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La pala meccanica è una macchina utilizzata per lo scavo, carico, sollevamento, trasporto e scarico del materiale.
La macchina è costituita da un corpo semovente, su cingoli o su ruote, munita di una benna, nella quale, mediante la spinta della macchina, avviene il caricamento del terreno. Lo scarico può avvenire mediante il rovesciamento della benna, frontalmente, lateralmente o posteriormente. I caricatori su ruote possono essere a telaio rigido o articolato intorno ad un asse verticale. Per particolari lavorazioni la macchina può essere equipaggiata anteriormente con benne speciali e, posteriormente, con attrezzi trainati o portati quali scarificatori, verricelli, ecc.
PROCEDURE DI LAVORO
• Prima di utilizzare la macchina assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi condizione pericolosa.
• Durante l’uso della pala meccanica sarà eseguito un adeguato consolidamento del fronte dello scavo.
• I percorsi riservati alla pala meccanica presenteranno un franco di almeno 70 centimetri per la sicurezza del personale a piedi.
• Durante l’uso della pala meccanica sarà vietato stazionare e transitare a distanza pericolosa dal ciglio di scarpate.
• Durante l’uso della pala meccanica i materiali da movimentare saranno irrorati con acqua per ridurre il sollevamento della polvere.
• Per l’uso della pala meccanica saranno osservate le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali.
• Durante l’uso della pala meccanica sarà impiegato un lavoratore a terra per operazioni di retromarcia o comunque difficili.
• I lavoratori della fase coordinata non devono avvicinarsi alla pala meccanica finché la stessa è in funzione.
• Durante l’uso della pala meccanica sarà vietato lo stazionamento delle persone sotto il raggio d’azione.
• Durante l’uso della pala meccanica sarà vietato trasportare o alzare persone sulla pala 
• Le chiavi della pala meccanica sono affidate a personale responsabile che le consegna esclusivamente al personale preposto alluso del mezzo. 
• La pala meccanica deve essere usata da personale esperto.
• La pala meccanica viene dotata di impianto di depurazione dei fumi in luoghi chiusi.
• La pala meccanica sarà dotata di adeguato segnalatore acustico e luminoso (lampeggiante).
• La pala meccanica sarà dotata di dispositivo acustico e di retromarcia.
• La pala sarà dotata di cabina di protezione dell’operatore in casi di rovesciamento (ROPS e FOPS).
• Durante l’uso della pala meccanica sarà esposta una segnaletica di sicurezza richiamante l’obbligo di moderare la velocità.
• Durante l’utilizzo della pala meccanica sulla strada non all’interno di un’area di cantiere, sarà attaccato posteriormente un pannello a strisce bianche e rosse integrato da un segnale, Passaggio obbligatorio, con freccia orientata verso il lato dove il veicolo può essere superato e la stessa sarà equipaggiata con una o più luci gialle lampeggianti.
• Non è consentito pulire, oliare o ingrassare gli organi mobili, né eseguire operazioni di registrazione o di riparazione dell’attrezzatura quando siano in funzione, salvo che non risulti espressamente indicato (con le relative procedure) nelle istruzioni di manutenzione.
• Non utilizzare la macchina in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette.
• Se la macchina impiegata sottopone il lavoratore a vibrazioni intense e prolungate, dovranno essere evitati turni di lavoro lunghi e continui.

POLITICA 231/01

Pubblicato da ingegnere sicurezza | 15:02

La politica di attuazione in ambito aziendale del modello organizzativo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 costituisce un riferimento fondamentale ed essenziale per tutti i partecipanti alla vita aziendale. 
Essa persegue il fine di gestire e disciplinare la responsabilità dell’azienda per la commissione, nell'interesse o a vantaggio della stessa, di alcuni reati specificamente individuati da parte del personale, nell'ambito dello svolgimento delle funzioni di rappresentanza, di amministrazione e di direzione o di unità organizzative autonome dal punto di vista finanziario e contabile, nonché da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati, nella consapevolezza che la responsabilità dell’azienda ravvisata nella circostanza non elimina la responsabilità della persona fisica che ha commesso il reato, bensì si aggiunge ad essa.
Il D. Lgs. 231/2001 riguarda infatti la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. Pertanto nel caso in cui vengano commessi reati previsti da tale normativa la società (in quanto entità legale) può essere ritenuta direttamente responsabile a meno che non si evinca che il reato è stato commesso da una singola persona, in violazione alle disposizioni aziendali riportate nel modello organizzativo adottato.
La politica di assunzione del modello 231 mira a far comprendere i principi cui si ispira ogni azione aziendale, in conformità alla salvaguardia delle attività aziendali dai rischi di reato previsti dal D. Lgs. 231/2001, prefigurando l’inosservanza delle disposizioni contenute in tale modello come un abuso della fiducia riposta nei confronti del dipendente che non rispetta le disposizioni aziendali. 
Si prefigge di coinvolgere tutti i partecipanti alla vita aziendale in rapporto al ruolo ed alle responsabilità assunte in azienda, attenendosi a quanto descritto nel modello 231, facendo presente che l’inosservanza delle disposizioni riportate potrà comportare altresì l’applicazione di specifiche sanzioni.
Il documento di politica indica in sostanza quale “organizzazione” si è data l’azienda in tema di responsabilità ai sensi del D. Lgs. 231/2001.
La politica rappresenta pertanto la “carta” fondamentale dell’azienda relativamente alla tematica trattata.
La Politica di attuazione del modello organizzativo si applica a tutta l’organizzazione aziendale e si basa sugli strumenti normativi nazionali e internazionali che regolano il funzionamento e l’attuazione delle procedure e dei modelli di sistema.
La dichiarazione della “politica aziendale” fornisce la base di riferimento per l’individuazione degli obiettivi specifici che l’azienda si prefigge di raggiungere attraverso l’attuazione del modello 231 al fine di ridurre o eliminare i rischi derivanti dalla possibilità di commettere illeciti che possano configurarsi come reati perseguibili e sanzionabili ai sensi del D. Lgs. 231/2001.


L’impiego principale è rivolto al servizio di accesso al tetto, o a un piano di sbarco ben definito.
ISTRUZIONI OPERATIVE 
• Verificare che la superficie di appoggio della struttura abbia sufficiente capacità portante ed eventualmente disporre le opportune tavole per la distribuzione dei carichi alla base.
• Predisporre a terra i correnti e le tavole per la distribuzione dei carichi.
• Posizionare le basette regolabili, comprensive di elementi di partenza, sulle tavole di distribuzione dei carichi.
• Collegare i correnti ai fori piccoli delle rosette degli elementi di partenza.
• Allineare la struttura alla facciata dell’opera servita e mettere in squadra il telaio di base del ponteggio utilizzando una livella.
•  Fissare i cunei alle rosette battendo sugli stessi con un martello metallico.
• La stabilità delle torri deve essere verificata per ogni specifico caso e, se necessario, la stabilità della torre può essere aumentata con un sistema di ancoraggio, con zavorre, con controventature o con l’allargamento della base di appoggio.
• Utilizzare i correnti rompitratta come protezione laterale del lato interno dell’impalcato di accesso al livello intermedio e agganciarli al corrente tubolare. Fissare il cuneo del rompitratta per evitare lo scorrimento dell’elemento.
• Le operazioni di montaggio e smontaggio devono essere eseguite necessariamente da due addetti che devono osservare quanto descritto nel presente manuale. Per configurazioni superiori a 2 metri gli operatori dovranno obbligatoriamente indossare tutti i dispositivi di protezione individuale (D.P.I.) per i lavori in quota come imbragatura, fune anticaduta, caschetto, guanti, scarpe antinfortunistiche.
• Per considerare idoneo un terreno per posizionare bisogna verificare:
o compattezza del terreno; 
o pendenza; 
o assenza di ostacoli;
• Verificare che la struttura sia stata montata correttamente, cioè che sia verticale e non richieda un riposizionamento.
• Verificare che le condizioni ambientali non influiscano sulla sicurezza dell’utilizzo (pioggia, gelo, vento).
• Verificare che non sia vietato l’uso della torre scala dai regolamenti locali.
• La torre scala deve essere montata ed usata in assenza di vento.
• Non creare collegamenti precari tra la torre scala e strutture adiacenti.
• La torre se lasciata incustodita deve essere ancorata saldamente a una struttura fissa stabile.
• Alla sommità non devono essere aggiunte ulteriori strutture e non devono essere montate coperture di nessun tipo (teloni o simili).
• È vietato aumentare l’altezza di lavoro mediante l’uso di scale, casse o di altri dispositivi.
• È vietato accedere al piano di lavoro dall’esterno della torre; è peraltro obbligatorio accedervi solo dall’interno.
• Gli utensili e i materiali non devono essere portati al piano di lavoro tramite carrucole o altre simili strutture esterne fissate alla torre.
• I carichi leggeri dove non sia possibile il passaggio interno devono essere sollevati, mediante funi di opportune dimensioni, a mano rimanendo verticali alla torre scala nell’area occupata dalla base.
• Non superare mai il limite di peso del piano di lavoro.
• Non saltare sul piano di lavoro.
• È vietato creare ponti o passaggi precari tra il trabattello e qualsiasi altra struttura.
• Non avvicinarsi a linee elettriche in tensione, rimanere almeno ad una distanza di 5 metri.
• Non è consentito sollevare o sospendere la struttura; essa non è stato progettata ne per essere sollevata ne per essere sospesa. Ogni tentativo di sollevare la struttura assemblata è pertanto vietato.
• Dopo l’utilizzo è consigliabile procedere come segue: 
o Pulire gli elementi, eliminando eventuali incrostazioni di cemento, malta o vernici.
o Lubrificare viti di serraggio, spinotti e manicotti vari.
o Verificare lo stato dei componenti provvedendo a sostituirli se danneggiati, solo con parti originali dello stesso tipo rivolgendosi al rivenditore autorizzato. 
o Durante la movimentazione delle parti smontate avere cura di non danneggiarle.
o Non sottoporre in nessun caso gli elementi smontati a carichi che ne provochino la deformazione permanente.
o Evitare accatastamenti disordinati con diversi materiali.

Ogni qualvolta si verifica un infortunio, incidente o quando si riscontra un comportamento pericoloso per la salute e la sicurezza dei lavoratori e/o di altri operatori, ogni dipendente è tenuto a comunicarlo al datore di lavoro o al RSPP che provvede alla compilazione di un apposito modulo di registrazione
E’ compito del datore di lavoro e delle figure responsabili analizzare attentamente le cause che hanno portato all’infortunio/incidente, scopo finale dell’analisi e quello di rimuovere le cause che hanno scatenando l’evento attuando opportune misure e azioni correttive e preventive.
Tali azioni e misure devono essere registrate in un apposito documento, nel quale vanno chiaramente indicati i tempi di attuazione e i soggetti incaricati dell’attuazione e della verifica.
Tra le possibili cause che possono portare all’insorgere di un infortunio/incidente si possono elencare:
·  procedure ed istruzioni di lavoro insufficienti;
·  personale non sufficientemente informato, formato e addestrato;
·  carenza di coordinamento/comunicazione con i lavoratori e/o i fornitori;
· carenze tecniche o manutentive di impianti, strutture, attrezzature messe a disposizione degli operatori;
·  imprudenza, disattenzione degli operatori;
·  carenza nell’attività di vigilanza e controllo da parte di datore di lavoro, Preposti, Lavoratori;
·  dispositivi di protezione individuale non adeguati o non efficaci.
Mentre le azioni correttive/preventive da adottare possono essere:
·  aggiornare/adeguare procedure ed istruzioni di lavoro;
· adeguare o addirittura ripetere l’informazione, la formazione e l’addestramento del personale;
·  migliorare la comunicazione interna ed il coordinamento con i fornitori esterni;
· prevedere il richiamo formale e/o provvedimento disciplinare degli operatori interessati, ove necessario;
·  aggiornare la valutazione dei rischi;
· migliorare/sostituire/manutenere le attrezzature e i dispositivi di protezione individuale;
· estendere le misure di sicurezza identificate ad altre situazioni di rischio analoghe presenti in azienda.
Dopo l’infortunio/incidente, nell’attesa di attuare le opportune misure il datore di lavoro mette in atto interventi d’urgenza necessari per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
La valutazione degli eventi e delle azioni correttive e preventive attuate costituisce parte integrante dell’incontro annuale in occasione della riunione di prevenzione e protezione dei rischi oppure di periodici incontri tra datore di lavoro, RSPP, RLS, medico competente.


Macchina per il lavaggio di pannelli di impianti fotovoltaici, senza l’uso di saponi, detergenti o agenti chimici, che potrebbero danneggiare il pannello. L’attrezzatura è dotata di membrana osmotica, con pre-filtro ai carboni attivi per la produzione di acqua demineralizzata, completa di carrello di trasporto su due ruote, con motore elettrico o a scoppio, accoppiato ad una pompa a pistoni per la messa in pressione dell’acqua di lavaggio.
Generalmente, durante l’utilizzo viene dotata dei seguenti accessori: lancia telescopica, spazzola manuale, spazzola rotante, tubo e misuratore, ecc. Inoltre, è portatile e modulabile fino a 20 metri in altezza per consentire di raggiungere i pannelli anche da terra ed è leggerissima perché realizzata in fibra di carbonio.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Tale documentazione deve, inoltre, fornire le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione in uso di attrezzatura a motore, macchinari ecc. non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza. Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari ecc. dovranno essere eseguite periodicamente verifiche sullo stato manutentivo, ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
PROCEDURE DI LAVORO
• Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle attrezzature ed assicurarsi che essa venga utilizzata esclusivamente da personale adeguatamente addestrato ed a conoscenza delle corrette procedure di utilizzo.
• L'attrezzatura deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari requisiti di resistenza e di idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di efficienza
• Controllare a vista lo stato di efficienza degli utensili e delle attrezzature in dotazione individuale. 
• Effettuare la manutenzione periodica dell’attrezzatura e verificare l’efficienza dei relativi dispositivi di sicurezza da parte di personale qualificato, nonché la tenuta del manuale d’uso e di manutenzione 
• Accertarsi che l'attrezzatura sia marcata "CE" .
• Prima di utilizzare l’attrezzatura assicurarsi della sua perfetta efficienza, nonché dell'eliminazione di qualsiasi condizione pericolosa.
• Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato.
• Identificare le procedure per ridurre il rischio biomeccanico ai livelli minimi tecnicamente raggiungibili, seguendo le seguenti priorità:
o ridurre la ripetitività 
o ridurre i tempi di esposizione
o ridurre l’esposizione agli altri fattori quali posture incongrue, sviluppo di forza ecc.
• L'uso ripetuto della forza di mani/braccia devono avvenire in maniera saltuaria durante il turno lavorativo.
• I movimenti e sforzi ripetuti non devono impegnare più di un quarto della durata del compito lavorativo.
• L’attrezzatura non deve indurre a far uso di una forza di presa maggiore di quella richiesta. 
• Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa gli atteggiamenti e/o abitudini di lavoro da assumere durante l’utilizzo dell’attrezzatura.
• L’attrezzatura deve essere dotata di specifica ed idonea imbracatura.
• La spruzzatura della sostanza deve essere effettuata facendo in modo che le correnti d'aria allontanino dall'operatore la vaporizzazione.
• Il lavoratore durante l’ uso dell’ attrezzatura deve fare delle pause ad intervalli regolari.
• Deve essere garantito il "turn-over" tra gli operai addetti all'uso dell’attrezzatura.
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti.
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.

NUOVO MODULO DI SICURWEB
VALUTAZIONE RISCHIO STRESS DA LAVORO CORRELATO
L'iter di valutazione è il seguente:
EVENTI SENTINELLA
Valutazione soglia di attenzione aziendale mediante la quale si rileva la presenza o meno di caratteristiche aziendali che in base agli studi scientifici in materia presentano caratteristiche correlate al rischio stress.
ANALISI DATI OGGETTIVI
L’analisi è effettuata mediante la CheckList CDO, lista comprende 32 domande suddivise in parti uguali tra i fattori di rischio relativi al “Contesto di lavoro” e al “Contenuto del lavoro”, indicati dall’Agenzia europea per la sicurezza e salute sul lavoro mentre per i dati sintomatici aziendali è utilizzata la Checklist DSA  per accertare la presenza di effetti diretti/indiretti denotanti potenziali sintomi di stress lavorativo. La lista comprende i seguenti indicatori: Assenteismo, turn-over, n.ro di infortuni, spostamenti di mansione, ecc.I dati della lista relativi all’ultimo anno sono confrontati con la media del triennio precedente.
Dall’analisi preliminare così effettuata SICURWEB calcola mediante un algoritmo numerico la Classe di rischio con 3 indicatori cui corrispondono 3 livelli di rischio: Rischio Basso, Rischio Medio, Rischio Elevato.
ANALISI DATI SOGGETTIVI
Comprende la raccolta e l’esame dei dati soggettivi relativi ai dipendenti. La rilevazione dei dati soggettivi viene eseguita tramite la somministrazione di un questionario, mediante il quale vengono raccolte le percezioni dei lavoratori relative ad aspetti delle condizioni di lavoro significativi ai fini del rischio stress, nonché le loro valutazioni dello stato che la relazione con le suddette condizioni presenta, in termini intensità di pressione sperimentata.
SICURWEB propone la gestione dei questionari lato dipendenti totalmente via WEB e in maniera assolutamente anonima.
In questo modo si potrà eliminare il cartaceo e tutte le difficoltà e il tempo dedicato alla preparazione e somministrazione dei questionari.
L’azienda potrà effettuare la raccolta dei dati soggettivi in maniera sicura e veloce, i dati dei questionari saranno archiviati e crittografati nel pieno rispetto della privacy.
I  risultati dei questionari saranno elaborati mediante un algoritmo numerico attraverso due indici, uno relativo al Contenuto del lavoro (IRS1) e l’altro relativo al Contesto del lavoro (IRS2), cui corrispondono 3 livelli di rischio ciascuno avente criticità specifica: Rischio Basso, Rischio Medio, Rischio Elevato.



Responsabilità del Datore di Lavoro
Responsabilità del Datore di Lavoro
Il  “datore di lavoro” è “il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.
 Nelle pubbliche amministrazioni di cui all‘articolo 1, c. 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale; esso è individuato dall‘organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conta dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.
 In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo.”
Il Legale Rappresentante di una società, azienda, inteso come la persona che ricopre le funzioni di rappresentanza, si configura come il Datore di Lavoro , per quanto concerne le tematiche di salute e di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Il D.Lgs. 81/2008 s.m. e i. ,testo unico in materia di salute e sicurezza in ambito lavorativo, definisce univocamente la figura del Datore di Lavoro all’art.2 com.1 lett. b) «datore di lavoro»: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.
A tale figura competono molteplici obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 s.m. e i. riportati nell’art. 18:
1. Il datore di lavoro, che esercita le attività di cui all’articolo 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:
a) nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente Decreto Legislativo.
b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza;
c) nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;
d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente;
e) prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
f) richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;
g) inviare i lavoratori alla visita medica entro le scadenze previste dal programma di sorveglianza sanitaria e richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto;
g bis) nei casi di sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41, comunicare tempestivamente al medico competente la cessazione del rapporto di lavoro;
h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37;
m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;
n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;
o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l'espletamento della sua funzione, copia del documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche su supporto informatico come previsto dall'articolo 53, comma 5, nonché consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui alla lettera r); il documento è consultato esclusivamente in azienda;
p) elaborare il documento di cui all’articolo 26, comma 3, anche su supporto informatico come previsto dall’articolo 53, comma 5, e, su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamente copia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il documento è consultato esclusivamente in azienda;
q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l’ambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio;
r) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, a fini statistici e informativi, i dati e le informazioni relativi agli infortuni sul lavoro che comportino l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, quelli relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza al lavoro superiore a tre giorni; l’obbligo di comunicazione degli infortuni sul lavoro che comportino un’assenza dal lavoro superiore a tre giorni si considera comunque assolto per mezzo della denuncia di cui all’articolo 53 del testo unico delle disposizioni
per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi di cui all’articolo 50;
t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all’articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;
u) nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro11;
v) nelle unità produttive con più di 15 lavoratori, convocare la riunione periodica di cui all’articolo 35;
z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e della protezione;
aa) comunicare in via telematica all’INAIL e all’IPSEMA, nonché per loro tramite, al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’articolo 8, in caso di nuova elezione o designazione, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; in fase di prima applicazione l’obbligo di cui alla presente lettera riguarda i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori già eletti o designati;
bb) vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.
1-bis. L’obbligo di cui alla lettera r) del comma 1, relativo alla comunicazione a fini statistici e informativi dei dati relativi agli infortuni che comportano l’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento, decorre dalla scadenza del termine di sei mesi dall’adozione del decreto di cui all’articolo 8, comma 4.
2. Il datore di lavoro fornisce al servizio di prevenzione e protezione ed al medico competente informazioni in merito a:
a) la natura dei rischi;
b) l’organizzazione del lavoro, la programmazione e l’attuazione delle misure preventive e protettive;
c) la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;
d) i dati di cui al comma 1, lettera r) e quelli relativi alle malattie professionali;
e) i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza.
3. Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del presente Decreto Legislativo, la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi comprese le istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dell’amministrazione tenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione. In tale caso gli obblighi previsti dal presente Decreto Legislativo, relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte dei dirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta del loro adempimento all’amministrazione competente o al soggetto che ne ha l’obbligo giuridico.
3-bis. Il datore di lavoro e i dirigenti sono tenuti altresì a vigilare in ordine all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 19, 20, 22, 23, 24 e 25, ferma restando l’esclusiva responsabilità dei soggetti obbligati ai sensi dei medesimi articoli qualora la mancata attuazione dei predetti obblighi sia addebitabile unicamente agli stessi e non sia riscontrabile un difetto di vigilanza del datore di lavoro e dei dirigenti.
Qualora il Datore di Lavoro non ottemperi ai suoi doveri in materia di salute e di sicurezza negli ambienti di lavoro, commette  sempre un reato di tipo amministrativo e penale.
Sanzioni Penali per il datore di lavoro e il dirigente
• Art. 18, co. 1, lett. a), d) e z) prima parte: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro [Art. 55, co. 5, lett. d)]
• Art. 18, co. 1, lett. c), e), f) e q): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro [Art. 55, co. 5, lett. c)]
• Art. 18, co. 1, lett. g), n), p) seconda parte, s) e v): ammenda da 2.000 a 4.000 euro [Art. 55, co. 5, lett. e)]
• Art. 18, co. 1, lett. o): arresto da due a quattro mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro [Art. 55 co. 5 lett. a)]
Sanzioni Amministrative per il datore di lavoro e il dirigente
• Art. 18, co. 1, lett. g-bis): sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro [Art. 55, co. 5 lett. h)]
• Art. 18, co. 1, lett. r), per gli infortuni superiori ai tre giorni: sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro [Art. 55, co. 5, lett. g)]
esclude l’applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione dell’articolo 53 del D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 [Art. 55, co. 6)]
• Art. 18, co. 1, lett. r), per gli infortuni superiori ad un giorno: sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro [Art. 55, co. 5 lett. h)];
• Art. 18, co. 1, lett. aa): sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro [Art. 55, co. 5, lett. l)]
• Art. 18, co.1, lett. bb): sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro [Art. 55, co. 5, lett. g)]
• Art. 18, co. 2: sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro [Art. 55, co. 5, lett. g)]
I compiti in materia di tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro sono molteplici ed articolati e per ogni aspetto ne risponde il Legale Rappresentante, salvo i casi in cui siano state messe in atto le seguenti azioni da parte dello stesso:
delega di funzioni in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, prevista dall ‘art. 16 del D.Lgs. 81/2008 s.m. e i. La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite;
adozione di un modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231., previsto dall’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 s.m. e i.
Relativamente alla delega di funzioni, questa si attua attraverso una procura speciale in materia di gestione della sicurezza in ambito lavorativo, nei confronti di un soggetto il quale dovrà avere un autonomo potere di spesa per fronteggiare  le varie esigenze.
Il datore di lavoro non può però delegare le seguenti attività, come previsto dall’art.17 del D.Lgs. 81/08 s.m. e i.:
a)    la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 s.m. e i. (Documento di Valutazione dei Rischi) ;
b)    la designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi (RSPP).
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE E DI GESTIONE
Per quanto concerne l’ adozione di un modello di organizzazione e di gestione,  l’art. 27 della Costituzione sancisce che la responsabilità penale è personale, con il D.Lgs. 231/2001, il Legislatore ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa/penale delle persone giuridiche per i reati commessi dai soggetti che operano nel contesto operativo delle stesse. Secondo questa legge rispondono della commissione di alcuni reati, sia il soggetto che li ha commessi, sia l’ente presso il quale questo soggetto presta l’attività lavorativa, sempre che tali reati siano stati compiuti a vantaggio e comunque nell’interesse dell’ente stesso. L’ente sarà ritenuto non imputabile del reato commesso dal proprio lavoratore solo nel caso in cui all’interno dell’organizzazione aziendale siano stati predisposti dei modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire i reati.
I reati per i quali è prevista la responsabilità penale degli enti sono analiticamente previsti e, essenzialmente, sono quelli contro la Pubblica Amministrazione: l'indebita percezione di erogazioni pubbliche, la concussione e la corruzione, la truffa e la frode informatica in danno dello Stato o di un Ente pubblico, oltre ad alcuni reati societari tra i quali il falso in bilancio, il falso prospetto e le false comunicazioni sociali, e a reati quali la falsità in monete e carte di credito.
Affinché operi l’esimente della responsabilità amministrativa e penale del Datore di Lavoro/Legale Rappresentante per i reati commessi dai soggetti che si trovano all'interno dell'azienda, devono ricorrere le seguenti condizioni:

1. l'ente deve aver predisposto, prima della commissione del fatto reato, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire i reati appartenenti alla specie di quelli verificatesi;
2. l’ente abbia creato un organismo (autonomo per poteri d'iniziativa e controllo) con compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento;
3. la persona ha commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e gestione;
4. non c'è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'organismo di controllo.

Nel caso in cui tali reati sono commessi da soggetti in posizione subordinata, invece, l’ente non risponde se tali soggetti non osservano gli obblighi di direzione e di vigilanza e l’ente stesso ha adottato ed attuato, prima della commissione del reato, un modello di organizzazione, gestione e controllo, idoneo a prevenire i reati appartenenti alla specie di quelli verificatesi

formazione, Infortuni, Mooc

Pubblicato da Lilino Albanese | 10:32

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L'intervento di incapsulamento viene eseguito attraverso l'applicazione di appositi impregnanti che penetrano all'interno del materiale e determinano l'aggregazione delle fibre di amianto all'originario supporto cementizio. Un successivo strato di materiale ricoprente, a seconda delle proprie caratteristiche, avrà capacità protettiva o capacità di garantire il ripristino e il rafforzamento dei requisiti meccanici. E’ un procedimento manutentivo che permette di allungare la durata della lastra, comunque, ma non elimina il problema dello smaltimento definitivo del materiale inquinante, ma lo rimanda ad un intervento successivo.
Per ottenere una corretta applicazione dei prodotti bisogna sempre eseguire un'accurata pulizia delle superfici da trattare per garantire un buon esito dell'intervento:
o Depolverizzare e rimuovere residui vegetali, oli, grassi, detriti vari
o Controllare gli agganci meccanici e le relative guarnizioni e rondelle o rimuovere le piccole parti distaccate.
PROCEDURE DI LAVORO
• Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni.
• Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone adiacenti non interessate dalla contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto.
• Pulire ogni giorno, con aspirazione a secco o con metodo ad umido, qualsiasi zona al di fuori dell'area di lavoro o di passaggio che sia stata contaminata da polvere o da altri residui conseguenti alle lavorazioni svolte.
• L'impresa deve elencare ed affiggere nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia le procedure di lavoro e di decontaminazione che dovranno essere eseguite dagli operai.
• Prima dell'inizio dei lavori gli operai devono essere informati e formati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, sull’uso delle maschere respiratorie e sulle procedure per la rimozione, la decontaminazione e pulizia del luogo di lavoro.
• L'impresa deve indicare nel Piano di Lavoro le procedure che gli operai devono seguire all'accesso e all'uscita della zona di lavoro attraversando correttamente il sistema di decontaminazione.
• Il trattamento preliminare della superficie deve essere effettuato con attrezzature idonee che impediscano la liberazione di fibre di amianto nell'ambiente.
• Sono vietati trattamenti preliminari di preparazione all'incapsulamento di manufatti in cemento-amianto in ambienti confinati.
• Le superfici dei manufatti in cemento-amianto devono essere accuratamente pulite ad umido allo scopo di rimuovere lo sporco che può impedire il fissaggio dell'incapsulante.
• Le acque di lavaggio devono essere veicolate lungo i canali di gronda e successivamente filtrate.
• Provvedere alla raccolta dei residui e/o dei detriti di materiale probabilmente contaminato in appositi big-bags indicanti il contenuto di MCA.
• Pulire i canali di gronda ove si riscontri presenza di accumulo di fibre inumidendo la crosta presente fino ad ottenere una fanghiglia densa che viene raccolta e smaltita come rifiuto contenente amianto.
• Raccogliere in appositi sacchi di tutto il materiale a perdere (tute in tyvek, filtri delle maschere, facciali filtranti, guanti, etc.) e successivo smaltimento come MCA.
• Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti devono essere depositati in un'area, chiusa ed inaccessibile agli estranei. Possono essere utilizzati in alternativa anche container scarrabili, purché chiusi anche nella parte superiore e posti in un'area controllata.
• Allontanare i rifiuti dall'area di lavoro in modo da ridurre il più possibile la dispersione di fibre seguendo dettagliatamente le modalità indicate nel Piano di Lavoro.
• I materiali rimossi e di risulta (compresi filtri dell'acqua), opportunamente imballati ed etichettati, saranno conferirti a trasportatore autorizzato che li consegnerà a discarica autorizzata. La titolarità del trasportatore e della discarica e le relative procedure amministrative devono essere opportunamente documentate nel Piano di Lavoro.
• Prima dell’inizio dei lavori su coperture in MCA è obbligatorio procedere alla verifica delle condizioni di stabilità delle lastre e delle strutture di sostegno. In relazione al risultato di tali verifiche, eseguire eventuali puntellamenti e rafforzamenti.
• Nei lavori eseguiti ad un’altezza superiore a 2 m. allestire idonee opere provvisionali dotate di parapetti regolamentari atte ad eliminare il pericolo di caduta di persone e di cose.
• Il parapetto del ponteggio, ove presente, deve sovrastare il piano di gronda di almeno 1.20 mt.
• Sui tetti a falda i parapetti di protezione di ponteggi, ponti a sbalzo, opere provvisionali in genere, devono essere tali da non consentire il passaggio dell’operatore in fase di caduta.
• Nei luoghi di transito, all'altezza della copertura deve essere sistemato un impalcato di sicurezza (mantovana parasassi) contro la caduta di materiali dall'alto. Tale protezione può essere sostituita con una chiusura continua in graticci sul fronte del ponteggio, qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con il transennamento dell’area sottostante.
• In mancanza di impalcati o parapetti, si deve fare uso di cintura di sicurezza con bretelle collegate a fune di trattenuta.
• Evitare di assumere posizioni disagevoli (su scale o spazi ristretti) perché eventuali contraccolpi possono far perdere l’equilibrio all’operatore.
• Le caratteristiche dei rivestimenti incapsulanti dovranno essere documentate nel Piano di Lavoro da schede tecniche e di sicurezza nonché da attestazione di conformità rilasciata al fornitore del prodotto da laboratori di analisi autorizzati.
• Per evitare la dispersione delle fibre di amianto, eventualmente emerse in superficie a seguito della preparazione del supporto, le successive fasi del ciclo incapsulante dovranno avvenire al più presto possibile.
• Non usare la macchina prima di collegare l'intero sistema di filtrazione.
• Sostituire i filtri esausti e trattarli come RCA.
• Convogliare le acque reflue nel gruppo filtrante seguendo scrupolosamente le procedure previste dal Piano di lavoro.
• I lavoratori devono osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro/dirigenti/preposti utilizzando correttamente i dispositivi di protezione messi a disposizione (quali maschere filtranti e indumenti non riutilizzabili).