Infotel
E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

Infotel ti aspetta ad Ambiente Lavoro Convention Nazionale
Il 13 e il 14 Settembre 2017 presso Pad. B Stand A35-A37 nel Quartiere Fieristico di Modena.
Solo per i nostri clienti, sono disponibili biglietti d’ingresso con riduzione (50,00 € più iva 22% ) fino ad esaurimento scorte.
TELEFONA allo 0828.346501, sono a tua disposizione Enzo, Vittorio e Donatella per rispondere ad ogni tua richiesta.
Vieni a scoprire le novità del mondo Sicurweb
  • MODULO HACCP
  • MODULO CFP
  • GESTIONE MULTI PROTOCOLLO FORMAZIONE
  • TEMPLATE ATTESTATI VERTICALI
  • GESTIONE FORMAZIONE FRAZIONATA
  • REPORT DPI, FORMAZIONE IN ORE
  • STATISTICHE
  • MODULO STRESS – QUESTIONARI ON LINE PER I DIPENDENTI
  • SEGNALAZIONE NEARMISS DIPENDENTI
  • GESTIONE AUDIT E VERIFICA ISPETTIVE

Macchina semovente destinata alla perforazione, costituita da un carro semovente su cingoli all’interno del quale è alloggiato il motore endotermico ad alimentazione diesel per la trazione, per l’alimentazione elettrica e per il funzionamento delle pompe idrauliche. Le pompe per l’esecuzione delle perforazioni e per l’avanzamento della testa di perforazione sono spesso azionate da motori elettrici posti nel carro ed alimentati dalla linea elettrica a media tensione di galleria; questo avviene soprattutto con i posizionatori più grandi che impegnano una notevole quantità di energia.
All’interno del carro trovano inoltre posto i vari serbatoi di carburante, di olio idraulico, di acqua di raffreddamento ecc. Sull’asse longitudinale del carro (lato anteriore e posteriore) sono imperniate una o più spesso due coppie di bracci telescopici, che possono ruotare sul loro perno e gli stessi possono essere allungati od accorciati in modo da raggiungere i vari punti di lavoro; inoltre, allungando ed accorciando i bracci anteriore e posteriore in modo differenziato, si possono eseguire fori con diverse angolazioni rispetto all’asse della galleria. L’apparecchiatura in fase di lavoro viene comandata da un quadro a consolle per ogni braccio, dotato di gambe di appoggio, in modo da dare all’operatore addetto ai comandi, la visione della zona di lavoro. Il posizionatore può inoltre disporre di un braccio articolato dotato di cestello in modo da permettere ad una o più persone operazioni a boccaforo in quota, quali iniezioni, cianfrinature e controlli.
UTILIZZO IN SICUREZZA
• La macchina deve essere utilizzata esclusivamente da personale adeguatamente addestrato ed a conoscenza delle corrette procedure di utilizzo.
• Prima di utilizzare la macchina assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi condizione pericolosa. 
• Prima di utilizzare la macchina accertarsi dell'esistenza di eventuali vincoli derivanti da limitazioni di carico (terreno, pavimentazioni, rampe), ostacoli, limiti di ingombro. 
• La cabina deve essere insonorizzata e provvista di impianto di climatizzazione con filtro per abbattimento della polvere, in modo da garantire il completo isolamento dell'operatore e delle attrezzature dall'esterno.
• Tenere, durante gli spostamenti, l'attrezzatura ad un’altezza dal terreno, tale da assicurare una buona visibilità e stabilità.
• Utilizzare la macchina sempre a velocità tali da poterne mantenere costantemente il controllo.
• Mantenere sempre puliti da grasso, olio, fango, i gradini di accesso e gli appigli per la salita al posto di guida.
• Non utilizzare, come appigli per la salita sulla macchina, né le tubazioni flessibili, né i comandi, in quanto non offrono garanzie per una sicura tenuta; inoltre, lo spostamento di un comando può provocare un movimento della macchina o dell'attrezzatura di scavo.
• Non salire o scendere mai dalla macchina quando questa è in movimento.
• Dopo essere saliti in cabina, usare la macchina solo rimanendo seduti al posto di guida. Rimanere sempre con la testa, il corpo e gli arti, dentro la cabina di guida, in modo da non esporsi ad eventuali rischi presenti all'esterno.
• Garantirsi, prima di muovere la macchina una buona visione della zona circostante.
• Prima di avviare la macchina regolare e bloccare il sedile di guida in posizione ottimale
• Verificare sempre la consistenza del terreno, in caso di vicinanza di opere di sostegno, assicurarsi anche dello stato di queste ultime, onde evitare, per il sovrappeso della macchina, il cedimento del muro ed il ribaltamento del mezzo.
• Verificare preventivamente che, nella zona di lavoro, non vi siano cavi, tubazioni interrate, interessate dal passaggio di corrente elettrica, gas, acqua.
• In caso di lavori notturni, verificare, preventivamente la zona di lavoro; utilizzare comunque, tutte le luci disponibili.
• Non si deve utilizzare l’attrezzatura in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti riportati nella Tabella I dell’Allegato IX del D.lgs. n.81/08 e s.m.i.
• Per il carico/scarico ed il trasporto della macchina, utilizzare gli appositi pianali ribassati, dotati di rampe d'accesso di adeguata pendenza e dei necessari sistemi di bloccaggio della macchina; compiere sempre questa operazione in una zona pianeggiante, con terreno di adeguata portanza.
• I segnali di avvertimento e i pittogrammi di segnalazione dei pericoli devono attenersi ai principi generali della ISO 9244 ed essere realizzati con materiali durevoli.
• Nel caso di manutenzioni su parti della macchina irraggiungibili da terra, utilizzare scale, piattaforme, ecc., rispondenti ai criteri di sicurezza (appoggi, parapetti, ecc.).
• Non eseguire mai interventi di manutenzione con il motore acceso, salvo ciò sia prescritto nelle istruzioni per la manutenzione della macchina. 
• In caso di intervento in luogo chiuso (officina) o ambiente confinato (galleria) predisporre un sistema di depurazione o allontanamento dei gas di scarico.
• In caso di interventi sulla macchina o su parti di essa, con sollevamento delle stesse, bloccare sempre il tutto, utilizzando mezzi esterni; nel caso in cui la stessa non sia stata ancora bloccata adeguatamente, evitare il passaggio di persone, sotto l'attrezzatura o nelle immediate vicinanze.
• Prestare la massima attenzione durante l'attraversamento di zone che manifestino irregolarità superficiali, esse potrebbero interrompere la continuità dell'aderenza o della trazione sul terreno della macchina con pericolo di scivolamenti laterali e/o ribaltamenti 
• Verificare che la forma e la posizione del posto dell'operatore siano tali da garantire visibilità sufficiente della zona di guida e della zona di lavoro. Per ovviare a una visione diretta insufficiente, dovranno essere previsti dei dispositivi supplementari, quali specchietti, congegni a ultrasuoni o dispositivi video.
• Verificare la presenza delle seguenti strutture protettive: 
o struttura di protezione ROPS in caso di ribaltamento; struttura di protezione FOPS contro la caduta di oggetti dall'alto; 
o struttura di protezione TOPS in caso di rovesciamento laterale (per gli escavatori compatti con cabina).
• Verificare che le parti mobili atte a trasmettere energia all'interno di una macchina movimento terra o le parti calde siano posizionate o munite di protezioni per ridurre al minimo il rischio di schiacciamenti, cesoiamenti, tagli e contatto con superfici calde. 
• Schermi e ripari dovranno essere progettati in modo da rimanere ben fissati al loro posto.
• L'apertura e il bloccaggio dovranno poter essere effettuati in modo facile e sicuro. Nei casi in cui l'accesso è necessario solo raramente, dovranno essere montati ripari fissi smontabili per mezzo di attrezzi. Quando l'accesso è necessario di frequente per motivi di riparazione o di manutenzione, potranno essere installati ripari mobili. Se possibile schermi e ripari dovranno rimanere incernierati alla macchina quando sono aperti.
• Verificare la presenza di protezioni al motore e agli organi di trasmissione del moto. 
• Verificare la presenza della targhetta con i dati del costruttore e indicazioni sulla potenza sonora emessa dalla macchina, nonché i cartelli per le principali norme di sicurezza all'uso della macchina.
• Controllare l'efficienza delle luci e dei dispositivi di avvertimento e segnalazione, avvertitore acustico, sistema di segnalazione luminosa.
• Controllare l'efficienza di tutti i dispositivi atti a ridurre il rumore e le vibrazioni prodotte dagli utensili.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti.
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.


ILLUMINAZIONE DEL PONTEGGIO
Installare apparecchi per l’illuminazione del ponteggio con luci in bassa tensione all’altezza di mt 2.00 da terra e fari alogeni per l’illuminazione dei prospetti, necessari per segnalare la presenza del ponteggio alla circolazione stradale e per illuminare aree soggette a violazioni da parte di terzi per la scarsa illuminazione presente nel sito. Un apposito quadro elettrico provvederà, in modo autonomo ed automatico, all’accensione/spegnimento secondo un programma ed in funzione della data, dell’ora e della posizione geografica del ponteggio.
PROCEDURE DI SICUREZZA
• Il datore di lavoro ha l'obbligo di far realizzare gli impianti a imprese qualificate e aventi i requisiti professionali previsti dalla legge.
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati, formati ed addestrati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature.
• Le imprese installatrici sono tenute ad eseguire gli impianti a regola d'arte utilizzando allo scopo materiali parimenti costruiti a regola d'arte. I materiali ed i componenti realizzati secondo le norme tecniche di sicurezza dell'Ente italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI), nonché nel rispetto di quanto prescritto dalla legislazione tecnica vigente in materia, si considerano costruiti a regola d'arte.
• Alla fine dell'installazione l’impresa installatrice deve rilasciare la dichiarazione di conformità degli impianti con tutti gli allegati obbligatori richiesti dalla normativa.
• Le luci da ponteggio devono essere conformi alle norme CEI EN 60598-1:2009 e CEI 34-21, ed essendo esposte a spruzzi durante le lavorazioni di cantiere, devono avere un grado di protezione minimo IP44 e un isolamento di classe II.
• I corpi illuminanti devono essere dotati di diffusori o altri sistemi atti ad evitare fenomeni di abbagliamento.
• Gli impianti di illuminazione devono essere disposti in modo tale che il tipo di illuminazione previsto non presenti rischi di infortunio per i lavoratori.
• I corpi illuminanti devono essere installati in posizioni comode e protette contro gli urti accidentali, devono essere disposti in posizione ed altezza dal piano di calpestio tali da rendere il loro utilizzo agevole e sicuro.
• Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere in grado di consentire ispezioni, manutenzioni e sostituzioni in modo agevole ed in ogni caso senza arrecare danno a persone o cose.
• I cavi di alimentazione (essendo l’apparecchio mobile) devono essere adatti alla posa mobile, quindi di tipo H07RN-F o equivalenti.
• I componenti degli impianti di illuminazione devono essere montati in modo da controllare il flusso luminoso emesso al fine di evitare che i fasci luminosi possano colpire direttamente gli apparati visivi delle persone.
• Tutti gli elementi costituenti devono essere idonei ad assicurare stabilità e resistenza all’azione di sollecitazioni meccaniche in modo da garantirne durata e funzionalità nel tempo garantendo allo stesso tempo la sicurezza degli utenti.
• I corpi illuminanti devono avere un'asola sulla parte posteriore della base, per consentire il fissaggio su chiodo o vite, oppure, direttamente sui pali o sui tubi delle impalcature, mediante l'uso di una o due fascette.
• Gli apparecchi d'illuminazione devono essere mantenuti ad adeguata distanza dagli oggetti illuminati, se questi ultimi sono combustibili.
• Essi devono essere facilmente identificabili per consentire un facile utilizzo. Deve essere presente un cartello sul quale sono riportate le funzioni degli interruttori nonché le azioni da compiere in caso di emergenza su persone colpite da folgorazione.
• Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere atti a consentire la collocazione in opera di altri elementi in caso di necessità.
• Gli elementi costituenti l'impianto di illuminazione devono essere montati in opera in modo da essere facilmente smontabili senza per questo smontare o disfare l'intero impianto.
• I cavi di collegamento, spine e prolunghe devono avere sezione adeguata al carico.
• I cavi di alimentazione elettrica devono essere stagni o resistenti all’acqua e coperti con apposite canaline copricavo, al fine di evitare il più possibile pericoli d’inciampo.
• Gli attacchi e i cavi usati all'esterno per le forniture di corrente devono avere indice di protezione non inferiore a IP 64, in quanto sottoposti a calpestio e a possibile umidità e devono essere posti sotto la protezione di un interruttore differenziale a intervento rapido, con IDN < 0,03.
• I lavoratori devono essere formati sulle procedure atte a far fronte a situazioni di emergenza relative ad incendi o pronto soccorso.
• Non si deve utilizzare l'acqua per spegnere un incendio di natura elettrica. Sezionare l'impianto e utilizzare estintori a polvere o CO2.
• Se qualcuno è in contatto con parti in tensione non si deve tentare di salvarlo trascinandolo via, prima di aver sezionato l'impianto.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti.

SICURWEB 7.8
NUOVA VERSIONE
Sicurweb è il gestionale HSE che attua il monitoraggio e la valutazione dello stato dell’arte sulla gestione dei rischi salute, sicurezza e ambiente. Diventa lo strumento ottimale che consente all’azienda di acquisire maggiore consapevolezza sul proprio sistema di gestione HSE, sugli elementi di forza e sulle aree di miglioramento utilizzato da chi ricopre ruoli e responsabilità chiave, e che sia in grado di rafforzare i legami e le sinergie tra le diverse figure della sicurezza.
L’assessment HSE può essere svolto sull’intera organizzazione, su uno o più siti dell’organizzazione, sui fornitori e sulle imprese esterne, per verifica o selezione da parte dell’organizzazione.
Il sistema è totalmente WEB e modulare, rivolto alle Medie e Grandi aziende, Enti Pubblici e Privati, liberi professionisti, centri di formazione e a tutti i soggetti che rientrano nel campo di applicazione di adozione e attuazione di un modello organizzativo.

La nuova versione contiene importanti novità e nuove funzionalità sui seguenti moduli:
  • BACKOFFICE
  • CRM
  • GESTIONALE FORMAZIONE
  • PIATTAFORMA FAD
  • MODULO CFP (Nuovo Modulo)

Per leggere tutti i dettagli e approfondire le nuove funzionalità si consiglia di visitare la seguente pagina web:

DPI ANTICADUTA

Dispositivi individuali per il posizionamento e la trattenuta sul lavoro. Consentono a chi deve operare  in altezza con sostegno su pali o altre strutture, di poter lavorare con entrambe le mani libere. Questi sistemi non sono destinati all’arresto delle cadute.



Sistemi di arresto di caduta
Tali dispositivi comprendono:
Imbracatura per il corpo;
Assorbitore di energia;
Sistema di collegamento ad un punto di ancoraggio sicuro.
Tali dispositivi devono essere ancorati ad un punto fisso.
L’imbracatura per il corpo  è un supporto per il corpo che ha lo scopo di arrestare la caduta,cioè un componente di un sistema di arresto caduta. L’imbracatura per il corpo può comprendere cinghie, accessori, fibbie o altri elementi disposti e montati opportunamente per  sostenere tutto il corpo di una persona e tenerla durante la caduta e dopo l’arresto della caduta.
L’elemento o gli elementi di attacco del dispositivo anti-caduta possono essere collocati in modo che, durante l’uso dell’imbracatura per il corpo, si trovino davanti al torace (attacco sternale), al centro di gravità, o  alle spalle  o alla schiena dell’utilizzatore (attacco dorsale).
Il cordino è un elemento di collegamento tra l’imbracatura per il corpo e un adatto punto di ancoraggio, sia fisso che scorrevole su guide rigide o flessibili. Un cordino può essere costituito da una corda di fibra sintetica, da una fune metallica, da una cinghia o una catena. Un assieme formato da cordino e un elemento di dissipazione di energia serve a limitare a 6 KN la forza che agisce su l’attacco di una imbracatura in un arresto di caduta.
Dispositivi di discesa
Dispositivi utilizzati per il salvataggio e l’evacuazione di emergenza per mezzo dei quali una persona può scendere da sola, o con l’assistenza di una seconda persona a velocità limitata da una posizione elevata ad una posizione più in basso.
Deve essere predisposta, nell’ambito della valutazione dei rischi, una procedura che preveda l’intervento di emergenza in aiuto dell’operatore, rimasto sospeso al sistema di arresto caduta, che necessiti di assistenza o aiuto da parte di altri lavoratori.
Quindi, nel caso in cui nei lavori in quota, si rende necessario l’uso di un sistema di arresto caduta, all’interno della unità di lavoro deve essere prevista la presenza di lavoratori che posseggano la capacità di operativa di garantire autonomamente l’intervento di emergenza in aiuto dell’operatore sospeso al sistema di arresto caduta.
SCELTA DEI DPI ANTICADUTA
Per una corretta valutazione dei rischi e quindi una scelta appropriata dei DPI il datore di lavoro deve:

Aspetti Tecnici
  • individuare la posizione del luogo di lavoro e valutarne i rischi;
  • individuare il metodo di accesso al luogo di lavoro più semplice da realizzare con i relativi rischi connessi;
  • valutare per entrambi i casi le misure tecniche preventive già esistenti o realizzabili;
  • valutare le possibilità di riorganizzazione del processo lavorativo e di accesso che ridurrebbero il rischio;
  • valutare la solidità strutturale del luogo di lavoro e le possibilità di ancoraggi sicuri.

La scelta di un sistema non adatto alla situazione  in cui ci si trova ad operare può rappresentare un rischio aggiuntivo per i lavoratori che potrebbero maturare la sensazione di essere protetti dal sistema inadeguato quando questo invece non è vero.

Aspetti Oggettivi
  • caratteristiche del luogo di lavoro (posizione, conformazione, ecc.);
  • esposizione ai rischi ambientali (altitudine, pericoli naturali, ecc.);
  • esposizione ai rischi dovuti all’attività umana (vicinanza di attività pericolose, ecc.).

Un altro elemento da non trascurare è la formazione dei lavoratori. 
La formazione però non deve essere fatta soltanto sulla tecnica di impiego e utilizzo del dispositivo di protezione: è necessario che vengano anche affrontate in modo completo le problematiche e le procedure del lavoro in altezza. 
Tutti i lavoratori in quota che utilizzano DPI anticaduta, indipendentemente dal tipo di lavoro svolto, devono ricevere una formazione con addestramento pratico sul loro uso.

Aspetti Soggettivi
  • efficienza fisica del soggetto che deve operare in quota;
  • paura del vuoto, vertigini, condizioni di affaticamento;
  • condizioni patologiche, inadeguatezza psicofisica;
  • competenza specifica del soggetto che deve operare in quota e necessità di formazione.

Elementi fondamentali ai fini del buon funzionamento di tutti i sistemi di prevenzione e di protezione contro la caduta dall’alto utilizzati nei lavori con funi, sono quelli legati alla capacità del lavoratore di saperli gestire con competenza e professionalità, quali: l’idoneità psico-fisica del lavoratore; l’informazione e la formazione adeguate e qualificate del lavoratore, in relazione alle operazioni previste; l’addestramento qualificato e ripetuto del lavoratore sulle tecniche operative, sulle manovre di salvataggio e sulle procedure di emergenza.

UTILIZZO SILICONE
Il silicone, o poli-silossani, è composto di polimeri inorganici basati su una catena silicio-ossigeno e su gruppi funzionali organici legati agli atomi di silicio.
Commercialmente, il silicone assume varie forme di consistenza (dall'oleoso al liquido) in funzione delle classi di applicazioni. Per la sua versatilità il silicone, trova utilizzo in diversi settori, quali quello degli adesivi, lubrificanti, isolanti, giocattoli, collegamenti elettrici, settore automobilistico, sigillature, finiture murali ecc.
PROCEDURE DI SICUREZZA
• Attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nelle schede di sicurezza dei prodotti impiegati.
• Il datore di lavoro valuta i rischi per la salute dei lavoratori derivanti dalla  presenza di agenti chimici ed attua le misure necessarie per eliminare o ridurre tali rischi.
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto.
• Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze.
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione.
• Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti.
• Ogni sostanza del tipo in esame deve essere opportunamente conservata e tenuta in ambienti adeguati.
• Durante la manipolazione del prodotto saranno presi gli accorgimenti per evitare contatti con la pelle e con gli occhi, quali l’utilizzo di idonei DPI, nonché l’adozione delle corrette procedure di lavoro.
• Nel caso di contatto cutaneo esteso ai lavoratori sarà raccomandato di lavarsi abbondantemente con acqua e sapone
• In caso di contatto con gli occhi, lavare abbondantemente con acqua e nel caso l’irritazione persista consultare il medico
• In caso di inalazione, portare la persona all’aria aperta e nel caso il malessere persista consultare il medico
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
• Effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione.
• Fare uso di creme barriera in caso di sensibilizzazione al prodotto.
• Effettuare la detersione frequente delle mani e delle superficie esposte con acqua e saponi ipoallergeni.
• Fare uso di guanti idonei al processo lavorativo, fermo restando i limiti posseduti da questi mezzi di protezione ivi compresi quelli di natura irritante od allergizzante in grado quindi di causare dermatite.
• Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione.
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.

REALIZZAZIONE IMPIANTI VRF
Realizzazione di impianti a Flusso di Refrigerante Variabile (VRF), ossia impianti di climatizzazione alternativi ai sistemi tradizionali composti da caldaia e refrigeratore. Questi sistemi sono altamente performanti e molto richiesti, in quanto hanno flessibilità di funzionamento, alto rendimento energetico ed una installazione semplice e rapida. Inoltre, consentono facilmente di essere modificati e ampliati senza dover fare nessun intervento sull'installazione già esistente.
In generale, l’impianto VRF è un impianto del tipo ad espansione diretta nel quale è presente una unità esterna dotata di compressore e di una batteria di scambio. Attraverso linee distributive realizzate con tubazioni in rame adatte a tali impianti, vengono alimentate le singole unità interne le quali comprendono, oltre al ventilatore, la batteria di scambio, la valvola termostatica elettronica e la valvola di deviazione a cassetto. Nella conformazione più semplice, gli impianti VRF sono dei semplici impianti frigoriferi con inversione di ciclo, nei quali tutte le unità interne lavorano in riscaldamento o in raffreddamento a seconda della stagione, garantendo la possibilità di agire sulla regolazione delle temperatura interna per ogni singolo locale e sulla velocità del ventilatore.
PROCEDURE DI SICUREZZA
• L’esecuzione di lavori deve essere affidata a lavoratori abilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnica riconosciuti idonei per tale attività.
• Prima di dare inizio all'esecuzione dei lavori, il preposto deve verificare che i lavori siano  eseguibili nel rispetto della norma.
• Gli impianti devono essere realizzati nel rispetto degli elaborati progettuali ed esclusivamente secondo la regola dell'arte, in conformità alla normativa vigente e le imprese installatrici sono responsabili della corretta esecuzione.
• Le imprese installatrici abilitate devono eseguire gli impianti a regola d’arte utilizzando allo scopo materiali parimenti costruiti a regola d’arte e certificati.
• Gli impianti devono essere corredati di dichiarazione di conformità.
• Durante le operazioni di taglio e saldatura deve essere impedita la diffusione di particelle di metallo incandescente al fine di evitare ustioni e focolai di incendio. Gli addetti devono fare uso degli idonei dispositivi di protezione individuali. 
• Impiegare solo attrezzature in buono stato di conservazione.
• Verificare che l'attrezzatura sia dotata di marcatura CE, che l'alimentazione elettrica venga fornita da trasformatore di sicurezza posto fuori dello scavo (luogo conduttore ristretto), stato d’efficienza meccanica ed elettrica dell'impianto.
• Verificare con frequenza le condizioni degli attrezzi con particolare riguardo alla solidità degli attacchi dei manici di legno agli elementi metallici.
• Evitare il contatto del corpo dell'operatore con elementi taglienti o pungenti o comunque capaci di procurare lesioni.
• Le scale non devono essere usate abitualmente come postazioni di lavoro, ma solo per raggiungere attrezzature più idonee o piani di lavoro sopraelevati.
• E’ necessaria una valutazione preliminare dell’idoneità della scala all'impiego in funzione della lunghezza della stessa e della pendenza applicabile.
• Impartire agli addetti le necessarie informazioni per la corretta movimentazione di carichi pesanti o ingombranti.
• Rispettare le istruzioni ricevute per un’esatta e corretta posizione da assumere nella movimentazione dei carichi.
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione al rumore.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti.
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.

PRESSA COMPATTATRICE PER CARTONE
Macchina utilizzata per compattare grandi volumi di cartone e/o plastica, in assenza di grandi spazi a disposizione, producendo balle dal peso di 400 Kg. La pressa è dotata di una bocca di carico idonea per il caricamento di grandi scatole di cartone ed altri materiali e possiede due potenti cilindri che applicano una pressione costante, assicurando balle estremamente compatte. La macchina è idonea per il caricamento di scatole di cartone intere, eliminando così la necessità di piegare gli imballaggi e di effettuare viaggi all'esterno per buttare i rifiuti. Le balle di cartone si adattano perfettamente a dei pallet standard, rendendoli semplici da stoccare e trasportare. 
La pressa funziona ad aria compressa, non contiene componenti elettrici od idraulici, minimizzando così il rischio di incendio ed eliminando completamente il rischio di perdite d'olio. Inoltre, la funzione di espulsione automatica della balla rende il processo di svuotamento della pressa, veloce, pratico e sicuro.
ISTRUZIONI OPERATIVE
• Attuare la sicurezza delle macchine, nel pieno rispetto della direttiva macchine e delle altre norme vigenti in materia.
• Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle macchine ed assicurarsi che essa venga utilizzata esclusivamente da personale adeguatamente addestrato ed a conoscenza delle corrette procedure di utilizzo. 
• Accertarsi che la macchina sia marcata "CE".
• Verificare che la macchina sia corredata da libretto d'uso e manutenzione.
• Prima di utilizzare la macchina assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi condizione pericolosa.
• La pressa deve essere dotata dei seguenti dispositivi di sicurezza: 
o stampo chiuso, per cui il punzone lavora all’interno della motrice e quindi non c’è la possibilità di schiacciamento
o schermo fisso, ovvero tutti i lati della pressa sono racchiusi da protezioni fisse che consentono solo il passaggio del pezzo da lavorare
o schermo mobile, anche in questo caso si ha la protezione completa della zona pericolosa, ma il funzionamento della macchina a schermo aperto è inibito da un dispositivo di blocco, che non permette peraltro l’apertura dello schermo fino al raggiungimento del punto morto superiore del punzone.
• La pressa deve essere dotata di un dispositivo a barriera immateriale (fotocellula), costituito da uno o più raggi luminosi; tale dispositivo è collegato con il sistema di comando, impedendo la discesa del punzone quando le mani o altre parti del corpo si trovano in posizione di pericolo.
• La pressa deve essere dotata di un dispositivo di comando a due pulsanti, ad uomo presente e contemporanei, in modo che la pressione o il rilascio di un solo pulsante impedisca il funzionamento della macchina.
• In caso di guasto, deve essere presente una valvola di blocco che chiuda il circuito, arrestando qualsiasi movimento o una valvola parzializzatrice del flusso che, in seguito a guasti o rotture, garantisca una discesa controllata dello stampo.
• In caso di guasto, la pressa deve essere dotata anche di dispositivi limitatori di pressione.
• Divieto di lavorare con la macchina sprovvista di dispositivi di sicurezza, di ripari o di rimuovere gli stessi.
• Divieto di operare in più di una persona qualora la pressa venga usata con il comando a due pulsanti. Se alla stessa sono addetti più operatori contemporaneamente, si deve prevedere un comando a due pulsanti per ciascuno di essi.
• Per le operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale specializzato.
• Verificare l'efficienza dei comandi e dell'interruttore di emergenza.
• Verificare l'integrità della macchina, in tutte le sue parti.
• Accertarsi della presenza del dispositivo contro il ri-avviamento del motore in seguito ad interruzione improvvisa dell'alimentazione elettrica.
• Non effettuare interventi con organi in movimento prima che sia disattivata.
• Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall'esposizione al rumore.
• Durante l’utilizzo della macchina, adottare misure tecniche adeguate per mitigare possibili impatti ambientali, quali emissione di vapori, rumori e vibrazioni.
• Per prevenire il rischio da vibrazioni, utilizzare macchine con impugnature anti vibranti montate su supporti elastici e rivestite di materiale specifico.
• Non indossare indumenti con parti libere e svolazzanti che potrebbero impigliarsi nella pressa.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti.
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.


SICURWEB propone totalmente on-line la valutazione del rischio da agenti cancerogeni e mutageni e la redazione di tutta la modulistica richiesta dal Titolo IX Sostanze Pericolose Capo II Protezione da Agenti Cancerogeni e Mutageni D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
Per la valutazione del livello rischio esposizione (esposto/NON esposto) sono state adottate le linee guida ISPRA.
Sarà possibile creare n-revisioni con relativi reparti e valutazioni per ogni azienda/sede/unità produttiva inserita nel BACKOFFICE.

PRINCIPALI FUNZIONALITA'
Archivi di base: Agenti cancerogeni-mutageni, Misure Tecniche, organizzative e Procedurali, Misure di prevenzione e protezione, DPI, ecc. Gli archivi di base sono
aperti a qualunque modifica ed implementazione da parte dell’utente, il quale potrà
personalizzare ed arricchire la propria banca dati.
Filtri avanzati di ricerca per ogni griglia.
Identificazione Agenti cancerogeni-mutageni
Registro degli esposti e Monitoraggio Biologico: elenco dei lavoratori esposti con durata
dell’esposizione e dati derivanti dal monitoraggio biologico.
Valutazione livello di esposizione secondo le linee guida ISPRA.
Saranno identificati i seguenti fattori:
P, fattore di protezione collettiva
S, stato chimico-fisico
T, temperatura di processo
Q, quantità utilizzata
E, tempo di manipolazione
F, frequenza di utilizzo
STAMPE IN RTF
Stampa scheda valutazione
DVR (Documento Valutazione rischi)
Registro degli esposti
Cessazione attività.

SICURWEB 7.7-NUOVA VERSIONE 
MODULO RISCHIO BIOLOGICO
SICURWEB propone totalmente on-line la valutazione del rischio biologico e la redazione di tutta la modulistica concernente i rischi da esposizione ad agenti biologici (Titolo X D. Lgs. 81/08 e s.m.i.). Per la valutazione del rischio biologico è stata adottata la metodologia INAIL-CONTARP.
Sarà possibile creare n-revisioni con relativi reparti e valutazioni per ogni azienda/sede/unità produttiva inserita nel BACKOFFICE.
PRINCIPALI FUNZIONALITA'
• Archivi di base: Agenti Biologici Classificati (come da Allegato XLVI D. Lgs. 81/08 e s.m.i.), Misure Tecniche, organizzative e Procedurali, Misure di Contenimento (come da Allegato XLVII D. Lgs. 81/08 e s.m.i.), DPI, ecc. Gli archivi di base sono aperti a qualunque modifica ed implementazione da parte dell’utente, il quale potrà personalizzare ed arricchire la propria banca dati.
• Filtri avanzati di ricerca per ogni griglia.
Identificazione Agenti Biologici Classificati con la possibilità di inserire la modalità di trasmissione e gli effetti sulla salute, individuazione del livello di rischio, delle misure tecniche, organizzative e procedurali, delle misure igieniche e di emergenza, dei DPI da utilizzare, delle Misure di Contenimento, ecc. Stampa della scheda di valutazione.
Registro degli Esposti e degli Eventi Accidentali: elenco dei lavoratori esposti con durata dell’esposizione e individuazione di eventi accidentali.
Valutazione rischio biologico con metodologia INAIL-CONTARP. 
Saranno identificati i seguenti fattori:
o C grado di contaminazione
o F1 quantità di sostanza manipolata
o F2 frequenza di manipolazione
o F3 caratteristiche strutturali/DPC
o F4 norme di buona prassi
o F5 dpi specifici per il rischio biologico
o F6 formazione
STAMPE IN RTF
• Stampa della scheda di valutazione;
• DVR (Documento Valutazione rischi)
• Registro degli esposti e degli eventi accidentali

• Cessazione attività.

Dismissione di impianti industriali obsoleti oppure in disuso, con presenza di sostanze pericolose che possono costituire potenziali fonti di contaminazione delle matrici ambientali: suolo, sottosuolo, acqua di falda e aria. 
In genere, l’attività comporta l’attuazione delle seguenti fasi operative:
o delimitazione dell’area
o scollegamento delle linee di alimentazione esterne, quali elettricità, acqua ecc.
o taglio e sigillatura delle condutture, previa bonifica e controllo dell’atmosfera
o demolizione dei manufatti (capannoni, pensiline) con recupero del materiale di risulta;
o Carico, trasporto e smaltimento delle macerie in discariche autorizzate;
o Sgombero, pulizia e bonifica delle aree interessate.
PROCEDURE DI LAVORO
• Attenersi alle misure generali di prevenzione nei confronti dei singoli rischi sopra individuati.
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati e formati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature. 
• Effettuare la formazione e l’informazione del personale sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature e sui rischi connessi alla presenza di sostanze pericolose.
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze presenti nell’impianto industriale (es. infiammabilità, incompatibilità), nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto.
• Essendo gli interventi effettuati in zone classificate a rischio di esplosione, il personale addetto deve attenersi scrupolosamente alle disposizioni e procedure che garantiscono standard di sicurezza.
• Evitare, quando possibile, di operare in concomitanza di altre attività nella stessa area.
• Vietare l'avvicinamento, la sosta ed il transito delle persone mediante avvisi e sbarramenti durante i lavori di demolizione. 
• Attuare interventi di messa in sicurezza, che prevedono la rimozione rifiuti, lo svuotamento e la raccolta di sostanze pericolose sversate; l’aspirazione liquidi inquinanti e la copertura e impermeabilizzazione temporanea di suoli e terreni contaminati.
• Attuare interventi di bonifica, che prevedono la rimozione e smaltimento dei rifiuti e terreni contaminati presso discariche e impianti di trattamento; la messa in sicurezza permanente mediante cinturazioni perimetrali, barriere o diaframmi verticali in modo da isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle matrici ambientali circostanti. 
• Prima di procedere alla demolizione accertarsi che tubazioni o cisterne e simili siano state svuotate e rimosse, onde prevenire il rischio di esplosione ed incendio.
• Adottare le misure di prevenzione incendi previste dalla normativa vigente.
• Prima di procedere alla demolizione bisogna accertare che sia stata disattivata l'alimentazione elettrica, per  evitare pericoli di elettrocuzione, del gas, per evitare rischi di incendi e di  esplosioni e idrica.
• Prima di procedere alla demolizione è  opportuno  svolgere un'analisi preliminare della  stabilità della struttura e predisporre un piano riportante  le tecniche  e  le fasi di  demolizione. 
• Prima della esecuzione dei lavori, effettuare la verifica di stabilità e predisporre i puntellamenti necessari, al fine di valutare prontamente la presenza di eventuali sintomi di crolli o cedimenti repentini delle strutture e di disporre i conseguenti interventi di rinforzo, a mezzo di armature provvisorie, o l'evacuazione immediata delle zona pericolosa.
• Durante le demolizioni è indispensabile la presenza di un preposto con specifica competenza in materia al fine di valutare prontamente la presenza di eventuali sintomi di crolli o cedimenti repentini delle strutture e di disporre i conseguenti interventi di rinforzo, a mezzo di armature provvisorie, o l'evacuazione immediata delle zona pericolosa.
• Il perimetro esterno dell'area interessata, deve essere delimitato in modo da impedire che  il materiale di  risulta della  demolizione possa investire o comunque colpire persone sia addette che non.
• La demolizione completa deve procedere dall'alto.
• Il movimento dei mezzi  meccanici  impiegati deve  essere osservato  e guidato anche da  persone  a terra, collocate in opportune aree di sicurezza.
• In caso di utilizzo di attrezzi speciali, quali ad esempio di pinze idrauliche, occorrerà attenersi scrupolosamente alle istruzioni relative al loro utilizzo.
• Durante i lavori di demolizione in genere è necessario inumidire i materiali di risulta per limitare la formazione delle polveri.
• I mezzi meccanici utilizzati in ambienti ad elevata polverosità devono essere dotati di cabina con sistema di ventilazione.
• Per le demolizioni parziali a mano effettuate all'interno d'ambienti normalmente chiusi deve essere prevista, la ventilazione degli stessi.
• Deve essere vietato gettare indiscriminatamente materiale dall'alto.
• Il materiale di risulta accumulato deve essere successivamente raccolto e rimosso.
• I rifiuti devono essere raccolti e stoccati secondo le varie tipologie di materiali e poi smaltiti in discariche autorizzate.
• Le vie di accesso alla zona operativa devono essere mantenute sgombere da materiali di qualsiasi natura e tipo.
• Impartire tempestivamente agli addetti le necessarie informazioni per la corretta movimentazione di carichi pesanti o ingombranti.
• Rispettare le istruzioni ricevute per un’esatta e corretta posizione da assumere nella movimentazione dei carichi.
• Per carichi pesanti o ingombranti la massa va movimentata con l’intervento di più persone al fine di ripartire e diminuire lo sforzo.
• Nelle attività che espongono i lavoratori all’azione di sostanze pericolose, effettuare la sorveglianza sanitaria con periodicità annuale o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione.
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione al rumore.
• I lavori di demolizione effettuati con  l'ausilio di  attrezzature rumorose o  che comportino  comunque produzione di  rumore, devono essere eseguiti negli  orari  stabiliti e nel  rispetto delle ore di silenzio imposte dai regolamenti locali.
• Attuare gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione alle vibrazioni.
• Gli utensili e le attrezzature vibranti da impiegare dovranno essere scelte tra quelle meno dannose per l'operatore; le stesse devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es. manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, etc.) e devono essere installate e mantenute in stato di perfetta efficienza.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti.
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.

Nel caso di Non Conformità rilevate sui prodotti forniti deve essere sempre redatto il documento Rapporto non conformità. Qualsiasi operatore (addetto alle lavorazioni od ai controlli) può individuare, nel corso delle attività espletate, un prodotto non conforme ai requisiti ed alle caratteristiche per esso specificati. Nel caso di non conformità/difetti del prodotto-servizio che non possono essere risolti immediatamente ed autonomamente dagli stessi operatori che li hanno rilevati e che comunque risultano avere rilevanza per la qualità del prodotto considerato e/o del relativo processo, è necessario procedere all'identificazione ed alla gestione della non conformità, come precisato nel proseguo del presente paragrafo. Nel caso di non conformità/difetti del prodotto -servizio che , per la loro natura, possono essere risolti direttamente dall’operatore che li rileva, l’operatore stesso è autorizzato all’immediato trattamento del prodotto/servizio per riportarlo a specifica (operazione di rilavorazione/re-esecuzione del servizio).
Il prodotto non conforme viene immediatamente identificato dal personale che ne ha rilevato la non conformità, mediante un cartellino o un adesivo rosso recante la scritta "Non Conforme", apposto sul prodotto in modo ben visibile, ovvero, ove le dimensioni del prodotto non lo consentano, mediante il suo inserimento in un contenitore identificato con la scritta “prodotti non conformi”. Dopo essere stato identificato, il prodotto non conforme viene, ove possibile, segregato nelle zone appositamente predisposte insieme ai relativi documenti giustificativi, a cura del personale che ha registrato la non conformità.
Nota: Se non è possibile trasferire immediatamente nelle apposite zone di segregazione il prodotto non conforme, l’operatore che ha individuato la non conformità si accerta che il cartellino "Non Conforme" su di esso apposto sia ben visibile e che non vi sia possibilità che il prodotto venga accidentalmente utilizzato. I prodotti non conformi rimangono segregati fino a quando non sono state prese decisioni in merito alla loro utilizzazione.
Il Responsabile del sistema di gestione, in collaborazione con il responsabile di produzione che l’ha rilevata, deve valutare la non conformità determinandone la causa e definendo se essa è attribuibile ad un fornitore o alle attività di processo interne.
La registrazione della non conformità per le quali necessitano azioni correttive, viene effettuata dal personale che ha rilevato la  non conformità stessa, utilizzando la prima parte del modello. (Rapporto di non conformità di prodotto). Tale rapporto, compilato, datato e firmato dalla persona che ha rilevato la non conformità, nella prima parte contiene i seguenti dati da inserire nel campo:
La fase del processo in corrispondenza della quale è stata evidenziata la non conformità e/o il reparto presso il quale la stessa è stata rilevata.
L’identificazione del materiale/prodotto non conforme (denominazione del prodotto).
La descrizione della non conformità rilevata (tipo di difettosità/non conformità rilevata).
Le possibili cause, se immediatamente identificabili, del difetto rilevato.
La documentazione di supporto e la documentazione che fornisce l’evidenza della non conformità rilevata (specifiche, piani di controllo, etc.).
Il nome di chi ha compilato il rapporto e la data di compilazione.
Il rapporto, compilato in tutte le sue parti, viene consegnato immediatamente al Responsabile di Funzione interessato.
Per tutte le non conformità rilevate il Responsabile dell’azione deciderà l’individuazione di una fra le seguenti possibilità:
accettare ugualmente il servizio/prodotto poiché comunque soddisfa le prescrizioni contrattuali previste con l’utente/committente.
provvedere alla definizioni di modifiche sulle procedure di produzione al fine di assicurarne l’idoneità ai requisiti specificati.
A fronte delle eventuali modifiche nella produzione e/o nell’erogazione dei servizi è compito dell’amministrazione concordare con i fornitori le attività da eseguire e procedere alla definizione dei relativi controlli indipendentemente dagli incaricati dello svolgimento dei controlli stessi.
La decisione sul trattamento delle non conformità deve essere registrata sul modello ed approvata.
Il responsabile del sistema di gestione provvederà a trasmettere il modello ai soggetti competenti per l’attuazione dei provvedimenti decisi in relazione alla risoluzione delle non conformità rilevate.
Il responsabile del sistema di gestione dovrà poi assucurarsi circa l’esito ottenuto a seguito della decisione intrapresa e della successiva attuazione, visionando e successivamente vistando il modello in caso di esito positivo, o attivando un’ulteriore non conformità nel caso di esito negativo, indicandone il numero originario di riferimento.
Il responsabile del sistema di gestione attraverso l’acquisizione diretta dei dati procede all’elaborazione, all’analisi e alla stesura di un rapporto statistico annuale da presentare all’organizzazione, per il corretto svolgimento delle attività di Riesame della Direzione.
Accettazione del prodotto NC mediante “Concessione” e registrazione
Nel caso il Responsabile del processo considerato valuti la non conformità “non critica”, egli decide per “l’utilizzazione (accettazione) del prodotto” con o senza riparazione; secondo tale decisione dovrà comunque essere corredata da una “concessione”, rilasciata dal responsabile della produzione e, ove previsto contrattualmente, dal cliente all’uopo informato. 
Tale concessione è registrata sul modello. La decisione di accettare un prodotto non conforme viene presa dal responsabile di produzione solamente nel caso in cui lo stesso, pur non risultando “a specifica”, è comunque in grado di assicurare la funzionalità e/o le altre prestazioni per esso richieste. 
Il prodotto “accettato”, che non richiede di essere riparato, viene inserito nuovamente nel suo ciclo di vita, a cura delle funzioni interessate. Quanto sopra pone fine al processo di gestione del prodotto non conforme. 
Il prodotto non conforme “accettato”, che richiede di essere riparato o rilavorato, viene gestito come precisato all’inizio del presente paragrafo. Compete alle funzioni interessate procedere alla riparazione o alla rilavorazione/re-esecuzione del prodotto/servizio per consentirne l’utilizzazione secondo quanto prestabilito. Registrando l’esito della riparazione o rilavorazione sul modello nello spazio denominato “Verifica Chiusura”.
I reclami possono essere rilevati dalle funzioni direttive, dal personale preposto alla realizzazione dei prodotti/servizi e da chiunque riceva una telefonata, fax o lamentela. 
Chiunque riceva un reclamo da un Cliente deve prontamente informare il responsabile del sistema di gestione, il quale provvede a compilare il modulo “Rapporto di Non Conformità/Reclamo”, specificando che si tratta di un reclamo. 
La Gestione dei Reclami viene effettuata seguendo le prescrizioni relative alla gestione delle Non Conformità.

PRESTAZIONI AMBIENTALI

Pubblicato da ingegnere sicurezza | 07:13

Le attività di sorveglianza e misurazione devono essere esplicitate in un “piano di sorveglianza e misurazione” realizzato dal Rappresentante della Direzione, con la collaborazione del RGA e dei responsabili delle funzioni coinvolte. 
Il piano di sorveglianza e misurazione contiene le seguenti informazioni:
• Processo e fase; 
• Misura da eseguire (riferito all’aspetto ambientale) ed unità di misura;
• Modalità di esecuzione delle misure;
• Limiti normativi o interni (se applicabili);
• Responsabilità per l’esecuzione delle misure;
• Scadenze/Periodicità;
• Modalità di registrazione o analisi dei dati.
Misura delle prestazioni ambientali
La necessità di effettuare delle misure delle prestazioni ambientali andrà riferita essenzialmente a:
• aspetti ambientali significativi o sui quali siano stati fissati obiettivi o limiti interni;
• aspetti ambientali per i quali sono richiesti controlli da norme di legge o autorizzazioni.
Le misure possono essere:
• di tipo diretto (per esempio: una concentrazione di un inquinante; un quantitativo di rifiuti smaltiti) 
• di tipo indiretto cioè riferite ai parametri del processo che genera l’aspetto ambientale (per esempio: i parametri di un processo di combustione). Queste misure sono necessarie a sorvegliare sull’andamento dei processi stessi.
Quando ritenuto opportuno, le prestazioni ambientali sono riferite a grandezze relative al processo che le ha generate, fornendo indicatori di prestazione ambientale. 
Tali misure sono definite dal Rappresentante della direzione in collaborazione con le funzioni coinvolte.
Controllo dell’andamento degli obiettivi e dei programmi
Il monitoraggio comprende, da parte del rappresentante della direzione i controllo di:
• grado di raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi, generalmente con cadenza annuale 
• stato d’avanzamento del programma, generalmente con cadenza semestrale
Il monitoraggio della conformità normativa viene svolto su più livelli all’interno del sistema di gestione:
• su base continuativa nel corso delle attività di monitoraggio descritte nei punti precedenti. Le stesse ispezioni sui posti di lavoro oppure i controlli agli impianti possono identificare situazioni di non conformità rispetto alle prescrizioni di legge;
• il rappresentante della direzione effettua un controllo almeno annuale delle scadenze sopra indicate;
• nell’ambito dell’attività di audit.
Gestione dei risultati di monitoraggio
I risultati dell’attività di monitoraggio sono verificati dalle funzioni indicate nel “Piano di sorveglianza e misurazione”: inoltre sono soggetti ad una verifica complessiva annuale da parte del Rappresentante della direzione.
I risultati di tali verifiche possono comportare:
• l’adozione azioni correttive e preventive;
• la revisione delle analisi iniziali (identificazione aspetti ambientali significativi).
Qualora l’attività di monitoraggio rilevi uno scostamento dai limiti imposti da normativa vigente o da limiti interni, la funzione aziendale che rileva lo scostamento apre una non conformità.
Quando l’analisi dei risultati mostra la possibilità di potenziali non conformità la funzione aziendale che rileva lo scostamento valuta la possibilità di un’azione preventiva.