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Il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, sulla base dei rischi specifici presenti nell'azienda o unità produttiva, individua e rende disponibili le attrezzature minime di equipaggiamento ed i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno ed al pronto soccorso, nonché un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.
Cassetta di Pronto Soccorso e Pacchetto di Medicazione
Il datore di lavoro, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, sulla base dei rischi specifici presenti nell'azienda o unità produttiva, individua e rende disponibili le attrezzature minime di equipaggiamento ed i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno ed al pronto soccorso, nonché un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.
Le attrezzature ed i dispositivi devono essere appropriati rispetto ai rischi specifici connessi all'attività lavorativa dell'azienda e devono essere mantenuti in condizioni di efficienza e di pronto impiego e custoditi in luogo idoneo e facilmente accessibile.
Il pacchetto di medicazione e/o la cassetta di pronto soccorso devono essere conservati all’interno dei locali spogliatoi/servizi igienici con apposita segnaletica di individuazione.
Il materiale di pronto soccorso (cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione) va comunque tenuto in un posto pulito e conosciuto da tutti, riparato dalla polvere, ma non chiuso a chiave, per evitare perdite di tempo al momento in cui se ne ha bisogno.
I presidi sanitari devono in tutti i casi, essere corredati da istruzioni sul modo di usare i presidi medico - chirurgici e di prestare i primi soccorsi in attesa del medico.
I presidi chirurgici e farmaceutici aziendali di cui devono essere forniti il pacchetto di medicazione, la cassetta di pronto soccorso, la camera di medicazione sono individuati dal D.M. n.388 del 15/07/2003.
Il contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso e del pacchetto di medicazione, di cui agli allegati 1 e 2 del D.M. n.388 del 15/07/2003, e' aggiornato con decreto dei Ministri della salute e del lavoro e delle politiche sociali tenendo conto dell'evoluzione tecnico-scientifica.
Ai fini del primo soccorso le aziende sono classificate in 3 gruppi, A, B e C (art. 1 del D.M. 388/2003), tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio:
Gruppo A:
I) Aziende o unità produttive con attività industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del D. Lgs. n. 334/99, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del D. Lgs. n. 230/95, aziende estrattive ed altre attività minerarie definite dal D. Lgs. n. 624/96, lavori in sotterraneo di cui al D. P.R. n. 320/56, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni.
II) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.
III) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura.
Gruppo B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
Nelle aziende o unità produttive di gruppo A e di gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:
cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 1 (D.M. 388/2003), da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale, e della quale sia costantemente assicurata, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti;
un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.
Mentre nelle aziende o unità produttive di gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature:
pacchetto di medicazione, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodito e facilmente individuabile, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 2 (D.M. 388/2003) da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, della quale sia costantemente assicurata, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti;
un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.
Contenuto Minimo Della Cassetta Di Pronto Soccorso (All. 1 D.M. 388/2003):
Guanti sterili monouso (5 paia)
Visiera paraschizzi
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1)
Flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 500 ml (3)
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10)
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2)
Teli sterili monouso (2)
Pinzette da medicazione sterili monouso (2)
Confezione di rete elastica di misura media (1)
Confezione di cotone idrofilo (1)
Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2)
Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2)
Un paio di forbici
Lacci emostatici (3)
Ghiaccio pronto uso (due confezioni)
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2)
Termometro
Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.
Contenuto Minimo Del Pacchetto Di Medicazione (All. 2 D.M. 388/03):
Guanti sterili monouso (2 paia)
Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1)
Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1)
Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1)
Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3)
Pinzette da medicazione sterili monouso (1)
Confezione di cotone idrofilo (1)
Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1)
Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1)
Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1)
Un paio di forbici (1)
Un laccio emostatico (1)
Confezione di ghiaccio pronto uso (1)
Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1)
Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza.

TORNIO

Pubblicato da Lilino Albanese | 03:00

Macchina che esegue l’asportazione di truciolo per ottenere superfici esterne e interne variamente conformate. Nel tornio il pezzo in lavorazione è solidale con il mandrino che riceve il moto e la potenza da un organo motore che conferisce al pezzo in lavorazione la velocità di taglio.
TORNIO
Macchina che esegue l’asportazione di truciolo per ottenere superfici esterne e interne variamente conformate. Nel tornio il pezzo in lavorazione è solidale con il mandrino che riceve il moto e la potenza da un organo motore che conferisce al pezzo in lavorazione la velocità di taglio.
I torni si distinguono essenzialmente per il grado di automazione:
o torni manuali, quando le operazioni sono compiute manualmente dall’operatore nella sequenza del ciclo produttivo
o torni a programma, quando alcune o tutte le operazioni sono impostate in modo che si svolgano nella sequenza stabilita senza alcun intervento manuale
o torni a controllo numerico, quando la macchina utensile è comandata completamente da ordini ricevuti da un nastro.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Tale documentazione deve, inoltre, fornire le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzatura a motore, macchinari ecc. non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza. Prima dell'introduzione in cantiere di utensili, attrezzature a motore, macchinari ecc. dovranno essere eseguite periodicamente verifiche sullo stato manutentivo, ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Le viti di fissaggio del pezzo al mandrino, nei torni devono risultare incassate oppure protette con apposito manicotto contornante il mandrino, onde non abbiano ad impigliare gli indumenti del lavoratore durante la rotazione
• Analoga protezione deve essere adottata quando il pezzo da lavorare è montato mediante briglia che presenta gli stessi pericoli
• Nei torni per la lavorazione dei pezzi dalla barra, la parte sporgente di questa deve essere protetta mediante sostegno tubolare
• Il tornio deve essere dotato di protezione degli organi di trascinamento del pezzo, costituita da un riparo contornante il mandrino, dotato di interblocco. Suddetto interblocco potrà anche essere escludibile mediante selettore a chiave estraibile, da custodirsi a cura del preposto (
• Predisporre uno schermo in grado di riparare dalla proiezione di trucioli e liquidi e di proteggere dal contatto con parti salienti del pezzo in rotazione
• Nella zona posteriore del tornio predisporre un riparo fisso, necessario quando la macchina risulta dislocata in vicinanza di un’altra postazione fissa di lavoro o di zone destinate al transito di personale in genere
• Per evitare azionamenti accidentali, il tornio deve essere dotato di leve a doppio innesto
• La macchina deve essere dotata di un idoneo sistema di raccolta e contenimento dei trucioli e del liquido refrigerante (FLR), atto ad evitare il più possibile lo spandimento all’esterno
• Gli organi di arresto d’emergenza Sono costituiti dal pulsante “a fungo”, di colore rosso, o da una barra cosiddetta “di arresto”, che debbono essere posti a facile portata, e che debbono porre la macchina in condizione di arresto nel più breve tempo possibile, tramite dispositivi in grado di esaurire immediatamente l’inerzia residua
• Deve essere realizzata da un dispositivo di “minima tensione”, atto a impedire l’automatico riavviamento della macchina, a seguito del ripristino della corrente elettrica, una volta determinatasi l’interruzione della stessa
• I volantini di manovra devono essere svincolabili dal sistema di trasmissione oppure lisci, ad anima piena e con impugnatura ripiegabile
• Lo sportello d’accesso dovrà essere o di tipo apribile solo con l’uso di chiave oppure amovibile dotato di interblocco
• Deve essere orientabile, ed avere idonea protezione contro l’eventuale proiezione di schegge dell’elemento illuminante. Per quanto riguarda l’intensità della luminosità devono essere assicurati valori adeguati a salvaguardare la sicurezza ed il benessere dei lavoratori
• Deve essere presente un fermo meccanico di fine corsa che impedisca la fuoriuscita della contropunta dalle guide
• Predisporre un sistema di trattenuta degli oggetti appoggiati sulla “testa” del tornio (ad es. bordino rialzato perimetrale alla zona di appoggio)
• La pulizia del tornio va effettuata con l’apposito uncino salvavano
• Non utilizzare in alcun modo l’aria compressa
• Quando vengono lavorati pezzi in grafite, in teflon o in altri materiali che producono polveri tossiche o nocive deve essere indossata la maschera antipolvere o i DPI previsti dalla valutazione dei rischi.
DPI
Tuta di protezione
Guanti in crosta
Tappi preformati
Occhiali

movimentazione dei carichi con idonee attrezzature meccaniche di sollevamento o trasporto
LAVORI IN CUCINA
Attività che prevede la preparazione di pietanze per offrire un servizio completo di ristorazione, che viene svolta da addetti suddivisi in termini gerarchici nelle mansioni di cuoco, aiuto-cuoco e persone di fatica
• Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Affettatrice, tritacarne
o Spremiagrumi, frullatori, centrifughe
o Coltelli
o Forno a microonde
o Frigorifero
o Fornelli da cucina
o Friggitrici
o Cappe aspiranti
o Cristalleria
RISCHI
Ferite da taglio alle mani (uso di coltelli e lame, di macchine affettatrici)
Ustioni (per contatto con superfici calde, liquidi bollenti, vapori caldi)
Scivolamenti e cadute a livello dovuti a pavimenti umidi o bagnati
Elettrocuzione (contatti accidentali con parti in tensione o con macchinari non correttamente isolati)
Incendi ed esplosioni (presenza di fiamme libere, bombole a gas)
Ergonomia (lavoro prolungato in piedi)
Movimentazione manuale dei carichi
Microclima (sbalzi di temperatura, umidità, ventilazione non adeguata)
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Effettuare da parte del datore di lavoro la valutazione dei rischi per la salute dei lavoratori derivanti dall’utilizzo di attrezzature necessarie a svolgere le mansioni lavorative ed attuare le misure necessarie per eliminare o ridurre rischi
• Attuare la formazione e l’informazione dei lavoratori sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature con organi e superfici pericolose in movimento
• Mantenere il pavimento della sala e degli altri spazi comuni asciutto e pulito, al fine di contenere gli episodi di scivolamento
• Controllare e verificare che i percorsi lavorativi siano integri ed agibili (pavimenti non ingombri, segnalazioni di eventuali punti pericolosi, ecc.)
• Prevedere personale di riserva per coprire ferie, malattie, periodi di punta, ecc.
• Assicurare che il lavoro non venga svolto costantemente in condizioni di stress (tempi ridotti a causa di personale insufficiente)
• Utilizzare contenitori idonei per la conservazione di alimenti nel frigorifero
• Segregare gli organi lavoratori pericolosi delle affettatrici
• Le affettatrici devono essere dotate di microinterruttori di sicurezza sul blocco affilatoio e sul carter paralama e di elsa di protezione sull'impugnatura del carrello porta-merce
• Il tritacarne elettrico deve essere conforme alle disposizioni di legge onde prevenire infortuni alle mani dell’addetto alla mansione
• Il tritacarne deve avere pestelli con dimensione adatta alla bocca di carico, onde evitare lo schiacciamento delle dita tra la bocca ed il pestello
• Informare e formare i lavoratori sul corretto uso delle attrezzature con organi e superfici pericolose in movimento (affettatrici, tritacarne, frullatori, ecc.)
• Insegnare ai lavoratori il corretto comportamento nell’uso di superfici pericolose (lame e coltelli), nonché nel lavarle e nel riporle adeguatamente
• Verificare che l’impianto elettrico sia a norma e che siano stati eseguiti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria
• Verificare che l’impianto di terra sia stato sottoposto alle verifiche periodiche biennali
• Eseguire un controllo periodico delle macchine ad alimentazione elettrica da parte di personale qualificato
• Assicurarsi dell'integrità del forno a microonde in tutte le sue parti, soprattutto per i collegamenti elettrici
• Limitare l'uso delle prolunghe elettriche, di riduttori, spine o prese multiple
• Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore
• In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali
• Per ogni intervento di manutenzione è indispensabile togliere l'alimentazione elettrica della macchina
• Evitare di maneggiare con le mani umide macchine ad alimentazione elettrica
• Non pulire attrezzature spruzzando o sciacquando con acqua a meno che non sia indicato nelle istruzioni d’uso
• Per prevenire fuoriuscite di liquido caldo e quindi ustioni da liquidi bollenti, usare pentole e contenitori sufficientemente grandi per l’operazione da seguire
• Prevedere la coibentazione delle parti calde di tubazioni e di attrezzature con cui i lavoratori possono venire a contatto, in caso di impossibilità usare adeguate segnaletica di avvertimento
• Non svuotare i posacenere in contenitori infiammabili o contenenti carta (Allegato IV del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
• Usare raccoglitori per rifiuti resistenti al fuoco e dotati di coperchi opportuni
• Evitare di surriscaldare i collegamenti elettrici
• Accertarsi che esistano idonei sistemi antincendio e che la loro manutenzione sia regolare
• Assicurarsi che le porte tagliafuoco, se presenti, siano funzionanti e siano mantenute sempre sgombre
• Controllare che l’impianto di distribuzione del gas sia conforme alle norme UNI-CIG ed alle norme di prevenzione incendi
• Utilizzare bruciatori dotati individualmente di termo-valvola per l’interruzione del flusso di gas nell’eventualità di spegnimento della fiamma
• In presenza di odori tipo gas, non accendere assolutamente luci o fiamme (accendini, fornelli, ecc.)
• Verificare l’efficacia delle aperture di aerazione, sia quelle per consentire il passaggio dell’aria (comburente necessaria per la corretta combustione) che per consentire l’eventuale evacuazione dei gas prodotto della combustione o da perdite dei bruciatori o tubazioni: la superficie minima di aerazione prevista in cmq è pari a 10 volte la potenza in kw complessiva dei focolari installati, mentre per gli impianti alimentati a GPL 1/3 della superficie di aerazione dovrà essere realizzata a filo pavimento
• Redigere un piano di emergenza che contempli anche l’esistenza di lavoratori istruiti al caso di incendio
• Ventilare adeguatamente i locali, evitando di creare correnti d’aria (Allegato IV del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
• Installare idonee cappe di aspirazione sopra i piani di cottura e friggitoria
• Verificare che le celle frigorifere abbiano la possibilità di essere aperte anche dall’interno 
• Effettuare la movimentazione dei carichi con idonee attrezzature meccaniche di sollevamento o trasporto
• Acquistare confezioni di peso o pezzature limitate, evitando pesi superiori a 20-25 kg
• Usare maniglie e prese per isolare il calore quando si prelevano corpi bollenti
• Utilizzare guanti e prese da forno per spostare contenitori caldi
• Usare guanti in maglia d’acciaio durante il taglio manuale della carne o durante le operazioni di pulizia di attrezzi con parti taglienti
• Utilizzare scarpe antiscivolo per diminuire il rischio di caduta

TRABATTELLO O PONTE SU RUOTE
TRABATTELLO O PONTE SU RUOTE
Il ponte su ruote o trabattello è una piccola impalcatura che può essere facilmente spostata durante il lavoro consentendo rapidità di intervento.
È costituita da una struttura metallica detta castello che può raggiungere anche i 15 metri di altezza. All'interno del castello possono trovare alloggio a quote differenti diversi impalcati. L'accesso al piano di lavoro avviene all'interno del castello tramite scale a mano che collegano i diversi impalcati. Trova impiego principalmente per lavori di finitura e di manutenzione, ma che non comportino grande impegno temporale.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
Dovrà essere vietato salire sul ponte di lavoro arrampicandosi all'esterno dei montanti e bisognerà utilizzare le scale predisposte all'interno del ponteggio. Disporre gli attrezzi in modo da lasciare un passaggio libero di cm 60 e da non intralciare il lavoro da eseguire. Non dovrà essere sovraccaricato mai il piano di lavoro del trabattello e non sarà depositato il materiali pesante su un unico tratto del ponteggio in quanto il tavolato del piano di lavoro potrebbe cedere. Dovranno essere distribuiti i carichi lungo tutto il ponte, disponendoli preferibilmente vicino ai montanti. Verranno disposti i mattoni, i bimattoni e blocchi in genere con il lato lungo perpendicolare al parapetto e in pile non più alte della tavola fermapiede, in modo da evitare che rotolando possano cadere dal ponteggio. Non dovranno essere danneggiate le guaine dei cavi elettrici passanti per la struttura del ponteggio; bisognerà legare il cavo elettrico ai montanti con spago o filo elettrico ma non con filo di ferro e dovrà essere passato sotto il piano di lavoro e non sopra. Il gancio della gru dovrà essere rilasciato e accompagnato in modo che non si impigli alla struttura del ponteggio; va dato l'ordine di risalita solo quando è distante dal ponteggio. Utilizzare gli appositi canali di scarico per calare materiale dal ponteggio. Sul ponte di servizio non vanno depositati materiali e attrezzature, salvo quelli strettamente necessari al lavoro da eseguire. Il peso dei materiali e delle persone deve essere sempre inferiore a quello specificato, a seconda che si tratti di ponteggio per manutenzione o costruzione.  I materiali e le attrezzature depositate devono permettere i movimenti e le manovre necessarie all'andamento dei lavori.
Dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione dei lavori, prima di salire sul ponteggio, si deve verificare che sia sicuro.
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Il ponte su ruote non è soggetto ad alcun obbligo normativo riguardante la documentazione da tenere in cantiere durante il loro uso tranne il caso in cui la stabilità del trabattello venga assicurata da stabilizzatori; infatti in questo modo il trabattello diviene a tutti gli effetti un ponteggio fisso e quindi necessita dell'autorizzazione ministeriale per cui al momento dell'acquisto deve essere corredato dal libretto di uso e manutenzione
• Per la salita e la discesa dai trabattelli di altezza inferiore ai 5 m sprovvisti di scalette interne, salire arrampicandosi dall'interno del ponte (mai dall'esterno per il verificarsi di ribaltamenti)
• Non utilizzare mai trabattelli di altezza superiore ai 5 m sprovvisti di scale per l'accesso agli impalcati
• Adibire alle operazioni di montaggio, smontaggio e uso del trabattello solo personale ed esperto, che non soffra di disturbi legati all'altezza
• Prima del montaggio del trabattello provvedere al controllo di tutti gli elementi che lo costituiscono ed in particolare:
o scartare i tubi che non sono diritti o con estremità deformate
o scartare i giunti che presentano ossidazioni o fessurazioni
o eliminare le tavole in legno che presentano fessurazioni, nodi passanti di notevole dimensioni o evidenti segni di deterioramento oppure, per quelle metalliche, eliminare quelle che presentano ossidazioni
• Il trabattello è da considerarsi tale quando la sua stabilità è assicurata anche senza disattivazione delle ruote; quando la stabilità non è assicurata contemporaneamente alla mobilità allora l'opera provvisionale è da considerare ponteggio fisso e quindi soggetto alla relativa normativa
• Verificare la presenza di regolare parapetto (alto almeno 1 metro, con tavola fermapiede, corrente superiore e corrente intermedio) su tutti i piani in uso del trabatello
• Verificare la verticalità dei montanti con livello o pendolino
• Accertarsi che il piano di scorrimento delle ruote risulti livellato
• Utilizzare tavole di legno per gli impalcati aventi spessore e larghezza non inferiori di 4x30 cm o 5x20 cm 8
• Per le tavole metalliche verificare la funzionalità del perno di bloccaggio e il suo effettivo inserimento
• Non utilizzare pannelli per casserature per formare l'impalcato del trabatello
• Verificare la presenza di scale interne per la salita e la discesa dal trabattello, non poste l'una in prosecuzione dell'altra
• Verificare che le ruote del ponte in opera siano saldamente bloccate attraverso l'idoneo dispositivo di bloccaggio e l'impiego di cunei o stabilizzatori
• Utilizzare le scale interne per la salita e la discesa dal trabatello ricordandosi di chiudere sempre la botola delle scale interne
• Per la salita e discesa da trabattelli di altezza superiore ai 5 mt sprovvisti da scalette interne alternate è necessaria la gabbia di protezione della scala, altrimenti usare la cintura di sicurezza agganciata alla fune a mezzo dispositivo anticaduta
• Utilizzare il trabattello rispettando altezza massima consentita (senza aggiunte di sovrastrutture), portata massima, e numero di persone ammesse contemporaneamente all'uso
• Non si deve mai depositare materiale in eccesso sul trabattello, su quest'ultimo può rimanere solo il materiale strettamente necessario per la lavorazione in corso; è necessario mantenere il materiale in ordine e assicurare un transito sicuro sull'impalcato; evitare carichi concentrati sul trabattello
• Non spostare mai il trabattello quando sugli impalcati si trovano lavoratori o carichi di materiali e lo spostamento deve avvenire lentamente nel senso del lato maggiore per evitare ribaltamenti
• Verificare la stabilità del piano di appoggio del trabattello
• Verificare che il carico del trabattello sul terreno sia opportunamente ripartito con tavoloni, qualora il terreno non risulti ben livellato o di portanza adeguata
• Nel caso in cui il ponte sia esposto a vento forte o intemperie è necessario sospendere i lavori
• Verificare, durante lo spostamento del trabattello, che non ci siano interferenze con linee elettriche aeree
• Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti stabiliti dalla tabella 1 dell’ Allegato IX del D.lgs. n.81/08

DEMOLIZIONE DI STRUTTURE RESIDUE
Operazioni di demolizione di strutture collegate ai corpi di fabbrica da non demolire eseguita con mezzi meccanici o a mano dove occorra.
Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Attrezzi manuali di uso comune                      
o Martello demolitore elettrico
o Mazza e scalpello
Sostanze pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Sostanze Pericolose :
o Polveri inerti
Opere Provvisionali
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere Provvisionali :
o Ponte su cavalletti
Rischi
o Seppellimento, sprofondamento
o Urti, colpi, impatti e compressioni
o Inalazione di polveri e fibre
o Rumore
o Punture, tagli e abrasioni
o Elettrocuzione
o Caduta di materiale dall'alto
o Caduta dall'alto
o Scivolamenti, cadute a livello
o Amianto
o Infezione da microorganismi
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Prima della esecuzione dei lavori, effettuare la verifica di stabilità e predisporre i puntellamenti necessari, al fine di valutare prontamente la presenza di eventuali sintomi di crolli o cedimenti repentini delle strutture e di disporre i conseguenti interventi di rinforzo, a mezzo di armature provvisorie, o l'evacuazione immediata delle zona pericolosa
• Durante le demolizioni è indispensabile la presenza di un preposto con specifica competenza in materia al fine di valutare prontamente la presenza di eventuali sintomi di crolli o cedimenti repentini delle strutture e di disporre i conseguenti interventi di rinforzo, a mezzo di armature provvisorie, o l'evacuazione immediata delle zona pericolosa
• In caso di utilizzo di attrezzi speciali, quali ad esempio di pinze idrauliche, occorrerà attenersi scrupolosamente alle istruzioni relative al loro utilizzo
• Bisognerà allestire gli impalcati atti ad eliminare il pericolo di cadute di persone e cose per lavori eseguiti ad altezza superiore ai m 2
• Durante  i  lavori  di demolizione  deve essere assolutamente impedito il transito nelle  zone  di rischio
• Durante i lavori di demolizione in genere è necessario inumidire i materiali di risulta per limitare la formazione delle polveri
• E' vietato  gettare indiscriminatamente materiale dall'alto
• Il materiale di risulta deve essere successivamente raccolto e rimosso
• Devono essere predisposti opportuni cartelli indicanti l'esecuzione della demolizione
• Deve essere evitato il contatto del corpo dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o in ogni modo capaci di procurare lesioni (Allegato V Parte I Punto 6 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• Ove sia comunque prevista la necessità di movimentare materiali potenzialmente pericolosi è necessario che i lavoratori impieghino i DPI idonei alla mansione (Art. 225 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09)
• I cavi  del martello elettrico eventualmente utilizzato devono essere  integri come pure il loro  isolamento; bisogna avere cura di  disporli  in modo che non subiscano danneggiamenti durante i  lavori
• I lavori di demolizione effettuati con  l'ausilio di  attrezzature rumorose o  che comportino  comunque produzione di  rumore, devono essere eseguiti negli  orari  stabiliti e nel  rispetto delle ore di silenzio imposte dai regolamenti locali
• Per le demolizioni parziali a mano effettuate all'interno d'ambienti normalmente chiusi deve essere prevista, la ventilazione degli stessi
• I mezzi meccanici utilizzati in ambienti ad elevata polverosità devono essere dotati di cabina con sistema di ventilazione
• Nel caso d'interventi di demolizione da eseguire in ambienti "sospetti", quali cantine e soffitte di vecchi stabili, dove vi sia la possibilità di un inquinamento da microrganismi, è necessario eseguire un attento esame preventivo dell'ambiente e dei luoghi circostanti.
• Sulla base dei dati riscontrati e con il parere del medico competente è possibile individuare le misure igieniche e procedurali da adottare 
• Quando si fa uso di sostanze chimiche per l'eliminazione d'insetti o altro, si devono seguire le indicazioni dei produttori; l'applicazione deve essere effettuata da personale competente e la zona deve essere segnalata e segregata con le indicazioni del tipo di pericolo ed il periodo di tempo necessario al ripristino dei corretti parametri ambientali. Gli addetti devono fare uso dei DPI appropriati ed essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.
• In tutti i manufatti da demolire o da ristrutturare anche parzialmente è necessario prevedere una verifica preventiva dei siti al fine di individuare amianto in matrice libera o fissato insieme ad altro materiale (es. coibentazioni, canne fumarie, manti di copertura). In caso sia determinata la presenza d'amianto, le operazioni devono essere precedute dalla bonifica degli ambienti in conformità alle indicazioni contenute nel piano di lavoro appositamente predisposto e presentato all'ASL di competenza affinché possa formulare eventuali osservazioni e/o prescrizioni
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante
DPI
Casco Protettivo
Tuta di protezione
Scarpe antinfortunistiche
Guanti in crosta
Mascherina
Cuffia antirumore
Occhiali di protezione
Imbracatura e cintura di sicurezza

Il segnale acustico è un segnale sonoro in codice
SEGNALETICA  ACUSTICA
Il segnale acustico è un segnale sonoro in codice, emesso e diffuso da un apposito dispositivo senza impiego di voce umana o di sintesi vocale. Viene utilizzato per avvisare la presenza di un rischio imminente e/o indicare l’inizio e la durata di una situazione pericolosa mediante il tono, la frequenza e l’intermittenza di una sorgente sonora.
MODALITA’ DI SEGNALAZIONE
La segnalazione acustica è disciplinata dalle prescrizioni dell’ Allegato XXX del D.Lgs 81/08.
Proprietà intrinseche
Un segnale acustico deve:
o avere un livello sonoro superiore al rumore di fondo, tale da essere udibile senza essere eccessivo o fastidioso.
o essere facilmente riconoscibile in rapporto particolarmente alla durata degli impulsi ed alla separazione fra impulsi e serie di impulsi, e distinguersi nettamente, da una parte, da un altro segnale acustico e, dall’altra, dai rumori di fondo.
Nei casi in cui un dispositivo può emettere un segnale acustico con frequenza sia costante che variabile, la frequenza variabile andrà impiegata per segnalare un livello più elevato di pericolo o una maggiore urgenza dell’intervento.
Codice da usarsi
Il suono di un segnale di sgombero deve essere continuo.
Gli addetti ai lavori devono essere adeguatamente formati e informati sul corretto utilizzo e sul significato dei segnali sonori, nonché sul comportamento generale e specifico da seguire.
SEGNALETICA LUMINOSA
La segnaletica luminosa è costituita da un segnale luminoso emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o semitrasparente, che é illuminato dall’interno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una superficie luminosa.  Tutti i segnali e i dispositivi impiegati per i cantieri mobili devono essere omologati od approvati da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
MODALITA’ DI SEGNALAZIONE
I segnali luminosi sono disciplinati dalle prescrizioni dell’ Allegato XXIX del D.Lgs 81/08 come modificato dal D.Lgs.109/09
Proprietà intrinseche
o la luce emessa da un segnale deve produrre un contrasto luminoso adeguato al suo ambiente, in rapporto alle condizioni d'impiego previste, senza provocare abbagliamento per intensità eccessiva o cattiva visibilità per intensità insufficiente.
o a superficie luminosa emettitrice del segnale può essere di colore uniforme o recare un simbolo su un fondo determinato.
o il colore uniforme deve corrispondere alla tabella dei significati dei colori riportata all’allegato XXIV, punto 4 del D.Lgs 81/08
o quando il segnale reca un simbolo, quest'ultimo dovrà rispettare, per analogia, le regole ad esso applicabili, riportate all’allegato XXV del D.Lgs 81/08
Regole particolari d'impiego
o Se un dispositivo può emettere un segnale continuo ed uno intermittente, il segnale intermittente deve essere impiegato per indicare, rispetto a quello continuo, un livello più elevato di pericolo o una maggiore urgenza dell'intervento o dell'azione richiesta od imposta.
o La durata di ciascun lampo e la frequenza dei lampeggiamenti di un segnale luminoso devono essere calcolate in modo da garantire una buona percezione del messaggio, e da evitare confusioni sia con differenti segnali luminosi che con un segnale luminoso continuo.
o Se al posto o ad integrazione di un segnale acustico si utilizza un segnale luminoso intermittente, il codice del segnale deve essere identico.
o Un dispositivo destinato ad emettere un segnale luminoso utilizzabile in caso di pericolo grave deve essere munito di comandi speciali o di lampada ausiliaria.
L’efficacia della segnaletica non deve essere inficiata da troppi cartelli, confusione, occultazione, sporcizia.
I cartelli, i segnali luminosi e sonori devono essere sottoposti a manutenzione alla stregua di ogni altro componente della struttura e dell’ambiente lavorativo.
I cartelli, i segnali luminosi e sonori devono essere sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad un’altezza e in una posizione appropriata rispetto all’angolo di visuale, all’ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico ovvero nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell’oggetto che s’intende segnalare e in un posto bene illuminato e facilmente accessibile e visibile.
In caso di cattiva illuminazione naturale, utilizzare colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale.
Gli addetti ai lavori devono essere adeguatamente formati e informati sul corretto utilizzo e sul significato dei segnali.

PRESCRIZIONI PRELIMINARI
TRATTRICE FORESTALE
Trattrice forestale miniarticolata con ruote isodiametriche, specializzata per l’esbosco a strascico; il telaio è costituito da due unità collegate tra loro da una articolazione. E’ dotata di equipaggiamento forestale e sull’unità posteriore è presente un verricello. La macchina ha una potenza che varia tra i 40 e i 50KW ed essendo molto compatta ha una buona manovrabilità all’interno del bosco.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Tale documentazione deve, inoltre, fornire le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzatura a motore, macchinari ecc. non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza. Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari ecc. dovranno essere eseguite periodicamente verifiche sullo stato manutentivo, ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
• Attuare la sicurezza delle macchine, nel pieno rispetto della direttiva macchine e delle altre norme vigenti in materia
• Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle macchine ed assicurarsi che essa venga utilizzata esclusivamente da personale adeguatamente addestrato ed a conoscenza delle corrette procedure di utilizzo, nonché dotato di idonea patente di guida per la trattrice
• Verificare la rispondenza della macchina ai requisiti di sicurezza delle Direttive CEE
• Effettuare la manutenzione periodica della macchina e verificare l’efficienza dei relativi dispositivi di sicurezza da parte di personale qualificato, nonché la tenuta del manuale d’uso e di manutenzione
• Le trattrici forestali devono essere dotate di dispositivo di ritenzione del conducente (cintura di sicurezza)
• Nei percorsi fuori strada (strade, piste forestali) effettuati con le trattrici, il conducente, qualora il percorso non sia conosciuto e/o da tempo non utilizzato, deve preliminarmente accertarne lo stato di percorribilità in sicurezza in relazione al mezzo impiegato ed alla macchina operatrice eventualmente portata (verricello) e, qualora non sia possibile stabilirne la percorribilità in sicurezza, deve rinunciare all’accesso con le trattrici e deve avvisare i responsabili della situazione di pericolo
• Devono preliminarmente essere individuate delle aree aventi sufficiente spazio per compiere le manovre di inversione in moto da non ricorrere all’uso della retromarcia per compiere lunghi tragitti
• Per prevenire il rischio di ribaltamento laterale e posteriore (impennamento) i mezzi devono essere condotti con prudenza evitando di compiere manovre brusche, utilizzando marce adeguate ed evitare di disinserire la marcia in discesa e/o in salita, l’innesto della frizione deve essere graduale in modo da non far sobbalzare il mezzo
• Utilizzare trattrici con baricentro avanzato verso l’asse anteriore con eventuale ricorso ad idonee zavorre applicate anteriormente alle trattrici stesse in modo da poter controbilanciare il peso di una macchina operatrice portata e/o di eventuali sollecitazioni indotte dalle lavorazioni
• Per limitare i danni all’operatore in caso di ribaltamento le trattrici devono possedere strutture di protezione del posto di guida quali cabine o telai (a due o a quattro montanti) omologati che garantiscono al conducente uno spazio di sopravvivenza; inoltre sussistendo il rischio che l’operatore venga sbalzato fuori dall’abitacolo durante il ribaltamento e che questi rimanga schiacciato (investito) tra parti della macchina ed il suolo, deve essere installato un dispositivo che consenta la ritenzione del lavoratore all’interno dell’abitacolo (ad esempio cinture di sicurezza)
• Particolare attenzione deve essere fatta all’atto della scelta della trattrice in considerazione dell’accoppiamento con una macchina come il verricello ed in particolare deve essere valutata la potenza, la capacità di sollevamento, il peso, la velocità di rotazione della presa di potenza
• Le trattrici specializzate per l’esbosco a strascico (dotate di equipaggiamento forestale), devono avere tutte le protezioni previste per il lavoro in bosco come la protezione posteriore e laterale della posto di guida e/o manovra realizzate tramite reti (griglie) metalliche che evitano danni all’operatore durante l’uso di macchine comandate dall’interno della cabina e durante il tiro diretto col trattore
• La trattrice deve essere posizionata in modo stabile e deve essere abbassato lo scudo sollevabile del verricello, in modo che il vomere sia ancorato al suolo, per evitare il ribaltamento e lo scivolamento della trattrice stessa durante il tiro; gli addetti devono stare ad una idonea distanza di sicurezza
• Nel tiro diretto con la trattrice occorre procedere lentamente e senza strappi inserendo una marcia adeguata
• Le trattrici devono essere oggetto di idonea manutenzione al fine di garantirne lo stato di conservazione ed efficienza; particolare attenzione deve essere rivolta alla verifica dell’efficienza dell’impianto frenante ed al controllo dello stato dei pneumatici (usura e pressione)
• Per evitare il rischio di caduta o scivolamento durante la salita e la discesa dalla trattrice, questa deve essere dotata di dispositivi atti a facilitare l’accesso al posto di guida, quali:
o Elementi di appoggio per i piedi (predellini, scalette o pedane), aventi larghezza adeguata e realizzati in lamiera metallica con superficie antisdrucciolo, con bordi rialzati (senza spigoli vivi o bordi taglienti) per impedire lo scivolamento del piede; l’elemento inferiore non deve trovarsi a più di 55 cm dal suolo e l’intervallo tra i gradini deve essere compreso tra i 20 ed i 35 cm.
o Elementi corrimano e/o maniglioni o simili in corrispondenza delle pedane di appoggio per i piedi in modo che l’operatore vi si possa afferrare durante le fasi di salita e discesa.
• Occorre sempre utilizzare calzature con suola antisdrucciolo e tenere puliti i gradini e le pedane di accesso dal fango, neve o altro materiale che le renda scivolose
• Le parti della macchina che raggiungono temperature pericolose devono essere coibentate e/o protette con griglie o reti metalliche (o lamiere forate) posizionate ad adeguata distanza dalla fonte di calore per evitare che si surriscaldino e per impedire all’operatore di venire accidentalmente in contatto con le superfici calde.
• Le macchine più recenti devono avere il silenziatore e il tubo di scarico posizionati lontano dall’accesso diretto da parte dell’operatore ed il motore deve essere segregato in modo da impedire il contatto con le parti calde (per esempio con cofani a chiusura totale)
• Accertarsi che non vi siano persone o animali nella zona di manovra e di lavoro della macchina e, comunque, controllare che siano rispettate le distanze di sicurezza riportate nel manuale di istruzioni
• Prima di utilizzare la macchina accertarsi dell‘esistenza di eventuali vincoli derivanti da: ostacoli (in altezza ed in larghezza), limiti d‘ingombro, ecc.
• Rivolgersi, per ogni chiarimento sulle operazioni di funzionamento e manutenzione, alla casa costruttrice o ai rivenditori autorizzati
• Assicurarsi, prima di inoltrarsi su strada pubblica, che la macchina sia in regola rispetto alle norme di circolazione stradale
• Per prevenire il rischio vibrazioni, utilizzare attrezzature accessorie che attenuino  l’esposizione, quali sedili, maniglie e guanti ammortizzanti
• Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa gli atteggiamenti e/o abitudini di lavoro da assumere durante l’uso di attrezzature vibranti
• Non indossare indumenti con parti libere e svolazzanti che potrebbero impigliarsi
• Indossare i DPI specifici durante l’utilizzo della macchina
• Verificare e controllare che i lavoratori indossino correttamente i DPI obbligatori

PARETI DEGLI SCAVI
ARMATURE DELLE PARETI DEGLI SCAVI
Quando la collocazione dello scavo o la sua profondità non consentono di realizzare le pareti secondo l’angolo d’attrito interno del terreno, o si supera l’altezza critica caratteristica del materiale, è necessario armare lo scavo.
L’armatura deve essere tale da resistere alle sollecitazioni indotte da:
o pressione del terreno;
o strutture adiacenti;
o carichi addizionali e vibrazioni (attrezzature, traffico veicolare, materiale di stoccaggio, ecc.).
Le strutture di sostegno devono essere installate a diretto contatto con la facciata dello scavo e, ove necessario, deve essere inserito del materiale di rincalzo tra la facciata dello scavo e l’armatura, per garantire la continuità del contrasto.
Elenco Rischi
Seppellimento  e sprofondamento per franamento delle pareti dello scavo
Misure di Prevenzione
Accertare le condizioni di stabilità del terreno
Realizzare armature parziali tali da permettere di raggiungere in sicurezza la profondità richiesta, procedendo  sempre dall’alto verso il basso. Prevedere percorsi di fuga in caso di emergenza ed allestire adeguata segnaletica. Non utilizzare i cigli per deposito e installazioni di macchine pesanti
Indossare Elmetto e Guanti
Caduta di materiale dalle pareti dello scavo
Misure di Prevenzione
Non gettare alcun tipo di materiale dall’alto
Impedire l’accesso o il transito nelle aree dove il rischio è maggiore segnalando, in maniera evidente, il tipo di rischio tramite cartelli esplicativi.
Non utilizzare i cigli per deposito e installazioni di macchine pesanti
Indossare Elmetto di protezione
e armature di sostegno ed i rivestimenti provvisori devono essere messi in opera di pari passo con l'avanzamento dello scavo, limitando al minimo gli spazi non protetti nella successione delle operazioni, e devono essere mantenuti sino alla costruzione del rivestimento definitivo
Le armature devono essere installate a diretto contatto con il terreno e, ove necessario, deve essere inserito del materiale di rincalzo per garantire la continuità del contrasto.
Il tipo di armatura e le dimensioni, la disposizione ed il numero dei suoi elementi, devono essere scelti in relazione alla natura, alle condizioni ed alla spinta dei terreni da attraversare, ed in modo che le strutture resistenti lavorino con un adeguato margine di sicurezza. A tal fine esistono apposite tabelle tecniche, riferite alle condizioni e al tipo di terreno nonché alla profondità e larghezza dello scavo, che forniscono le dimensioni di traverse, montanti, puntoni, pannelli in legno.
In caso di utilizzo di puntelli d’acciaio predisposti perpendicolarmente ai montanti o ai pannelli in legno, occorre sempre verificare la compatibilità del carico trasmesso dall’acciaio al legno stesso
Le tavole di rivestimento delle pareti degli scavi devono sporgere di “almeno 30 cm” dai bordi
Prima di collocare le tavole di armatura e fissarle con i puntelli di sbadacchiatura, rimuovere il materiale minuto dalle pareti dello scavo e dai bordi superiori
Qualora non sia possibile garantire la resistenza delle armature, queste devono essere sottoposte ad una particolare sorveglianza onde seguirne la deformazione e l'eventuale spostamento
Qualora le sollecitazioni determinate dalla pressione del terreno tendano a deformare le strutture di sostegno o a provocare lo scardinamento delle armature si deve provvedere alla tempestiva sostituzione degli elementi compromessi o all'adozione di altre misure di emergenza. A tal fine deve essere tenuto pronto per la messa in opera, un numero sufficiente di elementi di armatura di rimpiazzo
Deve essere disposto un controllo giornaliero delle armature e delle pareti dello scavo, da eseguirsi da lavoratori esperti
Vietare, durante l’operazione di infissione palancole, l’ingresso e la sosta all’interno dello scavo
Verificare la stabilità del terreno prima dell’avvicinamento dei mezzi meccanici
La rimozione finale dell’armatura deve essere effettuata con cautela e da operai qualificati, procedendo dal basso verso l’alto e verificando che l’armatura non sia sottoposta a pressioni supplementari dovute a movimenti successivi del terreno
Impartire tempestivamente agli addetti le necessarie informazioni per la corretta movimentazione di carichi pesanti o ingombranti
Rispettare le istruzioni ricevute per un’esatta e corretta posizione da assumere nella movimentazione dei carichi
Per carichi pesanti o ingombranti la massa deve essere movimentata con l’intervento di più persone al fine di ripartire e diminuire lo sforzo
La movimentazione e la posa degli elementi di protezione dello scavo deve avvenire con l’ausilio di mezzi meccanici di sollevamento.
Fornire idonei dispositivi di protezione individuale (caschi e calzature di sicurezza) con relative informazioni all’uso
Usare i dispositivi di protezione individuale
ARMATURA DI SCAVI IN TERRENI GRANULARI
Nei terreni dove non è possibile realizzare neanche uno scavo di profondità minima oppure nei siti urbani dove bisogna evitare qualsiasi depressione del terreno, l’armatura viene realizzata con le seguenti modalità: si effettua lo scavo per circa 30 cm, si infiggono nel terreno le due pareti verticali con una leggera inclinazione e si dispongono i puntoni di contrasto; poi si realizza il successivo scavo e si posa un secondo blocco di armatura con pareti aventi la stessa inclinazione di quelle superiori. Questa procedura permette di raggiungere notevoli profondità in terreni senza coesione e richiede attrezzature specifiche e mano d’opera qualificata.
Il tipo di armatura e le dimensioni, la disposizione ed il numero dei suoi elementi, devono essere scelti in relazione alla natura, alle condizioni ed alla spinta dei terreni da attraversare, ed in modo che le strutture resistenti lavorino con un adeguato margine di sicurezza. A tal fine esistono apposite tabelle tecniche, riferite alle condizioni e al tipo di terreno nonché alla profondità e larghezza dello scavo, che forniscono le dimensioni di traverse, montanti, puntoni, pannelli in legno.
Le armature di sostegno ed i rivestimenti provvisori devono essere messi in opera di pari passo con l'avanzamento dello scavo, limitando al minimo gli spazi non protetti nella successione delle operazioni, e devono essere mantenuti sino alla costruzione del rivestimento definitivo
Durante la realizzazione dell’armatura di sostegno, la benna dell’escavatore deve essere collocata nello scavo in modo da costituire una protezione addizionale in caso di frana del terreno.
Durante il montaggio dell’armatura deve essere disponibile una scala, per accedere e uscire dallo scavo, ad una distanza non superiore a 3 metri dalla zona di lavoro.
L’armatura deve essere realizzata dall’alto verso il basso: i primi puntoni vanno collocati ad una profondità massima di cm. 20 dalla superficie del terreno e i successivi secondo lo schema predisposto in fase di progettazione dell’armatura.
Quando tra armature e terreno si utilizza un pannello di legno o di acciaio, il puntone non deve essere direttamente installato sul pannello, ma collocato sull’elemento verticale che lo sostiene.
Dopo aver installato almeno due puntoni sulla coppia di montanti verticali, si può procedere alla sistemazione del puntone posto in basso. E’ importante ricordare che questa armatura di contrasto necessita di almeno due puntoni per ogni coppia di montanti verticali.
In caso di utilizzo di puntelli d’acciaio predisposti perpendicolarmente ai montanti o ai pannelli in legno, occorre sempre verificare la compatibilità del carico trasmesso dall’acciaio al legno stesso
Le tavole di rivestimento delle pareti degli scavi devono sporgere di “almeno 30 cm” dai bordi
Prima di collocare le tavole di armatura e fissarle con i puntelli di sbadacchiatura, rimuovere il materiale minuto dalle pareti dello scavo e dai bordi superiori
Qualora non sia possibile garantire la resistenza delle armature, queste devono essere sottoposte ad una particolare sorveglianza onde seguirne la deformazione e l'eventuale spostamento.

La gravidanza è un aspetto di vita quotidiana della maggior parte delle donne, non deve essere considerata una malattia, quindi, risulta naturale che la salute delle lavoratrici sia oltremodo tutelata nel luogo di lavoro durante la gestazione, nel post-partum e nel periodo di allattamento.
La gravidanza è un aspetto di vita quotidiana della maggior parte delle donne, non deve essere considerata una malattia, quindi, risulta naturale che la salute delle lavoratrici sia oltremodo tutelata nel luogo di lavoro durante la gestazione, nel post-partum e nel periodo di allattamento.
Si dovrà effettuare una valutazione dei rischi “ad hoc” ai fini della tutela delle lavoratrici madri secondo le modalità previste dal D. Lgs. 26 marzo 2001 n. 151 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità a norma dell‘art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”.
Tale valutazione prenderà in esame tutti gli aspetti dell’attività lavorativa per identificare pericoli e probabili cause di lesioni o danni e stabilire in quale modo tali cause possono essere rimosse, in maniera tale da eliminare o ridurre i rischi.
A seguito della valutazione, il Datore di Lavoro dovrà adottare le necessarie misure di prevenzione e protezione affinché sia evitata l’esposizione delle lavoratrici madri ai rischi eventualmente presenti.
ROCEDURA PER LA TUTELA DELLE LAVORATRICI IN GRAVIDANZA
La lavoratrice accertato lo stato di gravidanza lo comunica al Datore di Lavoro con un certificato medico di gravidanza rilasciato a firma del suo ginecologo.
Il Datore di Lavoro:
segnala lo stato di gravidanza della dipendente alla Direzione di appartenenza e/o al Responsabile di Unità Operativa/Dipartimento secondo le procedure adottate da ogni singola Azienda;
informa la lavoratrice e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sui rischi presenti sul luogo di lavoro; sulle attività che devono essere evitate, le precauzioni e i dispositivi di protezione individuale (DPI) da utilizzare; sulle procedure aziendali esistenti a tutela della salute e della sicurezza della stessa e del nascituro; sulle norme di tutela di tipo amministrativo e contrattuale (astensione anticipata, astensione obbligatoria, facoltativa, congedi parentali, rientro al lavoro, ecc.). Sarà opportuno che le Aziende predispongano un opuscolo informativo per le dipendenti;
richiede ai Dirigenti o preposti con la collaborazione del Medico Competente, del Servizio di Prevenzione e Protezione e degli RLS, una valutazione delle attività che possono comportare un rischio per la gravida e il nascituro per verificare il possibile mantenimento della lavoratrice presso la unità operativa, con limitazioni o cambio della mansioni, o predisporre il trasferimento presso altra mansione.
Nell’impossibilità di adibire la lavoratrice all’interno dell’Azienda in attività non a rischio lo segnala alla Direzione Provinciale del Lavoro (DPL) che può disporre, sulla base di accertamento medico avvalendosi dei competenti organi l'interdizione dal lavoro per uno o più periodi (astensione per lavoro a rischio).
Rientro al Lavoro
La ripresa dell'attività lavorativa può avvenire in diversi momenti:
Nei primi sette mesi dopo il parto la lavoratrice non può essere esposta a lavori a rischio per il puerperio o l'allattamento.
Nei primi 12 mesi dopo il parto la lavoratrice non può svolgere la propria attività in turno notturno (dalle ore 24.00 alle ore 6.00).
Periodi di riposo: durante il 1° anno di vita del bambino la lavoratrice ha diritto a due periodi di riposo di un ora ciascuno. Il riposo è uno solo quando l'orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore. I periodi di riposo sono considerati ore lavorative anche agli effetti della retribuzione e comportano il diritto della lavoratrice ad uscire dall'Azienda. In caso di parto plurimo i periodi di riposo sono raddoppiati.
Allattamento oltre al 7° mese: in questo caso é consigliabile richiedere una certificazione del pediatra di libera scelta, rinnovabile periodicamente, da inviare al Medico Competente per la formulazione di un giudizio di idoneità che preveda la non esposizione ad attività lavorative a rischio per l’allattamento e che copra la durata dello stesso. Alla sospensione la lavoratrice verrà sottoposta a controllo sanitario per modificare il giudizio di idoneità.
Allegato A (D. Lgs. 151/01)
ELENCO DEI LAVORI FATICOSI, PERICOLOSI
E INSALUBRI DI CUI ALL'ART. 7
Il divieto di cui all'art. 7, primo comma, del testo unico si intende riferito al trasporto, sia a braccia e a spalle, sia con carretti a ruote su strada o su guida, e al sollevamento dei pesi, compreso il carico e scarico e ogni altra operazione connessa.
I lavori faticosi, pericolosi ed insalubri, vietati ai sensi dello stesso articolo, sono i seguenti:
quelli previsti dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 345 e dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 262;
quelli indicati nella tabella allegata al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, per i quali vige l'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche: durante la gestazione e per 7 mesi dopo il parto;
quelli che espongono alla silicosi e all'asbestosi, nonché alle altre malattie professionali di cui agli allegati 4 e 5 al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni: durante la gestazione e fino a 7 mesi dopo il parto;
i lavori che comportano l'esposizione alle radiazioni ionizzanti: durante la gestazione e per 7 mesi dopo il parto;
i lavori su scale ed impalcature mobili e fisse: durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro;
i lavori di manovalanza pesante: durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro;
i lavori che comportano una stazione in piedi per più di metà dell'orario o che obbligano ad una posizione particolarmente affaticante, durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro;
i lavori con macchina mossa a pedale, o comandata a pedale, quando il ritmo del movimento sia frequente, o esiga un notevole sforzo: durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro;
i lavori con macchine scuotenti o con utensili che trasmettono intense vibrazioni: durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro;
i lavori di assistenza e cura degli infermi nei sanatori e nei reparti per malattie infettive e per malattie nervose e mentali: durante la gestazione e per 7 mesi dopo il parto;
i lavori agricoli che implicano la manipolazione e l'uso di sostanze tossiche o altrimenti nocive nella concimazione del terreno e nella cura del bestiame: durante la gestazione e per 7 mesi dopo il parto;
i lavori di monda e trapianto del riso: durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro;
i lavori a bordo delle navi, degli aerei, dei treni, dei pullman e di ogni altro mezzo di comunicazione in moto: durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro.
Allegato B (D. Lgs. 151/01)
ELENCO NON ESAURIENTE DI AGENTI E CONDIZIONI DI LAVORO DI CUI ALL'ART. 7
A. Lavoratrici gestanti di cui all'art. 6 del testo unico.
1. Agenti:
agenti fisici: lavoro in atmosfera di sovra-pressione elevata, ad esempio in camere sotto pressione, immersione subacquea;
agenti biologici:
toxoplasma;
virus della rosolia, a meno che sussista la prova che la lavoratrice è sufficientemente protetta contro questi agenti dal suo stato di immunizzazione;
agenti chimici: piombo e suoi derivati, nella misura in cui questi agenti possono essere assorbiti dall'organismo umano.
2. Condizioni di lavoro: lavori sotterranei di carattere minerario.
B. Lavoratrici in periodo successivo al parto di cui all'art. 6 del testo unico.
1. Agenti:
agenti chimici: piombo e suoi derivati, nella misura in cui tali agenti possono essere assorbiti dall'organismo umano.
2. Condizioni di lavoro:
Lavori sotterranei di carattere minerario.
Allegato C (D. Lgs. 151/01)
ELENCO NON ESAURIENTE DI AGENTI PROCESSI E CONDIZIONI DI LAVORO DI CUI ALL'ART. 11 (D. Lgs. 151/01)
A. Agenti.
1. Agenti fisici, allorché vengono considerati come agenti che comportano lesioni del feto e/o rischiano di provocare il distacco della placenta, in particolare:
colpi, vibrazioni meccaniche o movimenti;
movimentazione manuale di carichi pesanti che comportano rischi, soprattutto dorso-lombari;
rumore;
radiazioni ionizzanti;
radiazioni non ionizzanti;
sollecitazioni termiche;
movimenti e posizioni di lavoro, spostamenti, sia all'interno sia all'esterno dello stabilimento, fatica mentale e fisica e altri disagi fisici connessi all'attività svolta dalle lavoratrici di cui all'art. 1.
2. Agenti biologici.
Agenti biologici dei gruppi di rischio da 2, 3 e 4 ai sensi dell'art. 268 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, nella misura in cui sia noto che tali agenti o le terapie che essi rendono necessarie mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituro, sempreché non figurino ancora nell'allegato XLVI del D. Lgs. 81/08 come modificato da D. Lgs. 106/09.
3. Agenti chimici.
Gli agenti chimici seguenti, nella misura in cui sia noto che mettono in pericolo la salute delle gestanti e del nascituro, sempreché non figurino ancora nell'allegato II:
sostanze etichettate R 40; R 45; R 46 e R 47 ai sensi della direttiva n. 67/548/CEE, purché non figurino ancora nell'allegato II;
agenti chimici che figurano nell'allegato XLII del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81
mercurio e suoi derivati;
medicamenti antimitotici;
monossido di carbonio;
agenti chimici pericolosi di comprovato assorbimento cutaneo.
B. Processi.
Processi industriali che figurano nell'allegato XLII del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.
C. Condizioni di lavoro.
Lavori sotterranei di carattere minerario.

CARRO PONTE

Pubblicato da Lilino Albanese | 05:30

CARRO PONTE
CARRO PONTE
Essenzialmente la gru a ponte risulta composta dai seguenti elementi:- ponte scorrevole: costituito da una o due travi principali, a parete piena o a traliccio, irrigidite da travi di controvento e collegate a due travi di testata portanti ciascuna due o quattro ruote di scorrimento a doppio bordino; la traslazione del ponte avviene tramite argano elettrico.- carrello: costituito da telaio in profilati e lamiera montato su 4 ruote, scorrevole su guide poste in genere sui correnti superiori delle travi principali e portante gli argani per il sollevamento dei carichi e per la propria traslazione.- argano di sollevamento: equipaggiato con bozzello con gancio, funi di vario diametro montate in modo tale che in genere i tratti portanti siano minimo quattro.I comandi alla gru vengono trasmessi tramite pulsantiera pensile o radiocomando.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
Le macchine devono essere dotate di:
- Manuale di istruzioni: deve contenere informazioni complete sul corretto uso della macchina;
- Dati di identificazione: nome ed indirizzo del costruttore, modello, matricola (se esiste), anno di produzione e massa;
- Marcatura CE;
- Dichiarazione CE di conformità.
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
• L’utilizzo del carro ponte è consentito esclusivamente al personale qualificato
• Verificare:
- che le vie di corsa della gru siano sgombre e provare i dispositivi di fine corsa e di frenatura, segnalando subito a chi di competenza le eventuali deficienze riscontrate
- che il peso del carico NON sorpassi uno dei valori di portata massima indicati: sulla gru, sul gancio di sollevamento, sulle brache di sollevamento, anche in relazione alla specifica modalità di impiego (distese o variamente ripiegate, secondo le indicazioni del costruttore indicate sull’etichetta)
- che il carico sia imbracato in maniera stabile
- che le brache di sollevamento non presentino segni evidenti di usura.
- che non siano presenti anomalie o difetti che possano grossolanamente compromettere la sicurezza e/o l’affidabilità d’uso dell’apparecchiatura
- che il raggio di curvatura del gancio sia adeguato alla larghezza dell’asola della braca
- che sia efficiente il dispositivo di chiusura del gancio, ad evitare lo sganciamento accidentale del carico
- che siano funzionanti e operativi i dispositivi di protezione e di sicurezza, come ad esempio quello di arresto di emergenza, i freni e i dispositivi di finecorsa di emergenza o il segnalatore acustico
• Rispettare scrupolosamente le prescrizioni contenute nel manuale d’uso e manutenzione
• Il funzionamento dell’apparecchiatura non deve comportare rischi per le persone
• Avvertire i lavoratori presenti dell’imminente movimentazione del carro gru
• Non avviare né arrestare bruscamente la gru evitando, nei carriponte, di urtare contro gli arresti fissi posti all‘estremità della via di corsa
• Evitare di far oscillare il carico, in particolare per farlo scendere in zona fuori dalla verticale di tiro;
• Evitare i tiri obliqui e le operazioni di traino
• Evitare le manovre per il sollevamento ed il trasporto dei carichi sopra zone di lavoro e zone di transito. Quando ciò non possa essere assolutamente evitato, avvertire con apposite segnalazioni sia l‘inizio della manovra, sia il passaggio del carico
• Chiunque si renda conto di un pericolo immediato per le persone, impianti o apparecchiature deve immediatamente azionare il tasto di arresto di emergenza
• Dopo un arresto di emergenza il responsabile dell’impianto può nuovamente riattivare l’apparecchio solo dopo che si sia accertata e rimossa la causa dell’anomalia e non vi sono più pericoli in caso di riavvio dell’impianto.
• La gru a ponte deve essere messa immediatamente fuori servizio: in caso di danni di dispositivi e linee elettriche ed anche a parti dell’isolamento, in caso di guasto di freni e dispositivi di sicurezza.
• Riportare il carro ponte in una posizione di stazionamento che non intralci il passaggio e non costituisca pericolo, avendo cura di tenere il gancio in prossimità del carrello
• Assicurarsi che l’alimentazione sia disinserita e i pulsanti di comando siano bloccati con l’estrazione della chiave di abilitazione
• Quando la gru è fuori esercizio per operazioni di riparazione o di manutenzione, l‘interruttore generale della stessa deve essere disinserito
• Nelle gru alimentate da cavo flessibile a terra, assicurarsi che durante le manovre il cavo stesso non possa essere danneggiato.

Trattasi di dispositivi di ancoraggio costituiti da masse metalliche modulari o di calcestruzzo (dischi o plinti) o da contenitori colmi di acqua, con la funzione di contrappeso in caso di caduta dell’operatore
PUNTI DI ANCORAGGIO A CORPO MORTO - Classe E
Trattasi di dispositivi di ancoraggio costituiti da masse metalliche modulari o di calcestruzzo (dischi o plinti) o da contenitori colmi di acqua, con la funzione di contrappeso in caso di caduta dell’operatore. Sono dotati di uno o più punti di ancoraggio in base ala numero di operatori che può essere collegato contemporaneamente in rapporto al peso del cosiddetto corpo morto. La classe E comprende ancoraggi a corpo morto da utilizzare solo su superfici orizzontali, considerando che una superficie si intende orizzontale se devia dall’orizzonte per non più di 5°.
Questo tipo di ancoraggio viene utilizzato su tratti di copertura piana limitati per interventi di piccola manutenzione o ispezione, mediante un dispositivo di arresto caduta fisso o retrattile, correttamente innestato al punto di ancoraggio.
Elenco Rischi
Caduta di persone dall’alto
Indossare imbracatura e cintura di sicurezza. Mantenere sempre agganciato il dispositivo di trattenuta ad almeno un elemento del sistema di ancoraggio.
Caduta di materiale ed attrezzi dall’alto
Transennare la zona sottostante all’area di intervento  per impedire il transito ai non addetti ai lavori.
Non gettare alcun tipo di materiale dall’alto. Fissare gli utensili da lavoro alla cintura o portali in una borsa a tracolla.
Indossare Elmetto di protezione
Ferite, tagli e abrasioni  alle mani
Indossare Guanti in crosta
SCHEDA TECNICANei lavori in quota, dove i lavoratori sono esposti a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare a rischi di caduta dall’alto, e quando il dislivello è maggiore di quello imposto dalla legislazione vigente (2 mt), devono essere adottate misure di protezione collettive (parapetti, ponteggi, impalcature, reti, ecc), in mancanza di queste e/o per eliminare rischi residui,  occorre utilizzare Dispositivi di Protezione Individuale (costituiti da una imbracatura di sicurezza munita di una corda di trattenuta) combinati con ancoraggi singoli o linee vita rigide o flessibili.
Il progettista deve prevedere il posizionamento dei dispositivi di ancoraggio, valutando la solidità del solaio ed eventuali zone a rischio di caduta su balconi, terrazzi, vicini all'impianto di ancoraggio.
Tutti i componenti del sistema di ancoraggio devono essere realizzati e saldamente assemblati nel rispetto delle caratteristiche di resistenza fissate dalla normativa UNI EN 795:2002
Il dispositivo di ancoraggio e il punto di ancoraggio devono essere progettati in modo da accettare il dispositivo di protezione individuale anticaduta e garantire che lo stesso, correttamente applicato, non possa staccarsi involontariamente.
Il  dispositivo di ancoraggio a corpo morto può essere posizionato solo su coperture piane e a supporto di piccoli interventi di manutenzione e verifica di breve durata; nel caso di interventi di maggiore entità si devono allestire lungo il perimetro della copertura idonee opere provvisionali e adeguati dispositivi di protezione collettiva, quali ponteggio lungo il perimetro o sistemi provvisori di reti di sicurezza e/o parapetti.
Il dispositivo di ancoraggio a corpo morto non può essere utilizzato in condizioni sfavorevoli che il costruttore ha l’obbligo di illustrare nel libretto delle istruzioni:
o non deve essere utilizzato nel caso la distanza dal bordo del tetto sia minore di 2,50 mt,
o non deve essere utilizzato in presenza di rischio di gelo o in condizioni di gelo.
Il dispositivo di ancoraggio a corpo morto può essere utilizzato su un tetto coperto a pietrisco, ma in questo caso tutte le pietre staccate devono essere rimosse, spazzando con una spazzola dura, prima di assemblare il dispositivo di ancoraggio.
I dispositivi di ancoraggio a corpo morto devono essere posizionati in modo tale da evitare aree di ristagno dell’acqua.
Nelle istruzioni per l'uso devono essere dichiarati i seguenti avvertimenti:
o i potenziali pericoli presenti quando i dispositivi di ancoraggio a corpo morto sono combinati a dispositivi anticaduta di tipo retrattile (EN 360), che non sono stati sottoposti a prova insieme come sistema completo anticaduta;
o i potenziali pericoli presenti quando i dispositivi di ancoraggio a corpo morto sono combinati ad assorbitori di energia (EN 355), che non sono stati sottoposti a prova insieme come sistema completo anticaduta;
o che, ove gli utilizzatori intendano combinare un dispositivo di protezione individuale (DPI) contro le cadute dall'alto con dispositivi di ancoraggio a corpo morto, essi dovrebbero richiedere innanzitutto la consulenza del fabbricante del dispositivo di protezione individuale contro le cadute.
Deve essere valutata l’idoneità del dispositivo di ancoraggio provvisorio e trasportabile per l’applicazione a cui è stato destinato. L’affidabilità dell’installazione e la resistenza della struttura alle sollecitazioni trasmesse deve essere verificata da parte di un tecnico qualificato.
Si deve verificare la consistenza della struttura portante in prossimità dei punti di installazione del dispositivo di ancoraggio.
Si deve verificare il corretto assemblaggio di tutti i componenti del dispositivo di protezione individuale di arresto caduta al dispositivo di ancoraggio.
Si deve verificare il tirante d’aria o distanza libera di caduta disponibile al di sotto dell’operatore agganciato all’ancoraggio a corpo morto e confrontarlo con la distanza d’arresto specifica in base alle caratteristiche dei DPI in dotazione. La distanza deve essere tale da garantire, in caso di caduta, uno spazio libero per evitare l’impatto al suolo o contro ostacoli.
Si deve effettuare la verifica periodica dello stato di conservazione secondo i parametri di riferimento indicati nel libretto del costruttore.
Usare i dispositivi di protezione individuale
Normativa di riferimento
Art. 115 "Sistemi di protezione contro le cadute dall'alto” del D.Lgs. 81/08 come modificato dal D.Lgs.106/09.
UNI EN 795:2002 “Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto: Dispositivi di ancoraggio”
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI:
DPI    Rif. Normativo
Casco Protettivo
Art 75 – 77 – 78 , Allegato VIII - punti 3, 4 n.1 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 
UNI EN 397 (2001)
Elmetti di protezione
Scarpe antinfortunistiche
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti 3, 4 n.6 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 
UNI EN ISO 20344 (2008)
Dispositivi di protezione individuale  – Metodi di prova per calzature
Guanti in crosta
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti 3, 4 n.5 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09 
UNI EN 388 (2004)
Guanti di protezione contro rischi meccanici
Tuta di protezione
Art 75 – 77 – 78, Allegato VIII - punti 3, 4 n.7 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09
UNI EN 340 (2004)
Indumenti di protezione. Requisiti generali
Imbracatura e cintura di sicurezza
Art 75 – 77 – 78 - Allegato VIII  punti 3, 4 n.9  del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09
UNI  EN 361:2003
Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto - Imbracature per il corpo
UNI EN 358:2001
Dispositivi di protezione individuale per il posizionamento sul lavoro e la prevenzione delle cadute dall'alto-Cinture di posizionamento sul lavoro e di trattenuta e cordini di posizionamento sul lavoro

La saldatura è un processo utilizzato per unire due parti metalliche riscaldate localmente, che costituiscono il metallo base, con o senza aggiunta di altro metallo che rappresenta il metallo d’apporto, fuso tra i lembi da unire
SALDATURA ELETTRICA
La saldatura è un processo utilizzato per unire due parti metalliche riscaldate localmente, che costituiscono il metallo base, con o senza aggiunta di altro metallo che rappresenta il metallo d’apporto, fuso tra i lembi da unire. Nella saldatura elettrica il calore necessario per la fusione del metallo è prodotto da un arco elettrico che si instaura tra l’elettrodo e i pezzi del metallo da saldare, raggiungendo temperature variabili tra 4000-6000°C. Nella saldatura ad arco, l’arco elettrico scocca tra l’elettrodo, che è costituito da una bacchetta metallica e il giunto da saldare.
L’elettrodo stesso fonde costituendo il materiale d’apporto ed è rivestito superficialmente da un materiale che fondendo insieme ad esso, crea così un’area protettiva che circonda il bagno di saldatura. L’operazione impegna un solo arto permettendo all’altro di impugnare il dispositivo di protezione individuale (schermo facciale) o altro utensile.
Altre tecniche di saldatura elettrica sono:
o Saldatura ad arco con elettrodo fusibile rivestito
o Saldatura ad arco con elettrodo fusibile animato
o Saldatura ad arco con protezione di gas con elettrodo fusibile
o Saldatura ad arco sommerso
o Saldatura ad arco con protezione di gas con elettrodo non fusibile.
Quest’ultima tecnica è tra le più diffuse: l’arco elettrico scocca tra un elettrodo di tungsteno, che non si consuma durante la saldatura e il pezzo da saldare per tale motivo viene indicata con l’acronimo TIG (Tungsten Inert Gas). L’area di saldatura viene protetta da un flusso di gas inerte (argon e elio) in modo da evitare il contatto tra il metallo fuso e l’aria. La saldatura può essere effettuata semplicemente fondendo il metallo base, senza metallo d’apporto, il quale se necessario viene aggiunto separatamente sotto forma di bacchetta. In questo caso l’operazione impegna entrambi gli arti per impugnare elettrodo e bacchetta. Il processo di saldatura di tipo TIG ha raggiunto livelli di automazione talmente avanzata da farne una delle tecniche più diffuse.
Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o Saldatrice elettrica
Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a:
Fumi di saldatura
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature
• Verificare periodicamente l'efficienza degli utensili e delle attrezzature utilizzate
• Vietare di eseguire operazioni di saldatura in condizioni di pericolo, in particolare:
o  su recipienti o tubi chiusi;
o su recipienti o tubi aperti che contengano materie le quali, sotto l’azione del calore, possano dar luogo ad esplosioni o reazioni pericolose;
o su recipienti o tubi aperti che abbiano contenuto materie le quali, nel passaggio in fase gassosa, possano dar luogo ad esplosioni o reazioni pericolo
• Le apparecchiature per saldatura elettrica devono essere idoneamente protette contro gli infortuni elettrici: interruttore onnipolare, pinze porta-elettrodi munite di impugnatura isolante, incombustibile e con uno schermo a disco per proteggere le mani dalle radiazioni e dal calore
• I cavi di saldatura devono essere posizionati in modo tale da non costituire pericolo o intralciare i passaggi
• Prima di iniziare a saldare è necessario raschiare e pulire i pezzi verniciati, zincati o sporchi di olio e grasso
• Provvedere ad un efficace ricambio dell’aria nei locali chiusi
• La captazione di gas e polveri deve avvenire immediatamente vicino alla fonte e in modo da non dover spostare continuamente la bocca della manichetta
• Le radiazioni elettromagnetiche prodotte devono essere schermate con idonei dispositivi
• E’ vietata l’installazione di saldatrici in luoghi che presentino pericoli di esplosione
• Occorre proteggere le pinze porta elettrodi dai contatti accidentali con parti in tensione
• I cavi impiegati per la saldatura devono avere caratteristiche adeguate alla tensione ed alla corrente impiegate; il loro rivestimento deve, in particolare, risultare adeguato alle condizioni di temperatura, umidità ed acidità dell’ambiente
• Installare un interruttore differenziale di protezione delle persone contro i contatti indiretti nell’impianto di alimentazione elettrica (norme CEI)
• Nel caso in cui gli elettrodi siano accessibili sotto tensione, le saldatrici devono avere la tensione a vuoto minore possibile
• Non lasciare sotto tensione la saldatrice durante le pause o alla fine della giornata o dei turni lavorativi né lasciare incustodita la pinza porta-elettrodi sotto tensione
• Non appoggiare sul terreno la pinza porta-elettrodi non isolata o su parti metalliche
• Il banco di saldatura di saldatura e taglio devono essere pulite, soprattutto non devono essere sporcate con grasso o lubrificanti e le apparecchiature
• Per la movimentazione dei pezzi saldati, utilizzare i guanti e/o le pinze
• Tenere spenta la saldatrice quando non si utilizza e lasciare raffreddare sufficientemente i pezzi saldati
• Non effettuare saldature in concomitanza con il trattamento con resine epossidiche o altre sostanze a rischio d'incendio
• Acquisire le schede di sicurezza delle materie prime utilizzate, nonché degli elettrodi di saldatura
• Allontanare dal luogo i materiali combustibili. Se ciò non fosse possibile si deve proteggerli con schemi parascintille e tenere a portata di mano uno o più estintori
• Nell’uso di apparecchi mobili o nei lavori all’aperto, in generale, la ventilazione naturale si può considerare sufficiente. L’aspirazione va comunque, praticata nel caso di saldatura per periodi di tempo prolungati o nel caso di materiali zincati, verniciati o simili
• Nei locali chiusi sarà assicurata una buona ventilazione ricorrendo eventualmente all'uso di aspiratori portatili per impedire il ristagno di fumi
• Durante l’uso della saldatrice elettrica devono essere prese le necessarie precauzioni - ripari o schermi - per evitare che radiazioni dirette o scorie prodotte investano altri lavoratori
• Durante i lavori in quota, devono essere adottate idonee precauzioni per evitare che materiali, attrezzi, utensili o spruzzi incandescenti possano arrecare danno a persone o cose che eventualmente si trovassero nella zona sottostante
• I lavori di saldatura elettrica su recipienti o tubi chiusi, che contengano o che abbiano contenuto sostanze pericolose devono essere eseguiti solo dopo aver provveduto ad eliminare le condizioni di pericolo
• I lavoratori della fase coordinata non devono accedere nei locali prima che gli stessi siano stati adeguatamente areati
• Non indossare oggetti metallici (anelli, bracciali, ecc.) perché venendo a contatto con gli elettrodi o con il pezzo in corso di saldatura possono riscaldarsi notevolmente e produrre ustioni
• Tutto il corpo degli operatori deve essere protetto con indumenti idonei e comunque non leggeri ne consumati
• Proteggere gli occhi con dispositivi adeguati all’intensità delle radiazioni prodotte e al possibile rischio dovuto a schegge

decespugliatore
ATTREZZATURA: DECESPUGLIATORE
Il decespugliatore è un attrezzo utilizzato per tagliare cespugli, arbusti ed erba in luoghi non accessibili con altre macchine.
Viene portato a tracolla o a spalla dall'operatore ed è dotato di motore di tipo elettrico o endotermico a due tempi, alimentato mediante una miscela benzina-olio, con cilindrata variabile, a seconda dei modelli, da 18 a 50 cc.
Il motore, tramite un albero di trasmissione posto all'interno di un asta, aziona un disco dentato o un rotore che sostiene due fili di nylon.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere strettamente tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte.
Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere protetti o segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza.
Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione, avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà provvedere alla relativa rimozione e verniciatura.
Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere eseguite accurate verifiche sullo stato manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
Ultimata la manutenzione e prima di rimettere in funzione la macchina, riporre tutti gli attrezzi utilizzati.
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Il decespugliatore deve essere dotato di carter di protezione del filo o della lama; per quest'ultima, la protezione deve essere metallica e regolabile, in modo da intercettare eventuali proiezioni di parti della lama in caso di rottura
• I dispositivi di taglio metallici devono essere equipaggiati di una protezione per il trasporto (UNI EN 11806)
• Devono essere previste due impugnatore, una per ciascuna mano
• Prestare attenzione al moto residuo
• L’uscita dei gas di scarico deve essere posizionata in modo da dirigere le emissioni gassose lontane dall’operatore nella normale posizione di lavoro. La marmitta deve essere dotata di carter di protezione termo-isolato
• La macchina deve essere munita di un dispositivo di arresto del motore che consenta di fermare completamente la macchina e il cui funzionamento non richiede un’azione manuale sostenuta (UNI EN 11806)
• Tutte le imbracature a cinghie su entrambe le spalle devono essere equipaggiate di un meccanismo di sganciamento rapido (UNI EN 11806)
• Il comando dell’acceleratore deve essere a pressione costante che ritorna automaticamente nella posizione di minimo
• Proteggere la leva dell’acceleratore in modo da evitare avviamenti accidentali o disporre di comando a doppio azionamento
• Utilizzare la macchina secondo il manuale d’uso e manutenzione
• Effettuare la sostituzione della frizione ogni qual volta non stacca perfettamente (rotazione a scatti del disco dopo il rilascio dell’acceleratore)
• Il disco, durante i lavori su terreni in pendenza deve essere utilizzato solo se posto trasversalmente alla pendenza stessa
• Non utilizzare la macchina a modo di soffione (sfruttando il vortice d’aria prodotto dal filo) per i pericoli dovuti alla possibile proiezione di materia
• Prima di avviare il motore, assicurarsi sempre che non vi siano fughe di carburante e pulire l'impugnatura da tutte le eventuali tracce di olio e/o benzina
• Non mettere in moto il motore in locali chiusi, in quanto i gas di scarico sono nocivi e asfissianti
• Verificare che le cinture siano in buono stato e ben fissate
• Assicurarsi che il carter di protezione sia ben fissato
• Assicurarsi che l’utensile di taglio sia in buone condizioni e sia fissato correttamente
• Preparare la miscela del carburante e rifornire l'apparecchio all'aria aperta, lontano da qualsiasi possibile fiamma, utilizzando idonei recipienti e avendo cura di asciugare qualunque traccia di carburante
• Ispezionare la zona in cui viene utilizzato il decespugliatore prima di iniziare l’operazione di taglio provvedendo a rimuovere tutto ciò che potrebbe essere proiettato nel raggio di operazione o incastrarsi nella testa dell'organo lavorante dell'apparecchio (pietre, vetri, fil di ferro, cordicelle, ecc.)
• Avviare il motore (agendo con uno strappo sull'impugnatura della cordicella di avviamento e tenendo saldamente bloccata a terra la macchina)
• Indossare l'attrezzo a tracolla o in spalla
• Impugnare saldamente l'attrezzo con entrambe le mani, una alla manopola di presa con l'acceleratore e l'altra all'impugnatura di sostegno
• Azionare l’utensile agendo sull'acceleratore, e tagliare i vegetali mediante movimento oscillatorio dell'asta
• Non operare in condizioni di equilibrio precario
• Mantenere sempre l'organo lavoratore per il taglio (lama o testina con filo di nylon) nella posizione più in basso ed il motore in quella più in alto rispetto all'anca dell'operatore
• Tenersi sempre a distanza di sicurezza dalla lama e dalla marmitta mentre il motore è in moto
• Prestare attenzione affinché nessuno si avvicini oltre la distanza di sicurezza (15 m) mentre si utilizza l'attrezzo e fermare immediatamente il motore se qualcuno la supera
• Svuotare il serbatoio a lavoro ultimato ed a motore freddo
• Riporre l'attrezzo e il carburante in un luogo in cui le esalazioni della benzina non possano originare pericolo di esplosioni od incendi (vicinanza a fiamme o scintille provenienti ad esempio da scalda acqua, motori elettrici, caldaie, ecc.)
• Riporre il decespugliatore in modo che nessuno possa ferirsi
• Effettuare la manutenzione ordinaria, straordinaria e conservare il decespugliatore secondo le istruzioni del costruttore
• Assicurarsi che i capelli non scendano al di sotto delle spalle ed indossare sempre abbigliamento idoneo (tute, giacche con maniche strette) pantaloni lunghi, scarponcini o stivali e guanti di protezione
• Evitare abiti ampi, pantaloni corti, calzature non idonee (sandali, ecc.)
• Non fumare durante l'utilizzo dell'attrezzo né durante le operazioni di rifornimento
• Utilizzare adeguati mezzi di protezione individuale per gli occhi, il capo e le gambe al fine di proteggerlo da materiali proiettati dalla lama o dal filo di taglio