Infotel
E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

Spazi aggiuntivi, aggettanti verso l'esterno dal filo del ponteggio, che servono per raccogliere dagli apparecchi di sollevamento in servizio al cantiere, il materiale da utilizzare nei vari lavori; materiale che in tal modo viene distribuito direttamente al piano di utilizzo.
PROCEDURE DI UTILIZZO
• I castelli di tiro devono essere realizzati a regola d’arte, utilizzando buon materiale, e devono risultare idonei allo scopo.
• Devono essere tenuti in efficienza per l’intera durata dei lavori. 
• La loro realizzazione deve essere effettuata secondo i canoni di rigorosi criteri tecnici che ne devono garantire la solidità e stabilità. 
• I castelli di tiro devono essere ancorati alla costruzione ad ogni piano di ponteggio e i montanti  controventati per ogni due piani di ponteggio con impalcati ampi e robusti per quanto necessario. 
• I tavoloni saranno di spessore non inferiore a cm 5 e poggianti su traversi aventi sezione ed interasse dimensionati in relazione al carico massimo previsto per ciascun piano.
• Gli impalcati dei castelli devono risultare ampi e muniti, sui lati verso il vuoto, di parapetto e tavola fermapiede normali.
• Per il passaggio del carico può essere lasciato un varco nel parapetto, delimitato da robusti e rigidi sostegni laterali,  purché in sua corrispondenza l’altezza della tavola fermapiede non sia inferiore a cm 30. 
• Dal lato interno dei sostegni laterali, all’altezza di mt 1,20 e nel senso normale dell’apertura, devono essere applicati due staffoni in ferro sporgenti almeno 20 cm, da servire per appoggio e riparo ai lavoratori. 
• Essendo il castello di tiro a tutti gli effetti assimilabile ad un ponte di servizio, deve essere corredato di un sottoponte.
• Sul castello di tiro deve essere applicato, in posizione visibile, un cartello con la indicazione della sua portata massima.
• Deve essere verificata la stabilità, l’ancoraggio e la tenuta strutturale del castello di tiro e si deve controllare che le protezioni perimetrali del castello siano complete.
• Devono essere impediti la sosta ed il transito sotto i carichi.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti. 
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante. 

ART. 18 D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
a)  nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo.
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza;
c)  nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
d)  fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente;
e)  prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
f)   richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;
g)  inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto;
g bis)  nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro;
h)    adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
i)   informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
l)   adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37;
m)  astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
n)    consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;
o)  consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche su supporto informatico come previsto dall'articolo 53, comma 5, nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r); il documento è consultato esclusivamente in azienda;
p)   elaborare il documento di cui all’articolo 26, comma 3, anche su supporto informatico come previsto dall’articolo 53, comma 5, e, su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il documento è consultato esclusivamente in azienda;
q)   prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio;
r)  comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza al lavoro superiore a tre giorni; l’obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all’articolo 53 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
s)  consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi di cui all’articolo 50;
t)   adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;
u)   nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro24;
v)   nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica di cui all’articolo 35;
z)  aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;
aa)  comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; in fase di prima applicazione l’obbligo di cui alla presente lettera riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati;
bb)  vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.

Campionamento: suolo e sottosuolo
I campionamenti di suolo possono essere eseguiti con carotaggi superficiali (primi 10 cm) e/o con spessore compreso tra 10 cm e 40 cm. 
I criteri di campionamento del suolo si suddividono in:
Random semplice.

Random stratificato.
Sistematico a griglia.
Sulla base delle specifiche situazioni, si valuterà l'opportunità di prelevare
criteri di tipo casuale e statistico, basati su metodi probabilistici.
criteri di tipo soggettivo, dettati cioè da scelte ragionate.
criterio della suddivisione a griglia.
Le maglie della griglia di campionamento possono avere dimensioni comprese fra i 25 ed i 100 metri di lato, a seconda dell’ampiezza dell’area e della densità di informazioni desiderata .
I punti di indagine possono essere localizzati in corrispondenza dei nodi della griglia (ubicazione sistematica) oppure all’interno di ogni maglia (almeno 1) in posizione opportuna (ubicazione sistematica casuale) a seconda dei dati conoscitivi ottenuti dalla fase di indagine preliminare o della situazione logistica (presenza di infrastrutture).
La profondità del prelievo varia con la necessità di caratterizzare l'area tenendo presenti i seguenti punti:
analisi geologica ed idrogeologica;
definizione della profondità dell'inquinamento;
definizione della variabilità orizzontale e verticale della contaminazione;
presenza di contatto diretto con gli acquiferi e le fonti d'inquinamento;
scelta del tipo di perforazione;
particolare cautela al fine di non provocare la diffusione di inquinanti
Nell’ambito dell’esecuzione delle perforazioni si dovrà prevedere di:
Georeferenziare nel sistema Gauss-Boaga e quotare ogni punto di perforazione, con la precisione di un metro per le coordinate x e y.
Eseguire battute di dimensioni omogenee, preferibilmente di un metro ciascuna.
Al fine di evitare l’immissione di contaminanti di superficie a profondità maggiori, procedere nella perforazione sostenendo le pareti del perforo mediante una tubazione di rivestimento provvisoria(camicia di acciaio).
Approfondire il rivestimento man mano che avanza la perforazione. Nel corso di queste operazioni non dovrà aversi in alcun caso utilizzo d’acqua; durante le operazioni verranno considerati i casi di estrema necessità e dovrà essere utilizzata unicamente acqua dell’ acquedotto o acqua di cui sia stata provata la qualità mediante lo svolgimento regolare di analisi chimiche.
Modalità di perforazione
Procedere a velocità tale da evitare il riscaldamento del materiale prelevato.
Eseguire la perforazione garantendo l’innesto nel substrato impermeabile non alterato.
Nel corso della perforazione segnalare e registrare ogni venuta d’acqua dal foro, specificando la profondità e stimando l’entità del flusso.
Dovranno essere osservate tutte le norme di sicurezza previste per le perforazioni in aree contaminate.
Dovrà essere mantenuta una rendicontazione completa delle procedure di prelievo e devono essere incluse le seguenti informazioni:
località delle stazioni di prelievo.
metodi di campionamento utilizzati.
manipolazione e procedure di conservazione e stoccaggio dei campioni.
date e tempi di prelievo, manipolazione e stoccaggio dei campioni.
ogni circostanza che potenzialmente abbia interferito o condotto al cambio delle modalità di prelievo.
I campioni devono essere chiaramente etichettati così da poter essere individuati in ogni occasione. Le informazioni minime sono di seguito riportate:
codice unico di identificazione del campione.
localizzazione e profondità del prelievo (numero della stazione);
analisi o test che devono essere eseguiti sul campione;
metodo di conservazione e/o stoccaggio;
data e tempo di prelievo;
note se necessario;
iniziali della persona o persone che hanno contribuito alla collezione del campione.
Per evitare la contaminazione dei campioni particolare attenzione deve essere fatta sia durante il campionamento che durante la manipolazione.
Campioni designati all'analisi di metalli in tracce non devono entrare a contatto con superfici metalliche ed i contenitori indicati per questi campioni sono dei contenitori in polietilene. Tutti i
contenitori, prima di ricevere il campione, devono essere lavati con acido nitrico e abbondantemente sciacquati con acqua deionizzata.
I campioni destinati all'analisi di sostanze organiche non devono avere contatti con superfici in plastica.
I contenitori in cui verranno riposti i campioni devono essere in vetro a chiusura ermetica. sottoposti precedentemente a lavaggi con solventi organici (acetone).
Campionamento acque
Per campionamento delle acque si intendono acque di falda mediante l’utilizzo di piezometri.
Il campionamento delle acque sotterranee costituisce una fase estremamente importante di tutta la fase d’indagine analitica del sito. Infatti, deve fornire informazioni sullo stato di contaminazione delle falde acquifere in relazione alla qualità delle stesse immediatamente a monte, all’interno ed a valle del sito in esame.
PIEZOMETRI
I piezometri dovranno essere realizzati in materiali compatibili con gli inquinanti presenti nel sito e dovranno essere installati in numero sufficiente a caratterizzare la qualità delle acque profonde.
Campionamento acque superficiali
Per i corsi d’acqua superficiali, esistenti in prossimità del sito, è necessario caratterizzare puntualmente la situazione chimica e ambientale a monte del sito, nel tratto mediano ed a valle, lungo il senso di scorrimento del corpo idrico. Poiché, non essendo disponibili valori tabellari di riferimento, dovranno essere valutati gli effetti derivanti dalla presenza di inquinamento nel sito.
Nel caso di laghi si deve effettuare il campionamento secondo la disposizione “a transetto”, con almeno tre transetti (a monte, mediano ed a valle), con spaziatura longitudinale e trasversale dipendente dalle dimensioni del corpo idrico e con almeno tre prelievi verticali per ogni punto.

Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione
DEFINIZIONI
Contratto d’appalto
Art. 1655, Cod. Civile: “Contratto nel quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro. Il lavoro viene svolto da personale dipendente e/o collaboratori di altre imprese. Il contratto intercorrente tra le Aziende prevede l’attività da svolgere e i soggetti incaricati del lavoro, che devono essere identificati e coincidenti con quelli preventivamente dichiarati. 
Contratto d’opera:
Art. 2222, Codice Civile: “Contratto nel quale una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione. Il lavoro viene svolto da un prestatore d’opera autonomo, o dal titolare di una ditta individuale”. 
Contratto di somministrazione: 
Art. 1559, Codice Civile: “Contratto nel quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a eseguire, a favore dell’altra, prestazioni periodiche o continuative di cose e di servizi – rif. art. 1677 c.c.). In questo caso devono essere evidenziati i costi relativi alla sicurezza. Nell’ipotesi di somministrazione lavoro, vi è responsabilità solidale con l’Agenzia somministratrice ai fini dell’adozione delle misure di prevenzione.”
Campo di applicazione
Affidamento di lavori, servizi e forniture all’impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all’interno dell’Azienda o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell’ambito dell’intero ciclo produttivo dell’Azienda medesima, sempre che essa abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si volge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo.
Ad esempio contratti relativi a:
servizi (di manutenzione ed impiantistici, mensa, facchinaggio, ecc.);
forniture (di attrezzature, macchine, prodotti, semilavorati, ecc.);
lavori per esempio di manutenzione o ristrutturazione o ampliamento, ecc.).
Secondo l’art. 26, comma 1 il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, o di una singola unità produttiva della stessa, nonché nell'ambito dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima: 
a)  verifica, con le modalità previste dal decreto di cui all'articolo 6, comma 8, lettera g), l'idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d'opera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica è eseguita attraverso le seguenti modalità: 
1)  acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e  artigianato; 
2)  acquisizione dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale, ai sensi dell'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445.
RIUNIONE DI COOPERAZIONE E COORDINAMENTO
Qualora l’appalto preveda rischi interferenti, anche se eliminabili con interventi organizzativi, il RUP dell’appalto o il RA, dovrà convocare il rappresentante legale della ditta appaltatrice (o un suo delegato) a una riunione di cooperazione e coordinamento invitando, quando previsti, il RE e il RSPP (o suo delegato). Nel corso della riunione si dovrà:
coordinare le attività da eseguire con quella di altre ditte presenti nell’area interessata e con l’eventuale presenza di personale interno, visitatori, ecc.;
concordare la modalità di pagamento dei costi della sicurezza, quando presenti, e se tale aspetto non era stato specificato nel bando/lettera di invito (il RUP, il RA o eventualmente il RE devono autorizzare il pagamento sulla base di riscontro delle spese effettivamente sostenute ai fini della sicurezza);
concordare le modalità di verifica degli adempimenti previsti dal capitolato e dal DUVRI;
completare il DUVRI e stendere il verbale di coordinamento utilizzando la modulistica predisposta.
ESEMPIO E MODALITÀ DI COORDINAMENTO
Elaborare un Piano di coordinamento delle misure antinfortunistiche e di sicurezza
piano di lavoro (modalità di lavoro, cronoprogramma, attrezzature);
procedure di sicurezza (soluzioni per eliminare i rischi da interferenze, modifiche ed integrazioni dei piani di emergenza);
flusso di informazioni che deve essere garantito a due vie (ma soprattutto verso il committente, per consentirgli, nel suo ruolo di coordinamento, il continuo aggiornamento delle misure);
definizione di un sistema di responsabilità per il controllo del rispetto delle misure preventive (chi fa che cosa);
Il committente deve fornire all’appaltatore tutte le informazioni possibili riguardanti:
rischi specifici esistenti nell'ambiente di lavoro;
cicli di lavoro, macchine e impianti;
prevenzione degli incendi e piani di emergenza;
sostanze e preparati pericolosi;
aree ad accesso controllato, ecc.;
presenza o assenza dei lavoratori del committente durante l'esecuzione dei lavori;
utilizzo di attrezzature e servizi del committente per l'esecuzione dei lavori;
collaborazione dei lavoratori del committente all'esecuzione dei lavori.

Le seghe per il taglio di strutture in cemento armato possono essere suddivise in due tipologie:
o Sega a disco diamantato in rotazione raffreddato ad acqua, intelaiata su guide metalliche, con la funzione di tagliare pareti, pavimenti, soffitti in cemento armato, rampe di scale, ecc.;
o Sega a filo diamantato per tagliare o demolire parti di costruzioni  di grandi dimensioni, come elementi di ponti, stadi sportivi, impianti industriali, ecc.
La sega a disco diamantato è costituita da un motore elettrico o oleodinamico che scorre su guide fissate al manufatto o su proprie ruote per tagli orizzontali, ed aziona un disco diamantato per tagli di massima precisione. La scelta del disco diamantato viene effettuata in funzione del tipo di conglomerato cementizio da tagliare, dalla presenza e quantità degli indurenti superficiali, della quantità e qualità dell’acciaio di armatura e della produzione giornaliera che si vuole raggiungere. Il lavoro di taglio viene normalmente effettuato per successive “passate” di profondità crescente. La sega a filo diamantato è costituita da un motore elettrico o oleodinamico che muove una serie di pulegge che fanno scorrere sulla zona di taglio un filo inanellato con sfere al diamante.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte. Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere protetti o segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza. Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione, avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà provvedere alla relativa rimozione e verniciatura. Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere eseguite accurate verifiche sullo stato manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
Istruzioni di lavoro
• La macchina deve essere utilizzata esclusivamente da personale adeguatamente addestrato ed a conoscenza delle corrette procedure di utilizzo.
• L'attrezzatura deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di resistenza e di idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza.
• Verificare che l’attrezzatura sia corredata da un libretto d'uso e manutenzione.
• Accertarsi che l'attrezzatura sia marcata "CE".
• Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato.
• In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali.
• Tutti gli organi lavoratori devono essere segregati e dotati di dispositivo di blocco.
• Verificare che sulla sega siano installati schermi fissi ai due lati dell’utensile e una cuffia registrabile per impedire il contatto con la stessa ed eventuali schegge.
• Verificare che la sega sia dotata di carter contro il contatto con gli organi di trasmissione. 
• Verificare che la sega circolare sia dotata di coltello divisore regolato a 3 mm dalla dentatura e più basso di 5 mm rispetto alla sporgenza della lama. 
• Verificare che la sega sia collegata all’impianto di terra.
• Verificare che l’utensile sia a doppio isolamento (220V). 
• Controllare che il disco sia idoneo al lavoro da eseguire.
• Controllare il fissaggio del disco e la relativa protezione.
• Verificare il funzionamento del dispositivo di raffreddamento.
• Verificare che sulla sega sia installato un arresto di emergenza.
• Prevedere un dispositivo che impedisca il riavviamento spontaneo dopo un’interruzione dell’alimentazione elettrica.
• Vietare di effettuare operazioni di manutenzione o pulizia con la sega in moto
• Vietato l’uso dell’aria compressa per la pulizia della sega. 
• Durante l’utilizzo della macchina, adottare misure tecniche adeguate per mitigare possibili impatti ambientali, quali emissione di polveri, rumori e vibrazioni.
• Segnalare l’area di lavoro esposta a livello di rumorosità elevato.
• Per l’uso della sega osservare le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali.
• Vietare ai lavoratori della fase coordinata di avvicinarsi alla sega finchè la stessa è in funzione.
• Intorno alla sega devono essere previsti adeguati spazi per la sistemazione del materiale lavorato e da lavorare, nonché per l'allontanamento dei residui delle lavorazioni.
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione al rumore.
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione alle vibrazioni.
• Durante l’uso della sega non indossare indumenti che si possono impigliare, bracciali od altro. 
• Durante l’uso della sega ordinare ai lavoratori di utilizzare la cuffia di protezione opportunamente regolata.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti. 
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.

L’acido nitrico è un acido minerale molto forte, oltre che un forte agente ossidante. A temperatura ambiente, si presenta sotto forma di liquido incolore quando molto puro (giallo chiaro altrimenti) e dal tipico odore irritante. I suoi sali vengono chiamati nitrati e sono pressoché tutti solubili in acqua; in forma concentrata, la sostanza può causare gravi ustioni per contatto con la pelle, specie se quest'ultima presenta lesioni. L'esposizione all'acido nitrico concentrato brucia la pelle colorandola di giallo intenso. Per via della sua azione ossidante è l'unico acido minerale capace di intaccare il rame.
Dal punto di vista delle applicazioni, l'acido nitrico trova grande utilizzo nell’analisi chimica e nella sintesi organica, come reagente. Viene impiegato nella fabbricazione di esplosivi (nitroglicerina, trinitrotoluene o TNT, etc.) e di fertilizzanti per l'agricoltura (es.: il nitrato d'ammonio).  
Inoltre, viene molto utilizzato in metallurgia e nella raffinazione dei metalli, data la sua capacità di reagire con la maggior parte di essi. 
PROCEDURE DI UTILIZZO
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di agenti chimici ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi).
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità), nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto.
• Conservare il prodotto in ambienti adeguatamente areati e in contenitori non soggetti a corrosione e protetti da eventuali urti.
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione anche attraverso l'attivazione di impianti di aspirazione localizzati.
• Aerare gli ambienti durante l’uso.
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande, perché possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico.
• Impedire il più possibile l'eventuale evaporazione inutile dei prodotti usandone la quantità minima per il lavoro, mantenendo i coperchi sui contenitori e usando contenitori sigillati.
• L'uso e la conservazione devono avvenire sempre secondo quanto riportato sull'etichetta dei prodotti in esame.
• Non lasciare in giro indumenti contaminati dai prodotti in esame. 
• Nel caso di contatto cutaneo con la sostanza, ai lavoratori viene raccomandato di utilizzare le sostanze specifiche indicate per la detersione e di lavarsi con abbondante acqua corrente. Togliere scarpe e vestiti contaminati sotto getto d’acqua e consultare il medico.
• In caso di ingestione, bere abbondantemente acqua e non indurre il vomito perché provoca il rischio di perforazione. Chiedere immediatamente l’intervento medico.
• In caso di inalazione, trasportare la persona all’aria aperta e nel caso il malessere persista consultare il medico.
• In caso di contatto con gli occhi, lavare con abbondante acqua per almeno 15 minuti mantenendo le palpebre aperte e chiedere l’intervento del medico.
• Collocare in prossimità del luogo di lavoro docce di emergenza e fontanelle oculari.
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione.
• Il prodotto non è infiammabile, ma può provocare incendi o esplosioni a contatto con materiali combustibili, perciò tenere lontano da fonti di calore, eliminare tutte le fiamme libere e le possibili fonti di ignizione e vietare di fumare.
• Utilizzare misure antincendio e mezzi di estinzione idonei, quali povere chimica o acqua nebulizzata per raffreddare i contenitori integri, facendo attenzione a non immettere acqua nei contenitori.
• Vietare severamente di versare in fogna i residui chimici, contattare le Autorità preposte o Aziende specializzate ed autorizzate allo smaltimento di tali rifiuti secondo la normativa vigente.
• Indossare i necessari dispositivi di protezione (guanti, tute protettive, maschere respiratorie con filtri e grado di protezione adeguato al rischio, occhiali protettivi, stivali).


Sicurezza Cantieri Cloud è una vera e propria applicazione cloud per la gestione della sicurezza sui cantieri.
Tutti i dati, lavori, ricerche ed informazioni possono essere ospitati su strutture web totalmente sicure e nel pieno rispetto della privacy definite CLOUD.
Grazie alle evoluzioni tecnologie il mondo web e in particolare il CLOUD offre la possibilità di operare direttamente sul cantiere rilevando i dati necessari e di poter completare il lavoro in loco o comodamente da casa/ufficio.
Diventa semplice e immediato poter dialogare in tempo reale con i colleghi o collaboratori dell’ufficio fornendo loro documenti aggiornati rapidamente e in condivisione.
Sicurnet cantieri CLOUD consente la redazione dei piani di sicurezza (POS/PSC/PSS), redazione piano amianto, Movimentazione Manuale dei Carichi con Metodo NIOSH e i rischi derivanti da spinta e traino (Snook & Ciriello), esposizione al rumore e alle vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) ed al corpo intero (WBV), redazione del Pimus, fascicolo e piano di manutenzione dell’opera.
CARATTERISTICHE PRINCIPALI
• Archivi di base completi delle fasi lavorative con attrezzature, sostanze, macchine ed opere provvisionali, apprestamenti, infrastrutture, schemi grafici. Gli archivi di base sono digitali ed utilizzabili tra di loro in maniera elettronica per la creazione di nuove schede di sicurezza dinamiche.
• Sopralluoghi e controlli di cantiere con storico di tutte le attività di vigilanza e controllo e programmazione delle visite in cantiere.
• Diagramma di GANTT: inserimento delle fasi lavorative del cantiere con relativa tempistica di realizzazione. La scelta delle fasi lavorative corrisponde alla scelta di una scheda di sicurezza che andrà a costituire il documento finale. Il diagramma di GANTT è sia temporale che spaziale e può essere facilmente esportato in pdf o in formato immagine.
• Gestione delle sospensioni e visualizzazione stati di avanzamento delle lavorazioni.
• Studio delle interferenze per fasi lavorative di una stessa impresa, più imprese, per una o più zone di cantiere; a preventivo ed a consuntivo.
• Le interferenze individuate dal diagramma di GANTT vengono analizzate ed associate a rischi aggiuntivi da poter caricare negli archivi di base con i relativi DPI correlati.
• Calcolo automatico dei costi della sicurezza: i DPI, gli apprestamenti e le attrezzature previste vengono in automatico trasferite alla sezione dei costi della sicurezza speciale dove inserendo le quantità ed i prezzi unitari è possibile effettuare la stima dei costi della sicurezza.
• Collegamenti a prezzari regionali per la stima dei costi della sicurezza.
• Calcolo uomini giorno (in base all’importo opera da realizzare; Incidenza percentuale della manodopera sulla realizzazione dell’opera; costo medio orario della manodopera; n.ro ore lavorative giornaliere).
• Struttura PSC: voce Segnaletica, per la stampa della segnaletica di cantiere.
• Possibilità di archiviare vari file nella sezione Allegati.

Posa in opera di parapetti provvisori, prefabbricati di varie tipologie o da assemblare sul posto. Grazie alla rapidità e facilità di installazione e alla flessibilità che ne consentono il montaggio su differenti tipi di supporto con vari sistemi di fissaggio. In particolare per i lavori di manutenzione su coperture, costituiscono la principale alternativa alla predisposizione di un ponteggio completo contornante tutta la copertura.
I parapetti provvisori più utilizzati (cosiddetti guardacorpo) sono costituiti da aste verticali (montante prefabbricato) ancorate al supporto con ganascia a morsa o piastra tassellata, sulle quali vengono montate le traverse orizzontali (correnti e fermapiedi).
Nella realizzazione di parapetti sono da prevedere le seguenti fasi:
• accesso alla quota di lavoro per la fase di montaggio;
• installazione dei montanti di altezza adeguata e verifica della loro stabilità;
• installazione dei correnti e della tavola fermapiede.
PROCEDURE DI LAVORO
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati.
• Questi sistemi devono essere realizzati secondo i requisiti dettati dalla norma tecnica UNI EN 13374:2004, rispetto ai parapetti tradizionali.
• I parapetti, come tutte le opere provvisionali devono essere allestiti con buon materiale e secondo la regola dell’arte.
• Prima di procedere alla esecuzione di lavori su coperture e simili, fermo restando l’obbligo di predisporre sistemi collettivi di protezione dei bordi, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente per sostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego.
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature. 
• Nei lavori eseguiti ad un'altezza superiore a mt 2,00 allestire idonee opere provvisionali dotate di parapetti devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto e in buono stato di conservazione.
• Il parapetto deve essere costituito da uno o più correnti paralleli all’intavolato, il cui margine superiore sia posto a non meno di 1 metro dal piano di calpestio, e di tavola fermapiede alta non meno di 20 centimetri, messa di costa e poggiante sul piano di calpestio.
• Correnti e tavola fermapiede non devono lasciare una luce, in senso verticale, maggiore di 60 centimetri.
• Al fine di limitare le aperture dei parapetti è consentito l’utilizzo di reti di sicurezza certificate; in questo caso la rete di sicurezza costituisce la protezione intermedia, sostitutiva del corrente intermedio del parapetto.
• Il guardacorpo deve essere montato seguendo scrupolosamente le indicazioni contenute nel manuale di istruzioni fornito dal costruttore, che deve essere quindi presente in cantiere, in particolare accertando se nelle istruzioni sono previsti limiti all’uso.
• I componenti del parapetto, costruiti allo scopo dal produttore, devono essere marcati e deve essere riportata la designazione con la classe di appartenenza (A, B, C), identificazione del costruttore, anno di costruzione.
• Dalla marcatura sono esclusi pertanto i correnti e fermapiedi in legno, che dovranno essere integri, avere le dimensioni indicate dal costruttore (in genere altezza 15-20 cm.,spessore 2,5 cm., lunghezza sufficiente a garantire che sporgano oltre 20 cm. a lato del montante), dovranno essere fissati rigidamente ai montanti.
• I guardacorpo saranno oggetto di ispezione: prima del montaggio e dopo lo smontaggio, durante l’uso, periodicamente.
• In tutti i casi in cui il parapetto abbia subito arresto di caduta, deve essere  immediatamente ritirato dal servizio e  sottoposto a controllo.
• I parapetti devono essere scelti in relazione alle pendenze e all’altezza di caduta infatti sono suddivisi in classi che identificano anche le caratteristiche di resistenza.
• I posti di lavoro e di passaggio devono essere idoneamente difesi contro la caduta e l'investimento di materiali. Ove non sia possibile la difesa con mezzi tecnici, devono essere adottate altre misure o cautele adeguate.
• I depositi temporanei di materiali ed attrezzature sul manto di copertura devono essere realizzati tenendo conto dell'eventuale pendenza del piano e devono essere posti o vincolati per impedire la caduta e lo scivolamento.
• Le zone d'accesso ai posti di lavoro o di transito esposte a rischio di caduta di materiale dall'alto ed i posti fissi di lavoro a terra (caldaia) devono essere protette da impalcature parasassi.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti. 
• Non lasciare incustoditi attrezzi taglienti, ma riporli sempre negli appositi contenitori o, comunque, in modo da non causare danni in caso di cadute accidentali.

L’ingresso e l’uscita dall’area di lavoro del personale e dei materiali devono avvenire esclusivamente attraverso unità di decontaminazione sia del personale sia dei materiali, per decontaminare adeguatamente gli addetti e gli involucri di rifiuti del cantiere, nonché per limitare al massimo la dispersione di amianto all’esterno del cantiere.
L’area di decontaminazione è composta da 4 zone distinte:
o Locale di equipaggiamento
Questa zona avrà due accessi, uno adiacente all'area di lavoro e l'altro adiacente al locale doccia. Pareti, soffitto e pavimento saranno ricoperti con un foglio di plastica di spessore adeguato. Un apposito contenitore di plastica deve essere sistemato in questa zona per permettere agli operai di riporvi il proprio equipaggiamento prima di passare al locale doccia.
o Locale doccia
La doccia sarà accessibile dal locale equipaggiamento e dalla chiusa d'aria. Questo locale dovrà contenere come minimo una doccia con acqua calda e fredda e sarà dotato ove possibile di servizi igienici. Dovrà essere assicurata la disponibilità continua di sapone in questo locale.
Le acque di scarico delle docce devono essere convenientemente filtrate prima di essere scaricate.
o Chiusa d'aria
La chiusa d'aria dovrà essere costruita tra il locale doccia ed il locale spogliatoio incontaminato. La chiusa d'aria consisterà in uno spazio largo circa 1.5 m con due accessi. Uno degli accessi dovrà rimanere sempre chiuso: per ottenere ciò è opportuno che gli operai attraversino la chiusa d'aria uno alla volta.
o Locale incontaminato (spogliatoio)
Questa zona avrà un accesso dall'esterno (aree incontaminate) ed un'uscita attraverso la chiusa d'aria. Il locale dovrà essere munito di armadietti per consentire agli operai di riporre gli abiti dall'esterno. Questa area servirà anche come magazzino per l'equipaggiamento pulito.
ISTRUZIONI OPERATIVE 
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature.
• Tutti gli operai devono essere informati e formati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, sull’uso delle maschere respiratorie e sulle procedure per la rimozione, la decontaminazione e pulizia del luogo di lavoro.
• Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni.
• Per realizzare un efficace isolamento dell'area di lavoro, oltre all'installazione delle barriere deve essere impiegato un sistema di estrazione dell'aria allo scopo di mettere in depressione il cantiere di bonifica rispetto all'esterno. 
• Elencare ed affiggere nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia le procedure di lavoro e di decontaminazione che devono essere eseguite dagli operai.
• La doccia deve essere dotata di acqua calda e fredda e deve essere assicurata la disponibilità continua di sapone.
• Le acque di scarico delle docce devono essere filtrate prima di essere scaricate.
• La chiusa d'aria deve essere costruita tra il locale doccia ed il locale spogliatoio incontaminato e consisterà in uno spazio largo circa 1.5 m con due accessi. Uno degli accessi rimane sempre chiuso: gli operai attraverseranno la chiusa d'aria uno alla volta.
• Il pavimento della doccia deve essere dotato di un “troppo pieno” al fine di mantenere sempre un pelo d’acqua per un’adeguata pulizia della suola delle calzature. 
• Lo spogliatoio deve essere dotato di armadietti per consentire agli operai di riporre gli abiti dall'esterno.
• Le porte dei locali in successione devono essere realizzate con teli di polietilene contrapposti fissati a guisa di tenda, oppure possono essere rigide e intelaiate provviste di griglie unidirezionali per il passaggio dell’aria, dotate anche di molle di richiamo, in modo che si richiudano automaticamente dopo ogni passaggio.
• Il passaggio dei rifiuti e degli altri materiali deve avvenire attraverso un’unità distinta che non deve essere usata per l’entrata e l’uscita degli addetti.
• Le acque di scarico del lavaggio dei materiali devono essere filtrate, a pressione, prima di essere immesse nelle fognature.
• Usare filtri riempiti con ossido di magnesio granulare con diametri diversi, per garantire una filtrazione di particelle fino a 5 micron.
• I filtri devono essere sostituiti frequentemente ed uniti al materiale inquinato da amianto da smaltire.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti.
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.

Attrezzatura con la funzione di sollevare un veicolo ad un'altezza tale da consentire di verificare dal basso le strutture e gli organi di trasmissione del veicolo. 
Il ponte sollevatore può essere di diverse tipologie e portate:
o Ponte sollevatore a due colonne in acciaio ad alta resistenza, fissate a terra mediante tasselli, dotato di bracci mobili telescopici del tipo asimmetrico, con bloccaggio automatico in posizione di lavoro e con meccanismo di sollevamento tramite scorrimento meccanico o mediante l’ausilio di cilindri idraulici ;
o Ponte sollevatore a quattro colonne e due piattaforme laterali, sulle quali il veicolo viene fatto salire con le ruote. Le piattaforme laterali sono, generalmente, poste al di sopra il livello del pavimento e, per facilitare la salita, sono dotate di piani di inclinati ad esse incernierati, in materiale metallico con superficie zigrinata antiscivolo;
o Sollevatore portatile, dotato di ruote per essere utilizzato dove è necessario. Ha un funzionamento di tipo pneumatico e la discesa è protetta da un sistema meccanico dentato, che in caso di rottura dell'impianto oleodinamico, l'abbassamento non possa avvenire per più di uno stop
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa.
Tale documentazione deve, inoltre, fornire le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte.
Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzatura a motore, macchinari ecc. non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza.
Prima dell'introduzione in cantiere di utensili, attrezzature a motore, macchinari ecc. dovranno essere eseguite periodicamente verifiche sullo stato manutentivo, ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
PROCEDURE DI LAVORO 
• Verificare che il ponte sollevatore e l'ambiente in cui è installato possano garantire un'altezza di sollevamento pari ad 1,8 m per veicoli di massa pari almeno a 3500 kg
• Verificare la presenza di uno spazio libero di larghezza di almeno 60 cm, intorno al ponte
• Verificare che i dati necessari per il funzionamento sicuro del ponte o della piattaforma di sollevamento siano indicati in modo chiaro e ben visibile per l’utente e collocati nei pressi degli organi di comando del mezzo di sollevamento
• Indicare la portata nominale (massima) del sollevatore sia sul ponte e la piattaforma che presso il quadro di comando
• Non è consentito superare la portata nominale indicata sull’impianto
• Prima di azionare il sollevamento, accertarsi che nessuno sia messo in condizioni di pericolo. L’addetto è responsabile del corretto e sicuro esercizio del mezzo
• Il quadro di comando deve essere collocato in posizione che permetta una sicura manovra sull’impianto e che governi tutta la zona ove è ubicato. Il quadro deve comprendere almeno un pulsante di comando della salita ed un pulsante di comando della discesa ed un pulsante di arresto di emergenza. I pulsanti di alzata e discesa devono essere opportunamente protetti contro ogni azionamento accidentale e quello di emergenza, non protetto, deve essere del tipo a fungo e di colore rosso
• I ponti e le piattaforme sollevabili devono essere muniti di un dispositivo collocato sotto la parte inferiore della struttura mobile, atta ad arrestare la corsa di discesa del mezzo qualora parti del corpo del lavoratore interferiscano nella zona pericolosa interessata dalla struttura in movimento. Tali dispositivi possono essere costituiti da barriere immateriali (fotocellule) oppure da pannelli montati sotto tutti i lati e collegati ad un sistema di blocco, atti ad arrestare immediatamente la corsa qualora avvenga un contatto con un corpo estraneo (es.: piede del lavoratore)
• Verificare la presenza di dispositivi di sicurezza contro l'improvvisa perdita di pressione nel sistema idraulico
• Verificare la presenza della pulsantiera con comandi in bassa tensione a “uomo presente” 
• Verificare la presenza di pedane di lunghezza non inferiore a 4500 mm e larghezza non inferiore a 600 mm
• Verificare la presenza del dispositivo di sincronizzazione degli organi di sollevamento, tale da garantire l'allineamento delle pedane indipendentemente dalle distribuzioni di carico
• I ponti muniti di balconcini laterali e le piattaforme, per quanto possibile tecnicamente, devono essere dotati di parapetti protettivi verso i lati aperti, atti a trattenere la caduta da posizione sopraelevata. Detti parapetti devono avere altezza di almeno 1 metro ed essere costituiti da almeno due correnti oppure da elementi verticali opportunamente distanziati. La corsa d’alzata del ponte della piattaforma o dei tavoli di sollevamento non deve superare i 2 metri 
• Colorare con zebrature giallo/nere gli organi mobili al fine di evidenziare maggiormente le fonti di pericolo
• Chiare e semplici istruzioni sull’uso dei ponti e delle piattaforme devono essere riportate su un cartello all’uopo destinato, contenente anche obblighi e divieti e applicato in prossimità del posto di manovra dell’impianto
• Attuare la sicurezza delle macchine, nel pieno rispetto della direttiva macchine e delle altre norme vigenti in materia, predisponendo dispositivi di protezione (carter) degli organi di trasmissione
• Verificare la presenza del dispositivo di sicurezza nei confronti del sovraccarico
• Verificare con periodicità trimestrale la funzionalità delle funi e catene del ponte di sollevamento delle autovetture
• Verificare che il ponte sollevatore sia omologato CE
• Vietare l’uso di indumenti che possono impigliarsi, bracciali, orologi, anelli, catenine ed altri oggetti metallici.

INFOSCHEDULER WEB è il nuovo calendario totalmente WEB per gestire le scadenze/attività aziendali nell’ambito della sicurezza aziendale (formazione, visite mediche, presidi antincendio, riunione periodica, nomine figure aziendali, ecc.) oppure creando scadenze personalizzate (appuntamenti, eventi, ecc.).
Le scadenze inserite vengono associate a calendari per l’invio automatico di email con riepilogo giornaliero delle scadenze.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:
  • Impostazioni delle giornate di lavoro e delle fasce per adattare il software alle attività. Selezionando un incarico già assegnato, compare la relativa descrizione dettagliata del suo contenuto.
  • Pianificazione personalizzata: con InfoschedulerWEB è possibile modulare la schedulazione secondo le vostre esigenze per una visione precisa (mattino, pomeriggio e giornata) o più sintetica (settimanale, mensile).
  • Con un solo click, si può filtrare la visualizzazione del planning. E' possibile scegliere di visualizzare un solo calendario o più calendari: ciò vi permetterà di avere un controllo preciso e rapido delle attività della vostra azienda velocemente
  • Con la funzione ricorrenza, potete creare un incarico periodico facilmente (settimanale, mensile…) sul planning board e risparmiare quindi tempo.
  • Sincronizzazione del planning con Outlook per permettere a tutte le risorse di seguire il planning (non serve una licenza supplementare)
  • Invio e–mail automatica, reminder della ricorrenza secondo fasce di preavviso (15 giorni prima, 1 mese prima, ecc.)
  • Collegamento a Sicurnet Lavoro per le scadenze di visite mediche, formazione lavoratori, controlli e verifica presidi antincendio, riunione periodica, ecc.
  • Creazione di calendari illimitati
  • Possibilità di allegare agli eventi creati da InfoschedulerWEB file in formato pdf e doc
CALENDARI CONDIVISI
Possibilità di collegare i calendari di INFOSCHEDULER CLOUD ad applicazioni esterne per la gestione delle scadenze.
E’ possibile condividere i calendari di INFOSCHEDULER CLOUD tramite:
1) Outlook
2) Google Calendar
3) Smartphone e Tablet
Per Outlook
Sarà necessario inserire il link presente generato dal web service nella sezione calendari internet di Outlook.
Attenzione questa funzionalità e’ valida per Office 2007 e versioni successive
Per Google Calendar
Google Calendar è un sistema di calendari concepito da Google.
Google dà infatti la possibilità di creare più calendari, di condividere gli stessi e
importarli da altri servizi on-line (Yahoo! Calendar, MSN Calendar, ecc.) o sul computer (iCal, Outlook, ecc.). Google Calendar è parte integrante dell'account Google, e si integra con gli altri servizi.
Questa applicazione sta diventando sempre più diffusa grazie all'ottimo servizio gratuito di notifica via SMS degli eventi del calendario
Puoi ricevere notifiche relative ai tuoi eventi sul telefono tramite SMS. Se possiedi uno smartphone, puoi invece ricevere notifiche da un'app di calendario.
Per Smartphone e Tablet
Inserire il link generato da InfoschedulerWEB in una APP presente nei dispositivi proprietari.
Sia per APP integrate,  che di terze parti,  esempio CalenMob - Google Calendar APP etc.

Ai fini della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, il Capo II del DI concerne le disposizioni relative all’attività di approntamento e smantellamento di strutture allestitive,tendostrutture o opere temporanee utilizzate nelle manifestazioni fieristiche. 
Tali disposizioni si applicano esclusivamente alle fasi di montaggio e smontaggio di strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee,configurandosi un’attività assimilabile a quella cantieristica.
Sono escluse dal campo di applicazione le strutture allestitive aventi un ridotto sviluppo in altezza, inferiori a 6,50 m o aventi, nel caso delle strutture allestitive biplanari, il secondo livello di contenute dimensioni, inferiore a 100 m2.
Sono anche escluse le tendostrutture con un’altezza all’estradosso fino a 8,50 m e strutturalmente indipendenti, fornite dal fabbricante sotto forma di kit con dettagliate indicazioni circa configurazioni e carichi massimi.
Se nel contesto di manifestazioni fieristiche vengono allestite specifiche opere temporanee destinate a spettacoli musicali, cinematografici e teatrali, per queste trova applicazione il Capo I del DI.
2 Particolari esigenze
L’articolo 7 del DI elenca le particolari esigenze che caratterizzano le attività di montaggio e smontaggio delle strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee. Esigenze che hanno condotto all’emanazione dello stesso DI ai fini dell’applicabilità del Titolo IV del d.lgs. n. 81 del 2008.
3 Terminologia del settore e definizioni
3.1 - Terminologia del settore
L’articolo 5 del DI riporta le definizioni in uso nel settore fieristico.
3.2 - Cantiere
È il luogo ove si svolgono le attività di montaggio e smontaggio della singola struttura allestitiva, tendostruttura o opera temporanea. All’interno di un quartiere fieristico vi possono essere più cantieri contemporaneamente, ognuno afferente ad un distinto committente.
3.3 - Committente
È il soggetto che esercita concretamente i poteri decisionali e di spesa di cui è titolare, per conto del quale vengono realizzate le attività di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee per manifestazioni fieristiche.
Qualunque sia il tipo di organizzazione adottata per l’evento, il soggetto individuato quale
committente è colui sul quale ricadono gli obblighi di cui agli articoli 90, 93, 99, 100 e 101 del d.lgs. n. 81 del 2008.
Il committente ha la facoltà di avvalersi del responsabile dei lavori come definito all’articolo 89 del d.lgs. n. 81 del 2008 ed è esonerato dalle responsabilità connesse airadempimento degli obblighi limitatamente all’incarico conferito al responsabile dei lavori. Corre l’obbligo segnalare che la designazione dei coordinatori non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica degli obblighi richiamati all’articolo 93, comma 2, del d.lgs. n. 81 del 2008.
Il committente raccoglie e mette a disposizione, dei soggetti interessati (progettista, coordinatori, ecc.) le informazioni concernenti il sito di installazione della struttura allestiva, tendostruttura o opera temporanea di cui all’Allegato IV del DI e le eventuali documentazioni e le certificazioni della struttura allestiva, tendostruttura o opera temporanea da tenere a disposizione degli utilizzatori, organi di vigilanza, ecc.. Le informazioni di cui sopra devono intendersi quale elenco necessario e non esaustivo.
4 Luogo o sito della manifestazione
Nella prassi comune le situazioni in cui avrà luogo l’installazione di strutture allestitive,
tendostrutture o opere temporanee sono:
• all’interno di una struttura organizzata, al chiuso o all’aperto;
• all’interno di un’area organizzata una tantum per il particolare evento.
Al fine della realizzazione delle strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee è
necessario individuare le principali caratteristiche tecniche del sito di installazione, ed almeno quelle riportate nell’Allegato IV al DI.
Il gestore del sito di installazione dovrà predisporre la documentazione riportante le suddette caratteristiche e metterla a disposizione del committente.
Il gestore/organizzatore, nella veste di datore di lavoro committente, verificata l’esistenza di interferenze fra le proprie attività e quelle dei cantieri in allestimento per conto degli espositori, deve anche predisporre e mettere a disposizione dei suddetti espositori il documento unico di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26 del d.lgs. n. 81 del 2008 i cui contenuti minimi sono riportati nell’Allegato V del DI.
5 Misure preventive
L’articolo 8 e 9 del DI riportano le modalità applicative dei precetti del Capo I e II del Titolo IV del d.lgs. n. 81 del 2008 in considerazione delle particolari esigenze che caratterizzano le attività di approntamento e smantellamento di strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee per manifestazioni fieristiche. Oltre a quanto già espresso nei punti 3 e 4 precedenti riveste particolare importanza quanto di seguito riportato.
5.1 - Valutazione idoneità delle imprese
Il committente ha il preciso obbligo di verificare preliminarmente all’affidamento dei lavori l’idoneità tecnico professionale delle imprese affidatane ed esecutrici nonché dei lavoratori autonomi a cui intende affidare i lavori di allestimento. Per le attività che rientrano nel campo di applicazione del DI detta valutazione può essere svolta, attraverso l’acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio industria e artigianato e del documento unico di regolarità contributiva, corredato da autocertificazione in ordine al possesso degli altri requisiti previsti dall’Allegato XVII del d.lgs. n. 81 del 2008. Nel caso di subappalti o contratti d’opera, per le imprese affidatane valgono gli obblighi di cui all’articolo 97 del d.lgs. n. 81 del 2008.
Le imprese straniere possono dimostrare al Committente la loro idoneità tecnico professionale mediante l’utilizzo del modello riportato nell’Allegato II del DI.
5.2 - Contenuti minimi dei piani della sicurezza
L’Allegato VI del DI elenca i contenuti minimi dei piani di sicurezza e coordinamento e dei piani operativi di sicurezza in considerazione delle particolari esigenze che caratterizzano il settore oggetto delle presenti istruzioni. Con le indicazioni di cui all’Allegato VI trovano applicazione i modelli semplificati del piano operativo di sicurezza (POS) e del piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) di cui al decreto interministeriale 9 settembre 2014.
Nel caso in cui le strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee abbiano dimensioni contenute, tali da rientrare nelle esclusioni di cui all’articolo 6, comma 3 del DI, le interferenze fra le varie attività lavorative debbono essere gestite mediante il coordinamento e la cooperazione dei datori di lavoro di cui all’articolo 26 del d.lgs. n. 81 del 2008.
Tratto dalla Circolare 24 dicembre 2014, n. 35