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La pianificazione dei processiLa pianificazione dei processi comprende l’identificazione delle risorse necessarie per poterne assicurare una efficace attuazione.
L’efficace attuazione dei processi, a sua volta, viene valutata tenendo conto dei risultati ottenuti nel governo dei processi sia in termini di adeguatezza dei livelli di qualità conseguiti, sia in termini di grado di soddisfazione dell’utenza registrato.
In particolare, i bisogni di risorse vengono messi in correlazione e sono verificati sulla base di quanto necessario per realizzare i contenuti prefissati.
Anche in fase di attuazione dei processi, sono definite modalità e responsabilità per pianificare e verificare l’esigenza di risorse, in relazione agli effettivi impegni di volta in volta assunti.
La pianificazione delle risorse è un elemento critico per la gestione efficace dei processi:
- adeguatezza delle competenze;
- adeguatezza dei mezzi;
- adeguatezza finanziaria.
La capacità di soddisfare le esigenze del cliente dipende dalla corretta pianificazione delle risorse.
Le attività di pianificazione dei processi comprendono l’identificazione dei ruoli necessari per un’efficace attuazione degli stessi, nonché delle competenze richieste per lo svolgimento dei compiti assegnati. In questo contesto, le risorse disponibili sono utilizzate al meglio ed in modo efficace.
Le competenze richieste vengono valutate sulla base di un adeguato grado di istruzione, formazione, abilità ed esperienza.
Sono stabilite ed attuate procedure interne per gestire le assenze del personale.
Competenza
E’ la capacità di applicare le conoscenze: possesso delle conoscenze ed esperienza pratica. La competenza costituisce il valore aggiunto di una organizzazione definito “capitale umano”.
Un’organizzazione deve effettuare un’accurata analisi delle competenze richieste a ricoprire i ruoli chiave che interessano la qualità; definire la carenza di competenza e pianificare formazione ed addestramento per superare le carenze.
La formazione è anche lo strumento per gestire il miglioramento.
Come verificare il soddisfacimento del requisito
Per effettuare tale verifica, bisogna porsi le seguenti domande:
L’organizzazione ha definito le competenze necessarie per gestire i propri processi?
In caso di carenze è definito un piano di addestramento per acquisire le competenze, e sono stati definiti dei criteri di verifica dell’efficacia dell’addestramento?
Qual’è il livello di coinvolgimento e consapevolezza del proprio ruolo?
Sono conservate registrazioni per dare evidenza del grado di istruzione, esperienza ed addestramento?
Tutto il personale concorre attivamente nello sviluppo e miglioramento del Sistema di Gestione per la Qualità e nel raggiungimento degli Obiettivi per la Qualità.
Al fine di ottenere tale coinvolgimento, nell’ambito del Sistema di Gestione per la Qualità sono state definite modalità e responsabilità relativamente alle seguenti azioni:
• individuazione delle esigenze di competenza del Personale che svolge attività di impatto sulla qualità del prodotto;
• pianificazione dell’addestramento necessario per soddisfare tali esigenze;
• valutazione dell’efficacia dell’addestramento fornito;
• promozione nel personale di una partecipazione consapevole al raggiungimento degli obiettivi per la qualità, valorizzando l’importanza del loro contributo allo sviluppo del Sistema di Gestione per la Qualità.
Per tutto il personale è mantenuta adeguata documentazione relativa al grado di istruzione, all’addestramento effettuato, alle capacità e all’esperienza professionale; le registrazioni riguardanti i dati “sensibili” vengono adeguatamente conservate ed archiviate per garantire, in conformità alle normative vigenti, il rispetto della privacy nel trattamento della gestione dei dati.
La competenza assicura un adeguato livello di sicurezza
La sicurezza sugli ambienti di lavoro è strettamente correlata al grado di competenza del personale. Questo requisito consente all’organizzazione di gestire in modo più efficace la gestione della sicurezza in azienda e se oggetto di verifica nell’ambito del piano di verifica interno fornisce una evidenza dell’impegno della direzione nel vigilare sull’applicazione delle norme sulla sicurezza.
La capacità di soddisfare le richieste del cliente dipende anche dalla corretta gestione degli spazi di lavoro e delle attrezzature e delle apparecchiature: programmi di manutenzione per le attrezzature, programmi di pulizia per le imprese alimentari e sanitarie, sistemi informatici adeguati per garantire la sicurezza dei dati e l’efficacia delle prestazioni nelle aziende di servizio.
L’ambiente di lavoro fornisce una immagine del livello di attenzione e affidabilità della direzione di un’impresa.
L’espressione "ambiente di lavoro" si riferisce alle condizioni nelle quali il lavoro viene eseguito, che comprendono fattori fisici, ambientali ed altri fattori (quali rumore, temperatura, umidità, illuminazione o condizioni atmosferiche).

Misure Di Sicurezza Nei Lavori In Sotterraneo
Misure Di Sicurezza Nei Lavori In Sotterraneo
Per i lavori in sotterraneo bisogna, a seconda della fase di lavorazione, attuare idonee misure di sicurezza.
SCAVI ED ARMATURE
Nei lavori in sotterraneo, durante l’operazione di scavo, bisogna valutare la natura del terreno dove si effettua lo scavo e quello adiacente e quindi adottare adeguati sistemi preventivi di consolidamento e di sostegno, al fine di impedire franamenti e caduta di materiale. Le frane possono riguardare soprattutto la volta e solo raramente si tratta di cedimenti sui lati. I sistemi di consolidamento  adottati devono essere quotidianamente controllati da personale esperto. A seconda delle caratteristiche del terreno, saranno adoperati idonee opere provvisionali. Se viceversa il terreno non ha pericolo di franamenti, deve essere comunque sottoposto a controlli periodici.
TRASPORTI IN GALLERIA
Particolare attenzione va posta al transito di mezzi di trasporto all’interno delle gallerie al fine di proteggere la salute dei lavoratori. Infatti se i lavoratori non hanno un idoneo spazio per ripararsi bisogna prevedere almeno ogni 30 metri delle nicchie di ricovero. Nel caso in cui però non fosse possibile la realizzazione delle nicchie, bisogna prevedere una segnalazione acustica che vieti il passaggio delle persone durante il transito del mezzo. Particolare attenzione deve essere posta anche alla velocità massima che i veicoli devono avere all’interno delle galleria, al fine di limitare non solo le polveri, ma anche l’eventualità di urti e di investimenti.
VENTILAZIONE E LIMITAZIONE DELLA TEMPERATURA INTERNA
Un’altra importante misura di sicurezza da adottare riguarda la ventilazione e la temperatura dell’ambiente di lavoro. È di fondamentale importanza mantenere l’aria delle gallerie respirabile adoperando sistemi di ventilazione che eliminino gas, polveri e vapori nocivi. Inoltre la temperatura deve essere mantenuta al di sotto dei 30 gradi centigradi. Bisogna, quindi, munirsi di mezzi di ventilazione per contrastare l’aumento di temperatura che si ha man mano che ci si allontana dalla superficie esterna.
ACQUE SOTTERRANEE
Un ulteriore rischio per i lavoratori è rappresentato dalle improvvise irruzioni di acqua, derivanti dalla presenza di falde o rotture accidentali di tubazioni. In questi casi i lavoratori devono avere idonei mezzi di protezione personale. Al fine di eliminare il pericolo suddetto bisogna realizzare cunette o di cunicoli di scolo, drenaggi e prevedere l'utilizzazione di pompe e di rivestimenti, al fine di allontanare le acque raccolte dai luoghi di lavoro.
IMPIEGO DI ESPLOSIVI
I lavori in sotterraneo spesso prevedono l’impiego di esplosivi che chiaramente rappresentano una fonte di pericolo per la sicurezza dei lavoratori. Anche in questo caso bisogna mettere in atto opportune misure di sicurezza:
evitare di depositare gli esplosivi all'interno delle gallerie o in prossimità degli altri luoghi di impiego in misura eccedente il fabbisogno di ogni squadra ;
dopo  aver  effettuato lo sparo delle mine, accedere al cantiere solo quando il gas e le polveri prodotte dall'esplosione siano stati eliminati e si sia potuta acquisire la certezza che nessuna mina è rimasta inesplosa ;
tenere i depositi riparati dall’umidità e bene aerati;
interrompere le linee elettriche entranti in sotterraneo prima di introdurre nei fori da mina le cartucce esplosive.
DIFESA CONTRO LE POLVERI ED I GAS TOSSICI
Le misure di sicurezza da attuare contro l’inalazione delle polveri  e di gas tossici sono:
utilizzare mezzi muniti di filtri per i fumi di scarico;
utilizzare mezzi dotati di motori che abbiano un buono stato di manutenzione, in modo da limitare l’emissione di monossido di carbonio;
utilizzare macchine ed impianti che producano la minore quantità di polveri;
bagnare le pareti dello scavo per impedire la diffusione delle polveri;
utilizzare macchine perforatrici dotate di dispositivo per l’aspirazione delle polveri;
inumidire il materiale di scavo prima di rimuoverlo dal luogo di lavoro;
controllare la concentrazione di polveri presenti nell’aria;
utilizzare maschere di protezione con filtri adeguati alla granulometria delle polveri.
ILLUMINAZIONE
Nei lavori in sotterraneo bisogna garantire un livello di illuminazione non inferiore a 30 lux. Inoltre, tutti i lavoratori devono essere dotati di mezzi di illuminazione personali.
INCENDIO
Per evitare l’insorgenza di incendi bisogna:
evitare, nel caso in cui sia riscontrata la presenza di gas, l’impiego di fiamme libere;
munirsi di acqua in pressione per intervenire in caso di pericolo;
imporre il divieto di fumo;
non utilizzare motori termici e locomotori a nafta;
evitare attriti ed urti che possano provocare scintille.
SERVIZI IGIENICO-ASSISTENZIALI
È obbligatorio predisporre, per il benessere dei lavoratori, idonei alloggiamenti con arredi, servizi igienici muniti di acqua calda e fredda, acqua potabile, mense e locali di soggiorno. Inoltre, deve essere assicurata l'assistenza sanitaria ai lavoratori, anche mediante un mezzo di trasporto per il trasferimento al più vicino posto di pronto soccorso del lavoratore che abbia bisogno di cure urgenti. In particolare, se sul  cantiere ci sono fino a 100 lavoratori, bisogna fornirgli una cassetta di automedicazione; se, invece,  ci sono fino a 500 lavoratori, bisogna attrezzare un locale di pronto soccorso e un'infermeria. Per affrontare gli eventuali infortuni bisogna istituire il servizio di pronto soccorso e assicurare la reperibilità di un medico. Per  effettuare operazioni di soccorso e salvataggio, devono essere istituite squadre ben addestrate, munite di attrezzature specifiche e con adeguato numero di elementi di riserva.

Radiazioni ionizzanti
Nei laboratori fisici gli operatori entrano in contatto con attrezzature e sostanze utili allo svolgimento delle loro operazioni, ma che possono provocare alcuni rischi, in particolare:
Laser
I danni conseguenti all'esposizione alle radiazioni emesse dai laser sono fondamentalmente legati all'effetto termico e interessano principalmente l'occhio e la cute.
Radiazioni ionizzanti
Il processo di ionizzazione può causare un danno al DNA cellulare. Tale danno se non adeguatamente riparato, può provocare la morte o una modificazione cellulare.
Radiazioni ultraviolette
Gli effetti dell'esposizione sono fondamentalmente a carico della cute e dell'occhio con danni a breve e a lungo termine.A livello cutaneo possono provocare eritema ed influenzare lo stato di pigmentazione cutanea. A livello oculare possono causare congiuntiviti e cheratiti.
Radiofrequenze e microonde
Tra i rischi del personale esposto a radiofrequenze, ricordiamo: lterazioni gonadiche, che possono provocare anche sterilità, peraltro reversibile e su cui non tutti gli Autori concordano.
Tra gli effetti non termici si ricorda la sindrome neurastenica caratterizzata da debolezza, stancabilità, insonnia, bradicardia, ipotensione, effetti sul sistema emopoietico (riduzione del numero degli eritrociti, tendenza alla linfocitosi e all'eosinofilia), fetti sul sistema endocrino (interferenza sulla funzionalità tiroidea, ipofisaria e surrenali), capacità delle radiofrequenze e delle microonde di interferire sul funzionamento dei pacemaker cardiaci
Rumore
L'esposizione al rumore dei lavoratori rappresenta certamente uno dei rischi più ubiquitari e diffusi. Effetti uditivi del rumore
1) Spostamento temporaneo della soglia uditiva
Un suono o un rumore particolarmente intenso sono in grado di provocare un innalzamento della soglia uditiva rispetto a quella di riposo, seguito da un recupero della percezione uditiva che inizia al cessare dell'esposizione e si completa in circa 16 ore.
2) Ipoacusia da trauma acustico cronico o ipoacusia da rumore
Dopo alcuni giorni dall'inizio di un lavoro rumoroso, soprattutto alla fine della giornata lavorativa, possono comparire fischi o ronzii alle orecchie con sensazione di orecchio pieno, lieve cefalea, senso di intontimento. Successivamente questi sintomi tendono a scomparire tanto che il lavoratore esposto ha l'impressione di abituarsi al rumore.
3) Ipoacusia da trauma acustico acuto
Si instaura dopo esposizione ad un fronte sonoro di elevata intensità e di breve durata
Effetti extrauditivi del rumore
I principali effetti extrauditivi del rumore segnalati a livello epidemiologico riguardano l'apparato cardiovascolare, con aumentata incidenza di ipertensione arteriosa, modificazioni elettrocardiografiche e della frequenza cardiaca sino all' infarto miocardico; l'apparato gastroenterico con aumento di disturbi aspecifici e di ulcera duodenale.
Ultrasuoni
Gli ultrasuoni a bassa frequenza sono responsabili di effetti diversi a seconda che siano trasmessi al corpo umano attraverso la mano (riscaldamento locale e danno meccanico alla superficie epidermica; degenerazione della superficie ossea per esposizioni particolarmente intense e prolungate) o per via aerea con l'insorgenza di una sintomatologia di tipo generale caratterizzata da astenia, nausea, vomito, vertigini, reazioni psicologiche
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
Radiazioni ionizzanti
• adozione di dispositivi fissi o mobili: schermature, difese contro le contaminazioni, sistemi di ventilazione, segnali di presenza di radiazioni o sostanze radioattive, uso di indumenti protettivi;
• riduzione del tempo di esposizione: la dose assorbita è proporzionale al tempo;
• aumento della distanza dalla sorgente: la dose assorbita è inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra operatore e sorgente-emittente; questo fattore riveste particolare rilevanza alle piccole distanze quando l’operatore manipola direttamente le sorgenti di irradiazione (es. provette contenenti sostanze marcate).
Radiazioni non ionizzanti
• La riduzione del rischio è possibile mediante: attenuazione dell’intensità dei campi; riduzione dei tempi di esposizione nel rispetto dei limiti di picco; aumento della distanza delle postazioni di lavoro dalla sorgente emittente in funzione della frequenza; eliminazione di esposizioni indebite di personale non addetto all’attività specifica.
• Nei laboratori le misure di protezione possono essere attive o passive: quelle attive agiscono direttamente sul campo elettromagnetico in modo da ridurlo entro i limiti di sicurezza, quelle passive riguardano il comportamento dell'operatore. La protezione attiva si attua mediante l’introduzione di schermature (della sorgente e/o dell’area operativa) e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (ad es. tessuto riflettente le MO); quella passiva limitando l’accesso alle zone interessate da campi intensi, riducendo il tempo di esposizione e allontanando le postazioni di lavoro e i comandi dell’apparecchio dalle zone di campo più intenso.
• Agli ingressi alle zone delimitate che ospitano l’apparecchiatura deve essere affissa idonea segnaletica, per indicare la presenza dei campi elettromagnetici e il divieto di accesso al personale non autorizzato, nonché alle categorie di persone per cui esistano controindicazioni.
• Nella zona ad accesso controllato non possono essere allestite postazioni di studio o di lavoro,
• ovvero svolte attività che comportano permanenze prolungate nel tempo.
• Diventa importante perciò che vengano delimitate zone ad accesso regolamentato e/o limitato, definite procedure e norme comportamentali e che venga formato ed informato il personale potenzialmente esposto e che sia eventualmente sottoposto a visita idoneativa.
Liquidi e gas criogeni
• Evitare il contatto accidentale con liquidi criogeni o gas evaporati a temperature criogene;
• Stoccare ed utilizzare i liquidi criogeni in sistemi chiusi con pressione positiva;
• Mantenere pulite le superfici su cui l’aria si condensa e vicino alle valvole di sfiato;
• Controllare il corretto funzionamento delle valvole di sicurezza dei contenitori di criogeni;
• Mantenere i contenitori dei criogeni in aree ben ventilate;
• In funzione delle dimensioni del locale e della quantità di gas criogeno conservata, può essere necessario predisporre un rilevatore del livello di ossigeno in aria, collegato ad un sistema di allarme visivo ed acustico, che segnali il livello di concentrazione dell’ossigeno in aria: livello attenzione, 19%, e di allarme, 17%.
Precauzioni per la detenzione e il trasporto:
• Controllare che sui contenitori in pressione, es. bombole di CO2, siano installate valvole di pressione;
• I contenitori sono progettati per essere utilizzati in posizione verticale, pertanto non appoggiarli mai di fianco;
• Fissare in modo sicuro ed indipendente ciascuna bombola di gas criogeno, es. CO2.
• Non lubrificare valvole o riduttori con oli e grassi, in presenza di ossigeno;
• La ventilazione all’interno del locale dove sono stoccati i contenitori, sia pieni che vuoti, sia adeguata;
• Spostare i contenitori dei criogeni evitando urti e agitazione eccessiva, siano essi pieni o vuoti;
• Effettuare il trasporto dei contenitori dei gas criogeni con appositi carrelli; per i gas in bombole apporre l’apposito cappellotto.
Procedure per il travaso delle sostanze criogene
• Prima di dare il consenso all’inizio dell’operazione di travaso e per tutta la sua durata: accertarsi che il sensore di monitoraggio dell’ossigeno, ove presente, sia funzionante;
• evitare il contatto diretto con i gas criogeni, indossando i dispositivi di protezione individuale: guanti resistenti al freddo, visiera o occhiali, grembiule, scarpe;
• portare al massimo la portata dell’impianto di ricambio dell’aria ed in mancanza di esso aprire le aperture verso l'ambiente esterno (ad esempio finestre).
• Durante le operazioni di travaso controllare il livello di ossigeno rilevato dal sensore e la pressione;
• Nel caso di intervento del dispositivo di allarme del livello di ossigeno: abbandonare rapidamente il locale; attendere un certo periodo di tempo prima di rientrare; effettuare l’operazione di rientro alla presenza almeno di un altro operatore che resta all’esterno del locale e pronto ad intervenire.
Campi magnetici statici
• Agli ingressi alle zone controllate e al laboratorio che ospita l’apparecchiatura deve essere affissa idonea segnaletica permanente, atta ad indicare la presenza del campo magnetico e il divieto di accesso a portatori di pacemaker e/o defibrillatori, nonché alle categorie di persone per cui esistano controindicazioni e per impedire l’introduzione accidentale di oggetti ferromagnetici.
• Per individuare il limite di esposizione per sottoporre i lavoratori a visita medica, si può adottare il criterio generale, del superamento dei limiti della popolazione.
• Nella zona ad accesso controllato non possono essere allestite postazioni di studio o di lavoro, ovvero svolte attività che comportano permanenze prolungate nel tempo.
• L’estintore, disponibile in prossimità dell’impianto, deve essere in materiale amagnetico; è consigliabile impiegare estintori a CO2 . Ove possibile (ad esempio in caso di elettromagnete) prima di intervenire in emergenza ed in vicinanza del magnete, attivare la procedura di spegnimento del dispositivo.
Radiofrequenze e microonde
• Ilivelli di intensità di campo nelle zone di stazionamento degli operatori, dipendono da: potenza del generatore; caratteristiche degli elettrodi; grado di schermatura (completa o parziale); distanza dalla sorgente emittente in funzione della frequenza. I mezzi per ridurre l’intensità del campo variano in funzione della banda di frequenza, delle caratteristiche dell’apparecchiatura e della modalità di utilizzo.
• La riduzione del rischio è possibile mediante: attenuazione dell’intensità dei campi; riduzione dei tempi di esposizione nel rispetto dei limiti di picco; aumento della distanza delle postazioni di lavoro dalla sorgente emittente in funzione della frequenza; eliminazione di esposizioni indebite di personale non addetto all’attività specifica.
• Nei laboratori le misure di protezione possono essere attive o passive: quelle attive agiscono direttamente sul campo elettromagnetico in modo da ridurlo entro i limiti di sicurezza, quelle passive riguardano il comportamento dell'operatore. La protezione attiva si attua mediante l’introduzione di schermature (della sorgente e/o dell’area operativa) e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale; quella passiva limitando l’accesso alle zone interessate da campi intensi, riducendo il tempo di esposizione e allontanando le postazioni di lavoro e i comandi dell’apparecchio dalle zone di campo più intenso.
• Agli ingressi alle zone delimitate che ospitano l’apparecchiatura deve essere affissa idonea segnaletica, per indicare la presenza dei campi elettromagnetici e il divieto di accesso al personale non autorizzato, nonché alle categorie di persone per cui esistano controindicazioni.
• Nella zona ad accesso controllato non possono essere allestite postazioni di studio o di lavoro, ovvero svolte attività che comportano permanenze prolungate nel tempo.
• Diventa importante perciò che vengano delimitate zone ad accesso regolamentato e/o limitato, definite procedure e norme comportamentali e che venga formato ed informato il personale potenzialmente esposto e che sia eventualmente sottoposto a visita idoneativa.
Radiazioni ultraviolette
• Confinamento delle sorgenti, attraverso la delimitazione delle aree e la predisposizione di segnalazioni e di idonee barriere che impediscano l’accesso accidentale;
• riduzione del tempo di esposizione: la dose assorbita è proporzionale al tempo;
• aumento della distanza sorgente-operatore: i livelli di esposizione sono è inversamente proporzionali al quadrato della distanza tra operatore e sorgente.
Vibrazioni meccaniche e Rumore
• Le attività di prevenzione, originano spesso direttamente a livelo di progettazione compresa l’ergonomia delle attrezzature e delle macchine, ed anche da una buona manutenzione delle stesse: es. ricambio dei cuscinetti a sfera, ecc. ovvero rivestendo le impugnature con idonei materiali assorbenti.

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Pratico ed Efficiente pacchetto contenente numerose schede redatte in formato Microsoft Word. Le schede riportano la classificazione e la valutazione dei rischi, le relative misure di prevenzione e protezione ed i DPI obbligatori (Dispositivi di Protezione Individuale). L'omaggio INFOTEL è stato pensato in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza 28 Aprile 2016 e della Festa dei Lavoratori, Infotel al fine di compartecipare attivamente nella diffusione della cultura della sicurezza. Schede Sicurezza Lavoro gratis

Macchina operatrice semovente su cingoli, azionata da un motore diesel e dotata di un braccio articolato alla cui estremità può essere montata una cesoia forbice oppure un frantumatore cemento, che viene utilizzata per le demolizioni.
Le sue parti principali sono:
o il carro, costituito da un telaio cha ha la funzione di sopportare il peso della struttura sovrastante e le sollecitazioni provenienti dall’attrezzatura di demolizione; tali forze sono scaricate sul terreno attraverso appoggi che sono costituiti da cingoli.
o la torretta, costituita da un telaio in cui alloggiano i motori, serbatoi, pompe e distributori idraulici, cabina ed attrezzatura di demolizione;
o l’attrezzatura di demolizione, costituita da un primo braccio incernierato sulla torretta, un secondo braccio (detto “braccio di scavo”) incernierato al primo ed un utensile finale (che può essere una cesoia forbice o un frantumatore cemento).
Cesoie forbici: possono essere montate al posto braccio o al posto benna a seconda della tipologia della macchina e del tipo di lavoro da eseguire e sono particolarmente utili per la demolizione di fabbricati o strutture con presenza elevata di ferro di armatura.
Frantumatore cemento: può essere collegato al posto benna di un escavatore ed è l’attrezzatura che, a tutt’oggi, rappresenta la migliore soluzione per la frantumazione a terra del materiale proveniente dalla demolizione industriale. Quando ormai il manufatto è stato demolito dalla pinza/cesoia, i frantumatori fanno il lavoro di frantumazione finale a terra per ridurre la pezzatura degli elementi e separare quanto più è possibile il calcestruzzo dal ferro e quindi preparare il materiale per un frantoio atto a trasformarlo in materiale riciclabile.
PROCEDURE DI UTILIZZO
• La macchina deve essere utilizzata esclusivamente da personale adeguatamente addestrato ed a conoscenza delle corrette procedure di utilizzo
• Prima di utilizzare la macchina assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi condizione pericolosa
• La macchina deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di resistenza e di idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza
• La macchina deve essere corredata da un libretto d'uso e manutenzione
• Installare una marmitta catalitica per abbattere al minimo l’emissione di agenti inquinanti ed utilizzare gasolio a basso contenuto di zolfo
• Assicurare un’adeguata e costante manutenzione del sistema d’abbattimento dei gas di scarico e del sistema d’alimentazione del motore dell’escavatore
• Particolare attenzione deve essere riposta al corretto funzionamento del climatizzatore nella cabina a bordo
• Particolare attenzione deve essere riposta alla manutenzione dei filtri per l'immissione dell'aria fresca nella cabina della macchina
• L'escavatore deve essere dotato di sedile con sistemi che riducono le vibrazioni trasmesse al corpo dell'operatore (Allegato V, Parte I, Punto 10 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs. n.106/09)
• L'addetto alla guida deve essere addestrato ed esperto nello svolgimento delle operazioni di demolizioni
• L'operatore addetto all'escavatore deve essere isolato all'interno della cabina di guida
• Utilizzare adeguate misure tecniche per l'abbattimento delle polveri durante le lavorazioni
• Attuare una procedura di sicurezza per regolare i comportamenti da adottare da parte dei lavoratori, soprattutto per interventi urgenti su impianti macchine ed attrezzature
• La macchina deve avere segnalatore acustico e luminoso, soprattutto per spostamenti in retromarcia
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione al rumore
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione alle vibrazioni
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante