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Ai sensi del D.Lgs 231/2001 viene introdotto nell’ordinamento legislativo italiano il principio della responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da soggetti che rivestono funzioni di rappresentanza
SISTEMA DISCIPLINARE
Ai sensi del D.Lgs 231/2001 viene introdotto nell’ordinamento legislativo italiano il principio della responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da soggetti che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione o che svolgono attività come sottoposti (soggetti ‘apicali’ e soggetti ‘in posizione subordinata’). Il decreto definisce come enti soggetti a tale normativa gli enti forniti di personalità giuridica, le società e le associazioni anche prive di personalità giuridica; di seguito, anche collettivamente indicati come ‘Enti’ o singolarmente ‘Ente’; sono esclusi lo Stato, gli enti pubblici non economici e quelli che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.
Il decreto prevede l’esonero dalla responsabilità amministrativa-penale qualora l’azienda abbia adottato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, di seguito indicato MO (Modello Organizzativo), adeguato a prevenire i reati previsti dal decreto stesso e si sia dotata di un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel medesimo modello e nel codice etico.
Si precisa che il Sistema disciplinare adottato viene predisposto considerando comunque che la commissione o il concorso di reato, previsti dal Decreto, sono già sanzionati dal Codice Penale, e dal quale il presente documento è da ritenersi distinto e autonomo. Le regole e le sanzioni sono da considerarsi come un ulteriore elemento di integrazione, senza sostituire, nella maniera più assoluta, le norme di legge applicate in materia di commissione di reati e trovano attuazione a prescindere dall’esito di eventuali procedimenti iniziati per l’applicazione di sanzioni penali. Ai sensi del presente documento pertanto l’azienda applica le sanzioni riportate qualora siano riscontrate violazioni al MO e al codice etico.
Il Sistema disciplinare si applica a tutti i soggetti coinvolti in attività aziendali; sono soggetti all’applicazione del Sistema disciplinare i dirigenti e gli amministratori, i lavoratori dipendenti (quadri, impiegati, etc.), i consulenti, i collaboratori e tutti i terzi che abbiano rapporti contrattuali e lavorativi con l’azienda.
In particolare sono oggetto di sanzioni le violazioni del MO perpetrate dai soggetti in posizione “apicale”, in quanto assegnatari delle funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’azienda o di suoi reparti dotati di autonomia finanziaria e funzionale, ovvero titolari del potere, anche solo di fatto, di gestione o di controllo, sia le violazioni perpetrate dai soggetti in posizione subordinata e sottoposti all’altrui direzione o vigilanza e comunque operanti in nome e per conto dell’azienda.
L’applicazione delle sanzioni tiene conto delle infrazioni rilevate e delle non conformità a carico del soggetto nei cui confronti si procede. Tale intervento viene fatto con il coinvolgimento dell’OdV, che nei suoi compiti controlla l’osservanza del MO e procede a rilevarne le difformità, proponendo alla dirigenza l’eventuale tipologia di sanzione applicabile.
L’attribuzione delle sanzioni previste tiene conto anche dell’inquadramento giuridico e delle disposizioni applicabili per legge in relazione alla tipologia del rapporto di lavoro del soggetto nei cui confronti si procede.
L’accertamento delle infrazioni al Modello spetta, come detto, all’OdV che dovrà segnalarle tempestivamente alla dirigenza, e unitamente alla quale concordare i provvedimenti disciplinari da intraprendere.
TIPOLOGIE DI COMPORTAMENTI SANZIONABILI
Si ritengono sanzionabili, condotte, comportamenti e azioni che riguardano infrazioni compiute in violazione al Modello organizzativo e al relativo Codice Etico o la mancata ottemperanza ad eventuali indicazioni e prescrizioni provenienti dall’OdV.
Altresì si fa presente che situazioni di inadempienze reiterate o condizioni di recidività costituiscono elementi aggravanti e sintomatici di ulteriori provvedimenti.
Le violazioni sanzionabili vengono individuate in base alla gravità dell’infrazione rilevata e riguardano i reati previsti dal Decreto 213/2001 o che, comunque, comportino la possibilità di attribuzione di responsabilità all’azienda.
In particolare si ritengono condotte sanzionabili:
• la non osservanza delle procedure previste dal MO e da relativo codice etico;
• l’inosservanza degli obblighi informativi previsti per il sistema di controllo;
• l’omissione o la non veridicità di informazioni e dati in uso nella documentazione a corredo di attività e operazioni;
• l’omissione dei controlli da parte dei soggetti responsabili;
• il non giustificato, o ancor più grave, mancato rispetto degli obblighi formativi;
• l’adozione di qualsiasi comportamento o azione che eludano i sistemi di controllo;
• l’adozione di comportamenti che espongano l’azienda alla comminazione delle sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2001.
In definitiva, ai sensi e per gli effetti del Sistema disciplinare, si ritengono sanzionate tutte le inadempienze, inosservanze, infrazioni e violazioni ai principi ed alle regole contenute nel Modello, e nelle procedure organizzative, individuate al fine di disciplinare le attività aziendali potenzialmente esposte alla commissione dei reati previsti dal Decreto.

IMPIANTI EOLICI

Pubblicato da Lilino Albanese | 01:00

L’energia eolica è l’energia posseduta dal vento ed il suo impiego come risorsa energetica risulta di antica applicazione
IMPIANTI EOLICI
L’energia eolica è l’energia posseduta dal vento ed il suo impiego come risorsa energetica risulta di antica applicazione.
L’energia cinetica dell’aria in movimento può essere convertita, con
opportuna tecnologia, in altra forma direttamente disponibile per soddisfare diversi utilizzi.
In particolare le applicazioni tipiche sono quelle che
consentono di convertire l’energia cinetica dell’aria, per mezzo di una  macchina eolica, direttamente in energia meccanica di rotazione disponibile all’asse che può essere utilizzata in modo diretto  da macchine operatrici o per produzione di energia elettrica.
Aspetti che rendono difficoltoso lo sfruttamento dell’energia eolica:
Bassa concentrazione energetica
Elevata variabilità nel tempo
Elevata aleatorietà con cui essa è disponibile
Aspetti che rendono attraente l’uso dell’energia eolica quale risorsa energetica:
è disponibile in grandissime quantità
non produce sostanze inquinanti
consente la diversificazione delle fonti d’energia.
I sistemi che utilizzano l’energia del vento vengono de?niti Sistemi Eolici, ed in particolare si riscontrano tre con?gurazioni  tipo:
— Sistemi eolici di pompaggio meccanico;
— Sistemi eolici di pompaggio elettrico;
— Sistemi eolici elettrici.
Nelle regioni meridionali è installata il 98% della
potenza eolica complessiva nazionale, di cui la Puglia e la Sicilia detengono il primato rispettivamente con il 23.5% ed il 23.4%, seguite dalla Campania con il 16.3% e dalla Sardegna con il 12.4%.
Il vento è un fenomeno che viene creato dall’energia solare. Infatti il sole cede più calore in alcune zone, quindi l’aria si riscalda e la pressione dei gas diminuisce, e meno calore in altre, aria più fredda avente pressione dei gas più alta.
Tra queste due zone si creano quindi dei moti convettivi: masse d’aria si riscaldano, diminuiscono la loro densità e salgono, richiamando aria più fredda che
scorre sulla superficie terrestre.
Questo moto di masse d’aria calde e fredde produce le aree di alta pressione e le aree di bassa pressione stabilmente presenti nell’atmosfera, influenzate anche dalla rotazione terrestre.
Parametri fondamentali da misurare sono l’intensità (anemometri) e la direzione del vento (mulinello a coppe)
Le torri anemometriche vengono utilizzate per le verifiche sul campo relative alla fattibilità di campi eolici di grande potenza.  Le strutture sono completate da una  serie di stralli in fune d'acciaio ancorati al terreno in più punti. I profili d'acciaio sono zincati a caldo. Le torri possono essere montate con altezze variabili fra 40 m e 80 m consentendo di installare inizialmente una parte della struttura ed in un secondo tempo la sopraelevazione garantendo così la massima flessibilità di impiego. In sommità viene montata un'asta per il supporto di parafulmini ed alla base della sono predisposti gli opportuni sistemi di messa a terra. A richiesta è possibile dotare le torri di sistema SOV notturno con luce rossa fissa alimentato da pannelli fotovoltaici.
La disponibilità di vento è sicuramente un ottimo dato di partenza. Tuttavia dobbiamo convertire tale energia cinetica, che il vento possiede, in energia di pressione e quindi di rotazione ed infine convertire questa energia meccanica in energia elettrica.
Dobbiamo stimare quindi quanta energia posseduta dalla massa d’aria può essere convertita in energia meccanica prima ed elettrica poi.
Le turbine eoliche possono essere a “portanza” o a “resistenza” in funzione di quale sia la forza generata dal vento e sfruttata come “forza motrice”.
Nelle turbine a portanza il vento scorre su entrambe le facce della pala, che presentano profili geometrici differenti, creando così in corrispondenza della superficie superiore una zona di depressione rispetto alla pressione sulla faccia inferiore.
La turbina eolica (rotore) è la macchina fluidodinamica che converte l’energia cinetica del flusso d’aria (vento) in energia meccanica all’asse.
La turbina eolica può essere ad asse orizzontale (casi più diffusi) o verticale (non molto diffuse).
A causa della bassa densità dell’aria che investe la turbina, la concentrazione energetica è modesta. Pertanto per avere potenze significative le turbine devono avere dimensioni molto grandi.
TURBINE ASSE ORIZZONTALE
L’elemento fondamentale di un aerogeneratore è il rotore costituito da un mozzo sul quale sono ?ssate le pale. Queste sono solitamente realizzate in ?bra di vetro o in materiale composito per garantire solidità resistenza e leggerezza. Possono variare da un minimo di 1 (rotori monopala) ?no a 20 e più, caratterizzando diversamente le prestazioni della macchina.
La potenza della macchina eolica è proporzionale al diametro del rotore. All’aumentare della potenza, aumentano le dimensioni della macchina.
Ad esempio un aerogeneratore di media taglia (200–300 kW di potenza) ha un diametro del rotore di circa 30 m, ed un aerogeneratore di grande taglia (da 1,5 MW) ha un rotore del diametro di circa 60 m.
Le turbine ad asse verticale (o con acronimo anglosassone VAWT - Vertical Axis Wind Turbine) possono essere distinte in due classi a seconda dalla modalità principale con cui viene sviluppata la coppia di rotazione:
- Turbine a resistenza 
- Turbine a portanza.      

La particolare enfasi data alla formazione nel quadro normativo riguardante la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, sia a livello nazionale che comunitario, dimostra l'importanza attribuita a tale processo, non solo come mezzo elettivo per la diffusione della cultura della sicurezza a tutti i livelli ma anche e soprattutto come misura generale di tutela.
FORMAZIONE E PIANI DI FORMAZIONE
La particolare enfasi data alla formazione nel quadro normativo riguardante la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, sia a livello nazionale che comunitario, dimostra l'importanza attribuita a tale processo, non solo come mezzo elettivo per la diffusione della cultura della sicurezza a tutti i livelli ma anche e soprattutto come misura generale di tutela. La formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è uno degli elementi strategici del quadro normativo delineato da D. lgs. 81/08 e s.m.i. e si caratterizza come:
- processo educativo;
- misura generale di tutela;
- obbligo giuridico.
L'art. 2 del Dlgs 81/08 e s.m.i. definisce la "formazione" sulla sicurezza sul lavoro come "processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori e agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi“.
Non si tratta di una formazione generica o generalista ma di un processo fortemente caratterizzato e finalizzato al trasferimento di conoscenze e procedure, alla acquisizione di competenze specifiche e alla attivazione di comportamenti sicuri all'interno della organizzazione aziendale, alla identificazione, riduzione e gestione del rischio. La formazione assume dunque una rilevanza strategica nella capacità di rispondere alle esigenze e agli obiettivi generali e specifici sulla sicurezza.
La formazione sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro è inoltre annoverata come “misura generale di tutela” e “obbligo giuridico” a conferma dell’importanza strategica nel quadro della prevenzione e gestione dei rischi aziendali.
La lettura del Dlgs 81/2008 mette in evidenza alcuni elementi fortemente caratterizzanti la formazione sulla sicurezza ed in particolare:
- La formazione coinvolge tutte le figure che operano nelle realtà lavorative: lavoratori (tutti), datori di lavoro, dirigenti, preposti, rappresentanti dei lavoratori, incaricati alla sicurezza, responsabili e addetti dei servizi di prevenzione e protezione.
- La continuità della formazione in tutta la vita lavorativa, dall’assunzione al cambio mansione, dai cambiamenti organizzativi all’introduzione di nuove tecnologie, alle condizioni modificative delle condizioni di rischio.
- Una formazione non generica ma legata ai rischi specifici, alle mansioni e ai ruoli.
- L’aggiornamento periodico.
Il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. non si limita a sottolineare l'importanza della formazione come strumento elettivo della politica prevenzionale, ma fornisce un quadro di riferimento specifico sia in termini di obblighi sia di contenuti che, in alcuni casi, costituiscono dei vincoli nella attuazione dell’azione formativa.
Prima di analizzare i processi di formazione sulla sicurezza è opportuno delineare il quadro di riferimento normativo circa gli obblighi giuridici della formazione. Di seguito viene riportato il profilo delle principali figure che a vario titolo svolgono un ruolo attivo nel sistema di prevenzione aziendale, così come vengono definite nel D.Lgs. 81/08 e s.m.i. e gli obblighi formativi correlati.
La formazione sulla sicurezza come "processo educativo", così definita anche nell'ambito legislativo sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, implicitamente comporta un approccio che deve tenere conto di alcuni elementi imprescindibili nella progettazione formativa:
- la visione di "processo", mediante l'adozione di un modello progettuale basato sui processi tipici che caratterizzano il ciclo di attuazione della formazione;
- trattandosi di formazione rivolta agli adulti già avviati o da avviare ad una attività lavorativa l'approccio metodologico più corretto deve essere di tipo "andragogico", un approccio cioè che focalizza l'attenzione sui processi di apprendimento tipici degli adulti e sulle dinamiche socio-affettive che solitamente si accompagnano in tali processi;
- la formazione sulla sicurezza si inquadra a pieno titolo nell'ambito della formazione continua nell'arco della vita lavorativa come definita in ambito comunitario e di conseguenza ogni percorso formativo non può essere concepito come azione una tantum ma inquadrato in un processo generale evolutivo di educazione permanente basata sul miglioramento e l'aggiornamento continuo.
L'analisi dei fabbisogni formativi costituisce la fase iniziale della elaborazione dell'offerta formativa ed è finalizzata a fornire dati ed informazioni necessari alla progettazione formativa. L'analisi dei fabbisogni formativi nel campo della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro si configura come analisi dei "fabbisogni professionali", volta ad individuare, in chiave formativa, le esigenze di professionalità spe
cifiche riconducibili alle figure coinvolte nei processi di organizzazione, gestione e miglioramento della sicurezza aziendale. Il profilo delle figure, in termini di ruolo e responsabilità operative, è definito nei suoi caratteri generali dalla legislazione.
Il profilo delle figure, in termini di ruolo e responsabilità operative, è definito nei suoi caratteri generali dalla legislazione vigente in materia di sicurezza sul lavoro (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.) in cui si ritrovano, in alcuni casi, anche i profili in termini di competenze necessarie.
Se da un lato il riferimento legislativo costituisce un vincolo e/o un orientamento ai fini formativi, dall'altro è necessaria una analisi del contesto operativo e organizzativo a livello aziendale in cui tali profili professionali operano o dovranno operare all'interno dell'organizzazione.

I Glove-Bags

Pubblicato da Lilino Albanese | 04:30

celle di polietilene, dotate di guanti interni per l'effettuazione del lavoro, con l'adozione di determinate procedure. Vengono utilizzati, nei casi di limitati interventi, su tubazioni rivestite in amianto per la rimozione di piccole superfici di coibentazione
I Glove-Bags sono delle celle di polietilene, dotate di guanti interni per l'effettuazione del lavoro, con l'adozione di determinate procedure. Vengono utilizzati, nei casi di limitati interventi, su tubazioni rivestite in amianto per la rimozione di piccole superfici di coibentazione (ad es. su tubazioni o valvole o giunzioni o su ridotte superfici od oggetti da liberare per altri interventi).
Nel Glove-Bag vanno introdotti, prima della sigillatura a tenuta stagna, attorno al tubo o intorno alla zona interessata, tutti gli attrezzi necessari; ci deve essere un sistema di spruzzatura degli agenti bagnanti (per l'imbibizione del materiale da rimuovere) o sigillanti (per l'incapsulamento della coibentazione che rimane in opera) e un ugello di aspirazione da collegare ad aspiratore dotato di filtro di efficienza HEPA per la messa in depressione della cella ove possibile in continuo e sempre a fine lavoro; gli addetti alla scoibentazione con Glove-Bag devono indossare indumenti protettivi a perdere e mezzi di protezione delle vie respiratorie. Il Glove-Bag deve essere installato in modo da ricoprire interamente il tubo o la zona dove si deve operare, tutte le aperture devono essere ermeticamente sigillate. La procedura di rimozione dell'amianto e' quella usuale: imbibizione del materiale, pulizia delle superfici da cui e' stato rimosso con spazzole, lavaggi e spruzzatura di incapsulanti. A fine lavoro la cella e' messa in depressione collegando l'apposito ugello all'aspiratore con filtro assoluto; quindi viene pressata, "strozzata" con nastro adesivo, tenendo all'interno il materiale rimosso, svincolata ed avviata a smaltimento secondo le usuali procedure per i rifiuti contenenti amianto. La tecnica Glove-Bag non e' utilizzabile per tubazioni di grosso diametro e/o temperatura superiore a 60 °C. o per la bonifica di grandi strutture coibentate. Questa tecnica è delicata e pericolosa per:la discreta probabilità che la cella si rompa; la scarsa manualità degli operatori; il verificarsi di situazioni pericolose durante la loro installazione e rimozione.
• Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Attuare la sicurezza delle macchine, nel pieno rispetto della  direttiva macchine e delle altre norme vigenti in materia
• Il numero dei lavoratori esposti o che possono essere esposti alla polvere proveniente dall'amianto o da materiali contenenti amianto deve essere limitato al numero più basso possibile.
• I processi lavorativi devono essere concepiti in modo da evitare di produrre polvere di amianto ed emissione di polvere di amianto nell'aria.
• Tutti i locali e le attrezzature per il trattamento dell'amianto devono poter essere sottoposti a regolare pulizia e manutenzione.
• L''amianto o i materiali che rilasciano polvere di amianto o che contengono amianto devono essere stoccati e trasportati in appositi imballaggi chiusi
• I rifiuti devono essere raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il più presto possibile in appropriati imballaggi chiusi su cui sarà apposta un'etichettatura indicante che contengono amianto.
• Detti rifiuti devono essere successivamente trattati ai sensi della vigente normativa in materia di rifiuti pericolosi.
• La sorveglianza sanitaria viene effettuata:
o prima di adibire il lavoratore alla mansione che comporta esposizione
o periodicamente, almeno una volta ogni tre anni o con periodicità fissata dal medico competente con adeguata motivazione riportata nella cartella sanitaria, in funzione della valutazione del rischio e dei risultati della sorveglianza medica
o all'atto della cessazione dell'attività comportante esposizione, per tutto il tempo ritenuto opportuno dal medico competente
o all'atto della cessazione del rapporto di lavoro ove coincidente con la cessazione dell'esposizione all'amianto. In tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare ed all'opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti.

Allestimento di un cantiere per l’esecuzione di lavori in ambienti confinati, che, essendo più complesso rispetto ai normali cantieri, deve essere pianificato a tavolino. In particolare, l’attività comporta l’esecuzione delle seguenti fasi:
ALLESTIMENTO CANTIERE IN AMBIENTI CONFINATI
Allestimento di un cantiere per l’esecuzione di lavori in ambienti confinati, che, essendo più complesso rispetto ai normali cantieri, deve essere pianificato a tavolino. In particolare, l’attività comporta l’esecuzione delle seguenti fasi:
o Transennare la zona operativa per un raggio di 8 mt dal passo d’uomo;
o Installare i cartelloni in dotazione segnalanti pericoli e divieti e posizionare gli estintori secondo le disposizioni di legge;
o Controllare le attrezzature in dotazione mediante apposito check-list;
o Vestizione del personale con appositi indumenti;
o Scollegare tutte le utenze esterne (acqua, elettricità, ecc.) ed esporre il cartello “Pericolo, lavori in corso: non inserire le utenze disinserite”;
o Collegare tutte le masse metalliche relative alle attrezzature utilizzate alla rete dell’impianto di terra;
o Apertura del chiusino sul pozzetto passo d’uomo e ventilazione forzata;
o Accurata pulizia del pozzetto con attrezzi antiscintilla ed aspirazione dell’acqua e dei fondami presenti;
o Scollegare le tubazioni di aspirazione e sfiato del serbatoio;
o Sigillare con appositi tappi le tubazioni di aspirazione e sfiato, tali da evitare percolamenti all’interno del pozzetto;
o Controllare mediante asta metrica e tabella di ragguaglio la quantità di prodotto contenuto in cisterna ed estrarre il prodotto tramite pompa e travaso in un altro serbatoio;
o Predisporre il collegamento di messa a terra del serbatoio;
o Aerazione (naturale e/o artificiale) per un congruo periodo di tempo prima dell’accesso;
o Proseguire la ventilazione/aspirazione forzata dei gas presenti all’interno del serbatoio con l’apposita attrezzatura fino al raggiungimento dei valori di LEI inferiori all’8%.
o Aspirazione dei fondami presenti all’interno del serbatoio con specifica attrezzatura, prevista per lavori in presenza di vapori esplosivi;
o Verificare la percentuale di ossigeno e l’assenza di contaminanti e/o atmosfere esplosive;
o Posizionare la scaletta in alluminio nel passo d’uomo del serbatoio, per consentire l’ingresso dell’operatore che dovrà eseguire i lavori all’interno dello spazio confinato;
o Predisporre le attrezzature necessarie per gli interventi di soccorso e/o d’evacuazione.
Macchine/Attrezzature
o Impianti elettrici antideflagranti
o Compressore a filtrazione aria respirabile
o Impianti di ventilazione antideflagranti
o Filtri a carboni attivi per filtrazione vapor
o Ossimetro portatile
o Esplosimetro
o Rilevatori elettronici per gas infiammabili e/o tossici
o Sensori catalitici per la rivelazione di gas infiammabili in aria
o Tripode con argano per estrazione operatore
o Utensili antiscintilla
o Lampada
PROCEDURE DI LAVORO
• Attenersi alle misure generali di prevenzione, alle Linee Guida dell’ISPESL per la corretta applicazione dell’art. 66 del D.Lgs. 81/08  “Lavori in ambienti sospetti di inquinamento”  e al D.P.R. n° 177/2011 «Regolamento per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti d’inquinamento o confinati».
• Tutti i lavoratori in ambienti confinati devono essere adeguatamente informati, formati e addestrati alla loro mansione specifica, tenendo conto dei seguenti aspetti: esposizione ai rischi chimici, ai rischi fisici, ai rischi infortunistici, condivisione e padronanza delle procedure e modalità operative necessarie per ridurre al minimo i rischi lavorativi, utilizzo corretto dei DPI (anche di III categoria, per i quali è obbligatorio un addestramento specifico) e delle relative indicazioni e controindicazioni all’uso, significato della segnaletica di sicurezza e degli allarmi ottico/acustici, gestione ed esecuzione delle procedure di salvataggio/evacuazione.
• Prima dell’accesso nei luoghi di lavoro, tutti i lavoratori impiegati nelle attività (compreso, eventualmente, il datore di lavoro) devono essere puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente di tutti i rischi che possono essere presenti nell’area di lavoro (compresi quelli legati ai precedenti utilizzi). È previsto che tale attività debba essere svolta per un periodo sufficiente e adeguato allo scopo della medesima e, comunque, non inferiore ad un giorno.
• Impiegare lavoratori con sufficiente esperienza per quel tipo di attività da eseguire (percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro e con esperienza almeno triennale in attività in “ambienti confinati”) e verificare che abbiano ricevuto adeguata informazione sui rischi correlati al particolare ambiente di lavoro, formazione specifica per ogni lavoratore in funzione della propria attività lavorativa ed addestramento.
• Prima di effettuare le attività negli spazi confinati è necessario ottenere il “permesso di lavoro”, ossia l’autorizzazione al lavoro come strumento volto ad assicurare che tutti gli elementi del sistema sicurezza siano stati messi in atto prima che ai lavoratori venga permesso di entrare e/o lavorare in spazi confinati. L’autorizzazione è altresì uno strumento di comunicazione tra il datore di lavoro, il preposto e i lavoratori.
• Prima di iniziare l’attività, effettuare un’attenta ricognizione al fine di individuare i potenziali rischi presenti nelle immediate vicinanze dell’area di cantiere dovuti, anche, all’eventuale presenza di attività condotte da terzi.
• Individuare quanto necessario alla cantierizzazione (recinzioni mobili, segnaletica stradale, agenti estinguenti, cartellonistica di sicurezza ecc).
• Predisporre quanto necessario (per esempio, opere provvisionali, scale, tripode con argano ecc.) per l’accesso all’ambiente di lavoro e la strumentazione necessaria al controllo degli ambienti (esplosimetro, rilevatore di O2, CO, ecc.)
• Verificare che siano state eseguite le necessarie messe in sicurezza dell’ambiente di lavoro (disattivazione dei circuiti elettrici, flangiatura delle tubazioni o lucchettatura delle valvole di intercettazione) applicando su tutti i punti di scollegamento, intercettazione, sezionamento i cartellini con l’indicazione “Lavori in corso non effettuare manovre” datato e firmato congiuntamente dal supervisore ai lavori e dall’incaricato del committente.
• Verificare la messa a terra delle masse metalliche di tutte le apparecchiature impiegate (per esempio, estrattore vapori, autospurgo, gruppo elettrogeno ecc.) realizzando l’equipotenzialità con l’impianto di terra presente.
• Ventilare con l’estrattore vapori fino al raggiungimento di valori inferiori al LEL verificato con l’ esplosimetro a cura del supervisore ai lavori. Le attività potranno continuare dopo il raggiungimento di questa condizione. La portata dell’estrattore deve essere tale da garantire almeno 20 ricami aria/ora dell’ambiente confinato.
• Organizzare l’assistenza dall’esterno (per esempio, autorespiratori, ricetrasmettitori ATEX) con uno o più lavoratori situati presso l’apertura che dovranno restare costantemente in contatto con chi accederà all’ambiente di lavoro.
• Predisporre un adeguato sistema di comunicazione tra il personale presente all’interno e all’esterno dell’ambiente confinato per consentire una rapida chiamata in caso di emergenza.
• Gli addetti al soccorso devono essere addestrati, essere in numero sufficiente ad eseguire l’intervento di soccorso, pronto all’occorrenza ed in grado di utilizzare gli equipaggiamenti in dotazione (ad esempio, autorespiratori, linee di vita, equipaggiamenti di rianimazione).
• Utilizzare unicamente attrezzatura antiscintilla o antideflagrante ATEX.
• Il lavoratore deve essere dotato di idonei DPI di posizionamento, trattenuta, discesa, salita e di arresto caduta, incluse le linee di vita collocate intorno al punto di accesso degli spazi confinati.
• Devono essere garantiti idonei sistemi o mezzi di illuminazione in relazione alle caratteristiche dell’ambiente e alla tipologia di intervento da effettuare. Anche in questo caso, dove ci possono essere potenziali atmosfere esplosive o infiammabili, è necessario impiegare attrezzi in grado di non produrre scintille e disporre di lampade opportunamente protette e sistemi d'illuminazione schermati.
• Nei lavori in spazi confinati, dove i lavoratori sono esposti a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, devono essere adottati i Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC). I rischi residui, che non possono essere soppressi dai DPC, devono essere eliminati o ridotti mediante l’uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

L'autocarro è una macchina utilizzata per il trasporto di mezzi, materiali da costruzione e/o di risulta da demolizioni o scavi, ecc., costituita essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente ed un cassone generalmente ribaltabile, per mezzo di un sistema oleodinamico.
AUTOCARRO
L'autocarro è una macchina utilizzata per il trasporto di mezzi, materiali da costruzione e/o di risulta da demolizioni o scavi, ecc., costituita essenzialmente da una cabina, destinata ad accogliere il conducente ed un cassone generalmente ribaltabile, per mezzo di un sistema oleodinamico.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio l'utilizzazione, la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa.
Tale documentazione deve, inoltre, fornire le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte.
Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzatura a motore, macchinari ecc. non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza.
Prima dell'introduzione in cantiere di utensili, attrezzature a motore, macchinari ecc. dovranno essere eseguite periodicamente verifiche sullo stato manutentivo, ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
PROCEDURE DI LAVORO
• Prima di utilizzare la macchina assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi condizione pericolosa
• Prima di utilizzare la macchina accertarsi dell'esistenza di eventuali vincoli derivanti da limitazioni di carico (terreno, pavimentazioni, rampe), ostacoli, limiti di ingombro. In caso di spostamenti su strada, informarsi preventivamente delle eventuali limitazioni di ingombro, carico della pavimentazione stradale, ecc. (Allegato IV, Punto 1.8.3 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
• I segnali di avvertimento e i pittogrammi di segnalazione pericoli devono attenersi ai principi generali della ISO 9244 ed essere realizzati con materiali durevoli
• Non utilizzare la macchina in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti riportati nella Tabella I dell’Allegato IX del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09
• Verificare sempre la consistenza del terreno ed in caso di vicinanza di opere di sostegno, assicurarsi anche dello stato di queste ultime, onde evitare, per il sovrappeso della macchina, il cedimento del muro ed il ribaltamento del mezzo
• Verificare preventivamente che, nella zona di lavoro, non vi siano cavi, tubazioni interrate, interessate dal passaggio di gas e/o acqua
• In caso di lavori notturni, verificare, preventivamente la zona di lavoro ed utilizzare tutte le luci disponibili (Allegato IV, Punto 1.8.6 – Allegato V, Parte I, Punto 7 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
• Mantenere sempre puliti da grasso, olio e fango, i gradini di accesso e gli appigli per la salita al posto di guida
• Non utilizzare, come appigli per la salita sulla macchina le tubazioni flessibili né i comandi, in quanto non offrono garanzie per una sicura tenuta; inoltre, lo spostamento di un comando può provocare un movimento della macchina o dell'attrezzatura di scavo
• Non salire o scendere dalla macchina quando questa è in movimento (Allegato V Parte I Punto 11 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
• Dopo essere saliti in cabina, usare la macchina solo rimanendo seduti al posto di guida, rimanere sempre con la testa, il corpo e gli arti, dentro la cabina di guida in modo da non esporsi ad eventuali rischi presenti all'esterno (rami, caduta di gravi, ecc.)
• Prima di muovere la macchina garantirsi una buona visione della zona circostante; pulire sempre i vetri della cabina di guida
• Prima di avviare la macchina regolare e bloccare il sedile di guida in posizione ottimale
• Utilizzare la macchina a velocità tali da poterne mantenere costantemente il controllo
• Non usare la macchina per trasportare oggetti che non siano stati adeguatamente fissati ad appositi supporti o opportunamente imbracati
• Durante le manovre ed il caricamento del mezzo, vietare a chiunque di sostare in vicinanza dell’autocarro; anche l'operatore durante le fasi di carico e scarico del mezzo non dovrà sostare al posto di guida
• Per l'esecuzione di manovre in spazi ristretti, l'operatore dovrà farsi supportare da altra persona a terra (Allegato VI Punto 2.10 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
• L'operatore dovrà astenersi dal salire sul cassone dell’autocarro, qualora fosse necessario e dovrà procedere con massima cautela controllando preventivamente che le proprie scarpe siano prive di fango e/o bagnate nella suola e che i pedalini di salita (di tipo antiscivolo) siano puliti
• In caso di arresto della macchina, riportare i comandi in folle ed inserire il freno; non abbandonare mai la macchina con il motore acceso
• Chiudere la macchina nelle soste per il pranzo o alla fine della giornata lavorativa, per evitare avviamenti a personale non autorizzato
• Prestare la massima attenzione nell’attraversare zone con irregolarità superficiali; si potrebbe interrompere la continuità dell'aderenza o della trazione sul terreno della macchina con pericolo di scivolamenti laterali e/o ribaltamenti
• Evitare l'attraversamento e/o il superamento di ostacoli; nel caso in cui ciò non fosse possibile, ridurre la velocità, procedere obliquamente, portarsi sul punto di "bilico", bilanciare la macchina sull'ostacolo e scendere lentamente.

L'irraggiamento solare produce energia termica che può essere "catturata" in vari modi e impiegata per  svariati usi.
L'energia solare è la fonte primaria di energia. Dell’energia solare si sfruttano sia gli effetti diretti sia quelli indiretti.
L'irraggiamento solare produce energia termica che può essere "catturata" in vari modi e impiegata per  svariati usi.
Il più comune è rappresentato dalla semplice energia termica, utilizzata sia come acqua calda per usi sanitari (ACS), sia come integrazione per il riscaldamento di ambienti. In ambiti industriali-commerciali, oltre ad ACS e riscaldamento ambienti, può essere utilizzata nei processi industriali stessi, o per produrre energia frigorifera. Molto interessanti sono le applicazioni per produrre  energia elettrica o energia meccanica.
Le tecnologie per lo sfruttamento dell'energia solare, finalizzato alla produzione di calore, vengono classificate secondo la temperatura raggiunta dal fluido vettore, in:
- Bassa temperatura: comprendono i sistemi che usano un collettore per captare e trasferire energia solare per produrre ACS o climatizzare gli edifici. Sono i sistemi più diffusi in Italia e in Europa meridionale.
- Media temperatura: richiedono dispositivi a debole concentrazione in modo da raggiungere temperature fino ai 250°C per l’utilizzo del calore principalmente in processi industriali o produzione di acqua dissalata.
- Alta temperatura: richiedono sistemi più spinti atti a concentrare la radiazione solare per raggiungere temperature superiori anche ai 400°C essenzialmente per la produzione di energia elettrica per via termodinamica.
I componenti fondamentali di un impianto solare termico sono:
- i collettori o pannelli, che hanno il compito di raccogliere il calore del sole;
- un bollitore (serbatotio o boiler), che serve ad accumulare l’acqua calda prodotta dall’impianto,
- un circuito idraulico, che trasferisce il calore dai collettori al bollitore e quindi all’impianto ACS e di Riscaldamento ( se previsto)
un circuito elettrico (per impianti a circolazione forzata), che comprende un circolatore e una centralina di regolazione della temperatura.
Un collettore solare trasforma la radiazione solare in calore e si distingue così da un pannello fotovoltaico, che trasforma la luce del sole in corrente elettrica.
L’elemento principale è l’assorbitore, che ha la funzione
di assorbire la radiazione solare incidente a onde corte e di trasformarla in calore (trasformazione fototermica).
Solitamente è composto da un metallo con buona capacità di condurre il calore (per esempio il rame) e dovrebbe riuscire a trasformare il più completamente possibile la radiazione solare in calore.
Al giorno d’oggi nella maggior parte dei collettori vengono impiegati assorbitori dotati di uno strato selettivo. Attraverso tale processo si raggiunge un alto grado di assorbimento (a > 0,95), nel range delle lunghezza d’onda della radiazione solare. A ciò spesso si abbina un basso fattore di emissività (? < 0,1) nelle lunghezze d’onda della radiazione termica, che permette cioè di trattenere l’energia termica assorbita. Gli strati selettivi possono essere ottenuti con procedimento galvanico (cromo, alluminio con pigmentazione al nickel) oppure applicati sotto vuoto (per esempio Tinox o Cermet).
Un buon contatto termico tra l’assorbitore e un fluido termovettore in circolazione (per esempio acqua, glicole oppure aria) permette la cessione del calore al fluido termovettore e di conseguenza il trasporto fuori dal collettore del calore pronto per essere usato.
Per ridurre le dispersioni termiche e per migliorare il rendimento del collettore, l’assorbitore viene provvisto di una copertura trasparente frontale, mentre lateralmente e sul retro viene coibentato.
Tipi di Collettore
Collettori solari piani
I collettori solari piani sono la tipologia attualmente più diffusa. Quelli vetrati sono essenzialmente costituiti da una copertura in vetro, una piastra captante isolata termicamente nella parte inferiore e lateralmente contenuti all’di una cassa metallica o plastica.
Quelli scoperti sono normalmente in materiale plastico direttamente esposti alla radiazione solare. L’utilizzo di quest’ultimi  di norma limitato al riscaldamento dell’acqua di piscine.
Il circuito interno di un collettore piano può essere ad arpa o a serpentina.
Da un lato i collettori ad arpa favoriscono meglio la circolazione, e  presentano meno rischi di strozzature o otturazioni; dall’altro lato i collettori a meandro, quando installati in serie, hanno una resa più uniforme rispetto ai collettori ad arpa.
Negli impianti a circolazione naturale la circolazione tra collettore e serbatoio di accumulo viene determinata
dal principio di gravità.
Il fluido termovettore si riscalda all’interno del collettore ed essendo più leggero del fluido freddo, quindi presenta una differenza di densità,  si instaura una circolazione naturale. Il fluido riscaldato cede il suo calore all’acqua contenuta nel serbatoio e ricade nel punto più basso del circuito del collettore.
Negli impianti a circolazione naturale il serbatoio si deve trovare quindi in un punto più alto del collettore.
Un impianto a circolazione forzata è formato da un collettore solare a sé stante, connesso attraverso un circuito con un serbatoio localizzato nell’edificio. All’interno del circuito solare si trova acqua o un fluido termovettore antigelo. Una pompa provvede a far circolare il fluido tra il sistema di accumulo ed il collettore.
La pompa di circolazione del circuito solare è attivata da un regolatore differenziale di temperatura. Quando la temperatura all’interno del collettore è superiore alla temperatura di riferimento impostata nel serbatoio di accumulo. Il calore viene quindi trasportato al serbatoio di accumulo e ceduto all’acqua sanitaria
mediante uno scambiatore di calore.
Un impianto solare termico è generalmente utilizzato per produrre Acqua Calda Sanitaria. Con un tale impianto può essere soddisfatto dal 60-90% del fabbisogno totale.
Tali impianti possono essere utili anche per il riscaldamento degli ambienti. Lo svantaggio principale di questa applicazione è che, a differenza dell’ACS il cui fabbisogno è costante nelle stagioni, il riscaldamento degli ambienti serve maggiormente quando c’è meno sole.
Se per la produzione di acqua calda il solare termico riesce a tagliare i consumi del 60-90%, ai fini del riscaldamento degli ambienti può soddisfare al massimo il 40% del fabbisogno.

Il Codice Etico, in attuazione in ambito aziendale del modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, costituisce un riferimento fondamentale ed essenziale per tutti i partecipanti alla vita aziendale
CODICE ETICO D.Lgs. 231/2001
Il Codice Etico, in attuazione in ambito aziendale del modello organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/2001, costituisce un riferimento fondamentale ed essenziale per tutti i partecipanti alla vita aziendale. Esso esprime i principi e l’impegno che l’azienda richiede nello svolgimento delle attività e le norme comportamentali da adottare nel rispetto delle leggi, in un’ottica di legalità, trasparenza, correttezza, responsabilità, tutela e rispetto. Tale aspetto deriva dal convincimento che perseguire l’etica nello svolgimento delle attività aziendali costituisce un valore aggiunto atto a garantirne l’affidabilità e la buona reputazione come elementi ulteriormente qualificanti del proprio operato.
I principi etici riportati sono rilevanti ai fini della prevenzione dei reati ai sensi del D. Lgs. 231/2001 e s.m.i. e costituiscono un elemento essenziale del sistema di controllo preventivo.
Attraverso il Codice Etico l’azienda vuole dare indicazione delle responsabilità nell’espletamento delle attività aziendali per i soggetti coinvolti, amministratori, dirigenti, dipendenti, consulenti, organizzazioni, etc., nel pubblico e nel privato, vale a dire quanti possono avere con l’azienda relazioni in aree cosiddette “sensibili”, cioè in cui potrebbero generarsi rischi da reato per la presenza di comportamenti illeciti atti a favorire gli interessi aziendali, eludendo le leggi vigenti e agendo in maniera fraudolenta.
L’azienda si propone di perseguire la propria competitività sul mercato attraverso il rispetto delle normative sulla concorrenza e di utilizzare, nel segno della legalità, dell’onestà, della correttezza, della diligenza e della buona fede, le proprie risorse, umane e materiali.
Pertanto il Codice Etico rappresenta l’insieme delle linee fondamentali che i soggetti coinvolti nelle attività aziendali devono rispettare per il buon funzionamento, l'affidabilità e l'immagine dell’azienda: tutti devono tener conto dei principi e dei valori del Codice Etico, adeguandone azioni e comportamenti.
Il Codice Etico si applica a tutti i soggetti coinvolti in attività aziendali. Tali soggetti sono pertanto tenuti ad osservare quanto riportato nel presente Codice Etico e di astenersi da comportamenti contrari all’etica e alla legge, di collaborare con l’Organismo di Vigilanza al fine di evitare o verificare la presenza di violazioni e non conformità.
In particolare sono tenuti all’osservanza del Codice
• i soggetti in posizione apicale, amministratori, dirigenti, etc., i quali devono conformare tutte le decisioni e le azioni al rispetto del Codice, diffondendone la conoscenza e favorendone la condivisione sia per quanti operano internamente all’azienda che per i soggetti esterni, e costituire anche un esempio e un modello di comportamento per il personale;
• i dipendenti, i quali sono tenuti ad agire nel rispetto del Codice e a segnalare all’Organismo di Vigilanza eventuali infrazioni;
• tutti quanti operano in relazione con l’azienda in servizi di intermediazione e di fornitura di beni e servizi, affinché siano opportunamente informati delle regole di condotta contenute nel presente Codice Etico, adeguandone i comportamenti in tutti i rapporti lavorativi con l’azienda.
I soggetti tenuti al rispetto del presente Codice Etico vengono nel seguito definiti “destinatari”.
PRINCIPI GENERALI
LEGALITA’ E RISPETTO DELLE LEGGI E DEI REGOLAMENTI
I Destinatari sono tenuti al rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti e al rispetto della normativa aziendale
Essi devono altresì rivolgersi all’Organismo di Vigilanza appositamente costituito all’interno dell’azienda in riferimento all’osservanza o interpretazione di quanto indicato nel Codice Etico e in presenza di qualsiasi dubbio, o necessità di approfondimenti e spiegazioni ulteriori, o ancora per segnalare situazioni di non conformità.
CORRETTEZZA, ONESTA’, TRASPARENZA, DILIGENZA
L’azienda esplica la propria attività lavorativa nel rispetto dell’etica, della correttezza, dell’onestà e delle regole deontologiche e professionali. Pertanto non è ammesso perseguire l’interesse dell’azienda con una condotta contraria a tali principi.
L’azienda persegue nel presente Codice Etico anche il principio della trasparenza intesa come chiarezza, completezza e pertinenza delle informazioni. I destinatari, nelle operazioni compiute per conto dell’azienda, devono pertanto rispettare tale principio evitando situazioni ingannevoli.
Tutti i destinatari devono inoltre agire diligentemente e secondo i principi di lealtà e buona fede, nel rispetto degli obblighi contrattuali sottoscritti e svolgendo i compiti assegnati e le prestazioni richieste alla luce dei suddetti principi, favorendo la collaborazione reciproca e la cooperazione e improntando la propria condotta nell’osservanza di quanto contenuto nel presente Codice Etico.
RISPETTO DELLA PERSONA E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE
L’azienda, in tutte le sue attività in cui intercorrono relazioni tra persone interne ed esterne, persegue la tutela dell’integrità morale e il rispetto della dignità della persona, garantendo imparzialità e pari opportunità e non ammettendo in alcun modo discriminazioni basate su età, nazionalità, origini razziali o etniche, opinioni politiche e sindacali, religione, sesso, orientamento sessuale, stato di salute e in genere su qualsiasi elemento propriamente intimo caratterizzante ogni persona umana.
I destinatari pertanto sono tenuti a rispettare i tali principi.
Altresì l’azienda garantisce la valorizzazione delle risorse umane, assicurandone un adeguato livello di professionalità nei compiti assegnati.
RISERVATEZZA E DILIGENZA
L’azienda, in tutte le sue attività e in conformità alle disposizioni di legge, garantisce la riservatezza delle informazioni in proprio possesso.
I destinatari sono tenuti a trattare informazioni e dati aziendali con la massima attenzione e riservatezza, esclusivamente per gli scopi connessi all’esercizio della propria attività professionale e nell’ambito e per i fini delle proprie attività lavorative. Inoltre sono tenuti a non divulgare in alcun modo informazioni riservate e sensibili senza autorizzazione da parte dell’azienda e senza il consenso degli interessati, e comunque in difformità con le leggi vigenti.
CONFLITTI D’INTERESSE
L’azienda, in tutte le sue attività e in conformità alle disposizioni di legge, opera evitando di incorrere in situazioni che possano generare conflitti di interesse, facendo ricadere in tali ipotesi di reato, oltre a quelle previste dalla legge, anche il caso il cui si operi perseguendo il soddisfacimento di un interesse diverso da quello dell’azienda, per trarne un vantaggio personale o per terzi.
I destinatari sono tenuti all’osservanza di tali disposizioni e sono tenuti a segnalare immediatamente all’azienda qualsiasi situazione lavorativa che riguardi l’azienda, in cui ci siano interessi personali propri o di interlocutori a loro collegati (per esempio, familiari, amici, conoscenti).
TUTELA DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO
L’azienda si impegna nella tutela dell'ambiente ritenuto bene primario e a tal fine organizza le proprie attività lavorative, definendo iniziative e scelte in maniera da garantire la compatibilità tra le proprie decisioni e la propria operatività con le esigenze e le disposizioni in materia ambientale. L’azienda altresì non ammette comportamenti non conformi ai suddetti principi.
L’azienda si impegna inoltre nella tutela e salvaguardia della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro, considerando l'integrità fisica e morale dei destinatari come un valore fondamentale e primario: per questo motivo vengono garantite condizioni di lavoro in ambienti sicuri e salubri, e nel rispetto delle esigenze individuali e collettive.
I destinatari sono tenuti a osservare le disposizioni aziendali in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
DOCUMENTI E CONTROLLI
L’azienda ritiene che tutta la documentazione riguardante le attività aziendali deve essere redatta e tenuta in maniera appropriata e rispettando le norme vigenti, in modo da garantire completezza, trasparenza e legittimità delle informazioni, con la massima correttezza a livello di elaborazione, gestione e conservazione. Altresì le operazioni aziendali, in particolare quelle contabili, finanziarie ed economiche, devono essere legittime, coerenti e congrue, ed eseguite in conformità alle istruzioni e procedure stabilite, entro i limiti delle deleghe ricevute e dei budget approvati. I destinatari e tutti coloro che hanno a che fare con documenti aziendali sono tenuti ad informare i responsabili aziendali competenti e l’Organismo di Vigilanza dell’azienda se rilevano alterazioni, omissioni e falsificazioni, e questo in particolare per la documentazione relativa alle operazioni contabili.
L’azienda si è dotata di un sistema di controlli interni composto da una struttura organizzativa, procedure e regole che mirano al conseguimento dell’efficacia e dell’efficienza dei processi aziendali, nel rispetto e nella salvaguardia dei valori aziendali e in conformità alle disposizioni di legge, alla normativa di vigilanza e ai regolamenti interni. Tale sistema di controlli persegue altresì l’eliminazione o il contenimento dei rischi relativi alla commissione di reati nelle operazioni aziendali, di cui i destinatari devono avere consapevolezza. Pertanto i destinatari sono responsabili, nello svolgimento dei compiti assegnati e nell’ambito delle attività svolte, della corretta applicazione dei controlli e delle disposizioni contenute nel  Codice Etico.

CENTRO DI LAVORO CNC

Pubblicato da Lilino Albanese | 04:00

CENTRO DI LAVORO CNC (Controllo numerico computerizzato)
I centri di lavorazione a controllo numerico sono macchine multiscopo assai flessibili e che consentono di effettuare lavorazioni di diverso tipo e con differenti utensili. Esse sono costituite essenzialmente di un’unita di controllo (un elaboratore), alla quale sono asserviti dei servomeccanismi, i quali consentono il controllo dei moti di lavorazione, più una serie di sensori che registrano i parametri fondamentali della lavorazione.
In dettaglio le macchine a controllo numerico computerizzato, più comunemente dette macchine "CNC", sono schematicamente composte dalle seguenti componenti:
o una parte meccanica formata da mandrino e organi di movimento a 2, 3, fino ad arrivare a 6 assi controllati;
o una parte costituita a seconda dei fornitori da trasduttori o encoder, oppure da motori speciali con un sistema di invio e ricezione dati quali velocità, accelerazione ecc.;
o una parte costituita da un computer che acquisisce dati trasmessi dall'operatore tramite un linguaggio di programmazione, li elabora e li invia ai motori per gestire la movimentazione degli assi. Se questa operazione è gestita da un programma specifico (un CAD o CAM per esempio) si parla di macchine CNC.
Per le macchine a controllo numerico computerizzato le problematiche della sicurezza si hanno durante le fasi di carico/scarico dei pezzi di lavorazione e durante la fase di allestimento e messa a punto della macchina, detta fase di attrezzaggio.
Procedure di lavoro
• Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle macchine
• Effettuare la manutenzione periodica della macchina e verificare l’efficienza dei relativi dispositivi di sicurezza da parte di personale qualificato, nonché la tenuta del manuale d’uso e di manutenzione
• Assicurarsi che la manutenzione ordinaria e straordinaria sia eseguita da personale qualificato
• Durante la manutenzione della macchina, attuare una procedura standardizzata, quale la neutralizzazione di tutte le forme di energia, la dotazione del quadro di controllo di un dispositivo a chiave, di cui si deve impossessare l’addetto alla manutenzione fino al termine delle operazioni
• Segnalare l’operazione di manutenzione della macchina, apponendo un cartello sul quadro di comando recante la scritta “ Attenzione macchina in manutenzione”
• Provvedere affinché la macchina sia idoneamente posizionata mantenendo gli spazi liberi minimi indicati nel manuale d’uso e manutenzione, al fine di consentirne un uso corretto ed una agevole manutenzione
• Provvedere affinché gli organi di comando siano facilmente interpretabili per essere manovrati con rapidità e facilità da parte dell’operatore
• Provvedere affinché i sistemi di comando garantiscano la sicurezza dell’operatore in qualsiasi situazione prevedibile
• Provvedere affinché la macchina possa essere avviata/riavviata soltanto da un’azione volontaria dell’operatore su un dispositivo di comando previsto tale fine
• Provvedere affinché la macchina sia munita di uno o più dispositivi di arresto di emergenza per l’arresto immediato della macchina
• Provvedere affinché l’azionamento del dispositivo di arresto di emergenza interrompa immediatamente l’alimentazione di tutti gli organi di azionamento
• Provvedere affinché tutti gli organi di trasmissione della macchina che possono dare origine a pericoli, siano segregati o protetti con dei ripari fissi per evitare qualsiasi contatto con parti meccaniche
• Divieto di lavorare con la macchina sprovvista di dispositivi di sicurezza, di ripari o di rimuovere gli stessi
• Verificare che le operazioni di attrezzaggio siano eseguite da personale autorizzato, competente e capace
• Verificare che gli organi mobili, gli utensili e le parti potenzialmente fonti di pericolo siano fermi ed inerti, durante la fase di attrezzaggio
• Verificare che non vi siano persone esposte nei pressi della macchina, prima di azionare il movimento
• Verificare che non vi siano in nessun caso parti del corpo dell’operatore esposte a rischio di schiacciamento durante le fasi operative
• Verificare l'efficienza dei comandi e dell'interruttore di emergenza
• Verificare l'integrità della macchina, in tutte le sue parti
• Accertarsi della presenza del dispositivo contro il riavviamento del motore in seguito ad interruzione improvvisa dell'alimentazione elettrica
• Vietare l’uso di indumenti che possono impigliarsi, bracciali, orologi, anelli, catenine ed altri oggetti metallici
• Allontanare, durante l’uso della macchina, i materiali infiammabili, facilmente combustibili o danneggiabili e nel caso ciò non fosse possibile, proteggere opportunamente detti materiali contro le scintille e l'irraggiamento di calore
• Posizionare nelle immediate vicinanze della macchina, un estintore
• Adottare le misure di prevenzione incendi previste dalla normativa, provvedendo al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi da parte dei Vigili del Fuoco
• Predisporre un numero adeguato di estintori portatili in posizioni ben segnalate e facilmente raggiungibili
• Garantire che l’impianto antincendio sia sottoposto a regolare manutenzione e che gli estintori vengano controllati da ditta specializzata ogni sei mesi
• Provvedere affinché l’accesso al quadro elettrico sia impedito con un interruttore di blocco a chiave o altro, in particolare siano posti dei ripari fissi posti lateralmente per evitare qualsiasi contatto con parti elettriche
• Per una corretta istallazione della macchina in ambiente di lavoro e per eliminare il pericolo di folgorazione degli addetti, isolare tutti gli elementi in tensione in modo da proteggerli contro i contatti diretti, compresa la linea elettrica di alimentazione
• Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione elettrica in caso di emergenza
• Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra
• Per quanto riguarda la diffusione di rumore all’esterno, è necessaria un’adeguata insonorizzazione delle apparecchiature utilizzate, poiché possono provocare disturbo alla popolazione eventualmente residente nelle adiacenze dell’impianto produttivo
• Segregare le macchine rumorose tramite pannelli fonoisolanti/fonoassorbenti
• Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore
• Assicurarsi che la macchina venga utilizzata solo da personale autorizzato ed addestrato.

CALCE

Pubblicato da Lilino Albanese | 03:00

CALCE
La preparazione della calce può essere considerata, in sintesi, l’operazione cosciente che consente di demolire una pietra mediante cottura, per renderla plastica con aggiunta di acqua e riottenere praticamente la resistenza originaria con l'evaporazione dell'acqua.
La calce, che è il legante più antico, si distingue in due forme chimiche distinte: calce viva, o ossido di calcio, e calce spenta, o idrossido di calcio.
La materia prima per la produzione della calce è il calcare, una roccia sedimentaria ricca di carbonato di calcio (CaCO3) che viene estratta da apposite cave.
Il materiale, grossolanamente frantumato con diametro dei frammenti nell'ordine dei centimetri o anche di un paio di decimetri, è introdotto in appositi forni o fornaci dove viene riscaldato gradualmente a 800-1.000°C per poi uscire dal fondo della fornace nell'arco di una decina di ore. In questa fase avviene una reazione chimica (reazione di calcinazione) che porta alla liberazione di anidride carbonica e alla produzione dell'ossido di calcio o calce viva, di colore per lo più bianco. Per ottenere la calce definitiva, o calce spenta, il materiale deve subire la reazione di spegnimento, facendo ricorso ad un impianto di spegnimento. Dopo la reazione si ottiene una polvere fine detta appunto calce idrata in polvere che viene suddivisa in base alla finezza. È infatti possibile commercializzare la calce idrata in due forme diverse come fiore di calce, di maggiore pregio e costo con specifiche tecniche restrittive descritte da una specifica norma UNI, o come calce da costruzione, di minor pregio e finezza.
La calce viva viene utilizzata nel trattamento delle acque, nella depurazione, in agricoltura per correggere i terreni acidi, per disinfettare ambienti ecc.
La calce spenta viene utilizzata come materiale da costruzione unita alla sabbia, come rivestimento murale impermeabile utilizzato sia in interni che in esterni, mescolata al cemento per produrre una malta plastica adatta per gli intonaci, ecc.Procedure per ridurre i rischi
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto
• Durante lo stoccaggio, evitare il contatto con l’ acqua, poiché l’ossido di calcio reagendo con l’acqua genera calore, provocando una violenta ebollizione e la proiezione di schizzi caustici e bollenti
• Conservare il prodotto in locali adeguatamente areati, con pavimenti in cemento resistenti alla corrosione, e soprattutto non umidi, perché il prodotto a contatto con umidità ed acqua produce calore
• Conservare il prodotto imballato in luogo coperto ed asciutto, lontano da acidi, liquidi e da prodotti combustibili
• Aerare gli ambienti durante l’uso
• Durante la manipolazione della calce, prevedere la captazione delle polveri per evitarne la dispersione
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione anche attraverso l'attivazione di impianti di aspirazione localizzati
• Comunicare immediatamente di qualsiasi fenomeno anche lieve di tipo irritativo che dovesse manifestarsi
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
• In caso di contatto cutaneo, lavare con abbondante acqua e sapone la parte interessata
• In caso di contatto con gli occhi, non strofinare, lavare immediatamente con abbondante acqua corrente a palpebre aperte per almeno 10 minuti, proteggere gli occhi con garza sterile  o fazzoletto pulito asciutto e consultare il medico.
• In caso di ingestione accidentale, sciacquare la bocca con molta acqua e bere abbondantemente, non provocare il vomito e consultare subito il medico, mostrando la scheda di sicurezza del prodotto
• In caso di inalazione, irrigare il naso e la gola con acqua e se necessario consultare il medico
• Il prodotto non è infiammabile, né combustibile, in presenza di incendio utilizzare misure antincendio e mezzi di estinzione idonei in funzione dei materiali coinvolti nell’incendio
• Indossare i necessari dispositivi di protezione (guanti, tute impermeabili, maschere con filtri e grado di protezione adeguato al rischio, occhiali protettivi, stivali) individuale verificandone preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante

La presenza di linee elettriche aeree può essere causa di incidenti anche mortali, causati dal contatto accidentale
LAVORI IN PRESENZA DI LINEE ELETTRICHE AEREE
La presenza di linee elettriche aeree può essere causa di incidenti anche mortali, causati dal contatto accidentale con i conduttori in tensione. E' necessario, in caso di presenza di linee elettriche aeree nell'area di lavoro, innanzitutto una loro identificazione in termini di voltaggio, con valutazione della distanza dei conduttori. In caso di lavori nelle vicinanze di linee elettriche aeree, attuare le seguenti modalità:
o Contattare l'Enel per identificare le caratteristiche della linea
o Individuare quali attività possono essere effettuate senza pericolo ad di sotto delle linee
o Osservare le distanze minime previste dalla normativa
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature
• Posizionare sempre la segnaletica di sicurezza
• Durante le operazioni di pulizia del terreno, il rischio di elettrocuzione e folgorazione può essere causato da alberi abbattuti e proiettati verso le linee aeree
• Non usare rolline o aste per determinare le distanze dalle linee elettriche, ma valutare visivamente la distanza dei conduttori da terra e, se in dubbio, procedere ad una misura mediante strumenti idonei
• Non effettuare lavorazioni in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti riportati nella Tabella I dell’Allegato IX del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09
• Se non è possibile garantire la distanza minima dai conduttori nelle lavorazioni previste non si deve procedere ad alcuna lavorazione ed interrompere immediatamente quelle eventualmente in atto
• Interpellare, quindi, le autorità competenti (ENEL) e concordare un incontro per decidere, mediante uno specifico verbale, quale misura adottare tra le seguenti:
o Interruzione della alimentazione
o Sorveglianza specifica
o Spostamento o ricollocazione della linea elettrica
• In caso di concordamento di sorveglianza specifica intensiva, incaricare una persona specifica che possa monitorare continuamente la movimentazione di materiali ed equipaggiamenti e dare immediatamente il segnale di “STOP” in caso di necessità; assicurarsi, inoltre, che le attrezzature, gli equipaggiamenti e quant'altro non possano interferire con i cavi elettrici.
• Prestare molta attenzione alle seguenti attrezzature, particolarmente a rischio di elettrocuzione: Pompe per calcestruzzo, Gru, Autogru, Escavatori, Oggetti metallici in genere, Scale metalliche, Autocarri con cassoni ribaltabili, Ponteggi.
• Utilizzare scale in legno e non metalliche
• In caso di contatto accidentale con una linea elettrica, gli equipaggiamenti ed i lavoratori presenti devono essere isolati e devono usare ogni precauzione possibile. Se una parte di attrezzatura viene a contatto con cavi elettrici, ogni cosa a contatto con essa viene attraversata da corrente per una buona distanza attorno alla attrezzatura, soprattutto il terreno circostante. Il punto o i punti in cui il flusso elettrico raggiunge il terreno hanno il più alto voltaggio, che diminuisce man mano che ci si allontana. Tutta l'area circostante è a rischio ed in caso di umidità del terreno sarà più grande l'area di influenza pericolosa e le vie di fuga più ristrette.
• Se il lavoratore si trova su un automezzo quando viene a contatto con cavi elettrici, deve rimanere sulla macchina se non è in pericolo; in caso contrario, se quindi è in pericolo, deve abbandonare il mezzo avvicinando i piedi e saltando dalla macchina. Lo scopo è quello di assicurare che l'intero corpo raggiunga terra senza inciampare. Se possibile rimanere a piedi uniti senza toccare alcuna parte della macchina finchè qualcuno interrompa la alimentazione.
• Se il lavoratore è nelle vicinanze di una macchina e presumibilmente nell'area di pericolo, non deve muoversi, ma rimanere dove si trova finchè qualcuno non interrompa la corrente.
• Se è indispensabile muoversi dall'area di pericolo, saltellare a piedi uniti per non incontrare zone a diverso potenziale elettrico. Appena fuori dalla zona di pericolo avvertire le altre persone e disporre la presenza di una guardiano fino all'arrivo delle autorità competenti.
• A causa dell'elevato voltaggio delle linee elettriche aeree, queste rappresentano un forte pericolo con alto rischio per i lavoratori addetti alle gru ed autogru, che possono subire shock elettrici mortali. Il pericolo introdotto dalla vicinanza di linee elettriche aeree nell'area di cantiere o di lavoro è spesso contornato da altri fattori che possono determinare ondeggiamento delle gru e dei carichi a causa di forte vento, con riduzione della distanza di sicurezza prevista. Pertanto, nelle operazioni con gru ed autogru si dovranno osservare le seguenti misure di prevenzione:
o Operare a velocità ridotta rispetto alle condizioni normali.
o Non operare in condizioni climatiche avverse ed in presenza di vento
o Se le linee elettriche non sono disattive, operare solo se è possibile garantire la minima distanza di sicurezza
o Se le condizioni operative non consentono di valutare e mantenere con certezza la distanza minima di sicurezza, incaricare una persona di effettuare osservazioni sulla distanza, in modo che possa impartire immediatamente segnali di pericolo e di avvertimento allorchè il braccio della gru o il carico movimentato si avvicina a distanza pericolosa alla linea elettrica.
o Tutte le persone devono tenersi a congrua distanza dalle gru e autogru che operano nelle vicinanze di linee elettriche aeree
o Non toccare o venire comunque a contatto con le gru o suoi carichi finchè la persona addetta non indichi che ciò sia possibile e sicuro
o Quando si manipolano materiali o equipaggiamenti con il braccio delle gru nelle vicinanze di torri di trasmissione, spegnere il trasmettitore o utilizzare equipaggiamenti con collegamento a terra alla zona più alta del braccio, ed attaccare i materiali a corde e morsetti di terra.
• In caso di contatto accidentale, il gruista deve rimanere all'interno della cabina fino alla disattivazione della linea; tutte le altre persone devono allontanarsi dalla gru, da corde e carichi fino a completa disattivazione della elettricità dal terreno circostante. Il gruista dovrà tentare di rimuovere il contatto con manovra in direzione opposta a quella che aveva determinato il contatto stesso.

L‘amianto, chiamato anche asbesto

Pubblicato da Lilino Albanese | 14:33

L‘amianto
L‘amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.
L‘amianto può causare:
o La produzione di una malattia respiratoria polmonare a decorso progressivo, fortemente invalidante, causa di insufficienza respiratoria cronica (fibrosi polmonare) denominata asbestosi, conseguente all‘accumulo di fibre nel polmone.
o Un effetto cancerogeno:a) per il polmone, specie quando l‘inalazione delle fibre avvenga da parte di un soggetto fumatore (carcinoma bronchiale);b) per le sierose (mesotelioma pleurico, cardiaco, peritoneale).
o La comparsa di ispessimenti pleurici e/o di placche pleuriche, lesioni fibrotiche che interessano la pleura parietale e diaframmatica, localizzate prevalentemente nella parte inferiore della gabbia toracica, evidenti soprattutto alla TAC, asintomatiche, a prognosi favorevole, non correlate alla comparsa di tumori, considerate spie di passate esposizioni alle fibre di amianto;
o La comparsa di versamenti pleurici benigni, relativamente rari e considerati come precoce manifestazione clinica dovuta all‘amianto;
o La comparsa di verruche asbestosiche espressione della penetrazione di aghi di amianto nella pelle.
La valutazione dei rischi si deve sviluppare attraverso una analisi dello stato in cui si trova il materiale contenente amianto la cui presenza in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti.
Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso è certamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto.
Se invece il materiale è danneggiato bisogna subito attuare un campionamento ed una analisi delle fibre disperse in aria.
Il rischio professionale maggiore deriva dall‘inspirazione delle fibre di amianto che depositatesi, in relazione alla dimensione, ai livelli bronchiali e/o alveolari determinano l‘asbestosi.
La lunghezza delle fibre è relativamente poco importante per la respirabilità mentre è fondamentale per determinare la penetrazione e la persistenza all‘interno dei polmoni.
Le fibre più lunghe sembrano dotate di maggiore nocività, mentre le fibre corte (al di sotto dei 5 micron) sono efficacemente depurate e distrutte dalle cellule di difesa dell‘organismo (macrofagi).
MISURE DI PREVENTIONE-ART.251 CAPO III TITOLO IX-D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
Per ridurre l‘esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall‘amianto o dai materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro, il numero dei lavoratori esposti o che
possono essere esposti è stato limitato al numero più basso possibile.
I lavoratori esposti utilizzano sempre dispositivi di protezione individuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato alla concentrazione di
amianto nell‘aria e tale da garantire all‘utilizzatore in ogni caso che la stima della
concentrazione di amianto nell‘aria filtrata ottenuta dividendo la concentrazione
misurata nell’aria ambiente per il fattore di protezione operativo, sia non superiore
sia non superiore ad un decimo del valore limite (fissato a 0,1 fibre per centimetro
cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimento di otto ore).
Per ridurre l‘esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall‘amianto o dai materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro, l‘utilizzo dei DPI è intervallato da periodo di riposo adeguati all‘impegno fisico richiesto dal lavoro, l‘accesso alle aree di riposo è preceduto da idonea decontaminazione.
Per ridurre l‘esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall‘amianto o dai materiali contenenti amianto nel luogo di lavoro:
• i processi lavorativi sono stati concepiti in modo tale da evitare di produrre polvere di amianto o, se ciò non è possibile, da evitare emissione di polvere di amianto nell‘aria.
• tutti i locali e le attrezzature per il trattamento dell‘amianto sono sottoposti a regolare pulizia e manutenzione.
• l‘amianto o i materiali che rilasciano polvere di amianto o che contengono amianto sono stati stoccati e trasportati in appositi imballaggi chiusi.
• i rifiuti sono raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il più presto possibile in appropriati imballaggi chiusi su cui sarà apposta un‘etichettatura indicante che contengono amianto. Detti rifiuti sono successivamente trattati in conformità alla vigente normativa in materia di rifiuti pericolosi.
MISURE IGIENICHE-ART.252 CAPO III TITOLO IX-D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
Per tutte le attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell‘amianto o dei materiali contenenti amianto, ecc. il datore di lavoro ha adottato misure appropriate affinché:
• gli indumenti di lavoro o protettivi restino all‘interno dell‘impresa. Essi possono essere trasportati all‘esterno solo per il lavaggio in lavanderie attrezzate per questo tipo di operazioni, in contenitori chiusi, qualora l‘impresa stessa non vi provveda o in caso di utilizzazione di indumenti monouso per lo smaltimento secondo le vigenti disposizioni.
• Gli indumenti di lavoro o protettivi siano riposti in un luogo separato da quello destinato agli abiti civili.
• i lavoratori possano disporre di impianti sanitari adeguati, provvisti di docce, in caso di operazioni in ambienti polverosi.
• l‘equipaggiamento protettivo sia custodito in locali a tale scopo destinati e controllato e pulito dopo ogni utilizzazione: siano prese misure per riparare o sostituire l‘equipaggiamento difettoso o deteriorato prima di ogni utilizzazione.
CONTROLLO DELL'ESPOSIZIONE- ART. 253 Capo III Titolo IX, D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
• Al fine di garantire il rispetto del valore limite fissato, in funzione dei risultati della valutazione iniziale dei rischi, il datore di lavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell‘aria del luogo di lavoro. I risultati delle misure sono riportati nel documento di valutazione dei rischi
• I campionamenti per la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell‘aria del luogo di lavoro sono effettuati previa consultazione dei lavoratori ovvero dei loro rappresentanti.
• Il prelievo deicampioni è effettuato da personale in possesso di idonee qualifiche. I campioni prelevati sono successivamente analizzati da laboratori qualificati ai sensi del decreto del Ministro della sanità in data 14 maggio 1996.
• La durata dei campionamenti è tale da consentire di stabilire un‘esposizione rappresentativa, per un periodo di riferimento di otto ore tramite misurazioni o calcoli ponderati ne il tempo.
• Ai fini della misurazione dell‘amianto nell‘aria, si prendono in considerazione unicamente le fibre che abbiano una lunghezza superiore a cinque micrometri e una larghezza inferiore a tre micrometri e il cui rapporto lunghezza/larghezza sia superiore a 3:1.

OPERAIO GENERICO
OPERAIO GENERICO-RISCHI LAVORATIVI
Mansione addetta alla manutenzione dei fabbricati ed in particolare opere edili, opere di falegnameria, opere di carpenteria leggera, opere idrauliche, opere di manutenzione del verde, opere di tinteggiatura.
MICROCLIMA
• Valutare le condizioni atmosferiche presenti durante l’esecuzione dei lavori e sospendere in caso di condizioni avverse.
• Ridurre allo stretto necessario i tempi di lavorazione in condizione climatiche avverse, e comunque sia vietato qualunque tipo di intervento qualora le condizioni meteorologiche siano tali ma mettere a rischio l'incolumità degli operatori.
• Sia presente adeguato abbigliamento e accessori per i lavori all’aperto:
o Idonea copertura del capo e occhi d’estate
o Indumenti adatti a proteggere dal freddo
o Indumenti adatti a proteggere dalla pioggia
• Siano utilizzate creme di protezione dal sole e freddo (pelle e labbra).
• Limitare l’esposizione al sole e al freddo allo stretto necessario.
• Mettere a disposizione quantitativi sufficienti di acqua potabile fresca
• Aumentare la frequenza delle pause di recupero
• Effettuare una rotazione nel turno fra i lavoratori esposti organizzare il lavoro in modo da minimizzare il rischio (programmare i lavori più pesanti nelle ore più fresche; programmare in modo che si lavori sempre nelle zone meno esposte al sole)
• Variare l’orario di lavoro, se del caso, per sfruttare le ore meno calde
• Evitare lavori isolati (permettendo un reciproco controllo, in caso di problemi)
• Evitare bevande alcoliche, limitare il fumo e nella pausa pranzo evitare pasti abbondanti in caso di malessere segnalare i sintomi al capocantiere o a un collega: non mettersi alla guida di un veicolo, ma farsi accompagnare
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
La movimentazione dei carichi dovrà avvenire, in tutti i casi possibili, con l’ausilio di mezzi meccanici (ad esempio carrelli, carrucole, ecc.) o meccanizzati (ad esempio argani, gru ecc.) a disposizione. Ove ciò non sia possibile, fermo restando i limiti di peso previsti, dovranno essere scrupolosamente osservate le seguenti misure di prevenzione e protezione: il sollevamento del carico deve avvenire previa valutazione del carico stesso ovvero:
- Usare imballaggi e contenitori appropriati
- Riparare gli imballaggi difettosi
- Eliminare o coprire gli spigoli vivi e le bave.
- Pulire il materiale prima di trasportarlo.
- Valutare il tipo di agevolatori adatti da utilizzare (presa a pinza, a ganci, a calamita.
- Aprire i carichi di contenuto sconosciuto per poter valutare correttamente la posizione del baricentro oppure sollevare il carico brevemente da diversi lati.
- Segnare il baricentro sul carico stesso o sull'imballaggio.
- Chiedere l'ausilio di un collega quando necessario.
- Valutare le vie di trasporto in relazione al carico da movimentare.
- Valutare la necessità di modifiche strutturali (valutando gli impedimenti) nei percorsi
- La presa degli oggetti deve essere stabile e sicura, evitare le mani unte o sporche quando si movimentano oggetti; se necessario utilizzare appositi guanti da lavoro.
- Preferire operazioni di spinta a quelle di traino
- Nel trasporto di pesi, fare attenzione ad avere una presa stabile e sicura e tenere i pesi il più possibile vicino al corpo;
- Evitare torsioni del tronco nel sollevare o nel trasportare carichi
- Se possibile, suddividere i carichi su entrambe le braccia e distribuire il peso uniformemente
- Valutare lo spazio disponibile e la visione del percorso quando ci si muove in precario equilibrio o con oggetti voluminosi
- Verificare in anticipo che lungo il percorso ci sia spazio sufficiente e non ci siano ostacoli, oggetti o dislivelli
RISCHIO ELETTRICO
• in caso di utilizzo controllare sempre che la potenza massima collegata non superi quella della multipla e della presa di alimentazione e, comunque, della potenza massima erogabile dall'elemento più debole della successione di prese
• Le prese multiple elettrice devono:
o essere costruite a regola d'arte riportando il marchio del costruttore e le caratteristiche elettriche
o essere fissate in posizione stabile ad almeno 10 cm dal piano del pavimento
o riportare l'indicazione della massima potenza di utilizzo
• Eventuali derivazioni a spina, compresi i tratti di conduttori mobili intermedi, devono essere costruite ed utilizzate in modo che, per nessuna ragione, una spina maschio che non sia inserita nella propria sede (femmina) possa risultare sotto tensione.
• Nel disattivare l’alimentazione ad attrezzature elettriche, fare presa sulla spina (non sul filo) oppure disattivare l’interruttore a monte.
• Non effettuare ponti elettrici volanti non protetti. Nel caso di utilizzo (anche breve) di prolunghe o cavi avvolgibili, questi vanno completamente svolti e, comunque, tutti i cavi elettrici non devono essere arrotolati.
• La disposizione dei cavi deve essere tale che questi non possano intralciare i posti di lavoro e i passaggi e non possano diventare oggetto di danneggiamento.
• Evitare che i cavi urtino contro spigoli vivi o altri materiali "taglienti", in quanto lo sfregamento del cavo può provocare spellamenti dell'isolamento.
RISCHIO CHIMICO
• Preferire prodotti e sostanze chimiche a bassa tossicità o nocività; sia effettuata una valutazione preventiva delle sostanze/preparati pericolosi mirata alla selezione dei prodotti con minor pericolosità possibile, in particolare per effetti tossici o maggiormente pericolosi.
• Seguire le istruzioni del fornitore/produttore per l’utilizzi dei prodotti, anche attraverso le schede di sicurezza. Mantenere aggiornate e disponibili le schede di sicurezza delle sostanze chimiche.
• Informare i lavoratori circa i contenuti delle schede di sicurezza
• Depositare le sostanze chimiche in apposita area mantenendo al minimo la quantità presente nelle postazioni di lavoro, in contenitori ben chiusi
• Prima di eseguire operazioni pericolose, avvertire chi lavora vicino affinché prenda le necessarie precauzioni. Avvisare sempre il superiore in caso di incidenti o condizioni di non sicurezza.
• Utilizzare i prodotti solo per gli scopi per i quali sono stati progettati.
• Non mescolare o porre a contatto prodotti chimici diversi salvo ove non specificato nelle istruzioni d’uso. Non travasare mai prodotti chimici in contenitori anonimi.
• Prima dell’utilizzo leggere attentamente le istruzioni e l’etichetta dei contenitori.
RUMORE
• Nell'acquisto di nuove attrezzature occorre prestare particolare attenzione alla silenziosità d'uso.
• Le attrezzature devono essere correttamente mantenute e utilizzate, in conformità alle indicazioni del fabbricante, al fine di limitarne la rumorosità eccessiva.
• Durante il funzionamento, gli schermi e le paratie delle attrezzature devono essere mantenute chiuse e dovranno essere evitati i rumori inutili.
• Durante le operazioni che comportano un'elevata rumorosità gli addetti devono fare uso dei DPI (cuffie, tappi).
• Il personale non indispensabile deve essere allontanato.
VIBRAZIONI MECCANICHE
• I lavoratori addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere valutata l'opportunità di adottare la rotazione tra gli operatori.
• Fornire attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate da vibrazioni, per esempio sedili che attenuino efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero.
• Informare e formare i lavoratori esposti sui metodi corretti di guida al fine di ridurre le vibrazioni (es. evitare alte velocità su strade accidentate)
• Mantenere gli utensili in buone condizioni: affilatura degli strumenti da taglio, bilanciamento delle parti rotanti, ecc.
• Ridurre la forza premente e quella prensile che l’operatore deve esercitare sul macchinario o sull’utensile
• Mantenere caldi e asciutti il corpo ed in particolare le mani, in quanto il freddo e l’umidità possono causare l’apparizione dei sintomi da vibrazioni.
• I lavoratori addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria

GRU A PONTE

Pubblicato da Lilino Albanese | 04:00

PRESCRIZIONI PRELIMINARI
GRU A PONTE
La gru a ponte risulta composta dai seguenti elementi:
• ponte scorrevole: costituito da una o due travi principali, a parete piena o a traliccio, irrigidite da travi di controvento e collegate a due travi di testata portanti ciascuna due o quattro ruote di scorrimento a doppio bordino; la traslazione del ponte avviene tramite argano elettrico.
• carrello: costituito da telaio in profilati e lamiera montato su 4 ruote, scorrevole su guide poste in genere sui correnti superiori delle travi principali e portante gli argani per il sollevamento dei carichi e per la propria traslazione.
• argano di sollevamento: equipaggiato con bozzello con gancio, funi di vario diametro montate in modo tale che in genere i tratti portanti siano minimo quattro.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
Ogni qualvolta viene montata in cantiere una macchina di sollevamento (gru, argani, ecc.), già dotata di libretto di omologazione, deve eseguirsi la verifica di installazione ad opera dell'ASL-PMP, che ne rilascerà certificazione.
Gli apparecchi e gli impianti di sollevamento e di trasporto per trazione, provvisti di tamburi di avvolgimento e di pulegge di frizione, come pure di apparecchi di sollevamento a vite, devono essere muniti di dispositivi che impediscano:
• l'avvolgimento e lo svolgimento delle funi o catene o la rotazione della vite, oltre le posizioni limite prestabilite ai fini della sicurezza in relazione al tipo o alle condizioni d'uso dell'apparecchio (dispositivo di arresto automatico di fine corsa);
• la fuoriuscita delle funi o catene dalle sedi dei tamburi e delle pulegge durante il normale funzionamento.
I tamburi e le pulegge di tali apparecchi ed impianti devono avere le sedi delle funi e delle catene atte, per dimensioni e profilo, a permettere il libero e normale avvolgimento delle stesse funi o catene in modo da evitare accavallamenti o sollecitazioni anormali. Tali tamburi e le pulegge, sui quali si avvolgono funi metalliche, salvo quanto previsto da disposizioni speciali, devono avere un diametro non inferiore a 25 volte il diametro delle funi ed a 300 volte il diametro dei fili elementari di queste. Per le pulegge di rinvio il diametro non deve essere inferiore rispettivamente a 20 e a 250 volte.
Le funi e le catene impiegate dovranno essere contrassegnate dal fabbricante e dovranno essere corredate, al momento dell'acquisto, di una sua regolare dichiarazione con tutte le indicazioni ed i certificati previsti dal D.P.R. 21/7/1982 e/o dalla Direttiva CEE 91/368.
Le funi e le catene degli impianti e degli apparecchi di sollevamento e di trazione, salvo quanto previsto al riguardo dai regolamenti speciali, devono avere, in rapporto alla portata e allo sforzo massimo ammissibile, un coefficiente di sicurezza di almeno 6 per le funi metalliche, 10 per le funi composte di fibre e 5 per le catene. L'estremità delle funi deve essere provvista di impiombatura, legatura o morsettatura, allo scopo di impedire lo scioglimento dei trefoli e dei fili elementari.
I ganci utilizzati dovranno recare, inciso od in sovrimpressione, il marchio di conformità alle norme e il carico massimo ammissibile.
RISCHI
Descrizione
Caduta della gru per cedimento delle sue strutture o delle funi o sotto l’azione del vento
Interferenze con altre gru limitrofe
Elettrocuzione, dovuta a manomissione dei dispositivi di sicurezza o ad un mancato rispetto delle distanze da linee elettriche in tensione
Caduta dall'alto di materiali e persone nelle fasi di montaggio e smontaggio, manutenzione e accesso alla cabina
Ribaltamento della gru per mal posizionamento o inadeguata platea di basamento
Lesioni alle mani durante le operazioni di imbracatura e ricezione dei carichi
Cadute del carico per cedimenti di funi e catene e ganci di portata insufficiente o usurati dal tempo, o per imbracature mal fatte, o per mancato funzionamento dei dispositivi di sicurezza della macchina
Urti del braccio della gru o del carico sospeso contro elementi fissi o persone per utilizzo incauto.
Interventi per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
• Sull'area dove si andrà a montare la gru, si dovranno eseguire le seguenti verifiche preventive:
o verifica della stabilità (non dovranno manifestarsi cedimenti sotto i carichi trasmessi dalla gru attraverso gli appoggi)
o verifica del drenaggio (non dovranno constatarsi ristagni di acqua alla base della macchina)
• Se sono presenti, o venissero aperti successivamente scavi in prossimità della gru, si dovrà provvedere ad una loro adeguata armatura
• Prima dell'installazione della gru nel cantiere, bisogna verificare che la stessa non presenti aste deformate o ossidate in maniera tale da comprometterne la stabilità, se necessario, occorrerà procedere alla sostituzione delle aste compromesse o alla verniciatura di quelle che lo richiedano
• La stabilità e l'ancoraggio delle gru a torre, situate all'aperto, devono essere assicurate con mezzi adeguati, tenendo conto sia delle sollecitazioni derivanti dalle manovre dei carichi che da quelle derivanti dalla massima azione del vento
• Le zavorre ed i contrappesi devono essere poste in opera secondo le quantità prescritte dalle specifiche tecniche del costruttore. Tali zavorre dovranno essere realizzate in materiale omogeneo e di peso specifico noto
• Nelle gru provviste di cabina di manovra, la scala di accesso deve essere contornata da gabbia metallica di sicurezza a partire da 2 m di altezza da terra e deve presentare un ballatoio ogni 8 metri. Tale cabina dovrà, inoltre, essere dotata di:
o idonee protezioni contro l'irraggiamento solare
o riscaldamento alimentato elettricamente mediante trasformatore di isolamento
o istruzioni, esposte in modo chiaro e visibile, necessarie per il corretto utilizzo della gru
• Lungo il braccio della gru, devono essere posizionati dei cartelli indicanti la portata massima ammissibile nelle varie posizioni: tali cartelli devono risultare perfettamente visibili sia dal manovratore, che dal personale preposto all'imbracatura dei carichi
• Il radiocomando della gru dovrà essere omologato, provvisto di targhetta, riportante il numero, e libretto di istruzione
• Sul basamento della gru o in posizione limitrofa, andrà posizionato il cartello con le segnalazioni per comunicare con il manovratore e quelli con segnalazioni di sicurezza (attenzione ai carichi sospesi, vietato sostare, ecc.)
• Il posizionamento della gru dovrà essere effettuato in modo tale che fino ad un'altezza di 2,5 m. la distanza tra qualsiasi ostacolo fisso e la gru risulti maggiore di 70 cm.; ove ciò non risultasse possibile occorrerà, prima della messa in opera della macchina, interdire il passaggio con opportune barriere
• La gru deve essere dotata dei seguenti dispositivi di sicurezza, il cui funzionamento andrà verificato al termine delle operazioni di montaggio:
o fine corsa di discesa e salita del gancio
o fine corsa di traslazione del carrello
o arresto automatico della gru e del carico in caso di interruzione dell'energia elettrica, anche su una sola fase
o dispositivo di frenatura per il pronto arresto e la posizione di fermo del carico e del mezzo
o dispositivi acustici di segnalazione del moto e di illuminazione del campo di manovra
o limitatori di carico e di momento
o funzionamento del motore innestato anche durante la discesa del carico
• Gli stabilizzatori della gru andranno appoggiati su adeguate fondazioni in cemento armato
• Dovranno essere evitate le interferenze con gli ostacoli fissi; il braccio della gru deve ruotare liberamente nei periodi di sosta
• Se sono presenti più gru, la distanza minima fra le gru deve essere tale da evitare l'interferenza delle funi e dei carichi della gru più alta con la controfreccia (retrobraccio) della gru più bassa. I bracci delle due gru devono essere sbloccati per poter ruotare liberamente negli intervalli di lavoro e i carrelli ed i ganci delle due gru devono risultare arretrati. Le torri devono essere poste ad una distanza superiore della lunghezza del braccio più lungo ed inoltre dovranno essere sfalsati i bracci delle due gru per non creare una collisione
• I manovratori devono poter comunicare tra di loro le manovre che intendono compiere, direttamente o tramite segnalazioni.