Infotel
E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

TRIBUNALE O SPECCHIO
Attrezzatura utilizzata nel settore dell’abbigliamento, per il controllo del tessuto in piccoli e medi rotoli, ossia per verificare visivamente se il tessuto rispecchia o meno le caratteristiche qualitative richieste. 
La macchina è dotata di un sistema meccanico di rulli alimentato elettricamente, che consente di svolgere il tessuto e di farlo scorrere su un piano inclinato detto specchio.

La macchina si compone dei seguenti accessori:
o Culla di ricezione del grande rotolo. 
o Intelaiatura in lamiera presso-piegata. 
o Cilindro sovralimentato per visita con diritto esterno. 
o Cilindri ballerini di sincronizzazione. 
o Tappeto trasportatore aspirante. 
o Gruppi aspiranti interni al tappeto. 
o Tavolo luminoso di visita con inclinazione regolabile a nastro multicolore di fondo per la scelta del grado di visibilità del difetto. 
o Carrello avvolgitore con sistema di centraggio automatico. 
o Plafoniera di illuminazione registrabile. 
o Braccio oscillante per caricamento da falda. 
o Bollinatore metrico o segna difetti da uno a tre colori, con tastierino palmare per l'imputazione della qualità del difetto e collegamento seriale al P.C. 
o Dispositivo per il controllo dell'altezza del tessuto con collegamento seriale al P.C. 
o Stazione hardware e software con programma apposito per la registrazione dei difetti, della lunghezza, dell'altezza ed eventualmente del peso della pezza di tessuto con stampa dei certificati di qualità. 
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
UTILIZZO IN SICUREZZA
• Attuare la sicurezza delle macchine, nel pieno rispetto della direttiva macchine e delle altre norme vigenti in materia.
• Proteggere gli organi di trasmissione del moto, per evitare il rischio di presa e trascinamento, con dispositivi di interblocco, tali da impedire l’apertura del riparo della zona pericolosa quando la macchina è in movimento e non consente l’avvio quando il riparo è aperto, oppure di fotocellule, che garantiscano lo stesso livello di sicurezza.
• Predisporre il dispositivo di arresto di emergenza, dotato di comandi facilmente individuabili, rapidamente accessibili e capaci di bloccare immediatamente il processo pericoloso.
• Predisporre il dispositivo tale da impedire l’avviamento accidentale o inatteso della macchina, come nel caso di arresto e ritorno dell’alimentazione elettrica.
• Effettuare la manutenzione periodica della macchina e verificare l’efficienza dei relativi dispositivi di sicurezza.
• Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle macchine.
• Durante la manutenzione della macchina, attuare una procedura standardizzata, quale la neutralizzazione di tutte le forme di energia (elettrica, meccanica, oleodinamica e pneumatica), la dotazione del quadro di controllo di un dispositivo a chiave, di cui si deve impossessare l’addetto alla manutenzione fino al termine delle operazioni.
• Si consiglia l’utilizzo di abbigliamento idoneo privo di parti svolazzanti, onde evitare il rischio di presa e trascinamento.
• Segnalare l’operazione di manutenzione della macchina, apponendo un cartello sul quadro di comando recante la scritta “Lavori in corso-Divieto di effettuare manovre”.


NOVITA' DELLA VERSIONE 7.6

1. MODULO RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO: valutazione eventi sentinella, raccolta dati oggettivi (checklist CDO e DSA) e raccolta dati soggettivi (somministrazione questionari QVP-SLC on line ai dipendenti).
2. MODULO LMS
Per ogni corso in piattaforma e-learning è stato inserito il nuovo campo % superamento, di default il campo è settato sul 100%, che assicura la totalità del monte ore. L'amministratore della piattaforma può decidere di inserire una percentuale di superamento diversa. Il sistema ovviamente continua a controllare oltre che il monte ore (in percentuale di superamento) anche la visione di tutti gli oggetti didattici. In pratica il corsista termina il corso in FAD solo se entrambe le caratteristiche sono rispettate.

3. GESTIONALE FORMAZIONE
All'interno dell'aula virtuale in modalità FAD o blended (FAD/AULA, FAD/PRATICA, FAD/WEBINAR) è stata aggiunta l'estrapolazione in formato excel dei corsisti comprensiva di credenziali di accesso (username e password) in piattaforma e-learning. Si facilita così il compito degli amministratori che nelle versioni precedenti dovevano entrare nel modulo LMS per estrapolare le credenziali dei corsisti.


Regolamento CLP: Titolo II (Classificazione dei pericoli)
Agenti chimici pericolosi per la salute:
  •          Tossicità acuta
  •         Corrosione/irritazione cutanea
  •          Danni rilevanti/irritazione oculare
  •          Sensibilizzazione respiratoria e cutanea
  •          Tossicità sistemica su organi bersaglio a seguito di esposizione singola
  •          Tossicità sistemica su organi bersaglio a seguito di esposizione ripetuta
  •          Mutagenicità
  •          Cancerogenicità
  •          Tossicità riproduttiva
  •          Tossicità a seguito di aspirazione.

Agenti chimici pericolosi per la sicurezza
Regolamento CLP: Titolo II (Classificazione dei pericoli)
  •         Esplosivi
  •          Gas infiammabili
  •          Aerosol infiammabili
  •          Gas comburenti
  •          Liquidi infiammabili
  •          Solidi infiammabili
  •          Liquidi piroforici
  •          Solidi piroforici
  •          Sostanze che, a contatto con l’acqua, emettono gas infiammabili
  •          Liquidi comburenti
  •          Solidi comburenti
  •          Perossidi organici
  •          Gas sotto pressione
  •          Sostanze autoriscaldanti
  •          Sostanze autoreattive
  •          Corrosivi per i metalli

Effetti sull’ambiente

  •          Pericolosità per l’ambiente acquatico.


Pittogramma
Immagine
Classe e categoria di pericolo
GHSO1
Bombola che esplode

Esplosivi instabili
Esplosivi delle divisioni 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4
Sostanze e miscele autoreattive, tipi A e B
Perossidi organici, tipi A e B
GHS02
Fiamma

Gas infiammabili, categoria di pericolo 1
Aerosol infiammabili, categorie di pericolo 1 e 2
Liquidi infiammabili, categorie di pericolo 1, 2 e 3
Solidi infiammabili, categorie di pericolo 1 e 2
Sostanze e miscele autoreattive, tipi B, C, D, E, F
Liquidi piroforici, categoria di pericolo 1
Solidi piroforici, categoria di pericolo 1
Sostanze e miscele autoriscaldanti, categorie di pericolo 1 e 2
Sostanze e miscele che a contatto con l’acqua emettono gas infiammabili, categorie di pericolo 1, 2 e 3
Perossidi organici, tipi B, C, D, E, F
GHS03
fiamma su cerchio

Gas comburenti, categoria di pericolo 1
Liquidi comburenti, categorie di pericolo 1, 2 e 3
Solidi comburenti, categorie di pericolo 1, 2 e 3
GHS04
bombola per gas

Gas sotto pressione:
Gas compressi;
Gas liquefatti;
Gas liquefatti refrigerati;
Gas disciolti.
GHS05
corrosione

Corrosivo per i metalli, categoria di pericolo
Corrosione cutanea, categorie di pericolo 1A, 1B e 1
Gravi lesioni oculari, categoria di pericolo 1
GHSO6
teschio e tibie incrociate

Tossicità acuta
(per via orale, per via cutanea, per inalazione)
categorie di pericolo 1, 2 e 3
GHS07
punto esclamativo

Tossicità acuta (per via orale, per via cutanea, per inalazione), categoria di pericolo 4
Irritazione cutanea, categoria di pericolo 2
Irritazione oculare, categoria di pericolo 2
Sensibilizzazione cutanea, categoria di pericolo 1
Tossicità specifica per organi bersaglio: esposizione singola, categoria di pericolo 3
Irritazione delle vie respiratorie
Narcosi
GHS08
pericolo per la salute

Sensibilizzazione delle vie respiratorie, categoria di pericolo 1
Mutagenicità sulle cellule germinali, categorie di pericolo 1A, 1B e 2
Cancerogenicità, categorie di pericolo 1A, 1B, 2
Tossicità per la riproduzione, categorie di pericolo 1A, 1B e 2
Tossicità specifica per organi bersaglio — esposizione singola, categorie di pericolo 1 e 2
Tossicità specifica per organi bersaglio — esposizione ripetuta, categorie di pericolo 1 e 2
Pericolo in caso di aspirazione, categoria di pericolo 1
GHSO9
Ambiente

Pericoloso per l’ambiente acquatico
—  pericolo acuto, categoria 1
—  pericolo cronico, categorie 1 e 2

Interventi di adeguamento di impianti elettrici, alle norme di sicurezza e ai requisiti tecnici e legislativi richiesti dalla normativa vigente. Per essere considerato adeguato l’impianto deve disporre di:
o dispositivi di sezionamento posti all’origine dell’impianto (interruttori generali) 
o dispositivi di protezione contro le sovracorrenti (interruttori automatici, fusibili, ecc.) 
o dispositivi contro i contatti indiretti (dispositivo differenziale coordinato con l’impianto di terra) oppure interruttore differenziale con Idn <= 0,03 A )
protezioni contro i contatti diretti (isolamenti, involucri, ecc.) 
In mancanza di tali requisiti è necessario sottoporre l’impianto ad un intervento di adeguamento che lo renda a norma di legge. In dettaglio, i lavori di adeguamento devono essere rispondenti alle seguenti disposizioni legislative e normative tecniche vigenti:
o D.M.37/08 (ex legge 46/90) sulla sicurezza degli impianti; 
o D.lgs. n.81/08 e s.m.i.;
o Norma CEI 64-8 (sesta edizione);
o Norme UNI e norme CEI.
Il nuovo decreto D.M. 37/08, rispetto alla Legge 46/90, amplia l’ambito di applicazione eliminando la distinzione tra impianti per edifici ad uso civile ed impianti per edifici per attività produttive, commerciali, terziario. 
PROCEDURE DI LAVORO
• Gli impianti elettrici devono essere mantenuti in ordine e in buona efficienza, in base all’articolo 86 del D.lgs. n.81/08 come modificato dal D.lgs n.106/09, in cui si specifica che: “…il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.”  e che: “ L’esito dei controlli è verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza”.
• Il proprietario dell’impianto deve adottare le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dell’impresa installatrice dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate (Art. 8 comma 2 del DM 37/08).
• L’adeguamento degli impianti elettrici deve essere eseguito da imprese abilitate alla realizzazione degli impianti elettrici, ai sensi del D.M.37/08 (ex legge 46/90), tramite il proprio responsabile tecnico, oppure da tecnici abilitati all’esercizio della professione dai rispettivi albi e, quindi, ingegneri o periti industriali, ovviamente esperti nel settore elettrico.
• Gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all'origine dell'impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA”.
• All'attuazione di queste misure, l'installatore abilitato deve rilasciare la dichiarazione di adeguatezza che deve essere inviata al distributore. La dichiarazione di adeguatezza è un documento che certifica la rispondenza dell'impianto in media tensione ai requisiti tecnici fissati dall'autorità.
• L’incaricato dei lavori deve concordare con il preposto dell’impianto elettrico le modalità, i tempi e le prescrizioni di sicurezza alle quali attenersi durante le fasi di adeguamento, ed eventualmente decidere quali e quanti addetti al servizio elettrico e/o ad altri servizi devono essere di supporto ai manutentori. Ottenuta l’autorizzazione in forma scritta, il manutentore può passare all’esecuzione dei lavori.
• Tutti i lavoratori devono essere adeguatamente informati, formati ed addestrati sulle corrette modalità di esecuzione delle attività e di utilizzo delle attrezzature.
• Si deve identificare in maniera inequivocabile la parte dell’impianto, su cui intervenire
• Se l'individuazione comporta il pericolo di contatti, anche accidentali, con parti da considerare in tensione, l'individuazione deve essere effettuata applicando la metodologia dei lavori in tensione.
• In caso di lavori sotto tensione, il preposto ai lavori deve individuare e delimitare l’area di lavoro, apporre un cartello monitore, sezionare le parti attive e mettere in sicurezza tutte le zone che possono interferire con l’area di lavoro, rendendo inaccessibili i dispositivi di sezionamento, verificando l’assenza di tensione, mettendo in corto circuito e a terra la parte sezionata.
• L’esecuzione dei lavori in tensione deve avvenire sotto il controllo del preposto.
• Prima di eseguire i lavori, si deve accertare l’efficienza delle attrezzature e dei mezzi di protezione, l’assenza di parti attive con pericolo di contatto accidentale, fuori della zona di intervento, e la corretta posizione di intervento dell’addetto ai lavori.
• Durante i “lavori a contatto”, ossia lavori in tensione nel corso dei quali l’operatore opportunamente protetto, può entrare nella zona di guardia con parti del proprio corpo, si deve limitare e contenere al massimo la zona di intervento, proteggere o isolare le parti a potenziale diverso per evitare la formazione di archi per corto circuito, fissare le parti mobili di elementi attivi che si sono staccati.
• In caso di contatti diretti, le apparecchiature e gli impianti devono presentare una protezione in modo che la parte in tensione, anche se a tensione inferiore a 25V c.a., risulti protetta al dito di prova o con isolamento a una di 500V per un minuto; non sono ammessi sistemi di protezione di tipo parziale, quali l’allontanamento, gli ostacoli, ecc…
• In caso di contatti indiretti, le apparecchiature elettriche trasportabili e mobili possono essere alimentate unicamente con sistemi a bassissima tensione di sicurezza, o con separazione elettrica tramite trasformatore di isolamento per ogni apparecchio, con sorgenti di alimentazione situata all’esterno del luogo del conduttore ristretto, ad eccezione di sorgenti non alimentate da rete, come ad esempio i gruppi elettrogeni; le lampade portatili devono essere alimentate solo da circuito SELV.
• Nel caso di linee o connessioni in cavo o assimilabili (per es. sbarre protette), se non è possibile la preventiva individuazione, le operazioni di accesso ai conduttori sino all'avvenuta individuazione devono essere effettuate applicando la metodologia dei lavori in tensione.
• Si deve provvedere alla messa in corto circuito ed a terra nei punti di possibile alimentazione ed a monte ed a valle del posto di lavoro (le terre nei punti di possibile alimentazione e sul posto di lavoro, possono coincidere, se vicine e visibili).
• Si deve provvedere alla messa in equipotenzialità di tutti gli elementi conduttori, che costituiscono masse e masse estranee, con le quali si può venire in contatto. Ciò significa, per esempio: interconnessione fra conduttori e sostegni, continuità dei conduttori aerei o cavi interrotti, interconnessione fra conduttori e mezzi d'opera, ecc.
• Devono essere vietati i lavori in tensione, quando si verifica una delle seguenti condizioni:
o sotto pioggia, neve, grandine
o in ambienti bagnati
o in ambienti dove, in conseguenza di scintille, si possono manifestare condizioni di pericolo
o in presenza di ripetute scariche atmosferiche, a meno che l'installazione non sia alimentata da una rete totalmente in cavo sotterraneo e il lavoro si svolga all'interno
o con visibilità scarsa tale da impedire agli operatori di distinguere chiaramente le installazioni e i componenti su cui essi operano ed al preposto ai lavori di svolgere il proprio compito.
• Se il lavoro in tensione è in corso mentre si manifestano le condizioni sopradette, è lasciata al preposto la valutazione di quando sospendere il lavoro stesso. In tale circostanza, il preposto deve prendere tutte le necessarie misure di sicurezza anche nei confronti di terzi.
• Se l'operatore si serve, per intervenire sulle parti attive in tensione, di aste isolanti, deve mantenere dalle parti suddette una distanza tale che non possa entrare, anche accidentalmente, nella zona di guardia con il proprio corpo o con oggetti mobili conduttori ad esso collegati. 
• E' consentito tagliare o sconnettere sotto carico, adottando opportune precauzioni, conduttori di sezione non superiore a 6 mm 2. Non è inoltre consentito tagliare conduttori sottoposti a sollecitazione meccanica se prima non si elimina con opportuni mezzi tale sollecitazione.
• I lavoratori devono essere formati sulle procedure atte a far fronte a situazioni di emergenza relative ad incendi o pronto soccorso.
• Non si deve utilizzare mai l'acqua per spegnere un incendio di natura elettricam ma si deve sezionare l'impianto ed utilizzare estintori a polvere o CO2 
• Se qualcuno è in contatto con parti in tensione non si deve tentare di salvarlo trascinandolo via, prima di aver sezionato l'impianto.
• Qualora non sia possibile evitare l'utilizzo diretto di utensili ed attrezzature comunque capaci di trasmettere vibrazioni al corpo dell'operatore, queste ultime devono essere dotate di tutte le soluzioni tecniche più efficaci per la protezione dei lavoratori (es.: manici antivibrazioni, dispositivi di smorzamento, ecc.) ed essere mantenute in stato di perfetta efficienza. I lavoratori addetti devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria e deve essere valutata l'opportunità di adottare la rotazione tra gli operatori.
• Utilizzare guanti con un potere di isolamento elettrico sufficiente a salvaguardare l’operatore, che possa venire accidentalmente a contatto con parti in tensione. Il modello dei guanti isolanti deve avere tassativamente una manichetta che copra almeno l’avambraccio. 
• Prima dell’uso dei guanti isolanti verificare, gonfiandoli, le condizioni di integrità; non deve verificarsi alcun tipo di perdita; i guanti isolanti devono essere conservati con cura riponendoli nell’apposita custodia.
• Lavorare sempre in doppia protezione isolante (es: guanti più stivali isolanti, guanti più cacciaviti).

All’esito della valutazione, il datore di lavoro dovrà attivare ed adottare specifiche misure di prevenzione e protezione, nel rispetto delle indicazioni riportate nell’art. 203 del D. Lgs. 81/08. Tale aspetto è fondamentale, in quanto sia nel caso dell'esposizione del sistema mano-braccio che nel caso dell'esposizione a vibrazioni del corpo intero, non esistono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) anti-vibrazioni in grado di proteggere i lavoratori adeguatamente e riportare i livelli di esposizione al di sotto dei valori limite. Sarà in particolare valutata la necessità e la possibilità di eliminare i rischi alla fonte e/o ridurli al minimo, mediante misure di carattere tecnico ed organizzativo, soprattutto per garantire il rispetto dei valore limite di esposizione, quali:
  • il ricorso a metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche;
  • la scelta di attrezzature di lavoro che siano progettate nel rispetto dei principi ergonomici e della minimizzazione del livello di vibrazioni trasmesse;
  • la possibilità di predisporre attrezzature o sistemi accessori per ridurre i rischi da vibrazioni (sedili che attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero, maniglie o guanti per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio);
  • interventi di manutenzione specifica sulle attrezzature di lavoro;
  • interventi di miglioramento dei luoghi e dei sistemi di lavoro;
  •  la progettazione e l'organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro;
  • l'adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull'uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche;
  • la limitazione della durata e dell'intensità dell'esposizione anche mediante l'organizzazione di orari di lavoro appropriati e la fornitura di dispositivi di protezione individuale.

Se, nonostante i provvedimenti adottati, il valore limite di esposizione sarà superato, si prenderanno misure immediate per riportare l'esposizione al di sotto di tale valore, individuandone le cause e adattando di conseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovo superamento.
Tra i dispositivi di protezione individuale rientrano i guanti certificati "anti-vibrazioni". Pur non presentando livelli di protezione elevati, i guanti anti-vibrazioni sono comunque utili per evitare l'effetto d’amplificazione delle vibrazioni trasmesse alla mano, come si riscontra per i normali guanti da lavoro e di attenuare ulteriormente i livelli di vibrazione prodotti dagli utensili impiegati. Inoltre, i guanti tengono le mani calde ed asciutte, il che contribuisce a limitare alcuni effetti nocivi indotti dalle vibrazioni.

Dovrà essere garantita un’adeguata informazione e formazione ai lavoratori e sarà attivata specifica sorveglianza sanitaria a cura del medico competente per tutti i lavoratori che dovessero risultare esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d'azione. Nella pratica, per la prevenzione della trasmissione di vibrazioni al sistema mano-braccio legata all'uso di utensili portatili, si interviene sul motore e sugli organi meccanici in movimento cercando di migliorare il bilanciamento dei componenti e abbattendo gli attriti meccanici cercando, inoltre, di evitare che le singole parti dell'utensile entrino in risonanza tra loro, con conseguente amplificazione delle vibrazioni. Un'altra modalità di prevenzione tecnica si può attuare rivestendo le impugnature con materiali assorbenti (materie elastiche antivibranti). quanto attiene alla prevenzione nei grossi mezzi meccanici si cerca di fare rientrare, con speciali tipi di sospensioni, le oscillazioni verticali entro i limiti di sicurezza. Appositi sedili di guida hanno uno smorzamento capace di ridurre l'effetto delle vibrazioni del 50-60%. Dal punto di vista medico, all'atto della assunzione, sarebbe opportuno non adibire a mansioni che espongano al rischio di vibrazioni individui con patologie reumatiche, neurolabili, individui con familiarità per patologie di tipo vasculitico o che già presentino il fenomeno di Raynaud, i forti fumatori. Evitare di lavorare al freddo rappresenta comunque il più semplice ed intuitivo accorgimento preventivo.

I collanti per legno sono costituiti principalmente da resina, solvente e farina vegetale a base di amido (molecola tridimensionale simile alla lignina). In funzione delle loro caratteristiche, le colle possono essere suddivise nelle seguenti tipologie:
o Colle a base di urea-formolo: queste colle, di colore bianco, hanno una tenuta mediocre, soprattutto se sottoposte a elevate temperature e quindi in presenza di notevoli escursioni termiche. Per contro presentano un costo abbastanza vantaggioso. Sconsigliabili per esterni e per elementi strutturali esposti agli agenti atmosferici.
o Colle a base di resorcina-formaldeide: di colore rosso-bruno, sono tra le più usate perché più resistenti all’aggressione degli agenti atmosferici, specialmente in climi caldo-umidi, anche se sono le più onerose per costi fra le colle del legno; consentono ottime prestazioni in ambienti difficili e mantengono le proprie caratteristiche nel tempo.
o Colle a base di melammina-urea-formaldeide: ultimamente molto utilizzate, queste colle sembrano offrire caratteristiche meccaniche assimilabili a quelle delle colle resorciniche e sono di colore bianco. La normativa attuale non consente comunque il loro utilizzo per strutture portanti all’aperto.
UTILIZZO IN SICUREZZA
• Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto.
• Effettuare la formazione e l’informazione relativa alluso corretto di tali sostanze. 
• Acquisire le schede di sicurezza delle sostanze chimiche utilizzate e predisporre idonee tabelle per l’intervento di primo soccorso, in caso di contatto con le sostanze utilizzate. 
• Verificare la presenza di idonea etichettatura in lingua italiana delle sostanze chimiche utilizzate, che deve indicare obbligatoriamente le eventuali precauzioni particolari da osservare.
• Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione.
• Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti.
• Ogni sostanza del tipo in esame deve essere opportunamente conservata e tenuta in ambienti adeguati.
• Durante la manipolazione del prodotto saranno presi gli accorgimenti per evitare contatti con la pelle e con gli occhi, quali l’utilizzo di idonei DPI, nonché l’adozione delle corrette procedure di lavoro.
• Nel caso di contatto cutaneo esteso ai lavoratori sarà raccomandato di lavarsi abbondantemente con acqua e sapone.
• In caso di contatto con gli occhi, lavare abbondantemente con acqua e nel caso l’irritazione persista consultare il medico.
• In caso di inalazione, portare la persona all’aria aperta e nel caso il malessere persista consultare il medico.
• Durante l'uso di sostanze del tipo in esame, non devono essere consumati cibi e bevande
• Raccomandare ai lavoratori di usare crema protettiva delle mani prima dell'uso dei suddetti prodotti.
• Effettuare la detersione frequente delle mani e delle superficie esposte con acqua e saponi ipoallergeni.
• Lavarsi accuratamente le mani dopo l’utilizzo.
• Al termine del lavoro, conservare i suddetti prodotti in idonei contenitori sigillati, in appositi armadietti posti in un luogo asciutto.