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E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

emergenze rischio medio
Corso per addetti antincendio e gestione delle emergenze (rischio medio)
Durata: 8 ore
Contenuti:
L'incendio e la prevenzione incendi
•  Principi sulla combustione e l'incendio
•  Le sostanze estinguenti
•  Triangolo della combustione
•  Le principali cause di un incendio
•  Rischi alle persone in caso di incendio
•  Principali accorgimenti e misure per prevenire gli incendi

Protezione antincendio e procedure da adottare in caso di incendio
•  Le principali misure di protezione contro gli incendi
•  Vie di esodo
•  Procedure da adottare quando si scopre un incendio o in caso di allarme
•  Procedure per l'evacuazione
•  Rapporti con i vigili del fuoco
•  Attrezzature e impianti di estinzione
•  Sistemi di allarme
•  Segnaletica di sicurezza
•  Illuminazione di emergenza

Esercitazioni pratiche
•  Presa visione e chiarimenti sui mezzi di estinzione più diffusi
•  Presa visione e chiarimenti sulle attrezzature di protezione individuale
•  Esercitazioni sull'uso degli estintori portatili e modalità di utilizzo di naspi e idranti

corso
Corso per addetti antincendio e gestione delle emergenze
(rischio basso)
Durata: 4 ore
Contenuti:
•  Principi e prodotti della combustione
•  Sostanze estinguenti in relazione al tipo di incendio
•  Effetti dell'incendio sull'uomo
•  Divieti e limitazioni di esercizio
•  Principali misure comportamentali e di protezione antincendio
•  Evacuazione e chiamata dei soccorsi
•  Illustrazione degli estintori portatili e istruzioni d'uso per mezzo di sussidi audiovisivi

Chiarimenti concernenti il D.I. 11 aprile 2011 La Direzione Generale tulela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali ha reso disponibile la Circolare n.22 del 22 luglio 2015 relativa alla disciplina della modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'allegato VII del D.lgs 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., nonchè i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'art.71, comma 13, del medesimo decreto legislativo

Rischi di Cantiere, movimentazione manuale dei carichi, MICROCLIMA, RISCHIO BIOLOGICO NEI CANTIERI, agenti chimici,
In un cantiere, per sua natura, si possono configurare numerose situazioni di rischio o interferenza lavorativa che possono essere causate da diversi fattori specifici.
Lo spirito fondante del sistema normativo prevenzionistico vigente pone tra gli obiettivi primari l'eliminazione alla fonte dei rischi lavorativi, per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Pertanto è necessaria una attenta analisi dei pericoli e la conseguente individuazione di misure preventive e protettive e specifiche procedure organizzative ed operative atte al controllo, riduzione o eliminazione dei potenziali rischi e quindi alla limitazione o azzeramento della possibilità residua del verificarsi di eventi gravosi.
Da qui nasce il processo di valutazione dei rischi che trova fondamento su tre concetti cardine:
- pericolo;
- rischio;
- prevenzione.
Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni.
Rischio: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione.
Prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrità dell'ambiente esterno.
La valutazione dei rischi deve avere come fine ultimo la prevenzione dei rischi
per individuare e attuare misure e provvedimenti di prevenzione e protezione.
La valutazione dei rischi dovrà analizzare tutte le fasi lavorative svolte in cantiere e individuare i fattori di rischio legati agli ambienti di lavoro, alle strutture ed impianti utilizzati, ai materiali e prodotti coinvolti nei processi.
PRINCIPALI RISCHI DI CANTIERE
DI TIPO INFORTUNISTICO
Caduta dall’alto, caduta di materiali dall’alto, rischio elettrico, seppellimento,ecc.
DI TIPO FISICO
Rumore, Vibrazioni meccaniche, microclima, ecc.
DI TIPO CHIMICO
Polveri, fumi, prodotti chimici utilizzati, ecc.
DI TIPO BIOLOGICO
Batteri e Virus, Insetti.
LEGATI ALL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Movimentazione manuale dei carichi, Posture incongrue, Ritmi, Stress da lavoro correlato.
LEGATI ALL’UTILIZZO DI MACCHINE
Cesoiamento, impigliamento, elettrocuzione, ecc.
Tali fattori di rischio derivano anche da carenza di formazione/informazione/addestramento degli operatori, carenza di organizzazione del lavoro,assuefazione al rischio, condivisione dei posti di lavoro, diffusione lavoro nero, ecc.
ELENCO DEI LAVORI COMPORTANTI RISCHI PARTICOLARI PER LA SICUREZZA E LA  SALUTE DEI LAVORATORI 
1. Lavori che espongono i lavoratori a rischi di seppellimento o di sprofondamento a profondità superiore a m 1,5 o di caduta dall'alto da altezza superiore a m 2, se particolarmente aggravati dalla natura dell'attività o dei procedimenti attuati oppure dalle condizioni ambientali del posto di lavoro o dell'opera.
2. Lavori che espongono i lavoratori a sostanze chimiche o biologiche che presentano rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure presentano rischi particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori oppure comportano un'esigenza legale di sorveglianza sanitaria.
3. Lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in materia di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti.
ELENCO DEI LAVORI COMPORTANTI RISCHI PARTICOLARI PER LA SICUREZZA E LA  SALUTE DEI LAVORATORI 
Inoltre occorre menzionare:
- Lavori in prossimità di linee elettriche aree a conduttori nudi in tensione.
- Lavori che espongono ad un rischio di annegamento.
- Lavori in pozzi, sterri sotterranei e gallerie.
- Lavori subacquei con respiratori.
- Lavori in cassoni ad aria compressa.
- Lavori comportanti l'impiego di esplosivi.
- Lavori di montaggio o smontaggio di elementi prefabbricati pesanti.
CADUTA DALL’ALTO
La causa principale dei decessi sui cantieri avviene per cadute dall’alto. Tale fattore di rischio si verifica principalmente per la mancanza, l’errato montaggio o lo smontaggio di alcune parti dei dispositivi di protezione collettivi o per il mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (D.P.I.) cinture o imbracature di sicurezza.
RISCHIO SEPPELLIMENTO
Nel settore edile, dopo la caduta dall'alto e il rischio elettrico, la causa più frequente di infortuni è data dagli scavi, per caduta negli stessi o per crollo del terreno.
RISCHIO ELETTRICO
Gli incidenti causati dall’elettricità rappresentano una quota rilevante degli infortuni sul lavoro dovuti solitamente al contatto accidentale con linee elettriche ad alta tensione o con cavi scoperti.
Infortuni che quasi sempre portano alla morte della persona coinvolta, per elettrocuzione.
AGENTI FISICI: RUMORE
Si intendono i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro, in particolare per l'udito.
Nella valutazione dei rischi, il datore di lavoro deve verificare che  gli operatori esposti a determinate fonti di rumore non superino i livelli massimi definiti dalla normativa vigente.
AGENTI FISICI: VIBRAZIONI MECCANICHE
Si intendono i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’utilizzo di attrezzature che sottopongono il lavoratore a vibrazioni del corpo o delle mani.
Le parti del corpo più frequentemente esposte a vibrazioni sono le mani, quando si manovrano utensili o macchinari che vibrano ed il corpo intero, quando il soggetto è alla guida di un automezzo o su una piattaforma vibrante.
AGENTI CHIMICI
Molti sono gli agenti chimici che vengono utilizzati nelle costruzioni, ad esempio:
-Adesivi
- Additivi per calcestruzzi e malte cementizie
- Detergenti per murature
- Trattamenti protettivi e decorativi delle murature, metalli, del legno
- Pitture, intonaci
- Vernici, solventi
RISCHIO BIOLOGICO NEI CANTIERI
Presenza di:  Batteri e Virus nel terreno, Insetti, Parassiti.
Il rischio biologico nei cantieri edili è rappresentato soprattutto dalla presenza nel terriccio o sul materiale sporco della Spora Tetanica che  penetrando nell’organismo  può provocare il tetano, una grave malattia anche mortale.
MICROCLIMA
Le attività nei cantieri edili vengono, in genere, svolte all’aperto, per cui vi è il rischio dell’esposizione a clima caldo o freddo in rapporto alle condizioni meteorologiche esterne.
Le condizioni climatiche del lavoro all’aperto possono concorrere all’insorgenza di malattie infettive sia nei mesi invernali, per il freddo e l’umidità, sia nei mesi estivi per l’esposizione a calore eccessivo.
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
Operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le  azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico che, per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano  il rischio di lesioni dorso lombari.
PRINCIPALI RISCHI DERIVANTI DALL’UTILIZZO DELLE MACCHINE IN CANTIERE
- Cesoiamento: una parte del corpo è convogliata dentro due elementi meccanici in movimento;
- Impatto: una parte del corpo è urtata da un elemento meccanico in movimento;
- Schiacciamento: una parte del corpo è schiacciata tra due  elementi meccanici in movimento relativo;
- Taglio: una parte del corpo è tagliata via da un elemento meccanico in movimento con estremità tagliente;
- Impigliamento/trascinamento: una parte del corpo è catturata e trascinata da un elemento meccanico in movimento.
L’uso delle attrezzature di lavoro deve essere riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto una formazione adeguata e mirata nonché un addestramento specifico, ove previsto, effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro; l’utilizzo delle attrezzature deve avvenire in conformità alle istruzioni d’uso.

sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria è l’insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa (art .2, comma 1, lettera m) D. Lgs. 81/08 e s.m.i.).
L’obiettivo primario della sorveglianza sanitaria è la  tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori attraverso:
- Valutazione della compatibilità tra condizioni di salute e compiti lavorativi.
- Individuazione degli stati di ipersuscettibilità individuale ai rischi lavorativi.
- Verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione dei rischi attuate in azienda.
La sorveglianza sanitaria comprende (art. 41 D. Lgs. 81/08 e s.m.i.):
visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica;
visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l’anno.
Tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente;
visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;
visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l’idoneità alla mansione specifica;
visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente;
visita medica preventiva in fase pre-assuntiva; 
visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi, al fine di verificare l’idoneità alla mansione.
ACCERTAMENTI MEDICI PREVENTIVI
Dopo l’assunzione e prima di adibire il lavoratore alla Mansione
- Constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione.
- Verificare la compatibilità della mansione affidata con specifiche condizioni di salute del soggetto in indagine.   
ACCERTAMENTI MEDICI PERIODICI
Di norma annuali oppure eseguiti con periodicità stabilita per legge oppure fissati dal medico competente in funzione dei risultati della valutazione dei rischi.
- Controllare nel tempo lo stato di salute dei lavoratori.
- Controllare l’insorgenza di eventuali modificazioni precoci dello stato di salute causati dall’esposizione a fattori specifici di rischio professionale.
- Esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica.
- Verificare l’efficienza delle misure di prevenzione e protezione dei rischi.
ACCERTAMENTI MEDICI SU RICHIESTA DEL LAVORATORE
Qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle condizioni di salute del lavoratore suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta.
Rivalutare l’idoneità alla mansione specifica svolta dal lavoratore.
ACCERTAMENTI MEDICI ALLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO
In caso di esposizione a rischio chimico, rischio biologico, rischio da esposizione a cancerogeni e mutageni.
- Valutare lo stato di salute del lavoratore.
- Fornire eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare.
- Fornire eventuali indicazioni sull’opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti anche dopo la cessazione dell’esposizione.
La sorveglianza sanitaria viene espletata dal medico competente, figura che ha titoli e requisiti specifici stilati nell’art. 38 comma 1 del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
Per svolgere le funzioni di medico competente è necessario possedere determinati titoli e requisiti.
Il  Medico Competente deve:
- Collaborare con il datore di lavoro;
- Eseguire visite mediche ed esami mirati, esprimere i giudizi di idoneità;
- Istituire cartelle sanitarie di rischio;
- Informare per iscritto il datore di lavoro ed il lavoratore in caso di inidoneità e/o idoneità parziale;
- Fornire informazione ai lavoratori sui rischi professionali cui sono esposti e sul significato degli accertamenti sanitari a cui sono sottoposti ed inoltre informare i lavoratori dei risultati degli accertamenti sanitari cui vengono sottoposti.
- Comunicare durante apposite riunioni agli RLS i risultati anonimi collettivi degli accertamenti clinici e strumentali effettuati e dare indicazioni sugli stessi;
- Visitare gli ambienti di lavoro insieme al datore di lavoro, al RSPP e al RLS;
- Partecipare alla programmazione del controllo della esposizione dei lavoratori, i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini delle valutazioni e dei pareri di competenza.
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria qualora dalla valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro, emerga che i lavoratori sono esposti a determinati rischi e a rischi con valori di esposizione superiori al livello minimo di sicurezza previsto nelle specifiche normative.
In questi casi la nomina del medico competente è quindi obbligatoria.
RISCHI PER I QUALI È PREVISTA LA SORVEGLIANZA SANITARIA
- utilizzo di videoterminali;
- movimentazione manuale di carichi;
- esposizione ad agenti cancerogeni;
- esposizione ad agenti biologici;
- esposizione ad agenti chimici;
- esposizione a rumore;
- esposizione a vibrazioni;
- lavoro notturno;
- lavoratori minorenni.
Gli accertamenti sanitari specialistici previsti per i lavoratori sono riportati all’interno del protocollo sanitario definito dal medico competente in funzione dei rischi specifici presenti in azienda e tenendo in considerazione gli indirizzi scientifici più avanzati.
Il protocollo sanitario va considerato parte integrante dello stesso documento di valutazione dei rischi; gli accertamenti sanitari devono essere sempre e comunque mirati al rischio e il meno invasivi.
Inoltre, ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria, il medico competente partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori (indagini ambientali e di monitoraggio biologico) i cui risultati gli sono forniti con tempestività (art. 25, comma 1 lettera m D. Lgs. 81/08 e s.m.i.).
Gli accertamenti sanitari effettuati dal medico competente sono finalizzati ad esprimere un giudizio d'idoneità alla mansione specifica assegnata al lavoratore da parte del datore di lavoro.
Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:
- idoneità;
- idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
- inidoneità temporanea;
- inidoneità permanente.
Il medico competente esprime il proprio giudizio di idoneità per iscritto dando copia del giudizio medesimo al lavoratore e al datore di lavoro.
Nel caso di espressione del giudizio di inidoneità temporanea vanno precisati i limiti temporali di validità.
Avverso i giudizi del medico competente ivi compresi quelli formulati in fase prea-ssuntiva è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all’organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.

La Formazione Generale, formazione corsi, art 37 dlgs81, corsi elearning,
Corsi on-line rivolti ai lavoratori, su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, conformi ai percorsi formativi previsti dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 che, in attuazione dell’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008, prevede per i lavoratori un percorso composto da:
- modulo di formazione generale della durata di 4 ore, erogabile anche in e-learning
Tutti i lavoratori, ai sensi dell’articolo 37 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, devono ricevere a cura del proprio datore di lavoro una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza.
La durata, i contenuti minimi e le modalità di questa formazione sono stati definiti con l’Accordo del 21 dicembre 2011 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.
È importante evidenziare come l'art. 2 del D.Lgs. 81/2008 considera lavoratori tutte le persone che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolgono un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere una professione.
Il percorso formativo obbligatorio per i lavoratori si articola in due momenti distinti: Formazione Generale (che può essere svolta in e-learning) e Formazione Specifica (da svolgere con formazione in presenza) in relazione ai rischi riferiti alle mansioni, ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.
La Formazione Generale (in riferimento alla lettera a del comma 1 dell’articolo 37 del D.Lgs. n. 81/2008) riguarda tutti i settori o comparti aziendali, ha una durata non inferiore alle 4 ore e deve essere dedicata alla presentazione dei concetti generali in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro.
ATTENZIONE: Questo corso fornisce la quota obbligatoria di formazione generale per un singolo lavoratore e con una singola erogazione. Nel caso più lavoratori debbano svolgere questo corso è necessario loggarsi per quanti sono i lavoratori da formare. 
Finalità del corso
Il corso vuole fornire a tutti coloro che si occupano di sicurezza le conoscenze di base sulla sicurezza e salute nei luogo di lavoro in applicazione della normativa vigente.
Riferimenti normativi
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome, Accordo del 21 dicembre 2011, ai sensi dell'art. 37, comma 2 del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81.
Destinatari
Tutti i lavoratori (come definiti dall'articolo 2 del Decreto legislativo 81/2008).
Programma del corso
Concetti generali in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro: rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti, doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo e assistenza.
Requisiti di sistema:
I requisiti minimi di sistema sono:
 Browser per internet aggiornato (Internet Explorer, Firefox, Chrome, Safari, Opera o rispettiva versione mobile)
Connessione ad Internet a banda larga (ADLS / fibra o 3G / HSDPA / HSUPA)

accordo 25 luglio 2012, Fase transitoria e formazione pregressa, formazione 81, accordo stato regioni formazione sicurezza,
L’accordo 25 luglio 2012 è intervenuto anche sul profilo dell’efficacia temporale degli accordi 21 dicembre 2011; con un’interpretazione sul piano della tecnica giuridica che ha destato molte perplessità è stato stabilito che la data di pubblicazione e quella di entrata in vigore degli stessi coincide con quella di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’ 11 gennaio 2012. Tuttavia, questa interpretazione autentica “semplificatrice” e retroattiva non appare condivisibile in quanto, tenuto conto che questi provvedimenti hanno natura regolamentare, in assenza di una precisa disposizione in merito contenuta negli accordi 21 dicembre 2011 ha trovato applicazione l’art. 10, disp. sulla legge gen. cod. civ., in base al quale «Le leggi e i regolamenti diventano obbligatori nel decimoquinto giorno successivo a quello della loro pubblicazione, salvo che sia altrimenti disposto». 
Fase transitoria e formazione pregressa 
Ulteriori importanti disposizioni dell’accordo 25 luglio 2012 hanno riguardato la fase transitoria e il riconoscimento della formazione pregressa per i datori di lavoroRSPP (punto 11, accordo 21 dicembre 2011, ex art. 34), i lavoratori, i dirigenti e i preposti (punto 10, accordo 21 dicembre 2011, ex art. 37); in particolare, è stato confermato che i datori di lavoro RSPP, i lavoratori e i preposti che, alla data dell’11 gennaio 2012, sono già stati formati in base alla previgente normativa non sono tenuti a frequentare i corsi secondo le nuove regole, fermo restando che il datore di lavoro dovrà dimostrare «lo svolgimento di attività formative pregresse con qualsiasi mezzo di prova idoneo a dimostrare la durata, i contenuti e le modalità (ovviamente, comprensive anche delle prove dell’avvenuto svolgimento dei corsi) dei corsi in oggetto». Inoltre, per quanto riguarda i lavoratori, i dirigenti e i preposti è stato confermato l’esonero dalla frequenza ai corsi secondo le nuove regole qualora gli stessi frequentino quelli tenuti in base alle previgenti disposizioni entro l’11 gennaio 2013 (ossia 12 mesi a decorrere dall’11 gennaio 2012) ma a condizione che gli stessi siano stati già organizzati e approvati «formalmente e documentalmente » prima dell’11 gennaio 2012; ai fini probatori l’accordo 25 luglio 2012 ha precisato che deve essere disponibile una documentazione che provi che, alla data stabilita, i corsi già erano stati progettati e pianificati come, per esempio, una richiesta di finanziamento o di riconoscimento avanzata per un determinato corso, un bando, un programma puntuale di attività che risulti da un accordo collettivo o, ancora, un verbale di riunione periodica (art. 35, D.Lgs. n. 81/2008) che può rappresentare, in questo caso, un documento di fondamentale importanza; non è richiesto, invece, il requisito della data certa e gli organi di vigilanza sono espressamente invitati «a prestare particolare attenzione nella verifica dei requisiti appena citati, al fine di dissuadere gli operatori da un utilizzo fraudolento delle disposizioni appena illustrate». Invece, limitatamente alla fase di prima applicazione dell’accordo 21 dicembre 2011, è stato confermato che al datore di lavoro che non abbia già avviato a corsi di formazione coerenti con il ruolo svolto in azienda i dirigenti o i preposti in forza alla propria azienda alla data dell’11 gennaio 2012 è data la facoltà di far frequentare gli stessi corsi tenuti secondo le nuove regole che devono essere conclusi entro e non oltre 18 mesi dalla pubblicazione dell’accordo, ossia l’11 luglio 2013; è opportuno evidenziare che, quindi, con l’accordo 25 luglio 2012 ora anche per i preposti il termine è stato elevato a 18 mesi (al punto 11, lettera a), accordo 21 dicembre 2011, invece, erano dodici mesi). Inoltre, l’accordo 25 luglio 2012 ha stabilito anche che se il lavoratore alla data dell’11 gennaio 2012 già svolgeva le funzioni di preposto e in precedenza già aveva preso parte a un corso per lavoratori, secondo la previgente normativa, in questo caso non sarà tenuto alla ripetizione del corso ma solo a frequentare entro i diciottomesi il corso per preposti. Per quanto riguarda i dirigenti, il provvedimento ha precisato che l’esonero dal corso previsto al punto 6, accordo 21 dicembre 2011, è riconosciuto qualora sia dimostrata la frequenza a un corso secondo i contenuti previsti dall’art. 3, D.M. 16 gennaio 1997 (corso per datore di lavoroRSPP) pur se di durata inferiore a 16 ore; occorre evidenziare che quest’ultima disposizione è innovativa rispetto al testo dell’accordo 21 dicembre 2011 ed è scomparso anche il riferimento alla data del 14 agosto 2013; analogo esonero è confermato anche in caso di frequenza, da parte del dirigente, del modulo “A” per RSPP/ASPP in base all’accordo StatoRegioni 26 gennaio 2006.

MANUTENZIONE E RIPARAZIONE
MANUTENZIONE E RIPARAZIONE
Attività contemplate
Le attività contemplate nella fase lavorativa in oggetto sono tipiche della tipologia di opera considerata e derivano dalle analisi effettuate su di un campione significativo di cantieri. Potranno pertanto essere individuate descrizioni diverse in relazione alle specificità del cantiere e delle modalità operative.
  • Preparazione, delimitazione, e sgombero area
  • Formazione ponteggi e piani di lavoro
  • Definizione e realizzazione accessi ai posti di lavoro
  • Sollevamento e trasporto dei materiali
  • Confezione malte
  • Ripristini minori e rappezzi
  • Pulizia delle superfici esterne (idropuliture - sabbiature)
  • Manutenzione opere in ferro
  • Stesura malte e vernici
  • Revisione delle coperture
  • Rifacimento dei manti di copertura
  • Sostituzione di grondaie, pluviali e faldali
Valutazione dei rischi
L’indice di attenzione esposto è definito in riferimento alle attività contemplate sopra descritte. Resta inteso che tali indici possono assumere valori diversi, in relazione alle caratteristiche del cantiere e alle diverse modalità operative.
       
Misure tecniche di prevenzione
01 Cadute dall’alto
Le perdite di stabilità dell'equilibrio di persone che possono comportare cadute da un piano di lavoro ad un altro posto a quota inferiore (di norma con dislivello maggiore di 2 metri), devono essere impedite con misure di prevenzione, generalmente costituite da parapetti di trattenuta applicati a tutti i lati liberi di travi, impalcature, piattaforme, ripiani, balconi, passerelle, e luoghi di lavoro o di passaggio sopraelevati. Per le lavorazioni fino ad un'altezza di 2 metri è preferibile utilizzare ponti su cavalletti o trabattelli. L'utilizzo delle scale a pioli deve essere limitato a quelle operazioni di breve durata che non richiedono movimenti ampi o spostamenti al lavoratore; le scale devono comunque essere fermate o tenute al piede da altra persona. L'impiego delle scale doppie deve essere limitato all'altezza di 5 metri da terra e le stesse devono essere provviste di catena o altro meccanismo di sufficiente resistenza che impedisca l'apertura della scala oltre il limite di sicurezza. Se vengono utilizzate scale ad elementi innestati, queste non devono superare l'altezza di 15 metri senza essere assicurate a parti fisse; se la lunghezza della scala supera gli 8 metri la stessa deve essere dotata di rompitratta per ridurre la freccia di inflessione e comunque durante l'esecuzione dei lavori una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza. Per le lavorazioni di facciata è necessario allestire regolari ponteggi ai piani di lavoro, o utilizzare ponti mobili autosollevanti o trabattelli metallici a seconda delle caratteristiche del lavoro. Per i lavori su coperture piane si deve proteggere tutto il perimetro mediante parapetti normali con arresto al piede e proteggere eventuali lucernari e botole non pedonabili mediante parapetti normali o coperture provvisorie resistenti. Per i lavori di copertura a falde e su cornicioni si deve provvedere ad allestire un regolare impalcato di protezione al piano di gronda provvisto di parapetto e tavola fermapiede su tutti i lati verso il vuoto e sottoponte di sicurezza a distanza non superiore ai 2,50 metri. Quando non sia garantita la pedonabilità della copertura si devono allestire passerelle di camminamento e impalcati o reti di protezione sottostanti che limitino la caduta accidentale a non più di 2 metri. Per lavori di manutenzione sulle coperture, localizzati, di limitate dimensioni e di breve durata, quando in generale non si rende necessario disporre di continua mobilità da parte degli addetti, in luogo delle protezioni collettive sopra indicate, possono essere utilizzati dispositivi di protezione individuale anticaduta, previa valutazione dei sistemi di ancoraggio che devono consentire l'utilizzo del sistema di sicurezza al momento dell'accesso alla copertura, da posizione sicura.

03 Urti, colpi, impatti, compressioni
Le attività che richiedono sforzi fisici violenti e/o repentini devono essere eliminate o ridotte anche attraverso l'impiego di attrezzature idonee alla mansione. Gli utensili, gli attrezzi e gli apparecchi per l'impiego manuale devono essere tenuti in buono stato di conservazione ed efficienza e quando non utilizzati devono essere tenuti in condizioni di equilibrio stabile (es. riposti in contenitori o assicurati al corpo dell'addetto) e non devono ingombrare posti di passaggio o di lavoro. I depositi di materiali in cataste, pile e mucchi devono essere organizzati in modo da evitare crolli o cedimenti e permettere una sicura ed agevole movimentazione.

04 Punture, tagli, abrasioni
Deve essere evitato il contatto del corpo dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o comunque capaci di procurare lesioni; dove sia comunque prevista la necessità di movimentare materiali potenzialmente pericolosi è necessario che i lavoratori impieghino i D.P.I. idonei alla mansione (es.: calzature di sicurezza, guanti, gambali, ecc.)
Tutti gli organi lavoratori delle apparecchiature devono essere protetti contro i contatti accidentali.

05 Vibrazioni
Qualora non sia possibile evitare l'utilizzo diretto di utensili ed attrezzature comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo dell'operatore, queste ultime devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es: manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, etc.) ed essere mantenute in stato di perfetta efficienza. Deve essere valutata l'opportunità di sottoporre i lavoratori addetti a sorveglianza sanitaria.

06 Scivolamenti, cadute a livello
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano persone.
I percorsi pedonali interni al cantiere devono sempre essere mantenuti sgombri da attrezzature, materiali, macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Qualora le operazioni richiedano l'occupazione di uno o più corridoi di passaggio è opportuno interdire l'accesso alla zona interessata fino alla conclusione dei lavori. Tutti gli addetti devono indossare calzature idonee. Per ogni postazione di lavoro è necessario individuare la via di fuga più vicina. Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di lavoro in piano, in elevazione ed in profondità. Le vie di accesso ai luoghi di lavoro devono essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne. Al termine delle lavorazioni, prima di ripristinare l'accesso precedentemente impedito alla zona interessata, è necessario ripulire l'area dai detriti di lavorazione capaci di interferire con i percorsi dei mezzi e/o degli operatori.

07 Calore, fiamme
Nei lavori a caldo con bitumi, asfalto e simili devono essere adottate misure contro i rischi di: traboccamento delle masse calde dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti per il trasporto; incendio; ustione.
Durante le operazioni di taglio e saldatura deve essere impedita la diffusione di particelle di metallo incandescente al fine di evitare ustioni e focolai di incendio. Gli addetti devono fare uso degli idonei dispositivi di protezione individuali.
Nelle immediate vicinanze devono essere predisposti estintori idonei per la classe di incendio prevedibile.
All'ingresso degli ambienti o alla periferie delle zone interessate dai lavori devono essere poste scritte e segnali ricordanti il pericolo.
Non devono essere effettuati lavori in presenza di materiali, sostanze o prodotti infiammabili, esplosivi o combustibili, salvo l’adozione di misure atte ad impedire i rischi conseguenti; le attrezzature e gli impianti devono essere di tipo idoneo all'ambiente in cui si deve operare.

09 Elettrici
La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività edili deve essere effettuata in funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di Legge e di buona tecnica anche in relazione alle prevedibili condizioni di uso (ambienti umidi o addirittura bagnati).
Quando le macchine e le apparecchiature fisse, mobili, portatili e trasportabili sono alimentate, da una rete di terzi, (committente, condominio), l'impresa stessa deve provvedere all'installazione dei dispositivi e degli impianti di protezione in modo da rendere la rete di alimentazione rispondente ai requisiti di sicurezza per l'uso di cantiere.
Prima di eseguire lavori di manutenzione che possono interessare impianti elettrici esterni o anche sotto traccia, è necessario provvedere alla loro certa disattivazione.

10 Radiazioni non ionizzanti
Le zone dove si svolgono le attività di saldatura, taglio termico o altre attività che comportano l’emissione di radiazioni non trascurabile devono essere opportunamente segnalate e, ove possibile, schermate (es. teli o pannelli ignifughi), in modo da evitare l’esposizione a radiazioni da parte dei non addetti ai lavori; qualora la schermatura non sia tecnicamente possibile i non addetti alla saldatura devono essere allontanati. Gli addetti devono fare uso di idonei DPI per la protezione degli occhi e della pelle (es. occhiali, schermi facciali e indumenti protettivi) ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.

11 Rumore
Nell'acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità d'uso. Le attrezzature devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle indicazioni del fabbricante, al fine di limitarne la rumorosità eccessiva. Durante il funzionamento gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute chiuse e dovranno essere evitati rumori inutili.
Le operazioni che comportano una elevata rumorosità  (piccole demolizioni, scalpellatura, foratura) devono essere svolte in modo tale da arrecare il minimo disturbo possibile alle persone non addette ai lavori. Il personale addetto deve fare uso dei DPI contro il rumore, mentre il personale non indispensabile deve essere allontanato.

12 Cesoiamento, stritolamento
Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere osservate opportune distanze di rispetto.
L'installazione di ponteggi mobili autosollevanti e quella di montacarichi sulle facciate degli edifici abitati, deve essere preceduta da una sicura informazione di tutti i soggetti interessati estranei ai lavori in modo che sia evitato l'accesso alle parti esterne dell'edificio durante l'orario di lavoro.

13 Caduta materiale dall’alto
Tutto il perimetro a terra corrispondente ai lavori eseguiti su facciate e coperture deve essere delimitato con barriere ed i luoghi di stazionamento e di passaggio protetti con robuste tettoie di protezione.
Il posto di carico a terra dei montacarichi deve essere delimitato con barriere per impedire la permanenza ed il transito sotto i carichi. Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi o del posto di caricamento e sollevamento dei materiali vengono impastate malte o eseguite altre operazioni a carattere continuativo si deve costruire un solido impalcato sovrastante.
Nei lavori di facciata che possono dare luogo a proiezione di schegge, il fronte esterno dei ponteggi deve essere protetto con reti di contenimento.
Nei lavori su coperture che possono dar luogo alla caduta di materiale dall'alto i parapetti di protezione al piano di lavoro devono essere completamente accecati con tavole o integrati con reti di contenimento.

16 Movimentazione manuale dei carichi
La movimentazione manuale dei carichi deve essere ridotta al minimo e razionalizzata al fine di non richiedere un eccessivo impegno fisico del personale addetto.
In ogni caso è opportuno ricorrere ad accorgimenti quali la movimentazione ausiliata o la ripartizione del carico. Il carico da movimentare deve essere facilmente afferrabile e non deve presentare caratteristiche tali da provocare lesioni al corpo dell'operatore, anche in funzione della tipologia della lavorazione.
In relazione alle caratteristiche ed entità dei carichi, l'attività di movimentazione manuale deve essere preceduta ed accompagnata da una adeguata  azione di informazione e formazione, previo accertamento, per attività non sporadiche, delle condizioni di salute degli addetti.

31 Polveri, fibre
Nelle lavorazioni che presentano una elevata polverosità quale la rimozione di vernici, rivestimenti, intonaci, si deve ricorrere a metodi di lavoro che limitino al minimo l'emissione di polveri provvedendo, a seconda dei casi, all'inumidimento del materiale, all'aspirazione localizzata, alla pulizia delle zone di lavoro, al trattamento e rimozione dei detriti. Il personale addetto deve fare uso dei D.P.I. di protezione delle vie respiratorie (in genere mascherine monouso).
I lavori di sabbiatura di superfici devono essere effettuati con procedimenti in umido, la zona di intervento deve essere delimitata e contenuta con protezioni che non permettano l'emissione esterna di polveri. L'addetto deve fare uso di indumento protettivo completo del corpo e di autorespiratore o di scafandratura collegata ad una fonte esterna di aria pura.
I detriti devono essere contenuti all'interno delle zona delimitata e rimossi prima di rimuovere le protezioni.

32 Fumi
Nei lavori a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che possono dar luogo a fumi dannosi alla salute, devono essere adottati provvedimenti atti a impedire che la concentrazione di inquinanti nell'aria superi il valore massimo tollerato indicato nelle norme vigenti. La diminuzione della concentrazione può anche essere ottenuta con mezzi di ventilazione generale o con mezzi di aspirazione localizzata seguita da abbattimento.
In ambienti confinati deve essere effettuato il controllo del tenore di ossigeno, procedendo all'insufflamento di aria pura secondo le necessità riscontrate o utilizzando i DPI adeguati all'agente. Deve comunque essere organizzato il rapido deflusso del personale per i casi di emergenza.

33 Nebbie
Durante le operazioni di idropulitura a freddo o a caldo (o di altri prodotti applicati con modalità simili) i lavoratori addetti devono indossare idonei gambali, indumenti protettivi impermeabili e DPI adeguati all’agente, quali schermi facciali, maschere, occhiali). La pressione della pompa e la distanza dalla parete da trattare devono essere proporzionate alle caratteristiche del materiale. Il personale non strettamente necessario deve essere allontanato. La zona di lavoro deve essere opportunamente segnalata e delimitata con barriere.

34 Getti, schizzi
I lavori di pulizia delle superfici mediante getti di acqua a pressione (idropulitrici) devono essere eseguiti previa la delimitazione delle zone di intervento con teli impermeabili atti a contenere i getti e gli schizzi.
Nella zona interessata non devono essere eseguite altre operazioni e non devono essere presenti altri lavoratori.
L'addetto deve fare uso di indumenti protettivi, dell'intero corpo, occhiali e mascherina.
Le acque di lavaggio devono essere contenute all'interno della zona delimitata e protetta e smaltite secondo criteri che tengano conto dei prodotti asportati e contenuti in sospensione.
Durante le attività (ad esempio nelle operazioni di manutenzione delle macchine e degli impianti) i lavoratori possono essere esposti ad agenti chimici pericolosi (ad esempio oli minerali e derivati); in tal caso devono essere attivate le misure necessarie per impedire il contatto diretto degli stessi con la pelle dell’operatore. Gli addetti devono altresì indossare indumenti protettivi, utilizzare i DPI e, ove del caso, essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.

35 Gas, vapori
Nei lavori a freddo o a caldo, eseguiti a mano o con apparecchi, con materiali, sostanze e prodotti che possono dar luogo, da soli o in combinazione, a sviluppo di gas, vapori, aerosol e simili, dannosi alla salute, devono essere adottati provvedimenti atti a impedire che la concentrazione di inquinanti nell'aria superi il valore massimo tollerato indicato nelle norme vigenti. La diminuzione della concentrazione può anche essere ottenuta con mezzi di ventilazione generale o con mezzi di aspirazione localizzata seguita da abbattimento.
In ambienti confinati deve essere effettuato il controllo del tenore di ossigeno, procedendo all'insufflamento di aria pura secondo le necessità riscontrate o utilizzando i DPI adeguati all'agente. Deve comunque essere organizzato il rapido deflusso del personale per i casi di emergenza.
Qualora sia accertata o sia da temere la presenza o la possibilità di produzione di gas tossici o asfissianti o la irrespirabilità dell'aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficace aerazione ed una completa bonifica, gli addetti ai lavori devono essere provvisti di idonei respiratori dotati di sufficiente autonomia. Deve inoltre sempre essere garantito il continuo collegamento con persone all'esterno in grado di intervenire prontamente nei casi di emergenza.

51 Bitume (fumi, gas/vapori)
Deve essere evitato il traboccamento di materiale ad elevata temperatura dagli apparecchi di riscaldamento e dai recipienti per il loro trasporto. La quantità massima di materiale che può essere stivata nelle macchine operatrici deve essere conosciuta dal preposto e dagli addetti.
I trasportatori, i vagli, le tramogge, gli scarichi dei bruciatori devono essere costruiti o protetti in modo da evitare la produzione o la diffusione di fumi, gas/vapori, polveri oltre i limiti dannosi, l’aria uscita dall’apparecchiatura deve essere indirizzata in modo da evitare che investa posti di lavoro nelle immediate vicinanze. Gli addetti a terra devono fare uso di occhiali, maschere per la protezione delle vie respiratorie, guanti, scarpe con suola termoisolante e indumenti di protezione; inoltre, ove richiesto i lavoratori devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere vietato mangiare e bere nelle zone di lavoro.
Al fine di ridurre l’esposizione ai fumi di bitume, durante le opere di stesura del conglomerato bituminoso è opportuno lavorare in posizione sopravento rispetto alla stesa del materiale caldo e, in particolar modo nel caso di asfaltatura di marciapiedi, aspergere acqua sul materiale colato appena steso, al fine di abbassarne la temperatura. Nel  caso di lavori in ambienti chiusi (ad esempio locali interrati o gallerie) occorre fare uso di opportuni sistemi di ventilazione forzata.

Istruzioni per gli addetti
Nei lavori di manutenzione e riparazione quando si intenda fare uso degli accorgimenti strutturali predisposti nelle opere interessate, il loro stato di conservazione e la loro idoneità per l'uso che se ne intende fare devono essere verificati preliminarmente.
Le proprietà chimico-fisiche delle sostanze e prodotti impiegati devono essere note e conseguentemente devono essere predisposte le modalità di impiego, compresa l'utilizzazione di indumenti di lavoro e di mezzi personali di protezione.
Prima di iniziare lavori entro pozzi, cunicoli, fosse, camini, cisterne, serbatoi, parti di impianti ed ambienti confinati in genere, si deve procedere all'accertamento della presenza di depositi, fanghi, incrostazioni, gas, vapori e di sostanze pericolose. Si deve altresì accertare la respirabilità dell'aria nell'atmosfera interna.
Nei suddetti ambienti è vietato fumare, tenere in moto motori a combustione, far funzionare apparecchi per la produzione di calore o fiamme ed effettuare operazioni di saldatura e taglio a gas o elettrici, se non si provvede alla captazione o diluizione dei gas e vapori entro i limiti tollerabili ed al rifornimento dell'aria consumata dai processi termici e dalla respirazione delle persone presenti.
L'accesso per i lavori di manutenzione e riparazione ai posti elevati di edifici, parti di impianti, apparecchi, macchine e simili deve essere agevole e sicuro. Quando non risultino sufficienti gli accorgimenti strutturali predisposti devono essere utilizzate attrezzature ausiliarie quali, andatoie, passerelle, scale od altri idonei dispositivi.
I lavori di riparazione e manutenzione devono essere eseguiti a macchine ed impianti fermi. Qualora detti lavori non possano essere eseguiti a macchine ed impianti fermi  a causa delle esigenze tecniche di lavorazioni o sussistano necessità di esecuzione per evitare pericoli o maggiori danni, devono essere adottate misure tecniche o cautele supplementari atte a garantire l'incolumità sia dei lavoratori addetti che delle altre persone. Prima di procedere alla esecuzione dei lavori sui lucernari, tetti, coperture e simili , deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e del materiale di impiego. Nel caso sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati i necessari apprestamenti atti a garantire l'incolumità delle persone addette, disponendo, a seconda, dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendo uso dispositivi di protezione individuale anticaduta. Nei lavori presso gronde e cornicioni, sui tetti, sui ponti sviluppabili, e nei lavori analoghi che comunque espongono a rischi di caduta dall'alto o entro cavità, quando non sia possibile disporre di impalcati di protezione o parapetti, gli operai addetti devono fare uso di idonei dispositivi di protezione individuale anticaduta. Il relativo cordino deve essere assicurato con un connettore ad un dispositivo di ancoraggio fisso o a una guida o linea flessibile o rigida a sua volta fissata a parti stabili delle opere fisse o provvisionali. I ponti autosollevanti, cestelli, piattaforme di lavoro mobili in genere, non devono essere utilizzati come apparecchi di sollevamento.
I ponti su ruote (trabattelli), possono essere utilizzati solo nelle condizioni di stabilità previste dal fabbricante che deve essere assicurata contemporaneamente alla mobilità.
In tutti gli altri casi si dovrà ricorrere a ponteggi metallici fissi o ad altre attrezzature omologate.

Procedure di emergenza
Per ogni postazione di lavoro è necessario garantire una "via di fuga" od un "sistema di recupero" del/i lavoratore/i in caso di emergenza.
In particolare nei lavori ad elevato livello di rischio ed in quelli confinati deve essere assicurato il continuo collegamento con personale in grado di intervenire prontamente.

Dispositivi di protezione Individuale
In generale sono da prendere in considerazione:
•    Casco
•    Calzature di sicurezza
•    Occhiali o visiere (per lavori di scalpellatura, idropulitura, saldatura)
•  Maschere per la protezione delle vie respiratorie (per lavori di sverniciatura, scalpellatura, saldatura e simili)
•    Otoprotettivi (tappi, cuffie)
•  Indumenti protettivi (per lavori di sverniciatura, verniciatura, scalpellatura, idropulitura, saldatura e simili)
•    Scafandratura completa e autorespiratori per lavori di sabbiatura
•    Dispositivi di protezione individuale anticaduta

Sorveglianza Sanitaria
In relazione alle attività svolte dai singoli gruppi omogenei di lavoratori sono da prendere in considerazione le seguenti tipologie di sorveglianza sanitaria:
•    Vaccinazione antitetanica
•    Vibrazioni
•    Radiazioni non ionizzanti
•    Rumore
•    Movimentazione manuale dei carichi
•    Polveri, fibre
•    Fumi
•    Nebbie
•    Gas, vapori
•    Getti, schizzi (ad esempio di oli minerali e derivati)
•    Bitume (Fumi, Gas/Vapori)

Informazione, formazione e addestramento

Oltre alla formazione di base e particolare in relazione alle mansioni svolte, tutti i lavoratori devono essere informati sui rischi individuati e valutati per la specifica attività e ricevere le istruzioni di competenza.

Segnaletica
Relativamente alla segnaletica sono in particolare da prendere in considerazione:
Cartelli con segnale di divieto
•    Divieto di accesso alle persone non autorizzate;
•    Vietato fumare o usare fiamme libere;
•    Lavori in corso non effettuare manovre;
•    Non toccare.
Cartelli con segnale di avvertimento
•    Carichi sospesi;
•    Caduta materiali dall'alto;
•    Pericolo di inciampo;
•    Radiazioni non ionizzanti.

Cartelli con segnale di prescrizione

•    Casco di protezione obbligatorio;
•    Guanti di protezione obbligatoria;
•    Protezione obbligatoria delle vie respiratorie;
•    Protezione individuale obbligatoria contro cadute dall’alto.

SCIVOLAMENTI
SCIVOLAMENTI, CADUTE A LIVELLO
I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano persone.
I percorsi pedonali interni al cantiere devono sempre essere mantenuti sgombri da attrezzature, materiali, macerie o altro capace di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti gli addetti devono indossare calzature idonee.
Per ogni postazione di lavoro è necessario individuare la via di fuga più vicina.
Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di lavoro in piano, in elevazione e in profondità. Le vie d'accesso al cantiere e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne.

I percorsi per la movimentazione dei carichi ed il dislocamento dei depositi devono essere scelti in modo da evitare quanto più possibile le interferenze con zone in cui si trovano persone. I pavimenti degli ambienti e luoghi di lavoro devono avere caratteristiche ed essere mantenuti in modo da evitare il rischio di scivolamento e inciampo. I percorsi pedonali interni ai luoghi di lavoro devono sempre essere mantenuti sgombri da attrezzature, materiali o altro, capaci di ostacolare il cammino degli operatori. Tutti gli addetti devono indossare calzature idonee in relazione all'attività svolta. Per ogni postazione di lavoro è necessario individuare la via di fuga più vicina. Deve altresì provvedersi per il sicuro accesso ai posti di lavoro.
Le vie d'accesso ai luoghi di lavoro e quelle corrispondenti ai percorsi interni devono essere illuminate secondo le necessità diurne e notturne.

Considerato che nel D.lgs. 81/08 si fa riferimento a molteplici metodologie per la valutazione dei rischi da MMC, è corretto interpretare che tali metodi non siano obbligatori ma che l’azienda possa utilizzare solo i fattori che sono indice di rischio nella movimentazione e analizzare quelli senza ricorrere obbligatoriamente a NIOSH, MAPO o altro?

Secondo quanto previsto dal titolo VI del D.lgs. 81/08, il DL valuta le situazioni di rischio in materia di MMC e adotta le conseguenti azioni di prevenzione tenendo conto delle indicazioni di cui all’allegato XXXIII. Il ricorso a buone prassi e a linee guida non è un obbligo tassativo ma, come indicato dall’art. 168, comma 3 del Decreto 81, un semplice criterio di riferimento.

carrello elevatore con motore a combustione interna
Volevo alcune informazioni riguardanti l’utilizzo in azienda di un carrello elevatore con motore a combustione interna. Non sono riuscito a trovare un riferimento normativo sul divieto di utilizzare questa tipologia di carrello all’interno di un’azienda. Esiste una normativa in merito?

L’emissione di gas di scarico nell’ambiente di lavoro deve essere abbattuta secondo l’art. 20 del DPR 303/56, ora punto 2.1.4 bis dell’allegato IV del D.lgs. 81/08. Il punto n. 2.4 dell’allegato VI “Disposizioni concernenti l’uso delle attrezzature di lavoro” del D.lgs. 81/08 e smi, indica che: “Le attrezzature mobili dotate di un motore a combustione possono essere utilizzate nella zona di lavoro soltanto qualora sia assicurata una quantità sufficiente di aria senza rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”. Inoltre il punto 2.1.4 bis dell’allegato IV”Requisiti dei luoghi di lavoro” del D.lgs. 81/08 e smi stabilisce che: “Nei lavori in cui si svolgano gas o vapori irrespirabili o tossici od infiammabili ed in quelli nei quali si sviluppano normalmente odori o fumi di qualunque specie il datore di lavoro deve adottare provvedimenti atti ad impedire o a ridurre, per quanto è possibile, lo sviluppo e la diffusione”.

manutenzione
Pubblicata la Circolare n. 22 del 29 luglio 2015, della ‘Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali’ del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si aggiunge alle molte circolari che in questi anni hanno tentato di offrire “definitivi” chiarimenti sulla disciplina delle verifiche periodiche per la sicurezza delle attrezzature di lavoro e l’applicazione del correlato  Decreto ministeriale dell’11 aprile 2011 “Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all'All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l'abilitazione dei soggetti di cui all'articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”.

I soggetti pubblici e privati” abilitati come riportati nei comma 11, 12 e 13 dell’articolo 71 del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro:

(...)
11. Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate nell’ALLEGATO VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo ALLEGATO. Per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dell’INAIL, che vi provvede nel termine di quarantacinque giorni dalla richiesta. Una volta decorso inutilmente il termine di quarantacinque giorni sopra indicato, il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri soggetti pubblici o privati abilitati secondo le modalità di cui al comma 13. Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati che vi provvedono secondo le modalità di cui al comma 13. Per l’effettuazione delle verifiche l’INAIL può avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I verbali redatti all’esito delle verifiche di cui al presente comma devono essere conservati e tenuti a disposizione dell’organo di vigilanza. Le verifiche di cui al presente comma sono effettuate a titolo oneroso e le spese per la loro effettuazione sono poste a carico del datore di lavoro.
12. Per l’effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e l’ISPESL possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.
13. Le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’ALLEGATO VII, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti pubblici o privati di cui al comma precedente sono stabiliti con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali56, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
(...)

Il personale, “secondo quanto previsto al punto 1, lettera d), dell'Allegato I del D.I. 11 aprile 2011, deve dimostrare di avere esperienza temporale acquisita nelle attività tecnico-professionali per eseguire le verifiche dell'Allegato VII del D.Lgs. n. 81/2008 ed essere in possesso dei relativi titoli di studio”.

Anche in questo caso per focalizzare il ruolo dei “verificatori” dei soggetti abilitati ricordiamo che il punto d) richiede che il soggetto abilitato disponga di un organigramma generale che evidenzi, in maniera dettagliata, la struttura operativa per ogni Regione in cui si intende svolgere l'attività delle verifiche oggetto del presente decreto e che indichi il nominativo del responsabile tecnico, in possesso di titolo di studio di cui al successivo punto. Il responsabile tecnico deve essere un dipendente del soggetto abilitato ed avere una comprovata esperienza professionale superiore ai 10 anni nel campo della progettazione o controllo di prodotti, impianti e costruzioni. Nel punto d) sono poi riportati i vari titoli di studio e le esperienze professionali necessarie.

La nuova circolare indica in conclusione che questa esperienza temporale “può essere acquisita per ogni specifico gruppo di attrezzature (SP, SC e GVR), seguendo un’attività di addestramento come verificatore - adeguatamente riportata nel proprio curriculum – che si articola nel modo seguente:

a) affiancamento con verificatori abilitati all'effettuazione delle verifiche periodiche di un ‘soggetto abilitato’, che assumono la funzione di tutor, nel rapporto massimo di 1 a 2. Ai fini dell'evidenza di tale affiancamento, alla firma del ‘Verificatore’ sul verbale di verifica di cui all'Allegato IV del D.I. 11 aprile 2011, deve essere apposta la seguente dicitura: ‘Alla verifica ha assistito in affiancamento esclusivamente alfine didattico il sig. (indicare il titolo professionale posseduto)...’;

b) effettuazione di attività di verifica di almeno due attrezzature al mese, di diversa tipologia, nell'ambito dello stesso gruppo che può svolgersi anche in un solo accesso presso il luogo in cui esse sono presenti;

c) copia dei verbali di verifica deve essere consegnata al tecnico in affiancamento.

http://www.portaleconsulenti.it/news.php?item.2902.2

formazione
Con l’accordo 25 luglio 2012 (repertorio atti n. 153/CSR), «Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sul documento proposto dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali recante “Adeguamento e linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2 e 37, comma 2 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni”», la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha integrato i due precedenti accordi 21 dicembre 2011], apportando alcune importanti modifiche e fornendo diversi chiarimenti interpretativi, soprattutto per quanto riguarda l’efficacia, il rapporto con la formazione speciale prevista da altre norme, i contenuti della collaborazione con gli organismi paritetici, la formazione in modalità elearning, la fase transitoria, il riconoscimento della formazione pregressa e l’obbligo dell’aggiornamento. Inoltre, nello stesso accordo 25 luglio 2012 sono contenute anche alcune importanti disposizioni che riguardano la formazione e l’aggiornamento dei responsabili e degli addetti al Servizio di prevenzione e protezione (art. 32, D.Lgs. n. 81/ 2008) e, in particolare, è stata definitivamente chiarita la spinosa questione della decorrenza dell’aggiornamento obbligatorio quinquennale che lo scorso mese di febbraio 2012 ha originato un autentico scompiglio; al tempo stesso è stata anche preannunciata la prossima revisione dell’accordo Stato-Regioni 26 gennaio 2006. Da una prima lettura, tuttavia, non tutte le questioni di fondo sembra che siano state risolte e, al tempo stesso, l’assenza di un articolato e la “miscellanea” tra profili inerenti alla formazione dei datori di lavoro e quelli dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti, ha reso il provvedimento a tratti caotico e non ha consentito di cogliere con immediatezza gli elementi innovativi.

elearning
La modalità elearning: requisiti, limiti e verifiche 
Una parte dell’accordo 25 luglio 2012 è dedicata alla formazione in modalità elearning la cui disciplina è contenuta nell’Allegato 1 all’accordo 21 dicembre 2011, che l’ha definita come «unmodello formativo interattivo e realizzato previa collaborazione interpersonale all’interno di gruppi didattici strutturati (aule virtuali tematiche, seminari tematici) o semistrutturati (forum o chat telematiche), nel quale operi una piattaforma informatica che consente ai discenti di interagire con i tutor e anche tra loro». Sulla base di questa nozione, dopo aver riassunto le ipotesi nelle quali questa modalità è consentita (per esempio, per la formazione generale dei lavoratori) è stato precisato che non è conforme alle disposizioni dell’Allegato 1 la formazione erogata attraverso la semplice trasmissione di lezioni frontali a distanza e che, per altro, nemmeno possono essere considerate come ordinarie, in quanto mancano i requisiti di interattività della formazione e la presenza di soggetti (tutor e/o docenti). Inoltre, per quanto riguarda le verifiche di apprendimento, nello stesso accordo è stato ulteriormente precisato che la verifica finale “in presenza” deve essere intesa nel senso che non è consentita la verifica del completamento del percorso in modalità telematica (che, invece, è consentita per le verifiche intermedie), ossia è necessaria la presenza fisica dell’esaminando che, tuttavia, può essere collegato anche in videoconferenza.

ACCORDO STATO-REGIONI 22 FEBBRAIO 2012 (G.U. 12 MARZO 2012)
 
ALLEGATO A (articolato in 12 punti)
Attrezzature di lavoro per le quali è richiesta abilitazione; Soggetti formatori; Requisiti docenti; Requisiti minimi corsi; Programma dei corsi; Attestazione; Validità dell’abilitazione e aggiornamenti; Registrazione sul libretto del cittadino; Documentazione; Formazione
ALLEGATO I
Requisiti di natura generale: idoneità dell’area e disponibilità delle attrezzature
ALLEGATO II
La formazione via e-Learning sulla sicurezza e salute sul lavoro
ALLEGATI DA III A X
Requisiti minimi dei corsi di formazione teorico-pratico per lavoratori addetti alla conduzione dei mezzi indicati in ALLEGATO A.
ALLEGATO A
A.1 ATTREZZATURE DI LAVORO PER LE QUALI E’ RICHIESTA UNA SPECIFICA ABILITAZIONE DEGLI OPERATORI (art. 75 co.5 D.Lgs.81/08)
Piattaforme di lavoro mobili elevabili
Gru a torre
Gru mobile
Gru per autocarro
Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (carrelli semoventi a braccio telescopico, carrelli industriali semoventi, carrelli/sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi)
Trattori agricoli o forestali
Macchine movimento terra (escavatori idraulici, escavatori a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)
Pompa per calcestruzzo
ALLEGATO A
B.1 INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI
1.1 Sono soggetti formatori del corso di formazione e del corso di aggiornamento:
a) Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, anche mediante le proprie strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione (Aziende Sanitarie Locali, ecc.)
b) Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mediante il personale tecnico impegnato in attività del settore della salute e sicurezza sul lavoro
c) L’INAIL
d) Le Associazioni sindacali dei Datori di Lavoro e dei lavoratori nel settore di impiego delle attrezzature di cui al presente accordo, anche tramite le loro società di servizi prevalentemente o totalmente partecipate
ALLEGATO A
B.1 INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI
e) Gli ordini o collegi professionali cui afferiscono i soggetti di cui al co.1 dell’art. 98 del D.Lgs. 81/08, nonché le Associazioni di professionisti senza scopo di lucro, riconosciute dai rispettivi ordini o collegi professionali
f) Le aziende produttrici/distributrici/noleggiatrici/utilizzatrici (queste ultime limitatamente ai propri lavoratori) di attrezzature di cui al presente accordo, organizzate per la formazione e accreditate in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata su GURI del 23 gennaio 2009 e in deroga dell’esclusione prevista dalla medesima intesa
g) I soggetti formatori con esperienza documentata, almeno triennale alla data di entrata in vigore del presente accordo, nella formazione per le specifiche attrezzature oggetto del presente accordo accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata su GURI del 23 gennaio 2009
h) I soggetti formatori con esperienza documentata di almeno sei anni nella formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata su GURI del 23 gennaio 2009
i) Gli enti bilaterali, e gli organismi paritetici, entrambi istituiti nel settore di impiego delle attrezzature oggetto della formazione j) Le scuole edili costituite nell’ambito degli organismi paritetici di cui alla lett. I
ALLEGATO A e ALLEGATO I
B.1 INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI FORMATORI
1.2 I soggetti formatori devono comunque essere in possesso requisiti minimi previsti nell’ALLEGATO I;
1.3 Qualora i soggetti indicati alla sezione B punto 1.1 intendano avvalersi di soggetti formatori esterni alla propria struttura, questi ultimi dovranno essere in possesso dei requisiti previsti nel modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata su GURI del 23 gennaio 2009
ALLEGATO A
B.2 INDIVIDUAZIONE E REQUISITI DEI DOCENTI
2.1 Le docenze verranno effettuate, con riferimento ai diversi argomenti, da personale con esperienza documentata, almeno triennale, sia nel settore della formazione sia nel settore della prevenzione, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e da personale con esperienza professionale pratica, documentata, almeno triennale, nelle tecniche dell’utilizzazione delle attrezzature di che trattasi. Le docenze possono essere effettuate anche da personale interno alle società utilizzatrici di cui al punto 1.1 lettera f, in possesso dei requisiti sopra citati.
ALLEGATO A
B.3 INDIRIZZI E REQUISITI MINIMI DEI CORSI
3.1 Organizzazione
3.1.1 In ordine all’organizzazione dei corsi di formazione si conviene sui seguenti requisiti:
a. Individuazione di un responsabile del progetto formativo che può essere anche il docente;
b. tenuta del registro dei partecipanti da parte del soggetto che realizza il corso;
c. Numero di partecipanti per ogni corso: massimo 24 unità;
d. Per le attività pratiche il rapporto istruttore/allievi non deve essere superiore al rapporto di 1 a 6;
e. Le attività pratiche devono essere effettuate in area idonea (Allegato I);
f. Assenze ammesse: massimo 10% del monte orario complessivo

Quasi Incidenti
Un SGSL Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL) ha come obiettivo principale quello di eliminare/minimizzare i rischi per la Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro, in modo da ottenere benefici tangibili e precisi quali:
- Riduzione degli incidenti ed infortuni sul lavoro;
- Condizioni di salute e sicurezza sul lavoro più adeguate ed incremento gli standard lavorativi;
- Aumento dell’efficienza e delle prestazioni dell’azienda/impresa;
- Migliore immagine aziendale ed affidabilità verso clienti/fornitori/enti;
- Riduzione dei costi indiretti derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro e diretti premi assicurativi/tariffe INAIL;
- Facilita l’adempimento delle disposizioni di legge cogenti.
NORMA OHSAS 18001 PUNTO 4.5 CONTROLLI E AZIONI CORRETTIVE

4.5.3.1 Investigazione degli incidenti
Lo scopo finale del Sistema di Gestione della Sicurezza è quello di tendere al miglioramento continuo delle attività in materia di sicurezza e ridurre se possibile fino alla loro eliminazione i rischi residui.
La segnalazione, rilevazione e gestione dei quasi-incidenti, degli incidenti, dei quasi - infortuni e degli infortuni e in generale di tutte le anomalie che si verificano durante lo svolgimento delle attività lavorative, è un fattore necessario per innalzare continuamente il livello di sicurezza del sistema.
L’organizzazione ha stabilito le modalità di registrazione, investigazione ed analisi tempestiva degli incidenti allo scopo di :
a) definire gli aspetti di carenza del SGSS o di quei fattori che possono aver causato o contribuito alla causa dell’incidente;
b) identificare la necessità di azioni correttive;
c) identificare l’opportunità per implementare azioni preventive;
d) identificare opportunità per il miglioramento continuo;
e) comunicare il risultato di tali investigazioni alle responsabilità coinvolte.
I risultati delle investigazioni sugli incidenti sono documentati ed adeguatamente archiviati.
NORMA OHSAS 18001 PUNTO 4.5 CONTROLLI E AZIONI CORRETTIVE

4.5.3.2 Non conformità ed azioni correttive e preventive
La gestione delle Non Conformità e degli incidenti si prefigge di:
- definire, analizzare e gestire qualsiasi condizione pregiudizievole, effettiva o potenziale per il Sistema di Gestione della Sicurezza (siano esse di sistema o di processo) al fine di ridurne le conseguenze sul SGSS;
- promuovere in modo tempestivo l’azione investigativa sugli incidenti volta alla adozione di azioni che mirano ad evitare che la situazione di non conformità si ripeta;
- individuare azioni che prevengano le non conformità.
Le Non Conformità vengono rilevate durante lo svolgimento di tutte le attività aziendali e vengono gestite secondo procedure scritte, con apposita documentazione ed intraprendendo azioni mirate, volte ad intervenire sull’effetto e, nel caso, ricercare le cause ed individuare il trattamento più efficace per eliminarle e risolverle.
La norma BS OHSAS 18001 definisce gli “accidents” (infortuni) e gli “incidents” (incidenti) come non conformità da gestire, controllare, risolvere e documentare.
Con il termine infortuni si indicano sia gli infortuni veri e propri, sia le malattie professionali.
Per incidenti si intendono invece gli eventi che possono determinare un infortunio, che non necessariamente si è verificato. Pertanto la voce incidenti comprende anche i cosiddetti “mancati infortuni” o “near miss”.
Per cui con il termine INCIDENTE si intende un evento correlato al lavoro durante il quale si è verificato, o avrebbe potuto verificarsi, una malattia, una lesione o un incidente mortale.
Un infortunio è un incidente che è sfociato in una lesione, in una malattia o in un incidente mortale.
Un incidente senza lesioni, malattie o incidenti mortali può anche essere definito “quasi-infortunio”, “quasi-accadimento”, “situazione pericolosa”.
È possibile avere un infortunio e/o un quasi incidente anche se l’organizzazione ha completamente assolto ai requisiti del proprio SGSSL.
Allo stesso tempo si potrebbe riscontrare una NON Conformità che potrebbe non essere considerata un incidente.
Gli infortuni possono essere facilmente rilevati in quanto danno luogo ad una serie di obblighi normativi a carico dell’azienda (ad esempio, nel caso di infortunio: denuncia dell’infortunio, tenuta del registro infortuni, ecc.) o assicurativi (nel caso di un incendio: la richiesta di indennizzo all’assicurazione), il rilevamento degli incidenti è alquanto difficile e complicato poiché dipende dal livello di sensibilità del personale.
Spesso non si vuole segnalare gli incidenti per non essere colpevolizzati o per semplice disinteresse; un’adeguata formazione del personale ed un clima aziendale aperto o “positivo” potrà accrescere la disponibilità del personale a segnalare tali situazioni.
Gli incidenti rappresentano una serie di informazioni che possono essere utilizzate per la prevenzione degli infortuni.
Recenti ricerche hanno evidenziato che ad ogni infortunio grave corrispondono circa 30 infortuni lievi e 300 incidenti.
Limitando o eliminando gli incidenti si potranno evitare infortuni ben più gravi.
Sin dal 1931, è nota la proporzione del cosiddetto “Triangolo di Heinrich”, secondo la quale per ogni infortunio grave vi sono 29 infortuni minori e 300 incidenti senza infortunio.
Solo una piccola frazione degli eventi negativi che si verificano sui luoghi di lavoro si trasformano in danni fisici alle persone.
In tutti gli altri casi ci sono moltissimi eventi che, pur se non causano danni ai lavoratori, causano comunque danni materiali, fermi e ritardi nella produzione e ulteriori perdite economiche.
I comportamenti pericolosi ed i mancati incidenti non necessariamente determinano danni a cose o persone, ma sono indice della possibilità che essi potrebbero prodursi.
Il ripetersi di comportamenti a rischio ne aumenta la probabilità di accadimento, per cui “trascurare” eventi di bassa gravità o non far emergere comportamenti imprudenti porta con il tempo alla maggiore possibilità di accadimento di eventi di gravità elevata.
Per tale motivo nasce l’esigenza di rilevare incidenti, quasi incidenti e comportamenti a rischio, è necessario catalogarli, analizzarli e applicare opportune azioni correttive per  individuarne e rimuoverne le cause riducendo in questo modo la probabilità di accadimento di infortuni di elevata gravità.
Tutto ciò porterà nel tempo all’aumento dell’efficienza  dei cicli produttivi, riducendo malfunzionamenti e rotture con la conseguente perdita di produttività e redditività dei processi aziendali.

ATTREZZATURE SPECIALI
ABILITAZIONE ALL’UTILIZZO DELLE ATTREZZATURE SPECIALI
TITOLO III D.Lgs. 81/08
CAPO I – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Art. 69 Definizioni
Art. 70 Requisiti di sicurezza
Art. 71 Obblighi del datore di lavoro
Art. 72 Obblighi dei noleggiatori
Art. 73 Informazione, formazione, addestramento
TITOLO III D.Lgs. 81/08
CAPO I – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Art. 69 Definizioni
1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente titolo si intende per:
a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto, inteso come il complesso di macchine, attrezzature e componenti necessari all’attuazione di un processo produttivo, destinato ad essere usato durante il lavoro;
b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l’impiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio;
TITOLO III D.Lgs. 81/08
CAPO I – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Art. 73. (Informazione, formazione e addestramento)
1. Nell’ambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37 il datore di lavoro provvede, affinché per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell’uso dispongano di ogni necessaria informazione e istruzione e ricevano una formazione e un addestramento adeguati, in rapporto alla sicurezza relativamente:
a) alle condizioni di impiego delle attrezzature;
b) alle situazioni anormali prevedibili.
2. Il datore di lavoro provvede altresì a informare i lavoratori sui rischi cui sono esposti durante l’uso delle attrezzature di lavoro, sulle attrezzature di lavoro presenti nell’ambiente immediatamente circostante, anche se da essi non usate direttamente, nonché sui cambiamenti di tali attrezzature.
Art. 73. (Informazione, formazione e addestramento)
3. Le informazioni e le istruzioni d’uso devono risultare comprensibili ai lavoratori interessati.
4. Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori incaricati dell’uso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari di cui all’articolo 71, comma 7, ricevano una formazione, informazione ed addestramento adeguati e specifici, tali da consentire l’utilizzo delle attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.
5. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate le attrezzature di lavoro per le quali é richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione.
ACCORDO STATO-REGIONI 22 FEBBRAIO 2012
Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano concernente l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione, in attuazione dell’articolo 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche e integrazioni.