di sorveglianza. In quanto responsabili in tutto e per tutto dei bambini, è dovere degli adulti assumere comportamenti improntati alla sicurezza, adottare ogni precauzione utile a garantire l’incolumità dei piccoli ed educare i soggetti in età evolutiva affinché imparino a comportarsi in maniera prudente. Pertanto il Quaderno, presentato in una nuova edizione INAIL, intende sensibilizzare tutti coloro che sono a contatto coi bambini sulle principali tipologie e/o situazioni di rischio, offrendo suggerimenti validi per la prevenzione, al fine di garantire il migliore sviluppo psicofisico dei piccoli.
La programmazione di politiche informative e di sensibilizzazione nei confronti dei rischi presenti nelle abitazioni e negli spazi di vita, così come l’istituzione di una forma assicurativa che copre i rischi derivanti dal lavoro svolto in ambito domestico (Legge 3 dicembre 1999, n. 493. Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici), rappresentano gli strumenti più idonei per intervenire positivamente sugli utenti in modo che sviluppino la giusta predisposizione verso scelte consapevoli in materia di sicurezza. Il presente lavoro è inserito in una apposita collana “Quaderni per la Salute e la Sicurezza” nata nel 2002 e curata dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ISPESL (oggi INAIL - Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale) con l’obiettivo di affrontare tematiche rilevanti in tema di salute pubblica e fornire uno strumento di informazione, comunicazione e diffusione della cultura della sicurezza negli ambienti di vita.

Il Quaderno “La salute e la sicurezza del bambino” in particolare è una versione aggiornata e opportunamente modificata del lavoro effettuato nel 2007 dal gruppo di lavoro “La Salute e la Sicurezza del Bambino” nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita.

I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che nei paesi occidentali gli infortuni domestici rappresentano la prima causa di morte per i bambini e il 20% dei ricoveri in età pediatrica è dovuto a infortunio. L’età più a rischio è quella tra i due e i quattro anni. Una finestra aperta, un fornello acceso, la bottiglia del detersivo liquido lasciata a portata di mano... sono disattenzioni che possono avere conseguenze drammatiche.

Il bambino vive in un mondo di adulti, progettato dagli adulti per gli adulti, ma ha diritto di essere protetto dagli infortuni, così come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia che all’art. 24 recita: “... Gli Stati parti debbono prendere misure appropriate... per garantire che tutti i gruppi della società, in particolare genitori e fanciulli, ricevano informazioni sulla salute e sulla prevenzione degli incidenti e beneficino di un aiuto che consenta di mettere in pratica tali informazioni”.

A differenza degli adulti, i bambini non sono ancora in grado di valutare rischi e pericoli. Molte cose scontate per un adulto possono essere del tutto sconosciute per i più piccoli. E così l’abitazione domestica in particolare, ma anche gli stili di vita dei genitori, possono essere ricchi di minacce. È dimostrato, infatti, che circa la metà degli infortuni domestici, che coinvolgono i bambini, si verificano in presenza di adulti.

Per ridurre i numerosi incidenti che vedono coinvolti i bambini serve, dunque, una maggiore informazione sulle fonti di pericolo, rivolta a genitori e alle persone di sorveglianza. In quanto responsabili in tutto e per tutto dei bambini, è dovere degli adulti assumere comportamenti improntati alla sicurezza, adottare ogni precauzione utile a garantire l’incolumità dei piccoli ed educare i soggetti in età evolutiva affinché imparino a comportarsi in maniera prudente. Pertanto il Quaderno, presentato in una nuova edizione INAIL, intende sensibilizzare tutti coloro che sono a contatto coi bambini sulle principali tipologie e/o situazioni di rischio, offrendo suggerimenti validi per la prevenzione, al fine di garantire il migliore sviluppo psicofisico dei piccoli.


Gli infortuni negli ambienti di lavoro
Pubblicazione realizzata da
INAIL
Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale
COORDINAMENTO SCIENTIFICO dei Quaderni per la Salute e la Sicurezza
Sergio Iavicoli, Marta Petyx
CURATORI Seconda Edizione
Marta Petyx, Tiziana Paola Baccolo, Giuliana Buresti, Sandra Manca, Maria Rosaria Marchetti, Stefania Massari
COLLABORAZIONE EDITORIALE
Alessandra Luciani, Grazia Fortuna, Laura Medei, Carlo Petyx

Bando ISI 2015

Pubblicato da Lilino Albanese | 15:42

Incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro (art. 11, comma 5 del d.lgs. 81/2008 e s.m.i.)

Bando ISI 2015Sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.294 del 19 dicembre 2014 è stato pubblicato il comunicato dell'Inail sull'Avviso Pubblico per incentivi di sostegno alle imprese per la realizzazione di progetti di investimento per migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro o per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

Si tratta del nuovo bando Incentivi Isi che mette a disposizione delle aziende oltre 267 milioni di euro a titolo di contributi a fondo perduto. Tale somma rappresenta la quinta tranche di un ammontare complessivo di oltre un miliardo di euro stanziato dall’Istituto a partire dal 2010.

Dal 3 marzo al 7 maggio 2015 le imprese potranno inserire sul sito dell’Istituto i progetti. A partire dal 12 maggio 2015 le aziende la cui domanda abbia raggiunto, o superato, la soglia minima di ammissibilità potranno accedere al sito per ottenere il proprio codice identificativo da utilizzare al momento di inoltrare la domanda online nelle date di apertura dello sportello informatico. Gli elenchi in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate saranno pubblicati sul portale Inail, con l’indicazione di quelle collocate in posizione utile per accedere al contributo.

Si comunica, in attuazione dell’articolo 11, comma 5, del d.lgs. 81/2008 e s.m.i., l’Avviso Pubblico per incentivi di sostegno alle imprese per la realizzazione di progetti di investimento per migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro o per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

1. Obiettivo
Incentivare le Imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

2. Destinatari
I soggetti destinatari dei contributi sono le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura.

3. Progetti ammessi a contributo
Sono ammessi a contributo progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie:
progetti di investimento;
progetti di responsabilità sociale e per l’adozione di modelli organizzativi.
Le imprese possono presentare un solo progetto per una sola unità produttiva, riguardante una sola tipologia tra quelle sopra indicate.
Per i progetti di tipologia 2 l’intervento richiesto può riguardare tutti i lavoratori facenti capo ad un unico datore di lavoro, anche se operanti in più sedi o più regioni.

4. Risorse finanziarie destinate ai contributi
L’importo destinato dall’inail ai progetti di cui al punto 3, per l’anno 2014, è ripartito sui singoli Avvisi Regionali pubblicati sul portale dell’Inail.

5. Ammontare del contributo
Il contributo, in conto capitale, è pari al 65% delle spese sostenute dall’impresa per la realizzazione del progetto, al netto dell’iva.
Il contributo massimo erogabile è pari a € 130.000.
Il contributo minimo ammissibile è pari a € 5.000. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di contributo.

6. Modalità e tempistiche di presentazione della domanda
La domanda deve essere presentata in modalità telematica, con successiva conferma tramite Posta Elettronica Certificata, come specificato negli Avvisi regionali.
A partire dal 3 marzo 2015, sul sito www.inail.it – Servizi on line, le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di contributo con le modalità indicate negli Avvisi regionali.

Modelli semplificati Edilizia

Modelli semplificati EdiliziaSono stati approvati i modelli unici semplificati per la comunicazione di inizio lavori (CIL) e la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA) per gli interventi di edilizia libera.

Con questa decisione concreta si inaugura in maniera netta la fase di decollo dell’attuazione dell’Agenda per la semplificazione 2015-2017.

I due modelli nascono dal nuovo metodo di lavoro inaugurato proprio mediante tale Agenda: collaborazione tra Governo, Conferenza dei presidenti delle Regioni, ANCI unito al coinvolgimento delle associazioni del mondo imprenditoriali e degli ordini professionali.

Il nuovo modulo CILA unifica e razionalizza quelli in uso negli ottomila Comuni Italiani e dà attuazione alle semplificazioni del decreto “Sblocca Italia”. Per gli interventi edilizi di manutenzione straordinaria che non riguardano le parti strutturali degli edifici – compresi l’apertura di porte e lo spostamento di pareti interne, gli acIl nuovo modulo CILA uncorpamenti e i frazionamenti – è sufficiente una semplice comunicazione che può essere compilata in pochi minuti dall’interessato e asseverata da un professionista.

Il modello CIL potrà essere utilizzato per alcuni interventi particolari come ad esempio le opere temporanee, l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici e la pavimentazione degli spazi esterni degli edifici.

Destinati a rendere più semplici gli adempimenti per milioni di cittadini e imprese, i due modelli sono il frutto del nuovo metodo di lavoro inaugurato con l’agenda per la semplificazione: collaborazione tra Governo, Conferenza dei presidenti delle Regioni, ANCI e coinvolgimento delle associazioni del mondo imprenditoriali e degli ordini professionali.

Le Regioni e i Comuni dovranno adeguarsi entro 60 giorni.

I passi successivi previsti dalla Agenda in tema di modulistica sono l'adozione del
modello per l'autorizzazione unica ambientale, per la SuperDIA e le "istruzioni per l'uso" dei moduli in edilizia.

Modelli semplificati EdiliziaModulo CIL
Modelli semplificati EdiliziaModulo CILA

Sicurezza sul lavoro e tutela della salute in ambito sanitario con particolare riferimento al personale infermieristico in:

  • ospedali e cliniche
  • ambulatori
  • studi medici
  • case di cura e ricoveri
E' possibile scaricare il tutorial ed utilizzarlo liberamente.

Prerequisiti :
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Utilizzo :
Scarica il file in formato zip
Lanciare Sanità - Il personale infiermeristico.exe

Attenzione alcuni antivirus vanno abilitati per l' esecuzione del file.

Sicurezza sul lavoro e tutela della salute in ambito sanitarioSicurezza sul lavoro e tutela della salute in ambito sanitario


Pubblichiamo il documento CGIL CISL UIL inviato per la discussione al Ministero della Sanità e alla Commissione consultiva permanente ex art. 7 D.Lgs 81/08 e il documento di CGIL CISL UIL inviato al Ministero del Lavoro sulle cosiddette 'semplificazioni' in materia di salute e sicurezza.

Bozza di indirizzi per la prevenzione di infortuni correlati all’assunzione di alcolici e sostanze stupefacenti

CGIL CISL UIL

Indirizzi per la prevenzione di infortuni gravi e mortali correlati all’assunzione di alcolici e/o di sostanze stupefacenti, l’accertamento di condizioni di alcol dipendenza e di tossicodipendenza e il coordinamento delle azioni di vigilanza.

Proposte di semplificazione, implementazioni e modifiche dell’articolato del D. Lgs. 81/08.

L’attuale quadro frammentato e confuso in tema di Valutazione del Rischio e Procedure Standardizzate, può essere di seguito in sintesi riassunto:

- i corsi di formazione per gli RSPP/ASPP (D. Lgs. 195/03) basano la diversa durata in ore, con la suddivisione in settori lavorativi secondo i codici Ateco;

- i corsi di formazione per Lavoratori (così come per Preposti, ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011) basano la diversa durata in ore, su tre liste (rischio basso, rischio medio e rischio alto) che suddividono i settori lavoratori;

- in base all’Art. 29, comma 5 del D. Lgs. 81/08, i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate previste dal D.M. 30 novembre 2012 (criterio esclusivamente dimensionale);

- in base all’Art. 29, comma 6-ter del D. Lgs.81/08, i datori di lavoro delle aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico (previsione di nuovo Decreto) possono dimostrare di aver effettuato la valutazione dei rischi seguendo un modello che dovrà essere varato;

- sul tavolo coordinato dal Ministero del Lavoro e l’INAIL (in collaborazione con le Parti Sociali) si sta lavorando ad un software on-line (OIRA) relativo alla valutazione dei ri schi per aziende considerate a basso rischio (di cui i settori però non sono individuati, ad oggi risultano sono solo gli uffici).


Sicurezza nelle Scuole

Pubblicato da Lilino Albanese | 15:31

Sicurezza nelle Scuole – Indicazioni a.s. 2014/2015
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL VENETO
DIREZIONE GENERALE
Riva de Biasio – S. Croce 1299 - 30135 VENEZIA
Ufficio V –Politiche formative e rapporti con la Regione e gli Enti locali – Progetti Europei – Edilizia Scolastica
sicurezza scuoleLa Direzione Generale ritiene opportuno ripercorrere brevemente i principali adempimenti in materia di salute e sicurezza, per una migliore e più consapevole gestione delle tante incombenze cui il Dirigente Scolastico è chiamato in quest’ambito.
Con la pubblicazione del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., il quadro normativo di riferimento è ormai consolidato da tempo ed è ben delineato anche per le Istituzioni scolastiche. E’ indispensabile tuttavia che ogni Dirigente abbia la massima consapevolezza della cogenza degli interventi di tipo gestionale ed organizzativo che gli competono, nonché delle opportunità offerte su vari fronti dall’organizzazione in Reti territoriali caratteristica della nostra regione.
Non vi è dubbio che la Scuola rappresenti il contesto ideale per radicare nelle future generazioni la cultura della sicurezza, non tanto come regola astratta, bensì come stile di vita da seguire in tutti i contesti sociali. L’attuazione di un convinto programma di attività, sia sul piano organizzativo che su quello non meno importante della formazione del personale e della didattica, non potrà che contribuire in maniera determinante alla creazione di un contesto ambientale e sociale favorevole alla trasmissione dei saperi essenziali e al consolidamento di una reale sensibilità verso i temi della sicurezza da parte dei giovani che frequentano le nostre scuole.
Per accompagnare le Istituzioni scolastiche autonome in questo processo di miglioramento continuo, si ritiene doveroso ripercorrere brevemente i punti essenziali della normativa in vigore che riguarda il sistema Scuola, nonché il collegato gestionale che ne deriva. In tal senso si propone l’allegato documento analitico.
 Pare opportuno anche ricordare che da quasi otto anni esiste ed opera il Sistema di Riferimento Veneto per la Sicurezza nelle Scuole – SiRVeSS, che, grazie alla collaborazione tra l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, la Direzione per la Prevenzione della Regione Veneto, l’INAIL regionale, la Direzione Regionale del Lavoro e il Comando Regionale dei Vigili del fuoco, rappresenta per tutte le scuole del Veneto una sorta di “consulta permanente interistituzionale” sui temi della sicurezza in ambito scolastico. Come tale si propone come osservatorio delle esperienze condotte in Veneto e in altre regioni e opera per promuovere, indirizzare e diffondere le esperienze positive, sia concernenti la didattica che la gestione della sicurezza.
La pubblicazione dell’Accordo Stato-Regioni sulla formazione del 21/12/2011 ha definitivamente colmato le ultime, residue lacune procedurali in merito all’ottemperanza dell’obbligo di effettuare la formazione dei lavoratori, già in vigore con il D.Lgs. 626/94 e ribadito dal più recente D.Lgs. 81/08 (art. 37). Si è dunque definitivamente consolidato il principio secondo cui la formazione del personale all’interno del mondo del lavoro debba essere il perno attorno cui ruota gran parte dell’azione preventiva posta in essere dai datori di lavoro.
Per la specificità del contesto e dell’utenza cui si rivolge, in ambito scolastico la formazione alla sicurezza richiede una particolare attenzione e deve coinvolgere tutto il personale, in quanto solo con una fattiva collaborazione di tutti i soggetti presenti nell’Istituzione scolastica, ognuno per il ruolo educativo che gli è proprio, è possibile avviare un percorso concreto di crescita culturale e di consapevolezza anche tra gli allievi. È altresì vero, tuttavia, che anche questi ultimi debbono essere coinvolti nell’azione formativa, con modalità realizzative ed approfondimenti commisurati alla loro età e maturità. In particolare deve essere dedicato il necessario approfondimento all’individuazione di eventuali profili di equiparazione degli studenti a lavoratori e, di conseguenza, dei loro insegnanti come preposti. In questo caso, infatti, sussiste l’obbligo di formazione (generale e specifica, ai sensi del già citato Accordo) degli studenti e della formazione particolare dei preposti.

Come prevenire incendi per asili nido e strutture turistico-ricettive

Come prevenire incendi per asili nido e strutture turistico-ricettive«Nuove norme di prevenzione incendi per asili nido e strutture turistico-ricettive» è stato l'argomento del seminario di aggiornamento professionale organizzato dalla Direzione Regionale Umbria dei Vigili del Fuoco e il Comitato interprofessionale degli Ordini e Collegi dell’Area tecnica della regione Umbria. L'incontro si è svolto  la mattina di venerdì 3 ottobre al Centro congressi Giò a Perugia. L'occasione del seminario è stata utile anche per fare la conoscenza dei nuovi vertici del Corpo Nazionale dei vigili del Fuoco in Umbria, con il nuovo Direttore Regionale e i nuovi comandanti di Perugia e Terni.
Oltre 400 professionisti hanno preso parte all'evento i cui lavori sono stati introdotti da Raffaele Ruggiero, direttore regionale dell'Umbria, e Leonardo Banella, rappresentante del Comitato Interprofessionale tra gli ordini e i collegi di Perugia e Terni.
Ha fatto seguito l'intervento di Paolo Mariantoni, comandante provinciale di Terni, che ha illustrato le nuove norme di prevenzione incendi per campeggi, villaggi turistici e strutture turistico-ricettive in aria aperta, con capacità ricettiva superiore a 400 persone. Successivamente, Marco Frezza, comandante provinciale di Perugia, ha introdotto  le nuove norme di prevenzione incendi per gli asili nido (DMI 16.7.2014).

L'ing. Mauro Caciolai, comandante provinciale di Grosseto rd esperto in materia di "resistenza al fuoco delle strutture", ha fornito alcune indicazioni utili sulla scelta dei materiali da costruzione e sulle modalità di certificazione degli stessi per rispondere correttamente alle nuove procedure semplificate previste dal DPR 151\2011 in tema di SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi da  parte dei Vigili del Fuoco.

L'incontro formativo di Perugia è stato organizzato dai Vigili del Fuoco dell'Umbria in occasione della manifestazione "Fa la cosa giusta" che si tiene presso il Centro Fieristico regionale di Bastia Umbra dove hanno uno stand espositivo. Qui, con il titolo "Vivere in sicurezza", vengono proiettate immagini dei soccorsi svolti, distribuiti opuscoli e fornite informazioni ai visitatori. Il tutto con l'aiuto del personale dell'Associazione Nazionale VVF

Scarica atti del convegno